Pecora (araldica)

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In araldica la pecora è simbolo di grandi possedimenti terrieri idonei alla pastorizia. Per la sua natura, però, simboleggia anche dolcezza e mansuetudine.

Posizione araldica ordinaria[modifica | modifica wikitesto]

La pecora si rappresenta abitualmente passante e questa posizione non si blasona. Porta la testa bassa e questa posizione e la mancanza delle corna la distingue dall'ariete, mentre tende a confondersi con l'agnello (non però con l'agnello pasquale, che ha caratteristiche proprie)[1].

Attributi araldici[modifica | modifica wikitesto]

  • Addormentata, e si rappresenta giacente con la testa rivoltata e poggiata in terra o sulle zampe e gli occhi chiusi;
  • collarinata quando ha un collare di diverso smalto;
  • coricata o accovacciata, quando è per terra con la testa levata;
  • ferma quando poggia a terra le quattro zampe;
  • nascente quando esce da una partizione o da una pezza e per conseguenza se ne vede solo la testa, il collo e le zampe anteriori;
  • pascente se pascola;
  • saliente quando è in posizione rampante; se sono due affrontate, si dicono controsalienti;
  • squillante (o squillata) o clarinata quando ha un campanello al collo;
  • unghiata o zoccolata quando ha gli zoccoli di un diverso smalto;
  • uscente quando esce da una partizione, da una pezza o da un lembo dello scudo e per conseguenza se ne vede solo la metà di destra.

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Volpicella, Dizionario del linguaggio araldico italiano, a cura di Girolamo Marcello del Majno, presentazioni di Luigi Michelini di San Martino et al., disegni dell'autore, Udine, Paolo Gaspari, 2008 [concluso negli anni 1940], p. 246, ISBN 88-7541-123-9, SBN IT\ICCU\MIL\0767647.

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