Chiave (araldica)

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In araldica la chiave assume diversi significati simbolici:

  • la potenza, quando connessa alle cariche di castellano o governatore,
  • l'obbedienza e la sottomissione, quando si riferisce all'offerta delle chiavi di una città,
  • il grande favore e la fiducia, quando utilizzata dai gentiluomini di camera dei sovrani.

Posizione araldica ordinaria[modifica | modifica wikitesto]

La posizione ordinaria della chiave nello scudo è in palo, col congegno verso il capo e volto a destra. Ogni qualvolta non è in tal posizione, bisogna blasonarlo.

Le chiavi possono essere addossate, affrontate, legate, in fascia, in pergola, in banda, in sbarra, in croce di Sant'Andrea, con gli anelli intrecciati, losangate e pomettate, con doppio congegno, ecc.

Una coppia di chiavi, una d'argento e una d'oro, solitamente poste in decusse sono l'emblema dei Pontefici. In questo caso possono comparire sia sotto la tiara pontificia sia accollate allo scudo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Glossario dell'Archivio di Stato di Firenze, su archiviodistato.firenze.it. URL consultato il 6 aprile 2008 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2008).
  • Marc'Antonio Ginanni, L'arte del blasone dichiarata per alfabeto, Venezia, Guglielmo Zerletti, 1756, pp. 54-55.
  • Luigi Volpicella, Dizionario del linguaggio araldico italiano, a cura di Girolamo Marcello del Majno, presentazioni di Luigi Michelini di San Martino et al., disegni dell'autore, Udine, Paolo Gaspari, 2008 [concluso negli anni 1940], p. 92, ISBN 88-7541-123-9, SBN IT\ICCU\MIL\0767647.

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