Bono (Italia)

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Bono
comune
Bono – Stemma
Bono – Veduta
Il municipio.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Sassari-Stemma.svg Sassari
Amministrazione
SindacoElio Mulas (lista civica) dall'11-6-2017
Territorio
Coordinate40°24′55″N 9°01′43″E / 40.415278°N 9.028611°E40.415278; 9.028611 (Bono)Coordinate: 40°24′55″N 9°01′43″E / 40.415278°N 9.028611°E40.415278; 9.028611 (Bono)
Altitudine540 m s.l.m.
Superficie74,54 km²
Abitanti3 534[1] (30-4-2017)
Densità47,41 ab./km²
Comuni confinantiAnela, Benetutti, Bonorva, Bottidda, Bultei, Burgos, Nughedu San Nicolò, Oniferi (NU), Orotelli (NU)
Altre informazioni
Cod. postale07011
Prefisso079
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT090012
Cod. catastaleA977
TargaSS
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantibonesi
Patronosan Michele Arcangelo
Giorno festivo29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bono
Bono
Bono – Mappa
Posizione del comune di Bono nella provincia di Sassari
Sito istituzionale

Bono (Bono in sardo[2]) è un comune italiano di 3 534 abitanti della provincia di Sassari, situato nella regione storica del Goceano.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Monte Rasu

Bono sorge a 540 m al di sopra del livello del mare, ai piedi del monte Rasu. Abitato fin dall'epoca preistorica, il suo territorio è caratterizzato da una grande varietà di paesaggi, in un continuo alternarsi di pianure, colline e montagne, e si estende dalla valle del Tirso fino alla cima di monte Rasu la cui vetta, "Sa Punta Manna", raggiunge i 1259 metri s.l.m.

Di notevole importanza naturalistica è la località di "Sos Nibberos", posta alle pendici nord-ovest del monte Rasu, che tra l'altro comprende la foresta di Taxus baccata più grande d'Italia, dichiarata monumento naturale; alcuni esemplari millenari raggiungono i 16 metri d'altezza ed hanno un diametro superiore al metro. A poca distanza dal paese si trovano monte Pisanu e l'area di sosta "Sa Puntighedda". Presso l'ex-caserma del Corpo forestale di monte Pisanu, a 861 metri d'altezza, sono state impiantate diverse specie arboree quali il cedro atlantico, la roverella, le tuie giganti; tra esse emerge un notevole esemplare di abete bianco.

La maggior parte del territorio di Bono per rilevante interesse naturalistico, è protetto e salvaguardato dalla intensa attività svolta dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale e dell'Ente foreste della Sardegna ed è frequentato da molti turisti attratti anche dalla presenza di numerosi laghetti[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Il territoro di Bono è abitato dall'uomo sin dall'età nuragica come testimoniato dai numerosi nuraghi sparsi nel territorio.

Età Giudicale[modifica | modifica wikitesto]

Durante il medioevo Bono apparteneva al giudicato di Torres e precisamente alla curatoria del Goceano con Bottidda, Burgos, Anela, Esporlatu, Bultei e Benetutti. Nei primi decenni del XII secolo l'isola si arricchì di chiese, monasteri e castelli. Anche Bono ebbe la nuova chiesa, in stile romanico pisano, oggi parrocchia di San Michele Arcangelo, il suo convento, uno dei più antichi della Sardegna, a Monte Rasu e a pochi chilometri di distanza il Castello del Goceano.

Età Moderna[modifica | modifica wikitesto]

Sotto la dominazione spagnola Bono seguì la sorte del resto della Sardegna: spopolamento e depressione economica; ma, nel 1721, dopo la cessione del Regno di Sardegna ai Savoia, la situazione migliorò con un notevole incremento dell'attività agricola. Nel 1796, in seguito alla partecipazione ai moti antifeudali di Giovanni Maria Angioy, nativo del luogo, il centro venne attaccato dalle truppe piemontesi che dopo averlo bombardato lo conquistarono. I bonesi aspettarono i soldati sulla via del ritorno, li attaccarono e ne fecero prigionieri alcuni. Agli inizi del secolo scorso per qualche anno il paese fu capoluogo di provincia, poi venne inserito nella Sassari, sebbene tutt'oggi mantenga maggiori rapporti culturali ed economici con quella di Nuoro.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Bono è quella logudorese centrale o comune.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Bono è considerato il Capoluogo del Goceano. L'economia locale è soprattutto di tipo agro-pastorale sebbene sia discreta anche la presenza dell'artigianato rappresentato dalla lavorazione del ferro e del legno e della tessitura e panificazione. Nel paese sono presenti i principali servizi di pubblica utilità: la sede della Comunità montana "Goceano", un ufficio regionale ERSAT e quelli dell'ispettorato agrario, della Compagnia dei carabinieri e del Corpo forestale di vigilanza ambientale.

Costume tradizionale

Persone legate a Bono[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 27 aprile 1997 Cesare Nurra DC Sindaco [5]
27 aprile 1997 13 maggio 2001 Mariano Marteddu liste civiche di centro-sinistra Sindaco [6]
13 maggio 2001 26 maggio 2002 Antonio Maria Demontis centro-sinistra Sindaco Elezione nulla[7]
26 maggio 2002 27 maggio 2007 Giuseppe Pietrino Molotzu lista civica Sindaco [8]
27 maggio 2007 10 giugno 2012 Giuseppe Pietrino Molotzu lista civica Sindaco [9]
10 giugno 2012 11 giugno 2017 Michela Sau lista civica "Rinnovamento e Rinascita" Sindaco [10]
11 giugno 2017 - Elio Mulas lista civica "Impegno per Bono" Sindaco [11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p. 87.
  3. ^ La foresta demaniale di Monte Pisanu
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Comunali 06/06/1993, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  6. ^ Comunali 27/04/1997, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  7. ^ Comunali 13/05/2001, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  8. ^ Comunali 26/05/2002, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  9. ^ Comunali 27/05/2007, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  10. ^ Comunali 10/06/2012, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  11. ^ Comunali 11/06/2017, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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