Alezio

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Alezio
comune
Alezio – Stemma Alezio – Bandiera
Alezio – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Apulia.svg Puglia
ProvinciaProvincia di Lecce-Stemma.png Lecce
Amministrazione
SindacoAndrea Vito Barone (lista civica) dal 10-6-2018
Territorio
Coordinate40°04′N 18°03′E / 40.066667°N 18.05°E40.066667; 18.05 (Alezio)Coordinate: 40°04′N 18°03′E / 40.066667°N 18.05°E40.066667; 18.05 (Alezio)
Altitudine75 m s.l.m.
Superficie16,79 km²
Abitanti5 675[2] (30-11-2019)
Densità338 ab./km²
Comuni confinantiGallipoli, Matino, Parabita, Sannicola, Tuglie
Altre informazioni
Cod. postale73011
Prefisso0833
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT075003
Cod. catastaleA185
TargaLE
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantiAletini (Picciuttari in dialetto salentino)
PatronoMadonna Della Lizza e San Rocco
Giorno festivo14,15,16 e 17 agosto[1]
MottoPost Fata Resurgo (Dopo la fatalità risorgo)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Alezio
Alezio
Alezio – Mappa
Posizione del comune di Alezio nella provincia di Lecce
Sito istituzionale

Alezio (Alytia in greco e messapico, Aletium in latino; fino al 1873 chiamata Villapicciotti) è un comune italiano di 5 675 abitanti[2] della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel versante occidentale del Salento, nell'entroterra di Gallipoli, dista 36,8 km dal capoluogo provinciale[3].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Alezio, che si estende su una superficie di 16,53 km² per una densità abitativa di 307,6 abitanti per chilometro quadrato, si distribuisce su una pianura a est di Gallipoli movimentata da basse colline la cui altimetria massima supera di poco i 100 metri. La casa comunale è situata a 75 m s.l.m..

Confina a nord con i comuni di Sannicola e Tuglie, a est con il comune di Parabita, a sud con il comune di Matino e a ovest con il comune di Gallipoli.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Clima della Puglia e Stazione meteorologica di Lecce Galatina.

Dal punto di vista meteorologico Alezio rientra nel territorio del Salento meridionale che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate e un picco in autunno-inverno.

Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle serre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da sud-est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[4].

Alezio Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 15,215,918,923,126,530,933,732,929,128,122,215,115,422,832,526,524,3
T. min. mediaC) 9,110,113,117,123,023,224,124,218,114,110,18,39,217,723,814,116,2
T. max. assolutaC) 21,2
(2007)
22,4
(2016)
28,6
(2001)
30,4
(2013)
35,6
(2006)
44,0
(2007)
44,4
(1987)
42,6
(1957)
40,6
(1946)
34,2
(1991)
26,8
(1990)
21,4
(2014)
22,435,644,440,644,4
T. min. assolutaC) −9,4
(1979)
−5,6
(1991)
−4,6
(1987)
−1,8
(2003)
3,4
(1978)
7,4
(2005)
10,4
(1984)
10,8
(2005)
6,8
(1979)
1,1
(1965)
−2,8
(2005)
−5,4
(2001)
−9,4−4,67,4−2,8−9,4
Precipitazioni (mm) 8070604430201052540708323313435135537
Umidità relativa media (%) 99,189,278,189,999,170,140,150,180,890,980,880,489,689,053,484,279,1

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome sono incerte. È possibile ipotizzare un collegamento con l'omonima cittadina dell'Acarnania, ma non vi sono evidenze storiche in questo senso. In epoca romana il nome si trasformò in Aletium.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia del Salento e Storia della Puglia.

Le origini messapiche[modifica | modifica wikitesto]

Alezio ha origini antiche: la città fu probabilmente fondata dai Messapi o comunque da popolazioni dauno-japige alle quali è possibile si siano sovrapposte popolazioni di origine greca, con ogni probabilità fra l'VIII e il VII sec. a.C., il che spiegherebbe le leggende che vogliono Lizio Idomeneo (mitico re di Creta) fondatore della città, benché detta leggenda sia più plausibilmente riferibile alla città di Lecce che ad Alezio.

Tracce del nucleo abitato più antico sono state rinvenute nel sito individuato al presente come collina di Alezio. È ipotizzabile, come per altri centri di origine messapica, un impianto urbanistico con ampi influssi culturali greci, ipotesi confortata dal ritrovamento di manufatti di tipo greco benché la mancanza di resti di mura o tracce importanti di insediamenti renda assai difficile avere delle certezze a proposito.

In ogni caso e nonostante l'assenza di ritrovamenti archeologici è ipotizzabile che tra la seconda metà del IV sec. a.C. e i primi decenni del secolo successivo, si sia avuta la costruzione di fortificazioni, che secondo alcuni studiosi ingloberebbero un centro abitato di 64 ettari circa, ma gli elementi a sostegno di questa tesi sono abbastanza labili mancando tracce di strutture abitative, di edifici pubblici o di culto e legati più che altro ad analogie con altri centri messapici. Gli scavi probabilmente sono ancora molto incompleti e non danno, quindi, indicazioni certe circa l'estensione della città nel periodo. Rispetto ad altri insediamenti messapici (Oria, Cavallino, Ugento, Vaste) Alezio non è quindi caratterizzato dalle stesse tracce di urbanizzazione, benché fosse inserito lungo la Via Sallentina, arteria stradale realizzata in periodo messapico e poi ripresa e potenziata in periodo romano, che metteva in comunicazione Taranto con Veretum, Leuca per arrivare fino a Otranto.

È stata individuata e parzialmente indagata con gli scavi della Soprintendenza Archeologica negli anni fra il 1981 e il 1985, a poca distanza dall'odierno centro urbano in Contrada Monte d'Elia, una necropoli messapica databile tra il VI e il III-II sec. a.C.

In detta necropoli sono visibili i vari tipi di sepoltura tipiche del periodo messapico: dalla semplice fossa scavata nella terra o tagliata a cassa rettangolare nella roccia (pseudosarcofago) e coperta da una pietra rozzamente lavorata di età arcaica, al sarcofago monolitico databile a partire dal V-IV sec. a.C., squadrato con precisione e spesso con gradino in rilievo sul fondo a mo' di capezzale e un unico lastrone per copertura sagomato a doppio spiovente, fino alla cassa di lastroni di enormi dimensioni, chiusa da blocchi tra loro connessi mediante dentelli di incastro e tipica di periodi più recenti. Stranamente non sono state ritrovate tombe a camera e ipogei, pure largamente diffusi nel territorio messapico.

I corredi funerari rinvenuti sono composti per lo più di ceramica, che possiamo supporre prodotta in loco e vasellame a imitazione di modelli greci e altri manufatti probabilmente importati dal mondo greco.

Ampia è la documentazione epigrafica limitata però all'ambito funerario. Iscrizioni in lingua messapica utilizzando l'alfabeto greco (uso che si diffonde a partire dal VI sec. a.C.) e databili tra la fine del VI e il III-II sec. a.C., sono state ritrovate all'interno delle tombe. Non si tratta altro però che del semplice nome e cognome del defunto.

In passato è stata attribuita ad Alezio una zecca per l'emissione di monete d'argento (didramma e tetrobolo) con leggenda Falethas oppure Balethas, datate alla metà del IV sec. a.C., molto più probabilmente bisogna ricondurre dette monete alla zecca di Valesio, centro messapico sito tra San Pietro Vernotico e Torchiarolo.

Il periodo ellenistico e l'epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

In età ellenistica è ipotizzabile l'estendersi dell'abitato nella zona pianeggiante oggi detta Contrada Raggi, a est del nucleo originario. ll sorgere di attività produttive agricole e artigianali e un momento di espansione economica della cittadina è testimoniato dal ritrovamento nella zona di forni per ceramiche e tracce di vario genere. L'esistenza di una classe aristocratica particolarmente abbiente sembra provata dal rinvenimento alla periferia della zona Raggi di un corredo aureo di notevole valore artistico (consistente in una collana, due orecchini, due bracciali in filo e due anelli digitali), relativo alla sepoltura di una giovane donna all'interno di una tomba familiare databile fra il II e il I sec. a.C.

Il vasellame da mensa di origine greca proveniente da Grecia, Tunisia e Asia Minore (I-VI sec. d.C.), ritrovato in discreta quantità, insieme con altra ceramica di fattura grossolana, danno una certa sicurezza nello stabilire che la città gode di una buona prosperità almeno fino al IV secolo d.C. Nel territorio circostante al centro urbano moderno è possibile ipotizzare la diffusione di fattorie agricole nel periodo, gestite da personale servile, come riferito da una iscrizione latina, che ricorda la morte di Germana serva di Polonus (conservata al Museo Archeologico Provinciale "S. Castromediano» di Lecce), probabilmente pertinente all'area cimiteriale di un fondo rustico.

Per l'assenza di documentazione archeologica da questo periodo in poi e per lunghi secoli è molto probabile che la cittadina segua il declino economico e culturale che accompagna la caduta dell'impero romano d'Occidente e tutto l'Alto Medioevo.

Abbiamo comunque prove, anche attraverso le citazioni di vari autori, che la città sia viva e in qualche modo attiva dal VII secolo a.C. fino al VI secolo d.C.

Il nome della città viene declinato in diverse forme:

Nel periodo dal VI sec. d.C. fino al tardo Medioevo, la città scompare dalle citazioni, probabilmente subendo un lento e innarestabile declino fino a essere completamente abbandonata.

Periodo medioevale[modifica | modifica wikitesto]

È da ritenersi abbastanza infondata o comunque molto romanzata, la notizia che Alezio sia stata distrutta intorno all'anno 1000 da una incursione saracena, benché il contesto storico sembri avvalorare la tesi di ultimi rigurgiti saraceni nel Salento (autori Arditi, Visceglia). Con ogni probabilità nel periodo Alezio non esisteva già come città e consisteva al massimo in un casale assai povero e desolato. Poco per attirare le attenzioni di orde saracene che fra l'altro esauriscono proprio in quegli anni la spinta propulsiva soprattutto nel territorio salentino che diventa, sotto il ritrovato dominio bizantino prima e normanno poi uno dei siti relativamente più sicuri della Puglia. L'intero territorio proviene da un periodo di guerre e occupazioni che dura ormai da 5 secoli, è abbastanza improbabile che Alezio abbia avuto miglior sorte di altri cittadine dell'entroterra che nel periodo attraversano uno dei momenti più bui della propria storia.

Qualche segno di una certa ripresa dell'attività edilizia nel territorio aletino si hanno in periodo tardo medievale e comunque riutilizzando ambienti già esistenti e tecniche costruttive rudimentali e molto modeste, Alezio resta comunque poco più di un piccolo insediamento rurale se ancora nel 1567 il vescovo di Gallipoli la definisce un "casale povero e semiabbandonato" (dalla relazione sulla visita pastorale effettuata da Pelegro Cibo, vescovo di Gallipoli).

In ogni caso il sito verserà in stato di completo abbandono sino al XII - XIII secolo, periodo in cui venne edificato il primo embrione del tempio dedicato a Santa Maria della Alizza o Lizza (fastosamente festeggiata il 15 agosto di ogni anno) per opera, forse, di alcuni monaci di rito greco. Non è nota la data di fondazione della chiesa. Le notizie storiche sono assai limitate e si ricavano per lo più da documenti pontifici, da descrizioni sullo stato della diocesi di Gallipoli in occasione di visite pastorali e dagli archivi parrocchiali. Gli studiosi locali dell'Ottocento sono concordi nel collegare le vicissitudini della chiesa a fatti d'arme della vicina Gallipoli durante il XIII-XIV secolo.

È probabile che, in seguito all'assedio di Gallipoli (1268-69), nel corso della campagna italiana di Carlo I d'Angiò, la cattedrale di Sant'Agata in Gallipoli sia divenuta inutilizzabile. Così nella prima metà del XIV secolo fu eletta sede episcopale la chiesa della Alizza che, per l'occasione, venne intitolata a Santa Maria de Cruciata e naturalmente a Sant'Agata, come si apprende da una lettera di papa Giovanni XXII, che da Avignone esortava Milezio, vescovo di Gallipoli, e tutti i fedeli, cui concedeva quaranta giorni di indulgenza, a raccogliere fondi per edificare et reconstruere la cattedrale ad Alicia (Alezio) (dagli Acta lohannis XXII, n.118, 6 gennaio 1330). Probabile si sia poi riformato intorno alla chiesa un villaggio di modeste dimensioni nominato Casal d'Alezio, e che restò tale sino al XVII secolo.

Per registrare una ripresa del casale bisogna arrivare al 1714-1715, quando due proprietari terrieri, Antonio Coppola prima e Francesco Alemanno (detto "picciotto") poi, concessero in enfiteusi larga parte dei terreni nelle immediate vicinanze del borgo ad alcuni contadini, permettendo un nuovo, sebbene limitato, sviluppo del territorio. Ancora intorno al meta' del XVIII sec., il borgo contava non più di 200 anime. La tradizione vuole che in onore dell'Alemanno, Casal d'Alezio venne denominato Villa Picciotti. Secondo un'altra ipotesi, il nome sarebbe derivato dalle presenza nel porto di Gallipoli di molti pescatori siciliani che alloggiavano con le loro famiglie in alcuni casolari intorno alla chiesa della Lizza.

Nel 1854 il piccolo centro ottenne l'autonomia amministrativa e dopo l'Unità d'Italia riottenne il nome di Alezio[6].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Alezio-Stemma.png

Lo stemma civico raffigura la fenice, mitico uccello sacro. Quando la fenice si accorge di stare per morire prepara un rogo con dei rami di erbe aromatiche e al tramonto, rivolto verso il sole calante, si dà fuoco. Nove giorni dopo risorge dalle sue stesse ceneri. Evidentemente tale simbolo si riferisce metaforicamente alla storia di Alezio che è dovuta rinascere dopo le distruzioni subite nel corso dei secoli. Sullo stemma c'è anche un rotolo spiegato di carta, in cui c'è l'iscrizione post fata resurgo, che significa rinasco dopo gli avversi destini. Sotto la fenice si scorge l'iscrizione Alexias (ΑΛΙΧΙΑC) in lettere messapiche.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Santuario di Santa Maria della Lizza
Chiesa dell'Addolorata

Chiesa di Santa Maria della Lizza[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Maria della Lizza fu edificata tra la seconda metà del XII e la prima metà del XIII secolo. L'edificio presenta una pianta a croce latina, con i bracci del transetto sporgenti. All'esterno, addossato alla facciata nord, Carlo I d'Angiò fece edificare un pronao turrito per scopi difensivi. Gli affreschi conservati all'interno risalgono a epoche diverse e possono essere raggruppati in tre fasi principali, comprese tra il X e il XVI secolo. La chiesa conserva alcune tele di pregevole fattura, databili tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento, attribuite al gallipolino Gian Domenico Catalano e alla sua scuola. Venne elevata a Santuario nel 1950 dal vescovo Nicola Margiotta.

Chiesa della Madonna Addolorata[modifica | modifica wikitesto]

L'inizio della costruzione della parrocchiale, dedicata alla Madonna Addolorata, risale al 1838 su progetto dell'architetto Lorenzo Turco. Fu portata a termine nel 1875 e sorge sulle fondamenta di un'antica costruzione risalente al XII secolo. L'attiguo orologio pubblico fu costruito tra il 1838 e il 1840.

Interno

La chiesa, a pianta a croce greca, presenta una copertura a botte decorata con stucchi; all'altezza del transetto si innalza una cupola circolare recante sui quattro pennacchi le raffigurazioni dei quattro evangelisti. Sulla cantoria, situata sopra la zona d'ingresso, è presente un organo a canne donato nel 1884 da Vincenzo Starace. Nella navata, entro piccole cappelle, sono posizionati i semplici altari di santa Lucia, della Crocifissione di Gesù, di san Giovanni Battista e dell'Immacolata. I due bracci del transetto accolgono gli altari dedicati all'Addolorata, con pala della Deposizione dalla croce, e a san Pietro, con tela raffigurante il Martirio di san Pietro. Nei due bracci si aprono inoltre i cappelloni di san Rocco e del Santissimo Sacramento.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Tafuri[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Tafuri è una dimora signorile del XVIII secolo. Esternamente si presenta con una lunga balconata e con lo stemma della famiglia Tafuri, che rappresenta un albero di quercia con due fulmini, che campeggia sul portone di ingresso. Internamente le stanze sono con copertura a volta una diversa dall'altra, di cui una a croce di Malta. Il palazzo ospita la sede del museo civico messapico. La via in cui si trova il palazzo è chiamata la via dei Lacci.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2019 la popolazione straniera residente risultava essere composta da 112 persone.[8] Le nazionalità più rappresentate provengono da:

  • Romania - 29
  • Polonia - 10
  • Albania - 8
  • India - 7
  • Gambia - 6
  • Bulgaria - 6
  • Nigeria - 5
  • Germania - 4

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Dialetto salentino.

Ad Alezio si parla il dialetto salentino con influenze del dialetto della vicina Gallipoli. A Gallipoli infatti, si parla il dialetto gallipolino, una variante del salentino. A causa della vocazione marinaresca e commerciale della città ionica questo dialetto è stato maggiormente influenzato dagli altri dialetti meridionali.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Santa Messa, Madonna della Lizza

La Lizza[modifica | modifica wikitesto]

Patrona di Alezio è la Madonna dell'Assunta che si festeggia il 15 agosto. Nello stesso periodo attualmente si svolge un'importante e secolare fiera, alla quale nel 1484 re Ferdinando I di Aragona concesse il privilegio dell'esenzione da ogni dazio e gabella. Concessione che venne a decadere il 25 luglio 1810, quando Gioacchino Napoleone Murat, "autorizzando" il comune di Gallipoli a tenere la fiera nella Parrocchia della Lizza nei giorni nei giorni 13, 14 e 15 del mese di agosto, riassoggettò la stessa al nuovo regime fiscale del Regno di Napoli. Un tempo era diffuso tra le donne che rendevano omaggio alla Vergine l'usanza di giungere a piedi camminando sulle ginocchia dall'ingresso del paese fino alla chiesa. Ancora si rinnova la consuetudine di annunciare per tutta la novena l'avvicinarsi della festa con il suono di un fischietto e di un tamburo. Una tradizione antichissima vuole che, in passato sino alla fine dell'Ottocento, si accompagnasse cantando "la tiara" canto popolare religioso in onore dell'Assunta.

La Lizziceddra[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla festa del 15 agosto vi è una celebrazione minore ma non meno importante per gli aletini la cosiddetta Lizziceddra che si svolge il 27 dello stesso mese per ricordare, secondo la tradizione popolare, la patrona che fu artefice di un miracoloso evento, accaduto il 27 agosto 1886. La sera di quel giorno Alezio venne colpita da un terremoto di tale intensità e durata da far temere la distruzione del paese; nonostante fosse stato così impetuoso non ci furono danni alle costruzioni e neppure nessuna vittima e i danni furono di lieve entità. Tra la popolazione avvenne il riconoscimento che il miracolo dello scampato pericolo fosse avvenuto per intercessione dell'Assunta patrona del paese.

In segno di ringraziamento si organizzarono solenni festeggiamenti, divenuti da quell'anno una tradizione molto sentita, appunto la Lizziceddra. Inoltre si racconta che la stessa vergine Assunta mentre lasciava Alezio, dopo averla liberata dal terremoto, giunta sulla strada per Gallipoli, si fermò in un podere a riposare, chiamato appunto "Croce te la Lizza", che era probabilmente un segnale di confine di proprietà. Da questo episodio, realmente avvenuto, la leggenda ha tramandato che quella stele fu eretta proprio a ricordo della sosta della Vergine e in seguito nelle vicinanze fu costruita una cappelletta a Lei dedicata, dove il 27 agosto i fedeli si recano in processione.

San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

La Festa si svolge la terza domenica di ottobre, la ricorrenza dura due giorni durante i quali si susseguono appuntamenti religiosi e festeggiamenti laici. La Fiera si svolge il secondo giorno della ricorrenza, tra le numerose bancarelle e gli stand si possono acquistare tanti prodotti tipici. In alcune occasioni viene esposta sull'altare di San Rocco, nella chiesa dell’Addolorata, l'infiorata, ovvero una composizione di fiori che riproduce l'immagine del Santo. Allietano la festa i concerti di una banda ed una fiera. In quel giorno è tradizione acquistare il primo baccalà e le prime castagne; di questo paese san Rocco è il patrono.[9]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca comunale

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Esistono ad Alezio una scuola dell'infanzia; due scuole primarie; una scuola secondaria di I grado; l'Istituto d'Arte "Giannelli" (attualmente in disuso)

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo Civico Messapico[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo Civico Messapico è ubicato in via Kennedy, nel palazzo settecentesco della nobile famiglia Tafuri di Gallipoli. Voluto dall'Amministrazione Comunale in seguito ai rinvenimenti casuali nel moderno centro abitato e dopo gli scavi della necropoli messapica, è stato dichiarato monumento nazionale nel 1981 e inaugurato nel 1982, evitando così la dispersione dei preziosi oggetti.

I corredi funerari esposti provengono da rinvenimenti occasionali sotto la città e dalla zona di Monte d'Elia, collocabili tra gli inizi del IV e gli inizi del III secolo a.C. Si tratta per lo più di oggetti in ceramica acroma o decorata a fasce brune di produzione locale, tra cui è in vetrina una trozzella, degli unguentari, un cratere, delle fibule in bronzo, coppe di tipo ionico, un Guttus a vernice nera, resti di guscio d'uovo, Skyphos a vernice nera, un vaso antropomorfo e altri oggetti utilizzati nell'ambito funerario. Di notevole importanza è la documentazione epigrafica risalente allo stesso periodo e limitata alle iscrizioni funerarie. Interessante è l'epigrafe messapica, esposta in museo, con andamento bustrofedico; una delle poche databili VI secolo a.C. Merita grande attenzione la vetrina degli ori, splendidi gioielli del I secolo a.C. appartenenti a una fanciulla. Senza trascurare il plastico che riproduce in scala la necropoli di Monte D'Elia, posto al centro della sala ottagonale, circondato da vetrine espositive e da pannelli informativi che offrono approfondimenti didattici alla visita. Antistante il Museo è il parco archeologico all'aperto. Il parco espone diverse tipologie di tombe messapiche databili tra il VI e il II secolo a.C., rinvenute durante gli scavi alla necropoli e occasionalmente nel centro abitato.

Museo Della Confraternita[modifica | modifica wikitesto]

La Confraternita Santa Maria della Lizza è stata fondata nel 1670 per devozione di alcuni devoti concittadini del feudo ai quali era imposto di osservare delle regole scrupolose. Per essere ammessi alla Confraternita, ciascun confratello deve presentare domanda al Priore che, sottoposta all'attenzione degli altri confratelli, si procede all'accettazione. L'aspirante confratello, prima della nomina deve effettuare un periodo di noviziato della durata di un anno.

A partire dal 2005 la Confraternita S. Maria della Lizza, su forte volere del priore Oronzo Franco Amico, ha voluto esporre, in alcuni locali adiacenti il Santuario della Madonna, oggetti antichi appartenenti alla Confraternita dei quali si stava perdendo anche il ricordo perché oramai abbandonati. Fu proprio il Priore a desiderare la realizzazione di questo piccolo Museo Della Confraternita, aperto per la prima volta nei giorni dei festeggiamenti della protettrice.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Economia della Puglia.

L'economia di Alezio è legata principalmente ad attività di tipo agricolo e alla produzione di ottimo olio d'oliva e vino di alta qualità e al turismo, il cui sviluppo è stato favorito nel tempo dall'attraente e vicina città di Gallipoli.

Produzione vinicola[modifica | modifica wikitesto]

Ad Alezio si produce l'Alezio Doc che si distingue in due tipologie: il Rosso, di sapore caldo e amarognolo, e il Rosato, di sapore asciutto e vellutato, entrambi prodotti con il vitigno Negroamaro.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La strada provinciale 361 Gallipoli-Maglie attraversa Alezio lungo la direttrice est-ovest e ne garantisce il collegamento alla statale 101 per Lecce e alla 274 per Santa Maria di Leuca. Il comune è servito inoltre, da nord e in senso orario, dalla SP 53 per Sannicola, dalla SP 43 Alezio-Tuglie-Collepasso, dalla SP 54 per Taviano e dalla SP 282 per la contrada gallipolina di Scalelle.

La stazione ferroviaria di Alezio sorge lungo la linea Zollino - Gallipoli, inaugurata nel 1885 e dal 1933 gestita delle Ferrovie Sud Est.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Regno d'Italia (1870-1946)[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1873 1877 Diego Pagliano Sindaco
1879 1881 Antonino Fiorito Sindaco
1882 1888 Andrea Giannelli Sindaco
1889 1893 Rocco Rizzello Sindaco
1893 1897 Giovanni Morleo Sindaco
1900 1901 Carlo Carteny Sindaco
1901 1918 Arturo Sanape De Pace Sindaco
1920 1926 Ferruccio Fiorito Sindaco
25 giugno 1926 26 ottobre 1926 Enrico Falcone Sindaco
1927 1929 Michele Granata Sindaco
1929 1941 Giovanni Sances Sindaco
Francesco Papaleo Sindaco
Ugolino Fiorito Sindaco

Repubblica Italiana (1946-presente)[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1954 Giuseppe Cataldi Sindaco
1954 1956 Paolo Giorgino Sindaco
1956 1968 Rocco Gabellone Sindaco
1970 1975 Ezio Raheli Sindaco
1975 1979 Luigi Mercuri Sindaco
1979 1985 Pasquale D'Aprile Sindaco
1985 1988 Vincenzo Carteny Sindaco
11 luglio 1988 31 agosto 1990 Claudio Conversano Democrazia Cristiana Sindaco [10]
31 agosto 1990 7 giugno 1993 Giovanna Teresa Nisco Pedaci Democrazia Cristiana Sindaco [10]
7 giugno 1993 15 novembre 1995 Giovanna Teresa Nisco Pedaci Partito Popolare Italiano, Democrazia Cristiana Sindaco [10]
6 dicembre 1995 10 giugno 1996 Salvatore Nuzzachi Comm. pref. [10]
10 giugno 1996 17 aprile 2000 Fernando D'Aprile centro-sinistra Sindaco [10]
17 aprile 2000 5 aprile 2005 Fernando D'Aprile centro-sinistra Sindaco [10]
5 aprile 2005 10 febbraio 2008 Cosimo Caroppo lista civica Sindaco [10]
10 febbraio 2008 15 aprile 2008 Beatrice Agata Mariano Comm. straordinario [10]
15 aprile 2008 27 maggio 2013 Vincenzo Romano lista civica: Uniti Per Alezio Sindaco [10]
27 maggio 2013 10 giugno 2018 Vincenzo Romano lista civica: Uniti Per Alezio Sindaco [10]
10 giugno 2018 in carica Andrea Vito Barone lista civica Sindaco [10]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzetto dello Sport di Alezio

Tiro a segno[modifica | modifica wikitesto]

Ad Alezio è presente dal gennaio 1997 una Sezione del Tiro a Segno Nazionale istituita dall'Unione Italiana Tiro a Segno di Roma (Ente Pubblico e Federazione Sportiva Nazionale del C.O.N.I.), che cura i corsi di idoneità al maneggio delle armi per coloro che sono obbligati per legge a svolgere servizio armato presso Enti Pubblici e/o Privati (Guardie Giurate, Portavalori, Polizie Locali, ecc.) e per coloro che richiedono un porto d'armi, con rilascio di appositi diplomi e patentini di idoneità al maneggio delle armi; la Sezione del T.S.N. pratica anche l'attività sportiva del tiro a segno, partecipando ai vari campionati provinciali, regionali e nazionali. La sede sociale è ubicata in via San Pancrazio 41 (tel./fax 0833/282099 - cell. 328/3658931), dove è stato allestito un poligono di tiro per armi sportive ad aria compressa con n. 6 linee di tiro a 10 metri, omologato dall'U.I.T.S.[11]

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

Alezio è sede dell'A.S.D. Basket Alezio, fondata nel 2015. Iscrittasi al campionato regionale di prima categoria, riceverà tuttavia una promozione nel campionato regionale nel 2016. La società ha inoltre una squadra under 16 che ha vinto il campionato regionale CSI, qualificandosi per le finali nazionali 2015/16.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1998 è nata la Volley Alezio che milita nel Campionato di Serie D.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015 è nata la Virtus Alezio che milita nel Campionato di terza categoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alezio, TuttItalia.it. URL consultato il 22 maggio 2017.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2019.
  3. ^ Alezio, su Puglia.indettaglio.it.
  4. ^ http://clima.meteoam.it/AtlanteClimatico/pdf/(332)Lecce%20Galatina.pdf Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
  5. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani, su confedilizia.it. URL consultato il 10 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 27 gennaio 2010).
  6. ^ R.D. 1485 del 1º luglio 1873
  7. ^ Statistiche I.Stat ISTAT URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  8. ^ Statistiche demografiche ISTAT, su demo.istat.it. URL consultato il 21 agosto 2019.
  9. ^
    • Nell'ottobre 2006 è stata accolta la reliquia di san Rocco custodita nella chiesa di San Rocco di Roma (il braccio);
    • il 13 maggio 2009 è tornata per la seconda volta (cosa mai accaduta prima) la reliquia, accompagnata dall'urna del "Transito di San Rocco";
    • il 16 maggio 2009 si è tenuto il Convegno - incontro europeo degli amici di san Rocco, con la partecipazione di quasi 1 800 persone.
  10. ^ a b c d e f g h i j k http://amministratori.interno.it/
  11. ^ Sito ufficiale Tiro a Segno Nazionale Alezio, su tsnalezio.it. URL consultato il 18 ottobre 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicola Maria Cataldi - Aletio illustrata, 1841 (ristampa 2007).
  • Salvatore Bolognese - Alezio, note di toponomastica, Lorenzo Capone Editore, 1978.
  • Zacchino V., Berger M. - Paesi e figure del vecchio Salento vol. II, Congedo editore, Galatina, 1980.
  • Ivan Ferrari - La fiera della Lizza. Oltre 500 anni di storia, Edizioni Esperidi, San Cesario di Lecce 2009.
  • Lecce e il Salento, Touring, 2010.
  • Vincenzo Romano, Walter De Santis - Alezio. Le strade, le storie, 2019.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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