Tissi

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Tissi
comune
Tissi – Stemma
Tissi – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Sassari-Stemma.png Sassari
Amministrazione
Sindaco Mauro Scarpa (lista civica) dall'11/06/2012
Territorio
Coordinate 40°40′40″N 8°33′45″E / 40.677778°N 8.5625°E40.677778; 8.5625 (Tissi)Coordinate: 40°40′40″N 8°33′45″E / 40.677778°N 8.5625°E40.677778; 8.5625 (Tissi)
Altitudine 250 m s.l.m.
Superficie 10,24 km²
Abitanti 2 300[1] (31-12-2010)
Densità 224,61 ab./km²
Comuni confinanti Ossi, Sassari, Usini
Altre informazioni
Cod. postale 07040
Prefisso 079
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 090072
Cod. catastale L180
Targa SS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Tissesi
Patrono Santa Vittoria
Giorno festivo 15 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tissi
Tissi
Posizione del comune di Tissi all'interno della provincia di Sassari
Posizione del comune di Tissi all'interno della provincia di Sassari
Sito istituzionale

Tissi (Tìssi in sardo) è un comune italiano di circa 2.300 abitanti della provincia di Sassari, Sardegna nord-ocidentale. Il paese sorge a meno di otto chilometri da Sassari in linea d'aria (e circa 9,5 km immettendosi sulla strada provinciale 115/M Sassari-Ittiri).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Vista sulla valle del Rio Mascari, Tissi

Il territorio si estende per circa 1000 ettari su un altopiano calcareo, inciso a nord e a sud da profonde e fertili valli in cui scorrono affluenti del Rio Mannu, il più importante dei quali è il Rio Mascari, L'altitudine sul livello del mare è di 225 metri.

Il substrato litologico è ascrivibile all'Era cenozoica, periodo miocene. Vi si rinvengono, infatti, nella successione stratigrafica, calcari grossolani organogeni, calcaro marnosi e molasse calcaree, di colore biancastro o giallognolo, nonché marne argillose, di colore grigio ferro-azzurro, di potenza variabile dai 20-50 metri ai 200-250 metri.

I calcari e le molasse sono spesso ricchi di fossili ed in particolar modo si ritrovano lamellibranchi ed echinodermi del Miocene medio.

Nei fondo valle si ritrovano depositi afferenti al quartenario rappresentati pedogenetici e depositi alluvionali fluviali, recenti di natura sabbioso-limosa.

Suolo[modifica | modifica wikitesto]

I suoli sono tipici delle facies marnoso-arenaceo-calcaree del Miocene sardo. Si tratta di suoli abbastanza evoluti ma non molto profondi, fino a un massimo di 50 centimetri, profondità che però aumenta notevolmente nelle valli. Sono suoli particolarmente indicati per culture arboree tipiche del Sassarese quali la vite e l'olivo che occupano gli areali collinari e di versante.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Da punto di vista idrografico il corso d'acqua più importante a carattere non torrentizio è il Rio Mascari, affluente del Rio Mannu, al cui bacino idrografico appartiene. Per quanto concerne gli acquaferi si rivengono di debole entità a profondità superiore ai 100 metri, con portate limitate. Sono presenti numerose sorgenti del tipo di fessura o di emergenza.

Vegetazione[modifica | modifica wikitesto]

La vegetazione è di tipo mediterraneo, che si instaura tipicamente nelle regioni con clima caldo-arido e con massimo di precipitazioni nella stagione invernale.

Si possono riconoscere diverse tipologie in funzione dell'habitat: in particolare, si distinguono la vegetazione dei corsi d'acqua, quella delle rupi e la vegetazione della macchia e delle foreste.

La vegetazione dei corsi d'acqua è costituita da specie che vivono in acque dolci, originando diverse e interessanti associazioni da ranuncoli acquatici e altre specie igrofile. La vegetazione ripale è formata, invece, da canneti e da tifeti sulle quali si intrecciano altre specie igrofile.

Crithmum Matitimum

La vegetazione delle zone rocciose è caratterizzata da specie che vivono nelle spaccature, nelle anfrattuosità e nelle nicchie delle rocce, costituendo associazioni di particolare interesse. La formazione vegetale più estesa è quella tra Crithmum maritimum e diverse specie del genere Limonium e Senecio

La vegetazione della macchia e della foresta a sclerofille si manifesta con specie sempreverdi a foglie coriacee, xerofile. Sui declivi poco accidentati e sulle collinette è diffusa una formazione vegetale ad arbusti di media altezza più o meno densa, nota come macchia bassa, costituita da lentisco, olivastro e oleastro, fillirea, asparago, anagyris, artemisia, cisto, alterno, leccio, roverella.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La temperatura media annua è di poco superiore ai 16 °C. Il mese più caldo è agosto che presenta valori mediamente superiori ai 24 °C, il mese più freddo è gennaio con temperature minime inferiori ai 6 °C.

Le precipitazioni medie annue sono di circa 590mm. Gli eventi piovosi si verificano per il 75% nel periodo compreso tra i mesi di ottobre e marzo.

Le maggiori precipitazioni si verificano nel mese di dicembre, quando si hanno mediamente 100mm di pioggia, mentre il mese con le precipitazioni minime è quello di luglio. Nel periodo estivo si verificano precipitazioni dell'entità media di 28 mm.

I venti dai quali è maggiormente interessato sono i venti occidentali, in particolare quelli del quarto quadrante, che da soli raggiungono quasi la metà delle frequenze di tutti altri. I venti occidentali prevalgono per quasi tutto l'anno, salvo che nel periodo estivo in cui si afferma un leggero regime di brezza.

Il 60-70% dei venti ha una velocità inferiore a 10m/s, ma non mancano velocità superiori a 25 m/s.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le più antiche attestazioni della presenza umana nel territorio del comune si ascrivono al Neolitico recente (3300-2700 a.C.): ne costituiscono una testimonianza le numerose grotticelle artificiali (domus de janas) rinvenutevi. Si tratta di ipogei sparsi, escavati per lo più su bassi banconi di roccia calcarea e solo raramente su pareti verticali: il maggior numero di questi si localizza nell'area settentrionale del territorio, ove sono stati censiti una decina di ipogei ubicati in gran parte nei pressi del centro urbano e che proprio per questo nella quasi totalità dei casi hanno subito radicali trasformazioni in funzione del riutilizzo.

Per lo stato di conservazione si distingue l'ipogeo pluricellulare sito in località Ziprianu e Fora, parzialmente riadattato, che originariamente si articolava in sei vani di accurata esecuzione, con superfici levigate, ove si conserva quasi integro un portello d'accesso a una cella secondaria, ben sagomato.

La presenza di siti prenuragici nell'area trova giustificazione nel litotipo calcareo e quindi facilmente lavorabile, e nel tipo di substrato pedologico caratterizzato da suoli sabbiosi. Questi presentano tessitura medio-grossa, e pertanto risultano più facili da lavorare in quanto presentano un minimo attrito e nessuna coesione o plasticità su attrezzi agricoli rudimentali: sono inoltre permeabili sia all'acqua che all'aria offrendo così il vantaggio di ovviare a ristagni, particolarmente dannosi per la cerealicoltura, aspetti di fondamentale importanza per modelli insediativi orientati verso scelte prevalentemente agricole. Le ricerche eseguite sul terreno non hanno consentito di individuare tracce relative ad areali insediativi anche se non si esclude, proprio per la concentrazione degli ipogei nell'area circostante il centro urbano, l'ipotesi che sorgessero proprio nell'area ove si è sviluppato l'abitato moderno.

Chiesa di Santa Vittoria

Numerosi nei secoli sono stati i ritrovamenti di età romana, bizantina e medievale. Il villaggio resistette alle carestie, guerre e pestilenze del XIV-XV secolo, ma fu decimato dalla peste del 1528. Fu ripopolato da alcune decine di famiglie di Ossi, per accordo fra il barone di Usini e quello di Ossi tra il 1599 e il 1600. Nel periodo dello spopolamento gestione e officiatura delle chiese di Tissi passarono al clero di Ossi (che aveva ottenuto giurisdizione anche su altre chiese della zona sino a poco prima afferenti a centri abitati), giacché le sue chiese non risultano mai nelle fonti in stato di abbandono.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Nel suo territorio sono presenti alcuni siti archeologici quali l'ipogeo di Sas Puntas e il nuraghe del Monte Sant'Andria.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Il paese è in costante crescita perché molti sassaresi decidono di stabilirvisi, preferendo un paese tranquillo al caos cittadino.

Passaporto di una famiglia Tissese partita per Brasile, nel 1896

Emigrazione[modifica | modifica wikitesto]

« Cosa intende per nazione, signor Ministro? È una massa di infelici? Piantiamo grano ma non mangiamo pane bianco. Coltiviamo la vite, ma non beviamo il vino. Alleviamo animali, ma non mangiamo carne. Ciò nonostante voi ci consigliate di non abbandonare la nostra Patria? Ma è una Patria la terra dove non si riesce a vivere del proprio lavoro? »
(Un anonimo risponde ad un ministro italiano, sec. XIX)
Libro dell'albero degli imigranti, Minas Gerais, Brasile - Famiglie di Tissi

Molte famiglie tissesi hanno parenti emigrati , fra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, principalmente verso l'Argentina e per gli Stati Uniti; tuttavia molti hanno fatto ritorno non avendo ottenuto le soddisfazioni economiche che si aspettavano.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Il locale gruppo folk di San Luigi
  • Sagra dell'asparago selvatico
  • Cantende, buffende, bicculende

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1954 Tissi ospitò le riprese del film Proibito di Mario Monicelli, tratto dal romanzo La madre di Grazia Deledda.

Persone legate a Tissi[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio è caratterizzato da una intensa attività agricola.

Molto rinomati sono i suoi vini che vantano eccellenti caratteristiche. Nel paese conserva la memoria per la produzione del vino rosso da pasto dalle forti uve cagnulari.

Gli olivi, di conformazione a cespuglio, producono la materia prima per un olio dal sapore mediterraneo. Le caratteristiche foglie sempreverdi già a maggio accolgono i piccoli fiori bianchi uniti a grappolo. Poi, a maturazione piena, si otterrà olio di colore giallo oro, con basso livello di acidità, che tende ad aumentare in caso di maturazione protratta.

Negli ultimi tempi soprattutto le nuove generazioni mostrano di gradire le attività lavorative del terziario.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marcello Derudas, Ossi. Storia arte cultura, Sassari, 2013.
  • Antonella Solinas, Raccontando Tissi, Cargeghe, Documenta Edizioni, 2008
  • Pina Maria Derudas, "Tissi Il territorio dalla preistoria al medioevo", Tissi, Arketipo, 2002
  • Giovanni Maria Demartis, "Il vestiario Tradizionale di Tissi", Tissi, Arketipo, 2006
  • Andrea Mulas, "Poesia Dialettali Tissesi", Chiarella, Sassari, 1902
  • Simonetta Marras, "Raccontando saperi", Cargeghe, Documenta Edizioni, 2009
  • Salvatore Pintus, "Tissi, storia di un paese nella Sardegna contemporanea 1843 - 1936", Tissi, Angelica Editore, 2010
  • (a cura di Francesco Floris), "La Grande Enciclopedia della Sardegna", Vol.9, La Biblioteca della Nuova Sardegna, 2007

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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