Sennori

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sennori
comune
Sennori – Stemma
Sennori – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Sassari-Stemma.svg Sassari
Amministrazione
Sindaco Nicola Sassu (lista civica) dal 5-6-2016
Territorio
Coordinate 40°47′23.7″N 8°35′42.69″E / 40.789916°N 8.595192°E40.789916; 8.595192 (Sennori)Coordinate: 40°47′23.7″N 8°35′42.69″E / 40.789916°N 8.595192°E40.789916; 8.595192 (Sennori)
Altitudine 350 m s.l.m.
Superficie 31,34 km²
Abitanti 7 328[1] (30-11-2015)
Densità 233,82 ab./km²
Comuni confinanti Osilo, Sassari, Sorso, Tergu
Altre informazioni
Cod. postale 07036
Prefisso 079
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 090067
Cod. catastale I614
Targa SS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Sennoresi
Patrono san Basilio Magno
Giorno festivo 14 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sennori
Sennori
Sennori – Mappa
Posizione del comune di Sennori
nella provincia di Sassari
Sito istituzionale

Sennori (Sènnaru in sardo, Sènnari in sassarese) è un comune italiano di 7.328 abitanti[1] in provincia di Sassari in Sardegna, nella regione storica della Romangia, Sennori fa parte dell'Associazione nazionale città del vino dal 1987 (anno di fondazione della stessa) è il primo comune della Sardegna a ricevere il titolo, fa anche parte dell'Associazione nazionale città dell'olio.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Sennori, disposto ad anfiteatro tra colline e una valle, si apre sul golfo dell'Asinara, nel nord della Sardegna. Questa posizione permette di godere di un notevole panorama sulle coste del golfo da Stintino a Castelsardo, isola dell'Asinara compresa. È circondato da campagne fertili ricche di oliveti, frutteti e vigne che sono la fonte primaria dell'economia sennorese e da cui si ottengono ottime produzioni di vino e di olio d'oliva.

Collocato ad un'altitudine di 277 m sul livello del mare, ha una popolazione di oltre 7.000 abitanti ed una superficie territoriale di 31,43 k. Sennori è adagiato su una collina di tufo calcareo, ai cui piedi si estende l'intero arco del Golfo dell'Asinara. Stretto tra i territori dei comuni di Sassari, Osilo e Sorso, ha un suolo abbastanza fertile e intensamente coltivato; vi dominano le colture dell'olivo, della vite e, lungo tutta la vallata solcata dal fiume Silis, quelle degli alberi da frutta e del carciofo. Scarsamente praticata la pastorizia, praticata perlopiù da allevatori provenienti da altre località.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Preistoria ed epoca nuragica[modifica | modifica wikitesto]

La presenza dell'uomo nel territorio di Sennori è attestata a partire dal neolitico come testimoniano i numerosi siti archeologici quali le domus de janas dell'Orto di Beneficio Parrocchiale, la necropoli di Serra Crabiles. Anche durante il periodo nuragico il territorio di Sennori fu ampiamente frequentato come testimoniano il sito di Su Nuraghe, il Nuraghe di Badde Margherita, il Nuraghe di Badde Puttu, il Nuraghe di San Biagio e la tomba dei giganti di Oridda.

Epoca punica e romana[modifica | modifica wikitesto]

Il periodo punico è quasi del tutto assente; non così il periodo romano riccamente documentato, non a caso infatti la regione storica della Romangia, in cui si trova Sennori, prende il nome da Romania, ovvero le terre conquistate da Roma, in contrapposizione alla Barbaria o Barbagia, cioè le terre popolate dai "barbari". Durante il periodo romano molto probabilmente avvenne la fondazione del paese, come villaggio-presidio di soldati romani per monitorare la vicina e bellicosa tribù dei Sossinati, citata in diverse fonti classiche.

Epoca giudicale e comunale[modifica | modifica wikitesto]

Con l'avvento dei Giudicati, Sennori entrò a far parte del giudicato di Torres o Logudoro, specificatamente nella curatoria di Romangia. Nel 1082 Sennori viene citato per la prima volta in un documento storico, ovvero l'atto di donazione all'opera di Santa Maria di Pisa del monastero di San Michele di Plaiano con tutte le sue pertinenze, tra cui la "Domo de Sanctae Maria de Sennor". Caduto il Giudicato di Torres, Sennori entrò a far parte della Repubblica Sassarese nel 1294.

Epoca aragonese e spagnola[modifica | modifica wikitesto]

A seguito della caduta della Repubblica Sassarese e con la conquista della Sardegna da parte degli Aragonesi, venne istituito il feudo di Sennori che andò a far parte dell'Incontrada di Romangia. Nel 1342 è citata per la prima volta la chiesa parrocchiale di San Basilio Magno e il primo rettore parrocchiale Don Pietro de Serra. Quest'ultimo rischiò la scomunica insieme ad alcuni rettori dei villaggi vicini per non aver pagato le decime alla Chiesa (Rationes Decimarum Italiae: Sardiniae). Nel 1440 tutti i feudi della Romangia, compreso quello di Sennori, finirono nelle mani di Gonnario Gambella che divenne il primo barone di Romangia. Fu baronessa anche la sua nipote Rosa Gambella, succeduta al figlio Antonio, figura solenne e controversa, viceregina di Sardegna, la sua triste vicenda fu raccontata nell'omonimo romanzo da Enrico Costa. A ricordo dell'epoca feudale rimane tuttora il palazzo denominato "Palattu Ezzu". Nel 1553 il paese fu tra quelli visitati durante la visita pastorale di Salvatore Alepus arcivescovo di Sassari.

Epoca sabauda[modifica | modifica wikitesto]

Anche Sennori fu teatro, insieme a Sorso, dei tumulti anti-feudali del 1796, anche perché il Rettore di Sennori Don Cristoforo Aragonez era amico intimo di Giovanni Maria Angioy. Nel 1830 Sennori e Sorso mossero lite al barone Don Vincenzo Amat uscendo prima sconfitti ma poi vittoriosi. Anche alla fine dell'Ottocento si ebbero fremiti sociali a Sennori con la fondazione a Sorso da parte del sennorese Antonio Catta del partito "Popolo Sovrano" che ebbe ampia risonanza anche a Sennori.

Epoca contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Durante le due guerre mondiali Sennori venne risparmiato dai bombardamenti volontari, poiché durante la costruzione della cappella del Cimitero fu trovata una bomba inesplosa della seconda guerra mondiale. Sempre nel secondo conflitto mondiale Sennori venne sparato da una mitragliatrice aerea con la morte di una persona. Nel 1962 vi fu la rivolta contro il parroco Don Giovanni Muroni che fu cacciato dal paese. Dopo gli anni settanta e ottanta del XX secolo l'abitato di Sennori si espanse dando vita ai quartieri del Monte, della Scala, della Salamagna e di Montigeddu. Il paese conta oggi 7400 abitanti circa.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Croce

Nel centro storico di Sennori e nella vicina periferia si trovano vari edifici di culto cattolico romano: il principale la cui facciata ed il campanile sono visibili da vari angoli del paese, è dedicata a san Basilio Magno. L'edificio è di origine trecentesca il cui restauro si e tenuto tra maggio e ottobre 2015[2], e fu completamente ricostruito negli anni cinquanta del XX secolo. Il campanile fu invece costruito verso la seconda metà degli anni 60'. Gli altri edifici minori sono quelli di Santa Croce, risalente al Quattrocento, il settecentesco di Santa Lucia, il moderno dedicato alla Madonna del Rosario (costruito nella metà degli anni sessanta del XX secolo, che al suo interno ingloba i resti seicenteschi dell'antica chiesa della Madonna del Rosario) e quello campestre di San Giovanni Battista (dove si svolge l'omonima festa).

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale di Sennori domus de janas, nuraghi e tombe dei giganti si alternano ad ambienti di forte impatto panoramico e a struttura richiamanti, direttamente ed indirettamente, il lavoro della terra (in particolare mulini ad acqua e pinnettas). La realtà monumentaria del territorio di Sennori appare fortemente legata alla storia dell'acqua e dell'agricoltura. Non è casuale che rilevanti testimonianze archeologiche ed interi areali vengano a legarsi distintamente all'elemento idrico, esprimendo attorno ad esso significative densità monumentali ed antropiche. Si vedano ad esempio i siti di "Funtana de Su Anzu" e "Sutis Funtana di Sa Conza" (nei cui pressi è individuabile una domus de janas pluricellulare), "Badde Pattu" e la "fontana Geridu".

Seguendo le classiche seriazioni per fasi dell'archeologia, il territorio di Sennori presenta un buon numero di domus de janas, vale a dire piccoli cimiteri familiari ai margini di nuclei di stanziamenti neolitici a base presumibilmente agricola. Di grande pregio strutturale e decorativo è la domus de janas del Beneficio parrocchiale. Si tratta di una delle più interessanti domus de janas della preistoria isolana, di tipo pluricellulare e decorata a rilievo.

La sua afferenza al centro urbano ne fa una qualificata presenza per l'abitato, per i residenti ed i flussi di visite. È scavata in un costone calcareo ancora utilizzato come cava. Sempre del periodo preistorico, si ricorda il complesso Serra Crabiles comprendente numerose domus de janas che hanno restituito idoletti femminili neolitici.

Le attestazioni nuragiche si esprimono sia con episodi monumentali di tipologia monotorre che con complessi articolati e dotati di villaggio. Ad esempio il nuraghe Badde Margherita, a sud ovest del nuraghe del ponte Rio Silis, è un tipico nuraghe monotorre. A 5 m. ad est del nuraghe si può osservare uno ziro infisso nel terreno, del diametro di 0,90m. Il nuraghe Badde Puttu, a nord est del Monte Uri, viene descritto come un nuraghe complesso con tracce di villaggio, con tratti di cortina muraria. Tracce di catillus e di embrici. Il complesso Su Nuraghe si trova a nord del nuraghe Margherita. Numerose sono le tracce di capanne a pianta circolare. Nelle immediate vicinanze vi sono strutture a pianta rettilinea.

È di interesse per singolarità tipologica, la tomba di giganti di Oridda. Essa costituisce un monumento unico nel suo genere per una serie di caratteristiche tipologiche che permettono di definirla una tomba di tipo dolmenico e ortostatico. Il monumento è scavato nella roccia ed è interamente foderato in muratura, mentre la facciata è stata monumentalizzata con una stele quadrangolare nella quale si apre il portello e con esedra ad ortostati. All'interno della tomba sono stati rinvenuti gli scheletri di 27 individui, di cui venti tra uomini e donne, sei bambini e un feto. La ceramica rinvenuta conferma una cronologia all'interno del Bronzo medio.

Ai confini col territorio di Sorso si distingue per interesse e recenti significative ricerche archeologiche la problematica legata al centro scomparso di Geridu.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Il sardo parlato di Sennori, appartenente al troncone linguistico logudorese, si caratterizza per una particolarità: il plurale femminile viene cambiato al maschile. Alcuni esempi: "le porte" in logudorese "sas jannas", in sennorese "sos jannos"; " le chiavi" in sardo logudorese "sas jaes", in sennorese "sos jais". Si pensa che tale fenomeno sia dovuto all'influenza linguistica che il dialetto sennorese abbia avuto dai vicini dialetti sorsense e sassarese del turritano. Proprio quest'ultimo ha avuto un ruolo importante, in quanto moltissimi sennoresi, con l'espansione commerciale di Sassari, hanno frequentato sempre più costantemente i mercati della vicina città, assorbendone alcune contaminazioni linguistiche. Anche il sassarese utilizza l'articolo maschile per il plurale femminile delle cose, come ad esempio "le porte" la ianna al sing., li ianni al plur., "la sedia" la cadrea sing., li cadrei plur.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Costumi[modifica | modifica wikitesto]

I costumi di Sennori sono divisi in quattro varianti qui sotto spiegate ed è uno dei costumi più belli e apprezzati di tutta l'isola. Il "costume di gala o da sposa" è il più conosciuto perché più ricco e quindi più sfoggiato ha un valore economico stimato intorno ai 12.000 Euro, sia per i materiali usati che per la manodopera molto cara e non tanto semplice da trovare perché le ricamatrici non sono più tanto numerose come prima. Ha un corpino stupendamente lavorato in rilievo a fili doro tubolari con perle di strass dell'organza che segna tutto il contorno esterno delle ampie maniche aperte all'interno per permettere alla candida camicia di farne capolino e risaltare nel rosso velluto il grembiule in moer ricamato in seta (a volte con particolari in oro) è bordato con organza plissettata che va a nascondere il gallone (chiamato anche tesoro nascosto il telo anteriore della gonna) alto circa 35 cm lungo 4 m circa applicato e plissettato assieme alla gonna. Anch'esso ricamato in seta.


Il costume tradizionale

Il "costume giornaliero" molto ricamato anch'esso ma in modo più semplice e senza aggiunte di fiocchi e passamanerie, armonioso nei colori e negli abbinamenti. Ha il corpino di panno rosso con dei ricami in filo di seta così come il grembiule in tessuto di seta è ricamato più lungo del grembiule di gala, la gonna baldagore anch'essa plissettata a mano di panno nero con la balza rossa finale. In testa porta su muccaloru (fazzoletto copricapo) anche lui ricamato, la bianca camicia fuoriesce dal corpino aperto lungo le maniche e dai polsini. La schiena viene sorretta da su sustigliu (busto) ricamato in liste verticali con fili doro e argento formato da due fianchetti e uniti tre loro da un nastro di raso rosso fiamma

Il "costume da vedova" o da lutto molto elegante nella sua semplicità e serietà per la quale è nato l'abito. Lo rende particolare il fatto che indossa due gonne di cui una viene sollevata a coprire il capo in segno di lutto appunto come a volersi estraniare dal mondo che la circonda.

Le gonne sono molto ampie circa 4 m di tessuto minuziosamente plissettato a mano la balza può essere di diversi colori a sottolineare l'intensità del lutto stesso.

Si intravede sotto le gonne la candida camicia bianca che a sbuffo esce anche dal corpino di panno rosso con applicazioni di nero, il grembiule di pizzo o di ciniglia ma anch'esso scuro.

Su sustigliu (il busto) che sostiene eretta la schiena ha il fiocco che lega le due parti di cui è composto di raso viola infilato nei minuscoli fori.

Il copricapo di cui si intravede la punta e i due angoli è uguale al copricapo che portano la variante dell'abito giornaliero e di gala quello da lutto però se intenso può avere la veletta che fascia il mento di colore nero anziché bianca.

Il "costume maschile" anch'esso molto ricco per essere un abito maschile. Ha la giacca di velluto rosso bordato con ricami in oro e con dei bottoni di filigrana nelle maniche, che essendo aperte fanno intravedere la candida camicia bianca. Anche la cintura in velluto rosso è ricamata ai bordi in oro. La camicia con collo alto lavorato a nido d'ape ha bottoni di filigrana per tenerne chiuso il collo i mutandoni (pantalone) bianchi a sbuffo escono dal gonnellino in panno nero a pieghe, e con una fascia a tenere la parte bassa affinché il vento non lo sollevi le ghette (copristivale) anche loro di panno nero.

Feste[modifica | modifica wikitesto]

Le feste religiose sono sei, tutte della durata di alcuni giorni. La festa più importante del paese è quella di San Giovanni conosciuta in tutta la Sardegna per la sua grande cavalcata e sfilata di costumi ogni anno con differenti gruppi in costume della Sardegna mentre, quella di più recente istituzione, è la festa di San Biagio, divenuta una delle sagre più conosciute e attese del territorio della Romangia. Da non dimenticare poi "Calici di stelle", che si svolge il 10 agosto e "i giochi estivi" che si svolgono a luglio al campo sportivo, chiamati "sennoriestate" (giochi senza quartiere). In questi giochi partecipano 16 squadre che per una settimana si danno lotta con gavettoni, tiri alla fune e altri giochi. L'ultimo giorno si svolge la finalissima che culmina con una sfilata di moda in cui ogni squadra presenta in passerella una coppia di giovani. Alla fine vengono decretati "miss e mister Sennori estate e miss e mister sorriso". La manifestazione si conclude con la proclamazione della squadra vincitrice e l'avvio di una serata di musica.

Persone legate a Sennori[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Quartieri e frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Montigeddu
  • Santa Lucia (Santa Lughia)
  • Le Conce (Sa Conza)
  • Salamagna
  • Il Rosario (Su Rosariu)
  • Badde o Baddhe
  • Su Pedrareddu
  • La Scala (S'Iscala)
  • Campusanteddu
  • Baddiorina
  • Monte
  • Monte Mario
  • Fontana fredda (Funtana fritta)
  • Sa Buivarera
  • Santa Croce (Santa Rughe)
  • Piazza (Piatta), centro del paese
  • San Giovanni

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Produzioni alimentari[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Sennori è praticata, in particolare, la coltivazione dell'ulivo e della vite. Sono numerosi gli ettari dedicati a queste due colture e numerosi sono i piccoli produttori di vino e di olio.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 27 aprile 1997 Giovanni Desini "Eterogenea" Sindaco [4]
27 aprile 1997 13 maggio 2001 Cicito Morittu liste civiche di centro-sinistra Sindaco [5]
13 maggio 2001 28 maggio 2006 Antonio Canu lista civica Sindaco [6]
28 maggio 2006 15 maggio 2011 Antonio Canu lista civica Sindaco [7]
15 maggio 2011 5 giugno 2016 Roberto Desini lista civica "Sennori Prima di Tutto" Sindaco [8]
6 giugno 2016 - Nicola Sassu lista civica "Lavoriamo Insieme" Sindaco [9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2015.
  2. ^ Sennori, su Sardegnaturismo.it, Regione Autonoma della Sardegna. URL consultato il 29 ottobre 2015.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Comunali 06/06/1993, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  5. ^ Comunali 27/04/1997, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  6. ^ Comunali 13/05/2001, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  7. ^ Comunali 28/05/2006, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  8. ^ Comunali 15/05/2011, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  9. ^ Comunali 05/06/2016, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN247224002
Sardegna Portale Sardegna: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Sardegna