Ozieri

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Ozieri
comune
(IT) Ozièri
(SC) Otièri
Ozieri – Stemma
Ozieri – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Sassari-Stemma.svg Sassari
Amministrazione
SindacoMarco Murgia (lista civica) dall'11-6-2017
Territorio
Coordinate40°35′05.54″N 9°00′11.83″E / 40.584871°N 9.003285°E40.584871; 9.003285 (Ozieri)Coordinate: 40°35′05.54″N 9°00′11.83″E / 40.584871°N 9.003285°E40.584871; 9.003285 (Ozieri)
Altitudine390 m s.l.m.
Superficie252,13 km²
Abitanti10 575[1] (31-12-2017)
Densità41,94 ab./km²
FrazioniChilivani, San Nicola, Fraigas
Comuni confinantiArdara, Chiaramonti, Erula, Ittireddu, Mores, Nughedu San Nicolò, Oschiri, Pattada, Tula
Altre informazioni
Cod. postale07014
Prefisso079
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT090052
Cod. catastaleG203
TargaSS
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona D, 1 629 GG[2]
Nome abitanti(IT) ozieresi
(SC) otieresos
PatronoSant'Antioco
Giorno festivo13 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ozieri
Ozieri
Ozieri – Mappa
Posizione del comune di Ozieri
nella provincia di Sassari
Sito istituzionale

Ozieri (Otieri in sardo[3]) è un comune italiano di 10 575 abitanti della provincia di Sassari in Sardegna. È il centro abitato più grande del Logudoro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nuraghe Burghidu
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia mineraria di Ozieri e Storia militare di Ozieri.

Età preistorica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Ozieri è stato popolato dall'uomo sin dalla preistoria. Una delle più importanti culture della Sardegna prenuragica (inquadrabile cronologicamente nel Neolitico recente, seconda metà del IV millennio a.C.) detta cultura di San Michele di Ozieri (o più semplicemente "cultura di Ozieri"), prende il nome proprio dalla grotta di San Michele dove sono stati fatti importanti ritrovamenti. A parte una statuetta di Dea Madre proveniente da Bisarcio e alcuni sporadici reperti venuti alla luce nella Grotta Bariles e afferenti alla cultura di Bonu Ighinu, la Preistoria locale è caratterizzata dalla cultura di San Michele o Ozieri.

Questa cultura databile al neolitico recente primo eneolitico (4000-3200 a.C.) prende il nome dalla  città e dall’omonima grotta scoperta nel 1914 dall’archeologo Antonio Taramelli, il quale effettuò la prima planimetria e i primi scavi archeologici, nei quali quale fu ritrovato del materiale ceramico di pregevole fattura che contribuì alla distinzione e definizione della citata cultura, diffusa in tutta l’isola e caratterizzata da una ceramica riccamente decorata di cui è un ottimo esempio la pisside decorata con protomi taurine nella parte superiore, protomi taurine e protomi d’ariete nella parte inferiore e motivo stellare sul fondo, ritrovata nella Grotta di San Michele, da cui proviene anche una statuina di Dea Madre afferente alla medesima cultura.

Le fasi dell’Eneolitico, detto Età del Rame o dei primi metalli, articolato tra il 3200 a.C. e il 2000 a.C., e diviso nelle fasi SUB – OZIERI o OZIERI II, FILIGOSA e ABEALZU, MONTE CLARO e del VASO CAMPANIFORME che si protrarrà anche nel successivo Bronzo Antico, sono testimoniate da una ciotola con carena di fase eneolitica Sub Ozieri mentre la successiva Cultura di Bonnanaro, riferibile all’età del Bronzo Antico,  è testimoniata da un vaso tripode proveniente anch’esso dalla Grotta di san Michele. Sono attribuibili a questa cultura anche cosiddette le domus de janas, sepolture ipogeiche il cui nome in lingua locale sarda significa “Case delle fate”. In esse è riprodotta la forma della casa terrena, secondo l’ideologia della continuità della vita di questo mondo in quella dell’aldilà. Questi ipogei sono diffusi in tutta l’Isola, se ne contano 150 nel solo territorio di Ozieri.

Importanti sono anche le domus de janas, sepolture ipogeiche il cui nome in lingua locale sarda significa “Case delle fate”. In esse è riprodotta la forma della casa terrena - secondo l’ideologia della continuità della vita di questo mondo in quella dell’aldilà - particolarmente evidente in non poche grotticelle che imitano la dimora a capanna rotonda, o la casa rettangolare con tetto a doppio spiovente, o l’abitazione semicircolare con i particolari architettonici, decorativi e simbolici. Le celle erano spesso dipinte di ocra rossa, simbolo del sangue e della rigenerazione, e in molti casi decorate con  simboli quali le protomi taurine, spesso fortemente stilizzate.  

Civiltà nuragica[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio ozierese sono presenti inoltre le vestigia della civiltà nuragica come i caratteristici nuraghi, i pozzi sacri e le tombe di giganti. L’aspetto più importante e originale della protostoria sarda, durante la quale si intensificano le relazioni tra le popolazioni dell’isola e le grandi civiltà egee (Creta, Micene, Cipro), e vicino-orientali, in particolare i Fenici, è rappresentata nel territorio del Comune di Ozieri da 123 nuraghi, i più importanti dei quali sono il nuraghe Bùrghidu, il nuraghe Sa Mandra e sa Jua e il nuraghe Mannu di Bisarcio.

Oltre alle torri esistono a Ozieri numerose attestazioni di grandi villaggi, come quello di Cordianu, nonché numerose fonti, pozzi e tombe di giganti.

Da Ozieri proviene un lingotto, custodito presso il museo civico archeologico di Ozieri costituito da rame puro per un peso di circa 28 chili, è un lingotto di tipo “ox-hide”, nome che deriva dalla sua forma a pelle di bue, di origine egeo-cipriota, rinvenuto secondo delle fonti orali insieme ad un secondo esemplare nelle fondamenta del distrutto Nuraghe Tedde, presso la chiesa di S. Antioco di Bisarcio. È uno dei pochissimi pezzi integri della Sardegna.

Gli scavi nel territorio hanno portato alla luce diverse tipologie di utensili utilizzati per la lavorazione dei metalli: martelli, palette, pinze, lingotti, accette e matrici di fusione.

Il cosiddetto ripostiglio di Chilivani, rinvenuto in località Baldosa nel 1921 dentro uno ziro di terracotta, annoverato tra i ritrovamenti più cospicui di età nuragica, era costituito in origine da 86 manufatti. Dell’intero deposito, costituito da asce bipenni a tagli paralleli ortogonali, cunei, cuspidi di lancia e asce a margini rialzati solo alcuni sono esposti ad Ozieri. I restanti pezzi costituiti prevalentemente da asce a margini rialzati, acquistati dal Taramelli all’epoca del rinvenimento, sono esposti a Cagliari e Sassari.

Dal  territorio provengono anche resti di navicelle votive e bronzi figurati come il “pugilatore” nonché numerose fibule, bracciali e altri oggetti d’ornamento.

Del successivo periodo romano di notevole importanza è il ponte sul Rio Mannu, noto in sardo con il nome di Pont'ezzu.

Epoca punica e romana[modifica | modifica wikitesto]

Non sono stati finora rinvenuti resti archeologici che documentino una frequentazione fenicia di questo territorio, mentre sono più consistenti le testimonianze relative alla civiltà punica quali gli sporadici rinvenimenti di ceramica decorata a bande rosse parallele rinvenute a Lentizzu, Fraigas, Sa Costa, Monzu e Sa Mandra e Sa Giua,. Dalla località di Sa Costa proviene la stele del tipo “a specchio” di età romana ma di tradizione romano-punica. Interessante il cippo funerario di Ferenzio scoperto nel 1957, in località Cuzi, sulla riva sinistra del Rio Mannu, e risalente al III-IV secolo d.C. recante l’iscrizione: Ferentius/Miloni f(lius) vixit ann(is) XLV h(ic) s(itus) e(st)/f(aciendum) c(uravit) filius. L’iscrizione fu commissionata dal figlio in onore di Ferentius, figlio di Milone, morto a 45 anni.

In età romana nel territorio di Ozieri gli abitati essi erano ubicati principalmente presso strutture di età nuragica come ad esempio Sa Mandra e Sa Jua, mentre altri erano diffusi in altre  località del territorio i, come ad esempio in località Vigne-Suèlzu, Riu Terchis, Baldosa, Cuzi-Badu sa Feminedda, Ruìnas, ecc.

Le maggiori attestazioni di aree funerarie di epoca romana provengono da Bisarcio e da Suèlzu: in questa località sono state rinvenute numerose statuine votive in terracotta.

In località Ruìnas nel 1959, accanto alle strutture riferibili ad abitazioni, un intervento sul terreno ha danneggiato una serie di tombe che hanno restituito oggetti dei corredi ed un’iscrizione funeraria ora perduta.

Non esistono testimonianze architettoniche di luoghi di culto pubblici, ma numerosi sono i materiali riferibili alla religiosità degli abitanti del territorio durante questo periodo. Primo fra tutti il busto fittile di Sarda Ceres, rinvenuto all’interno della Grotta del Carmelo, che raffigura la dea Cerere (fine I-II sec. d.C.) protettrice delle messi e di tutte le attività agricole, che sembra confermare lac vocazione cerealicola della piana di Ozieri.

Nel territorio di Ozieri, cioè lungo la strada romana che portava da Cagliari ad Olbia, ne sono stati trovati due. Del primo, ritrovato verso la fine dell’800 e oggi scomparso, proveniente dalla località San Luca, rimane solo il testo dell’iscrizione, mentre il secondo, è stato trovato mutilo nel 1981 in località Badu sa Feminedda ed indica, nella porzione dell’iscrizione pervenuta, il riconoscimento del potere all’Imperatore da parte del governatore dell’isola, mentre risultano assenti il nome dell’imperatore e il numero delle miglia.

Il territorio era servito da tre ponti sul Rio Mannu di Ozieri: Iscia Ulumu, che riporta al tracciato della strada lungo il fiume, Badu sa Femina Manna e Pont’Ezzu, quest’ultimo, meglio conservato, sorge in un luogo strategico per le comunicazioni durante l’epoca romana.

Ponte Ezzu è un ponte dotato di sei arcate, utile per servire le località circostanti e per snellire i traffici tra il nord e il centro dell’isola.

Il paese prese il nome di Othieri (probabilmente di origine protosarda), da cui deriva l'attuale denominazione.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Per ciò che concerne il territorio di Ozieri nell’alto medioevo, si hanno poche informazioni a livello documentario. È probabile che la caduta dell’impero romano d’Occidente abbia avuto scarse ripercussioni sul territorio ozierese, in cui dovevano coltivarsi cereali nelle pianure, mentre i territori collinari e montuosi erano destinati alla coltivazione della vite oppure utilizzati come pascolo, avendo quale naturale destinazione del surplus il porto di Terranova. Certo, il periodo turbolento delle invasioni germaniche dovette incidere sulla crisi del porto gallurese, determinando la crescita di importanza di Torres, destinato a diventare il principale porto della Sardegna settentrionale.

Non si hanno notizie sugli effetti nel territorio della dominazione vandalica, né si sa se vi furono inviati gli ecclesiastici esiliati dall’Africa. Allo stesso modo non sappiamo quali effetti ebbe sul territorio la riconquista bizantina, che è testimoniata dalle ceramiche rinvenute a Sa mandra e sa jua e dalle numerose fibbie rinvenute a Bisarcio.

La crisi dell’impero bizantino in conseguenza dell’espansione araba portò lentamente alla nascita dei giudicati. Nell’XI secolo, periodo in cui ricompare in quantità apprezzabile la documentazione scritta, la Sardegna appare divisa in quattro giudicati: il territorio ozierese faceva parte del Giudicato di Torres, che aveva come capitale inizialmente Torres ed in seguito Ardara. In breve tempo, la pianura ozierese, che collega Ardara con il centro vescovile di Bisarcio, divenne uno dei territori più importanti del regno. Ardara ospitava un palacium dei giudici, mentre a Bisarcio venne edificata la cattedrale dedicata a S. Antioco.

Tra XI e XII secolo iniziò in Sardegna la penetrazione delle città marinare alto-tirreniche: Genova e Pisa. Quest’ultima cercava in Sardegna il controllo dell’approvvigionamento cerealicolo, ma mirava anche ai minerali e al sale. L’espansione delle due repubbliche crebbe d’intensità fino ad assumere un ruolo influente nella determinazione degli indirizzi politici dei quattro giudicati. La penetrazione pisana e genovese è testimoniata nel territorio da numerosi frammenti di maiolica arcaica pisana e di graffita arcaica savonese ritrovati in tutto il territorio, soprattutto presso Bisarcio, Pianu, Pira Domestica.

In quegli stessi anni si sviluppò in tutta Europa una serie di epidemie: queste raggiunsero anche la Sardegna. Molti villaggi vennero abbandonati in questo periodo; non che l’epidemia sia stata l’unica causa, ma probabilmente contribuì in maniera determinante. Nell’attuale territorio comunale di Ozieri si contano circa 8 villaggi abbandonati: Bisarcio, Pira Domestica, Pianu, Orvei, Lesanis, Guzule (o Butule). Nel 1323 L’infante Alfonso inizio la conquista della Sardegna e 1410 cadde il Giudicato d’Arborea, trasformato in marchesato di Oristano. Nel 1421 il territorio ozierese venne infeudato assieme a molti altri territori dal re aragonese a Bernat de Centelles. L’area è definita nelle fonti Encontrada de Montagut, con capoluogo Ozieri, e comprendeva i territori di Alà, Bantine, Berchidda, Buddusò, Ittireddu, Monti, Nughedu, Nule, Osidda, Pattada, Tula e altri centri oggi non più esistenti.

La dominazione aragonese e spagnola è testimoniata dai numerosi frammenti ceramici provenenti da Valencia e dalla Catalogna.

Le maioliche barcellonesi e valenziane del XIV XVI secolo ritrovate a Badu e rughe, Bisarcio, Pìanu, Mesu e rios dimostrano i contatti che il nostro territorio ebbe con il resto del bacino occidentale del Mediterraneo durante la dominazione aragonese e spagnola.

fece parte del giudicato di Torres e venne compresa nella curatoria del Monteacuto, di cui fu anche capoluogo nel XIV secolo. Precedentemente era stata capoluogo della curatoria la villa di Castra, andata poi distrutta. Ozieri ebbe notevole importanza nel medioevo. Nella seconda metà dell'XI secolo fu sede della diocesi di Bisarcio, soppressa l'8 dicembre 1503; il suo territorio venne accorpato a quello della diocesi di Alghero. Fu restaurata il 9 marzo 1803 da papa Pio VII, e nel 1915 mutò il nome in diocesi di Ozieri, città dove i vescovi avevano posto la loro sede fin dall'epoca della restaurazione.

Alla caduta del giudicato (1259) entrò a far parte per breve tempo del giudicato di Arborea, e da circa il 1420 fu conquistata dagli aragonesi e seguì poi, come il resto dell'isola, le vicende del Regno di Sardegna [4]. Durante il periodo aragonese divenne un feudo, incorporato poi nel XVIII secolo nel ducato di Monte Acuto, feudo dei Tellez-Giron di Alcantara, ai quali fu riscattato nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.

Venne elevata al rango di città da Carlo Alberto di Savoia il 10 settembre 1836.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Cattedrale dell'Immacolata, facciata

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Dagli ultimi dati del censimento 2011 nel comune di Ozieri si registra una variazione negativa del 4 %, passando da 11.334 abitanti nel 2001 a 10.881 abitanti nel 2011. In base ai dati del censimento 2001 nel Comune di Ozieri sono stati rilevati 11.334 abitanti residenti, dei quali 7.384 abitanti (pari al 71%) nel centro urbano di Ozieri. Le rimanenti località abitate del territorio comunale sono il quartiere di San Nicola con 2.927 abitanti e la frazione di Chilivani con 294 abitanti, mentre la restante popolazione sparsa ammonta a 1.389 unità.

Abitanti censiti[5]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Ozieri è quella logudorese settentrionale.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Ozieri, edificio del museo diocesano, cappella

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

La fontana Grixoni

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Ozieri è collegata al territorio circostante da tre strade statali, la SS 128 bis, la SS 132 e la SS 199, oltre che da una rete di strade provinciali.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Ozieri-Chilivani, situata nella frazione di Chilivani
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ferrovia Cagliari-Golfo Aranci, Ferrovia Ozieri Chilivani-Porto Torres Marittima, Stazione di Ozieri-Chilivani e Stazione di Ozieri-Fraigas.

Ad alcuni chilometri di distanza dalla città si sviluppa la ferrovia Cagliari-Golfo Aranci, lungo la quale è presente la stazione di Ozieri-Chilivani, l'unica nel comune in cui negli anni dieci sia effettuato il servizio viaggiatori (ad opera di Trenitalia), e da cui ha inoltre origine una seconda ferrovia per Porto Torres. In territorio ozierese sono presenti anche le stazioni di Ozieri-Fraigas e di Madonna di Castro, non più in uso per i servizi di trasporto pubblico. Una terza ferrovia, la Tirso-Chilivani, fu attiva sino al 1969 e fu l'unica a dotare il nucleo urbano ozierese di una stazione ferroviaria.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 giugno 1994 24 maggio 1998 Antonio Marongiu Alleanza dei Progressisti Sindaco [6]
24 maggio 1998 26 maggio 2002 Giovanni Fadda lista civica Sindaco [7]
26 maggio 2002 27 maggio 2007 Pietro Francesco Maria Giovanni Cubeddu lista civica Sindaco [8]
27 maggio 2007 10 giugno 2012 Leonardo Ladu lista civica Sindaco [9]
10 giugno 2012 11 giugno 2017 Leonardo Ladu lista civica "Impegno e Solidarietà" Sindaco [10]
11 giugno 2017 - Marco Murgia lista civica "Comune Obiettivo" Sindaco [11]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Ozierese 1926 che milita nel girone B sardo di Promozione. È nata nel 1926.

Mentre la Polisportiva Frassati, nata nel 1966 da Nino Carta, attualmente gioca nel campionato di Prima Categoria.

Basket[modifica | modifica wikitesto]

Le principali squadre di basket della città sono la S.S. Dil. Demones e l'80 Basket, che milita in Promozione. Sono nate rispettivamente nel 1958 e 2010.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Giunta Provinciale di Sassari, Comune delimitato di lingua sarda ai sensi dell'art.3 della Legge 482/1999 con Deliberazione della Giunta Provinciale di Sassari n. 33 del 29.06.2001 e n. 3 del 10.02.2005., in Deliberazione n.33 e n.3.
  4. ^ Comunas, Storia di Ozieri
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Comunali 12/06/1994, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  7. ^ Comunali 24/05/1998, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  8. ^ Comunali 26/05/2002, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  9. ^ Comunali 27/05/2007, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  10. ^ Comunali 10/06/2012, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  11. ^ Comunali 11/06/2017, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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