Thiesi

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Thiesi
comune
(IT) Thièsi
(SC) Tièsi
Thiesi – Stemma
Thiesi – Veduta
Thiesi vista da Monte Pelau
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Sassari-Stemma.svg Sassari
Amministrazione
SindacoGianfranco Soletta (lista civica) dal 30-5-2010 (3º mandato dal 26-10-2020)
Territorio
Coordinate40°31′30″N 8°42′59″E / 40.525°N 8.716389°E40.525; 8.716389 (Thiesi)
Altitudine461 m s.l.m.
Superficie63,25 km²
Abitanti2 844[1] (31-8-2020)
Densità44,96 ab./km²
Comuni confinantiBessude, Borutta, Cheremule, Cossoine, Giave, Ittiri, Romana, Villanova Monteleone
Altre informazioni
Cod. postale07047
Prefisso079
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT090071
Cod. catastaleL158
TargaSS
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Nome abitanti(IT) thiesini, tiesini
(SC) tiesinos
Patronosanta Vittoria
Giorno festivo23 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Thiesi
Thiesi
Thiesi – Mappa
Posizione del comune di Thiesi all'interno della provincia di Sassari
Sito istituzionale

Thiesi (Tièsi in sardo[3][4]) è un comune italiano di 2 844 abitanti della provincia di Sassari. Si trova nella Sardegna nord-occidentale, nella subregione storica del Meilogu. Dista 40 km da Sassari e 50 km da Alghero.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del paese può destare curiosità a causa della h all'interno di T[h]iesi. In antiche carte si è scoperto che il vero nome era Tiesi senza h. La lettera "h", attualmente inserita nel poleonimo "Thiesi", e consolidatasi nell'uso corrente verso il 1924-25, non fu comunque del tutto ignorata nel Medioevo, giacché la troviamo, per due volte ("Thiessi"), in un atto del 18 luglio 1436, riguardante l'infeudazione, ai tre fratelli Giacomo, Giovanni e Andrea Manca, delle "ville" di Thiesi, Cheremule e Bessude[5]. L'origine del poleonimo va probabilmente vista nel mondo pregreco e quindi esso va avvicinato foneticamente al nome della località cipriota pregreca di Τηγεσσός in ragione della forma medioevale "Tigesi".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'area fu abitata fin dall'epoca nuragica, per la presenza sul territorio alcuni nuraghi.

Durante il medioevo appartenne al giudicato di Torres e fece parte della curatoria di Meiulocu. Alla caduta del giudicato (1259) il territorio passò alla famiglia genovese dei Doria. Sul finire del Duecento il territorio fu conteso da questi ultimi, dai Malaspina e dal giudicato di Arborea, che si alternarono nel governare il territorio. Dopo vari scontri tra i Doria, alleati del giudicato di Arborea, e gli aragonesi (tra cui la battaglia di Aidu de Turdu), questi ultimi riuscirono a conquistare, tra gli altri, i territori dell'ex curatoria intorno al 1347.

Nel 1636 il paese fu incorporato nel marchesato di Montemaggiore, feudo dei Manca.

Sa die de s'atacu[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine del XVIII secolo in Sardegna si manifestò un importante movimento antifeudale con idee antimonarchiche e rivoluzionarie rappresentato da Giovanni Maria Angioy. Tale movimento ebbe immediatamente un grande seguito a Thiesi dove si manifestò la volontà di non pagare i tributi. Il 24 novembre 1795 le comunità di Thiesi, Bessude e Cheremule stipularono un patto contro il regime feudale chiedendone esplicitamente l’abolizione.[6] Il 17 marzo 1976, sempre a Thiesi fu stipulato un altro patto antifeudale tra 32 villaggi. Giuseppe Benedetto di Savoia conte di Moriana, che era stato nominato governatore di Sassari nel 1799, iniziò una serie di visite ai villaggi e si rese conto dello stato di miseria e delle vessazioni dei feudatari. Per placare gli abusi dei baroni emanò nuove norme per la riscossione dei tributi. Ma i feudatari si rifiutarono di dare applicazione al pregone viceregio. Il feudatario Antonio Manca duca dell’Asinara ordinò le riscossioni: per tutta risposta la popolazione nella notte fra il 22 e il 23 settembre del 1800 organizzarono una manifestazione di protesta. Il giorno seguente il sindaco con una delegazione si recò a Sassari ed informò il viceré circa i fatti accaduti, il viceré promise alla delegazione che sarebbe intervenuto contro il duca dell’Asinara. Ma i tiesini, venuti a conoscenza delle promesse del governatore, non rimasero convinti, perciò si tennero pronti ad ogni evenienza. I loro timori si dimostrarono fondati, infatti furono informati che il governatore stava segretamente organizzando, per il 6 ottobre, una spedizione punitiva contro il villaggio di Thiesi. Dei fatti furono informati anche i villaggi vicini, i quali iniziarono ad organizzare la resistenza. Bessude inviò 150 armati, Banari altri 150 e Thiesi riuscì ad organizzare 500 uomini. Il conte di Moriana aveva affidato il comando della spedizione al cav. Grondona e segretamente aveva convocato tutti i capitani dei miliziani del nord Sardegna perché si mettessero in marcia verso Thiesi, e concesse l'amnistia a tutti quei banditi che avessero partecipato. Da Sassari il 5 ottobre 1800 per tutta la notte accorse gente in armi verso il punto di concentramento; all’alba si ritrovarono in 1500, in massima parte banditi aggregatisi alle truppe regolari. Verso le sette del mattino del giorno 6 ottobre si mossero verso Thiesi. Il paese, difeso da 800 uomini, si preparò ad impedire il saccheggio con ogni mezzo.[7] Lo scontro fu cruento, i rivoltosi furono sopraffatti in breve, caduta molti si rifugiarono nelle chiese, il villaggio fu saccheggiato, molte case incendiate. Alcuni dei rivoltosi non sembravano volersi fermare, sostennero dal campanile un fuoco vivissimo per ore, ma alla fine furono costretti ad uscire dalla chiesa e a consegnare i fucili. Furono arrestati in ventitre. Le truppe regolari cessata la resistenza si ritirarono verso Sassari lasciando il paese in mano ai banditi arruolati per l’occasione. Nell’eccidio perdettero la vita 14 persone, 34 rimasero ferite (due di queste morirono nei giorni seguenti) e furono incendiate quasi totalmente 18 abitazioni.[7] I rappresentanti del clero di Thiesi che erano stati coinvolti nella rivolta furono scagionati, mentre dei rivoltosi catturati alcuni furono impiccati sulle forche di “Mesu e Giagas” il 27 febbraio 1801, altri ancora furono condannati alla galera.

Il paese fu riscattato ai Manca, ultimi feudatari, 1839 con la soppressione del sistema feudale, quando divenne un comune amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Luoghi di interesse naturalistico[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 110 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Lingua e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Thiesi è quella logudorese settentrionale.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Moti Angioini.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

La patrona di Thiesi è santa Vittoria, tuttavia la festa più importante del paese è la festa della "Madonna di Seunis" che si festeggia il 7-8-9 settembre presso l'omonimo santuario. Suggestiva la cerimonia che si svolge il 9 settembre, dove il simulacro della vergine viene portato in processione per le vie del paese accompagnato da gruppi folk della Sardegna e dai cavalieri del Meilogu.

Importante pittore di origine tiesina è Aligi Sassu che decorò il paese con due importanti opere murali: l'affresco "i moti angioyani" che si trova presso la sala civica Aligi Sassu annessa al museo a lui dedicato in via E. Garau, e una ceramica dal titolo "l'uomo e la natura" visibile presso l'ex Istituto tecnico Commerciale in via Manzoni.

Tra le altre feste del paese è importante ricordare la festa di Santu Juanne (San Giovanni), nota anche come festa dei giovani; essa si tiene dal 20 al 24 giugno nel piazzale del comune.

Di rilievo il premio di poesia in lingua sarda, organizzato ogni anno dall'Associazione Culturale Seunis.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia tiesina è prevalentemente basata sulla produzione industriale dell'agroalimentare (formaggio): nel paese operano alcune tra le maggiori industrie casearie italiane (Fratelli Pinna), sul commercio di pellame e la produzione di mobili. Sviluppati sono l'agricoltura e l'allevamento ovino, bovino e suino. Il settore terziario si compone di una discreta rete distributiva e di servizi, tra i quali possiamo trovare quelli sociali (casa di riposo, scuole, ospedale, uffici statali e parastatali) e quelli bancari e postali.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 16 aprile 2000 Salvatore Ferrandu liste civiche di centro-sinistra Sindaco [9]
16 aprile 2000 8 maggio 2005 Raffaele Mannoni lista civica Sindaco [10]
8 maggio 2005 30 maggio 2010 Mario Antioco Gianluigi Schintu lista civica Sindaco [11]
30 maggio 2010 31 maggio 2015 Gianfranco Soletta lista civica "Obiettivo Comune" Sindaco [12]
31 maggio 2015 26 ottobre 2020 Gianfranco Soletta lista civica "Obiettivo Comune 2015" Sindaco [13]
26 ottobre 2020 in carica Gianfranco Soletta lista civica "Obiettivo comune 2020" Sindaco [14]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Thiesi è uno dei comuni italiani con meno abitanti ad aver ospitato una squadra di calcio a livello professionistico, la Polisportiva Thiesi, che ha partecipato a tre edizioni del campionato di Serie D[15] a cavallo tra il campionato 1973-1974 e il campionato 1975-1976, avendo come miglior risultato il 10º posto nel primo campionato disputato. Milita in Promozione. I colori sociali sono il verde ed il nero. In campo calcistico è presente anche una seconda società amatoriale, denominata Santu Juanne e disputante il campionato CSI.

Altre società sportive nel paese sono quella riguardanti la pallavolo (A.S.D. Sporting Thiesi), arrivata anche alla serie B nazionale, la mountain bike (Bikers Thiesi), il karatè (A.S.D. Shotokan Karate' Thiesi), la ginnastica artistica e la pallacanestro (Tigers Thiesi).

La pallacanestro e la pallavolo giocano nel palasport del paese, sede di molti eventi sportivi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2020.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Giunta Provinciale di Sassari, Comune delimitato di lingua sarda ai sensi dell'art.3 della Legge 482/1999 con Deliberazione della Giunta Provinciale di Sassari n. 33 del 29.06.2001 e n. 3 del 10.02.2005..
  4. ^ scritto senza l'h, nome ufficiale secondo le norme della limba sarda comuna
  5. ^ Gavino Palmas, Op. cit. in Bibliografia, pp. 179-80; Giovanni Deriu, scheda Thiesi cit. in Bibliografia, p. 84, dove troviamo pure, alle pp. 81-82, una scheda toponomastica con le variazioni cronologiche del poleonimo in oggetto (Tigesi, Tuyses, Tiesi, Tiesy, Tiezi, Tiessi, Thiessi, Tiesis, etc.).
  6. ^ Tiesi 24 novembre 1795, pubblicato in appendice al saggio di Luigi Berlinguer, Alcuni documenti sul moto antifeudale sardo del 1795-96, in La Sardegna nel Risorgimento., Sassari, Gallizzi, 1962, pp. 123-24.
  7. ^ a b Salvatore Tanca e Giovanna Colombo,Thiesi, "Sa die de s'atacu", online su meilogunotizie.net
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Comunali 23/04/1995, su elezionistorico.interno.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  10. ^ Comunali 16/04/2000, su elezionistorico.interno.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  11. ^ Comunali 08/05/2005, su elezionistorico.interno.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  12. ^ Comunali 30/05/2010, su elezionistorico.interno.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  13. ^ Comunali 31/05/2015, su elezionistorico.interno.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  14. ^ Comunali 25/10/2020, su elezioni.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 27 gennaio 2021.
  15. ^ http://www.giocodisquadra.it/category/calcio/page/10/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Areddu, Il marchesato di Mores. Le origini, il duca dell´Asinara, le lotte antifeudali, l'abolizione del feudo e le vicende del marquis de Morès, Condaghes, Cagliari 2011.
  • G. Deriu, scheda Thiesi, in Studio sui centri storici medioevali del Meilogu, Bonorva, Comunità Montana N. 5, 1991, ora in L'insediamento umano medioevale nella curatoria di "Costa de Addes" , Sassari, Magnum, 2000.
  • G. Deriu - Salvatore Chessa, L'assetto territoriale dell'odierno Meilogu dal Basso Medioevo ai nostri giorni, Cargeghe, Documenta, 2011.
  • G. Palmas, Thiesi, villa antifeudale, Cagliari, Ed. Sarda Fossataro, 1974.
  • A. Piredda, Raccontando Thiesi, Cargeghe, Documenta Edizioni, 2008.
  • Speleomantes. Antologia del TAG, Thiesi, Tip. Fiori, 1997.
  • P. P. Soro, Campulongu, una curatorìa del Medioevo giudicale sardo, in S. Ruiu (a cura di) Tancas, cunzados funtanas e jassos. Toponimi e microtoponimi di Thiesi, Artigrafiche Pinna, Thiesi, 2014.
  • P.P. Soro - G. Tola, I paesi della Sardegna- Thiesi, S. Tola (a cura di), C. Delfino Ed., Sassari, 2012.
  • P. P. Soro, La necropoli ipogeica a domus de janas di Birgusa in località Corraile – Thiesi (SS), in Ipotesi di Preistoria, available at: http://ipotesidipreistoria.unibo.it/issue/view/344.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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