Regio II Apulia et Calabria

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Regione II Puglia e Calabria
Informazioni generali
Nome ufficiale (LA) regio II Apulia et Calabria
Dipendente da Impero romano
Amministrazione
Forma amministrativa Regione dell'Italia augustea
Evoluzione storica
Inizio 7 d.C.
Causa istituzione delle regioni augustee dell'Italia
Fine 476 d.C.
Causa caduta dell'Impero romano d'Occidente
Preceduto da Succeduto da
- Regno ostrogoto
Cartografia
Shepherd-c-030-031.jpg
Cartina del sud Italia in epoca augustea
Questa voce è parte della serie
Colonne Doriche.JPG
Storia della Puglia

La regio II Apulia et Calabria era una delle regioni augustee d'Italia. In seguito alle riforme di Diocleziano la Regio II fu trasformata in prouincia; la sede del governatore (corrector Apuliae et Calabriae) era probabilmente a Canusium[1]. Nell'età di Valentiniano I, tra il 28 marzo del 364 e il 24 agosto del 367, è inoltre documentata la presenza di un corrector Apuliae et Calabriae a Luceria[2], dove vengono edificati un secretarium e di un tribunal[3], che qualche autore ritiene possa trattarsi di un rifacimento o un ampliamento di strutture preesistenti[4].

Denominazione[modifica | modifica wikitesto]

Come per le altre regioni augustee la regio II è denominata solo recentemente Apulia et Calabria nell'uso accademico, in riferimento alla muntibus Calabri storica (l'attuale zona che comprende Murgia, Valle d'Itria e Salento) e al territorio dei Daunii e Peucetii unito col nome di Apulia. La regione comprendeva anche il Sannio irpino (Hirpinia).

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Dauni, Peucezi, Messapi e Irpini.

Il territorio comprendeva l'attuale Puglia, la zona orientale dell'attuale Basilicata e la Provincia di Avellino.

« Dopo aver descritto l'Italia antica fino a Metaponto, dobbiamo parlare delle regioni che la seguono. La prima è la Iapigia: i Greci la chiamano Messapia, gli indigeni la distinguono in Salento (la parte intorno al promontorio Iapigio) e Calabria. A nord di queste si trovano le popolazioni chiamate in greco Peucezi e Dauni, ma gli indigeni chiamano Apulia tutta la regione dopo la Calabria e Apuli la popolazione. »

Città[modifica | modifica wikitesto]

Correctores[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giuliano Volpe, Contadini, pastori e mercanti nell'Apulia tardoantica, Edipuglia, Bari, 1996, ISBN 9788872281659, pagg. 36-41.
  2. ^ Marcella Chelotti, Rilettura di CIL, IX 801 (Luceria), in Caldelli–Gregori Epigrafia e Ordine Senatorio, 30 anni dopo, Edizioni Quasar, Roma 2014, p. 663
  3. ^ Ciò si evince da un'epigrafe rinvenuta nel territorio di Torremaggiore. A. Russi, Una nuova iscrizione tardoantica da Luceria, p. 41; C. Carletti, D. Nuzzo, La terza età dell’epigrafia nella provincia Apulia et Calabria. Prolegomena, in Vetera Christianorum, 44, 2007, pp. 198-199
  4. ^ L. Pietropaolo, Lucera in età romana, p. 114
  5. ^ CIL IX, 692
  6. ^ relativo a Luceria. Marcella Chelotti, Rilettura di CIL, IX 801 (Luceria), in Caldelli–Gregori Epigrafia e Ordine Senatorio, 30 anni dopo, Edizioni Quasar, Roma 2014, p. 663

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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