Corigliano d'Otranto

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Corigliano d'Otranto
comune
Corigliano d'Otranto – Stemma Corigliano d'Otranto – Bandiera
Corigliano d'Otranto – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Lecce-Stemma.png Lecce
Amministrazione
Sindaco Addolorata Manti (lista civica) dal 31/05/2015
Territorio
Coordinate 40°10′N 18°15′E / 40.166667°N 18.25°E40.166667; 18.25 (Corigliano d'Otranto)Coordinate: 40°10′N 18°15′E / 40.166667°N 18.25°E40.166667; 18.25 (Corigliano d'Otranto)
Altitudine 97 m s.l.m.
Superficie 28,41 km²
Abitanti 5 916[1] (30-11-2011)
Densità 208,24 ab./km²
Comuni confinanti Castrignano de' Greci, Cutrofiano, Galatina, Maglie, Martano, Melpignano, Sogliano Cavour, Soleto, Zollino
Altre informazioni
Cod. postale 73022
Prefisso 0836
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075023
Cod. catastale D006
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 260 GG[2]
Nome abitanti coriglianesi o chorianì (in griko)
Patrono san Nicola di Mira
Giorno festivo 23 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Corigliano d'Otranto
Corigliano d'Otranto
Posizione del comune di Corigliano d'Otranto all'interno della provincia di Lecce
Posizione del comune di Corigliano d'Otranto all'interno della provincia di Lecce
Sito istituzionale

Corigliano d'Otranto (Choriàna o Koriàna in griko[3], Curiànu in dialetto salentino, fino al 1862 chiamata Corigliano) è un comune italiano di 5.916 abitanti[4] della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel Salento, a 24,9 km dal capoluogo provinciale, appartiene alla storica regione della Grecìa Salentina, un'isola linguistica di nove comuni in cui si parla il griko, un antico idioma di origine greca.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Corigliano d'Otranto, che si estende nella parte centrale della provincia per 28,06 km², è totalmente pianeggiante. Il centro urbano sorge a 97 m s.l.m.; il territorio risulta compreso tra i 73 e i 109 m s.l.m. con un'escursione altimetrica complessiva pari a 36 metri[5]. Il comune giace sopra i banchi calcarei più antichi, quelli del Cretaceo, in genere fratturati e ricoperti di terra rossa. L'agro coriglianese è coltivato principalmente a uliveto. L'alta permeabilità del terreno, che assorbe la maggior parte delle precipitazioni piovose, determina l'assenza di corsi d'acqua superficiali e la presenza sul territorio di manufatti per ovviare a tale penuria, come cisterne e pozzelle.

Confina a nord con i comuni di Soleto, Zollino e Martano, a est con i comuni di Castrignano de' Greci e Melpignano, a sud con i comuni di Maglie e Cutrofiano, a ovest con i comuni di Sogliano Cavour e Galatina.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Clima della Puglia e Stazione meteorologica di Lecce Galatina.

Dal punto di vista meteorologico Corigliano d'Otranto rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle serre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[6].

Corigliano d'Otranto Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,4 13,0 14,8 18,1 22,6 27,0 29,8 30,0 26,4 21,7 17,4 14,1 13,2 18,5 28,9 21,8 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,3 9,6 13,3 17,2 19,8 20,1 17,4 13,7 10,1 7,3 6,2 10,1 19,0 13,7 12,3
Precipitazioni (mm) 80 60 70 40 29 21 14 21 53 96 109 83 223 139 56 258 676
Umidità relativa media (%) 79,0 78,9 78,6 77,8 75,7 71,1 68,4 70,2 75,4 79,3 80,8 80,4 79,4 77,4 69,9 78,5 76,3

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Corigliano d'Otranto, Storia del Salento e Storia della Puglia.
Le origini del nome

Il nome del paese viene fatto derivare erroneamente dalla parola cuore (simbolo che compare per assonanza nello stemma civico), mentre probabilmente si riconduce al termine greco medioevale "χωρίον" (choríon), che significa "villaggio", "podere".

Il territorio fu abitato da civiltà protostoriche, testimoniate dai resti megalitici di specchie, dolmen e menhir. La fondazione del paese è incerta e potrebbe risalire al periodo della Magna Grecia, al periodo romano o addirittura al periodo pre-romano con i Messapi. Del periodo romano resta il tessuto urbanistico del centro storico nel quale, fra via Capiterra e via Cavour, è individuabile un rettangolo abitativo strutturato su lotti corrispondenti a multipli o sottomultipli dell'actus romano. Allo sviluppo del piccolo centro contribuì il cenobio basiliano di San Giorgio costruito nel IX secolo e nel quale era attiva una scuola di lingua greca e cultura bizantina che lasciò numerosi codici greci, ora custoditi in importanti biblioteche. Questa decadde alla fine del XV secolo con la distruzione del monastero di San Nicola di Casole di Otranto, del quale costituiva una grancia.

Il primo documento scritto in cui compare il nome di Corigliano risale al 1192, quando il re normanno Tancredi d'Altavilla lo concesso in feudo a Pietro Indini. Nei secoli successivi passò sotto il controllo di varie famiglie feudatarie[8]. Nel 1465 fu acquistato dalla famiglia de' Monti, di origine francese, giunta in queste terre al tempo degli Angioini. Nicola Antonio acquistò il feudo direttamente dalla Regia Corte e alla sua morte, avvenuta nel 1480, passò al figlio primogenito Francesco, uomo d'arme, diplomatico e alto funzionario della corte di Ferdinando II di Aragona. Da Francesco il feudo di Corigliano passò al figlio Giovan Battista, che nel 1534 ottenne dall'imperatore Carlo V il titolo di marchese. Tra il 1514 e il 1519, fortificò il paese e ampliò notevolmente il castello dotandolo di potenti artiglierie, di quattro torrioni angolari, nonché di munizioni e di potenti mezzi difensivi. Dopo Giovan Battista, nel possesso del feudo si susseguirono, sempre di padre in figlio, Francesco II dal 1537 al 1557, Giovanni II dal 1557 al 1594, Geronimo dal 1594 al 1644 e Giorgio dal 1644 al 1649; con Giorgio che morì giovane, ha termine il marchesato dei de' Monti. Tra il 1649 e il 1651 il feudo passò prima alla sorella Giulia sposata con Francesco Sanfelice e da questi al figlio Alfonso Sanfelice-de' Monti. Nel 1651, al termine di contrasti nati in relazione alla successione ereditaria di Giorgio de' Monti, l'intera eredità viene messa all'asta e acquistata dal facoltoso barone di Tutino Luigi Trane[9].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa madre di san Nicola
Chiesa dell'Addolorata
  • Chiesa dell'Addolorata, costruita in stile neogotico tra gli anni venti e gli anni sessanta del XX secolo, è sede della Confraternita dell'Addolorata, la quale originariamente officiava nella chiesa dell'Assunta demolita nel 1926 per allargare Piazza San Nicola. La facciata ha un solo portale, decorato con motivi geometrici, sormontato da archi a tutto sesto che terminano nel telaio della porta, costituito da un bassorilievo raffigurante La Pietà, opera dello scalpellino Giovanni Malorgio. Sul portale, in asse con la navata centrale, vi è il rosone. In corrispondenza delle navate laterali si aprono due bifore, racchiuse da un arco a tutto sesto. L'interno è caratterizzato dalla superficie a vista delle pareti in pietra leccese; nella navata laterale destra si conserva una grande tela raffigurante la Madonna Immacolata, realizzata dal pittore Oronzo Letizia di Alessano intorno alla fine del XVII secolo, mentre una grande tela del coriglianese Raffaele Del Savio, sistemata sulla parete interna della facciata, raffigura La vita dell'uomo (1979).
  • Chiesa della Madonna delle Grazie, l'attuale chiesa della Madonna delle Grazie risale alla prima metà del XVII secolo e sostituisce un'antica chiesa dello stesso titolo della quale si conserva un affresco bizantino della Madonna di Costantinopoli. La facciata, inquadrata da due robuste paraste angolari e coronata da una cornice a dentelli, è arricchita dal portale d'ingresso posto in asse con il finestrone. L'interno è impostato su una pianta a navata unica coperta da una volta a botte lunettata, con cordone a fogliame in chiave. Lateralmente sono disposti gli altari di sant'Antonio da Padova del 1649 e di santa Marina, raffigurata nella tela della titolare al centro; l'altare fu realizzato nel 1797 dal sacerdote Oronzo Rizzo di Corigliano. Originariamente la chiesa era dotata di altri due altari laterali: uno dedicato alla Natività di Gesù, l'altro a san Giorgio.
Cappella della Madonna degli Angeli
  • Cappella della Madonna degli Angeli, databile tra il XVI e il XVII secolo, è costituita da un unico vano coperto da una volta a botte lunettata evidenziata in chiave da un festone a fogliami. Le semplici linee architettoniche della facciata si ripetono all'interno che accoglie un piccolo altare maggiore sul quale campeggia un dipinto del Chiarello del 1994. Nel pomeriggio del lunedì dell'Angelo, nel piazzale antistante si tiene una piccola festa che culmina con la gara dell'albero della cuccagna.
  • Cappella di San Leonardo, costruita intorno alla seconda metà del XV secolo è costituita da una navata orientata a est coperta da una volta a botte, da un rosone a otto raggi e da un piccolo campanile a vela. Nell'interno è posto l'altare di san Leonardo arricchito dall'arme dei feudatari de' Monti. Sull'architrave della porta principale è incisa un'iscrizione latina.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Piazza Vittoria, è un'estesa zona verde destinata a giardini pubblici dove predominano i lecci. Su quest'area, nella parlata locale denominata "ezzumero" (luogo posto fuori le mura), convergono diverse vie che collegano il paese ai centri vicini ed alla campagna circostante. Secondo la leggenda, in questa piazza fu sepolto il generale dell'esercito turco morto durante l'assedio del paese. In passato era molto più estesa ed era il luogo in cui si svolgevano le più importanti attività commerciali del paese: ospitava settimanalmente un fiorente mercato a cui si aggiungevano appuntamenti di maggior rilievo come una fiera, ogni 22 di aprile, giorno di San Giorgio, a cui accorreva un gran numero di mercanti provenienti da lontano. L'antica frequentazione del luogo è testimoniata ancora dalla presenza di due frantoi oleari sotterranei e da un gran numero di cisterne pubbliche, ormai dismesse da diversi anni, alle quali, anticamente, tutta la popolazione poteva liberamente attingere. Il lato nord dell'ampia piazza lambisce alcuni tratti della cinta fortificata cinquecentesca ancora riconoscibili dal caratteristico toro che sporge dalle antiche strutture murarie. Al centro della piazza si erge il Monumento ai Caduti di Corigliano, che ricorda gli eroi morti in guerra per la difesa della patria e sul quale campeggiano i versi di Giacomo Leopardi "...Beatissimi voi, ch'offriste il petto alle nemiche lance per amor di costei ch'al sol vi diede...".
Palazzo Comi
Veduta notturna dell'Arco Lucchetti (1497)
Torre dell'Orologio
  • Palazzo Comi, l'elegante mole di Palazzo Comi si affaccia nella centrale Piazza San Nicola, insieme ad altri episodi di edilizia minore. Si tratta di un alto fabbricato a due piani costruito nel 1755 e che a piano terra ingloba alcune residue strutture di preesistenti edifici. L'ingresso principale del palazzo è in corrispondenza del grande portale bugnato lungo la via Moncenisio. Per la strutturazione dei volumi e per l'ornato delle facciate costituisce un significativo esempio di architettura civile settecentesca con evidenti richiami di tipo classico nell'impostazione delle facciate. Sulla facciata principale gli ornati della falsa bifora del balcone superiore e quelli della soprastante nicchia in cui è collocata la statua dell'Immacolata sono riferibili ai coriglianesi Gaetano e Orazio Carrone. Nei locali a piano terra si conserva il frammento di un'iscrizione a caratteri greci che è una delle poche testimonianze del passato bizantino di Corigliano rimaste nel paese.
  • Palazzo Peschiulli, del 1781, prende il nome da un'antica famiglia coriglianese. In esso, secondo la tradizione, domiciliava abitualmente l'archimandrita di tutti i salentini di rito greco. Alla famiglia Peschiulli appartenne il poeta Andrea (1601 - Roma 1691), del quale si conservano numerosi componimenti poetici. Al suo interno ingloba alcune strutture di preesistenti costruzioni cinque-seicentesche. A destra della facciata, un'arcata immette in un'ampia corte sulla quale prospettano un palazzetto settecentesco con iscrizioni latine sugli architravi delle finestre a primo piano e un altro più antico con accesso da una balconata; quest'ultimo è dotato, a scopo difensivo, di saettiere ricavate nello spessore del parapetto terminale impostato su mensole a sbalzo dalla facciata sottostante.
  • Palazzo de' Monti, sito in Via Alighieri, della seconda metà del Cinquecento, costruito dall'omonima famiglia feudataria e rimaneggiato nel XIX secolo, è attualmente noto come Palazzo Gervasi. Sulla facciata spiccano le decorazioni di gusto rinascimentale di due balconcini a primo piano e quelle del portale d'ingresso a piano terra con l'arme dei de' Monti in chiave.
  • Palazzo Coia, è un robusto edificio di impianto cinquecentesco, rimaneggiato nei secoli successivi, la cui facciata è caratterizzata da iscrizioni incise sugli architravi delle aperture al piano superiore e che datano dalla metà del Cinquecento sino alla metà del Settecento; tra queste, la più antica è quella della finestra più vicina all'angolo nella quale compare il motto "CONTRA RAGGION INVIDIA NON HA LOCO" che vi fu inciso nel 1563.
  • Torre dell'orologio, situata in Piazza San Nicola, la Torre dell'orologio civico è costituita da tre ordini, evidenziati da cornici marcapiano, al termine dei quali si imposta un piccolo campanile a vela. La decorazione evidenzia le modifiche subite nel tempo attestate anche dalle iscrizioni latine dalle quali si deduce che l'antica struttura fu ricostruita nel 1644 e modificata nel 1770; le iscrizioni che ricordano i lavori eseguiti nel 1644 furono composte dal letterato di Corigliano Andrea Peschiulli. Come vuole la tradizione, vi fu sistemato "un grande orologio di ferro" che i coriglianesi sottrassero ai turchi allorquando, nel 1632, al comando del loro feudatario Giorgio de' Monti, li vinsero a Castro liberando la città da essi occupata.
  • Arco Lucchetti, l'antichissimo portale noto come Arco Lucchetti, sito in Vico Freddo, delimita l'ingresso di un cortile ed è costituito da tre elementi monolitici in pietra leccese: un architrave a sesto ribassato ben conservato e due piedritti corrosi nella metà inferiore. La ricca decorazione del portale occupa interamente la superficie frontale e quella di intradosso dell'arcata. Fu realizzato nel 1497 dal proprietario del caseggiato, mastro Nicola Robi, che ne fu anche l'artefice, così come egli stesso dichiara in una delle iscrizioni che vi sono incise. L'intera decorazione dell'arco si rifà a modelli medievali. L'arco immette all'interno di una corte nella quale si intravedono iscrizioni latine cinquecentesche incise sugli architravi delle porte.
  • Serbatoio dell'Acquedotto, l'orizzonte a nord-ovest del paese è occupato dal modesto rilievo della Serra sulla quale si erge la massiccia mole cilindrica di un serbatoio idrico; costruito dall'Acquedotto Pugliese negli anni trenta, è alto circa 40 metri e contiene una riserva idrica di oltre 22.000 metri cubi destinati a soddisfare un vasto bacino d'utenza. È alimentato da una condotta a pressione proveniente da un sottostante impianto di sollevamento. Il manufatto è degno di un certo interesse sotto l'aspetto ingegneristico, rimanendo tutt'oggi uno dei più grandi serbatoi idrici di superficie, nonché primo in Europa per grandezza. Dalla sua sommità, nelle giornate limpide è possibile scorgere gran parte della penisola salentina e i due mari che la circondano. Questo serbatoio, insieme alla torre per telecomunicazioni che lo affianca, costituisce l'inconfondibile segno distintivo del profilo del territorio coriglianese.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello
Castello - Vista laterale
mappa
  • Castello de' Monti, attestato sul versante sud-est dell'antica cerchia muraria, il Castello de' Monti rappresenta, secondo le parole di G. Bacile di Castiglione, il «più bel monumento di architettura militare e feudale del principio del Cinquecento in Terra d'Otranto», ed è sicuramente il modello più compiuto del trapasso dalle torri quadre a quelle rotonde: il castello ha infatti impianto quadrangolare con quattro torri angolari a base scarpata e a tre livelli di fuoco, circondato da un profondo fossato. Di impianto medievale, il castello fu radicalmente ristrutturato e ampliato tra il 1514 e il 1519 da Giovan Battista de' Monti che lo adeguò alle esigenze belliche ed ai princìpi dell'arte militare del tempo avvalendosi di maestranze locali. È interamente circondato da un fossato e si sviluppa su una pianta quadrata ai cui angoli si innestano quattro poderosi torrioni circolari; a questi era affidata la maggiore efficacia dell'intero sistema difensivo, come denotano le numerose cannoniere che si aprono lungo i fianchi in corrispondenza delle casematte interne disposte a piano terra ed a primo piano. Ogni torrione presenta l'araldica dei de' Monti accompagnata dalle raffigurazioni allegoriche delle quattro virtù cardinali e dai bassorilievi di altrettanti Santi sotto la cui protezione è posto ciascun torrione. Guardando la facciata principale, il torrione a sinistra è intitolato a San Michele Arcangelo la cui effigie è affiancata dall'allegoria della fortezza; il torrione a destra è intitolato a Sant'Antonio Abate al quale è affiancata, anche se ormai praticamente cancellata per l'erosione del materiale lapideo, l'allegoria della temperanza. Gli altri torrioni sono intitolati a San Giorgio e a San Giovanni Battista, ai cui bassorilievi sono associate, rispettivamente, le raffigurazioni allegoriche della prudenza e della giustizia. Venuta meno l'originaria funzione difensiva che sicuramente restò di primaria importanza per tutto il Cinquecento, alla metà del Seicento il castello fu adattato, secondo la moda del tempo, ad esigenze estetiche e di rappresentatività della famiglia del feudatario. Infatti, il duca Francesco Trane, appartenente alla famiglia feudataria che nel 1651 aveva acquisito il feudo dall'ultimo dei de' Monti, nel 1667 ingentilì l'austero edificio militare facendo costruire una nuova facciata, sovrapposta alla preesistente, sulla quale schierò una serie di statue allegoriche accompagnate da iscrizioni celebrative e dai busti dei grandi condottieri del passato; al centro fece porre la sua statua affiancata dalle allegorie della giustizia e della carità. La targa epigrafica posta ai suoi piedi informa sulle sue doti e sui suoi titoli nobiliari: "PONDERAT HEC CULPAS HEC EXIBET UBERA NATIS / HIC ASTREA MICANS HINC PELICANUS AMANS / FRANCISCUS TRANUS BARO TUTINI AC DOMINUS / STATUS COROLIANI CASTRUM HOC EXORNANDUM CURAVIT 1667" ("questa giudica i misfatti, quest'altra porge le mammelle ai figlioletti; da un lato la splendente Astrea, dall'altro l'amorevole Pellicano; Francesco Trane barone di Tutino e signore dello Stato di Corigliano si prese cura di abbellire questo castello nel 1667"). Dotò pure la nuova facciata principale di un balcone a sbalzo delimitato da un'elegante balaustra in pietra leccese riccamente decorata da fregi, animali fantastici e motivi floreali al centro dei quali fece incastonare l'arme del proprio casato. La facciata barocca posta in corrispondenza del ponte d'accesso è opera del 1667 di maestranze locali dirette dal mastro coriglianese Francesco Manuli.
Porta Sud
  • Porta Sud, localmente denominata Caporta (dal griko cau+porta, "porta sud"), è ubicata a ridosso del castello ed è sormontata dallo stemma civico e dall'arme araldica di Giovan Battista de' Monti, il feudatario che intorno ai primi del Cinquecento dotò il paese di un valido sistema difensivo. Sulla cornice superiore il motto "INVIDIA INOPIA FA" inciso in capitale umanistica pochi anni dopo la costruzione della porta invitava, e invita ancora oggi, a non avere invidia di tutto ciò che la cinta muraria racchiudeva al suo interno. Un breve tratto delle antiche mura si innesta sul fianco destro della porta.
  • Antiche mura di cinta, correvano lungo il perimetro oggi segnato da via Palestro, via Santi e via Pendino, si collegavano al castello, ed erano intercalate da torri di avvistamento, delle quali una era senz'altro l'attuale campanile della Chiesa Madre. Alle due estremità dell'asse principale, si aprivano due porte che erano le uniche vie di accesso al paese e dal paese alla campagna, la Cau-porta e l'Anu-porta (dal griko anu+porta, "porta nord") che si apriva nello spiazzo prospiciente la Chiesa Madre. Oggi si possono vedere piccoli tratti di mura di cinta nell'attuale via Don Bosco. Esse sono facilmente riconoscibili perché caratterizzate da un elemento architettonico inconfondibile: un cordone semicilindrico che sporge ad un'altezza variabile dai tre a quattro metri dall'attuale piano stradale e che ripeteva, continuandolo, il cordone che cinge i torrioni angolari ed i bastioni del castello.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Monumenti megalitici della provincia di Lecce.

Dolmen Caroppo I e II[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di due dolmen che poggiano sullo stesso banco roccioso a circa 2 metri di distanza uno dall'altro, rinvenuti nel 1993 dal ricercatore locale Oreste Caroppo. Il primo è un dolmen coperto da tre lastre a livelli decrescenti che scandiscono la divisione interna a tre piccole celle. Il megalite alto circa 1 metro, è sorretto da un ortostato monolitico a NE e da pietre sovrapposte, situate anche al suo interno. Il secondo presenta un'apertura a NE ed un lastrone di copertura irregolare sorretto da due piedritti monolitici e da alcuni a pietre sovrapposte.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Quercia Vallonea[modifica | modifica wikitesto]

Lungo Via Moncenisio si può ammirare un secolare e maestoso esemplare di Quercia Vallonea (quercus ithaburensis subs. macrolepis Kotschy), appartenente alla famiglia delle fagacee e senza dubbio la specie arborea più suggestiva della flora salentina. Caratteristica di questa specie arborea sono le grosse ghiande dalle quali anticamente si ricavava il tannino impiegato, tra l'altro, nella concia delle pelli. È uno dei pochi esemplari sopravvissuti nel Salento. La quercia di Corigliano ha un diametro del tronco di 1 metro e una chioma di 20 metri, con un'altezza di circa 15 metri. Nel dialetto grico è conosciuto con il nome di valani, dal greco "Balanos" (ghianda). Il giardino pubblico in cui sorge è sede, da alcuni anni, di numerose manifestazioni legate alla cultura grica, promosse dal circolo culturale "Argalìo" che ha la sua sede in alcuni antichi locali costruiti proprio sotto la chioma della grande quercia.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2010 a Corigliano d'Otranto risultano residenti 137 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono[11]:

Dislocazione dei comuni della Grecìa Salentina

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Griko, Grecìa Salentina e Dialetto salentino.

A Corigliano d'Otranto, comune della Grecìa Salentina, oltre al dialetto salentino, si parla il Griko. Il grecanico o griko (anche grico) è un dialetto (o gruppo di dialetti) di tipo neo-greco residuato probabilmente di una più ampia e continua area linguistica ellenofona esistita anticamente nella parte costiera della Magna Grecia. I greci odierni chiamano la lingua Katoitaliótika (Greco: Κατωιταλιώτικα, "Italiano meridionale"). La lingua, scritta in caratteri latini, presenta punti in comune con il neogreco e nel frattempo vocaboli che sono frutto di evidenti influenze leccesi o comunque neolatine. Da una rilevazione titolata "Stato della grecità linguistica nell'isola neogreca di Terra d'Otranto" effettuata tra l'aprile e il novembre 1964 da B. Spano, Corigliano d'Otranto risulta essere il secondo comune della Grecìa salentina dopo Sternatia nella percentuale del più alto numero di parlanti il griko, cioè il 71,1% del totale degli abitanti[12]. Oggi il griko a Corigliano è generalmente usato, o quantomeno compreso, tra la fascia d'età che va dai trent'anni in su.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca comunale[13]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Corigliano d'Otranto hanno sede una scuola dell'infanzia, una scuola primaria e una scuola secondaria di I grado appartenenti al locale Istituto Comprensivo Statale[14]. È presente anche una scuola dell'infanzia paritaria[15].

Persone legate a Corigliano d'Otranto[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Peschiulli (Corigliano d'Otranto, 31 dicembre 1601Roma, 9 gennaio 1691), è stato un poeta italiano.
  • Ettore Bianco (Corigliano d'Otranto 1917 - omissis) capitano Carabinieri partigiano combattente Bosco Martese e Acquasanta

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti stradali che interessano il comune sono:

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Corigliano d'Otranto è servito dall'omonima stazione ferroviaria posta sulla linea locale Lecce-Otranto gestita dalle Ferrovie del Sud Est.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
16 ottobre 1988 12 marzo 1991 Dante Nicola Blagho Partito Comunista Italiano, Partito Democratico della Sinistra Sindaco [16]
12 marzo 1991 13 gennaio 1993 Antonio Luchena Partito Socialista Italiano Sindaco [16]
23 gennaio 1993 7 giugno 1993 Amedeo Nicola Specchia Partito Socialista Italiano Sindaco [16]
7 giugno 1993 28 aprile 1997 Amedeo Nicola Specchia Partito Socialista Italiano Sindaco [16]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Salvatore Fiore Partito Popolare Italiano Sindaco [16]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Salvatore Fiore L'Ulivo Sindaco [16]
30 maggio 2006 18 gennaio 2010 Maria Addolorata Fiore L'Ulivo Sindaco [16]
22 gennaio 2010 30 marzo 2010 Rosa Maria Simone Comm. straordinario [16]
30 marzo 2010 1º giugno 2015 Maria Addolorata Fiore lista civica Sindaco [16]
1º giugno 2015 in carica Addolorata Manti lista civica: Corigliano città di tutti Sindaco [16]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Don Mauro Cassoni: Griko-Italiano, Vocabolario. Lecce 1999
  4. ^ Dato Istat al 30/11/2011
  5. ^ Pugliaindettaglio.it
  6. ^ http://clima.meteoam.it/AtlanteClimatico/pdf/(332)Lecce%20Galatina.pdf Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
  7. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani, confedilizia.it.
  8. ^ Dont les Cepoy, confirmés en 1303, et Thibaut y est avec son fils en 1307 quand la rédaction corrigée du "Livre de Marco Polo" est manuscrite (voir Joseph Petit, "Un capitaine du règne de Philippe le Bel: Thibaut de Chepoy", 1897, BnF 8-LN27-45095).
  9. ^ L. A. Montefusco, "Le successioni feudali in Terra d'Otranto" 1994.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Dati Istat
  12. ^ Grecia Salentina: Arte, Cultura e Territorio; Congedo Editore, 1996, ISBN 88-8086-118-2, p. 66
  13. ^ Lista delle Biblioteche della provincia di Lecce
  14. ^ Sito dell'Istituto Comprensivo di Corigliano d'Otranto
  15. ^ Lista della scuole
  16. ^ a b c d e f g h i j http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Angelo Campa e Vincenzo Peluso, Guida di Corigliano, tra le case e la fortezza nella Grecìa salentina, Congedo Editore, Galatina 1999
  • Mario Cazzato, Guida ai Castelli Pugliesi: la Provincia di Lecce, Congedo Editore, Galatina 1997
  • Raffaele Guarini, Corigliano nell'Ottocento. Evoluzione di un paese, Congedo Editore, Galatina 2005
  • Mario Cazzato, Antonio Costantini (a cura di Luigi Orlando), Grecia Salentina, Arte, Cultura e Territorio, Congedo Editore, Galatina 1996
  • Raffaele Guarini, Corigliano d'Otranto. Economia e società nel '700: il catasto onciario, Capone L., 1987.
  • Giuseppe D'Urso, Corigliano d'Otranto. Memorie dimenticate, Edizioni del Grifo, 2000.

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