San Cesario di Lecce

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San Cesario di Lecce
comune
San Cesario di Lecce – Stemma San Cesario di Lecce – Bandiera
San Cesario di Lecce – Veduta
Palazzo Ducale
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Lecce-Stemma.png Lecce
Amministrazione
Sindaco Andrea Paolo Filippo Romano (lista civica Insieme) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 40°18′N 18°10′E / 40.3°N 18.166667°E40.3; 18.166667 (San Cesario di Lecce)Coordinate: 40°18′N 18°10′E / 40.3°N 18.166667°E40.3; 18.166667 (San Cesario di Lecce)
Altitudine 42 m s.l.m.
Superficie 8,09 km²
Abitanti 8 262[1] (28-2-2016)
Densità 1 021,26 ab./km²
Comuni confinanti Cavallino, Lecce, Lequile, San Donato di Lecce
Altre informazioni
Cod. postale 73016
Prefisso 0832
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075068
Cod. catastale H793
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 110 GG[2]
Nome abitanti sancesariàni
Patrono san Cesario di Terracina
Giorno festivo quarta domenica di luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Cesario di Lecce
San Cesario di Lecce
San Cesario di Lecce – Mappa
Posizione del comune di San Cesario di Lecce all'interno della provincia di Lecce
Sito istituzionale

San Cesario di Lecce è un comune italiano di 8.262 abitanti[3] della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel Salento centro-settentrionale, dista 5 km dal centro del capoluogo provinciale in direzione sud. Fa parte dei paesi che costituiscono la prima corona intorno a Lecce e ricade nella Valle della Cupa, un'area caratterizzata da affinità naturali, climatiche e culturali.[4]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Valle della Cupa

Il territorio comunale, che si estende su una superficie di 29,98 km² più le frazioni Aria Sana, è caratterizzato da una morfologia prettamente pianeggiante; l'altitudine raggiunge l'altezza massima di 61 m s.l.m. Ricade nella Valle della Cupa, ossia in quella porzione della pianura salentina, intorno al capoluogo leccese, caratterizzata da una grande depressione carsica. È situato a metà strada fra il mare Ionio e il mare Adriatico dai quali dista circa 20 km.

Confina a nord con il comune di Lecce, a est con il comune di Cavallino, a sud con il comune di San Donato di Lecce, a ovest con il comune di Lequile.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Lecce Galatina.

La stazione meteorologica di riferimento è quella di Lecce Galatina situata a 10 km in direzione sud. Dal punto di vista meteorologico San Cesario di Lecce rientra nel territorio del Salento meridionale che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate e un picco in autunno-inverno.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle serre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[5].

San Cesario di Lecce Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,4 13,0 14,8 18,1 22,6 27,0 29,8 30,0 26,4 21,7 17,4 14,1 13,2 18,5 28,9 21,8 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,3 9,6 13,3 17,2 19,8 20,1 17,4 13,7 10,1 7,3 6,2 10,1 19,0 13,7 12,3
Precipitazioni (mm) 80 60 70 40 29 21 14 21 53 96 109 83 223 139 56 258 676
Umidità relativa media (%) 79,0 78,9 78,6 77,8 75,7 71,1 68,4 70,2 75,4 79,3 80,8 80,4 79,4 77,4 69,9 78,5 76,3

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Salento e Storia della Puglia.
Le origini del nome

Conosciuto in epoca romana come "Castrum Caesaris", in onore di Cesare Augusto, la località fu evidenziata come San Cesario nel Medioevo, quando in un decreto di Tancredi, Conte di Lecce, il territorio fu donato al monastero dei Celestini[7].

Anche se il territorio presenta frequentazioni sin dall'età del bronzo come testimoniano i menhir presenti, l'origine di San Cesario è legata alla dominazione romana del Salento. Con il passaggio nell'87 a.C. di Lupiae (l'odierna Lecce) da statio militum a municipium, la località venne scelta come luogo di approvvigionamento dai veterani romani; vi sorsero di conseguenza delle ville che col passare del tempo aumentarono dando origine a un vero e proprio villaggio. Notizie certe e documentate risalgono al periodo medievale quando Tancredi d'Altavilla donò questo territorio al monastero dei Celestini di Lecce.
Il feudo di San Cesario fu assoggettato nei secoli a diverse famiglie: Orsini Del Balzo, Acaya, Condò, Bonsecolo, Guarini, Vaaz d'Andrada. I duchi Marulli furono gli ultimi feudatari fino all'abolizione della feudalità nel 1806.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

San Cesario di Lecce-Stemma.png
San Cesario di Lecce-Gonfalone.png

Profilo araldico dello stemma:

« partito: nel primo, d'oro, al grappolo d'uva, di porpora, munito di tralcio di verde, posto in fascia, pampinoso di due, dello stesso, con i pampini posti all'ingiù: nel secondo, trinciato: A) di rosso, alla stella di otto raggi, d'oro, posta in capo; B) di azzurro, alla stella di orro raggi, d'oro, posta in punta; al capo di azzurro, caricato dalle lettere maiuscole S. e C. d'oro. Ornamenti esteriori da Comune »
(D.P.R. del 7 agosto 1992, registrato dalla Corte dei Conti il 23 settembre 1992)

Profilo araldico del gonfalone:

« drappo di verde, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti in metallo e i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto verde, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento »

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Madre di Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Madre di Santa Maria delle Grazie

La chiesa Madre di Santa Maria delle Grazie, edificata a partire dal 1623, fu benedetta nel 1704; l'erezione della parrocchia risale invece alla seconda metà del XVI secolo. Ampliata per ben tre volte, l'ultima ricostruzione è del 1847 su progetto dell'ingegnere Casotti. Fu dedicata a Santa Maria delle Grazie il 22 luglio 1854[8]. La facciata, formata da due ordini sovrapposti e da timpano triangolare, è scandita dall'alternanza di paraste doppie. L'ordine inferiore accoglie il portale d'accesso e quattro nicchie, delle quali le due che affiancano l'ingresso contengono le statue di San Pietro e di San Paolo. Sul timpano è addossata la statua di San Cesario. L'interno, a navata unica terminante nel presbiterio, possiede un grande soffitto a cassettoni e una pavimentazione musiva. Conserva numerosi altari e la cappella di Santa Maria del Carro, preesistente alla chiesa e inglobata in essa. Fra gli altari si ricordano quelli barocchi dedicati a San Cesario, con relativa tela e busto argenteo del Santo, e al Crocifisso, di patronato dei duchi Marulli.

Chiesa di San Giovanni Evangelista

Chiesa di San Giovanni Evangelista[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Giovanni Evangelista fu costruita tra il 1320 e il 1321 per volontà del sacerdote Michele di Sternatia così come riporta un'epigrafe interna. La costruzione, di stile romanico pugliese minore, presenta una sequenza di archetti pensili lungo tutto il perimetro esterno; la facciata a capanna è visibilmente rimaneggiata in quanto il rosone è stato sostituito da una finestra rettangolare e il portale romanico da uno seicentesco. L'interno, ad aula unica, presenta un ciclo di affreschi di gusto bizantineggiante datati da un'iscrizione greca al 1329. Gli affreschi sono distribuiti in due registri e raffigurano una cristologia nella parte superiore e una lunga teoria di Santi nella parte inferiore. L'abside accoglie un altare settecentesco mentre all'ingresso sono collocati un sarcofago medioevale e un'acquasantiera barocca.

Chiesa dello Spirito Santo[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa dell'Immacolata

La chiesa dello Spirito Santo fu costruita intorno al 1603, data riportata sul fregio dell'unico altare presente all'interno. Il prospetto, rifatto nel 1751, è delimitato da due paraste angolari e da spigoli smussati ed è caratterizzato da un piccolo portale posto in asse con una finestra rettangolare. Sulla sommità insiste lo stemma di un vescovo otrantino che testimonia che la chiesa era sotto la giurisdizione ecclesiale dell'Arcidiocesi di Otranto. L'aula interna, sovrastata da una cupola con lanterna, è a pianta quadrata e custodisce una tela del 1849 raffigurante la Madonna delle Grazie e dei Martiri.

Chiesa dell'Immacolata[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale chiesa dell'Immacolata risale alla metà del Settecento e sorge sul luogo di un'omonima cappella di epoca precedente. La facciata è costituita due ordini separati da una cornice marcapiano e termina con un timpano triangolare spezzato nel quale è collocata una statua della Vergine. Nell'ordine inferiore, accanto al portale d'ingresso, si aprono due nicchie vuote mentre nell'ordine superiore due finte finestre affiancano il finestrone rettangolare. All'interno, sui muri dell'unica navata, sono posizionate le tele riguardanti il ciclo della vita della Madonna raffiguranti la Natività, la Purificazione, l'Annunciazione, la Visita a Santa Elisabetta e la Presentazione. È sede della confraternita dell'Immacolata.

Chiesa di Sant'Elia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Sant'Elia fu edificata alla fine del XVI secolo come si evince dalle linee architettoniche rinascimentali. Tuttavia presenta un'impronta tipicamente barocca, segno che l'edificio è stato oggetto di interventi sei-settecenteschi. Il prospetto è caratterizzato da un portale timpanato in pietra leccese finemente decorato da una cornice di festoni di frutta e da teste d'angelo. In asse con il portale si apre una finestra rettangolare affiancata da semicolonne corinzie scanalate e sormontate da un timpano spezzato al centro del quale è presente lo stemma con la sigla IHS. L'interno è a croce latina con abside pentagonale e accoglie quattro altari laterali. È sede del Terz'Ordine domenicano.

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa dell'Addolorata. Edificata tra il 1882 e il 1884, grazie all'omonima confraternita, presenta quattro altari laterali e una pavimentazione maiolicata. L'altare maggiore è dedicato a Maria Addolorata. È conosciuta anche come chiesa di Santa Rita.
  • Chiesa dei Sacri Cuori. Di stile neoclassico, fu costruita nel 1881. Custodisce quattro altari laterali: due sono dedicati ai Sacri Cuori di Gesù e Maria e sono adornati dalle statue in cartapesta dei titolari; gli altri due altari sono intitolati l'uno alla Madonna del Rosario e l'altro alla Santa Famiglia: entrambi sono impreziositi da altorilievi in cartapesta. La chiesa è sede della confraternita del Santissimo Sacramento e dei Sacri Cuori.
  • Chiesa di San Rocco. Dedicata in origine a Santa Caterina d'Alessandria, la chiesa di epoca cinquecentesca venne radicalmente rifatta nella prima metà del Settecento. L'interno, ad aula unica, è abbellito da due altari seicenteschi: l'uno dedicato alla Madonna della Mercede, della quale reca una tela seicentesca, e l'altro alla Vergine di Loreto, raffigurata in un dipinto del XIX sec. La chiesa custodisce anche una tela e una bella statua cartapestacea del suo titolare San Rocco; sulla facciata troneggia una maiolica ottocentesca raffigurante il Santo di Montpellier. La chiesa è sede del Terz'Ordine francescano secolare e della confraternita di san Rocco.
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio da Padova. A tre navate, in stile coloniale, è stata dedicata il 10 ottobre 1972 da mons. Francesco Minerva.
  • Chiesa del Santissimo Salvatore. Costruita nel XX sec., è sede della confraternita dei Santi Antonio, Lucia e Luigi.
  • Cappella della Madonna della Neve. Fu costruita nel 1766 come testimonia la data incisa sulla chiave di volta del portale.
  • Cappella di Santa Maria della lagrima. Costruita intorno al 1594, in quanto citata nella visita pastorale di quell'anno, è corredata di un piccolo altare nel quale è incorniciata una tela della Pietà.
Palazzo Ducale

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Ducale[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo Ducale è stato ricostruito nella seconda metà del XVII secolo sulle fondamenta di una fortezza cinquecentesca di cui rimangono alcune tracce. La struttura, che si distribuisce su due piani, presenta un'elaborata facciata ricca di nicchie contenenti statue mitologiche e busti degli antenati dei duchi Marulli. L'ingresso centrale è costituito da un ampio portale a tutto sesto affiancato da quattro colonne accoppiate che sorreggono una balconata barocca. Addossato al centro del prospetto è lo scudo araldico dei Marulli costituito da un leone passante e sormontato dalla corona ducale e dall'aquila di Carlo V. Attraverso il portale si accede al cortile interno nel quale è posizionato un pozzo rinascimentale con cupolino settecentesco sorretto da quattro colonnine.
Nel piano attico del palazzo è ospitato il Museo Civico d'Arte Contemporanea istituito nel 1979.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2010 a San Cesario di Lecce risultano residenti 290 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono[10]:

Diffusione del dialetto salentino

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: dialetto salentino.

Il dialetto parlato a San Cesario di Lecce è il dialetto salentino nella sua variante centrale che corrisponde al dialetto leccese. Il dialetto salentino, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Il piatto tipico del paese è "la cujunara", lo stufato di castrato preparato tradizionalmente in occasione della festa patronale. Altri piatti caratteristici sono: "li mustazzoli", "li 'nfocacatti" (variante dei mustazzoli), la parmigiana.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca Comunale; situata nella sala di rappresentanza del Palazzo Ducale, è costituita da numerosi volumi che spaziano dalla Letteratura alla Storia dell'Arte, dalla Storia alle Scienze, alla Narrativa.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio del comune di San Cesario di Lecce hanno sede due scuole dell'infanzia, una scuola primaria e una scuola secondaria di primo grado appartenenti al locale Istituto Comprensivo Statale.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Civico. Istituito nel 1979, conserva un patrimonio culturale che spazia dall'arte moderna all'antica, dalle verifiche alla didattica, dall'attualità alla storia del territorio. Piazza G. Garibaldi.
  • Casa-museo Ezechiele Leandro e Santuario della Pazienza. Custodisce dipinti e sculture dell'artista locale, il cui talento è riconosciuto a livello internazionale. Via A. Cerundolo.
  • Ex-distilleria De Giorgi. Esempio di archeologia industriale. Via Ferrovia.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa patronale di San Cesario diacono e martire ("San Cisariu ranne") - quarta domenica di luglio. Si commemora in questo giorno la traslazione della Reliquia del braccio di San Cesario dal palazzo ducale alla chiesa madre.
  • Festa nella solennità liturgica di San Cesario ("San Cisariu de lu sindacu", "San Cisariu de lu fiuru" o "San Cisariu menzanu") - 7 novembre. Processione e deposizione "de lu fiuru" (una croce in ferro decorata con fiori e luci) fra le mani della statua del Santo patrono situata sul timpano della facciata della chiesa madre, ad un'altezza di 24 m. Mentre anticamente "il fiore" era offerto dal sindaco del paese e posto fra le mani del Santo da un temerario devoto, ora provvedono all'omaggio floreale i Vigili del Fuoco.
  • Festa del patrocinio di San Cesario ("San Cisariu de le tridici focare" o "San Cisariu piccinnu") - 20 febbraio. Anticamente si accendevano tredici focare, a ricordo dei tredici mesi trascorsi in carcere dal Santo diacono.
  • Festa e fiera di San Giuseppe della Stella - prima domenica dopo Pasqua. Fiera del bestiame, della terracotta, ecc... ed esposizioni di vario genere.
  • Festa di San Rocco di Montpellier - 16 agosto. Festa in onore al Santo con degustazione di prodotti tipici, musica popolare, ecc... per le vie del quartiere "la Giurdana", nei pressi della chiesa di San Rocco.
  • Festa di Sant'Antonio di Padova - 13 giugno. Festa in onore del Titolare della parrocchia e benedizione del pane.
  • Processione di Cristo morto e della Vergine desolata - venerdì santo. Il Cristo morto è condotto in processione per le vie del paese da alcuni confratelli scalzi, mentre la Madonna è accompagnata da uno stuolo di devote vestite, come la statua della Vergine Maria, di nero.
  • Esposizione di presepi artistici nelle chiese - durante il periodo natalizio.
  • Sagra della pizza - terza domenica di luglio.

Persone legate a San Cesario di Lecce[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne SP10 Lequile-San Cesario di Lecce-Cavallino, SP46 San Cesario di Lecce-San Donato di Lecce, SP362 Lecce-Galatina.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è servito da una stazione ferroviaria posta sulla linea Lecce-Otranto delle Ferrovie del Sud Est.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
22 maggio 1989 15 giugno 1990 Cesare Scippa Democrazia Cristiana Sindaco [11]
15 giugno 1990 23 febbraio 1993 Giancarlo Ciricugno Partito Socialista Italiano Sindaco [11]
24 aprile 1993 22 novembre 1993 Romolo Gusella Comm. pref. [11]
2 dicembre 1993 17 novembre 1997 Salvatore Capone lista civica Sindaco [11]
17 novembre 1997 28 maggio 2002 Salvatore Capone lista civica Sindaco [11]
28 maggio 2002 29 maggio 2007 Cesare Antonio Serra lista civica Sindaco [11]
29 maggio 2007 8 maggio 2012 Antonio Cosimo Girau lista civica Sindaco [11]
8 maggio 2012 in carica Andrea Paolo Filippo Romano lista civica: insieme Sindaco [11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2016.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat al 30/11/2011
  4. ^ La Valle della Cupa
  5. ^ http://clima.meteoam.it/AtlanteClimatico/pdf/(332)Lecce%20Galatina.pdf Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
  6. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani, confedilizia.it.
  7. ^ - Notizie Storiche
  8. ^ Arcidiocesi di Lecce
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Dati Istat
  11. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Muratore Maria Rosaria - Guida del Salento, dolmen, menhir, specchie, siti messapici e romani, cripte, i centri storici del Barocco, piazze, musei, artigianato, feste - Congedo Editore.
  • L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994
  • (AA.VV.): Salento. Architetture antiche e siti archeologici - Edizioni del Grifo, 2008

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN152247952