Borutta

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Borutta
comune
(IT) Borutta
(SC) Boruta
Borutta – Stemma
Borutta – Veduta
Borutta dal colle di Sorres.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Sassari-Stemma.svg Sassari
Amministrazione
Sindaco Silvano Quirico Salvatore Arru (lista civica) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate 40°31′20″N 8°44′37″E / 40.522222°N 8.743611°E40.522222; 8.743611Coordinate: 40°31′20″N 8°44′37″E / 40.522222°N 8.743611°E40.522222; 8.743611
Altitudine 491 m s.l.m.
Superficie 4,76 km²
Abitanti 286[1] (30-11-2015)
Densità 60,08 ab./km²
Comuni confinanti Bessude, Bonnanaro, Cheremule, Thiesi, Torralba
Altre informazioni
Cod. postale 07040
Prefisso 079
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 090015
Cod. catastale B064
Targa SS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti boruttesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Borutta
Borutta
Borutta – Mappa
Posizione del comune di Borutta nella provincia di Sassari
Sito istituzionale

Borutta (Boruta in sardo) è un comune italiano di 286 abitanti della provincia di Sassari, nell'antica regione storico-geografica del Meilogu.

Nel suo territorio si trova la famosa ex cattedrale in stile romanico pisano di San Pietro di Sorres, riconosciuto monumento nazionale italiano dal 1894.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il paese in antichità aveva il nome di Gruta (gruta - grotta) poi trasformatosi in Borutta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Borutta si sviluppa lungo la valle del rio Frida, a sud del monte Pelao ed è situato sulla parte settentrionale della piana di Sorres. La grotta naturale "Ulari", è la testimonianza più antica della presenza dell'uomo nel territorio di Borutta e fu abitata nel neolitico recente (3500 a.C.) come testimoniato dai numerosi ritrovamenti di reperti come asce, manufatti in selce e ossidiana, stoviglie e ossa umane. La località chiamata monte Sorrano che si trova sopra la grotta Ulàri, assume grande importanza grazie alla scomparsa città di Sorra (o Sorres), che fu sede vescovile e insieme al villaggio di Borutta, appartenne nel medioevo alla curatoria del Meilogu nel giudicato di Torres. Nel periodo della dominazione aragonese la popolazione di Sorres, sopravvissuta ai vari massacri, si riversò su Borutta ancor prima del 1388 dopo che Sorres venne rasa al suolo e Borutta divenne residenza del vescovo.

Nell'aprile del 1946 venne eletta sindaca in questo paese, Ninetta Bartoli che, assieme alla marchigiana Ada Natali e alla pugliese Maria Chieco Bianchi, è stata una delle tre prime sindache in Italia[2] ed ha ricoperto questo ruolo per dodici anni.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiese e monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Archeologia industriale[modifica | modifica wikitesto]

  • Altopiano di Punta 'e mura: sul piccolo altopiano la presenza di una serie di furraghes (calcare) stanno a testimoniare circa un secolo di produzione della calce.

Grotte[modifica | modifica wikitesto]

Grotta sa Rocca Ulari situata proprio sotto il monastero. Al suo interno vive una grande colonia di pipistrelli, formata da 5 specie diverse. Da questa grotta fino a pochi anni or sono si estraeva il guano.
In base a ritrovamenti di manufatti riferibili alla cultura di Ozieri, si può ragionevolmente ipotizzare che nel neolitico recente, intorno al 3500 a.C. circa, la grotta fu frequentata e utilizzata sia come abitazione che come luogo di sepoltura. La grotta è stata recentemente chiusa da un cancello, ma questo non ne impedisce comunque l'accesso.

Società[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale
L'oratorio di Santa Croce di Borutta
Borutta dal colle di Sorres

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Feste[modifica | modifica wikitesto]

La festa principale del paese è la festa di san Pietro di Sorres, il 29 di giugno. Il giorno della festa si svolge la processione in costume e a cavallo che parte dalla parrocchia di Borutta e arriva fino all'omonimo monastero.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 27 aprile 1997 Franco Mario Solinas lista civica Sindaco [4]
27 aprile 1997 13 maggio 2001 Salvatore Mario Rassu liste civiche di centro-sinistra Sindaco [5]
13 maggio 2001 28 maggio 2006 Pier Paolo Arru lista civica Sindaco [6]
28 maggio 2006 15 maggio 2011 Pier Paolo Arru lista civica Sindaco [7]
15 maggio 2011 5 giugno 2016 Silvano Quirico Salvatore Arru lista civica "Borutta Viva" Sindaco [8]
6 giugno 2016 - Silvano Quirico Salvatore Arru lista civica "Borutta Viva" Sindaco [9]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel paese era presente la Polisportiva Borutta fondata nel 1983 e trasformata in Sorres Borutta 2010 conservando colori di maglie, militante nel campionato regionale di seconda categoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2015.
  2. ^ A. Natali (1898-1990) e N. Bartoli (1896-1978), su comuniverso.it, Comuniverso - Motore di ricerca sui comuni italiani, 28 febbraio 2011. URL consultato il 4 agosto 2016.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Comunali 06/06/1993, Ministero dell'Interno.
  5. ^ Comunali 27/04/1997, Ministero dell'Interno.
  6. ^ Comunali 13/05/2001, Ministero dell'Interno.
  7. ^ Comunali 28/05/2006, Ministero dell'Interno.
  8. ^ Comunali 15/05/2011, Ministero dell'Interno.
  9. ^ Comunali 05/06/2016, Ministero dell'Interno.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. A. Pittui, Sos Furraghes de Punt'e Mura (Note su un centro di produzione della calce tra Borutta e Torralba) in Sardegna Antica n.33-2008
  • G. Deriu, scheda "Borutta", in Studio sui centri storici medioevali del Meilogu, Bonorva, Comunità Montana N. 5, 1991, ora in L'insediamento umano medioevale nella curatoria di "Costa de Addes", Sassari, Magnum, 2000.
  • G. Deriu - S. Chessa, L'assetto territoriale dell'odierno Meilogu dal Basso Medioevo ai nostri giorni con particolare riferimento alle curatorie di Meilogu e Costa de Addes, Cargeghe, Documenta, 2011.
  • D. Fadda, L'Oratorio di Santa Croce di Borutta, in ArcheoArte. Rivista elettronica di Archeologia e Arte n. 2. 2013. pp 223 – 244 http://ojs.unica.it/index.php/archeoarte/article/view/1271

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN234354185
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