Banari

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Banari
comune
(ITSC) Bànari
Banari – Stemma Banari – Bandiera
Banari – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Sassari-Stemma.svg Sassari
Amministrazione
SindacoAntonio Carboni (lista civica) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate40°34′15.49″N 8°41′56.49″E / 40.570969°N 8.699026°E40.570969; 8.699026 (Banari)Coordinate: 40°34′15.49″N 8°41′56.49″E / 40.570969°N 8.699026°E40.570969; 8.699026 (Banari)
Altitudine419 m s.l.m.
Superficie21,25 km²
Abitanti550[1] (30-6-2019)
Densità25,88 ab./km²
Comuni confinantiBessude, Florinas, Ittiri, Siligo
Altre informazioni
Cod. postale07040
Prefisso079
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT090007
Cod. catastaleA606
TargaSS
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti(IT) banaresi
(SC) banaresos
Patronosan Lorenzo Martire
Giorno festivo10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Banari
Banari
Banari – Mappa
Posizione del comune di Banari nella provincia di Sassari
Sito istituzionale

Banari (Bànari in sardo[2]) è un comune italiano di 550 abitanti della provincia di Sassari in Sardegna, nel Meilogu.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Banari potrebbe derivare etimologicamente dal nome della popolazione nuragica dei Balari.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio fu abitato fin dal Neolitico, come testimoniano antiche strutture sepolcrali (Domus de Janas) risalenti al 1800 - 1500 a.C. ed alcuni nuraghi presenti nella zona.

A partire dal 238 a.C. entrò a far parte della dominazione romana, come testimonia una necropoli nei pressi del paese.

Nel Medioevo appartenne al Giudicato di Torres e fece parte della curatoria di Meilocu. Alla caduta del giudicato (1259) passò sotto il dominio della famiglia genovese dei Doria. Dopo la guerra sardo-catalana (1353 - 1420) entrò a far parte della Sardegna aragonese, fece parte della Contea di Montesanto e data in feudo a Blasco Alagon. Dopo essere passato sotto la signoria di diversi feudatari, il paese fu riscattato all'ultimo signore, Maurizio Musso conte di Montesanto, nel 1839 con la soppressione del sistema feudale, per cui divenne un comune amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

I principali edifici religiosi del paese sono

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio si contano cinque nuraghi, tre dei quali quasi irriconoscibili e due discretamente conservati.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Tradizione e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Le principali festività religiose sono:

Lingua e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Banari è quella logudorese settentrionale.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Dal paese prende nome la cipolla di Banari.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 27 aprile 1997 Antonio Paolo Licheri PDS Sindaco [4]
27 aprile 1997 13 maggio 2001 Antonio Paolo Licheri liste civiche di centro-sinistra Sindaco [5]
13 maggio 2001 28 maggio 2006 Gianpiero Cordedda lista civica Sindaco [6]
28 maggio 2006 15 maggio 2011 Gianpiero Cordedda lista civica Sindaco [7]
15 maggio 2011 5 giugno 2016 Gianpiero Cordedda lista civica "Uniti per Banari" Sindaco [8]
6 giugno 2016 - Antonio Carboni lista civica "Uniti per Banari" Sindaco [9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2019.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 59.
  3. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Comunali 06/06/1993, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  5. ^ Comunali 27/04/1997, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  6. ^ Comunali 13/05/2001, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  7. ^ Comunali 28/05/2006, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  8. ^ Comunali 15/05/2011, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  9. ^ Comunali 05/06/2016, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco D'Austria-Este Descrizione della Sardegna 1812
  • Gustavo Strafforello La Provincia di Sassari alla fine dell'Ottocento
  • G. Deriu, scheda "Banari", in Studio sui centri storici medioevali del Meilogu, Bonorva, Comunità Montana N. 5, 1991, ora in L'insediamento umano medioevale nella curatoria di "Costa de Addes", Sassari, Magnum, 2000.
  • G. Deriu - S. Chessa, L'assetto territoriale dell'odierno Meilogu dall'Alto Medioevo ai nostri giorni con particolare riferimento alle curatorie di Meilogu e Costa de Addes, Cargeghe, Documenta, 2011; Cagliari, Logus Mondi Interattivi, 2012.
  • S. Flore, Banari - Retrattos e Memorias, Porto Torres, La Grafica, 2005.
  • G. Deriu - S. Chessa, "Il priorato di Santa Maria di Sea o Cea (Banari): ospedaliero o vallombrosano?", in Meilogu, tomo II, Cargeghe, Documenta, 2014; approfondimento in Supplemento al tomo II di Meilogu, Muros, Nuova Stampa Color, 2014.
  • David Cheney, Archbishop Diego Marongiu Del Rio,su Catholic-Hierarchy.org.
  • Francesco Floris (a cura di), La grande enciclopedia della Sardegna: eventi storici, politici e culturali, artistici, letterari, sportivi, religiosi, soldati e attori, gastronomia, costumi e bellezze naturali dalle culture prenuragiche fino ai grandi avvenimenti del nostro secolo, Roma - Cagliari, Newton & Compton - Edizioni della Torre, 2002, ISBN 9788882897482, OCLC 879899382.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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