Manfredonia

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Manfredonia
comune
Manfredonia – Stemma Manfredonia – Bandiera
Manfredonia, vista panoramica
Manfredonia, vista panoramica
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Foggia-Stemma.png Foggia
Amministrazione
Sindaco Angelo Riccardi (Centrosinistra) dal 1-4-2010 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 41°38′N 15°55′E / 41.633333°N 15.916667°E41.633333; 15.916667 (Manfredonia)Coordinate: 41°38′N 15°55′E / 41.633333°N 15.916667°E41.633333; 15.916667 (Manfredonia)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 354,54 km²
Abitanti 57 335[1] (30-11-2015)
Densità 161,72 ab./km²
Frazioni Siponto, Lido di Siponto, Feudo della paglia, Riviera Sud (Sciali e Ippocampo), San Salvatore, Sciali degli zingari, Onoranza, Macchia Rotonda, Borgo Fonte Rosa, Pastini, Tomaiuolo, Borgo Mezzanone, Montagna
Comuni confinanti Monte Sant'Angelo, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Foggia, Cerignola, Carapelle, Zapponeta
Altre informazioni
Cod. postale 71043
Prefisso 0884
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 071029
Cod. catastale E885
Targa FG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 523 GG[2]
Nome abitanti manfredoniani, sipontini
Patrono San Lorenzo Maiorano, Maria Santissima di Siponto e San Filippo Neri
Giorno festivo 7 febbraio, 30 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Manfredonia
Manfredonia
Posizione del comune di Manfredonia nella provincia di Foggia
Posizione del comune di Manfredonia nella provincia di Foggia
Sito istituzionale

Manfredonia è un comune italiano di 57 335 abitanti della provincia di Foggia, situato nel Parco Nazionale del Gargano, in Puglia. La città deve il suo nome a Manfredi di Sicilia, figlio dell'imperatore Federico II, che la fondò nel XIII secolo dopo la distruzione dell'antica città di Siponto. Salimbene da Parma sottolineò che il progetto di Manfredi era molto importante e che avrebbe voluto fare di Manfredonia "una delle città più belle del mondo" godendo questa di una posizione strategica, protetta dai monti e posta all'ingresso del Gargano meridionale.

Il circondario di Manfredonia comprende i comuni dell'area garganica. La città rappresenta il naturale capoluogo del Gargano.

La città è nota inoltre per il carnevale sipontino.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Manfredonia e Gargano dal satellite

Situata sul golfo omonimo, immediatamente a sud del promontorio del Gargano. È il ventisettesimo comune italiano per estensione territoriale, nonché il sesto più esteso della Puglia. Il territorio è caratterizzato sia dalla bassa costa sabbiosa del golfo di Manfredonia, sia per la natura montuosa della parte settentrionale, inclusa nel Parco Nazionale del Gargano. Fino agli anni trenta aveva molte zone umide interessate poi da bonifiche; ancora presente è però una zona denominata Lago Salso. In queste aree era particolarmente diffusa la caccia; diffusamente praticata fino agli anni '60, e in forma minoritaria e a volte illegale anche oggi. IL fenomeno dei bracconieri è comunque, oggi, notevolmente controllato dalle forze dell'ordine.

Il territorio di Manfredonia è stato, nella seconda metà del secolo scorso, protagonista di modifiche riguardanti i confini. Apparteneva al comune di Manfredonia, infatti, la lingua di costa situata immediatamente a nord della città. Oggi questo territorio appartiene amministrativamente al comune di Monte Sant'Angelo nonostante tutta la fascia costiera che si muove da Manfredonia a Macchia (frazione di Monte Sant'Angelo) sia situata a pochi km da Manfredonia e geograficamente si trovi nel cuore del Golfo di Manfredonia. Le vicende che hanno portato alla cessione di quella parte di territorio sono ancora oggi controverse, appesantite anche dal placet che il comune di Monte Sant'Angelo diede sul finire degli anni '60, per l'installazione di un petrolchimico dell'Eni, disattendendo il parere negativo dei Consigli Comunali di Manfredonia e del Comune di Mattinata.

Idrologia[modifica | modifica wikitesto]

Fiumi[modifica | modifica wikitesto]
  • Cervaro è un corso d'acqua a carattere prevalentemente torrentizio, con piene anche rovinose (piena del 2003: 682 m²/s[5] [6] [7] ), della lunghezza di circa 105 km. Le sue sorgenti si trovano nei Monti Dauni Meridionali. [8][9]

Sismologia[modifica | modifica wikitesto]

Tutto il territorio di Manfredonia è stato classificato dal Dipartimento di protezione civile nel 2015 "Zona 2" - In questa zona possono verificarsi forti terremoti. La sismicità del territorio è attestata da terremoti e maremoti avvenuti in passato. In particolare, la stessa città di Siponto, che sorgeva nella zona sud dell'attuale Manfredonia, fu colpita da maremoti e fenomeni bradisismici. Questo fece sì che nascesse la nuova città di Manfredonia, per volere del principe svevo, Manfredi, figlio di Federico II di Svevia.

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Molto diffusi il fico d'India (Opuntia ficus-indica), la ferula (Ferula communis), l'asfodelo (Asphodelus microcarpus), la calendula (Calendula arvensis), la ruchetta selvatica (Diplotaxis tenuifolia), lo zafferano giallo (Sternbergia lutea).

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Fenicotteri rosa zona umida lago salso manfredonia

Il territorio del Comune, essendo molto vasto (tra i primi 100 in Italia per estensione) offre l'habitat per diverse specie. Nelle zone umide del Lago Salso sono presenti ad esempio diverse specie di uccelli; la zona risulta essere il rifugio preferito di anatre: alzavole, fischioni, germani reali, marzaiole, rare morette tabaccate e moriglioni, e di altre specie di volatili, tra cui va segnalata la presenza di falchi di palude, folaghe, gallinelle d'acqua, martin pescatori, pendolini, svassi, gru e Cavalieri d'Italia. Sono presenti anche varie specie di aironi (rossi e cinerini e occasionalmente anche aironi bianchi).

Inoltre è stata creata una colonia protetta di gobbi rugginosi, uccelli a rischio d'estinzione, presenti solo qui e in Veneto.

Nel periodo autunnale e invernale è possibile osservare gli storni, il falco pellegrino e il falco di palude.

Tra gli animali più interessanti da citare le oche (di passaggio), il falco pescatore, la spatola, il mignattaio, il basettino, l'aquila anatraia, l'albanella reale, la cicogna bianca, la cicogna nera, il fenicottero rosa e la gru.

Le acque limacciose offrono rifugio a pesci di acqua dolce come cavedano, carpa, pesce gatto e tinca.

La presenza di rettili è costituita da esemplari di biacco, cervone, saettone a cui si aggiungono esemplari di testuggine palustre, biscia dal collare e biscia tassellata.

La fauna è caratterizzata anche dalla presenza di mammiferi quali la donnola, la faina, il tasso, il riccio comune, il toporagno d'acqua, la volpe e una volta anche la lontra.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Oasi Lago Salso.

Per quanto riguarda il mare sono innumerevoli le specie esistenti. Ultimamente si segnala la presenza consistente di tartarughe marine anche per via della particolare tutela che i pescatori hanno nei confronti di questi animali e la presenza di un centro di recupero dei soggetti a rischio, attivato da Legambiente.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'antica Siponto[modifica | modifica wikitesto]

Scavi archeologici
Scavi archeologici di Siponto, Manfredonia

Numerosi reperti, tra i quali i più significativi sono le stele daunie, lastre funebri scolpite dell'VIII - VI secolo a.C., attestano che la piana a sud del Gargano era abitata sin da epoca neolitica. L'area fu sede di un importante insediamento daunio, Siponto, che in seguito fu ellenizzato, diventando uno dei porti più settentrionali della Magna Grecia. A questo periodo risale la leggenda di una fondazione ad opera dell'eroe omerico Diomede. Conquistata prima dai Sanniti e poi da Alessandro I nel 335 a.C., nel 189 a.C. divenne colonia romana, mantenendo comunque viva la sua importanza strategica e commerciale.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Siponto.

Sede vescovile dal 465, Siponto fu centro importante tra il IV e il V secolo e vi fu costruita una basilica paleocristiana. A lungo contesa fra Longobardi e Bizantini, fu distrutta da questi ultimi nel VII secolo, durante il regno di Costante II. Ricostruita fu brevemente possedimento saraceno nel IX secolo e divenne sede di una delle 12 contee normanne.

Siponto subì pesanti distruzioni per i terremoti del 1223 del 1255, in seguito al quale si ebbero probabilmente fenomeni di bradisismo che fecero cadere in rovina la città.

Fondazione di Manfredonia[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 1256 il re di Sicilia e principe di Taranto Manfredi giunto a Siponto durante una battuta di caccia sul Gargano, trovò la città distrutta e gli abitanti costretti a vivere in case non più adatte all'uso abitativo, in un'area resa malarica dall'impaludamento. Decise quindi di ricostruire la città due miglia a nord dell'insediamento originario. Le sue intenzioni erano duplici: da un lato, creare uno dei più importanti centri di governo di tutto il Regno, secondo gli evoluti canoni amministrativi ormai consolidati dal padre, l'imperatore Federico II, dall'altro, presidiare il territorio la cui posizione era strategica anche per via della vicinanza all'Oriente bizantino.

Le conferì il proprio nome in segno di futuro prestigio, onore e potenza. In marzo i lavori vennero affidati al maestro costruttore Marino Capece, che riutilizzò i ruderi della città più antica e organizzò l'importazione via mare dalla Schiavonia di legname, calce, pietre e sabbia. Nel complesso furono impiegati 700 operai e molti buoi. Il 23 aprile 1256, giorno di san Giorgio, fu posata la prima pietra e nel 1257, convocato il Parlamento di Puglia a Barletta, Manfredi ottenne di costruire la nuova città a spese dell'erario reale e della sua cassa privata. Nel novembre 1263 venne consegnato il Datum Orte, ossia l'atto notarile col quale la città veniva ufficialmente riconosciuta. Manfredi successivamente affidò i lavori a suo zio Manfredi Maletta.

Ai primi del 1258 erano state costruite la metà delle mura che guardano verso il mare e verso l'entroterra, con fortini e baluardi, e la grande torre di San Francesco; la piccola chiesetta della Maddalena e la grande campana il cui suono era percettibile a distanze notevoli, questa serviva in caso di pericolo per chiamare a raccolta i pochi abitanti di Manfredonia. Nel 1264 Manfredi inaugurò solennemente il castello e la città.

La nuova città ottenne benefici fiscali (franchigie) che la resero un porto franco e la sua popolazione si accrebbe con il trasferimento di abitanti delle vicine città di San Paolo di Civitate, Trani, Carpino, Monte Sant'Angelo, Barletta, Ischitella, Andria e Corato. Sin dalla sua costituzione fu dotata di una zecca che coniò e impresse diverse monete (doppio tarì, dinari d'oro, di rame e di biglione).

Il periodo angioino[modifica | modifica wikitesto]

Con la battaglia di Benevento del 1266, che segnò la morte di Manfredi e il passaggio dei suoi possedimenti a Carlo I d'Angiò, gli angioini completarono il castello sotto la direzione del maestro costruttore Giordano Onofrio e del soprintendente l'architetto Pierre d'Angicourt. Nel 1269 Carlo I confermò i privilegi che Manfredi diede alla città. Il 7 febbraio 1270 iniziarono i lavori del nuovo duomo sotto l'arcivescovo Giovanni VII (Freccia da Ravello).

Nel 1272 papa Gregorio X visitò Manfredonia ed in questa occasione Carlo, dietro consiglio del papa, fece collocare una lapide a Porta Puglia e ribattezzò la nuova città col nome di Sypontum Novellum o Sipontum Nova, denominazione che tuttavia non si affermò.

Il 7 maggio 1273 Carlo I tornato in città, fece costruire a spese della città un ulteriore torrione al lato nord e perfezionare le mura a due ordini, rendendole praticabili con la costruzione di una strada tra il primo e secondo muro; tra il 1279 ed il 1282 venne completato il castello con bastioni, mura di cinta e fossato.

Nel 1274 fu terminato il duomo. Sorsero delle discordie sulla giurisdizione ecclesiastica per via della più antica diocesi di Siponto. L'anno successivo, riunitosi il parlamento manfredoniano, si decise che l'Arcivescovo prendesse possesso del duomo come Pastor Bonus e nella città si stabilì il Magistrato. Dal 1256 molti canonici officiavano a Siponto ed altri a Manfredonia, tale discordia durò fino al 1327.

Carlo II, succeduto a Carlo I, fece erigere altri tre torrioni lungo le mura e alterò il progetto originario del castello di Manfredi con l'utilizzo del sistema francese per avere una migliore difesa.[non chiaro] Nel 1292 Carlo II stabilì i confini della città e sistemò le difese e nel 1299 incominciarono i lavori per la costruzione del porto e dell'episcopio, che sarebbe stato terminato soltanto nel 1316.

La città perse parte dei suoi privilegi e nel 1300, con il trasferimento a San Severo della sede del Gran Giustiziere, perse anche il titolo di capitale della Puglia (Apuliae caput). Nonostante questo, la città s'avviava a diventare il centro commerciale più importante della Capitanata essendo in una posizione molto utile ai traffici commerciali via mare. L'importanza strategica del porto sipontino è attestata dai numerosi viaggi dei reali angioini: nel 1309 vi si imbarcò Carlo Roberto d'Angiò per occupare il trono d'Ungheria per diritto di successione; il 31 luglio 1333 Carlo Roberto e suo figlio Andrea sbarcarono a Manfredonia e nel 1344, la regina Elisabetta terza moglie di Carlo Roberto s'imbarco per raggiungere Visgrad, in Polonia. La dinastia ungherese si stanziò a Manfredonia facendo del porto la base delle sue operazioni militari: Luigi I il Grande, re d'Ungheria sbarcò con il suo esercito il 18 settembre 1345 dopo l'uccisione del fratello Andrea.

Il 6 maggio 1380 il golfo di Manfredonia fu teatro di un'aspra battaglia navale tra la flotta genovese e quella veneziana, che vide la prevalenza della prima, la quali fece prigioniero l'ammiraglio della Serenissima, Matteo Giustiniani. Il 13 agosto 1380 moriva a Manfredonia il celebre ammiraglio veneziano Vettor Pisani mentre la sua armata era alla fonda nel golfo di Manfredonia.

Il periodo aragonese[modifica | modifica wikitesto]

Durante il XV secolo gli Aragonesi per uniformarsi ai tempi ed alle nuove tattiche difensive costruirono altre torri. Dal 1424 al 1435, Manfredonia fu concessa in contea a Francesco Sforza.

Dalla metà del Quattrocento, seguendo la linea politica spagnola, adottata in tutto il Meridione, con Re Alfonso la città di Manfredonia iniziò ad impoverirsi caricando gli abitanti di tributi, tasse e balzelli. Così fecero gli Aragonesi, gli Austriaci e i Borboni. Nel 1444 alla città toccarono le spese dell'incoronazione di Re Alfonso e nel 1459 Re Ferdinando diede in pegno la città con altre città pugliesi ai Veneziani. Nel 1463 la città fu saccheggiata dello stesso Ferdinando.

Nel 1503 i francesi occuparono Napoli e molte città del Regno. Solo Manfredonia e Taranto rimasero fedeli fino alla fine a Federico d'Aragona. Durante la disputa tra Venezia e gli Aragona, la prima conquistò i principali porti pugliesi tra cui Manfredonia, data in pegno da Ferdinando II d'Aragona.

Resistenza all'attacco francese[modifica | modifica wikitesto]

Manfredonia ospitò Cesare e Guido Fieramosca quando il maresciallo francese Lautrec invadeva il Regno di Napoli. Guido combatteva contro i Veneziani in Puglia. Manfredonia era difesa da Carlotto di Parma detto il Cavaliere, da Alessio Lascari e Pier Luigi Farnese e lo stesso Fieramosca. Tre città resistettero alla Francia: Manfredonia, Gaeta e Napoli. Il Lautrec non riuscendo a conquistare la città operò delle razzie nelle campagne circostanti fino a quando una delle navi che appoggiavano le operazioni francesi venne colpita dai cannoni della Torre di San Francesco. La città nel 1528 resistette all'assedio francese e fu conservata all'imperatore Carlo V. Lo stesso imperatore per alleviarla e ricompensarla della fedeltà le riconfermò nel 1533 gli antichi privilegi ed esenzioni. Sotto Carlo V, la città godette un periodo di felice progresso e benessere.

Lo sbarco dei turchi[modifica | modifica wikitesto]

Lungomare storico di Manfredonia avvolto in una fitta nebbia

Pedro Téllez-Girón y de la Cueva fu deposto dal grado di Viceré di Napoli da Filippo III di Spagna. Costui incoraggiò gli Ottomani a venire nel Meridione promettendo loro l'appoggio del popolo napoletano e così il 16 agosto 1620, forti di 56 galee comandate da Alì Pascià[senza fonte] sbarcarono presso Manfredonia.

Trovando impreparati i difensori riuscirono in poco tempo a conquistare le mura ed i bastioni, da questi aprirono il fuoco contro il Castello. Le suore dei conventi con gli altri cittadini si rifugiarono nel Castello e dopo aver resistito tre giorni, sfiniti dalla fame e senza alcuna speranza di soccorso, capitolarono il 18 agosto 1620. Durante l'assalto furono uccisi cinquecento manfredoniani e settecento ottomani. La città fu selvaggiamente saccheggiata e distrutta, non rimase poco della città medievale, che anni prima valorosamente resistette al Lautrec. Fu distrutta l'antica cattedrale gotica a tre navate e gli archivi più importanti furono danneggiati dalle fiamme.

Il bottino dei turchi fu di 36 cannoni di bronzo, tutte le campane delle chiese, una statua d'argento di san Lorenzo Maiorano, oro, argento, vestiti, libri, grano, cereali ecc. Furono distrutti molti documenti importanti, fu bruciato il corpo di san Lorenzo Maiorano (rimase solo il braccio destro). La chiesa di San Marco, nei pressi della antica Cattedrale, rimase leggermente lesionata e quindi sostituì la chiesa madre fino alla costruzione del nuovo Duomo, nel 1640. Furono fatti diversi prigionieri, tra cui anche la giovine Giacoma Beccarino una fanciulla aristocratica di notevole bellezza, portata in Turchia come dono al Sultano, il quale ne rimase affascinato. Divenne sua moglie con cui ebbe l'erede al trono (che morì in età giovane). La Beccarino visse da prigioniera ed inviò alle suore clarisse di Manfredonia, dove anni prima risiedeva, una lettera per avere notizie sui suoi genitori (morti durante il sacco) e due ritratti: il suo e quello della balia.

La lenta ricostruzione[modifica | modifica wikitesto]

Il sacco dei turchi danneggiò particolarmente la città, distruggendo edifici e beni importanti. L'Arcivescovo sipontino Annibale sceso dai monti del Gargano - dove si era rifugiato - per constatare le rovine osservò che la valanga turca non aveva lasciato altro che rovine, desolazione, lutti e miserie. Questi, aiutato dal cardinale, viceré Borgia ottenne franchigie per trent'anni per i dispersi manfredoniani.[senza fonte] Nel 1624 fu riedificato il Duomo e nel 1644 il nuovo Seminario. Grande aiuto alla ricostruzione fu dato dall'arcivescovo cardinale Orsini (poi papa Benedetto XIII), che resse la diocesi sipontina dal 1675 al 1680. Nel 1737, Manfredonia aveva una popolazione di 536 abitanti e nel 1749 di 3238. Alla pubblica istruzione provvedeva un solo maestro, la cui remunerazione ammontava a 12 ducati annui nel 1754[12].

Nel 1783, per ordine dell'arcivescovo, con una spesa di 200 ducati, veniva trasferito il cimitero ubicato nel centro della città, nei pressi della Cattedrale, nell'attuale posizione, nei pressi della chiesa di Santa Maria dell'Umiltà. La prima mappa della città di Manfredonia si ebbe sotto il Sindaco Giacinto Cipriano il 22 aprile 1787.[senza fonte] Furono stabiliti i confini del territorio che toccavano l'antica Salpi (ora nei pressi di Zapponeta) estendendosi nella Puglia fino a Borgo Mezzanone, Ramatola con Santa Tecla, Farano, Ciminiera, Coppolachiatta, Colonnelle e sotto i monti del Gargano e verso Macchia (solo in tempi moderni frazione del Comune di Monte Sant'Angelo).

Nel dicembre del 1798, per sfuggire sia alle minacce delle frange più esagitate dei giacobini partenopei (galvanizzati dall'avanzata napoleonica nel Regno di Napoli) che alle truppe francesi comandate dal generale Championnet (che, probabilmente, le avrebbe incarcerate) le principesse Adelaide e Vittoria di Borbone (figlie del re di Francia Luigi XV e zie del ghigliottinato Luigi XVI,) abbandonarono la Reggia di Caserta (dove vivevano sotto la protezione dal re di Napoli, Ferdinando I, nel frattempo fuggito in Sicilia) e, dopo innumerevoli peripezie, raggiunsero Manfredonia, dove avrebbero dovuto imbarcarsi su una nave diretta a Trieste. Purtroppo, prima del loro arrivo il veliero era già salpato, e le due principesse reali (insieme al seguito e a sette uomini di scorta) grazie all'interessamento dell'ambasciatore napoletano presso la Corte Austriaca, marchese De Gallo, trovarono una precaria sistemazione in un cadente fabbricato lungo il litorale di Manfredonia[13].

Nel 1835, veniva ultimata la strada Manfredonia-Foggia e avviata una comunicazione più comoda tra Manfredonia e Cerignola. In questo stesso anno furono lastricate molte strade interne e aperta "alla ruota" la strada Manfredonia-Monte Sant'Angelo.

Solo dopo gli inizi del XIX secolo, migliorate le vie di comunicazione e il porto, si creò una situazione favorevole al commercio e la città cominciò di nuovo ad espandersi e a crescere. Testimonianza di questo sviluppo è il dato di fatto che la città di Manfredonia fu anche sede di un'importante magistratura speciale, il Tribunale del Consolato di Terra e di Mare, che trattava le vertenze inerenti al commercio marittimo ed estero, come da uno studio di Carmine de Leo.

Il Novecento[modifica | modifica wikitesto]

« Nel 1910, in occasione di un'epidemia di colera, alcuni giovani si riunirono in un'associazione di assistenza, chiamata "Croce Verde", che collaborava con il personale del locale ufficio sanitario »
(Giuseppe Borgia, Epidemia colerica in Manfredonia dal 9 al 31 agosto 1910, Foggia Stab. Tip. Luigi Cappetta)

Fu la prima città d'Italia ad essere bombardata da navi austriache durante la prima guerra mondiale, all'alba del 24 maggio 1915. Fu colpita la stazione ferroviaria con 100 bombe. Due lapidi poste una proprio nella stazione e un'altra all'inizio del Corso ricordano l'evento.

Tra il giugno 1940 e il settembre 1943, Manfredonia fu sede di un campo di internamento che venne allestito nei locali dell'ex Macello Comunale della città, in zona sud, verso Siponto.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Campo di internamento di Manfredonia.

Il mattino del 9 settembre del 1943 alcuni militari tedeschi, già dislogati in vari punti dell'agro di Manfredonia occupano una postazione della difesa costiera italiana in località Sciali. Nel pomeriggio militari tedeschi entrano in città e sequestrano una corriera. Alcuni cittadini si ribellano e rincorrono i militari lanciando sassi. Il mezzo percorre corso Roma mentre i tedeschi sparano all'impazzata colpi di fucile uccidendo un bambino di 4 anni. In piazza Marconi, il marinai di servizio Nicola Latorre spara contro il mezzo uccidendo un soldato tedesco. Venti cittadini vengono catturati per essere uccisi per rappresaglia ma saranno salvati dall'intervento dell'arcivescovo Andrea Cesarano. Per questo motivo, il vescovo di Manfredonia viene insignito della medaglia d'argento al valor civile.[14] [15] [16]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma tradizionale[17] riporta la scritta S. P. Q. S. (Senatus Populusque Sipontinus), sormontata da una corona. Raffigura l'arcivescovo di Siponto san Lorenzo Maiorano, su un cavallo bianco, mentre attraversa un ponte, sotto il quale si trova un drago. Secondo una leggenda, nel 552 ci fu un incontro tra Totila e San Lorenzo Maiorano; il re goto gli mandò un cavallo selvaggio che non obbediva a nessuno, ma inspiegabilmente Lorenzo lo domò e ottenne che Siponto venisse risparmiata dalla distruzione.

Il gonfalone, di colore azzurro, riporta nel centro la scritta "Città di Manfredonia" e lo stemma comunale.

Un simbolo molto in uso nella cittadina è il delfino, a rappresentare l'antica, e in forma molto mitigata, attuale presenza di gruppi di cetacei nelle acque del Golfo di Manfredonia. Un elemento di questa specie, che come da caratteristica comune, si dimostrò molto socievole, avvicinandosi molto alla costa, venne per diverso tempo protetto e tutelato; fu denominato Filippo.

Da diversi anni è in uso il simbolo della tartaruga marina, specie protetta e tutelata, che sta popolando sempre di più il mare prospiciente la città.

Ci sono poi simboli ricorrenti che si ispirano alle incisioni delle antiche stele daunie, manufatti lapidei dell'antica civiltà Daunia, attualmente conservati presso il museo archeologico nazionale, nei locali del castello svevo-angioino-aragonese.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Cattedrale[modifica | modifica wikitesto]

Facciata laterale della Cattedrale di Manfredonia realizzata nella seconda metà del '900
Facciata laterale della Cattedrale di Manfredonia realizzata nella seconda metà del '900

Intitolata a san Lorenzo Maiorano patrono della città, che fu vescovo di Siponto tra la fine del V secolo e la metà del VI, venne costruita tra il 1270 e il 1274, ma solo nel 1324 vi si trasferì il capitolo diocesano. Nel 1620 fu distrutta dagli ottomani. L'edificio attuale risale all'episcopato di Antonio Marullo (1643-1648). Vi si conservano le reliquie del patrono della città e alcune opere d'arte traslate nel XX secolo dalle altre chiese del territorio, tra le quali l'antica icona della Madonna di Siponto, la statua in legno policromo di fattura bizantina detta Madonna dagli occhi sbarrati o La Sipontina e un possente crocifisso ligneo duecentesco.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Maria Santissima di Siponto.

Basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto.
Basilica di Siponto (Manfredonia) XI sec con ricostruzione antica basilica paleocristiana sullo sfondo (ph Giacomo Pepe)

Sorta sopra una preesistente chiesa paleocristiana (a sua volta rimaneggiamento di un tempio classico psgsno), la chiesa è attestata dal 1117 e assolse funzioni di cattedrale di Siponto sino al 1323. Si presenta come un edificio in stile romanico pugliese a pianta quadrata, edificato su una cripta della quale riproduce la struttura. Per motivi di sicurezza i principali arredi sacri fra cui l'icona della Madonna di Siponto e la statua della Madonna nera dagli occhi sbarrati sono oggi custoditi nella cattedrale cittadina. Nel 1977 è stata eretta a basilica minore.

Abbazia di San Leonardo in Lama Volara (Manfredonia)[modifica | modifica wikitesto]

Abbazia di San Leonardo in Lama Volara, particolare portale
Abbazia di San Leonardo, particolare portale
Abbazia di San Leonardo, particolare portale
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Abbazia di San Leonardo in Lama Volara.

Fondata nel XII secolo, in Lama Volara, a 10 km da Manfredonia, si compone di una chiesa dell'XI secolo in stile romanico pugliese con influssi bizantini, e dei resti abbaziali e dell'ospedale, che per secoli ha assolto il ruolo di luogo di sosta per i pellegrini che percorrevano la via Sacra Longobardorum verso il santuario di San Michele Arcangelo, sulle pendici del Gargano.

Sia il portale sia l'esterno conservano una serie di sculture e bassorilievi che raffigurano episodi biblici ed elementi significativi della mistica medievale.

Chiesa di San Domenico[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione della cappella, di fatto un'abside, dedicata a Santa Maria Maddalena, contigua della Chiesa di San Domenico e del Convento dei Frati Predicatori fu disposta da Carlo II d'Angiò nel 1294. Dopo la devastazione del 1620 ad opera dei turchi, il complesso fu riedificato poco dopo sulla vecchia costruzione. Il nuovo progetto settecentesco ridusse la chiesa ad una sola navata, come appare oggi. Le pareti laterali della navata sono popolate da sei altari in stile barocco, anche se all'interno della Chiesa sono numerosi i richiami allo stile romanico; la facciata in stile gotico è stata restaurata ed il suo rosone ripristinato nel 1960; la vecchia cappella conserva quattro preziosi affreschi parietali del Trecento.

Convento di Santa Maria della Vittoria[modifica | modifica wikitesto]

Edificato nel 1571 e distrutto dai turchi nel 1620, venne ricostruito nel 1662. Nell'intitolazione ricorda la vittoria navale dei cristiani sugli ottomani nella battaglia di Lepanto combattuta nello stesso anno della fondazione. Qui nel 1575 si convertì san Camillo de Lellis, che visse durante il noviziato. Nel 1811 il convento fu chiuso definitivamente e inglobato nell'attuale cimitero con l'annessa chiesa. Tra gli ambienti superstiti, quello di maggior richiamo è il chiostro.

Chiesa della Sacra Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Sorta nel 1982 nel popoloso quartiere "Stazione Campagna", è caratterizzata dai maestosi mosaici dell'artista Ambrogio Zamparo, raffiguranti la Natività, la Trinità, il Cristo, la Nuova Gerusalemme, il Battesimo di Gesù e alcune scene evangeliche. L'icona lignea del crocifisso, la scultura lignea della Vergine con il bambino e della Sacra Famiglia sono opere di Matteo Mangano.

Abbazia di Santa Maria di Pulsano[modifica | modifica wikitesto]

Edificata nella diocesi di Siponto, nel 591, sui resti di un antico tempio oracolare pagano dedicato a Calcante, fu affidata ai monaci dell'ordine di Sant'Equizio abate. L'abbazia è circondata da vari eremi i quali venivano utilizzati come abitazione. Spesso per accedere a questi gli eremiti erano costretti ad utilizzare corde o scale. l'Abbazia si trova nel territorio del piccolo comune limitrofo Monte sant'angelo.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Abbazia di Santa Maria di Pulsano.

La ricostruzione dell'antica basilica paleocristiana di Siponto[modifica | modifica wikitesto]

Basilica paleocristiana di Siponto (Manfredonia) ricostruzione E. Tresoldi (ph Giacomo Pepe)
Antica Basilica Paleocristiana di Siponto
Basilica paleocristiana di Siponto (Manfredonia) ricostruzione E. Tresoldi (ph Giacomo Pepe)

L'occasione per realizzare questa ricostruzione artistica è stata offerta dal progetto di restauro e di riqualificazione del sito archeologico di Siponto, gestito dal Segretariato Regionale MIBACT per la Puglia e dalla Soprintendenza Archeologica della Puglia e finanziato con fondi strutturali del Programma Operativo Interregionale "Attrattori culturali, naturali e turismo 2007-2013", ammontanti a 3,5 milioni di euro, di cui ben 900mila sono stati destinati alla realizzazione dell'opera di Tresoldi. Un'opera di grande bellezza. Inaugurata l'11 marzo 2016, nel Parco Archeologico di Siponto sito nella stessa località. Una scultura a metà strada tra arte classica e urbana, interamente realizzata da rete metallica, a cura dell'artista Edoardo Tresoldi.

Basilica paleocristiana di Siponto (Manfredonia) ricostruzione E. Tresoldi (ph Giacomo Pepe)

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Castello di Manfredonia (Svevo-Angioino-Aragonese)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Manfredonia.
Veduta del castello svevo-angioino-aragonese di Manfredonia

Voluto da Manfredi di Sicilia all'atto di fondazione della città, il castello è frutto di diverse trasformazioni, ampliamenti e rifacimenti durante le diverse epoche. All'origine la struttura era un quadrilatero con una cinta muraria dotata di cinque torrioni a pianta quadrata (quattro agli angoli ed una presumibilmente posta a nord-est presso la porta centrale). Attualmente esistono di quelle torri solo quattro di cui solo quella a sud-est ha mantenuto l'originaria forma quadrangolare, mentre le altre tre sono state inglobate in strutture cilindriche. Di chiara marca sveva, il primo castello fu concluso da Carlo I d'Angiò.

In epoca aragonese si assisté a un processo di radicale trasformazione del complesso, nell'ambito di un complessivo progetto di fortificazione delle strutture difensive delle più importanti città costiere. Fu infatti disposta la costruzione di una nuova cortina muraria inglobante la struttura primitiva e dotata di una leggera inclinazione a scarpata tale da renderle più rispondenti alle esigenze dell'arte difensiva conseguenti all'uso dell'artiglieria militare. Agli angoli vengono costruiti quattro torrioni cilindrici più bassi di quelli interni. Dopo l'attacco nel 1528 del maresciallo francese Lautrec il torrione di nord-ovest venne modificato a bastione inglobando la precedente struttura a forma cilindrica. Anche le altre tre torri erano interessate al progetto di fortificazione ma questo non fu mai portato a termine. Nel 1620 il castello dovette capitolare all'attacco dei turchi a causa della esiguità dei pezzi di artiglieria e perché privo di parapetti protettivi sufficientemente alti a garantire l'incolumità dei difensori.

Nel corso del XVIII secolo la struttura venne usata come caserma ed il grande bastione a prigione. Durante il regno dei Borboni e in epoca successiva fino al 1884 il Castello viene tenuto in efficienza in quanto Manfredonia viene qualificata come piazza forte. Dal 1888 fino al 1901, anno in cui l'edificio fu acquistato dal Comune di Manfredonia, appartenne all'orfanotrofio militare di Napoli.

Nel 1968, con D.P.R. del 21 giugno n. 952, il Castello viene donato dal Comune allo Stato con l'impegno, da parte di quest'ultimo, di istituire al suo interno un museo per conservare i reperti provenienti dal territorio circostante. L'attuale museo archeologico che custodisce stele daunie databili all'VIII-VI secolo a.C.


Palazzo San Domenico[modifica | modifica wikitesto]

Sito in piazza del Popolo, è sede del Comune. Caratterizzato da un colonnato e loggetta, fu convento dei Padri Domenicani, che alla fine del XIII secolo fino all'epoca napoleonica l'abitarono officiando nella Chiesa attigua (Chiesa di San Domenico).

Palazzo Mettola[modifica | modifica wikitesto]

Tra corso Manfredi e via Arcivescovado, fu della Famiglia De Florio, della quale si ricorda suor Antonia, che nel 1592 tramutava la sua abitazione nel monastero delle Clarisse.

Palazzo De Nicastro[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo, in stile tardo barocco, sorge in via Tribuna. In questo palazzo ebbe i suoi natali il musicista e storico Michele Bellucci (1849-1944).

Palazzo Delli Guanti[modifica | modifica wikitesto]

in Via San Lorenzo, in stile tardo barocco. Questo palazzo fu abitato nel 1432 dai Cavalieri Teutonici di San Leonardo. È caratterizzata nella parte centrale da un elegante loggiato con volte a crociera in colonnine che sovrastano il portale d'ingresso ad archivolto. All'interno vi è un grazioso cortile con scale di accesso al loggiato, dov'è custodito un crocifisso ligneo del XVIII secolo, testimone di una tradizione popolare. Dopo un salto di oltre tre secoli pervenne alla famiglia del Marchese Delli Guanti.

Palazzo Celestini[modifica | modifica wikitesto]

In corso Manfredi, dal 1350 monastero dei Celestini fu mutato in abbazia nel 1657. Nel XVIII secolo fu demolito e ricostruito secondo i dettami del barocco che oggi si ammira. Nel 1813 fu concesso al Comune da Gioacchino Murat per uso di Casa Comunale. Dopo recenti lavori di restauro è attualmente sede delle Civiche Biblioteche Unificate e dell'Auditorium Comunale.

Palazzo De Florio[modifica | modifica wikitesto]

Casa patrizia in stile barocco, fu fatta costruire da ricchi mercanti sipontini in contatto con Lorenzo il Magnifico e con i mercanti europei del Rinascimento. Il loggiato, di epoca posteriore al palazzo di pura linea classica, è costituito da una serie di archi a tutto sesto insistenti su pilastri a sezione rettangolare con semplici cornici all'imposta. Il tutto è coperto da una serie di volte a crociera.

Palazzo delli Santi[modifica | modifica wikitesto]

In via Santa Maria delle Grazie, risalente al XVIII secolo. Questo Palazzo è caratterizzato da un portale in pietra finemente lavorato in forma rococò e dalla elegante balaustra continua che sormonta il muro perimetrale del primo piano con pregevole soluzione di balconata d'angolo. Ospitò Ferdinando II, re di Sicilia nel 1859.

Fontana Piscitelli[modifica | modifica wikitesto]

Fontana Piscitelli prima della costruzione del porto turistico

Fontana commissionata nel periodo fascista, un tempo ubicata in piazza del Duomo, poi rimossa e abbandonata per decenni come altri manufatti dello stesso periodo. Prende il nome dal suo autore, lo scultore pugliese Tommaso Piscitelli. È un complesso monumentale bronzeo raffigurante un gigante, simbolo del Gargano, che regge una coppa, emblema dell'abbondanza, attorno alla quale sono disposte tre giovani donne che rappresentano le prevalenti attività economiche locali: l'agricoltura, la pesca e la pastorizia. All'apice della coppa sono posti tre "putti" che reggono un guscio di murice. Attualmente è ubicata in piazza Falcone Borsellino, nei pressi del Porto Turistico. Collocata nel 1935 in piazza del Duomo, venne rimossa nel 1967. Nel 1992 viene restaurata dall'artista locale Franco Troiano, e successivamente collocata nel 2004 nei pressi della chiesa di s. Andrea Apostolo sul lungomare del Sole. La fontana ha subito, prima del riposizionamento, una modifica significativa durante il suo restauro, che ha suscitato diverse critiche: in luogo del fascio, posizionato originariamente all'apice del complesso scultoreo, il restauratore locale ha aggiunto un guscio di murice. (fino al 1943 le figure reggevano il fascio littorio). Il significato di questa modifica invasiva è ad oggi sconosciuto e criticato per diverse ragioni estetiche.

Monumento Equestre al fondatore, Re Manfredi di Svevia[modifica | modifica wikitesto]

Monumento Equestre a Re Manfredi

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Parco archeologico delle Basiliche di Siponto[modifica | modifica wikitesto]

Area archeologica che testimonia l'importanza raggiunta dall'antica Siponto in epoca romana, quando assunse il ruolo di uno dei principali porti della Regio II. I resti della basilica paleocristiana a tre navate con abside centrale e pavimento a mosaico, ricordano che fu sede di una delle più importanti diocesi della regione. Pregiati pavimenti musivi relativi alla fase di edificazione della basilica (IV sec. d.C.) e alla sua ristrutturazione, avvenuta nel secolo successivo, sono visibili all'interno della chiesa medievale di santa Maria Maggiore.

La chiesa, edificata tra la fine dell'XI e gli inizi del XII secolo, è uno dei cardini dell'architettura romanica pugliese. Ha la forma di un cubo sormontato al centro da una piccola cupola e una cripta con ingresso dall'esterno. Tra la fine dell'XII e gli inizi del XIII secolo fu sottoposta a numerosi interventi di rifacimento. Per la costruzione e la decorazione architettonica furono reimpiegati materiali della più antica Siponto (colonne,capitelli). Pregevole il portale con archivolto sostenuto da due colonne poggianti sul dorso di un leone.[senza fonte]

Gli scavi in corso interessano l'età medioevale della città, prima del suo abbandono avvenuto nel corso del XIII sec. [18]

Coppa Nevigata[modifica | modifica wikitesto]

La Coppa Nevigata è un sito risalente all'epoca del 1700 a.C. Fortificazione complessa con stretti passaggi, porte e torri. Sono evidenti tracce di assalti. All'interno dell'insediamento si ritrovano diverse ossa in contesti che ricordano rituali. Nell'VIII secolo a.C. l'insediamento è stato trasformato, riempiendo l'ultimo metro di pietre e sfondando la parete esterna; questo sistema di fortificazione non è stato ancora individuato in nessuna parte dell'Italia, ma solamente in altre zone del resto dell'Europa. Il sistema si basa sul cavallo di Frisia. Nel sito si ritrova ceramica micenea, importata dall'Egeo che poi veniva rirpodotta anche in loco. In questa struttura c'è la prima documentazione di murici frantumati che probabilmente servivano per estrarre la porpora. [19]

Grotte Scaloria - Occhiopinto[modifica | modifica wikitesto]

Grotta Scaloria nel 1967

Scoperta occasionalmente nel 1931, venne indagata più compiutamente nel 1967 evidenziando una cavità più profonda con uno scenario di grande suggestione che fa pensare in particolare ad un utilizzo legato ad un rituale religioso, in onore di una divinità delle acqua. Contenitori di ceramica dipinta sono stati rinvenuti collocati su tronconi di stalagmiti spezzate e con all'interno stalattiti concrezionate per lo stillicidio delle acque ricadenti dalla volta. Il culto, praticato attorno alla metà del IV millennio a.C., prevedeva anche la raccolta delle acque in una vaschetta rettangolare tagliata nella roccia. A questa preziosa testimonianza è legato un senso di magia accresciuto dalla probabilità che nella grotta si consumassero anche pasti rituali. Contestualmente alla frequentazione dell'area bassa della grotta per scopi cultuali, la parte alta risulta utilizzata come necropoli, come attestano i numerosi rinvenimenti di ossa e due sepolture, a fossa semplice con scheletro in posizione contratta e collettiva, con resti di individui di diverse età e sesso, morti probabilmente di malaria.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Lago Salso[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lago Salso.

Il lago Salso è una zona umida costituita da circa 550 ettari di canneto, dal 1992 parte del Parco Nazionale del Gargano. L'area, estesa originariamente circa 4000 ettari, è stata oggetto di pesanti interventi di bonifica iniziati nell'Ottocento e proseguiti soprattutto a partire dagli anni trenta. Oggi è alimentata dal canale Roncone, alimentato dalle acque del torrente Cervaro. Con l'istituzione del Parco Nazionale, l'attività venatoria è stata vietata e l'area è interessata da opere di rivalutazione naturalistica e agricola. Notevole per quantità e varietà è la presenza di uccelli migratori.

Zone verdi minori[modifica | modifica wikitesto]

Manfredonia, Parco delle Rimembranze (meglio conosciuto come "villa comunale", situata vicino al castello medievale, iniziato da Manfredi e finito dagli angioini)

Le uniche zone verdi sono: il "Parco delle Rimembranze" (che circonda il Castello) e la "Pineta" all'estrema periferia sud della città, in Siponto.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi decenni la città sta avendo un calo demografico significativo.

Abitanti censiti[20]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

I cittadini stranieri residenti a Manfredonia, al 1º gennaio 2011, sono 1.070, pari al 1,86% della popolazione. Le comunità nazionali più numerose sono:

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La religione maggiormente diffusa per tradizione è il cattolicesimo. La città è sede dell'arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, erede dell'antica diocesi di Siponto attestata dal III secolo. A lungo sede metropolitana, dal 1979 l'arcidiocesi è suffraganea di quella di Foggia-Bovino.

Il territorio comunale è suddiviso in 14 parrocchie, 11 delle quali urbane e tre ubicate nelle frazioni.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1952, si tiene nel comune il Carnevale sipontino che richiama ogni anno migliaia di visitatori.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Esiste una biblioteca comunale situata nel Palazzo dei Celestini in corso Manfredi.

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a 8 scuole primarie statali (due delle quali parificate) e cinque scuole secondarie di primo grado statali (di cui una parificata), hanno sede a Manfredonia il liceo classico "Aldo Moro", lo scientifico "Galileo Galilei", l'istituto di istruzione secondaria superiore "Angelo Giuseppe Roncalli" (con liceo linguistico e delle scienze umane), e quattro istituti tecnici: L'economico "Giuseppe Toniolo", l'industriale "Enrico Fermi", il nautico "Generale Rotundi" e quello per geometri "Euclide". Sempre a Manfredonia è presente l'istituto turistico - alberghiero "Lecce" in via cala del fico. In città sono presenti anche scuole private.

Università[modifica | modifica wikitesto]

In passato la città sipontina è stata sede dell'Università di Foggia. In città è presente l'Unipegaso, un'università telematica privata[21].

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo Archeologico Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo Nazionale di Manfredonia fu istituito su forte spinta dell'archeologo Silvio Ferri, che tra le altre cose, nella sua lunga e prestigiosa carriera, si dedicò costantemente e con professionalità alla scoperta e allo studio della antica e per certi versi ancora misteriosa civiltà delle stele daunie.

È ubicato all'interno dei locali del castello svevo-angioino-aragonese di Manfredonia.

Le esposizioni archeologiche del museo illustrano la storia dell'antico territorio sipontino e garganico.

Si segnala, per il pregio e la singolarità dei reperti, la nuova mostra delle stele daunie dal titolo "Pagine di pietra. I Dauni tra VII e VI secolo a.C.". Le stele sono lastre rettangolari in pietra calcarea decorate da ornati geometrici e scene figurate. Esse riproducono figure schematiche maschili e femminili, probabilmente riferibili ad entità di rango. Quelle maschili con armi mostrano pettorale, spada e scudo, quelle con ornamenti recano collane, fibule, cinture pendenti e dischi circolari. Le scene narrano del mondo degli antichi daunia: attività quotidiane, rituali, cerimonie nuziali e funebri, lotte armate a piedi o a cavallo. Le stele erano completate da teste incise con i tratti del volto (iconiche) o completamente lisce (aniconiche).


  • "Siponto: una città abbandonata nel Medioevo"

Al primo piano è ospitata la mostra dedicata alla civiltà sipontina. L'esposizione illustra i risultati dello scavo archeologico nel Parco archeologico di Siponto che, nell'arco di dieci anni di attività, ha restituito un comparto abbastanza esteso della Siponto vetus con le sue abitazioni, un impianto produttivo, una chiesa e relativa zona sepolcrale. La qualità dei reperti offre lo spaccato di una realtà socio economica abbastanza elevata che attesta l'importanza e lo splendore di questa città portuale protesa verso l'opposta sponda adriatica e l'oriente mediterraneo.


  • "I tesori dal mare"

Nella Torre Quadra è visitabile una esposizione dedicata all'archeologia subacquea. Si illustrano le scoperte effettuate fino ad oggi, per lo più fortuitamente, lungo il litorale della Daunia, da cui provengono numerose anfore da trasporto che documentano l'intensa attività commerciale lungo le rotte adriatiche della Daunia romana. Insieme alla ricostruzione di un fondale marino e di una imbarcazione, la mostra espone una stele con una scena di navigazione su una imbarcazione dalla vela quadrata; a bordo l'equipaggio con il timoniere a poppa e un altro uomo con le braccia sollevate a prua.


  • Lapidario

La sezione raccoglie materiali architettonici ed epigrafici provenienti in prevalenza dall'area archeologica di Siponto. Capitelli, cornici, mensole documentano l'aspetto monumentale della città, dall'età augustea all'età medioevale, così le epigrafi costituiscono una fonte ricchissima di notizie sull'aspetto amministrativo e religioso. Dall'area di San Leonardo in Lama Volara proviene un rilievo con scena dell'Annunciazione (XI-XII sec.).[22]

Museo Archeologico diocesano[modifica | modifica wikitesto]

Con fondi regionali, europei e dell'8 per 1000 è stato realizzato un lavoro di catalogazione di tutti i beni della Diocesi, seguito da interventi di restauro che hanno coinvolto numerosi esperti. Il percorso si articola, seguendo il criterio cronologico, in ben 21 ambienti; capisaldi espositivi sono la collezione lapidea costituita da materiali provenienti dalla Siponto antica e medievale e la collezione donata dal Cardinale Vincenzo Maria Orsini. Va annoverata, poi, la “Galleria degli Arcivescovi”, fulcro tematico nel quale il reperto archeologico lascia il posto alla rassegna storica delle figure in capo alla Diocesi sipontina, che comprende pannelli in materiale plastico e 12 tele dipinte originali. Si annoverano, poi, arredi e suppellettili liturgiche, volumi e paramenti sacri.[23]

Museo Etnografico[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • Radio Manfredonia Centro
  • Rete Smash

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Sono editi i quotidiani "La Gazzetta di Capitanata" e "L'Attacco" e il periodico "Manfredonia News". A Manfredonia operano anche i giornali web Stato quotidiano ed ilsipontino.net .

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

  • Manfredonia TV

Anche altre emittenti televisive curano l'informazione per la città di Manfredonia, tra queste spicca "Telesveva". Grande lustro hanno avuto in passato "Radio Puglia", "T.R.I.- TeleRadioInformazione", "Radio Amica", "Radio Delta" e le emittenti televisive "Tele Manfredonia" e "Telegolfo".

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Il più antico teatro di Manfredonia è il Teatro De Florio, sorto nel 1708 nel centro storico di Manfredonia. Il teatro comunale cittadino è una struttura moderna situata intitolata a Lucio Dalla, cresciuto da bambino nella città pugliese.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Una foto di Manfredonia ad inizio Novecento che raffigura la spiaggia del Mandracchio e Piazzale Diomede è stata scelta nel 1971 come copertina del 45 giri della celebre 4/3/1943 di Lucio Dalla. Lo stesso cantautore scelse Manfredonia (città dove visse le sue estati nell'infanzia, e trascorreva parte dell'anno) come copertina dell'album Cambio del 1990. Sul lato principale appariva la foto del cantautore adolescente con mamma Iole ed una cugina seduti al tavolo di un noto locale manfredoniano, sul fronte retro la foto degli anni'50 del cinema all'aperto "Arena Pesante" (dismesso negli anni'80).

Manfredonia è citata nella canzone Agapito Malteni il ferroviere presente nel primo album di Rino Gaetano Ingresso Libero del 1974.

Manfredonia è anche citata come ritornello nella canzone Canale 2, parodia italiana della canzone di Billy More Come On And Do It della musica demenziale del cantante tranese Leone Di Lernia pubblicata nell'album Porcello 2 - Il ritorno del 2002[25].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Premio internazionale di canto lirico, a cura dell'accademia musicale "Re Manfredi"[senza fonte]
  • Premio nazionale di poesia "Città di Manfredonia" patrocinato dal Presidente della Repubblica Italiana[senza fonte]

Persone legate a Manfredonia[modifica | modifica wikitesto]


Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia cittadina attualmente è basata sui servizi derivanti da strutture pubbliche sanitarie, istituzionali e scolastiche. In ragione minore sugli altri settori. Uno dei porti di Manfredonia è tra i più attivi dell'Adriatico pur presentando, ad oggi, forti criticità legate soprattutto alla grande distribuzione del pescato, avendo, la struttura del Mercato Ittico di Manfredonia subito negli anni passati una gestione poco oculata tale da portare al fallimento. Attualmente il Mercato Ittico è gestito da una società partecipata del comune di Manfredonia: l'ASE.

Panoramica di Manfredonia

Il settore turistico si basa esclusivamente sulla presenza di lidi balneari nelle località di "Spiaggia Castello" o "Spiaggia Diomede", Siponto, Rivera sud e a nord lungo la costa rocciosa in direzione Mattinata. La costa settentrionale di Manfredonia (località "Acqua di Cristo") è rocciosa e caratterizzata dalla presenza di diverse zone ad accesso libero. Con la costruzione del porto turistico "Marina del Gargano" la città si è dotata di una costosa infrastruttura di servizio per il turismo nautico e da diporto. La presenza di diverse zone archeologiche, come quella del parco archeologico di Siponto, degli ipogei Capparelli, della Masseria Mascherone, di Coppa Nevigata, delle grotte Scaloria-Occhiopinto, e di varie zone distribuite su tutto il circondario, compreso il territorio a nord-est, rende la cittadina attrattiva per il visitatore interessato a questa tipologia di beni culturali.

Le industrie sono presenti soprattutto nella parte settentrionale del territorio urbano, nella zona ex-Enichem (ad es. Manfredonia Vetro (poi Sangalli Vetro), Inside, attualmente entrambe in stato di improduttività)[26] e lungo la strada statale 89 a pochi km dall'abitato, nelle cd zone industriali DI46 e DI49, ricadenti entrambe in territorio ZPS e SIC, tutelato paesaggisticamente e naturalisticamente da direttive europee.

Nella seconda metà del Novecento, la città si è ingrandita notevolmente anche per l'effetto dello sviluppo industriale ed economico in generale, legato sia all'insediamento del petrolchimico Anic-EniChem, sia al notevole progresso tecnologico applicato all'economia della pesca e dell'agricoltura.


Agricoltura e allevamento[modifica | modifica wikitesto]

L'agricoltura costituisce ancora oggi un importante settore economico del vasto territorio di Manfredonia, rappresentando una notevole fonte di reddito e in misura minore di occupazione. Rispetto agli altri comuni del Tavoliere delle Puglie agli inizi degli anni '50 il settore è più limitato avendo una superficie coltivabile inferiore (circa 40.000 ettari). Questo dato è in relazione alla presenza di tre corsi d'acqua, il Carapelle, il Cervaro e il Candelaro, nella zona sud, che con le loro frequenti inondazioni andavano ad aggravare la situazione già di per sé critica per via della presenza di vaste zone umide (odierne zone protette da vincoli naturalistici europei ZPS e SIC) (vedi Oasi Lago Salso).

Il Consorzio di Bonifica della Capitanata, nella prima metà del secolo scorso, realizzò delle vasche di colmata tra il Cervaro e il Candelaro, per una superficie di circa 10.000 ettari, effettuando parimenti diversi interventi di sistemazione idrica. Questi primi interventi hanno reso coltivabili diversi ettari di terreno. Nell'ambito di questi interventi si segnala la colmata di 500 ettari del torrente Roncone che permise l'insediamento di un'azienda concessionaria del Comune di Manfredonia, la "Daunia Risi".

Da questa serie di interventi il Cervaro cambierà corso, sfociando in una zona adiacente, ma non più quella originaria. La zona del basso Tavoliere rientrante nel territorio di Manfredonia, sarà teatro, nella prima metà del secolo scorso, di diversi interventi di bonifica tali da cambiarne sostanzialmente la morfologia.

Nel 1947, 84 proprietari posseggono più di 100 ettari, il 73% dell'intera superficie coltivabile, 17 di questi hanno più di 600 ettari ciascuno, il 35% dell'agro. Con la riforma agraria di quegli anni la situazione proprietaria cambierà; infatti più di 500 contadini avranno in assegnazione terre da coltivare. I poderi concessi dalla riforma agraria prevedevano la costruzione di fabbricati, le cd case coloniche, che andarono ad antropizzare un territorio che fino ai decenni precedenti conosceva solo grandi masserie fortificate ad uso agricolo o pastorale. Si tratta delle zone di Beccarini, Cutino, Coppolachiatta, Versentino, Scorfola, Macchiarotonda, Pescia, Vernareccia, Amendola, Santatecchia, Piscitella, Ramatola, Fonterosa. In alcune di queste contrade si costruiranno delle scuole elementari con spacci e uffici.

Le tipologie di colture erano (ed in parte rimangono) vigneti, frutteti, barbabietola da zucchero, pomodoro, ed una vasta varietà di ortaggi.

Negli anni '60 le particolari congiunture economiche portano ad un esodo dei coltivatori e delle famiglie verso le città, il Nord e l'Europa (Germania, Francia). I terreni verranno ceduti favorendo la nascita di aziende agricole di medie dimensioni.

« Al censimento dell'agricoltura del 1971, quando il territorio del Comune comprende anche quello, di 4 mila ettari, che sarà poi attribuito al nascente Comune di Zapponeta, la superficie agraria risulta di 23.688 ettari a seminativi, 6827 a prati e pascoli, appena 1892 a colture legnose agrarie (solo il 9,6% della superficie totale, contro il 31,27 di Cerignola, il 29,92 si San Severo, il 90,60 di San Ferdinando di Puglia, il 49,50 di Trinitapoli, il 26,15 di Torremaggiore, il 23,21 di Orta Nova.) I terreni in affitto occupano una superficie di 8.981 ettari (il 25,27% dell'intera superficie agraria, contro una media provinciale del 16,34%, il 16,52 di San Severo, il 12,83 di Lucera, il 10,61 di Foggia, il 5,19 di Cerignola). Tra il censimento del 1951 e quello del 1991 la popolazione attiva in agricoltura diminuisce in percentuale dal 54,9 al 12,5 (gli addetti, esclusi quelli di Zapponeta, sono 1901, dei quali 944 lavoratori in proprio e coadiuvanti). »
(Manfredonia negli anni della prima Repubblica, Michele Magno, Edizioni del Golfo)

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Pesca[modifica | modifica wikitesto]

Fino agli anni della seconda guerra mondiale esistevano una decina di motopescherecci e un centinaio di barche a vela attrezzate per la pesca. La classe dei pescatori, all'epoca era in una situazione di forte povertà, che superava addirittura le condizioni di disagio della classe dei contadini. Sul finire degli anni '30 si costituì una cooperativa, forse la prima, che riuniva i pescatori con più figli. Durante gli anni '50 e '60 la categoria vive un netto miglioramento delle condizioni di vita economica, anche per il ripristino dei collegamenti interrotti durante la guerra. Il boom vero e proprio inizia da quando la Cassa per il Mezzogiorno contribuisce alla sostituzione dei vecchi pescherecci, con nuovi moto-pescerecci, completi di tutte le attrezzature necessarie per una pesca più proficua e professionale. La produzione aumenta ed è in media, dal 1961 al 1967 di circa 30.000 quintali all'anno. Il pescato aumenterà sempre di più per tutti gli anni successivi. Al 1991 risultano registrati 945 addetti al settore. Alla fine degli anni '90 la marineria di Manfredonia contava più di 400 motopescherecci attivi.

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente Manfredonia è servita da autolinee della SITA e di Ferrovie del Gargano che collegano Manfredonia con numerose località della provincia di Foggia e di Bari (SITA). Inoltre la città è collegata, grazie ad un servizio bus, con Roma e con le maggiori città italiane. Il trasporto urbano è assicurato con 6 linee che collegano i quartieri della città più alte 3 linee di cui due per il mercato settimanale ed una per il centro commerciale.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Manfredonia è collegata a Foggia attraverso la Strada statale 89 Garganica. A Manfredonia finisce anche la Strada provinciale delle Saline che la collega a Zapponeta e a Margherita di Savoia e Barletta, il capoluogo di regione Bari è raggiungibile proprio grazie a questa strada statale. Altre strade a carattere provinciale la collegano alla frazione Montagna e alle altre frazioni del comune.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Stazione di Manfredonia
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ferrovia Foggia-Manfredonia.

La città è dal 1885 capolinea della ferrovia Foggia-Manfredonia, a carattere regionale e binario unico, che la connette con il capoluogo di provincia attraverso un servizio a spola.

Treno-tram[modifica | modifica wikitesto]

Sono cominciati a Febbraio 2014 i lavori per la realizzazione di un sistema di trasporto pubblico urbano via tram. Sulla direttrice Foggia-Manfredonia, il treno proveniente dal capoluogo, all'altezza di Siponto "Manfredonia Ovest", fungerà da tram sino al capolinea di piazza Marconi con diverse fermate lungo il percorso. Ad oggi il progetto è bloccato e incompiuto.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Porto commerciale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Porto di Manfredonia.
Il nuovo porto turistico
parte del porto alti fondali

Il porto di Manfredonia è formato da due moli, di Ponente e di Levante. Il porto industriale è situato a circa 1.8 mg ad est.

Porto turistio[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo porto turistico di Manfredonia a ridosso del molo di ponente denominato "Marina del Gargano", è tra i più grandi dell'Europa meridionale. Manfredonia ha una delle flotte pescherecce più grandi del Adriatico.

Porto Alti Fondali (industriale)[modifica | modifica wikitesto]

Il porto Alti Fondali di Manfredonia è stato costruito negli anni '70 in relazione alle attività industriali e commerciali legate al petrolchimico Anic/EniChem e al trasporto di diverse materie prime alimentari come il grano, prodotto in grandissima quantità nel Tavoliere delle Puglie (circa il 40% della produzione nazionale). Fu finanziato con i fondi della Cassa per il Mezzogiorno.

All'epoca della sua costruzione fu considerato una delle migliori infrastrutture europee del suo genere, rappresentando anche uno dei maggiori porti tra Brindisi ed Ancona. Il movimento merci negli anni in tonnellate:

  • 1975 - 385.165
  • 1976 - 521.915
  • 1977 - 472.824
  • 1978 - 635-133
  • 1986 - 1.097.000
  • 1987 - 1.029.974
  • 1988 - 1.761.630 (542.376 grano, 537.738 fertilizzanti, 257.749 semola, 222.723 olio e vino, 117.498 cemento, 34.807 zolfo, 21.627 sale, 13.683 perlite, 6445 mangimi, 2.500 caprolattame, 1.613 granito, 2.870 varie.)

La maggiore parte dei traffici interessava la Grecia, la Turchia, la Libia, l'Egitto, l'Algeria e la Tunisia. La struttura è legata allo scandalo dei "Nastri d'oro", costosissimi nastri trasportatori che avrebbero dovuto sostituire i traffici dei mezzi su gomma dalla zona di scarico delle merci, a terra, mai entrati in funzione. Attualmente verte in uno stato di semi abbandono e necessita di una importante opera di ristrutturazione.


Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei sindaci della città dalla proclamazione della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 agosto 1946 29 novembre 1946 Rossignoli rag.Alfonso - Commissario Prefettizio
1º dicembre 1946 25 agosto 1948 Casalino Nunzio Partito Comunista Italiano Sindaco
4 settembre 1948 2 gennaio 1949 Cafarelli avv.Felice - Commissario Prefettizio
11 gennaio 1949 2 maggio 1949 Puglisi dr.Francesco - Commissario prefettizio
31 maggio 1949 17 novembre 1958 Brigida Comm.Giuseppe Democrazia Cristiana Sindaco
18 novembre 1958 28 dicembre 1960 Montesanti dr.Pietro - Commissario prefettizio
29 dicembre 1960 22 dicembre 1961 De Padova Alfonso Mario Sindaco
23 dicembre 1961 30 settembre 1962 Carneglia dr.Leopoldo - Commissario prefettizio
1º ottobre 1962 9 dicembre 1966 Ferrara sen.Nicola Democrazia Cristiana Sindaco
10 dicembre 1966 7 novembre 1968 Valente prof.Antonio Sindaco
8 novembre 1968 13 luglio 1969 Latilla dr.Francesco - Commissario prefettizio
14 luglio 1969 29 giugno 1975 D'Andrea geom.Nicola Partito Comunista Italiano Sindaco
30 giugno 1975 17 gennaio 1982 Magno sen.Michele Partito Comunista Italiano Sindaco
18 gennaio 1982 16 agosto 1985 Campo dott.Girolamo Partito Comunista Italiano Sindaco
17 agosto 1985 15 aprile 1987 Carmone rag.Enrico centrosinistra Sindaco
16 aprile 1987 3 agosto 1989 Quitadamo rag. Matteo Democrazia Cristiana Sindaco
4 agosto 1989 14 febbraio 1990 Ricucci dott.Agostino - Commissario prefettizio
15 febbraio 1990 22 ottobre 1990 Spinelli prof.Michele Partito Comunista Italiano Sindaco
23 ottobre 1990 10 giugno 1992 Castriotta Francesco Partito Comunista Italiano - Partito Democratico della Sinistra Sindaco
11 giugno 1992 8 gennaio 1993 Ricucci dott.Agostino - Commissario prefettizio
9 gennaio 1993 17 gennaio 1994 Sinigallia Giuseppe centrosinistra Sindaco
18 gennaio 1994 1º giugno 1995 Dicembrino rag.Giuseppe Centro Cristiano Democratico Sindaco
2 giugno 1995 23 novembre 1995 Ciliberti dott.Orazio - Commissario prefettizio
24 novembre 1995 4 maggio 2000 Prencipe avv.Gaetano Comitati Prodi Sindaco
5 maggio 2000 31 marzo 2010 Campo avv.Francesco Paolo Democratici di Sinistra - Partito Democratico Sindaco
1º aprile 2010 in carica Riccardi geom.Angelo Partito Democratico Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune ha sede la società di calcio A.S.D. Manfredonia Calcio, fondata nel 1932 e militante in Serie D dal campionato 2013-2014. Le società Castriotta Calcio Manfredonia e Atletica Manfredonia, hanno invece disputato campionati dilettantistici regionali.

La squadra femminile di pallavolo, A.S.D. Volley Manfredonia nata nel 1987, ha militato per qualche stagione in serie B e nel 2014-2015 ha disputato il campionato regionale di serie C[27]. La Volley Club Manfredonia, squadra maschile fondata nel 1977, ha partecipato al campionato regionale di serie D nel 2014[28].

Le due squadre di pallacanestro, A.S.D. Basket Giuseppe Angel[29] e A.S. Atletica Manfredonia, sono attive a livello regionale.

Al campionato regionale di serie C 2014-2015 di calcio a 5 femminile hanno partecipato le società A.S.D. Manfredonia C5 e F.C.D. FoveaDonia[30]. Quest'ultima nel recente passato ha militato per quattro stagioni consecutive in serie A[31].

La squadra di pallamano Freetime Handball Manfredonia ha partecipato al campionato di serie B interregionale nel 2012 [32].

Dal 26 maggio al 2 giugno 2013 Manfredonia è stata la sede dei Campionati Mondiali Studenteschi di Beach Volley. La kermesse internazionale è stata promossa dall'International School Sport Federation (ISF) e organizzata dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) e dalla Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV). I campi da gioco, con relative strutture, sono stati installati presso la Spiaggia Castello.[33]. Vincitrici dei tornei maschile e femminile sono state le 2 squadre provenienti dal Brasile.[34]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat al 31-8-2015
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Oro-idrografia dell'Italia, Vallardi, 1873, pag 286
  4. ^ Origini - XXXI - Aa.Vv., ‎Alessandra Manfredini - 2011 - pag. 104
  5. ^ http://www.teleradioerre.it/foggia/1857/Piena_del_Cervaro._Comitato_spontaneo_dopo_un_anno_nessun_intervento>
  6. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/01/26/pioggia-crolli-puglia-sott-acqua.html
  7. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/01/28/la-catastrofe-del-tavoliere.html
  8. ^ Oro-idrografia dell'Italia, Vallardi, 1873, pag 285
  9. ^ Epigrafia e territorio, politica e società: temi di antichità romane, Mario Pani - 1983 - pag 54
  10. ^ Salpia Vetus: Archeologia di una città lagunare - pag. 63 e 76
  11. ^ Atti parlamentari, Volume 1, Italy. Parlamento Tip. E. Botta, 1904, pagg 171, 188, 190
  12. ^ Vedi convenzione approvata dal Consiglio il 3 febbraio 1754 e munita di regio assenso del 1º giugno 1757, atti Comune di Manfredonia.
  13. ^ Cleto Schiavilla, pag. 259 e segg., Lo sconosciuto Napoleone. Un insorgente dimenticato. Dalle Langhe alla Terra d'Otranto, Boves, Araba Fenice, 2014, ISBN 978-88-6617-236-9
  14. ^ Vito Antonio Leuzzi, Giulio Esposto, L'8 settembre 1943 in Puglia e Basilicata. Documenti e testimonianze, Modugno, Edizioni del Sud, 2003
  15. ^ Legione territoriale dei CCRR di Bari - Stazione di Manfredonia, Relazione del 4 ottobre 1945 in Vito Antonio Leuzzi, Giulio Esposito, edizioni del Sud, 2003
  16. ^ http://www.straginazifasciste.it/wp-content/uploads/schede/MANFREDONIA,%2009.09.1943.pdf
  17. ^ Approvato con decreto del Presidente della Repubblica dell'8 maggio 1996.
  18. ^ http://www.archeopuglia.beniculturali.it/index.php?it/105/luoghi-della-cultura/29/parco-archeologico-di-siponto
  19. ^ A. Cazzella, La Puglia come area periferica del mondo miceneo: il caso di Coppa Nevigata, in "Atti del II Convegno Internazionale di Studi Micenei", Roma-Napoli 1996, pp. 1543-1549
  20. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  21. ^ Unipegaso Coif Manfredonia, unipegasocoifmanfredonia.it.
  22. ^ http://www.archeopuglia.beniculturali.it/index.php?it/105/luoghi-della-cultura/13/museo-nazionale-archeologico-di-manfredonia-castello-svevo-angioino
  23. ^ http://www.statoquotidiano.it/09/07/2016/museo-diocesano-manfredonia-un-punto-partenza-non-darrivo/476398/
  24. ^ Il sole scotta a Cipro su YouTube
  25. ^ Scheda dell'album Porcello 2 - Il ritorno
  26. ^ [http://www.foggiatoday.it/economia/inside-manfredonia-chiusura.html Manfredonia: Inside cessa l'attività, lavoratoti nelle liste mobilità „La Prefettura mette la parola fine sull'Inside, lavoratori nelle liste di mobilità“ - http://www.foggiatoday.it]
  27. ^ statoquotidiano.it, Asd volley Manfredonia: "si riparte a pieno regime", statoquotidiano.it, 22 settembre 2014. URL consultato il 3 novembre 2014.
  28. ^ statoquotidiano.it, Riparte la stagione per la Volley club Manfredonia, statoquotidiano.it, 11 settembre 2014. URL consultato il 3 novembre 2014.
  29. ^ statoquotidiano.it, Manfredonia, Basket, anche per il 2014/15 in C sarà Webbin – Angel, statoquotidiano.it, 24 agosto 2014. URL consultato il 3 novembre 2014.
  30. ^ locasport.it, Calcio a 5 Femminile: ecco i calendari del torneo regionale, locasport.it, 10 novembre 2014. URL consultato il 31 gennaio 2015.
  31. ^ statoquotidiano.it, Manfredonia, Nuova Focus Donia ancora in A nazionale, statoquotidiano.it, 11 giugno 2013. URL consultato il 31 gennaio 2015.
  32. ^ manfredonia24.net, Pallamano Manfredonia: si comincia domenica 4 novembre contro il Noci, manfredonia24.net, 2 novembre 2012. URL consultato il 17 dicembre 2012.
  33. ^ comunedimanfredonia, Un'occasione per Manfredonia, i Campionati mondiali studenteschi di Beach Volley, comune.manfredonia.fg.it.
  34. ^ Manfredonia, terminati Mondiali studenteschi Beachvolley, doppia vittoria Brasile - www.statoquotidiano.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • P. Boccuccia, Ricerche nell'area sud-orientale di Coppa Nevigata, in "Taras", 15 (1995), pp. 153-174
  • S.M. Cassano, A. Cazzella, A. Manfredini, M. Moscoloni (a cura di), Coppa Nevigata e il suo territorio, Roma 1987
  • A. Cazzella, L'insediamento di Coppa Nevigata fra tarda età del Bronzo ed età del Ferro, in "Archeologia Classica", 43 (1991), pp. 39-53
  • A. Cazzella, La Puglia come area periferica del mondo miceneo: il caso di Coppa Nevigata, in "Atti del II Convegno Internazionale di Studi Micenei", Roma-Napoli 1996, pp. 1543-1549
  • A. Cazzella, M. Moscoloni, La sequenza cronostratigrafica di Coppa Nevigata fra XVI e XIV secolo a.C., in "Rassegna di Archeologia", 10 (1992), pp. 533-543
  • G. Siracusano, Le indagini archeozoologiche nel sito stratificato di Coppa Nevigata: una visione d'insieme, in "Origini", 15 (1992), pp. 201-217
  • Maria Luisa Nava (a cura di), Stele daunie. Dalle scoperte di Silvio Ferri ai più recenti studi, Milano, Electa ed. 1988.
  • Maria Luisa Nava, "Stele Daunie", in Enciclopedia dell'Arte Antica, Classica ed Orientale, II suppl., vol. V, pp. 401–404.
  • Maria Luisa Nava, Le stele daunie, (collana Daunia archeologica. Materiali) Grenzi editore, 2001.
  • Raffaele Licinio, Storia di Manfredonia (I). Il Medio-evo, Edipuglia 2008.
  • Saverio Russo, Storia di Manfredonia (II). L'età moderna, Edipuglia 2009.
  • Franco Mercurio, Storia di Manfredonia (III.1). L'età contemporanea, Edipuglia 2010.
  • Saverio Russo, Storia di Manfredonia (III.2). L'età contemporanea, Edipuglia 2010.
  • Patrizia Resta, Di Terra e di Mare: Pratiche di appartenenza a Manfredonia, Armando Editore 2009.
  • Antonio Giuseppe Gentile, Manfredonia testimonianze vecchie e nuove, Litografia Velox-Trento, 1970.
  • Maria Luisa Nava, Stele daunie I. Il Museo di Manfredonia, Firenze Sansoni ed. 1980.
  • Cleto Schiavilla, pag. 259 e segg., Lo sconosciuto Napoleone. Un insorgente dimenticato. Dalle Langhe alla Terra d'Otranto, Boves, Araba Fenice, 2014, ISBN 978-88-6617-236-9

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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