Montemesola

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Montemesola
comune
Montemesola – Stemma Montemesola – Bandiera
Montemesola – Veduta
Porta Urbica di San Gennaro
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Taranto-Stemma.png Taranto
Amministrazione
Sindaco Vito Antonio Punzi (lista civica Insieme) dal 30-03-2010
Territorio
Coordinate 40°34′N 17°20′E / 40.566667°N 17.333333°E40.566667; 17.333333 (Montemesola)Coordinate: 40°34′N 17°20′E / 40.566667°N 17.333333°E40.566667; 17.333333 (Montemesola)
Altitudine 183 m s.l.m.
Superficie 16,43 km²
Abitanti 4 008[1] (31-12-2014)
Densità 243,94 ab./km²
Comuni confinanti Crispiano, Grottaglie, Statte, Taranto
Altre informazioni
Cod. postale 74020
Prefisso 099
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 073017
Cod. catastale F563
Targa TA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 359 GG[2]
Nome abitanti montemesolini
Patrono Madonna del Rosario
Giorno festivo 7 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montemesola
Montemesola
Montemesola – Mappa
Posizione del comune di Montemesola all'interno della provincia di Taranto
Sito istituzionale

Montemesola è un comune italiano di 4 008 abitanti[1] della provincia di Taranto, in Puglia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Montemesola nella Murgia meridionale

Il Comune di Montemesola è situato su una collina appartenente alla Murgia tarantina, a 180 metri circa sul livello del mare. Confina a sud con il comune di Taranto, ad ovest con il comune di Crispiano e ad est con il comune di Grottaglie.

Dal colle di Montemesola è possibile ammirare il Golfo di Taranto, la vallata da Grottaglie a San Giorgio Ionico e l'estesa pianura fino a Pulsano, Leporano, Taranto, Villa Castelli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma di Montemesola nella recente interpretazione con il Tricolore della Repubblica Italiana ed i riferimenti all'Unione europea

Si ritiene che il nome Montemesola tragga origine dalla stessa posizione topografica. Il paese infatti, si distende "poggiato" sul piano della collina in forma più o meno ellittica, che a confronto con i retrostanti monti viene a configurarsi come una mensola. Quindi mensulae dal latino Montis-mensulae significherebbe "Mensola del Monte". Col tempo poi, a causa della progressiva differenziazione dei volgari italiani, come è successo per tanti vocaboli di derivazione latina, il nome si è trasformato in Montemesola. Lo stemma riporta la sagoma dei colli su cui si adagia il Comune di Montemesola.

Nel comune di Montemesola sono identificabili insediamenti rupestri risalenti al periodo neolitico, anche se la fondazione come casale risale solo al XIII secolo. Per la situazione di incertezza, dovuta alle controversie fra i feudatari ed alle ripetute scorrerie che portavano gli abitanti a rifugiarsi nella vicina Grottaglie, non ebbe un reale sviluppo urbanistico e demografico.

Sin dal Duecento, fu infatti infeudata a vari signori, e fu oggetto di divisioni e contese. Appartenne, fra le tante, alle famiglie Carducci, Chyurlia e Saraceno, che vi costruirono una sontuosa dimora.

Nell'Ottocento, con l'abolizione della feudalità, ebbe un notevole sviluppo agricolo e artigianale.

Nel corso del Novecento, si arricchì di piccole fabbriche, specializzate soprattutto nella fabbricazione di laterizi, e trasse benefici notevoli dalla produzione di olio, uva da tavola e vini pregiati.

Negli anni sessanta, il suo sviluppo e la struttura sociale subirono la grande trasformazione determinata dalla nascita della grande industria siderurgica di Taranto, e dall'espansione urbana del capoluogo di provincia.

Nell'ultimo decennio del Novecento ha dovuto fronteggiare gli effetti della crisi dell'imponente sistema industriale del capoluogo, facendo sempre più ricorso alle capacità imprenditoriali locali nel settore manifatturiero e in quello agricolo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa del SS. Rosario

Montemesola sorge a pochi metri dalla famosa gravina, una depressione nel calcare tufaceo che porta sino a Taranto. contiene nel proprio seno elementi riconducibili alla casistica generale dei centri storici di altri paesi. Strutturalmente ed urbanisticamente si discosta dai centri storici delle altre cittadine, perché esso sembra essere stato preventivamente disegnato sulla carta, in quanto ubbidisce a logiche urbanistiche progettuali moderne nella loro impostazione geometrica.

Il Palazzo Marchesale costituisce il nodo principale dal quale dipartono le vie principali: Viale delle Rimembranze e via Roma da un lato, chiuse dal portone di San Gennaro; via Regina Margherita e via Vittorio Emanuele dall'altro lato, chiuse dal portone di San Francesco di Paola. Il disegno urbanistico di Montemesola assume la sua configurazione definitiva col marchese Andrea Saraceno Junior, il quale facendo demolire le abitazioni più fatiscenti creò le attuali vie cittadine e piazze.

Il tipo di abitazioni ricorrenti nel centro storico di Montemesola si rifà ad un modo di abitare fondamentalmente agricolo. Si tratta di abitazioni che si svilupparono (attualmente solo in minima parte) a piano terra, con sottostante scantinato destinato a ricovero di bestiame. Oggi questi ricoveri fungono da cantine in cui vengono conservati olio, vino ecc.

Gli edifici più importanti del centro storico sono: il Palazzo Marchesale, la Chiesa di San Michele Arcangelo, la Chiesa della Vergine del SS. Rosario, la Chiesa di Santa Maria della Croce, le Porte Urbiche, la Torre dell'Orologio ed il Municipio. Riguardo alla sede municipale, bisogna aggiungere che questa era anticamente la sede del convento dei Sacramentini; in seguito ha ospitato la scuola elementare e, solo dopo la sistemazione di quest'ultima nell'attuale edificio "E. De Amicis", è diventata sede del Comune. Esternamente alla borgata principale, immerse in un paesaggio collinare fatto di vegetazione spontanea e di ulivi, viti ed alberi, sono presenti una serie di masserie risalenti al 1500, che rivalutano giorno dopo giorno le tradizioni agricole e culinarie dell'entroterra tarantino.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Degna di segnalazione è la Collezione Spada Antichi Strumenti Musicali [1] che riunisce strumenti musicali di varia provenienza e tipologia (ad arco, fiati, legni). La collezione, seppur privata, è visitabile previa prenotazione.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Piatto tipico del paese sono le fave battute con i pezzetti di pane, accompagnate da verdure ed ortaggi crudi o cucinati nei modi più vari: peperoni, melanzane, carciofi e cicorie. La perfezione di questo piatto viene raggiunta con un filo di Olio Terre Tarentine DOP o di Olio Terra d'Otranto DOP.

Sono ovviamente altrettanto tipici i piatti della tradizione gastronomica tarantina, con un posto d'onore per i latticini (mozzarelle e provole) tipiche delle masserie della zona e per la frutta (uva, fichi, fichi d'India).

Dolci tipici sono quelli natalizi con pasta di mandorle, le più tipiche Carteddàte, Sannacchiùtele e Pettole, quelli di pasqua, come le Scarcedde ed i Taralli allo scileppo, nonché le zeppole per la festività di San Giuseppe.

I vini sono i tipici DOC della zona: Primitivo, Lizzano, Martina Franca, Aleatico.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima settimana d'agosto si svolge la Sagra delle fave e cicoria, che risulta essere un'occasione imperdibile per assaporare il tipico piatto del tarantino, costituito da fave secche ridotte a purea con verdure tipiche della zona come la cicoria.

Altre manifestazioni sono la Sagra della pasta e baccalà (I decade di dicembre) e la Sagra delle pettole (II decade di dicembre), dove è possibile assaporare due piatti tipici del periodo natalizio.

Le due Confraternite religiose della Madonna del Rosario e di San Michele Arcangelo, organizzano rispettivamente la festa patronale in onore della Madonna del Rosario (6 e 7 ottobre) e la festa dei Santissimi Medici Cosma e Damiano e di San Michele Arcangelo (28 e 29 settembre).

Altra manifestazione molto sentita dal punto di vista religioso è la Processione dei Misteri, effettuata nella notte del Venerdì Santo.

Festival dei Baffi[modifica | modifica wikitesto]

A Montemesola si svolge il tradizionale Gran Festival dei Baffi, dove sfilano sul palco personaggi baffuti che si sfidano a colpi di virtuosismi nell'acconciatura dei loro baffi e delle loro barbe. La manifestazione ha origine nel 1965 dall'idea del dottor Carbonara, veterinario del comune di Montemesola, che il 12 maggio di quell'anno andò a trascorrere le sue ferie a Postiglione, provincia di Salerno, facendosi crescere i baffi. Mostrandoli al rientro ai suoi compaesani, a chi gli diceva che non stava bene, rispondeva che il giudizio doveva essere unicamente delle donne. Di qui l'idea di organizzare una sfilata di baffuti giudicati da una giuria di sole donne. Il conduttore che tenne a battesimo la manifestazione fu Pippo Baudo.

Persone legate a Montemesola[modifica | modifica wikitesto]

Nate
Legate

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Monteiasi-Montemesola.
Collegamenti della Provincia di Taranto

Strade[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da (vedi):

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
18 giugno 1985 20 maggio 1990 Nicola Franco Democrazia Cristiana Sindaco [4]
20 maggio 1990 24 aprile 1995 Francesco Marangi Democrazia Cristiana Sindaco [4]
24 aprile 1995 17 luglio 1995 Cosimo Giuseppe Sgobio sinistra Sindaco [4]
20 novembre 1995 17 aprile 2000 Maurizio Romanazzo lista civica Sindaco [4]
17 aprile 2000 5 aprile 2005 Nicola Franco lista civica Sindaco [4]
5 aprile 2005 30 marzo 2010 Francesco Saverio Marangi centro Sindaco [4]
30 marzo 2010 31 maggio 2015 Vito Antonio Punzi lista civica Sindaco [4]
31 maggio 2015 in carica Vito Antonio Punzi lista civica: insieme Sindaco [4]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

In passato la Società Valentino Mazzola era la principale società calcistica della città. Essa militava nel campionato di Iª categoria sfiorando svariate volte la promozione in categoria superiori. La stessa nacque nel 1959 con la II categoria e Scioltasi nel 1974. Giocava le partite interne su un rettangolo di gioco realizzato dai dirigenti, sportivi in collaborazione con il comune, su un'area precedentemente utilizzata come ERA per la frantumazione delle spighe di grano, prima con il metodo manuale dopo con il mulo o asino, e infine meccanico con le trebbiatrice. Negli anni '80 è stato costruito un nuovo campo e/c la zona PIP, utilizzato da nuove società Juventina, Polisportiva, Montemesola sport, ecc. ecc.

Montemesola ospita le partite interne del Real Statte, la principale società calcistica femminile di calcio a 5 della provincia e una fra le più titolate della nazione, presso il PalaCurtivecchi da 300 posti circa.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel vicino colle di Monte Salete pare si sia accampato Annibale durante la campagna contro i romani. Secondo la tradizione popolare il colle custodirebbe un tesoro protetto dal diavolo.
  • I vecchi del paese raccontano che negli anni '50 comparve a Montemesola il "Libro del comando", protagonista di diverse leggende in molte parti d'Europa.
  • Il 6 settembre 1943 fu aperta a Montemesola la prima sezione non clandestina del Pci in Italia.
  • Ben sette montemesolini furono schedati come oppositori dal regime fascista e i loro nomi compaiono nel Casellario politico centrale.

Si tratta di:

  • Brisson Angelo
  • Cotugno Giuseppe Antonio
  • Ruggiero Francesco
  • Sgobio Antonio
  • Sticchi Pietro
  • Turi Antonio
  • Turi Francesco Paolo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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