Siligo

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Siligo
comune
(ITSC) Sìligo
Siligo – Stemma
Siligo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Sassari-Stemma.svg Sassari
Amministrazione
SindacoMario Sassu (lista civica) dal 31-5-2015
Territorio
Coordinate40°34′30.9″N 8°43′38.6″E / 40.57525°N 8.727389°E40.57525; 8.727389Coordinate: 40°34′30.9″N 8°43′38.6″E / 40.57525°N 8.727389°E40.57525; 8.727389
Altitudine400 m s.l.m.
Superficie43,45 km²
Abitanti863[1] (01-01-2018)
Densità19,86 ab./km²
Comuni confinantiArdara, Banari, Bessude, Bonnanaro, Codrongianos, Florinas, Mores, Ploaghe
Altre informazioni
Cod. postale07040
Prefisso079
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT090068
Cod. catastaleI732
TargaSS
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti(IT) silighesi
(SC) silighesos
Patronosanta Vittoria
Giorno festivo23 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Siligo
Siligo
Siligo – Mappa
Posizione del comune di Siligo
nella provincia di Sassari
Sito istituzionale

Sìligo è un comune italiano di 863 abitanti dell'antica regione del Meilogu in provincia di Sassari.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La mesa di Monte Santo

Siligo fa parte della Regione Agraria n. 6 - Colline del Meilogu. Il suo territorio si estende per oltre 4.000 ha ed è caratterizzato da diversi rilievi di origine vulcanica, tra i quali spicca il monte Santu (733 metri), dalla caratteristica forma troncoconica (mesa) e il monte Ruju da cui si dipartono dei dicchi di dimensioni notevoli, chiamati Su Muru 'e Ferru. Altro rilievo di notevole valenza paesaggistica e archeologica è il monte Sant'Antonio (599 metri), propaggine nord-ovest del più vasto tavolato vulcanico denominato Monte Pelau.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

La parola siligo-ginis in latino significa buone messi, da cui il nome siligo che in campo commerciale indica un tipo di "frumento di prima qualità" e il "fior di farina". Questa etimologia è stata in genere (forse erroneamente) utilizzata per risalire al nome del comune. In realtà come documentato nei condaghes e nei vari documenti fino all'epoca moderna, il nome che indica il comune è stato registrato, oltre che con il nome attuale, in diverse forme: "Siloque, Siloce, Silogi, Siloke, Silogue, Sologe, Silogne, Sologe, Diloche, Siloghe, Syloge, Siliche, Siloche, Siliguis, Siliguo, Siligue, Sjloghe ecc."

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'area fu abitata in epoca nuragica, per la presenza nel territorio di alcuni nuraghi, e in epoca romana, per la presenza di alcuni edifici, in particolare delle terme di Mesumundu.

Nel medioevo appartenne al Giudicato di Torres, e fece parte della Curatoria di Meilocu. A seguito dell'atto di donazione (1063) del giudice di Torres Barisone I arrivarono in questo territorio un gruppo di monaci dell'abbazia di Montecassino che presero possesso della chiesetta, ubicata sul tavolato sommitale di monte Santu, intitolata ai santi Elia ed Enoch, unitamente alla basilica di Santa Maria in Bubalis, che è generalmente identificata con la chiesetta di Nostra Signora de Mesumundu, costruita sulle rovine delle terme romane.

Alla caduta del giudicato (1259) passò sotto il dominio della famiglia genovese dei Doria, e successivamente, intorno al 1350, fu conquistato dagli aragonesi. Quando gli aragonesi nel 1436 tolsero ai Doria il castello di Monteleone (presso Monteleone Rocca Doria) il Re d'Aragona Alfonso V il Magnanimo diede ai Manca di Sassari, che avevano cooperato con le sue truppe alla presa del castello, il titolo di marchesi, concedendo loro il paese di Siligo, incorporato nel marchesato di Montemaggiore. Nel 1629 sotto gli spagnoli Siligo formò la contea di Montesanto, concessa agli Alagon.

Nel 1795 il paese prese parte alla insurrezione contro i feudatari, e il palazzo degli stessi feudatari venne distrutto.

Il paese fu riscattato agli Alagon, ultimi feudatari, nel 1839, con la soppressione del sistema feudale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa dei SS. Elia ed Enoch sul Monte Santo
Chiesa di San Vincenzo Ferrer
  • Chiesa di Nostra Signora di Mesumundu (nota anche con il nome Santa Maria di Bubalis, benché non esista nessuna fonte documentaria che possa convalidare simile identificazione), costruita in epoca bizantina (fine del VI secolo) sui resti di un edificio termale romano del II secolo d.C. e modificata dopo il 1065, secondo alcuni storici, dai monaci Benedettini di Montecassino;
  • Chiesa dei Santi Elia ed Enoch: costruita sulla sommità del monte Santu (monte Santo) e modificata dopo il 1065 dai monaci Benedettini;
  • Chiesa di Santa Vittoria: è la chiesa parrocchiale fondata nell'ultimo decennio del XV secolo;
  • Oratorio di Santa Croce: l'oratorio costruito nel XVII secolo;
  • Chiesa di San Vincenzo Ferrer: la chiesa, costruita nel XVII secolo, era nelle vicinanze dell'ormai scomparso villaggio di Villanova Montesanto (Biddanoa) e ormai una chiesa campestre dove ogni anno si celebra la festa del paese.
  • Chiesa di Sant'Antonio: sulla sommità dell'omonimo monte, attualmente ridotta in stato di rudere. È ubicata presso i resti del castello di Capula;
  • Chiesa di Santu Ortolu (San Bartolomeo): ridotta in stato di rudere si trova a pochi metri dall'omonimo nuraghe, nella regione Truviu sulla piana di Campu Lazzari;
  • San Filippo (nelle campagne di Santu Filighe);
  • San Pietro nella zona denominata Baccatina;
  • San Leonardo (accanto ai ruderi del nuraghe de Sa Punta ‘e Mulinu);
  • Chiesa di Santa Maria de Banzos (nei pressi dell'omonimo rio e vicino all'attuale cimitero), citata negli atti del processo a Julia Carta.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Il nuraghe Morette
  • Nuraghe Nuraghette: località Campu Lazzari. Un corpo circolare con affiancate due torri nuragiche;
  • Nuraghe Traversa: località Sa Marghinedda. Protonuraghe. Tipo allungato costituito da un unico corridoio che attraversa la massa muraria in senso longitudinale;
  • Nuraghe Crastula: località Scala Ploaghese. Monotorre;
  • Nuraghe S'Iscala Chessa: località Sa Marghine. Di forma ellittica;
  • Nuraghe Morette: località Morette. Costituito da scala, nicchia d'andito e camera a tholos;
  • Nuraghe Truviu: località Truviu;
  • Nuraghi Sa Marghine: località Sa Marghine. Si tratta di un complesso nuragico costituito da due torri distinte molto simili tra loro;
  • Nuraghe Puttu Ruju: località Mesu ‘e Cantaros. Il monumento si trova nei pressi del Rio Mesu ‘e Cantaros;
  • Nuraghe Tranesu: località Runaghe Tranesu. Monotorre;
  • Nuraghe Santu Ortolu: località Truvìu. Nuraghe complesso con torre centrale con bastione che doveva includere almeno altre due torri. Presenza di scala elicoidale e andito;
  • Nuraghe S'Ortolu: località Badde Ortolu. Nuraghe semplice, con scala, nicchia d'andito e camera con nicchie;
  • Nuraghe Santu Filighe: località Santu Filighe. Probabilmente monotorre;
  • Nuraghe S'Iscala Ruja: località Piano di S'Aspru. Edificio di tipo complesso, non indagato;
  • Nuraghe Caspiana: località Caspiana. Tipo complesso, con torre centrale e bastione che ingloba almeno altre due torri;
  • Nuraghe Conzattu: località S'Aspru. Nuraghe complesso, con torre centrale e bastione che sembra inglobare una seconda torre;
  • Nuraghe Ponte Molinu (o Sa Rena): località Piano di S'Aspru. Nuraghe complesso. Torre centrale e camera a tholos;
  • Nuraghe Arzu: località Monte Jana. L'edificio risulta per gran parte crollato e interrato;
  • Nuraghe Curzu (o Sa Rocca): località Mesumundu. Bilobato;
  • Nuraghe Baccattina: località Baccattina;
Costume tradizionale
  • Nuraghe Su Runaghe: località Su Runaghe. Attualmente dell'antico edificio resta solo la base;
  • Nuraghe Littu: località Littu. Forma ellittica. Si tratta di un edificio di grandi dimensioni di cui restano solo grossi massi;
  • Nuraghe Cherchizza: località sa Cherchizza. Il monumento fa parte del complesso nuragico di Monte Sant'Antonio e si trova all'estremità occidentale del vasto santuario, lungo i margini dell'altopiano;
  • Nuraghe Sa Scala de La Perdischeddula: località sa Cherchizza. Monotorre a pianta circolare.
  • Parco archeologico di Mesumundu;

Altri luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 37 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Siligo è quella logudorese settentrionale.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Fondazione e Museo Maria Carta[3]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 16 aprile 2000 Antonio Giovanni Rassu sinistra Sindaco [4]
16 aprile 2000 8 maggio 2005 Antonio Giovanni Rassu Unione Democratica Sindaco [5]
8 maggio 2005 30 maggio 2010 Giuseppina Ledda lista civica Sindaco [6]
30 maggio 2010 31 maggio 2015 Giuseppina Ledda lista civica "Su Yampu" Sindaco [7]
31 maggio 2015 - Mario Sassu lista civica "Per Siligo" Sindaco [8]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Il paese di Siligo è rappresentato a livello calcistico dalla Polisportiva Siligo 1974, che attualmente milita nel campionato di Prima Categoria.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1 gennaio 2018.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ [1] Fondazione e Museo Maria Carta
  4. ^ Comunali 23/04/1995, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  5. ^ Comunali 16/04/2000, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  6. ^ Comunali 08/05/2005, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  7. ^ Comunali 30/05/2010, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  8. ^ Comunali 31/05/2015, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • S. Ginesu, I vulcani del Logudoro-Mejlogu, Sassari, 1992.
  • G. Deriu - S. Chessa, Meilogu, Tomo I: L'assetto territoriale dell'odierno Meilogu dal Basso Medioevo ai nostri giorni con particolare riferimento alle curatorie di Meilogu e Costa de Addes, Cargeghe, Documenta, 2011. Ora anche in versione elettronica, Cagliari, Logus Mondi Interattivi, 2012 https://web.archive.org/web/20120819194007/http://www.logus.it/ebookCatalogo.html; "Appendice" di Meilogu, Tomo II, Cargeghe, Documenta, 2014.
  • G. Deriu, scheda "Siligo", in Studio sui centri storici medioevali del Meilogu, Bonorva, Comunità Montana N. 5, 1991, ora in L'insediamento umano medioevale nella curatoria di "Costa de Addes", Sassari, Magnum, 2000.
  • T. Pinna, Storia di una strega. Inquisizione in Sardegna. Il processo di Julia Carta, Sassari, 2000, ISBN 88-86002-36-X
  • F. A. Pittui, Il tempio dell'aghiasma (Note sul tempietto bizantino di Santa Maria di Bubalis detta Nostra Segnora de Mesumundu, Siligo (SS) in L'almanacco Gallurese 2002-2003
  • A. Mastino (a cura di), Siligo. Storia e Società, Sassari, Edes, 2003.
  • F. A. Pittui, Il tempietto di Nostra Segnora de Mesumundu: Interpretazioni e restauri in SACER n.13, 2006
  • F. A. Pittui, La chiesa di Santa Vittoria, Siligo in Sardegna Antica n.34, 2009

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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