Alà dei Sardi

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Alà dei Sardi
comune
Alà dei Sardi – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Olbia-Tempio-Stemma.png Olbia-Tempio
Amministrazione
Sindaco Mario Gian Nicola Gasparino Carta (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 40°39′00″N 9°20′00″E / 40.65°N 9.333333°E40.65; 9.333333 (Alà dei Sardi)Coordinate: 40°39′00″N 9°20′00″E / 40.65°N 9.333333°E40.65; 9.333333 (Alà dei Sardi)
Altitudine 663 m s.l.m.
Superficie 197,99 km²
Abitanti 1 909[1] (30/11/2013)
Densità 9,64 ab./km²
Frazioni Badde Suelzu, Mazzinaiu, S'iscala Pedrosa, Sos Sonorcolos
Comuni confinanti Berchidda, Bitti (NU), Buddusò, Monti, Olbia, Oschiri, Padru
Altre informazioni
Cod. postale 07020
Prefisso 079
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 104003
Cod. catastale A115
Targa OT
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 208 GG[2]
Nome abitanti alaesi
Patrono sant'Agostino
Giorno festivo 28 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Alà dei Sardi
Alà dei Sardi
Posizione del comune di Alà dei Sardi nella provincia di Olbia-Tempio
Posizione del comune di Alà dei Sardi nella provincia di Olbia-Tempio
Sito istituzionale

Alà dei Sardi (Alà in sardo[3]) è un comune di 1.909 abitanti della provincia di Olbia-Tempio e del Montacuto, sub-regione storica del Logudoro. Si estende sull'altopiano omonimo a circa 700 m s.l.m..

Il significato del nome è oscuro, si pensa possa derivare dal nome Balare con perdita della B iniziale (caratteristica tipica del dialetto alaese è appunto la caduta della B iniziale nelle parole al singolare) come dunque città dei Balari. Oppure si ipotizza derivi dal popolo degli Ilienses, da cui Alaenses, Alà, ipotesi meno credibile poiché si suppone che gli Ilienses stessero in prossimità dell'odierna Oliena.

In ogni caso sia i Balares che gli Ilienses erano gli antichi abitatori del territorio circostante, e avevano in comune tra di loro il fatto di non essere mai stati assoggettati completamente dai dominatori Romani, tanto da meritare l'appellativo di Barbarici. Testimonia ciò il gran numero di toponimi prelatini che si trova nel territorio di Alà (Boddò, Seultà, Cheltosumele, Burachele, Alzarò, Serì, Laccaralò, Senè, Istenolì ecc.), come forse da nessun'altra parte in Sardegna. Nonostante cio' Ala' entro' di diritto nella storia romana in quanto territorio che ospitava i piu' acerrimi oppositori della dominazione romana in Sardegna. La citta' capitale dei Balari, chiamata appunto Balare (toponimo che era in uso ancora nel secolo scorso, secondo lo storico dilettante Don Demelas) localizzata nell'odierno sito di "Su pedrighinosu" fu distrutta presumibilmente durante la feroce rappresaglia del 177 a. c. ad opera delle milizie romane guidate da Tiberio Sempronio Gracco. E a quel turbolento periodo dovrebbe risalire pure la distruzione dell'imponente nuraghe Latari, di cui oggi restano gli enormi massi di base.

La zona circostante fu effettivamente romanizzata, ma rimane una piccola parte dell'intero territorio alaese che specialmente a nord rimase pressocche' inviolato. Non lontano da Latari si trovano i nuraghi Malcheddine e Fenidde, che probabilmente indicano nei toponimi proprieta' di gentilizi romani, Marcellinus il primo, Venillius il secondo, che li ottennero sicuramente per meriti di guerra. E sempre in prossimita' di questa zona si trovano i resti della strada romana che in epoca imperiale collegava Olbia con Caput Tyrsi (l'odierna Santu Efis, nei pressi di Orune).

In epoca più recente il più antico documento che menziona l'abitato di Alà è datato 1106. Risale a tale data infatti la nomina di un reggente della diocesi di Castro di un vescovo il cui nome non è arrivato ai nostri giorni. Nell'atto si evidenziano i 27 villaggi facenti parte della diocesi, tra cui appunto Alà.

La storia moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1388 i rappresentanti di Alà partecipano alla stipula della pace tra il Re di Aragona e Eleonora d'Arborea. Tali delegati erano: il "majore" Giovanni Pinna, i giurati Giovanni De Setilo, Aramu Gasole, Francesco Canade, gli abitanti Comita Canade, Pietro Calia, Bidale De Serra, Marco De Lacon e Bernardo Capra.

Nel 1462 Alà appartiene sicuramente alla contea di Oliva, come indicato dalla recente pubblicazione Atlante dei Feudi - Periodo Spagnolo 1479-1700. L' otto dicembre 1503, Alà passa alla diocesi di Alghero, sorta dall'unificazione delle diocesi di Bisarcio, Castro e Ottana. Nel 1581 il villaggio di Alà paga un ducato di tasse, il paese è menzionato dal vescovo Andrea Baccalar come metro di paragone con i 15 ducati pagati dalla sola chiesa di Santa Reparata di Buddusò. Lo stesso Baccalar nominerà nel 1590 due sacerdoti di Alà, a seguito di lamentela diretta del Vaticano circa la crisi di vocazioni in Goceano e nel Montacuto.

Il paese moderno è sorto attorno al XVII secolo, grazie alla costruzione della chiesa di Santa Maria (1619) che ha agito da fulcro, da punto d'incontro delle famiglie di pastori che abitavano sparsi in tutto l'altopiano di Alà. Nel 1656 prima rilevazione demografica per Alà, che conta 29 nuclei familiari (detti fuochi). Nel 1668 si conteranno 118 abitanti (65 donne e 53 maschi), mentre la prima notizia su un parroco del villaggio è del 1691, tale Domenico Cossu. Ma nonostante la costruzione nel 1692 della chiesa di San Giovanni, pochi anni dopo, nel 1698, la parrocchia di Alà viene unita a quella di Buddusò, appunto per la pochezza di abitanti (276, di cui 161 donne e 115 maschi nell'anno in questione).

Un lascito testamentario del 1730 menziona la chiesa di San Pietro, di cui si ignora la localizzazione, non essendo arrivata ai giorni nostri e che probabilmente nel 1795 già non esisteva più, considerando che la Relazione scritta nell'anno in previsione della rinascita della diocesi ozierese cita solo le chiese di Santa Maria, Sant'Antonio e San Giovanni. Al 1758 risale il più antico riferimento al corpo barracellare di Alà, di cui si conosce il capo alla data in questione, tale Giuseppe Pinna. In realtà i barracelli alaesi furono menzionati - seppur in maniera indiretta - fin dal 20 marzo 1661, in un prospetto dimostrante l’inutilità dei barracelli (Soldados de campagna), scritto dal catalano Bernardo Pons Y Turell e dal sardo Giorgio di Castelvì e certificato dal notaio del Montacuto, Giovanni Michele Cossu, nella quale si accusavano i barracelli delle ville di Buddusò, Oschiri, Nulvi, Alà, Osidda, Berchidda, Ozieri, Pattada e Bantine di essere loro stessi la causa dei reati che invece avrebbero dovuto evitare. Nel 1779 a Venezia venne stampata la più antica carta geografica recante l'indicazione di Alà. E' scritta in lingua francese e il paese viene compreso nell'encontrada del Montagudo.

Il 9 marzo 1803 rinasce la diocesi di Bisarcio e Alà viene chiamata a farne parte. Quattro anni più tardi, la chiesa di Santa Maria viene ricostituita in rettorato autonomo sotto il titolo di Sant'Agostino. Nel periodo di unificazione con Buddusò la parrocchia era dedicata a San Giacomo. Sant'Agostino era comunque festeggiato già da tempo come si evince da una poesia di Pietro Pisurzi, poeta di Bantine morto nel 1799. Nello stesso anno 1807, il 4 maggio viene costituita la Prefettura di Ozieri, e Alà ne farà parte essendo conglobata nel Mandamento di Buddusò. Nel 1821 tale prefettura diverrà Provincia di Ozieri. Il 18 aprile del 1823 passa in paese il conte Alberto La Marmora. La disputa comica con il sindaco di allora, il capraro Giovanni Pisanu, sarà resa celebre da Ettore Pais che ne farà menzione nel suo libro "Storia di Sardegna e Corsica". Il 4 maggio 1832 viene presentato a Torino il progetto preliminare della strada che unirà a fine secolo Nuoro con Monti, che romperà l'isolamento in cui ha vissuto Alà per secoli. Nel 1848 viene abolita la Provincia di Ozieri e il paese passa a far parte di quella di Sassari.

Il nome odierno, Ala' dei Sardi venne attribuito per Regio Decreto il 14 gennaio 1864 (a seguito di delibera di consiglio comunale del 25 dicembre 1863), al fine di evitare confusione con altre localita' italiane dal nome attinente, quali Ala di Stura (TO) e Ala (TN). Anche se già dal 1860 viene utilizzato tale nome, in latino, in una registrazione battesimale. Nel 1873 il canonico di Ploaghe Giuanne Ispanu avrà modo di ironizzare su tale denominazione del tutto inopportuna. Nel 1880 crolla la chiesa di Santa Maria e nel luglio di due anni dopo venne appaltata la costruzione del nuovo edificio di culto che verrà terminata solo nel 1961. Nel frattempo nel 1931 venne eretta la nuova chiesa di Sant'Antonio, utilizzando il materiale della vecchia chiesa e nel 1935 le chiese nelle frazioni di Mazzinaju e Sos Sonorcolos. Nel 1906 era invece sorta, a seguito di un sogno del cittadino Giuanne Piscera, la chiesa campestre di San Francesco.

Dal 2005 Alà dei Sardi fa parte della Provincia di Olbia-Tempio.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Conserva importanti siti archeologici di età nuragica (Su Pedrighinosu, Balare, Su Posidu, Malagarrucca, Sos Nurattolos, Chidade, Dolifichima, Alteri, Binioni, Boddò, Antoniarrù, Sas Tumbas, Intr'e Serra, Nuri, "Sa coveccada", "Padentes", "Malcheddine", "Fenidde", "Poddialvu", "Oisu") che testimoniano le sue antichissime origini. In localita' "Su linu" si possono trovare i resti di una chiesa sconsacrata dedicata a San Gavino, di cui rimangono in piedi due lati del perimetro murario, mentre in localita' "Sa raighina" rimangono sparsi per i campi i resti della chiesa che era dedicata alla Madonna, di cui oggi si puo' individuarne a malapena il luogo esatto in cui sorgeva. Nel centro storico del paese si trova "Su putu de mesu 'idda" risalente ai primi anni del secolo scorso, periodo in cui venne costruita la fontana incavata di Seri'. Recente e' la ricostruzione di alcuni "cubones" (detti in tutta la Sardegna "pinnetas") in localita' "S'aldu pinzone", la ristrutturazione del palazzo ottocentesco Corda-Colonna, che apparteneva alla famiglia nobile gaetana dei Colonna, imparentati con alcuni papi del passato, la creazione del murales raffigurante l'evento storico della bardana del 1870. Di rilevanza dal punto di vista architettonico anche la chiesa della Madonna del Rosario, la Bicocca Dessena, e in genere tutto il centro storico seicentesco, con scorci e angoli ciechi di piacevole effetto visivo. In esso si trovano ben conservati palazzotti in granito grigio con balconi in ferro battuto.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Etnie[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT la popolazione straniera residente al 31 dicembre 2010 era di 68 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 57 2,91%

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Feste e altre ricorrenze tradizionali[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 e 5 di ottobre si festeggia da poco piu' di cento anni San Francesco d'Assisi, con pranzo tipico per più di 10.000 pellegrini provenienti da tutta l'isola e dal continente. Altre feste e manifestazioni di notevole interesse sono: la festa patronale, dedicata a Sant'Agostino, che si svolge l'ultima settimana di agosto e la festa di San Giovanni Battista, con i caratteristici foghilones. Ai primi di maggio si festeggia Santa Maria nella frazione di Mazzinaju, mentre alla fine del mese in paese si svolge la festa in onore di Santa Rita. Il 13 giugno invece e' tradizione onorare con eventi civili e religiosi Santu Antoni paduanu.

Dal 2007 si organizza ogni anno l'Estate Alaese, che si svolge nei mesi di luglio e agosto, con eventi sportivi e musicali. In periodi diversi, tra maggio e giugno si e' svolta negli ultimi anni la festa per Santu Giuanne nella frazione di Sos Sonorcolos, organizzata prevalentemente da famiglie originarie del borgo di carbonai oramai disabitato, mentre fino a un decennio fa nella frazione di Badd'e Suelzu si festeggiava la prima settimana di giugno Santu Zosepe. Dal 2010 si svolge in paese, a giugno, la manifestazione Tenoriades, competizione canora a premi per sodalizi a tenore, che nel 2011 ha visto l'organizzazione della quasi simile manifestazione per cori polifonici Boghes Galanas, a fine dicembre. In estate si svolge ormai da un lustro il torneo di murra dedicato a Santu Pedru, per il quale il 28 di giugno si organizza anche il tradizionale (seppur in disuso) foghilone. Tutte queste ultime ricorrenze sono organizzate dalla proloco in concorso con altre associazioni locali.

Il 31 di dicembre si svolge Sa fita, questua dei giovani di casa in casa, negli ultimi anni rivalutata dalla proloco locale che ha ripristinato il dono dei pani tradizionali di fine anno, assieme a castagne arrosto e a libricini in sardo. Il 17 gennaio, un comitato spontaneo di cittadini dei rioni Monte Altu, Monte Becchitu, Mannu Cocco e Mendadores, organizza il falo' per Sant'Antoni de su fogu, in ossequio alla tradizione che si era perduta da almeno 70 anni. La proloco ha invece ravvivato il tradizionale appuntamento carnevalesco di Su Pamentomo, il mercoledi delle ceneri, anch'esso evento in forte disuso. Durante Su Pamentomo si usa sporcare il viso dei dirimpettai con del sughero bruciato, di modo che essi siano simili a "Su mascatzu de sete berritas", figura tradizionale della mitologia locale, di cui la proloco locale ha ricostruito la foggia tipica. Su mascatzu non era l'unico personaggio tramandato di padre in figlio durante "sos contos de foghile", al contrario ne esistono tanti altrui: "Sa fadaza", "Sa tirulia", "Su boe corros de atalzu", "Mastru pinnatzu", "Maria Letolu", "Sa mama de su sole", "Maria Petenedda", "Pedretzecula", "Mamai Letolu", "Su mamajone", ma ormai quasi nessuno ricorda come venivano raffigurati dalla memoria orale. Mentre ancora conosciuti e vivissimi sono gli appuntamenti con Su Laldajolu e Su Carrasegarone, durante il periodo di Carnevale.

Perduto invece l'appuntamento di "Sas 25 Marias", anche se presente nella memoria dei piu' anziani, che si svolgeva in occasione del concepimento di Gesu' Cristo, il 25 marzo di ogni anno.

Lingua sarda e dialetto logudorese[modifica | modifica wikitesto]

La lingua madre, il sardo logudorese nella sua variante alaese, è una lingua vivissima, al contrario di molti paesi sardi, tanto che più che di bilinguismo, per Alà si dovrebbe parlare di monolinguismo sardo: qualsiasi attività oratoria, dalla semplice chiacchierata al bar, alle prediche ecclesiastiche fino ad arrivare alle discussioni in consiglio comunale, sono caratterizzate dall'impiego costante e quasi esclusivo della lingua sarda, sia da parte degli adulti, che dei giovani. La proloco del paese, ricostituita nel 2011 ha deciso di utilizzare come lingua veicolare per tutte le sue comunicazioni ufficiali la parlata tipica, variante logudorese della lingua sarda, dapprima utilizzando una grafia locale, successivamente aderendo alle norme ortografiche della LSC, sperimentate dalla Regione Sardegna da piu' di un lustro. Anche i comitati di festeggiamento civile per i santi venerati in paese sono soliti interloquire con la popolazione mediante manifesti pubblici redatti il piu' delle volte in sardo.

Dal tipico modo di parlare del paese, si distingue sensibilmente la parlata della frazione di Badde Suelzu, posta tra i monti al confine con Monti. E la vicinanza con quest'ultima localita' che conferisce a tale parlata una differenza sonora evidente, mentre altre differenze si notano anche nel lessico (fuenta, inghiriellu....), che gli abitanti originari della frazione ormai quasi disabitata si conservano anche dopo essersi trasferiti in paese, fenomeno simile a quanto successo a Budduso' con gli abitanti della frazione di Tandalo'.

Il dialetto di Ala' e' pero' stato fortemente influenzato nel suo lessico dalla vicinanza con la Gallura, in particolare dalla presenza costante in paese di persone di origine calangianese, che dapprima trasferitesi nelle valli di Oleva', progressivamente si spostarono verso Ala', centro avente giurisdizione ecclesiastica su quelle valli galluresi. Vocaboli come "mufatza" (nebbia), "brotzu" (ricotta), "istuzu" (coltello), "ua" (uva), "edola" (edera), "banca" (tavola) sono chiaramente sostrati galluresi che caratterizzano l'odierna parlata alaese, differenziandola in parte dalla parlata del vicinissimo centro di Budduso', che si e' dimostrato piu' conservativo in tal senso.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese ha una lunga tradizione agropastorale, attività che ha dato per secoli il sostentamento all'intera comunità. In particolare rinomate erano le carni bovine selezionate e la produzione di miele, mentre molto meno diffuso rispetto alla media sarda era l'allevamento ovino, forse per via dell'eccessiva frammentazione del pascolo alaese (ad Alà non è praticamente mai esistito il latifondo).

Lo scorso decennio il paese è stato al centro di una crescita economica esponenziale. Basti pensare che nel 2004 è stato il comune italiano in cui si sono contate più nuove iniziative produttive in rapporto al numero di abitanti, e Alà detiene il primato sardo di crescita del numero delle aziende a livello assoluto: + 18% nel 2003. Fautori di questo boom oltre alla maestria edile, la qualità elevata del sughero estratto ad Alà, il migliore della Sardegna per elasticità e lavorabilità, il granito che nonostante senta la concorrenza della Cina, grazie alle sue qualità e alla sua compattezza naturale è riuscito a tenere i mercati internazionali. Tutto ciò ha portato a livelli di disoccupazione prossimi allo zero e alla presenza stabile di circa 150 extracomunitari di varia provenienza. L'aspetto negativo conseguente e' stato una sorta di disaffezione dei giovani alaesi verso lo studio (lo stesso fenomeno si nota nel Veneto e in tutto il Nord-Est industrializzato italiano) e dunque Alà sconta un basso numero di laureati, seppur in forte crescita rispetto ai valori minimi degli anni 70.

Dopo un breve periodo di emigrazione di massa culminato negli anni ottanta con il minimo storico di abitanti (nel 1991 erano 1830), il paese è riuscito a riprendere vigore sulla spinta del boom turistico della vicina Gallura. Negli ultimi due anni, in conseguenza della perdurante crisi economica, il livello degli abitanti e' sceso in maniera sostenuta, arrivando a lambire il limite dei 1900 residenti

I maestri di muro e l'Ente Foreste[modifica | modifica wikitesto]

I maestri di muro in pietra di Alà sono i più ricercati per rivestimenti e basolati. Il tutto anche grazie alla qualità della pietra da campo alaese, poco friabile e dunque ottima per le lavorazioni edili. Si sviluppa dunque a cavallo dei due millenni una fiorente attività di rivestimento delle ville della Costa Smeralda che occupa fino a una settantina di aziende artigiane locali.

Anche il settore della forestazione è molto importante per Alà: il 50% del territorio comunale è pubblico, e una parte consistente è stato adibito a Demanio Forestale mediante la nascita di tre cantieri di forestazione. Nel 1914 le aree di Litos e di Sas tumbas vengono acquisite dalla Cassa Ademprivile di Sassari e diventano Demanio Forestale. Nel 1965 Nasce la Foresta Demaniale di Terranova e nel 1986 a seguito delle procedure di rimboschimento completate dalla ditta Sarfor Spa e la costruzione del laghetto di "Sa gianna de s'ercula" di circa 3 ettari, tali terreni comunali passeranno in concessione trentennale all'Ente Foreste.

Il carbone la prima vera economia del paese[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine dell'Ottocento si sviluppò la produzione di carbone, grazie all'opera di carbonai di origine toscana, molti dei quali si stabilirono definitivamente ad Alà (ancor oggi sono riconoscibili i cognomi, e anche i nomi tipici come Dante, Cesare e Cesarina, Giulio, Giusuè, che fino ad allora erano sconosciuti tra gli alaesi). Conseguenza negativa fu il completo disboscamento di buona parte del territorio di Alà, e le conseguenze sono ancora visibili oggigiorno nel monte che sovrasta il paese, a nord, e nella zona sud-orientale verso Torpè.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Atletica[modifica | modifica wikitesto]

La S.S. Alasport è stata fondata nel 1970; ha uno dei settori giovanili più forti della Sardegna[senza fonte], con ottimi risultati a livello nazionale e internazionale. È famosa anche per il caratteristico trofeo

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

La Volley Alà è rinata nel 2013, negli anni novanta arrivò a disputare anche i campionati di prima divisione con la squadra femminile. Ora partecipa sempre con la squadra femminile al campionato di terza divisione e nelle categorie giovanili.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La S.C. Alà è nata nel 1979, milita nel campionato di Terza Categoria

Manifestazioni sportive[modifica | modifica wikitesto]

Trofeo Alasport[modifica | modifica wikitesto]

Ogni mese di marzo si svolge ad Alà la manifestazione Alasport, competizione internazionale di corsa campestre che ormai per la qualità degli atleti (campioni olimpici, campioni mondiale, primatisti mondiali...) ha superato la leggendaria "Cinque Mulini", e si colloca al primo posto in Europa.[senza fonte]

Rally[modifica | modifica wikitesto]

A maggio o giugno di ogni anno si corrono sugli sterrati alaesi alcune tappe della prova italiana del campionato del mondo rally (WRC), il Rally d'Italia Sardegna.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 13.
  4. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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