Carosino

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Carosino
comune
Carosino – Stemma Carosino – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione Puglia-Stemma it.png Puglia
ProvinciaProvincia di Taranto-Stemma.png Taranto
Amministrazione
SindacoArcangelo Sapio (il Centro Sinistra) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate40°28′N 17°24′E / 40.466667°N 17.4°E40.466667; 17.4 (Carosino)Coordinate: 40°28′N 17°24′E / 40.466667°N 17.4°E40.466667; 17.4 (Carosino)
Altitudine74 m s.l.m.
Superficie10,93 km²
Abitanti7 026[1] (31-05-2017)
Densità642,82 ab./km²
Comuni confinantiGrottaglie, Monteiasi, Monteparano, San Giorgio Ionico, Taranto
Altre informazioni
Cod. postale74021
Prefisso099
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT073002
Cod. catastaleB808
TargaTA
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanticarosinesi
Patronosan Biagio
Giorno festivo3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Carosino
Carosino
Carosino – Mappa
Posizione del comune di Carosino all'interno della provincia di Taranto
Sito istituzionale

Carosino è un comune italiano di 7 026 abitanti della provincia di Taranto, in Puglia, geograficamente rientra nella subregione del Salento.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Carosino si trova nella zona settentrionale della penisola salentina, a sud delle Murge tarantine orientali, in una zona pianeggiante tra i comuni di San Giorgio Ionico a ovest, Monteparano a sud, Monteiasi e Grottaglie, situati più a nord. L'abitato è situato a 74 metri sul livello del mare, ed è distante da Taranto 13 km.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Vittorio Emanuele III

Il sito fu frequentato da genti messapiche. Successivamente sarebbe stato un importante centro sul fiorente asse commerciale Taranto-Grecia, come afferma D. Loiacono, portando a riprova il tesoretto di 76 monete argentee ritrovate nel 1904 in agro di Carosino;[senza fonte] queste monete permettono un'esatta datazione e costituiscono una precisa testimonianza dei rapporti economici e culturali con la grande polis dello Ionio. In conseguenza del saccheggio di Taranto ad opera dei Saraceni nel 927, è probabile che il sito sia stato ricolonizzato dopo un lungo periodo di abbandono, assumendo il toponimo di "Citrignano" (secondo I. Chirulli)[senza fonte].

Le prime fonti storiche certe derivano dai registri angioini e risalgono al 1348, quando il feudo di Carosino fu venduto dai Capitignano ai Palmerio di Capua. Decaduta durante la guerra greco-gotica, si fraziona in casali e casegrotte; l'agricoltura e la pastorizia restano le uniche attività economiche. È noto che nel XV secolo le armate albanesi al seguito di Scanderberg rasero al suolo il piccolo ed antico casale il cui feudatario Raimondo De Noha fu alleato di Giovanni Antonio Orsini del Balzo, Principe di Taranto nella sua rivolta contro il Re di Napoli nel 1462.

Il casale restò pressoché disabitato per quasi mezzo secolo, come feudo delle famiglie nobili della zona. Nel 1471 fu acquistato dagli Antoglietta e da questa famiglia nuovamente ricolonizzato, con autorizzazione del Viceré di Napoli, Charles de Lannoy, nel 1522. Nel 1517 il feudo divenuto Baronia passò alla famiglia dei Simonetta e poi ancora ai Muscettola nel 1524. Fu in questo periodo che scomparve il rito greco-bizantino e con esso probabilmente la lingua arbëreshe dei coloni albanesi in seguito al massiccio impegno dell'arcivescovo Lelio Brancaccio, che volle estendere il rito cattolico in lingua latina.

La baronia passò ancora di mano agli Albertini e poi agli Imperiali. Nel 1806, abolita la feudalità nel Regno di Napoli, il ducato di Carosino fu proprietà della famiglia Berio - Marulli. Nel 1875, con Carosino già comune del Regno d'Italia in seguito ad un plebiscito, i Marulli vendettero le loro proprietà terriere a Roberto d'Ayala Valva, insieme al Palazzo Ducale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Famoso per il vino per la relativa sagra, Carosino annovera un patrimonio artistico di discreta rilevanza:

Palazzo Ducale D'Ayala Valva nel Novecento
  • Il Palazzo Ducale, costruito nel 1400 dalla famiglia Simonetta, che nel 1517 andò a vivere a Carosino dopo avervi acquistato un feudo. Nel 1524 l'edificio passò ai Muscettola, agli Albetrini e ai Maruli. Divenne di proprietà del cavaliere Roberto D’Ayala Valva nel febbraio 1875. Questi nel 1894 avviò un restauro per collegare l’originano “palazzotto" con i vicini depositi. Le sale di rappresentanza furono realizzate sopra i magazzini, elevando il prospetto murario e costruendo la facciata del palazzo. Fu realizzato un avancorpo con archi a tutto sesto decorati a bugnato, per conferire alla struttura l’aspetto di un castello. Il complesso era collegato con la chiesa matrice Santa Maria delle Grazie tramite un portico al primo piano, poi distrutto quando il conte Roberto donò alla chiesa quella parte dell'edificio per costituire la sagrestia. Nel 1985 gli eredi della famiglia D'Ayala Valva hanno donato al Comune il castello che ora è utilizzato per attività culturali.
  • La chiesa matrice, dedicata a Santa Maria delle Grazie, fu costruita tra il 1546 ed il 1577 sul luogo della "vecchia cappella", le cui origini risalgono al periodo fra la seconda metà del 900 e gli inizi dell'anno 1000. A metà del XVIII secolo la chiesa ha subito un radicale intervento di ristrutturazione. Del primitivo edificio rimane l'affresco della Madonna col Bambino (XVII sec ) collocato sull'altare maggiore dell'attuale chiesa, dove si trovano anche altorilievi in pietra del XVIII secolo, che mostrano alcuni miracolali della Madonna di Carosino. All'interno si conservano altri interessanti affreschi tra i quali si segnala l'Incoronazione della Madonna del Rosario del XVI secolo, al quale e stato sovrapposto un dipinto con uguale soggetto, opera di Domenico Carella del 1763. Posto in una nicchia in alto, nella cappella del lato est sopra il confessionale, degno di nota è, inoltre, un crocifisso ligneo (XVIII sec.) di manifattura locale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]


Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Il Primitivo
  • Sagra del Vino, durante la quale dalla fontana della piazza principale viene fatto zampillare vino per tutti i presenti e vengono organizzate bancarelle e degustazioni di prodotti locali. durante la settimana della sagra, Carosino si anima con manifestazioni culturali come concerti e spettacoli teatrali all'aperto.(ultima decade luglio)
  • Festa di san Biagio (12-13 ottobre)
  • Madonna di Carosino (17 febbraio)

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Uliveti

L'agricoltura, grazie al protrarsi della stagione estiva ed al clima particolarmente favorevole, dona raccolti sempre abbondanti. I filari dei vigneti e gli ulivi si alternano alle bianche masserie di campagna, dove spesso è possibile gustare o acquistare prodotti tipici di questa terra. Famosa per i suoi vini - ma anche per l'olio e l'uva da tavola.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti con la Provincia di Taranto

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Carosino è lambita dalla Strada statale 7 ter Salentina che congiunge Taranto con Lecce ed è attraversata dalla strada provinciale ex SS 603 Carosino - Francavilla Fontana. Le strade provinciali 81, 91 e 92 collegano il centro abitato con Monteiasi, San Marzano di San Giuseppe e Monteparano.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Municipio di Carosino
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 aprile 1988 17 luglio 1990 Biagio Baldaro Democrazia Cristiana Sindaco [3]
17 luglio 1990 23 settembre 1991 Armando Sapio Democrazia Cristiana Sindaco [3]
8 ottobre 1991 11 giugno 1993 Bruno Causo Partito Democratico della Sinistra Sindaco [3]
11 agosto 1993 22 novembre 1993 Cosimo Gigante Comm. pref. [3]
22 novembre 1993 17 novembre 1997 Costanzo Carrieri Partito Socialista Italiano Sindaco [3]
17 novembre 1997 20 settembre 2000 Giovanni Longo centro-sinistra Sindaco [3]
20 settembre 2000 14 maggio 2001 Antonio Paglialonga Comm. straordinario [3]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Francesco Sapio lista civica Sindaco [3]
30 maggio 2006 18 maggio 2011 Francesco Sapio centro-sinistra Sindaco [3]
18 maggio 2011 13 agosto 2013 Biagio Chiloiro lista civica: partecipa Sindaco [3]
13 agosto 2013 27 maggio 2014 Malgari Trematerra Comm. straordinario [3]
27 maggio 2014 in carica Arcangelo Sapio cen-sin(ls.civiche): con arcangelo sapio sindaco Sindaco [3]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Unione dei comuni di Montedoro[modifica | modifica wikitesto]

L'Unione dei comuni di Montedoro è composta dall'insieme dei territori dei Comuni di Carosino - Faggiano - Monteiasi - Montemesola - Monteparano - Roccaforzata.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio è la "Stella Jonica Carosino", nata nel 2005 per fusione della "S.S.V. Mazzola Carosino", storica rappresentativa carosinese, con la "Stella Jonica San Giorgio". Disputa le gare interne presso lo stadio "Miglietta" di Carosino.

La squadra di pallavolo è la "Azzurra Patrono Volley Carosino", che gioca le gare interne presso il Palazzetto dello Sport "Michele Spagnulo".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2017.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 20-10-2017.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l http://amministratori.interno.it/

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]