Ittiri

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Ittiri
comune
(IT) Ittiri
(SC) Ìtiri Cannédu
Ittiri – Stemma Ittiri – Bandiera
Ittiri – Veduta
Panorama dal quartiere di Montesile
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Sassari-Stemma.svg Sassari
Amministrazione
SindacoAntonio Sau (lista civica) dal 31-5-2015 (2º mandato dal 26-10-2020)
Territorio
Coordinate40°35′26.71″N 8°34′10.23″E / 40.590753°N 8.569508°E40.590753; 8.569508 (Ittiri)
Altitudine400[1] m s.l.m.
Superficie111,46 km²
Abitanti8 041[2] (30-06-2022)
Densità72,14 ab./km²
Comuni confinantiBanari, Bessude, Florinas, Ossi, Putifigari, Thiesi, Uri, Usini, Villanova Monteleone
Altre informazioni
Cod. postale07044
Prefisso079
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT090033
Cod. catastaleE377
TargaSS
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[3]
Nome abitanti(IT) ittiresi
(SC) bitiresos
Patronosan Pietro in Vincoli
Giorno festivo29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ittiri
Ittiri
Ittiri – Mappa
Posizione del comune di Ittiri nella provincia di Sassari
Sito istituzionale

Ittiri (Ìtiri Cannédu in sardo[4][5]) è un comune italiano di 8 041 abitanti[2] della provincia di Sassari in Sardegna, nella regione storica del Coros nel Logudoro.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Veduta di Capo Caccia da Ittiri

Ittiri è collocata su un altipiano a 450 metri sul livello del mare. Il territorio, formato da altipiani costituiti di rocce prevalentemente trachitiche e basaltiche, è accidentato, con andamento collinare e attraversato da vallate destinate alla coltivazione; i rilievi montuosi più consistenti sono: a nord est sulla linea per Bessude monte Torru (m 622), monte Uppas (m 567) e verso Banari monte Jana (m 552); a sud verso Villanova monte Unturzu (m 558), monte Alas (m 517), punta S'Elighe Entosu (m 522) e monte Lacusa (m 503).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di Ittiri, molto esposta alle correnti da ovest e nord ovest, è tipicamente mediterraneo, influenzato in parte dalla vicinanza con il mare e i tre bacini artificiali del Cuga, del Bidighinzu e del lago del Temo, con estati calde e inverni miti e umidi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio di Ittiri si hanno diverse testimonianze del periodo prenuragico come le caratteristiche domus de janas. In età nuragica l'area era forse abitata dalla tribù dei Coracenses, citati da Tolomeo; a questa fase risalgono i numerosi nuraghi sparsi in tutta la zona[6].

Nel medioevo fece parte del giudicato di Torres, nella curatoria di Coros. Alla caduta del giudicato (1259) si trovò al centro delle lotte tra la famiglia genovese dei Doria e il giudicato di Arborea, passando con alterne vicende sotto l'autorità dell'una e dell'altra parte. Intorno al 1350 gli arborensi furono sconfitti dagli aragonesi, e passò sotto il dominio della corona d'Aragona. Nel 1376 un'epidemia di peste devastò il territorio già debilitato dalle continue guerre. Gli aragonesi nel 1541 unirono Ittiri a Uri con cui formò una baronia, concessa a Bernardo Simon. Nel 1657 un'altra epidemia di peste causò la morte di circa 2000 persone. Nel 1770, in epoca sabauda, la baronia fu, sempre insieme ad Uri, trasformata in contea e data in feudo ai Ledà, ai quali fu riscattata nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma e il gonfalone di Ittiri sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica del 29 luglio 1993.[7]

Lo stemma è semitroncato partito: Nella prima partizione sono presenti delle canne di palude: esse richiamano il nome Cannetum, Canedo, Cannedu, con il quale veniva precedentemente identificato Ittiri. Nella seconda tre spighe di grano simboleggiano l'attività agricola e il principale prodotto locale. Nella terza è raffigurato un uomo barbuto, in piedi su un edificio a forma di torre, vestito con una lunga tunica da cui spunta un rosario, con in mano un bordone e un libro chiuso. Si ritiene si tratti di un pellegrino, anche se alcuni studiosi ipotizzano si tratti di Comita, giudice di Torres, fondatore e benefattore dell'abbazia di Paulis, o di Gonario pio giudice, pellegrino in Terra Santa, al quale si deve la penetrazione dei monaci cistercensi in Sardegna.[8]

Il motto scritto su lista bifida e svolazzante di azzurro Sancta Maria de Paulis et Choro sedes et origo ("[l'abbazia di] Santa Maria di Paulis e [l'eremo di] Coros sono sede ed origine [di Ittiri]") è ripreso da un antico sigillo.

Il gonfalone è costituito da un drappo partito di giallo e di azzurro.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
— Con decreto del 24 aprile 2000[7] il presidente della Repubblica ha conferito ad Ittiri il titolo istituzionale di città.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristico è il centro storico dove son presenti diversi palazzi baronali in stile liberty/deco con particolari balconi e facciate di case abbellite dalla trachite ittirese; molte vie del centro sono ancora in lastricato ed in particolare la parte alta di via Cavour è in acciottolato.

Fontana de S'Abbadorzu

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo baronale Sussarellu: ubicato nel centrale Corso Vittorio Emanuele
  • Fontana S'Abbadorzu: ubicata in via Monserrato
  • Ex convento francescano: ubicato in via Sassari
  • Ex pretura restaurata ed adibita a biblioteca francescana: ubicata in via Sassari
  • Palazzo San Giovanni Bosco: ubicato nel centrale Corso Vittorio Emanuele
  • Parte antica dell'ospedale G. A. Alivesi: ubicato in via Ospedale
  • Museo della radio "Mario Faedda", con annesso antico mulino[9]: ubicato in via Dante
  • Vecchie carceri: ubicate in via Marconi

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono quattro chiese cittadine, di cui solo le prime due costituiscono parrocchia:

San Pietro in Vincoli
  • San Pietro in Vincoli a tre navate, del XIII secolo, è uno dei più importanti monumenti del centro abitato. La navata centrale è coperta da una volta a botte con lunette e sostenuta da sei grandi archi a tutto sesto, poggianti su pilastri a croce; le due navate laterali, più piccole, sono coperte da voltine in padiglione, sui cui lati si aprono nove cappelle non tutte simili tra di loro. la parte più antica è costituita dal coro. Nel 1881 per opera dell'architetto Salvatore Calvia di Mores, allievo dell'Antonelli, la facciata fu rifatta in stile classicheggiante, in trachite rossa con un portico e una tribuna. (festa: 29 giugno)
  • Ex convento di San Francesco (Cunventu) del 1610, sede dei frati minori. Nel 2013, andati via i frati, è diventato normale chiesa parrocchiale. (festa: 4 ottobre)
  • Nostra Signora di Monserrato (Nostra Segnora) del XVII secolo a suo tempo sede della congregazione di Monserrato; qui si concludono le processioni della settimana santa.
  • Nostra Signora del Carmelo (Nostra Segnora 'e su Carminu) ad unica navata absidata, con volta a botte, retta da tre arcate a sesto ribassato. Difficile individuare la data esatta della sua costruzione, ma molti elementi come i gradini del pulpito, la nicchia del coro ed alcuni capitelli riconducono a una datazione antica. (festa: 16 luglio)
  • Chiesa di Santa Croce (Santa Rughe), esisteva fino al 1935, dove ora sorge il municipio; la chiesa costituiva sul territorio urbano il centro di una croce avente agli estremi le altre quattro chiese citate.

Tra l'altro si aggiungono varie chiese campestri:

Nostra Signora di Monserrato
  • Santa Maria di Coros (Nostra Segnora 'e Coros), chiesa cistercense, della prima metà del XIII secolo ca.; era una dipendenza dell'abbazia di Paulis (festa di N.S. di Coros: 8 settembre).
  • San Maurizio (Santu Mauritziu - Santu Marigue), il santuario è riferibile al XVII secolo ed è costruito con blocchi di pietra calcarea (festa: 22 settembre).
  • San Giovanni Battista (Santu Juanne)
  • Santa Maria di Paulis o Padulis - pr, Paùlis, Padùlis - (Nostra Segnora 'e Paulis), abbazia cistercense del 1205.
  • San Leonardo al Cuga (Santu Nenardu 'e sa 'Iddazza), del XII secolo, sorgeva presso il villaggio di Thuca, già scomparso nel XV secolo e ora sommerso dal bacino artificiale del Cuga. Con la costruzione del bacino negli anni sessanta la chiesa fu smantellata e ricostruita più a monte per evitarne la sommersione.
  • Sono inoltre presenti diverse chiese campestri ridotte allo stato di rudere. Molte altre sono invece scomparse.

Nuraghi[modifica | modifica wikitesto]

Nuraghe Majore
  • nuraghe Abbarghente
  • nuraghe Badde Manna
  • nuraghe Baddecca
  • nuraghe Brundette
  • nuraghe Camedda
  • nuraghe Cannedu
  • nuraghe Casillones
  • nuraghe Chentu Cheddas
  • nuraghe Cherchizzu
  • nuraghe Chereno
  • nuraghe Chessalzu
  • nuraghe Chizzinieddu
  • nuraghe Cirolo
  • nuraghe Coa 'e Ambidda
  • nuraghe Codone
  • nuraghe Corona Ruja
  • nuraghe Coronalva
  • nuraghe Crabione
  • nuraghe Culisandru
  • nuraghe Cumida
  • nuraghe Cunedda
  • nuraghe Ena Ortu o Su Sassu
  • nuraghe Fenujeda
  • nuraghe Frade
  • nuraghe Frades Talas
  • nuraghe Frailarzu
  • nuraghe Giundali
  • nuraghe Irventi
  • nuraghe Luros
  • nuraghe Majore
  • nuraghe Mesu 'e Tancas
  • nuraghe Monte Callistro
  • nuraghe Monte Deu Pitzinnu
  • nuraghe Monte Sant'Elia
  • nuraghe Muzzu
  • nuraghe Ochila
  • nuraghe Passari
  • nuraghe Paulis
  • nuraghe Pianu Codinas
  • nuraghe Pianu Marras
  • nuraghe Pira Ruja
  • nuraghe Pitti Altu
  • nuraghe Pittigheddu
  • nuraghe Porchis
  • nuraghe Runaghedu
  • nuraghe Runara
  • nuraghe Runatolos
  • nuraghe S'Adde 'e Su Chercu
  • nuraghe S'Elighe
  • nuraghe S'Ozzastrone
  • nuraghe Sa Capida
  • nuraghe Sa Coa 'e Sa Femina
  • nuraghe Sa Figu
  • nuraghe Sa Pala 'e S'Ozzastru
  • nuraghe Sa Punta 'e Sa Nansa
  • nuraghe Sa Signora
  • nuraghe Sa Ucca 'e Su Giannittu
  • nuraghe Santu Ainzu
  • nuraghe Santu Tziprianu
  • nuraghe Serra Manchia
  • nuraghe Sos Abbadorzos
  • nuraghe Sos Isconcados
  • nuraghe Sos Muros
  • nuraghe Sos Passizzos
  • nuraghe Su Renalzu
  • nuraghe Su Sassu 'e Subra
  • nuraghe Torru
  • nuraghe Tuvurunaghe
  • nuraghe Urei
  • nuraghe Vittore

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Di particolare interesse vi sono diverse tombe dei giganti (tra cui quella di Sant'Ereno), il complesso archeologico di Sa Figu, la necropoli di Ochila, gli ipogei (coroneddos nella parlata locale) di Musellos e l'area archeologica di Runara.

Necropoli di Musellos

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2020 la popolazione straniera residente era di 114 persone, pari al 1,39% della popolazione totale. Le prime sette nazionalità più rappresentate erano:[11]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Ittiri è quella logudorese settentrionale.

Sanità[modifica | modifica wikitesto]

Ospedale G.A. Alivesi

Ad Ittiri è presente l'ospedale, intitolato al colonnello Giovanni Andrea Alivesi (comandante del sessantesimo reggimento nel campo di Gazzuolo, vicino a Mantova), il quale nel 1866 fece testamento a favore del Comune di Ittiri per la fondazione di un «ospedale di carità»[12]. La parte storica dello stabile, caratteristica è la sua facciata realizzata in trachite rossa di Ittiri sapientemente lavorata da abili scalpellini ittiresi, ospita gli uffici dell'Asl, alcuni poliambulatori (diabetologia), il consultorio familiare e la cappella. La parte moderna (entrata in servizio negli anni '80) ospita i vari reparti: Lungodegenza, Chirurgia (inattivo dal 1996), Radiologia, Laboratorio Analisi e Pronto soccorso.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti un asilo nido, un asilo infantile e tre scuole materne, una ludoteca, due sedi di scuole elementari, scuola media statale e fino a pochi anni fa era presente l'istituto professionale per l'agricoltura, ora adibito a sede di alcune associazioni cittadine. Altre strutture sono una biblioteca multimediale, un teatro con annesso un centro per le arti e lo spettacolo (impiegato inoltre come Scuola Civica di Musica), un auditorium e un anfiteatro nei giardini pubblici.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Costume di Ittiri (Estire Ruju)
Versione vestiario Ittirese
  • Ittiri Folk Festa (dal 1985), si svolge generalmente la terza settimana di luglio (fu saltata edizione del 1988). Rassegna internazionale di canti, musiche e danze popolari, sfilata nelle vie della città, mostra dell'antiquariato, esposizione e degustazione prodotti tipici locali. La rassegna è giunta nel 2019 alla 34ª edizione (barantachimbe bonas istajones e trintabattoro de su festivale) ed è organizzata dall'Associazione Culturale e Folklorica Ittiri Cannedu.
  • Festeggiamenti in onore di San Giovanni Battista (23 e 24 giugno), a cura del Comitato San Giovanni di Ittiri.
  • Ittiritmi, Festival Internazionale di Musica Etnica e World Music (dal 1985), si svolgeva inizialmente a metà luglio, poi (dal 1991), nella prima metà di agosto. La rassegna è giunta nel 2015 alla 25ª edizione e ogni anno si esibivano artisti di tutto il mondo. Negli ultimi anni, oltre alla musica, venivano ospitate altre forme artistiche come teatro, letteratura e fotografia. La rassegna veniva organizzata dalla Pro Loco.
  • Prendas (gioielli) de Ittiri (dal 2006, fine marzo - primi di aprile), vetrina di promozione dell'agroalimentare e dell'artigianato.
  • La biennale della trachite (dal 1994), dove le numerose sculture realizzate sono rimaste esposte nelle vie e piazze.
  • Cantigos de sos tres Res (dal 2003), una manifestazione itinerante, sulla falsariga di antiche tradizioni, si svolge nel periodo natalizio (ultimo sabato di dicembre) ed è curata dall'Associazione Culturale Boghes e Ammentos.
  • CantInCoro (dal 1989), Rassegna di Canti Tradizionali della Sardegna per Cori Sardi, organizzata dall'Associazione Folkloristica Culturale Coro di Ittiri, di solito si svolge il Sabato precedente il Natale.
  • Concerto di Natale, (dal 2010), rassegna tradizionale e folkloristica adibita per canti della tradizione sarda (coro a polifonia a voci pari, tenore, cuncordu, e polifonia a voci miste) e della tradizione etnica mondiale, organizzata dall'Associazione Culturale Polifonica Coro Santa Rughe di Ittiri, si svolge nel periodo natalizio il giorno dell'immacolata ossia l'8 di dicembre.
  • Field day Coros, raduno radioamatori (dal 2014 si svolge nel mese di Settembre presso il santuario di N.S di Coros).

Ittiri nel cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1954 vennero effettuate a Ittiri, vicino alla chiesa del Carmelo e vicino alla chiesa di San Giovanni (Monte Coinzolu), alcune riprese del film Proibito, girato principalmente a Tissi.

Nel 1968 vennero effettuate a Ittiri, vicino alla chiesa del Carmelo, alcune riprese del film El "Che" Guevara.

Nel 2016 venne diffusa una pubblicità realizzata a Ittiri di una moto BMW.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Pirichitti di Ittiri

Attività principali sono la coltivazione del carciofo (varietà spinoso sardo), l'allevamento ovino con relativa produzione di formaggi sia industriale (LAIT) che familiare (Azienda Agricola Canu e Domus Lattea), l'olivicoltura con la produzione di olio extravergine d'oliva, cultivar Bosana (Ittiri fa parte dell'Associazione nazionale città dell'olio), che sta riscuotendo grandi successi in Italia e non solo, non ultimo il premio Ercole Olivario 2022. Sono presenti tre frantoi nel centro abitato. Rinomata anche la produzione miele e dolci tra cui il famoso Pirichitto di Ittiri.

L'estrazione della trachite rossa è un'altra delle principali attività ittiresi, dalla quale molte abitazioni del paese sono decorate. Sono presenti una zona artigianale (Monte Coinzolu) e una zona industriale (Paulis). Tra le attività artigianali è rinomata quella tessile, che si distingue soprattutto per la produzione di tappeti.[13][14]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Trasporto automobilistico[modifica | modifica wikitesto]

L'ARST garantisce il collegamento da Ittiri a Sassari, Usini, Uri, Romana, Olmedo, Porto Torres Z.I., Alghero, Thiesi, Bonorva, Macomer e Abbasanta-Stazione FS.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada Statale 131 bis in direzione sudest collega Ittiri con la Strada Statale 131 (km 24) attraversando Thiesi, e in direzione ovest (Seredda-Cuga), raccordandosi con la Strada Statale 127 bis, collega Ittiri con Alghero.
  • NSA 167 - Nuova Strada Anas 167 (tuttavia con pannelli chilometrici riportanti "SS 167"), collega l'ingresso di Via Antonio Manca (che si dirama dalla SP 28 bis), alla SS 131 bis in direzione Alghero, fungendo da tangenziale sudoccidentale di Ittiri.
  • La SP 15m collega Ittiri con Sassari e, attraverso alcuni svincoli, ad Uri, Usini, Tissi, Ossi e Alghero.
  • La SP 28 bis collega Ittiri con la Strada Statale 292 attraversando Romana.
  • La SP 41 bis collega Ittiri con Banari e, attraverso uno svincolo con Florinas e Ossi.
  • La SP 28 collega Ittiri con Usini ma ormai è solamente utilizzata dagli ittiresi per raggiungere i propri poderi.

Esistono poi due strade comunali che collegano la città a Villanova Monteleone e Putifigari.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci, commissari prefettizi e straordinari e podestà dal 1900[15]
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1º gennaio 1900 25 luglio 1906 Gian Tomaso Sussarellu Sindaco
27 luglio 1906 31 gennaio 1907 Gavino Manunta Commissario prefettizio
26 marzo 1907 30 maggio 1907 Gian Tomaso Sussarellu Sindaco
2 giugno 1907 30 marzo 1917 Antonio Andrea Delogu Sindaco
2 aprile 1917 20 dicembre 1919 Filippo Delogu Sindaco
1º gennaio 1920 28 febbraio 1920 Giuseppe Dore Dettori Sindaco
20 marzo 1920 30 novembre 1920 Piero Lado Commissario prefettizio
1º dicembre 1920 30 novembre 1923 Angelo Dore Sindaco
1º febbraio 1923 31 agosto 1923 Stefano Petilli Commissario prefettizio
1º settembre 1923 30 maggio 1924 Ausonio Spanu Commissario prefettizio
1º giugno 1924 28 febbraio 1925 Giovanni Marras Commissario prefettizio
10 marzo 1825 12 giugno 1926 Celestino Manca Commissario prefettizio
18 giugno 1926 6 ottobre 1926 Giovanni Marras Sindaco
7 ottobre 1926 15 aprile 1927 Peppino Pedde Commissario prefettizio
21 aprile 1927 6 ottobre 1936 Salvatore Spina Podestà
20 aprile 1936 31 luglio 1936 Salvatore Pilia Commissario prefettizio
1º agosto 1936 20 giugno 1940 Gavino Corda Podestà
25 giugno 1940 7 luglio 1940 Antonio Sechi Tedde Podestà del.
12 luglio 1940 23 novembre 1940 Francesco Mocci Commissario prefettizio
26 novembre 1940 1º ottobre 1941 Michele Del Sarto Commissario prefettizio
1º febbraio 1942 30 settembre 1943 Giovanni Virdis Podestà
1º ottobre 1943 8 aprile 1944 Gavino Diaz Commissario prefettizio
16 aprile 1944 10 luglio 1944 Giommaria Dore Sindaco
15 luglio 1944 19 gennaio 1945 Antonio Pasquale Dore Sindaco
20 gennaio 1945 30 aprile 1945 Senio Princivalle Commissario prefettizio
1º maggio 1945 7 ottobre 1945 Luigi Mulas Sindaco
25 ottobre 1945 11 novembre 1945 Ferdinando Franco Commissario prefettizio
15 novembre 1945 3 aprile 1946 Giovanni Maria Piras Sindaco
16 aprile 1946 30 gennaio 1953 Antonio Pasquale Dore Sindaco
13 febbraio 1953 2 maggio 1953 Diego Mele Sindaco
3 maggio 1953 12 gennaio 1959 Leonardo Gambella Sindaco
19 gennaio 1959 17 novembre 1960 Antonio Sassu Sindaco
18 novembre 1960 22 luglio 1961 Gavino Delogu Sindaco
22 luglio 1961 6 gennaio 1969 Ambrogio Mura Democrazia Cristiana Sindaco
7 gennaio 1969 29 giugno 1970 Giuseppe Mulas Sindaco
30 giugno 1970 7 agosto 1975 Baingio Oggianu Sindaco
8 agosto 1975 30 maggio 1978 Giovanni Tavera Sindaco
1º giugno 1978 28 giugno 1979 Michele Tolu Commissario prefettizio
29 giugno 1979 24 ottobre 1983 Ambrogio Mura Democrazia Cristiana Sindaco
3 novembre 1983 25 aprile 1984 Rosolino Frassetto Commissario straordinario
26 aprile 1984 30 ottobre 1986 Antonio Tilocca Sindaco
31 ottobre 1986 26 settembre 1989 Ambrogio Mura Democrazia Cristiana Sindaco
27 settembre 1989 28 giugno 1994 Antonio Tilocca Sindaco
29 giugno 1994 23 maggio 1998 Giovanni Senes PDS Sindaco [16]
24 maggio 1998 25 maggio 2002 Leonardo Fiori L'Ulivo Sindaco [17]
26 maggio 2002 11 luglio 2004[18] Leonardo Fiori L'Ulivo Sindaco [19]
12 luglio 2004 9 maggio 2005 Giovanni Meloni Commissario straordinario
9 maggio 2005 31 maggio 2010 Antonio Luigi Orani lista civica Sindaco [20]
31 maggio 2010 31 maggio 2015 Antonio Luigi Orani lista civica "Unione Democratica" Sindaco [21]
31 maggio 2015 26 ottobre 2020 Antonio Sau lista civica "Io Partecipo!" Sindaco [22]
26 ottobre 2020 in carica Antonio Sau lista civica "Uniti X fare" Sindaco [23]

Ittiri faceva parte del "Consorzio del Parco Grazia Deledda". Il progetto del Parco unisce i Comuni di Nuoro, Galtellì, Bitti, Ittiri, Orosei, Orune, Mara, Monteleone Rocca Doria, Romana e Villanova Monteleone. Questa particolare articolazione territoriale si fonda su una serie di fattori legati alla figura letteraria dell'autrice, al contesto storico-culturale sardo o al fattore Natura/Cultura nella Marca Sardegna.[non chiaro]

Ittiri faceva parte della Comunità Montana Osilo, abolita come le altre comunità montane sarde nel 2007. Ora fa parte dell'unione dei comuni del Coros che vede il comune di Ossi comune capofila. Il comune fa parte dell'Associazione Nazionale Città dell'Olio e dell'Associazione romanica in Sardegna, è inoltre comune capofila di uno sportello unico per le attività produttive (SUAP) e di Laore Sportello Unico Territoriale (Sut) Coros di Ittiri, ex ERSAT. È presente una stazione Forestale e di Vigilanza Ambientale, una sede della Protezione Civile e l'AVIS. È presente una sede del Lions Club, un centro di inserimento lavorativo, Centro IOL e uno sportello linguistico.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Strutture sportive[modifica | modifica wikitesto]

Stadio Comunale Vittorio Caria.jpg
  • Stadio Comunale Vittorio Caria (Calcio);
  • Palazzetto dello sport (Polivalente).

Inoltre sono presenti altri due campi da calcio, di cui uno in erba sintetica ed uno in sabbia, tre campi da tennis (2 in green set), uno da calcetto, una palestra comunale e tre palestre nelle tre scuole elementari, un bocciofilo.

È presente un crossodromo comunale, circuito creato nel 1983 dall'A.I.S.M. Associazione Ittirese sport motoristici, che nel corso degli anni ha ospitato numerosissime gare automobilistiche e motociclistiche di vario livello, e dal 2015, grazie alla collaborazione con l'Aci e l'Associazione Arena group, prendendo la denominazione di Ittiri-Arena, ha ospitato delle prove speciali del campionato mondiale rally WRC. La pista di circa 2 km è stata modificata nel 2016 per ospitare la Ps1 Ittiri Arena Show il 9 Giugno 2016; l'impianto ha ospitato più di 16000 spettatori.

Società sportive[modifica | modifica wikitesto]

A Ittiri sono presenti diverse società sportive, alcune delle quali nel passato hanno raggiunto livelli di vertice nell'ambito regionale fra cui la società ciclistica Cannedu Ittiri, la polisportiva Ittiri, calcio, campionato F.I.G.C. provinciale, prima categoria (fondata nel 1965, colori sociali bianco e verde, ha in passato raggiunto la Serie D) e attività giovanile e l'Ittiri Volley che militava nel campionato FIPAV di serie C maschile (e che attualmente milita, anche, nel campionato regionale di serie D femminile). Molto seguito anche il settore Automobilistico, grazie all'A.I.S.M. sono 19 le edizioni della "Seredda-Ittiri", gara Nazionale di Slalom singolo in salita, gara famosa in tutta la Sardagna, disciplina di cui è Campione Regionale Aci Sport 2017 l'Ittirese Giovanni Cannoni. Sono anche presenti società di basket, tennis, karate, judo, danza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tavola: Popolazione residente - Sassari (dettaglio loc. abitate) - Censimento 2001, su Istat.it. URL consultato il 23 aprile 2022.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2022.
  3. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^ Giunta Provinciale di Sassari, Comune delimitato di lingua sarda ai sensi dell'art. 3 della Legge 482/1999 con Deliberazione della Giunta Provinciale di Sassari n. 33 del 29.06.2001 e n. 3 del 10.02.2005, in Deliberazione n. 33 e n. 3.
  5. ^ Consiglio Comunale di Ittiri, Toponimo adottato con delibera del consiglio comunale n.43 del 30.09.2010, in Delibera n.43.
  6. ^ Comune di Ittiri, Archeologia
  7. ^ a b Ittiri, su Archivio Centrale dello Stato, Ufficio araldico, Fascicoli comunali. URL consultato il 26 marzo 2022.
  8. ^ Comune di Ittiri – (SS), su araldicacivica.it. URL consultato il 26 marzo 2022.
  9. ^ Apre a Ittiri il museo della radio "Mario Faedda", su lanuovasardegna.it. URL consultato il 7 maggio 2020.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Cittadini Stranieri. Bilancio demografico anno 2020 e popolazione residente al 31 dicembre - Tutti i paesi di cittadinanza. Comune: Ittiri, su demo.istat.it. URL consultato il 5 gennaio 2021.
  12. ^ Ospedale Alivesi, su Ittiri Turismo. URL consultato il 26 aprile 2022.
  13. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 20.
  14. ^ Artigianato Sardegna - Tappeti, su madebysardinia.it. URL consultato il 19 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2016).
  15. ^ Per le elezioni dirette, in questo caso dal 1994, si è consultata la fonte Storico Elezioni Comunali di Ittiri.
  16. ^ Comunali 12/06/1994, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  17. ^ Comunali 24/05/1998, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  18. ^ Mandato interrotto a seguito delle dimissioni rassegnate dalla maggioranza dei consiglieri, Comune commissariato.
  19. ^ Comunali 26/05/2002, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  20. ^ Comunali 08/05/2005, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  21. ^ Comunali 30/05/2010, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  22. ^ Comunali 31/05/2015, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017. La durata del mandato ha superato i 5 anni per il rinvio delle elezioni a causa della pandemia di COVID-19.
  23. ^ Comunali 25/10/2020, su elezioni.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 25 gennaio 2021.

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