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Cervo (araldica)

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In araldica il cervo è simbolo di nobiltà antica e generosa oltre che di longevità, a causa della lunghezza della sua vita che si riteneva potesse arrivare ai 300 anni. È considerato anche simbolo di amore per la musica, prudenza, pentimento, preghiera etc.

Si incontra talvolta la figura del cervo con una croce tra le corna, riferimento alla leggende di sant'Uberto e di sant'Eustachio. Negli stemmi è anche frequente il solo ramo di cervo, del quale si blasona il numero di corna quando diverso da sei.

Secondo il Ginanni[1] e il Crollalanza[2], «per una bizzarria dell'araldica, i cervi smaltati di rosso si blasonano al naturale, essendo questo il colore che più si avvicina a quello di tale animale; mentre, per esempio, la volpe non va per nulla soggetta a questa eccezione»[3]; ma il Volpicella contesta duramente questa "bizzarria" e stabilisce che il cervo rosso sia blasonato di rosso.[4]

Attributi araldici

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  • Alato se munito di ali
  • Collarinato se munito di un collare
  • Coricato
  • Slanciato ossia corrente, o fuggente quando corre, di solito in fuga da uno o più cacciatori, è rappresentato con le due zampe posteriori che toccano il suolo e il tronco orizzontale
  • Ferito se trafitto da una freccia nel fianco
  • Fermo o in riposo (o riposato) quando si appoggia sulle quattro zampe
  • Gualdrappato se porta una gualdrappa
  • Nascente se esce, con metà corpo, da una partizione o pezza
  • Passante in atto di camminare, con la zampa destra anteriore sollevata; per alcuni autori[7] questo attributo non si blasona espressamente, perché è la posizione naturale del cervo in araldica
  • Ramoso o cimato se ha le corna di smalto diverso (il solo fatto di avere le corna non si blasona perché naturale); per il cervo non si usa il termine cornato
  • Saliente quando è ritto o si arrampica su una figura, cioè rampante (attributo che non si usa per il cervo).

Impresa della Cervetta

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Nel tondo: Andrea Mantegna, Camera degli sposi, Mantova, Impresa della Cervetta

L'Impresa della Cervetta,[8] accompagnata dal motto Bider Craft (contro la forza), è una figura simbolica appartenuta alla famiglia Gonzaga.[9]

Rappresentata in diversi ambienti di Palazzo Ducale e nella Camera degli sposi da Andrea Mantegna, venne utilizzata per la prima volta da Francesco I Gonzaga,[10] IV capitano del popolo di Mantova.[11] Il motto venne ripreso successivamente da Gianfrancesco Gonzaga, Ludovico III Gonzaga e Francesco II Gonzaga.

  1. Ginanni, p. 54.
  2. Crollalanza, p. 171.
  3. Voce Al naturale, in Crollalanza, p. 28; citato in L. Volpicella, p. 91.
  4. L. Volpicella, p. 91.
  5. (EN) Margrethausen, su heraldry-wiki.com. URL consultato il 24 giugno 2018.
  6. (DE) Das Wappen des Stadtteils Rehau, su monheim-bayern.de. URL consultato l'11 luglio 2022.
  7. L. Volpicella, p. 90.
  8. Mantova2016: 5 capitelli da osservare tra Gonzaga, Bonacolsi, Visconti e damnatio memoriae, su mantovastoria.wordpress.com. URL consultato il 12 luglio 2018.
  9. Lombardia Beni Culturali. Girali d'acanto con leone e impresa gonzaghesca della cervetta., su lombardiabeniculturali.it.
  10. Palazzo del Capitano., su books.google.it.
  11. Attilio Portioli, La zecca di Mantova, Volume 25.

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