Nulvi

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Nulvi
comune
(IT) Nulvi
(SC) Nùjvi
Nulvi – Stemma Nulvi – Bandiera
Nulvi – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Sassari-Stemma.svg Sassari
Amministrazione
SindacoAntonello Cubaiu (lista civica) dal 31-5-2015
Territorio
Coordinate40°47′02″N 8°44′38″E / 40.783889°N 8.743889°E40.783889; 8.743889Coordinate: 40°47′02″N 8°44′38″E / 40.783889°N 8.743889°E40.783889; 8.743889
Altitudine478 m s.l.m.
Superficie67,38 km²
Abitanti2 711[1] (30-11-2017)
Densità40,23 ab./km²
Comuni confinantiChiaramonti, Laerru, Martis, Osilo, Ploaghe, Sedini, Tergu
Altre informazioni
Cod. postale07032
Prefisso079
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT090046
Cod. catastaleF977
TargaSS
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti(IT) nulvesi
(SC) nujvesos
PatronoMaria SS. Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nulvi
Nulvi
Nulvi – Mappa
Posizione del comune di Nulvi
nella provincia di Sassari
Sito istituzionale

Nulvi (Nùjvi in sardo) è un comune italiano di 2 711 abitanti della provincia di Sassari, situato nella regione storica dell'Anglona.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nuraghe Colondrasa

L'area fu abitata già nel paleolitico inferiore, in epoca prenuragica e nuragica e poi in epoca romana. Si trovano numerose testimonianze archeologiche risalenti a queste epoche, tra cui tombe dei giganti, domus de janas, numerosi nuraghi e tombe romane.

Nel medioevo fece parte del Giudicato di Torres, nella curatoria dell'Anglona. Alla caduta del giudicato (1259) passò ai Malaspina, ai Doria e successivamente (intorno al 1450) agli Aragonesi. Nel XVIII secolo il paese venne incorporato nel principato d'Anglona, sotto la signoria prima dei Pimentel e poi dei Tellez-Giron d'Alcantara, ai quali fu riscattato nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.

Nulvi è stata per secoli il centro principale dell'Anglona, regione storica del nord Sardegna; vi erano presenti il carcere, la pretura, il Comando della tenenza dei carabinieri, il consiglio di leva per il nord Sardegna, la scuola superiore di agraria (la prima nata in Sardegna). Con il passare degli anni Nulvi ha perso tutti i servizi sopraindicati e, con essi, il ruolo di principale centro dell'area.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Costume tradizionale

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Nulvi è quella logudorese settentrionale.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Treno turistico nella stazione di Nulvi, utilizzata per il trasporto pubblico sino al 2015

Nell'abitato è presente la stazione di Nulvi, scalo ferroviario posto lungo la linea Sassari-Tempio-Palau, utilizzata sino al 2015 per i servizi di trasporto pubblico e successivamente per esclusivi impieghi turistici legati al Trenino Verde.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 16 aprile 2000 Gavino Sechi liste civiche di centro-destra Sindaco [3]
16 aprile 2000 8 maggio 2005 Roberto Luciano lista civica Sindaco [4]
8 maggio 2005 30 maggio 2010 Roberto Luciano lista civica Sindaco [5]
30 maggio 2010 31 maggio 2015 Mario Angelo Buscarinu lista civica "Ideas" Sindaco [6]
31 maggio 2015 - Antonello Cubaiu lista civica "Ento Nou" Sindaco [7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2017.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Comunali 23/04/1995, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  4. ^ Comunali 16/04/2000, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  5. ^ Comunali 08/05/2005, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  6. ^ Comunali 30/05/2010, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  7. ^ Comunali 31/05/2015, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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