Lizzanello

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Lizzanello
comune
Lizzanello – Stemma Lizzanello – Bandiera
Lizzanello – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Lecce-Stemma.png Lecce
Amministrazione
Sindaco Fulvio Pedone (Lista Civica - Insieme per Lizzanello Merine) dal 05/06/2016
Territorio
Coordinate 40°18′N 18°13′E / 40.3°N 18.216667°E40.3; 18.216667 (Lizzanello)Coordinate: 40°18′N 18°13′E / 40.3°N 18.216667°E40.3; 18.216667 (Lizzanello)
Altitudine 45 m s.l.m.
Superficie 25,42 km²
Abitanti 11 806[1] (31-12-2014)
Densità 464,44 ab./km²
Frazioni Merine
Comuni confinanti Caprarica di Lecce, Castri di Lecce, Cavallino, Lecce, Vernole
Altre informazioni
Cod. postale 73023
Prefisso 0832
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075038
Cod. catastale E629
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 110 GG[2]
Nome abitanti lizzanellesi
Patrono san Lorenzo
Giorno festivo 10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lizzanello
Lizzanello
Lizzanello – Mappa
Posizione del comune di Lizzanello nella provincia di Lecce
Sito istituzionale

Lizzanello (Lizzanieḍḍu in dialetto salentino) è un comune italiano di 11.806 abitanti[3] della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel Salento centro-settentrionale, dista 6 km dal centro del capoluogo provinciale in direzione sud e comprende anche la frazione di Merine, distante 2 km in direzione nord.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Lizzanello, che si estende su una superficie di 18,01 km², è caratterizzato prevalentemente da un terreno calcareo di tipo sabbioso e roccia sedimentaria (marna). Nella parte settentrionale del feudo è individuabile invece un terreno calcareo compatto.

Valle della Cupa

La cittadina, circondata da rigogliosi oliveti secolari, sorge a sud-est di Lecce nella pianura che si estende a nord delle Serre di Galugnano denominata Valle della Cupa. Tale pianura è caratterizzata da una grande depressione carsica la cui altitudine varia dai 18 ai i 45 metri sul livello del mare.

Confina a nord con il comune di Lecce, a est con il comune di Vernole, a sud con i comuni di Castri di Lecce e Caprarica di Lecce, a ovest con il comune di Cavallino.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Clima della Puglia e Stazione meteorologica di Lecce Galatina.

Dal punto di vista meteorologico Lizzanello rientra nel territorio del Salento orientale che presenta un clima mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +24,7 °C. Le precipitazioni, frequenti in autunno ed in inverno, si attestano attorno ai 626 mm di pioggia/anno. La primavera e l'estate sono caratterizzate da lunghi periodi di siccità.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del Salento orientale sono influenzati fortemente dal vento attraverso correnti fredde di origine balcanica, oppure calde di origine africana[4].

Lizzanello Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,6 13,2 15,0 18,3 22,6 26,8 29,2 29,6 26,2 21,8 17,6 14,2 13,3 18,6 28,5 21,9 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,2 9,5 13,1 17,0 19,5 19,9 17,3 13,7 9,9 7,1 6,2 9,9 18,8 13,6 12,1
Precipitazioni (mm) 71 60 65 40 33 20 16 22 49 80 97 74 205 138 58 226 627
Umidità relativa media (%) 78,7 78,2 77,8 77,3 76,2 72,9 70,9 72,4 76,5 79,2 80,5 80,3 79,1 77,1 72,1 78,7 76,7

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Salento e Storia della Puglia.

Il territorio fu sicuramente frequentato sin dall'età del bronzo come testimoniavano alcuni monumenti megalitici esistenti nelle campagne circostanti fino a pochi decenni fa. La data di fondazione dell'abitato non è accertata. Diverse sono le ipotesi fra le quali le più accreditate sono quelle degli storici Giacomo Arditi e Cosimo De Giorgi. Il primo fa risalire la nascita al sacco di Lecce operato da Ottone IV di Sassonia nel 1210. I profughi, scampati al saccheggio, fondarono una nuova città dandole il nome di Licyanellus, ossia Piccola Lecce. Tale ipotesi è anche confermata dallo stemma cittadino simile a quello della città capoluogo. Il De Giorgi ritiene invece che la nascita di Lizzanello è conseguenza della distruzione dei vicini casali medievali di Cigliano, Fornello e Scaranzano.

A partire dal XIV secolo il feudo fu assoggettato a vari signori. Cecilia Marescallo, nobile leccese, lo detenne fino al 1335 quando fu ceduto a Guglielmo Garzia. I De Bilancis ne furono feudatari per circa mezzo secolo. Nel XV secolo entrò a far parte della Contea di Lecce e appartenne a Maria d'Enghien che lo vendette nel 1436 alla famiglia Paladini, la quale lo possedette per oltre duecento anni. Ai Paladini succedettero i D'Afflitto, i Chiurlia e infine i Lotti.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lizzanello-Stemma.png
Lizzanello-Gonfalone.png

Descrizione araldica dello stemma:

« Di azzurro, alla pianta di elce, ghiandata di oro, nascente dalla campagna al naturale e una lupa, ferma, contro il fusto dell'albero. »

(Comuni-Italiani.it)

Descrizione araldica del Gonfalone:

« Partito di verde e di azzurro e caricato dall'arma comunale… »

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Lorenzo Nuovo[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Lorenzo Nuovo

La Chiesa di San Lorenzo Nuovo, costruita nel XVI secolo, si suppone sia sorta sul sito di una più antica struttura o ad un ampliamento di una prima chiesa che comprendeva solo l'odierna parte centrale. Nel XVI secolo l'edificio coincideva con il braccio più lungo di quella che oggi è la croce latina. Lo stile architettonico proprio del secolo si può notare nelle linee della porta del lato meridionale della chiesa e nelle finestre a guisa di saettiere.
Nel XVII secolo la costruzione fu ampliata: furono costruite le cappelle di Sant'Anna, oggi di San Giuseppe, il cui altare fu fatto costruire dal conte Placido D'Afflitto nel 1740-1741, e della Vergine del Rosario, sul cui altare si legge la data 1700, e furono realizzati il coro e la crociera. Contemporaneamente i terrazzi furono armati di saettiere e di petriere, dando alla costruzione la funzione di fortilizio. Nel 1651 fu realizzata la porta esterna del transetto di sinistra. Le parti verticali della cornice di detta porta risultano ricavate da due blocchi monolitici, forse antichi menhir. Le pareti interne della chiesa sono state più volte rifatte, rivestite di stucchi e coperte di fregi barocchi. La facciata principale è del XVIII secolo e presenta ai lati due torri campanarie. Sulla porta d'accesso, in seguito ai lavori di pulitura effettuati nel 1993, è stata riportata alla luce un'epigrafe risalente al 1547 e da cui si evince che la chiesa originariamente era dedicata a Santa Maria della Pietà. L'edificio cambiò denominazione e divenne chiesa di San Lorenzo Nuovo nel XIX secolo quando andò in rovina l'antica chiesa romanica di San Lorenzo Vecchio di cui rimangono i resti fuori dal centro abitato.

L'interno, oltre all'altare maggiore in pietra leccese, ospita sei altari laterali: altare dell'Immacolata rifatto nel 1775, altare della Madonna del Carmine, altare della Natività della Vergine, altare della Madonna Assunta, altare della Vergine dello Spasimo o dell'Addolorata, altare di Sant'Antonio da Padova realizzato nel 1741. Attiguo all'altare di Sant'Antonio è il monumento sepolcrale di Giorgio Antonio Paladini, signore di Lizzanello e Melendugno. Costituivano patrimonio della chiesa quattro tele raffiguranti rispettivamente San Giovanni Battista, la Madonna del Carmine, la Madonna Assunta e la Madonna Addolorata, attribuite ad Oronzo Tiso, ed un'altra tela raffigurante il martirio di San Lorenzo attribuita a Josep De Ribera detto lo Spagnoletto. Di queste rimane solo l'opera dello Spagnoletto, le altre sono state trafugate.

Cappella dell'Immacolata
Cappella dell'Annunziata

Cappella dell'Immacolata[modifica | modifica wikitesto]

La Cappella dell'Immacolata, già di Santa Maria di Costantinopoli, risale ai primi anni del XVII secolo e fu ampliata nel XVIII secolo per volere della Confraternita dell'Immacolata e del Crocifisso che ivi officia. Presenta un semplice prospetto i cui unici elementi decorativi risiedono nel finestrone e nel portale architravato. L'interno, a due navate, possiede un altare maggiore settecentesco e tre altari laterali dedicati alla Trasfigurazione (1834), a Santa Maria di Costantinopoli (XVIII secolo) e a Santa Lucia (1950). Fra le opere artistiche si distinguono la tela seicentesca della Madonna di Costantinopoli, e le statue dell'Immacolata, di San Biagio e di San Vito Martire.

Cappella dell'Annunziata[modifica | modifica wikitesto]

La Cappella dell'Annunziata fu costruita nel XVI secolo per volere del conte Francesco Paladini. L'edificio si presenta con una semplice facciata rettangolare inquadrata da paraste con una piccola finestra posta in asse con il portale d'ingresso. Termina con una croce al centro e con un piccolo campanile a vela a sinistra. L'interno, ad aula unica, ospita un altare maggiore sormontato dalla tela della Titolare. Sul lato destro del prospetto è presente lo stemma dei Paladini.

Chiesa di San Lorenzo Vecchio[modifica | modifica wikitesto]

A sud-est dell'abitato rimangono i resti della chiesetta romanica di San Lorenzo Vecchio, di struttura arcaica, risalente all'XI secolo e molto probabilmente sorta su fondazioni più antiche. A tre navate, la chiesa si trovava nel feudo del casale di Cigliano, oggi scomparso. L'edificio presentava nella parte inferiore una costruzione formata da grossi parallelepipedi informi, mentre la parte superiore era costituita da pietre informi utilizzate soprattutto nei muretti a secco.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Torre del Palazzo baronale
Monumento di San Lorenzo
Fontana della villa comunale

Palazzo baronale Paladini[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo baronale di Lizzanello.

Il Palazzo baronale Paladini è di origine quattrocentesca e fu edificato originariamente come castello. Modificato una prima volta nel Cinquecento, fu trasformato in residenza signorile da Giovanni Paladini nel XVII secolo. Ha subito arricchimenti e modifiche nel corso dei secoli seguenti, in particolare in epoca neoclassica.

Della struttura originaria rimane, nella parte posteriore, una torre in pietra leccese. La torre possiede una base tronco-conica e si sviluppa con una pianta cilindrica. L'interno custodisce lo stemma dei Paladini consistente in uno scudo diviso in quattro parti, con due gigli bianchi su corpo rosso e due rossi su corpo bianco: la targa è sormontata da un cimiero e riposa sulla croce di Malta. Seicentesca è anche la circolare torre colombaia posta alle spalle del palazzo.
Lo stile architettonico tardo-rinascimentale del palazzo, costruito molto probabilmente con la consulenza di Gian Giacomo dell'Acaya, fu stravolto verso la fine dell'Ottocento con la trasformazione della facciata e del giardino in stile neoclassico. Il prospetto, che conserva ancora la base scarpata, è caratterizzato da un austero allineamento di grandi finestre e da una portale trapezoidale sormontato dallo stemma dei Lotti, ultimi feudatari di Lizzanello. Nulla è rimasto delle numerose opere d'arte che rendevano lussuoso l'edificio in quanto vendute a privati o trasferite a Napoli nel palazzo partenopeo dei Lotti. Non esistono più neanche le cappelle interne dell'Annunziata e di San Salvatore, intitolata successivamente a San Gregorio. Restano tuttavia un frantoio ipogeo e una torre casamatta munita di petriere e saettiere.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Monumento di San Lorenzo[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento di San Lorenzo, situato nella centrale piazza omonima, è dedicato al santo patrono. Fu realizzato nel 1869, come ricorda l'epigrafe incisa, in ricordo della violenta epidemia di colera che interessò la cittadina nel 1867. La fine dell'epidemia fu attribuita a San Lorenzo. Il monumento, in pietra leccese, fu scolpito in stile barocco dai maestri Michele, Antonio e Raffaele Rizzo di Casarano. È costituito da un basamento con fregi barocchi su cui si eleva una colonna quadrangolare sulla cui sommità è posizionata la statua del Santo con in mano la graticola, simbolo del martirio subito.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

  • Lizzanello 5.951
  • Merine 3.795
  • Zona Erchie Piccolo 65
  • Zona Marangi 112
  • Case Sparse 238

(Dati Istat)

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2009 a Lizzanello risultano residenti 126 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[7]

Diffusione del dialetto Salentino

Dialetto[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: dialetto salentino.

Il dialetto parlato a Lizzanello è il dialetto salentino nella sua variante centrale che corrisponde al Dialetto Sancesariano e Dialetto Leccese. Il dialetto salentino si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori che si sono susseguite nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Insistono a Lizzanello due scuole dell'infanzia (di cui una nella frazione); due scuole primarie (di cui una nella frazione); una scuola secondaria di I grado.

Persone legate a Lizzanello[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa e Fiera dell'Annunziata - 25 marzo
  • Festa e Fiera di San Lorenzo - 10 agosto
  • Festa e Fiera di San Luigi - 21 giugno
  • Presepe vivente - periodo natalizio

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'agricoltura produce tabacco, olive, frumento, legumi e ortaggi. Vi operano frantoi oleari, molini e aziende per la lavorazione del legno. Degno di nota l'allevamento dei bovini.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne: SP25 Lizzanello-Castri di Lecce, SP136 Lizzanello-Merine, SP229 Lizzanello-Pisignano, SP241 Lizzanello-Lecce. Il centro di Lizzanello è raggiungibile anche dal confinante abitato di Cavallino attraverso la strada provinciale 24.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria più vicina è quella di San Cesario di Lecce posta sulla linea Lecce-Otranto delle Ferrovie del Sud Est. La stazione di Lecce delle FS dista poco meno di 8 km.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 marzo 1985 10 luglio 1990 Raffaele Arnesano Partito Comunista Italiano Sindaco [8]
10 luglio 1990 24 aprile 1995 Renato Stabile Democrazia Cristiana Sindaco [8]
24 aprile 1995 20 giugno 1995 Renato Stabile centro destra Sindaco [8]
17 ottobre 1995 10 giugno 1996 Michele Marcuccio Comm. straordinario [8]
10 giugno 1996 22 ottobre 1996 Antonio Giuseppe Colonna L'Ulivo Sindaco [8]
2 dicembre 1996 28 aprile 1997 Beniamino Margiotta Comm. pref. [8]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Luigino Capone Forza Italia Sindaco [8]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Renato Stabile centro Sindaco [8]
30 maggio 2006 16 maggio 2011 Costantino Giovannico lista civica Sindaco [8]
16 maggio 2011 04 giugno 2016 Costantino Giovannico lista civica Sindaco [8]
05 giugno 2016 in carica Fulvio Pedone Lista Civica - Insieme per Lizzanello Merine) Sindaco [8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat al 30/11/2011
  4. ^ Valori climatici del Salento orientale, biopuglia.iamb.it. (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011).
  5. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani [collegamento interrotto], confedilizia.it.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Dati Istat
  8. ^ a b c d e f g h i j k http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario De Marco Lizzanello. Storia e arte, Ed. Capone L., collana "Storie municipali" (1983)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN243100708