Telti

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Telti
comune
(ITSDN) Telti
Telti – Stemma
Telti – Veduta
La chiesa principale
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Sassari-Stemma.svg Sassari
Amministrazione
SindacoDomenico Vittorio Pinducciu (lista civica) dall'11-10-2021
Territorio
Coordinate40°53′N 9°21′E / 40.883333°N 9.35°E40.883333; 9.35 (Telti)
Altitudine326 m s.l.m.
Superficie83,25 km²
Abitanti2 263[1] (31-7-2021)
Densità27,18 ab./km²
FrazioniSu Canale (condivisa con i comuni di Monti, Loiri Porto San Paolo e Olbia)
Comuni confinantiCalangianus, Monti, Olbia, Sant'Antonio di Gallura
Altre informazioni
Cod. postale07020
Prefisso0789
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT090080
Cod. catastaleL088
TargaSS
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Nome abitanti(ITSDN) teltesi
Patronosanta Vittoria e santa Anatolia
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Telti
Telti
Telti – Mappa
Posizione del comune di Telti
nella provincia di Sassari
Sito istituzionale

Telti è un comune italiano di 2 263 abitanti[1] della provincia di Sassari.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Telti si trova a circa 15 km nell'entroterra di Olbia, nella regione storico-geografica della Gallura. Una piccola porzione di territorio però ricade in quel territorio che era chiamato Silvas de Intro, baronia che in epoca spagnola ricadeva nell'Encotrada del Monteacuto. Trattasi del lembo di terra al confine con Calangianus e Monti, tra cui la parte di territorio presa a quest'ultimo comune, posta al di sotto del fiume Taroni/Fraigata/Sirvaia, dove insistono i terreni di Pedra Majore, Sa reina, Taroni, Ispadulatzu, Andrieddu, Sos lacheddos, Monte furcadu, S'orriu, Serra Ozastru, Su frassu, Campu de figu, Cari-canu. Tale parte del territorio è dunque riconducibile alla regione storica del Monteacuto. Stessa cosa si può dire per la parte più sud-orientale del territorio comunale,al di sotto del Riu La fraicata, territorio in cui vertono le località di Aradena, Tzochita, Su canale, Monte Sa piana, Sa pianedda, Pedru Nieddu, Sa prijone de Siana. Tutte zone di Silvas de intro e dunque appartenenti alla regione storica del Monteacuto

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Situata nei luoghi in cui nacque la romana Tertium, dalla quale prende il nome, divenne paesotto romano di modesta entità, vivendo della luce riflessa dell'importante porto di Olbia.

Nel medioevo appartenne al Giudicato di Gallura e fece parte della curatoria di Civita. La villa, che è l'unica sopravvissuta della curatoria, oltre l'odierna Olbia, aveva una certa importanza in età giudicale. Nel territorio sorgeva il castello Pedreso edificato dai giudici di Gallura ed occupato dagli aragonesi nel 1324 durante le guerre per la conquista aragonese della Sardegna. Dieci anni dopo il castello fu assediato ed espugnato dai Genovesi; passò poi per breve tempo al Giudicato di Arborea e di nuovo all'Aragona nel 1388. Successivamente la villa fu completamente abbandonata a causa delle continue scorrerie dei saraceni.

Parte del comune di Tempio Pausania, si ricostruì attorno al 1700 grazie alla crescita di diversi stazzi circostanti, che nacquero a loro volta attorno alle due chiese esistenti di Santa Vittoria e Santa Anatolia. Infatti, durante il regno di Sardegna e Corsica, ci furono diverse discese di Corsi che sfuggivano alle persecuzioni dei genovesi. Queste popolazioni si stabilirono in un secondo momento quasi tutte a Tempio Pausania e nei territori limitrofi. Nella relazione del 1769 di Mameli de Olmedilla, il villaggio viene menzionato con il nome di Badu de Tertis, e indicato tra quelli ripopolati all'interno della Baronia di Silvas de Intro, appartenente alla Encontrada del Monteacuto. In quel periodo Silvas de intro vede infatti il continuo tentativo di popolamento incentivato dai signori spagnoli fin dal secolo prima mediante l'arrendamento del territorio a reggitori locali. Nel 1603 la zona fu concessa al popolato di Pattada, dopo circa un decennio passò a Berchidda, nel 1634 fu concessa a Calangianus. Da quel momento si sviluppò una progressiva colonizzazione di alcuni terreni circostanti: Nurvara, Barattu, Riu de Tertis e Badu de Tertis. In particolare il Mameli rilevó per Telti i seguenti primi abitatori: Pedru Fiore, Pedru De Muru, Giuanne Maludrotu e Pedru Mannu, più il figlio e il genero di quest'ultimo che però non erano più residenti in quanto accusati di omicidio e dunque irreperibili.

Il clero locale decise allora di costruire nelle cussorge della Gallura disabitata delle chiese campestri che avrebbero attirato le popolazioni e creato nuovi centri abitati, quali San Teodoro d'Oviddè, Santa Maria d'Arzachena, San Pasquale, San Pantaleo, Trinità, San Francesco d'Aglientu. Analogamente attorno a Santa Vittoria e Santa Anatolia nacque la Telti moderna. Nell'Ottocento si ricorda a Telti la presenza di uno dei più noti e sanguinari banditi che la Sardegna abbia mai conosciuto: Laicu Fresi Roglia. Diventato bandito per un'ingiustizia subita, riuscì diverse volte a sfuggire alle forze dell'ordine da cui era ricercato, finché morì a causa del tradimento di un suo conoscente che lo consegnò alla giustizia. Il suo corpo venne trovato semi bruciato in una spiaggia di Olbia. Nel Novecento Telti divenne un comune, ottenendo l'autonomia da Tempio Pausania nel 1963.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 131 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Lingua e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Costume tradizionale di Telti

Il dialetto parlato a Telti è il gallurese.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 27 aprile 1997 Bruno Salvatore Decandia centro Sindaco [4]
27 aprile 1997 13 maggio 2001 Gian Franco Pinducciu lista civica Sindaco [5]
13 maggio 2001 28 maggio 2006 Gian Franco Pinducciu lista civica Sindaco [6]
28 maggio 2006 15 maggio 2011 Matteo Sanna lista civica Sindaco [7]
15 maggio 2011 5 giugno 2016 Gian Franco Pinducciu lista civica "Per Telti" Sindaco [8]
6 giugno 2016 1º novembre 2020 Gian Franco Pinducciu lista civica "Progetto Telti" Sindaco [9][10]
1° novembre 2020 11 ottobre 2021 Piera Azzena lista civica "Progetto Telti" Vicesindaco vicesindaco reggente dopo il decesso del sindaco
11 ottobre 2021 in carica Domenico Vittorio Pinducciu lista civica "Viva Telti" Sindaco [11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2021.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Comunali 23/04/1995, su elezionistorico.interno.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  5. ^ Comunali 27/04/1997, su elezionistorico.interno.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  6. ^ Comunali 13/05/2001, su elezionistorico.interno.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  7. ^ Comunali 28/05/2006, su elezionistorico.interno.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  8. ^ Comunali 15/05/2011, su elezionistorico.interno.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  9. ^ Comunali 05/06/2016, su elezionistorico.interno.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  10. ^ Deceduto durante il mandato, cfr Lutto in Gallura, è morto il sindaco di Telti, in L'Unione Sarda, 1º novembre 2020. URL consultato il 1º novembre 2020.
  11. ^ Comunali Sardegna 10/11 ottobre 2021, su elezioni.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 17 ottobre 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN140918539 · WorldCat Identities (ENlccn-n2003045127
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