Carosino

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Carosino
comune
Carosino – Stemma Carosino – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Taranto-Stemma.png Taranto
Amministrazione
Sindaco Arcangelo Sapio (il Centro Sinistra) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate 40°28′N 17°24′E / 40.466667°N 17.4°E40.466667; 17.4 (Carosino)Coordinate: 40°28′N 17°24′E / 40.466667°N 17.4°E40.466667; 17.4 (Carosino)
Altitudine 74 m s.l.m.
Superficie 10,93 km²
Abitanti 7 010[1] (31-12-2015)
Densità 641,35 ab./km²
Comuni confinanti Grottaglie, Monteiasi, Monteparano, San Giorgio Ionico, Taranto
Altre informazioni
Cod. postale 74021
Prefisso 099
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 073002
Cod. catastale B808
Targa TA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti carosinesi
Patrono san Biagio
Giorno festivo 3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Carosino
Carosino
Carosino – Mappa
Posizione del comune di Carosino all'interno della provincia di Taranto
Sito istituzionale

Carosino è un comune italiano di 7 010 abitanti della provincia di Taranto, in Puglia, geograficamente rientra nella subregione del Salento.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Carosino si trova nella zona settentrionale della penisola salentina, a sud delle Murge tarantine orientali, in una zona pianeggiante tra i comuni di San Giorgio Ionico a ovest, Monteparano a sud, Monteiasi e Grottaglie, situati più a nord. L'abitato è situato a 74 metri sul livello del mare, ed è distante da Taranto 13 km.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Ducale D'Ayala Valva nel Novecento

Il sito fu frequentato da genti messapiche. Successivamente sarebbe stato un importante centro sul fiorente asse commerciale Taranto-Grecia, come afferma D. Loiacono, portando a riprova il tesoretto di 76 monete argentee ritrovate nel 1904 in agro di Carosino;[senza fonte] queste monete permettono un'esatta datazione e costituiscono una precisa testimonianza dei rapporti economici e culturali con la grande polis dello Ionio. In conseguenza del saccheggio di Taranto ad opera dei Saraceni nel 927, è probabile che il sito sia stato ricolonizzato dopo un lungo periodo di abbandono, assumendo il toponimo di "Citrignano" (secondo I. Chirulli)[senza fonte].

Le prime fonti storiche certe derivano dai registri angioini e risalgono al 1348, quando il feudo di Carosino fu venduto dai Capitignano ai Palmerio di Capua. Decaduta durante la guerra greco-gotica, si fraziona in casali e casegrotte; l'agricoltura e la pastorizia restano le uniche attività economiche. È noto che nel XV secolo le armate albanesi al seguito di Skanderberg rasero al suolo il piccolo ed antico casale il cui feudatario Raimondo De Noha fu alleato dell'Orsini di Taranto nella sua rivolta contro il Re di Napoli nel 1462.

Il casale restò pressoché disabitato per quasi mezzo secolo, come feudo delle famiglie nobili della zona. Nel 1471 fu acquistato dagli Antoglietta e da questa famiglia nuovamente ricolonizzato, con autorizzazione del Viceré di Napoli del 1522. Nel 1517 il feudo divenuto Baronia passò alla famiglia dei Simonetta e poi ancora ai Muscettola nel 1524. Fu in questo periodo che scomparve il rito ortodosso e con esso probabilmente la parlata arbereshe dei coloni albanesi in seguito al massiccio impegno dell'arcivescovo Lelio Brancaccio, che volle estendere il rito cattolico in lingua latina.

La baronia passò ancora di mano agli Albertini e poi agli Imperiali. Nel 1806, abolita la feudalità nel Regno di Napoli, il ducato di Carosino fu proprietà della famiglia Berio - Marulli. Nel 1875, con Carosino già comune del Regno d'Italia in seguito ad un plebiscito, i Marulli vendettero le loro proprietà terriere a Roberto d'Ayala Valva, insieme al Palazzo Ducale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Famoso per il vino per la relativa sagra, Carosino annovera un patrimonio artistico di discreta rilevanza:

  • Il Palazzo Ducale, costruito nel 1400 dalla famiglia Simonetta, presenta delle trasformazioni che risalgono al XVII secolo mentre la merlatura è invece molto più recente. Fu donato dai D'Ayala Valva al Comune nel 1985.
  • La chiesa di Santa Maria delle Grazie, la cui costruzione risale probabilmente al XIV secolo, mentre l'ultimo rifacimento è databile 1763. Vi si custodiscono una tela raffigurante la Madonna del Rosario, un Crocifisso ligneo del Settecento e, sull'altare maggiore, un affresco del Seicento.
  • La chiesa di San Francesco d'Assisi.
  • Il monumento ai Caduti della seconda guerra mondiale.
  • Il monumento a Santa Maria delle Grazie.
  • I monumenti a san Pio da Pietrelcina e san Giovanni Bosco.
  • Nel 2008 inaugurato il monumento dedicato al patrono del paese, san Biagio.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]


Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Il Primitivo
  • Sagra del Vino, durante la quale dalla fontana della piazza principale viene fatto zampillare vino per tutti i presenti e vengono organizzate bancarelle e degustazioni di prodotti locali. durante la settimana della sagra, Carosino si anima con manifestazioni culturali come concerti e spettacoli teatrali all'aperto.(ultima decade luglio)
  • Festa di san Biagio (12-13 ottobre)
  • Madonna di Carosino (17 febbraio)

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Uliveti

L'agricoltura, grazie al protrarsi della stagione estiva ed al clima particolarmente favorevole, dona raccolti sempre abbondanti. I filari dei vigneti e gli ulivi si alternano alle bianche masserie di campagna, dove spesso è possibile gustare o acquistare prodotti tipici di questa terra. Famosa per i suoi vini - ma anche per l'olio e l'uva da tavola.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti con la Provincia di Taranto

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Carosino è lambita dalla Strada statale 7 ter Salentina che congiunge Taranto con Lecce ed è attraversata dalla strada provinciale ex SS 603 Carosino - Francavilla Fontana. Le strade provinciali 81, 91 e 92 collegano il centro abitato con Monteiasi, San Marzano di San Giuseppe e Monteparano.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Municipio di Carosino
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 aprile 1988 17 luglio 1990 Biagio Baldaro Democrazia Cristiana Sindaco [3]
17 luglio 1990 23 settembre 1991 Armando Sapio Democrazia Cristiana Sindaco [3]
8 ottobre 1991 11 giugno 1993 Bruno Causo Partito Democratico della Sinistra Sindaco [3]
11 agosto 1993 22 novembre 1993 Cosimo Gigante Comm. pref. [3]
22 novembre 1993 17 novembre 1997 Costanzo Carrieri Partito Socialista Italiano Sindaco [3]
17 novembre 1997 20 settembre 2000 Giovanni Longo centro-sinistra Sindaco [3]
20 settembre 2000 14 maggio 2001 Antonio Paglialonga Comm. straordinario [3]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Francesco Sapio lista civica Sindaco [3]
30 maggio 2006 18 maggio 2011 Francesco Sapio centro-sinistra Sindaco [3]
18 maggio 2011 13 agosto 2013 Biagio Chiloiro lista civica: partecipa Sindaco [3]
13 agosto 2013 27 maggio 2014 Malgari Trematerra Comm. straordinario [3]
27 maggio 2014 in carica Arcangelo Sapio cen-sin(ls.civiche): con arcangelo sapio sindaco Sindaco [3]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Unione dei comuni di Montedoro[modifica | modifica wikitesto]

L'Unione dei comuni di Montedoro è composta dall'insieme dei territori dei Comuni di Carosino - Faggiano - Monteiasi - Montemesola - Monteparano - Roccaforzata.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio è la "Stella Jonica Carosino", nata nel 2005 per fusione della "S.S.V. Mazzola Carosino", storica rappresentativa carosinese, con la "Stella Jonica San Giorgio". Disputa le gare interne presso lo stadio "Miglietta" di Carosino.

La squadra di pallavolo è la "Azzurra Patrono Volley Carosino", che gioca le gare interne presso il Palazzetto dello Sport "Michele Spagnulo".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l http://amministratori.interno.it/

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]