Martis

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Martis
comune
(IT) Màrtis
(SC) Màltis
Martis – Stemma Martis – Bandiera
Martis – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Sassari-Stemma.svg Sassari
Amministrazione
SindacoTiziano Antonio Gavino Lasia (lista civica) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate40°46′42″N 8°48′31″E / 40.778333°N 8.808611°E40.778333; 8.808611 (Martis)Coordinate: 40°46′42″N 8°48′31″E / 40.778333°N 8.808611°E40.778333; 8.808611 (Martis)
Altitudine295 m s.l.m.
Superficie22,96 km²
Abitanti504[1] (30-9-2017)
Densità21,95 ab./km²
Comuni confinantiChiaramonti, Laerru, Nulvi, Perfugas
Altre informazioni
Cod. postale07030
Prefisso079
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT090039
Cod. catastaleE992
TargaSS
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona D, 1 475 GG[2]
Nome abitanti(IT) martesi
(SC) maltesos
Patronosan Pantaleo
Giorno festivo27 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Martis
Martis
Martis – Mappa
Posizione del comune di Martis
nella provincia di Sassari
Sito istituzionale

Martis (Màltis in sardo, Màlti in sassarese e gallurese) è un comune italiano di 504 abitanti della provincia di Sassari. Si trova nella regione storica dell'Anglona.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'area fu abitata già in epoca nuragica per la presenza nel territorio di alcuni nuraghi.

Nel medioevo fece parte del Giudicato di Torres, nella curatoria dell'Anglona. Alla caduta del giudicato (1259) passò ai Malaspina, ai Doria e successivamente (intorno al 1450) agli Aragonesi. Nel XVIII secolo il paese venne incorporato nel principato d'Anglona, sotto la signoria prima dei Pimentel e poi dei Tellez-Giron d'Alcantara, ai quali fu riscattato nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Lingua e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Martis è quella logudorese settentrionale.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria di Martis, dal 1997 utilizzata solo a fini turistici

Nel comune è presente la stazione ferroviaria di Martis, posta lungo la ferrovia Sassari-Tempio-Palau, linea utilizzata in questo tratto sino al 1997 per i servizi di trasporto pubblico e successivamente per esclusivi impieghi turistici legati al Trenino Verde.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 16 aprile 2000 Riccardo Denicu liste civiche di centro-sinistra Sindaco [4]
16 aprile 2000 13 maggio 2001 Luigi Pietro Solinas lista civica Sindaco Elezione nulla[5]
13 maggio 2001 28 maggio 2006 Luigi Pietro Solinas lista civica Sindaco [6]
28 maggio 2006 15 maggio 2011 Luigi Pietro Solinas lista civica Sindaco [7]
15 maggio 2011 5 giugno 2016 Antonio Tiziano Lasia Gavino lista civica "Pro Martis" Sindaco [8]
6 giugno 2016 - Antonio Tiziano Lasia Gavino lista civica "Pro Martis" Sindaco [9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Comunali 23/04/1995, Ministero dell'Interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  5. ^ Comunali 16/04/2000, Ministero dell'Interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  6. ^ Comunali 13/05/2001, Ministero dell'Interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  7. ^ Comunali 28/05/2006, Ministero dell'Interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  8. ^ Comunali 15/05/2011, Ministero dell'Interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  9. ^ Comunali 05/06/2016, Ministero dell'Interno. URL consultato il 16 agosto 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN248301507
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