Padru

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Padru
comune
(ITSC) Padru
(SDN) Patru
Padru – Stemma Padru – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Sassari-Stemma.svg Sassari
Amministrazione
Sindaco Antonio Satta (lista civica) dal 31-5-2015
Territorio
Coordinate 40°46′N 9°31′E / 40.766667°N 9.516667°E40.766667; 9.516667Coordinate: 40°46′N 9°31′E / 40.766667°N 9.516667°E40.766667; 9.516667
Altitudine 160 m s.l.m.
Superficie 158 km²
Abitanti 2 147[1] (30-11-2014)
Densità 13,59 ab./km²
Frazioni Biasì, Budò, Cuzzola, Granidolzu, Ludurru, Nodalvu, Pedra Bianca, Sas Enas, Sa Serra, Sos Runcos, Sotza, Tirialzu
Comuni confinanti Alà dei Sardi, Loiri Porto San Paolo, Olbia, San Teodoro, Torpè (NU), Lodè (NU), Bitti (NU)
Altre informazioni
Cod. postale 07020
Prefisso 0789
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 090090
Cod. catastale M301
Targa SS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti padresi
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo seconda domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Padru
Padru
Padru – Mappa
Posizione del comune di Padru
nella provincia di Sassari
Sito istituzionale
Costume tradizionale

Padru (Padru in sardo[2], Patru in gallurese) è un comune di 2.147 abitanti[1] della provincia di Sassari.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo paese fondato sul suolo padrese fu Pedrabianca (o Petrabianca) che contava allora 15/20 abitanti. Le prime famiglie si chiamavano Gusinu e Muzzu. Non si sa molto sulla storia di Padru e delle sue frazioni: taluni riferiscono che sia nata intorno al 700, altri che fosse sede romana impiegata come postazione di battaglia.

Il Comune è stato istituito con la legge regionale n.1 del 3 gennaio 1996, staccandosi da quello di Buddusò, a seguito di un referendum popolare richiesto da una rappresentanza di cittadini.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Aree di interesse naturalistico[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di Padru confina con il neonato parco naturale regionale di Tepilora, Sant'Anna e Rio Posada, raggiungibile attraversando la piccola frazione di Pedrabianca, le cui casette costruite con fango e pietre, si arrampicano su una montagna incontaminata e ricca di specie arboree. Quest'ultima riserva un panorama mozzafiato, da Sa Contra 'e s'Ifferru ("la roccia che conduce all'Inferno") lo sguardo si volge a 360° e ci dona la vista di vallate e rilievi montuosi di mezza Sardegna sino a scorgere la catena del Gennargentu.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

I dati fino al 1991 si riferiscono al comune di Buddusò, di cui Padru ha fatto parte fino al 1996.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 102 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania 55 2,53%

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

A Padru, oltre all'italiano, si parla il sardo nella sua variante logudorese settentrionale, ad eccezione di una sua frazione galluresofona, Biasì (nome d'origine "Biaxì"), che oggi conta circa 200 abitanti.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
16 aprile 2000 8 maggio 2005 Antonio Satta lista civica Sindaco [4]
8 maggio 2005 30 maggio 2010 Gavino Mandras lista civica Sindaco [5]
30 maggio 2010 31 maggio 2015 Antonio Satta lista civica "Sviluppo e Solidarietà" Sindaco [6]
31 maggio 2015 - Antonio Satta lista civica "Sviluppo e Solidarietà" Sindaco [7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2014.
  2. ^ Consiglio Comunale di Padru, Adottato con Delibera di Consiglio Comunale n. 29 del 07.07.2010, in Delibera n.29.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Comunali 16/04/2000, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  5. ^ Comunali 08/05/2005, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  6. ^ Comunali 30/05/2010, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  7. ^ Comunali 31/05/2015, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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