Sciacca

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Sciacca
comune
Sciacca – Stemma Sciacca – Bandiera
Panorama di Sciacca
Panorama di Sciacca
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Agrigento-Stemma.png Agrigento
Amministrazione
Sindaco Fabrizio Di Paola (PDL) dal 7-5-2012
Territorio
Coordinate 37°30′33″N 13°05′20″E / 37.509167°N 13.088889°E37.509167; 13.088889 (Sciacca)Coordinate: 37°30′33″N 13°05′20″E / 37.509167°N 13.088889°E37.509167; 13.088889 (Sciacca)
Altitudine 60 m s.l.m.
Superficie 191,67 km²
Abitanti 40 980[1] (30-6-2015)
Densità 213,8 ab./km²
Frazioni Carbone, Foggia, Renella, San Marco, Maragani, Lago del Carboj, Makauda, Raganella, Cutrone, San Calogero, Galati, Montagnola, San Giorgio, San Marco, Baiata, Scunchipani, Timpirussi, Ferraro, San Michele, Contrada da Bruca, Perriera, Bordea, Carcossea, Isabella, Marina, Sovareto, Santa Maria, Santa Caterina, Bertolino, Santa Maria, Fontana Calda, Catabubbo, Verdura, Contrada da Misilifurni, C. da Ciurami Spagnolo, c. da Grattauli, c. da Gaddimi, Torredara, c. da Guardabasso, c. da Tranchina, c. da Locogrande, C. Lazzarino, C. Buddia
Comuni confinanti Caltabellotta, Menfi, Ribera, Sambuca di Sicilia
Altre informazioni
Cod. postale 92019
Prefisso 0925
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 084041
Cod. catastale I533
Targa AG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona B, 887 GG[2]
Nome abitanti saccensi
Patrono Festa della Madonna del Soccorso
Giorno festivo 2 febbraio e 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sciacca
Sciacca
Posizione del comune di Sciacca nella provincia di Agrigento
Posizione del comune di Sciacca nella provincia di Agrigento
Sito istituzionale

Sciacca è un comune italiano di 40 980 abitanti della provincia di Agrigento in Sicilia.

Città marinara, turistica e termale, ricca di monumenti e chiese, Sciacca (uno dei comuni più grandi della provincia) è nota fra l'altro per il suo storico carnevale e per la sua ceramica.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina di Sciacca si trova sulla costa del Canale di Sicilia tra le foci dei fiumi Platani e Belìce, a circa 65 metri s.l.m.

Posizione di Sciacca nella Sicilia; in viola la provincia di Agrigento presso la quale sorge

La città si affaccia al mare unicamente dal lato meridionale tramite un lungo sperone (detto Coda di Volpe ) della rupe bianca di Cammordino. Ad est s'innalza il monte Kronio alto 386 metri, alle cui falde scaturiscono, per un percorso di circa sei chilometri, le famose acque termali; a nord la cittadina è protetta pure qui dalla collina calcarea di San Calogero (o Monte Kronio), noto per la sua enorme basilica sul punto più alto della collina, per le sue stufe dalle proprietà terapeutiche e per le sue grotte; ad ovest il paesaggio si interrompe nel Capo San Marco, capo rinominato per la sua bellissima spiaggia e che dà le spalle alle coste africane. Attraversano il terreno saccense i fiumi Verdura e Foce di Mezzo (che sfocia in contrada da Foggia)

È situata a forma di anfiteatro sul mare a mezzogiorno della Sicilia, di fronte all'isola di Pantelleria e Tunisi, a metà strada tra le rovine di Selinunte, Eraclea Minoa, ed Agrigento.

L'isola Ferdinandea[modifica | modifica wikitesto]

La spiaggia di Timpi Russi

A circa 26 miglia marine dalla costa di Sciacca, a pochi metri dalla superficie del mare sul cosiddetto banco di Graham sorge un vulcano attivo che nel 1831 eruttò formando una piccola isola che venne chiamata Isola Ferdinandea. Il primo ad approdare sull'isola dopo alcuni primi tentativi falliti fu l'ammiraglio britannico James Graham che riuscì a piantarci sopra la bandiera britannica. Dopo qualche giorno una delegazione di cartografi francesi riuscì ad approdare e tracciare alcune piantine dell'isola. Questa delegazione battezzò l'isola con il nome di Julia. Dopo alcune settimane un'altra delegazione di geologi e cartografi borbonici riuscì a mettere piede sull'isola e tracciare altre piantine e battezzarono l'isola con il nome di Ferdinandea in onore al re delle Due Sicilie Ferdinando II. Le tre nazioni stavano ancora litigando per il possesso dell'isola, peraltro situata in mezzo al canale di Sicilia e quindi in una posizione estremamente strategica, che essa lasciò tutti di stucco inabissandosi tra flutti e vapori cinque mesi dopo.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Sciacca.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Sciacca.

Secondo lo storico Savasta (1843) il nome di Sciacca si scriveva con la lettera X, cioè Xacca, derivato a suo dire da Xech, dal nome arabo Xech, che sta per "Signore" o "persona illustre".[senza fonte] Xechi - in realtà Shaykh - erano, inoltre, chiamati dagli Arabi i governatori delle piazze, come attesta il Fazello (1498-1570). Secondo altri[senza fonte], Xacca deriva da Xach che vorrebbe dire Mercurio (forse per un famoso tempio dedicato a questa divinità), oppure Pomona (dea dell'abbondanza). Poi in latino si scrisse Sacca.

Altre spiegazioni sul suo nome le diedero gli studiosi Giuseppe Licata (1881) e Ciaccio (1900). La più recente, comunque, la si deve all'arabista saccense mons. Giuseppe Sacco (1925), secondo il quale il vocabolo Sciacca deriverebbe dal verbo sordo arabo <sh-q-q> - che significa "separare", "dividere", "fendere" - da cui il sostantivo al-shaqq, "divisione").
Lo stesso autore ci riferisce che Sciacca è stata così chiamata perché, sin dall'inizio del dominio musulmano, segnò il confine che separava due province o distretti o contrade. Il fatto che Sciacca si trovasse quasi a metà strada fra l'araba Marsala e la berbera Girgenti giustificherebbe, secondo lo studioso, tale designazione da parte dei conquistatori nordafricani. Lo stesso Michele Amari non dubita sull'origine araba del nome ma le tesi sopra descritte non hanno trovato conferma da parte di Giovanni Alessi (1938), secondo il quale la teoria sopraccitata è valida per un corso d'acqua o una catena montuosa, ma non per un centro abitato. A suo dire, dunque, il toponimo Sciacca deriverebbe invece dal latino ex acqua, con chiaro riferimento alle ricche sorgenti di acque termali.[senza fonte]

Diversi studiosi negli ultimi anni ritengono che il suo nome derivi da una improbabile parola araba che significa "bagno"; mentre altri pensano che esso risalga al culto per l'antica divinità siriana "Shay' al-Qawm". Nell'estate del 1016 Sciacca è stata teatro di un colpo di stato ordito dal conquistatore spagnolo Rodrigo Sanchez Fernandes il quale in seguito alla presa del castello allora occupato dai Mori si autoproclamó Gran Duca di Sciacca, facendosi affiancare dai suoi sodali. Fernandes fu un grande riformatore introducendo diverse leggi che tuttora ritroviamo nel diritto moderno come i parcheggi rosa per i carri guidati da donne farcite o l'obbligo per gli ubriachi di avere un cane guida. La battaglia che lo proclamò vincitore ebbe luogo nella'odierna Contrada Foggia e venne denominata "La Mattanza dei Tori". Fernandes e il suo esercito massacrarono i Mori sorprendendoli durante la notte, facendo schiave le donne e marchiandole a fuoco sulle chapas. Abile stratega, leggenda narra che Fernandes fosse riuscito a far infiltrare un suo soldato all'interno delle mura della cittadella e che quest'ultimo abbia aperto i cancelli all'esercito spagnolo. Fernandes avviò diverse rotte commerciali in tutto il Mediterraneo stringendo rapporti diplomatici anche con Re Manfredi che allora dimorava nel castello di Manfredonia. I due avviarono anche un intenso rapporto commerciale scambiandosi ricchitelle, arancine, pane ca meusa, kebab e fighe. Rodrigo si dimostró anche un sovrano attento al benessere dei suoi sudditi: sfruttando le sorgenti naturali offerte dal ricco territorio saccense, eresse le Terme di Sciacca, poi trasformate in un bordello per nobili. Introdusse la coltivazione del tabacco, il quale poi divenne anche merce di scambio con gli altri popoli più arretrati. All'apice dell'espansione del Gran Ducato una minaccia si stagliava da est: la dinastia dei Ci, rinomati sodomiti e inventori della pratica di tortura dello strizzacapezzoli, si apprestava ad attraccare sulle coste di Sciacca. Ma ancora una volta Rodrigo Sanchez si dimostrò abile condottiero, attento alle politiche sociali, e ricacció indietro gli invasori sodomiti, castrandoli prima di decapitarli.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Sciacca conserva molte opere d'interesse artistico.

La sua attuale e particolare struttura urbana deriva dall'operato degli Arabi, che ricorrevano a quartieri recintati da mura, e dei Normanni, che ampliarono le mura al fine di facilitare la convivenza fra Normanni, Arabi, Greci e Franchi. Dunque le sue mura - risalenti a varie fasi costruttive e che rappresentano un complesso unitario - sono molto spesse e quelle più recenti del 1550 si sovrapposero a quelle più antiche del 1330-1335 circa. Si chiamano ancora col nome del viceré Giovanni De Vega, che ne diresse i lavori e le fortificò con appositi bastioni armati ,che furono chiamati Porta Bagni ,Alfiere, ,S. Agata , S.Margherita e dei Vega .[3]In un secondo momento ,sempre per iniziativa di De Vega , furono fortificate le mura della zona Nord di Sciacca con appositi bastioni che vanno dall'attuale porta S. Calogero a porta Palermo : dal bastione San Calogero , fino ad arrivare al bastione di Vega , Gusman e più a sud il bastione Verrana .[4]

Verso i secoli XV-XVI le mura però vennero soppiantate dai sontuosi palazzi dell'aristocrazia terriera: ne è un esempio la presunta fortezza di re Carlo V e il palazzo dello Steripinto, costruito sul tardo Quattrocento e ornato con bifore e con una merlatura a coda di rondine.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Duomo
Chiesa di San Domenico
Portale S. Margherita

Chiesa di Maria SS. del Soccorso[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di Maria SS. del Soccorso o Duomo (chiamata anche Chiesa madre o Matrice) si trova in Piazza Don Minzoni e risale al XII secolo. Fondata nel 1108 da Giulietta (Giuditta) la Normanna, figlia del conte Ruggero al centro dell'antico quartiere Ruccera, il suo rifacimento è stato eseguito nel 1656 su progetto di Michele Blasco dedicandola chiesa a Santa Maria del Soccorso (prima di allora la basilica era dedicata a Santa Maria Maddalena).

La chiesa ha tre ampie navate con monumentali archi in stile normanno e colonne ioniche. La facciata non è stata completata e mostra delle colonne e dei portali ad arco curve. Completano la decorazione della facciata tre sculture di Giandomenico e Antonino Gagini.[5]

La volta della navata centrale ospita un affresco sulla vita di Santa Maria Maddalena, opera di Tommaso Rossi, figlio di Mariano Rossi. All'interno sono conservati i sarcofagi di Bartolomeo Tagliavia e di Gerardo Noceto. Si conservano numerose opere del 1400-1500 fra le quali: nell'abside un tabernacolo marmoreo dei fratelli Giandomenico e Antonino Gagini raffigurante San Pietro Apostolo e San Paolo Apostolo e le storie della Passione di Gesù[6]; nella quarta cappella una statua, raffigurante la Madonna della Catena attribuita a Francesco Laurana mentre nella nicchia dell'altare superiore è collocata la statua della Madonna del Soccorso di Giuliano Mancino e Bartolomeo Berrettaro.[7]

Nel luglio del 1991 papa Giovanni Paolo II l'ha elevata alla dignità di basilica minore.[8]

Cappella di San Giorgio dei Genovesi a Sciacca[modifica | modifica wikitesto]

L'antica Cappella di San Giorgio dei Genovesi è stata costruita nel 1520 dai numerosi mercanti genovesi, residenti a Sciacca per curare i loro affari. Non è più officiata e si trova vicino il porto ed è in parte interrata.

Chiesa di Sant'Antonio Abate[modifica | modifica wikitesto]

Nei pressi della Chiesa Madre si trova la chiesa di Sant'Antonio Abate, risalente al XV secolo.

Chiesa del Collegio[modifica | modifica wikitesto]

Appartiene invece al Cinquecento, anche se fu ristrutturata nel 1613, la Chiesa del Collegio, che si trova sulla via Roma. Ha un portale a timpano triangolare e l'interno è ad unica navata con cappelle incassate. Nel presbiterio si trova una tela del Domenichino, mentre in una delle cappelle si trova una Madonna del 1655 di Michele Blasco.

Chiesa di San Domenico e il suo Convento[modifica | modifica wikitesto]

Un altro esempio d'architettura è la Chiesa di San Domenico e il suo Convento, risalenti al 1176 la prima e al 1742 il secondo. La chiesa, in stile barocco, ha una sola navata con otto cappelle: si trova in Corso Vittorio Emanuele, all'entrata della piazza Scandaliato. Al XII secolo appartiene la Chiesa del Carmine, nell'omonima piazza, che incorpora la Chiesa del Salvatore col suo rosone.

Chiesa di Santa Margherita[modifica | modifica wikitesto]

In Piazza Carmine si trova anche la Chiesa di Santa Margherita del 1342 fatta erigere da Eleonora d'Aragona, moglie del Peralta. L'ultimo restauro si è completato nel 1994, dopo che la stessa chiesa venne rifatta nel 1595 con delle colonne angolari con architravi, fregi e cornici. È aperta al pubblico ma non al culto, per cui viene utilizzata per mostre, convegni e concerti. L'ingresso principale è catalano, mentre il portale marmoreo che si trova sulla destra fu realizzato nel 1468 da Pietro de Bonitate su disegno di Francesco Laurana. L'interno, ad unica navata, è barocco e conserva stucchi policromati ed affreschi di Ferraro del XVII secolo. Sull'altare si trova un'icona in marmo del 1507-1512, una statua in legno del 1544, opera di Frigia, che raffigura Santa Margherita, ed un organo ligneo del 1641. Nella navata si trovano sei grandi riquadri e tanti medaglioni realizzati dal Portulani tra il 1529 e il 1530.

Chiesa dello Spasimo[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa dello Spasimo di Corso Vittorio Emanuele è del 1632 e nel vicino Convento si trova il Cortile del Palazzo Fazzello costruito nel Cinquecento.

Chiesa di San Michele[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di San Michele, che si trova in Piazza Noceto, fu fondata da Guglielmo Peralta nel 1371 e poi venne ricostruita nel XVII secolo. Si conserva un portale con architrave ed un portale gotico. L'interno è a tre navate con colonne ed archi al centro. La chiesa conserva anche un crocifisso del Quattrocento, due acquasantiere del Cinquecento, una scultura ed un polittico del Cinquecento ed una statua seicentesca in legno di San Michele.

Chiesa di Santa Maria dell'Itria[modifica | modifica wikitesto]

Nella stessa Piazza Noceto si trova la Chiesa di Santa Maria dell'Itria e il suo monastero: sono state volute anch'esse dal Peralta. La chiesa (detta anche di Badia Grande) è del 1776, ma la sua fondazione risale al 1380.

Chiesa di San Nicolò La Latina[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di San Nicolò La Latina, che si trova in Piazza San Nicolò, risalente al XII secolo, ha un prospetto decorato, tipico dell'architettura arabo-normanna.

Chiesa di Santa Maria delle Giummare[modifica | modifica wikitesto]

Più importante è la Chiesa di Santa Maria delle Giummare in via Valverde, voluta da Giuditta e rifatta nel XVI secolo dopo una prima erezione avvenuta nel 1103. La fiancheggiano due torri merlate. All'interno, ad unica navata, si trova sulla sinistra la cinquecentesca Cappella della Madonna delle Grazie. Da ammirare il rilievo dai San Gerolamo, un'acquasantiera del Quattrocento, un crocifisso cinquecentesco ed una Vergine col Bambino nell'altare maggiore attribuito a Laurana.

Chiesa di Sant'Agostino[modifica | modifica wikitesto]

Datata al 1753, la Chiesa di Sant'Agostino – che si trova alla fine di via Valverde – conserva all'interno una statua della Vergine di G. Gagini del 1538 e portali barocchi.

Chiesa di San Francesco[modifica | modifica wikitesto]

Datata al XV secolo, la Chiesa di San Francesco – che si trova in via Agatocle – conserva pitture del saccense Mariano Rossi.

Chiese minori[modifica | modifica wikitesto]

Altre chiese sono dedicate a: San Giuseppe (XVI secolo), San Vito (XVIII secolo), San Francesco di Paola (1627) ed il suo Convento del 1224 (adibito ad auditorium, sala congressi e mostre), Santa Caterina (1796), Santa Maria del Giglio (XVII secolo), Purgatorio (1691), San Pietro (1885), San Leonardo (1797), Santa Maria di Loreto (1930), Olivella (XIX secolo), Madonnuzza (1693), Santa Maria della Raccomandata (XIII secolo) Chiesa di San Lorenzo (XVI secolo).

Infine sulla come del Monte Cronio si trovano le Stufe naturali, un antiquarium che conserva le testimonianze rinvenute all'interno delle grotte di San Calogero risalenti al neolitico,la basilica e il Santuario di San Calogero del XVIII secolo con una ricca decorazione barocca, la statua "San Calogero" opera di Antonello Gagini del 1535 e consegnata dal figlio Giacomo Gagini nel 1538.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Bertolino-Tommasi
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Piazza del Popolo (Sciacca).

In piazza Duomo si trova la Casa Museo Scaglione, che conserva oggetti artigianali, ceramiche, tele ed oggetti vari d'inestimabile valore. Il Bastione di Sant'Agata si trova in Piazza Mariano Rossi.

Degno di nota è anche il Palazzo Manno, residenza settecentesca della nobile casata siculo-fiorentina . L'edificio non è più visibile integralmente per come era in passato, a causa delle ristrutturazioni a cui fu sottoposto per essere trasformato in albergo nel XX secolo.

Non poco lontano dalle terme vi è una colonna votiva con in cima una statua bronzea raffigurante Notre Dame de Fourviere[9]. Tale colonna fu fatta erigere per volere di Don Michele Arena in seguito alla precipitazione del dirigibile francese Dixmude nel 1923

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello Luna
Castello incantato - incubo di teste -

Pregevoli sono invece le costruzioni civili: Palazzo Amato nell'omonima via del XIII secolo; Palazzo S. Giacomo Tagliavia, XV secolo, con le sue facciate in stile impero sul Corso Vittorio Emanuele e in Via Licata e con quella forse più ricca di fascino rivolta a levante sulla Piazza S. Fricia in stile neogotico opera dell'architetto Gravanti; Palazzo Arone di Valentino sempre in Corso Vittorio Emanuele del XIX secolo; Palazzo Bertolino-Tommasi dalla candida facciata neoclassica opera dello stesso architetto Gravanti in Corso Vittorio Emanuele; Palazzo Ventimiglia nel Vicolo Gino del XV secolo; Palazzo Graffeo o Grifeo nel Vicolo Orfanotrofio del XVIII secolo; Palazzo Inveges nell'omonima piazza del XVII secolo; Palazzo Maurici in Piazza Scandagliato del XVIII secolo; Palazzo Ragusa in via Licata del 1770; Palazzo Perollo in via Incisa del XV secolo e Palazzo Steripinto o Sortino in via Gerardi del XVI secolo, esempio d'arte spagnola.

Particolare attenzione meritano le torri: la Torre Campanaria si trova nella salita di San Michele a poca distanza dalla Chiesa di San Michele, risalente al 1550. La Torre medievale si trova all'angolo della via Molinari e risale al XV secolo. La Torre del Pardo si trova in via Incisa (appartenente prima agli Incisa e poi al mercante catalano Antonio Pardo[10]) risale al XV secolo e si compone di tre piano ( nel primo abbiamo una finestra la cui cornice è retta da due cariatidi) .

Castello Nuovo ( o dei conti Luna )[modifica | modifica wikitesto]

Fu eretto nel 1380 da Guglielmo Peralta, conte di Caltabellotta e, dopo la morte di Federico III, uno dei quattro vicari della Sicilia. Col matrimonio della figlia Margherita con Arturo di Luna, poi il castello divenne proprietà dei conti Luna.

Il complesso a pianta poligonale sorge sulla viva roccia nella parte alta e orientale di Sciacca. Anticamente era composto da due piane: il piano terra per la servitù e il piano superiore per l'alloggio del conte e dei suoi familiari. L'ingresso era situato a nord e prevedeva un ponte levatoio; dall'ingresso si accedeva a un cortile che precedeva il castello e cui vi erano inserite le scuderie e un cappella dedicata a San Gregorio.

Oggi l'edificio si compone di quattro parti: la cinta muraria, la torre grande (mastio) e quella cilindrica entrambe a nord, e il Palazzo del Conte a ovest. La cinta è formata da alte mura che servivano alla difesa. Della grande torre a pianta quadrangolare rimane la base, mentre la torre cilindrica che si presenta a due piani con accostati a coltello, si conserva ancora. Rimane ben poco invece del Palazzo del Conte, posizionato fra mastio e torre cilindrica e di cui ci resta solo i tetti e gli alti muri dove si possono notare dipinti dell'epoca e ammirare (tramite le sue finestre) un bel panorama di Sciacca.

Castello Vecchio (o dei Perollo)[modifica | modifica wikitesto]

Tale castello, detto Vecchio per distinguerlo dal Castello Nuovo o dei Luna, fu eretto durante l'invasione della Sicilia da parte dei Normanni (sec. XII circa) dal conte Ruggero insieme alle prime mura che, come una morsa, chiudevano la città.

Successivamente il castello passò alla casata dei Perollo, in seguito al matrimonio di Giulietta (figlia di Ruggero) con Gilberto Perollo. Il castello rimase sotto la custodia dei Perollo fino alla sua distruzione nel 1529 per mano dei partigiani di Sigismondo Luna durante il famoso Caso di Sciacca

Il castello era situato nella parte orientale della città, all'incirca tra Porta San Pietro, Porta Bagni e il Monastero di Santa Caterina (ossia nella zona compresa fra gli attuali cortili Chiodi, Rizza e Carini). Il castello era munito di torre rettangolari e aveva dei sotterranei che sboccavano presso il Monastero di Valverde. Infine il complesso aveva tre entrate: una esterna - detta di San Pietro in Castro, nei pressi dell'omonima ex chiesa -, quella principale, detta del Cotogno, nelle vicinanze della Porta Bagni, e un'ultima che si trova al fuori delle mura e che volge verso ovest.

Del Castello Vecchio oggi rimane proprio quest'ultima entrata: la porta d'accesso ad arco, situata nel Cortile Chiodi e in cui vi è scolpito lo stemma dei Perollo.

Castello Incantato[modifica | modifica wikitesto]

A poca distanza da Sciacca si trova il cosiddetto Castello Incantato. Trattasi di teste scavate e scalpellate nella roccia ad opera di un artista contadino, Filippo Bentivegna, vissuto tra il 1888 e il 1967. Le sue sculture sono tutte diverse e raffigurano personaggi, famosi e non, a cui dava anche un nome e che, nel suo immaginario, rappresentavano i sudditi del regno che egli aveva creato e di cui era il “Signore”; alcune sue opere sono conservate presso il Museo dell'Art Brut di Losanna.

Porte[modifica | modifica wikitesto]

Le tre porte d'accesso alla città sono tutte rimaneggiate:

  • Porta Palermo, che collega Piazza Don Luigi Sturzo con Piazza Guglielmo Marconi e fu riedificata nel 1753 durante il Regno di Carlo III di Borbone – ha delle belle colonne in cima adornate da un gruppo scultoreo con una grande aquila, in stile barocco.
  • Porta San Salvatore, del XVI secolo, che si trova in Piazza Carmine, è ricca di belle sculture rinascimentali.
  • Porta San Calogero, che dà le spalle all'omonimo monte e funge da ingresso per il quartiere di S. Michele, è del 1536.

A queste si aggiungono 2 porte ormai scomparse ma di altrettanta importanza, che insieme alle 3 precedenti, formano le cosiddette "5 Porte" di Sciacca:

  • Porta Bagni,fra Corso Vittorio Emanuele e Parco della Vittoria;
  • Porta di Mare, che permetteva il collegamento fra Marina e il centro (probabilmente situata fra Campidoglio e Terme).

Questa cinque sono quelle più importanti soprattutto dal punto di vista politico-storico ma esistono altre porte meno importanti e dislocate sul suolo saccense (fra le più note ricordiamo quella di San Pietro e quella di San Nicolò La Latina)

Archeologia[modifica | modifica wikitesto]

Nelle acque al largo del picco Cammordino (chiamato anche Coda di Volpe e sottostante alle terme), sono state rinvenute alcune parti di 2 imbarcazioni medioevali francesi risalenti al XVI secolo, oggi conservate nella sede del Comune di Sciacca.Fra questi 3 cannoni di bronzo  :su uno è riportata la salamandra che estingue il fuoco, simbolo del potere di Francesco I In uno po è disegnata una F (abbreviazione di Francesco I),su un altro le incisioni B e D con un'incisione di un fiore a cinque petali mentre sull'ultimo , tortile quasi come fosse una colonna , una B (segno di abbreviazione che sta per Peter Bande ,artigiano francese che oltre per il re di Francia fuse cannoni per il re Enrico VIII di Inghilterra) .L'origine di tali reperti può essere riconducibile al 1553 ,quando le flotta ottomana di Mustafa Pascià insieme alla flotta francese attaccarono la Sicilia Occidentale al fine di indebolire la cattolicissima Spagna .Molte città siciliane furono saccheggia e rase al suolo (come Licata che fu data alle fiamme ) ma Sciacca ,grazie a uno stratagemma di Antonino Amodei, riuscì a salvarsi e costrinse gli incursori a reimbarcarsi.[11]

Nella strada verso San Giorgio è presente un dolmen; in contrada Carabollace è stato rinvenuto un insediamento, ceramiche e lucerne africane risalenti al X e XI secolo (probabilmente di origine vandala)[12]

Presso la piazza Mariano Rossi, la piazza che collega la piazza Angelo Scandaliato con Via Incisa, sorgeva il Politeama Mariano Rossi, il primo e funzionante teatro di Sciacca che è stato demolito negli anni '50 per cause ignote (le voci dicono per colpa delle pulci, ma ovviamente si tratta di un'ipotesi fantasiosa).

All'Aliai, dove ora sono ormeggiati i pescherecci e le barche, vi era uno stabilimento balneare: il Tritone.

In contrada Locogrande (6 km a est da sciacca nei pressi del fiume Carabollace) sono state rinvenute delle hexas di Akragas, antiche monete risalenti al 400 a.C. circa, e quindi durante la dominazione greca.[13]

In contrada Tranchina (11 km a est da Sciacca) è stata rinvenuta una necropoli in seguito a scavi avvenuti nella seconda metà del Novecento. Sono state trovate varie tombe, vasi, ciottoli e dentalium (collane fatte con pezzi di conchiglie) risalenti all'Eneolitico[14]

A 7 km dalle coste saccensi sorge un imponente sperone roccioso: la Rocca Nadore ("nardone", forse dall'arabo nuzūl, "discesa"). Tale castrum risale all'eparchia cartaginese (il periodo in cui si combatteva contro Dionigi I) contiene una struttura quadrangolare, ceramiche variopinte e oppida dell'era normanna.[15]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[16]

Secondo i dati ISTAT la popolazione straniera residente a Sciacca era di 658 persone (349 femmine e 309 maschi), con un incremento di 63 unità rispetto all'anno precedente.[17] Questa rappresenta l'1,6% della popolazione residente, dato inferiore alla media regionale (3,2%) e nazionale (8,1%). [18]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Le leggende saccensi: la dracunara e l'oleastro Inveges[modifica | modifica wikitesto]

Leggenda caratteristica di Sciacca è quella secondo cui i marinai, armati di falce, possano scongiurare le trombe d'aria (in dialetto dracunara), sia che si manifestino in mare che sulla terraferma, colpendole dalla loro coda: la cosiddetta "coda del drago". Le dracunare però poi si vendicheranno portando piogge di spilli.[19]

In contrada Schiunchipani, a circa 8 km dal centro storico, sorge l'oleastro Inveges: un albero plurisecolare risalente al 1300 (alcuni dicono addirittura all'era greca-araba) che, data l'enorme stazza e antica origine, è stata luogo di credenze popolari: si crede che l'albero di notte venga invaso da spiriti e folletti. Inoltre le olive devono essere raccolte quando cadono dall'albero e chi procura danni all'albero avrà una "mala annata", ossia un anno caratterizzato da sciagure. Esso viene chiamato Inveges poiché, fra i suoi antichi proprietari, si annovera lo studioso Agostino Inveges, oppure dai saccensi come l'agghiastru di 'mmezzu.[20][21]

Carnevale di Sciacca[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Carnevale di Sciacca.

Festa della Madonna del Soccorso[modifica | modifica wikitesto]

Festa della Madonna del Soccorso, 15 agosto 2011

Una delle più importanti ricorrenze religiose di Sciacca è la festa della Madonna del Soccorso, patrona del paese, celebrata il 2 febbraio e il 15 agosto. In tale festività dei marinai scalzi portano per le vie del centro(Corso Vittorio Emanuele , Via Licata ) la statua della Madonna ornata di gioelli dai devoti.Tutto ciò è preceduta da fumate di incenso(secondo la tradizione quando ai piedi della statua passò del fumo i saccensi guarirono dalla peste)

La festa, di interesse anche antropologico oltre che religioso,[22] nasce nel Seicento in seguito a un'epidemia di peste nel 1626 , e la leggenda racconta che la statua della Madonna (costruita dai maestri Guliano De Almanchino e Bartolomeo Birritao nel 1504[23]) sia stata ritrovata in mare e portata in processione dai pescatori.[24]La statua veniva tenuta nella chiesa di San Agostino fino al 1796 , quando venne spostata nell'attuale ubicazione della Matrice.

Festa di San Calogero[modifica | modifica wikitesto]

Festa celebrata in onore di San Calogero ogni martedì di Pentecoste per ringraziare del miracolo del 1578: la liberazione dal terremoto.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Antiquarium di Monte Kronio - Stufe di S. Calogero
  • Casa-Museo "F. Scaglione"
  • Museo del carnevale di Sciacca,sito in c. da Perriera e ospitante documenti, foto, sculture e opere in cartapesta sul carnevale saccense
  • Museo del mare (attualmente chiuso, di prossima riapertura)[25]
  • Museo del giocattolo , situato in via Fratelli Argento ,ospita vari giocattoli degli anni 1890-1990
  • Casa del Sapone, situata in contrada Cartabubbo. La casa-museo è un vecchio fabbricato rurale dell'800, incentrato sugli usi scientifici e cosmetici del sapone

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca comunale "mons. Aurelio Cassar" - contiene una collezione di circa 45 000 volumi[26]
  • Biblioteca dell'apicoltore[27]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

  • Cine Campidoglio, situato nelle vicinanze della piazza Scandaliato. Vi si accede scendendo dalla Matrice (o Duomo) e si compone due sale, chiamate col nome delle due famiglie principali della Sciacca medievale: la sala Perollo nel piano terra, la sala Luna nel piano superiore
  • Badia Grande, ubicata nel quartiere San Michele e nei pressi dell'omonima chiesa, essa si compone di varie stanze al chiuso e una all'aperto.In quest'ultima si tengono le manifestazioni estive di "Sciaccart" e "Sciacca Film Fest", che promuovono tra l'altro i prodotti cinematografici saccensi.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Hanno sede a Sciacca 2 emittenti televisive TRS ed RMK (e i loro rispettivi TRS Sole e RMK 24H) ognuna delle quali gestisce due canali tv sul digitale terrestre[28][29]. Sono inoltre presenti diverse emittenti radiofoniche quali RadioStudio5, radio RMK, Tele Radio Sciacca.

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

Teatro popolare di Sciacca "Samonà", progettato dall'architetto Giuseppe Samonà

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Le fonti principali di reddito dell'economia di Sciacca sono il turismo, l'artigianato, l'agricoltura e la pesca.

Pesca[modifica | modifica wikitesto]

Il porto di Sciacca

Il suo porto moderno ospita circa cinquecento[30] natanti tra pescherecci e piccole imbarcazioni, che quasi ogni anno scaricano oltre cinquemila tonnellate[senza fonte] di pesce. La sua flotta peschereccia comprende circa 140 barche e con 5939 TSL (tonnellate stazza lorda) è la seconda in Sicilia dopo quella di Mazara del Vallo[31]. Tale attività impegna, comprese le strutture a terra, quasi duemila persone con un fatturato annuo che supera i trenta milioni di euro. I tipi di pesca più note sono lo strascico, la sottocosta e il palangresi. La pesca più praticata è quella del pesce azzurro "a cianciolo" che, attraverso la lavorazione nelle sue industrie conserviere, viene esportato in tutto il mondo, facendo di Sciacca il primo produttore europeo. Un medio cantiere navale provvede alla realizzazione delle piccole e medie imbarcazioni.

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Un altro settore portante per l'economia del posto è la produzione ortofrutticola, olearia e vinicola. È presente una cantina sociale e numerosi oleifici, che esportano vini ed olio extravergine d'oliva D.O.P. Val di Mazara in tutto il mondo. La zootecnica, dopo anni di crisi, finalmente sta avendo un forte incremento, soprattutto per la valorizzazione che ha avuto la "pecora del Belice". Il territorio del comune di Sciacca fa parte della zona di produzione del formaggio D.O.P. "Vastedda della valle del Belìce".È presente, in contrada Scunchipane, anche un'importante azienda agroalimentare che trasforma prodotti ortofrutticoli del luogo per la produzione di conserve agroalimentari, salse, sughi pronti, caponata, pesto e patè. Il territorio saccense è compreso nella zona di produzione dell'Arancia di Ribera D.O.P..

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Arancia di Ribera.

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda l'artigianato, le ceramiche rappresentano pure una fonte di reddito non indifferente per l'economia della città.[32] La ceramica, divenuta D.O.P., rappresenta il fiore all'occhiello della produzione artistica ed artigianale della ridente cittadina; note in Italia e all'estero, le sue maioliche sono in crescita anche agli esperti artigiani saccensi nelle cui botteghe hanno saputo realizzare opere d'elevato valore artistico. Varie produzioni di maioliche (piatti, vasi, anfore, statue, piastrelle,...) tipicamente sfumeggiate dai colori accesi del giallo, verde e blu cobalto fanno bella mostra nelle numerose botteghe dei ceramisti saccense nel centro storico-
I forni antichi, recentemente scoperti, fanno pensare che l'arte della ceramica a Sciacca abbia avuto inizio dal Trecento, se non prima(la maggior parte delle fonti storiche attestano la presenza della ceramica a Sciacca già nel 1282). Tale attività fu continuata ed ampliata nei secoli successivi. Le sue numerose fornaci sono anche la testimonianza che la sua ceramica dominava i mercati della Sicilia occidentale e veniva esportata altrove. Nel XVI secolo molte mattonelle di Sciacca furono destinate ad abbellire tanti monumenti: ne sono esempio il Duomo di Monreale decorato nel 1498 con migliaia di mattoni dal maestro Lombardo e l'ex Chiesa di Santa Margherita, situata nelle vicinanze della Chiesa del Carmine e decorata con mattoni dai maestri Scoma e Francavilla nel 1469.

Molti altri sono i nomi dei maestri (soprattutto operanti tra il XV e il XVII sec.) cui spetta il merito di aver saputo elevare l'arte della ceramica di sciacca.Tra questi spiccano i nomi di Piparo, Di Facio, Lu Xuto, Lo Boj e di Giuseppe Bonachia.

Vista panoramica da piazza Scandaliato, la piazza centrale della città

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Le terme, il carnevale e il mare sono i settori chiave per lo sviluppo turistico del paese. Grazie soprattutto al suo mare ed ai suoi lidi, la città sta vivendo quello sviluppo tanto sospirato che promette bene per un futuro migliore. Ad est il primo lido che s'incontra è quello dello Stazzone (Lido Esperanto) , un mare pieno di scogli e un'acqua limpida. Poi i lidi del Lido Salus, della Tonnara e della Foggia presentano fondali prevalentemente sabbiosi. Si susseguono le località di Renella, San Marco e Maragani, cui s'alternano insenature ora rocciose ora sabbiose, ma che vengono considerate dai sub e dai bagnanti veri paradisi. A ovest (verso la strada per Ribera ) si trovano la spiaggia della Fornace, prevalentemente rocciosa e in cui si trova un tubo da cui esce l'acqua delle piscine Molinelli, la spiaggia di Sovareto con sabbia finissima, quella di San Giorgio, San Giovanni Rotondo, Timpi Russi, Lumia e Macauda. In contrada Raganella (verso lo sbocco per Menfi) abbiamo la spiaggia di Bertolino, famosa per la sua natura rocciosa e per la sua pineta

Le tradizioni popolari fanno tesoro delle feste religiose, delle sagre e del teatro popolare. Anche queste sono divenute un richiamo turistico non da poco. Tra le feste religiose, è particolarmente importante le feste dell'Ascensione e di Pasqua, la festa campestre di San Calogero sul Monte Cronio e la festa di Mezz'agosto.
Fra le sagre va ricordata quella del mare, che sin dal 1920 ha avuto svolgimento continuativo al porto, quasi sempre tra la fine di giugno e i primi di luglio. In quest'occasione la statua di San Pietro viene portata in processione in mare, seguita da una lunga fila d'imbarcazioni. Poi sul piazzale viene sistemata una grande padella con oltre cinquecento litri d'olio per soffriggere oltre cento cassette di gamberi. Tutti i presenti sono invitati alla grande frittura che viene consumata con pane e vino locale, a spese della Cooperativa dei pescatori, comprendente un migliaio di soci.

Il teatro popolare trova posto nell'Estate Saccense, una rassegna di spettacoli d'operetta, prosa ed arte varia.

Presso la contrada Verdura che si trova nei pressi dell'omonimo fiume e della strada statale 115 fra Sciacca-Agrigento, si erge il lussuoso resort Hotel Rocco Forte Verdura Resort fra i più prestigiosi della regione e ospitante migliaia di turisti l'anno cui non possono mancare personaggi dello spettacolo(Buffon, Lapo...)

Tradizione Culinaria[modifica | modifica wikitesto]

La sera del 27 luglio è tradizione nella città di Sciacca partecipare alla "Grande abbuffata della bussola" dove vengono scelti 5 impavidi mangiatori che devono abbuffarsi con specialità di pesce divorando una dopo l'altra le 90 portate. I volontari si preparano alla sfida nei giorni precedenti seguendo una ferrea dieta a base di patatine al pollo per arrivare agguerriti all'evento. Tuttavia nelle 152 edizioni dell'abbuffata mai nessuno è riuscito a portare a compimento la sfida nonostante ogni volta la festa inizi al grido di "capo abbiamo fame!!". Il senso che si può cogliere dalla tradizione è: meno spavelderia con i ristoratori.

Stazzone[modifica | modifica wikitesto]

Antico litorale saccense, un tempo località marittima, balneare e commerciale, oggi si distingue per un'alta concentrazione di residenze estive e di locali di ristorazione e divertimento.
Storicamente, nei locali degli attuali pubs, pizzerie e salegiochi sorgeva l'antico mulino "Cuore" per la produzione di cereali coltivati direttamente nei territori circostanti ed esportati attraverso il mediterraneo. Alla fine degli anni '60 l'antico mulino veniva distrutto da un incendio doloso appiccato da ignoti. L'economia saccense decadde e subì un cambiamento lasciando campo al settore ittico-conserviero. Sorsero e si svilupparono le prime industrie di questo settore, e negli anni '80 al posto del vecchio mulino dato alle fiamme venne edificato un complesso edile destinato a scopi residenziali e commerciali.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio "L. R. Gurrera" di Sciacca

Oltre alle squadre giovanili presenti in città, esiste una squadra dilettantistica che milita in prima categoria: l'Associazione Sportiva Dilettantistica Sciacca. Questa squadra, la cui maglia è di colore verde-nero, gioca nello stadio Luigi Riccardo Gurrera, il più grande stadio della Provincia di Agrigento e il quarto della Sicilia.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alle varie divisioni giovani, esiste una squadra dilettantistica di pallavolo: il Volley Club Sciacca. Tale squadra, che attualmente milita in serie B2, si esibisce al Pallone Tenda Nino Roccazzella. Nino Roccazzella fu l'ex presidente della struttura e non a caso il figlio è il capitano della giovane squadra di pallavolo.

Tale stadio, che come il Gurrera si trova in contrada Perriera, è coperto da una specie di cupola ed ospita anche le esibizioni di vari altri sport (basket, tennis, hockey su carrozzella).

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

Sciacca possiede inoltre una squadra dilettantistica di basket(Icaro Basket Club) e di hockey su carrozzina (i Leoni Sicani).
Sciacca fu seconda tappa del Giro d'Italia 1986 da Sciacca a Catania.[33].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
25 luglio 1986 8 gennaio 1990 Giuseppe Turco DC Sindaco [34]
15 gennaio 1990 5 marzo 1991 Francesco Casandra DC Sindaco [34]
5 marzo 1991 10 ottobre 1992 Vincenzo Catanzaro DC Sindaco [34]
12 ottobre 1992 7 dicembre 1993 Michele Marciante PSI Sindaco [34]
7 dicembre 1993 7 luglio 1999 Ignazio Messina La Rete Sindaco [34]
7 luglio 1999 13 dicembre 1999 Francesco Marsala Commissario straordinario [34]
13 dicembre 1999 28 giugno 2004 Ignazio Cucchiara DS Sindaco [34]
28 giugno 2004 26 giugno 2009 Mario Turturici FI Sindaco [34]
26 giugno 2009 29 febbraio 2012 Vito Calogero Bono Indipendente Sindaco [34]
29 febbraio 2012 9 maggio 2012 Paolo Barone Commissario straordinario [34]
9 maggio 2012 in carica Fabrizio Di Paola PdL Sindaco [34]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Sciacca fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.7 (Pianura tra il Belice ed il Platani)[35].

Persone legate a Sciacca[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1731 arrivò in Italia insieme al figlio di Filippo V, Carlo, duca di Parma e Piacenza, con il grado di tenente e in qualità di ingegnere ordinario. Ebbe incarichi di pregio quali: l'ampliamento del Palazzo vicereale nel 1734; progetti per il Palazzo degli Studi nel 1735; nel 1737 fu il momento del Teatro San Carlo.
  • Città natale di Tommaso Fazello (1498-1570 ), storico e teologo del XVI secolo
  • È la città natale di Agostino Inveges, storico italiano del secolo XVII.
  • Vi nacque Giuseppe Bonachia (1562), noto anche come Maxarato, ceramista e maestro maiolicaro italiano, del XVI secolo.
  • Cataldo Vito Amodei (Sciacca, 6 maggio 1649 – Napoli, 13 luglio 1693), compositore di talento di musiche religiose come oratori, mottetti e cantate.
  • Giovanni Antonio Medrano (Sciacca, 11 dicembre 1703 – Napoli, 1760) è stato un architetto, ingegnere e militare italiano.
  • Vi nacque Mariano Rossi, l'8 dicembre 1731, pittore italiano, che operò in alcuni dipinti della Reggia di Caserta.
  • Diede i natali a Giuseppe Cammarano (Sciacca, 4 gennaio 1766 – Napoli, 8 ottobre 1850), che è stato un pittore italiano del Regno delle Due Sicilie. Professore alla Real Accademia di Belle Arti ebbe affidati lavori nella decorazione della Reggia di Caserta: il suo affresco più importante in questo complesso è Minerva premia le arti e le scienze sul soffitto della Sala del Consiglio, realizzato nel 1814
  • Il medico e uomo politico Saverio Friscia (Sciacca, 1813 - ivi 1886) , che fu rappresentante della Sicilia nella Prima Internazionale socialista del 1864[36].
  • Giuseppe Riggio (1871-1960), un fotoamatore del Novecento che ha immortalato con la sua macchina fotografica, monumenti, personaggi, eventi di Sciacca del primo periodo del Novecento, tramandandoci un archivio fotografico di grande pregio e valore.
  • Silvio Riggio (1911-2001), Maestro di violino, molto noto nella città di Sciacca, suonò anche al Teatro Politeama Mariano Rossi.
  • È stata la città natale di Filippo Bentivegna (Sciacca, 3 maggio 1888 – Sciacca, 1º marzo 1967) , scultore.
  • Cosimo Aleo (Sciacca 29 settembre 1947 - Palermo 22 ottobre 1970) tenente e vittima di mafia. A lui è dedicato la stele e il belvedere in Via S. Allende[37]
  • Città natale di Vincenzo Licata (21 giugno 1906 – 26 gennaio 1996), poeta siciliano. Una statua che lo raffigura è posto nella zona portuale della cittadina ,nei pressi della Rocca Regina
  • Domenico Segreto (1922-2010), politico, ex sindaco della città e senatore della Repubblica.
  • È la città natale di Accursio Miraglia, sindacalista ucciso dalla Mafia.
  • È la città che ha dato vita alla carriera politica di Calogero Mannino, uomo politico italiano, che, dopo vicissitudini legate all'accusa di concorso in associazione mafiosa nel 1995, nel 2006 è tornato nella scena politica come senatore della Repubblica Italiana nelle file dell'UDC.
  • Il padre di Joseph Barbera, autore, assieme a William Hanna, di celebri cartoni animati, era originario di Sciacca.
  • Il nonno paterno di Jon Bon Jovi, frontman del famoso gruppo hard rock-heavy metal dei Bon Jovi è nato a Sciacca col nome di Giovanni Bongiovì, poi modificato in John Bongiovi.
  • Nacque a Sciacca Giuseppe Mario Bellanca, ingegnere, fondatore della Bellanca Aircraft Company, che progettò e costruì il primo monoplano con cabina degli U.S.A..
  • È la città natale di Ivan Segreto, cantante, compositore e pianista italiano.
  • Pietro Germi (Genova, 14 settembre 1914 – Roma, 5 dicembre 1974), sceneggiatore, regista, attore e produttore cinematografico italiano ha diretto e girato a Sciacca due film. Il primo nel 1948 In nome della legge, vincitore di tre Nastri d'argento, fra cui uno speciale al regista, e il secondo nel 1963 Sedotta e abbandonata. A lui è dedicata una statua nel quartiere di San Michele
  • Paese natale del pugile Giuseppe Curreri meglio noto come Johnny Dundee, Naturalizzato statunitense, riconosciuto dalla International Boxing Hall of Fame tra i più grandi pugili di tutti i tempi.
  • Paese d'origine di Mike Piazza, ex giocatore di baseball statunitense, considerato il miglior battitore di tutti i tempi.
  • Il nonno materno di Alicia Keys, pseudonimo di Alicia Augello-Cook, cantautrice, polistrumentista e attrice statunitense, era originario di Sciacca.
  • È la città natale di Accursio Bentivegna, calciatore.
  • È la città natale di Clarissa Marchese, Miss Italia 2014
  • È la città natale di Valeria Bilello, una conduttrice televisiva italiana.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Le Mura e i Bastioni, su www.vivisciacca.com. URL consultato il 23 luglio 2016.
  4. ^ Corriere di Sciacca : ALLA SCOPERTA DEI NOSTRI TESORI. IL ROTARY CLUB OFFRE LE TABELLE INFORMATIVE SULLE MURA DI CINTA DELLA CITTA' E SUI BASTIONI, corrieredisciacca.it. URL consultato il 23 luglio 2016.
  5. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 472 e 473
  6. ^ Explore Sicily, su exploresicily.it. URL consultato il 05 febbraio 2016.
  7. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 106
  8. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy
  9. ^ Sciacca - Colonna Votiva Dixmude, su www.sicilie.it. URL consultato il 05 febbraio 2016.
  10. ^ Sciacca - Torre del Pardo, su www.sicilie.it. URL consultato il 05 febbraio 2016.
  11. ^ Cannoni francesi nel mare di Sciacca, Archeologia Viva, luglio-agosto 1997, pp. 36-45 = Note preliminari sul rinvenimento di un relitto francese nelle acque di Sciacca, Atti XI Rassegna di Arch. Sottom. di Giardini Naxos, 4 ottobre 1996, su www.academia.edu. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  12. ^ FASTI - Record View Page: AIAC_2474, su www.fastionline.org. URL consultato il 1° novembre 2015.
  13. ^ Sciacca, su www.academia.edu. URL consultato il 1° novembre 2015.
  14. ^ La necropoli Tranchina di Sciacca, su www.academia.edu. URL consultato il 24 ottobre 2015.
  15. ^ Il castrum di Rocca Nadore, su www.academia.edu. URL consultato il 24 ottobre 2015.
  16. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  17. ^ Dati Istat stranieri Sciacca 2013, demo.istat.it.
  18. ^ Dati Istat stranieri Italia 2013, istat.it.
  19. ^ LentiniOnLine - Curiosità siciliane, su www.lentinionline.it. URL consultato il 25 ottobre 2015.
  20. ^ Notizie di Sicilia | Catania | Cronaca, politica, sport | lasiciliaweb.it, su www.lasiciliaweb.it. URL consultato il 25 ottobre 2015.
  21. ^ L' oleastro infestato dagli spiriti - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 25 ottobre 2015.
  22. ^ Ignazio Scaturro 1951
  23. ^ Madonna del Soccorso, su www.vivisciacca.com. URL consultato il 02 febbraio 2016.
  24. ^ eventiesagre.it
  25. ^ Museo del mare
  26. ^ biblioteca T. Fazello
  27. ^ Biblioteca dell'apicoltore
  28. ^ [1]| TRS
  29. ^ [2]| RMK
  30. ^ Il Porto di Sciacca - Sciacca pesca pesce azzurro sicilia pesca turismo terme di sciacca tonno pesca sgombro ittico conservieri sciacca trasformazione pesce azzurro sicilia porto sciacca Sciacca Comune di Sciacca Ceramica di Sciacca Carnevale di Sciacca, su www.termedisciacca.it. URL consultato il 06 febbraio 2016.
  31. ^ Parlamento Europeo - politiche comunitarie e di coesione - Pesca (PDF), europarl.europa.eu. URL consultato il 06 luglio 2014.
  32. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 18.
  33. ^ Giro d'Italia - Edizione n.69 Elenco Tappe
  34. ^ a b c d e f g h i j k http://amministratori.interno.it/
  35. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, gurs.regione.sicilia.it. URL consultato l'8 luglio 2011.
  36. ^ Santi Correnti, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità della Sicilia, Newton Compton Editori, 16 giugno 2015, ISBN 9788854185036. URL consultato il 25 ottobre 2015.
  37. ^ Sciacca, una stele in memoria del tenente della Guardia di finanza Cosimo Aleo, su AgrigentoNotizie. URL consultato il 06 febbraio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessio,Sul nome di Sciacca, Palermo;
  • Michele Amari, Biblioteca arabo-sicula, Palermo;
  • Arena, Notizie sulla città di Sciacca, Palermo;
  • Ciaccio, Sciacca: Notizie storiche e documenti, Sciacca;
  • Giacomazzi, Sciacca, Palermo;
  • Leone-Curatolo, Radioattività dei calcari dolomitici del monte San Calogero, Palermo;
  • Giuseppe Licata, Sciacca e le Terme Selinuntine, Sciacca, Tipografia I. Barone, 1881.(ISBN non disponibile)
  • Luttanzi-Trasselli, Mostra storico-bibliografica di Sciacca, Palermo;
  • Giuseppe Pitrè, Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane, Palermo;
  • Francesco Savasta, Il famoso caso di Sciacca, 1843 Palermo [3]
  • Scaturro A., Sciacca città delle acque, Palermo;
  • Ignazio Scaturro, Storia della città di Sciacca, Napoli;
  • Sanfilippo, Appunti su alcuni uomini politici saccensi, Palermo;
  • Zinno, Analisi qualitativa e quantitativa dell'acqua di Sciacca, Napoli;
  • D.G.M., Stazzone ieri e oggi

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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