Grottaglie

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Grottaglie
comune
Grottaglie – Stemma Grottaglie – Bandiera
Grottaglie – Veduta
Chiesa della Madonna del Lume nel centro storico
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Taranto-Stemma.png Taranto
Amministrazione
Sindaco Ciro D'Alò (Sud in Movimento) dal 19-6-2016
Territorio
Coordinate 40°32′N 17°26′E / 40.533333°N 17.433333°E40.533333; 17.433333 (Grottaglie)Coordinate: 40°32′N 17°26′E / 40.533333°N 17.433333°E40.533333; 17.433333 (Grottaglie)
Altitudine 130 m s.l.m.
Superficie 102,12 km²
Abitanti 32 034[1] (28-2-2017)
Densità 313,69 ab./km²
Frazioni Carraro delle Vacche, Paparazio, Monte Fellone
Comuni confinanti Carosino, Crispiano, Fragagnano, Francavilla Fontana (BR), Martina Franca, Monteiasi, Montemesola, San Marzano di San Giuseppe, Taranto, Villa Castelli (BR)
Altre informazioni
Cod. postale 74023
Prefisso 099
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 073008
Cod. catastale E205
Targa TA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 263 GG[2]
Nome abitanti Grottagliesi
Patrono San Ciro, san Francesco di Geronimo
Giorno festivo 31 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Grottaglie
Grottaglie
Grottaglie – Mappa
Posizione del comune di Grottaglie all'interno della provincia di Taranto
Sito istituzionale

Grottaglie (Li Vurtàgghjie in dialetto locale[3], Criptalium in latino) è un comune italiano di 32.144 abitanti della provincia di Taranto in Puglia. Il comune, tra i più popolosi della provincia, è noto per la tradizionale produzione di ceramiche artistiche. La sua posizione perfettamente al centro fra le province di Taranto e Brindisi ha causato vari dibattiti nel passato per decidere a quale provincia dovesse appartenere. Conosciuta per le coltivazioni di vigne, Grottaglie, oltre ad essere soprannominata "Città delle Ceramiche", è conosciuta anche col nome di "Città dell'uva".

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La città si trova sul pendio di una collina delle Murge chiamata Monte Samuele Pizzuto nell'entroterra di Taranto e all'estremità meridionale di quella Murgia dei trulli che comprende il vasto territorio che si estende da Matera fino alla stessa Grottaglie, passando da Martina Franca in Valle d'Itria e Villa Castelli sulle pendici delle Murge. Sorge su un territorio segnato dalla presenza di gravine, sui fianchi delle quali sono state scavate molte grotte; infatti il centro è completamente scavato nel tufo; ne sono una testimonianza le Cave di Fantiano (ora sede di un teatro all'aperto dove ogni anno si svolge il Festival Internazionale Musica Mundi di musica etnica e popolare).

Grottaglie, per territorio, cultura,arte e dialetto, rientra tra i comuni della provincia di Taranto che fanno parte del Salento; in particolare la città è situata nella zona denominata Nord Salento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Puglia e Storia del Salento.
Necropoli di Pezza Petrosa tra Villa Castelli e Grottaglie

Grottaglie deriva dal latino Kriptalys e dal greco Κρυπταλύς, nome che sottolinea la presenza di grotte (krypta, κρύπτα), in gran parte del suo territorio. L'origine di Grottaglie è negli insediamenti che si sono susseguiti nell'area sin dal Paleolitico, ed in particolare nell'area di Riggio e di Pezza Petrosa. È ritenuta, secondo alcuni, la terra natìa del padre della letteratura latina Quinto Ennio. Difatti il poeta nacque a Rudiae in Apulia.

Secondo molti studiosi, questa Rudiae corrisponderebbe ad una delle cittadelle fortificate (appunto Rudiae e Mesocoro), distrutte dalle invasioni barbariche, i cui abitanti in fuga diedero vita ai casali rupestri dai quali sorsero in seguito Grottaglie e Villa Castelli. Nel IX secolo un gruppo di ebrei fuggitivi da Oria, e tra i pochi superstiti della grande comunità ebraica di Oria si aggrega all'insediamento sorto intorno al casale San Salvatore nella Lama del Fullonese.[4]. I resti storici più cospicui sono riconducibili al Medioevo, quando nelle profonde gravine prese maggior consistenza l'abitudine di vivere nelle grotte. Risalgono a questo periodo infatti non solo le abitazioni, ma anche le scale, i sentieri, le opere di canalizzazione e di deflusso delle acque. Un'importante testimonianza bizantina nel territorio di Grottaglie è la Gravina di Riggio che presenta degli affreschi basiliani di grande qualità seppur si trovino in condizioni precarie. Nonostante l'area jonica del Salento non fosse grecizzata come quello meridionale, è rilevante il fatto che questi affreschi presentino iscrizioni in greco[5]. Quando i barbari, in particolare Goti e Saraceni, distrussero i villaggi siti nel territorio e anche la stessa Taranto, le grotte ospitarono i fuggitivi (960 d.C.) Sorsero così vari centri abitati tra cui Casale San Salvatore e Monti Cryptalis nucleo primigenio dell'attuale centro storico di Grottaglie. Alcuni ebrei trovarono rifugio nella Lama del Fullonese, territorio di Monte Fellone dove, difatti, sorgeva la chiesa di San Pietro dei Giudei[6]. I Normanni (XI secolo) donarono alla Mensa Arcivescovile Tarantina un Casale di nome Cryptalium, ma con ogni probabilità si tratta di un falso risalente al XVI secolo. Nel XV sec. Il centro fu dotato di mura di fortificazione, assieme al Castello e alla Chiesa Matrice. Difficoltà e crisi politiche portarono (dal XV al XVII secolo) ad una "coabitazione" di due giurisdizioni feudali differenti: una vescovile ed una laica. Il XVII secolo conobbe anni di difficoltà sotto la mal tollerata dominazione spagnola. Lotte di giurisdizione tra Arcivescovi di Taranto e feudatari laici e ripetute sollevazioni popolari, caratterizzarono il secolo successivo fino all'abolizione della feudalità. In un clima di disorientamento politico generale si fa strada il nascente fenomeno del brigantaggio con un nome illustre: Ciro Annichiarico (in dialetto "Papa Ggiro"). Queste vicende accompagnarono la prima espansione urbana "fuori le mura", fino al periodo unitario, a partire dal quale le vicende di Grottaglie si accomunano a quelle di molti centri simili nel Meridione d'Italia.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di Grottaglie è mediterraneo, con inverni miti ed estati calde e spesso anche umide. Con una media di 564 mm di pioggia annuali, le precipitazioni non sono molto abbondanti e si concentrano nei mesi autunnali.

Grottaglie Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,6 13,1 15,2 18,8 24,0 28,4 31,2 31,2 27,6 22,3 17,3 13,8 13,2 19,3 30,3 22,4 21,3
T. min. mediaC) 4,4 4,8 6,2 8,5 12,3 15,7 18,3 18,6 15,8 12,4 8,2 5,5 4,9 9,0 17,5 12,1 10,9
Precipitazioni (mm) 46,2 52,8 62,6 35,9 34,3 27,1 27,1 24,9 36,2 60,4 77,0 80,0 179,0 132,8 79,1 173,6 564,5
Giorni di pioggia 6,7 7,2 7,4 5,3 4,5 3,4 2,6 3,2 4,1 5,9 6,6 7,9 21,8 17,2 9,2 16,6 64,8
Umidità relativa media (%) 78 75 73 71 68 63 61 63 66 73 77 80 77,7 70,7 62,3 72 70,7
Vento (direzione-m/s) N
5
NNW
8,5
S
8,5
S
8,5
SSW
8,5
SSW
8,5
NNE
8,5
NNE
8,5
NNE
8,5
NNE
5,0
N
5,0
N
8,5
7,3 8,5 8,5 6,2 7,6

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Castello Episcopio[modifica | modifica wikitesto]

Il castello Episcopio venne edificato alla fine del XIV secolo per volere dell'arcivescovo di Taranto Giacomo d'Atri, che aveva realizzato anche le mura e la chiesa madre. Il nucleo originario, con mastio e settore orientale, fu in seguito ampliato e rimaneggiato, con una facciata di epoca barocca. La torre centrale, a pianta rettangolare, si eleva su tre piani.

Il Castello Episcopio è situato in prossimità del Quartiere delle Ceramiche, cioè la parte più antica della città, il Castello fu per secoli il simbolo del potere dei vescovi tarantini feudali. Oggi il castello risulta differenziato dalla presenza dell'antica Torre interna, alta oltre 28 metri, strutturata su 4 piani intermedi tra loro, dove avevano sede i vescovi.

Nell'ala sud-est, all'interno delle zone anticamente utilizzate come delle stalle, oggi ha sede un rilevante museo della ceramica: al suo interno troveremo numerosi manufatti in ceramica di uso domestico ed ornamentale tipici della tradizione figulina Grottagliese.

Nelle sale del Castello si svolgono ogni anno due mostre: la MOSTRA DELLA CERAMICA(agosto-settembre) e la MOSTRA DEL PRESEPE (dicembre-gennaio).

Il museo si articola nelle sezioni dedicate alle all'archeologia, alle ceramiche tradizionali, alla ceramica contemporanea, alle maioliche e infine ai presepi.

Gravina del Fullonese[modifica | modifica wikitesto]

A ovest della città di Grottaglie, alla base del Monte Fellone, sorge la gravina del Fullonese, una gravina lunga quasi un chilometro è profonda 40 metri, ricca di grotte incavate nella roccia, risalenti al 200.

La gravina è caratterizzata da una ricca vegetazione, profuma di macchia mediterranea grazie al timo, alla malva e ai cardi. È ricca di alberi da frutto, querce e ulivi.

In questo meraviglioso ambiente l'uomo fa la sua apparizione a partire dell'Età del Ferro, come raccontano i fori di palificazione delle capanne. La gravina comprendeva grotte-abitazioni disposto su più livelli, con tre chiese rupestri oltre al Cistrernone del Fullonese parte un sistema idraulico per la raccolta e conservazione dell'acqua.

Nel versante destro della gravina è visibile la Chiesa rupestre di origine medievale dedicata agli apostoli Pietro e Paolo, costruita nel VI secolo d.c., successivamente nota come San Pietro dei Giudei, difatti nel territorio si stanziarono alcuni ebrei provenienti dalla Comunità ebraica di Oria, sfuggiti all'eccidio e all'incendio di Oria del 977. L'edificio è caratterizzato da due elementi con un altare di roccia tagliata addosso alla parete, sul quale un tempo si ergeva un crocifisso con ai lati la Vergine, San Giovanni Evangelista, San Paolo e San Leonardo. Alla sinistra della Chiesa è situata una grotta nota come Casa dei Pellegrini.

Casa natale di San Francesco De Geronimo[modifica | modifica wikitesto]

Costruita nel 1.832 e nominata santuario nel 1.941, la chiesa è dedicata al santo grottagliese Francesco De Geronimo in cui vengono conservate le spoglie del santo, si caratterizza per la facciata in le sene scanalate terminanti con capitelli ionici. Ad abbellire l'edificio il timpano triangolare e la cupola maiolica con un motivo di losanghe. L'interno, a croce greca, su tre navate, presenta molte decorazioni pittoriche. La cappella dedicata al santo, si trova a sinistra dell'altare maggiore. Conserva l'urma in bronzo del santo, opere di Vincenzo Castello di Napoli. Da qui, grazie ad una scala laterale si accede alla casa del santo.

Chiesa Matrice[modifica | modifica wikitesto]

Fu costruita nel 1.372 dall'Arcivescovo Giacomo D'Adri, è opera dell'Architetto Domenico Di Martina. Creata in tardo stile romantico, dovrebbe essere un ampliamento di un edificio già esistente. Sulla facciata si trovano un oculo sul cui perimetro è inciso un intreccio di motivi vegetali, con dei bassorilievi raffiguranti Cristo in trono, l'Arcangelo Gabriele e la Vergine. Sotto il portico, caratterizzato da un complesso intaglio a foglie d'acanto e retto da due colonnine ottagonali che poggiano su buoi sorretti da mensole, si apre l'ingresso anch'esso arricchito da un intreccio di motivi animali e vegetali.

La Chiesa madre

Costruita su un'antica grotta in cui si conservava un affresco della Vergine Maria, sorge nel XV secolo dopo la donazione del reverendo don Romano de Romano della Collegiata Maria Santissima Annunziata (chiesa madre di Grottaglie). Già convento carmelitano e luogo di nascita dei due illustri p. Marinò, conserva la memoria storica del passaggio carmelitano: il giardino della Confraternita è testimonianza del passaggio dei carmelitani, come anche il chiostro affrescato che sorge sulla destra dell'antico complesso della Chiesa. All'interno del chiostro è stato restaurato tra il 1997 e il 1999 un enorme "Ciclo di Elia" e all'interno della chiesa si conservano tele e ceramiche di elevato valore. Tra le tele un Finoglio che campeggia alle spalle del fonte battesimale e i ritratti dei padri conciliari di Trento originari della Madonna del Carmine, custoditi nella sacrestia. Ancora in sacrestia troviamo le preziose ceramiche del maestro Emanuele Esposito, alle quali si aggiungono un antico crocifisso ligneo custodito in una delle cappelle laterali e il pezzo più prezioso della Grottaglie sacra: il presepe policromo in pietra di Stefano da Putignano, datato 1530.

Quartiere delle ceramiche[modifica | modifica wikitesto]

Ancora oggi fiorente è la produzione di ceramica in puglia. Il più importante centro di produzione di ceramica è Grottaglie. Lungo la gravina di San Giorgio si è formato un intero quartiere di esperti ceramisti, ricavando laboratori e forni di cottura nella roccia di ambienti ipogei utilizzati in passato come frantoi, sono riusciti a creare un'attività fiorente ancora oggi riconosciuta in tutta il mondo

Per la sua antica tradizione ceramica, Grottaglie rientra tra le 36 città delle ceramiche italiane riconosciute dall'AiCC-Associazione Italiana Città della Ceramica.

Principali prodotti nella ceramica grottagliese sono:

  • I "Bianchi di Grottaglie" è la più caratteristica rustica e popolare, caratterizzata da una tavolozza cromatica costituita dal verde marcio, giallo ocra, blu e manganese.
  • I "Capasoni", sono contenitori di grandi dimensioni destinati a contenere vino.
  • I "Pumi", classico simbolo grottagliese.

Palazzo Cicinelli[modifica | modifica wikitesto]

Risalente al XV secolo, sede della famiglia Caracciolo-Cicinelli (il cui capofamiglia annoverava fra i ranghi feudali quelli di principe di Cursi, di duca delle Grottaglie, e le baronie di Neviano e Pulsano), gli originali signori feudatari della città. Anche a seguito dell'estinzione del ramo principale della famiglia Caracciolo, dell'antico edificio del palazzo si conserva oggi solamente il corpo.

Palazzo Urselli[modifica | modifica wikitesto]

Risalente al XV secolo, sede della famiglia cadetta al feudatario della città e, per questo, anticamente noto anche con la dizione dei Secondogeniti. A differenza di altri palazzi nobiliari successivi, di architettura tipicamente barocca, il palazzo conserva ancora evidenza dell'originale facciata rinascimentale.

Palazzo Maggiulli-Cometa[modifica | modifica wikitesto]

Esempio dell'architettura barocca salentina.

Palazzo Blasi[modifica | modifica wikitesto]

Sito in corso Vittorio Emanuele, accanto al Palazzo Urselli.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

L'analisi della struttura dell'evoluzione demografica(dal 2002 al 2017) è divisa in tre fasce d'età con i seguenti incrementi:

  • Giovani 0-14 anni + 20,03%;
  • Adulti 15-64 anni + 63,03%;
  • Anziani 65 anni ed oltre + 13,04%.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 01 gennaio 2017 nel territorio comunale si registravano 658 stranieri residenti.

Le nazionalità maggiormente rappresentate sono:

  • Romania: 295
  • Albania: 155
  • Cina: 30
  • Polonia: 25
  • Nigeria: 16
  • Marocco: 11

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Dialetto[modifica | modifica wikitesto]

Il dialetto grottagliese è una variante del dialetto brindisino, conosciuto anche come salentino settentrionale.

DOCUMENTARIO GROTTAGLIE anni 50'

Il film documentario "Un po' di luce" di Pietro Annicchiarico, della durata di un'ora, prodotto dall'I.I.S Don Milani- Pertini, dall'Associazione La Banna e finanziato dall'Assessorato alla P.I. della Provincia di Taranto, ci porta a compiere un salto in un passato recente ma inimmaginabile oggi.

Gli anni tra il 1950 e il 1960 a Grottaglie in provincia di Taranto, sono stati tempi in cui non c'erano le fognature e niente era scontato, nemmeno che il pane fosse presente in ogni casa. Intanto il patriarcato conservava la sua tradizione millenaria e solo a partire dal1968 gli studenti, gli operai e le femministe, con una durissima lotta, riuscirono a spazzarlo via, mettendo in discussione finalmente l'autoritarismo che lo animava.

I padri, allora, imperavano con le maniere forti sulla testa dei figli. Nascere poveri contadini, non aiutava a sognare un futuro diverso da quello per cui si era stati programmati. I pochi sognatori che osavano cambiare le proprie sorti, anche se autorizzati dai genitori, dovevano combattere i pregiudizi e le ostilità di chi proprio non voleva che anche il contadino avesse il figlio dottore.

Le differenze sociali ed economiche erano evidenti e accettate come fatto naturale proprio nel luogo dove, in teoria, si dovevano far sviluppare le coscienze civiche: la scuola. Quest'ultima era usata dalla classe politica e intellettuale, per replicare le discriminazioni già presenti nella società, che vedeva nettamente distinti i percorsi di emancipazione pensati per figli dei professionisti o comunque di chi aveva uno stipendio statale, con quelli di pura sussistenza riservati ai poveri, figli di contadini e operai a cui non era consigliato proseguire gli studi. Erano le classi differenziali, proprio come quelle che la Lega ripropone oggi per i figli dei migranti.

La nascita del sindacato e la forte spinta del movimento contadino e proletario permise ai braccianti grottagliesi e di tutto il meridione, di raggiungere una chiara consapevolezza dei propri diritti fondamentali: il diritto alla pensione, a un orario di lavoro umano e, non ultimo, a un salario dignitoso.

Nel film non mancano momenti di riflessione sulla pervasività del bigottismo sessuale, che imponeva distanze prossemiche per niente intime ai fidanzati e un iper-controllo genitoriale che sfiorava l'ossessione paranoica.

Né mancano gli accenni a fatti storici che hanno rivelato una eccezionale religiosità popolare, sfociata in una rivolta nel 1961, allorquando le alte cariche ecclesiastiche decisero di cambiare il luogo di deposito della statua di San Ciro, il santo patrono di Grottaglie. Per riparare al danno si dovette cedere a una processione penitenziale, che vide protagonista di una brutta avventura, il senatore Gaspare Pignatelli.

Il film si conclude con il doppio sogno, quello abortito dei pochi goliardi universitari grottagliesi, che dovettero indebitarsi per aver organizzato una festa danzante andata male e quello semplice e immediato delle giovani contadine, che al riparo dalle cattive condizioni atmosferiche, che non permettevano di proseguire il lavoro, danzavano al suono del vecchio grammofono a manovella. A pioggia cessata, ci dirà nel documentario una testimone del tempo, alle contadine toccava fare ritorno dalla campagna alle proprie case, rigorosamente a piedi.

"Un po' di luce" vuole essere un omaggio alle voci, quelle dei nostri genitori e dei nostri nonni, che hanno cercato di trasmetterci le loro drammatiche esperienze del dopoguerra nel Mezzogiorno, ma che hanno trovato solo interlocutori sordi e distratti.

Pietro Annicchiarico

Gli studenti del progetto Era Ieri
 CARMEN ANNICCHIARICO, CRISTINA ANNICCHIARICO, MARGHERITA APRUZZESE, NICOLA BLASI, CIRO BUONFRATE, VANESSA CAMPO, WALTER CAPONE, ANTONIO CAVALLO, FABIO CAVALLO, GIOVANNI CERVELLERA ,FRANCESCA DI GREGORIO, CLAUDIA GARGARO, FRANCESCO LIGORIO, ALESSIA MANISI, STEFANIA MARANO, GABRIELLA MEO, MICHELA MICELLI ELISABETTA QUARANTA, ROSARIO QUARANTA, ANNA ROSSINI, ALESSANDRA SCHIENA, ANDREA SPARTANO

Il brano musicale Un po' di luce è stato realizzato da: Francesco Lenti - pianoforte e sintetizzatori

, Michele Gregucci - organetto e chitarra acustica
, Aurora Tudisco - voce


Ciro Lupo - registrazione e missaggio

Le foto originali dei braccianti agricoli sono dello Studio Belviso di Cerignola, anni '50. Sono tratte dal libro: GIOVANNI RINALDI - PAOLA SOBRERO, La memoria che resta. Vita quotidiana, mito e storia dei braccianti del Tavoliere di Puglia, Edizioni Aramirè, Lecce 2004 (prima ed. 1981)

Sono inserite nella mostra "La festa del Primo Maggio" a cura di Giovanni Rinaldi, proposta dal progetto Casa Di Vittorio, Cerignola.

Fotografie d'epoca e frammento del documentario sulla ceramica COLLEZIONE COSIMO MIRTO

È vietata ogni riproduzione, anche parziale. 


Ogni violazione sarà perseguita a termini di legge

Persone legate a Grottaglie[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Economia della Puglia.

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

La produzione agricola grottagliese è imperniata sull'olivicoltura e la viticoltura. Tra le varietà di ulivo più coltivate vi sono l'ogliarola salentina, la leccina, la peranzana, la cima di Melfi, la coratina, la carolea e la cellina di Nardò (detta 'nchiasta per il suo spiccato effetto tintore e usata nella preparazione di focacce ripiene alle olive). La vite è coltivata prevalentemente per la produzione dell'uva da tavola: il territorio grottagliese offre le condizioni pedoclimatiche ideali per la coltivazione del cultivar Regina alla quale, dai primi anni ottanta, si è affiancato il cultivar Victoria. Dal 2011 Grottaglie rientra nell'areale del marchio IGP "Uva di Puglia".

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Una specializzazione produttiva peculiare del territorio grottagliese è la produzione di ceramica, con la quale il comune è spesso identificato. Questa tradizione, trasmessa oggi alle generazioni più giovani grazie all'opera del locale Istituto d'Arte, è un importante attrattore turistico per la cittadina.

Tra le particolarità delle ceramiche grottagliesi sono alcuni oggetti tra cui: lu capasone (recipiente di grandi dimensioni che serve a conservare e a mantenere in buone condizioni il vino o l'olio), lu srulu, una sorta di brocca in ceramica all'interno della quale si usava mettere vino a acqua, e la sua variante lu srulu a segreto, lu pumu (pumo), un oggetto in terracotta che si pone agli angoli dei balconi della cittadina jonica: questo oggetto, dalla forma di un bocciolo, figura spesso come ornamento agli angoli dei balconi delle abitazioni nel centro storico cittadino.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

A Grottaglie è stato realizzato lo stabilimento dove Alenia Aermacchi, attraverso la nuova società 'Leonardo' , produce sezioni di fusoliera per il Boeing 787 Dreamliner.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Grottaglie.
Collegamenti della Provincia di Taranto

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Grottaglie è servita dalla strada statale 7 Via Appia, che nel tratto fra Taranto e Brindisi è una superstrada a carreggiate separate. La viabilità locale si completa con le strade provinciali che connettono la cittadina con San Giorgio Jonico, Montemesola, San Marzano di San Giuseppe (TA) e Villa Castelli (BR).

È presente anche una stazione ferroviaria

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale sorge l'Aeroporto civile di Taranto-Grottaglie "Marcello Arlotta" usato esclusivamente dallo stabilimento Alenia Aermacchi. È presente inoltre la base aerea Aviazione Navale Italiana#MARISTAER.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 settembre 1988 5 luglio 1990 Ciro Maggio Democrazia Cristiana Sindaco [8]
31 luglio 1990 24 settembre 1991 Ciro Annicchiarico Democrazia Cristiana Sindaco [8]
9 novembre 1991 22 giugno 1993 Antonio Cavallo Democrazia Cristiana Sindaco [8]
22 giugno 1993 12 maggio 1997 Giuseppe Vinci Partito Democratico della Sinistra Sindaco [8]
7 giugno 1997 28 maggio 2001 Giuseppe Vinci Partito Democratico della Sinistra Sindaco [8]
28 maggio 2001 30 maggio 2006 Raffaele Bagnardi Centro-sinistra Sindaco [8]
30 maggio 2006 20 giugno 2011 Raffaele Bagnardi Centro-sinistra Sindaco [8]
7 giugno 2011 20 giugno 2016 Ciro Alabrese Partito Democratico Sindaco [8]
20 giugno 2016 in carica Ciro D'Alò Lista civica di sinistra Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

L'Associazione Calcio Dilettantistica Ars et Labor Grottaglie, fondata nel 1962, è la squadra principale del Comune.

L'A.S.D. Real Grottaglie è la principale società calcistica femminile della città. Ha militato in passato nel campionato di Serie C di Futsal.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di Volley cittadina è A.S.D. Volley Grottaglie. La sezione di Volley maschile militerà in Serie C dalla stagione 2016-2017 dopo aver vinto i Play Off di categoria nella stagione 2015-2016. La sezione femminile milita in Serie D.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

L'A.S.D. Sant'Elia Basket Grottaglie è stata la principale società di basket della città. Ha militato in diversi campionati a livello dilettantistico.

Futsal[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di Futsal della città è l'ASD Futsal Grottaglie.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Lo Stadio comunale Atlantico D'Amuri ha circa 2500 posti a sedere e dispone della pista d'atletica.

Gli altri impianti sportivi della città sono:

  • Stadio Comunale Zona 167 (300 posti)
  • Stadio San Francesco Zona Monticello (500 posti)
  • Palazzetto dello sport Campus Campitelli (1000 posti)
  • PalaSant'Elia (300 posti)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 319.
  4. ^ Ciro Cafforio, La lama del Fullonese sobborgo medievale di Grottaglie, Taranto, 1961
  5. ^ Marina Falla Castelfranchi, Pittura Monumentale Bizantina in Puglia, Bari 1991
  6. ^ C.Cafforio, La Lama del Fullonese sobborgo medievale di Grottaglie, Taranto 1961
  7. ^ Grottaglie, su Senato.it - IV legislatura, Parlamento italiano.
  8. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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