Corsano

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Corsano
comune
Corsano – Stemma Corsano – Bandiera
Corsano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Apulia.svg Puglia
ProvinciaProvincia di Lecce-Stemma.png Lecce
Amministrazione
SindacoBiagio Martella (lista civica di centrosinistra Noi per Corsano) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate39°53′N 18°22′E / 39.883333°N 18.366667°E39.883333; 18.366667 (Corsano)Coordinate: 39°53′N 18°22′E / 39.883333°N 18.366667°E39.883333; 18.366667 (Corsano)
Altitudine120 m s.l.m.
Superficie9,12 km²
Abitanti5 464[1] (30-6-2017)
Densità599,12 ab./km²
Comuni confinantiAlessano, Tiggiano
Altre informazioni
Cod. postale73033
Prefisso0833
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT075024
Cod. catastaleD044
TargaLE
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanticorsanesi
Patronosan Biagio
Giorno festivo3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Corsano
Corsano
Corsano – Mappa
Posizione del comune di Corsano all'interno della provincia di Lecce
Sito istituzionale

Corsano è un comune italiano di 5.464 abitanti della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel versante orientale del Capo di Leuca, a 59 km dal capoluogo provinciale, include un breve tratto della costa del basso Salento. Fa parte del Consorzio Intercomunale Capo Santa Maria di Leuca, aderente al club dei borghi autentici d'Italia[2]. Il comune è conosciuto per la produzione di cravatte artigianali[3].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo abitativo sorge sulle falde dell'estrema propaggine delle serre salentine, tra la Serra dei Cianci e la costa rocciosa adriatica[4]. L'abitato si estende su di un suolo di natura carsica a circa 125 m s.l.m.

Il territorio comunale, che possiede una superficie territoriale di circa 908 ettari, include un tratto di 4 km della costa sud-orientale della penisola salentina. Confina a nord con il comune di Tiggiano, a ovest e a sud con il comune di Alessano, a est con il mar Adriatico.

Dall'ottobre 2006, parte del suo territorio rientra nel Parco Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase istituito dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Clima della Puglia e Stazione meteorologica di Santa Maria di Leuca.

Dal punto di vista meteorologico Corsano rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle serre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[5].

Corsano Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 12,413,014,818,122,627,029,830,026,421,717,414,113,218,528,921,820,6
T. min. mediaC) 5,65,87,39,613,317,219,820,117,413,710,17,36,210,119,013,712,3
Precipitazioni (mm) 806070402921142153961098322313956258676
Umidità relativa media (%) 79,078,978,677,875,771,168,470,275,479,380,880,479,477,469,978,576,3

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo deriverebbe secondo la tradizione dall'unione delle parole Cor e Sano. Secondo studi storici l'etimologia di Corsano è da ricercare invece nel nome latino del centurione romano Cortius, al quale fu affidato il territorio in seguito alla conquista romana della penisola salentina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia del Salento e Storia della Puglia.

Abitato sin da tempi antichi, come testimoniato dalla presenza di alcune specchie, il centro fu fondato sotto l'occupazione romana nel V secolo a.C. ad opera del centurione romano Curzio. Tale ipotesi è suffragata dal ritrovamento di monete e suppellettili risalenti a tale periodo. Molto più probabilmente il primo vero nucleo abitativo risalirebbe al X secolo sotto la dominazione bizantina, testimoniata dal rinvenimento di alcune monete e di tombe nella zona denominata "Pesco"[senza fonte]. I monaci basiliani, provenienti dal vicino oriente per sfuggire alle persecuzioni dell'imperatore iconoclasta Leone III l'Isaurico, contribuirono alla nascita del casale e diffusero il culto dei due Santi Protettori corsanesi Santa Sofia e San Biagio. In seguito si sviluppò con la distruzione, da parte dei Saraceni, di alcuni casali vicini tra i quali Macurano e Vagliano.

Corsano fece parte della Contea di Alessano e del Principato di Taranto (1088 - 1463). Nel 1190 il re normanno Tancredi d'Altavilla lo diede in dono a Fabiano Securo, primo feudatario che munì il paese di mura. Nel XIII secolo passò ad un tal cavaliere Guglielmo da Corsano e alla sua famiglia, successivamente a un tal Landolfo d'Aquino. Sul finire del XIII secolo il feudo risultava diviso in quattro parti, appartenenti a quattro diversi signori: Rynaldo de Bellante, Giovanni de Specula, Filippo de Hugot e a Marsilio da Corsano. Nel 1377 - 1378 risultava diviso tra i fratelli Filippo e Simone de Cursano. Nel 1525 appartenne per metà a Bernardo de Frisis e per l'altra metà a Col Angelo Securo. Fu feudo dei De Capua e dei Filomarino. Successivamente ritornò ai Securo. Ultima rappresentante di questa famiglia fu Giovanna, figlia di Severino barone di Corsano, che andò in sposa a Giovanni Cicala, secondo barone di Castrifrancone. Nipote di questi, Giovan Giuseppe fu l'ultimo barone di Corsano poiché il 24 maggio 1636 vendette il Casale con atto notarile di Giovan Alfonso Rausa di Lucugnano a Giovan Tommaso Capece. I Capece detennero il titolo di Baroni di Corsano fino all'eversione della feudalità avvenuta nel 1806.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Corsano-Stemma.png
Corsano-Gonfalone.png

Descrizione araldica dello stemma:

«d'oro a due serpenti di verde, affrontati decussati e ridecussati, racchiudenti un cuore di rosso" Ornamenti esteriori da Comune.»

(Comuni-Italiani.it)

Descrizione araldica del Gonfalone:

«drappo troncato di verde e di rosso riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma comunale con la iscrizione centrata in argento: "Comune di Corsano". Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolori dai colori nazionali frangiati d'argento.»

(Comuni-Italiani.it)

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Sofia

Chiesa di Santa Sofia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Sofia fu ricostruita nel 1939 sulle rovine dell'omonima chiesa risalente al XVI secolo e crollata il 17 aprile 1932 a causa del cedimento del campanile. La facciata richiama lo stile romanico. L'interno, a pianta basilicale a tre navate, possiede tre altari, il maggiore dedicato a santa Sofia e i due laterali a san Biagio e alla Madonna del Rosario. Dell'antica struttura rimangono un battistero in marmo di Carrara dei primi anni del XIX secolo, vari dipinti e un pulpito ligneo recante la data 1777. La chiesa accoglie una statua lignea seicentesca di san Biagio, traslata dalla chiesa dell'Immacolata nel 2009.
Nonostante la sua giovane età la chiesa è sottoposta ad un continuo controllo dato l'assetto del terreno calcareo su cui poggia. Il luogo di culto, chiuso per oltre un decennio per i lavori di rinforzo delle fondamenta poggianti su uno strato sabbioso, è stato riaperto al culto nell'aprile 2009.

Chiesa di San Biagio[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale chiesa parrocchiale dedicata al protettore san Biagio fu inaugurata il 19 marzo 1967 alla presenza dell'allora arciprete parroco don Ernesto Valiani e di molte autorità, nonché dall'allora vescovo Mons. Ruotolo.

La costruzione presenta due volumi. Il primo, più in basso, ha la forma di un pentagono irregolare, mentre il secondo, che si innesta al centro, è di forma perfettamente esagonale. Tutta la struttura cementizia poggia su sei pilastri pentagonali situati ognuno ai vertici dell'esagono centrale. All'interno figurano tre altari, dei quali i due laterali ospitano il nuovo Tabernacolo del Sacramento e una statua della Madonna. Da notare infine le vetrate, due laterali e una centrale, eseguite in occasione del Giubileo del 2000 e il lampadario centrale a quattro cerchi concentrici con foglie di ulivo in oro.

Chiesa dell'Immacolata[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa dell'Immacolata

La chiesa dell'Immacolata risale alla seconda metà del XVIII secolo, giacché una pergamena del 1777 conferiva particolari privilegi alla confraternita che vi officiava nella chiesetta.
Presenta un sobrio prospetto in pietra leccese movimentato da alte paraste e da due nicchie, poste ai lati del portale d'ingresso, contenenti le statue di sant'Antonio di Padova e san Francesco di Paola. L'interno, impostato su una pianta a navata unica con tre arcate per lato, possiede una copertura con volta a spigolo. Gli unici elementi architettonici che lo caratterizzano sono un altare barocco dedicato alla Madonna Immacolata e due logge che ospitano il coro e l'organo a canne. È presente una statua dell'Immacolata del 1871. Per il crollo della vecchia parrocchiale di Santa Sofia, fu chiesa madre dal 1932 al 1939.

Cappella di San Bartolo

Cappella di San Bartolomeo[modifica | modifica wikitesto]

La cappella di San Bartolomeo, popolarmente denominata San Bartolo, fu edificata nel 1714 come risulta da un'epigrafe interna. Un tempo costituiva il confine ultimo del paese prima della strada di campagna che conduce a Marina di Novaglie; la chiesetta è prospiciente alla dimora nobiliare della famiglia Bortune, i cui eredi ne mantengono la proprietà. Dalle semplici linee architettoniche, presenta un interno ad aula unica di piccole dimensioni. Sull'unico altare è collocata una tela raffigurante il martirio del santo proveniente dalla vecchia Chiesa di Santa Sofia, e in una teca ne è conservata una statua in cartapesta risalente alla prima metà del XVIII secolo. La facciata è priva di decorazioni, ha solo una piccola nicchia e un campanile a vela sovrastante. Pur non essendo il compatrono ufficiale, San Bartolomeo gode di una festa paesana il 24 agosto.

Cappella di Santa Maura[modifica | modifica wikitesto]

Questa chiesa si trova in aperta campagna, sulla strada che da Corsano conduce a Marina di Novaglie. L'edificio originario fu costruito intorno all'XI secolo ed era probabilmente una chiesa rupestre, su cui fu poi innalzato un tempio più grande. Verso la metà del XX secolo la chiesa, ormai quasi completamente crollata, fu rasa al suolo e costruita ex novo. L'attuale edificio presenta un ambiente unico quasi completamente spoglio, con un simulacro della Santa e un altare in pietra. Ogni anno, il 1º maggio, nel piazzale della chiesa si svolge una tradizionale fiera.

Cripta basiliana[modifica | modifica wikitesto]

La cripta basiliana rappresenta una traccia della presenza dei Monaci basiliani in Terra d'Otranto. È costituita da due ambienti comunicanti, interamente ricavati nel banco calcarenitico; è probabile che in origine questi antri fossero degli insediamenti rupestri poi cristianizzati. Presenta un altare, un bassorilievo e un giaciglio.

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Cappella di San Giuseppe: di piccole dimensioni, si affaccia sull'omonima piazza a poca distanza dal punto in cui sorgeva un frantoio rupestre; vi si conserva un dipinto a olio raffigurante la Sacra Famiglia.
  • Cappella di San Biagio: cappella di proprietà della fam. Bleve, prospiciente al Castello, era un tempo il luogo di culto principale dedicato al patrono del paese, prima della costruzione della Chiesa a lui intitolata. La cappella presenta pareti e volte completamente affrescati con le storie della vita di San Biagio, e vi si conserva una statua- reliquiario lignea.
  • Cappella dei Santi Medici: denominata anche Madonna dell'Alto perché la zona dove sorge era un tempo sopraelevata e lontana dall'abitato, è dedicata ai Santi Cosma e Damiano. La cappella, oggi molto rimaneggiata, era in origine scavata nel tufo; permangono alcuni brani d'affresco raffiguranti dei santi e la Madonna Immacolata. Il 26 settembre nelle sue vicinanze si svolge una tradizionale fiera.
  • Cappella di Tutti i Santi: un tempo cappella della famiglia Brogna, deve il suo nome ai numerosi simulacri che vi si conservano.
  • Cappella di Santa Teresa: di proprietà privata, si affaccia sull'omonima piazza. Di piccolissime dimensioni, vi si conserva un dipinto di Santa Teresa.
  • Cappella della Madonna Addoloratta: popolarmente detta Madonna du Vanni in riferimento al suo originario proprietario, si trova in aperta campagna sulla via che porta ad Alessano. L'attuale edificio sorge su un preesistente luogo di culto rupestre, rifatto in tempi recenti in pietra e cemento.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello Baronale Capece[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Capece

Il Castello Baronale Capece fu eretto nel XVII secolo sui resti di un'antica fortezza voluta da Fabiano Securo agli inizi del XIII secolo. Subì vari rimaneggiamenti nel corso dei secoli e per ultimo fu adibito a deposito per la lavorazione del tabacco.
I soffitti presentano volte a stella e a botte ed è dotato di un giardino pensile. Delle antiche decorazioni rimangono alcuni resti di affreschi nei vani del piano nobile e alcuni bassorilievi di modesta fattura artistica situati nella sala del trono. Al corpo principale un tempo era annessa la cappella dedicata a san Vito.

Al castello è legata una vecchia leggenda: si racconta che i feudatari Capece vi fecero costruire un passaggio segreto, ovvero un percorso sotterraneo della cui esistenza doveva esserne a conoscenza solo il barone che, in caso di pericolo, avrebbe raggiunto rapidamente l'aperta campagna. Per garantire il segreto di questo passaggio, il barone fece uccidere il progettista e il costruttore dell'opera.

Territorio corsanese lungo la costa

Torri costiere[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Torri costiere del Salento.

Situata a 127 metri s.l.m., fu edificata nel 1584 e successivamente rimaneggiata negli anni della Seconda Guerra Mondiale. Consta di un solo piano di forma troncoconica, corrispondente al basamento originario, di una scala in muratura a ridosso della parete esterna e di un cordolo aggettante, che originariamente divideva la base dal piano superiore. Comunicava visivamente a nord con Torre Nasparo, in agro di Tiggiano, e con Torre del Ricco.

Posta a 62 metri s.l.m., fu costruita tra il 1563 e il 1569. Della struttura rimangono soltanto i ruderi ad eccezione di una parte del basamento in pietrame irregolare e terra rossa. È anche conosciuta con il nome di Torre Carlo V, Torre dello Rio o di Cala del Rio; comunicava a nord con Torre Specchia Grande e a sud con Torre del Porto di Novaglie.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Litorale[modifica | modifica wikitesto]

Il litorale corsanese, che si estende per circa 4 km, è alto e roccioso; ricco di vegetazione di piante selvatiche che crescono nella macchia mediterranea all'ombra di lecci e di pini marittimi.

Numerose sono le grotte sommerse ed emerse, testimonianze archeologiche dal Paleolitico all'età messapica, romana e medioevale. Lungo la costa insistono i resti delle torri Specchia Grande e del Ricco, preposti a difesa del territorio fin dal XVI secolo. I nomi delle località della marina sono: Scalamasciu, Funnuvojere, Scala Preula, Guardiola.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2010 a Corsano risultano residenti 55 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono[8]:

Diffusione del dialetto Salentino

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: dialetto salentino.

Il dialetto parlato a Corsano è il dialetto salentino nella sua variante meridionale. Il dialetto salentino, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

  • "La Voce di Corsano", il giornale più longevo di Corsano e tra i più longevi della Provincia di Lecce. Fondato nel 1975, si occupa di politica, società, sport e cultura. È distribuito il 1º gennaio e può contare su un supplemento denominato "Il Foglio de La Voce di Corsano" che viene distribuito nei mesi di settembre-ottobre. Ha un sito aggiornato con l'archivio di tutte le uscite[9].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne SP80 Corsano-Alessano, SP335 Corsano-Tiggiano-Tricase, SP187 Corsano-Litoranea Otranto-Santa Maria di Leuca e SP81 Corsano-Gagliano del Capo.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina è servita dalla stazione di Alessano-Corsano posta sulla linea Maglie-Gagliano del Capo delle Ferrovie del Sud Est.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
30 giugno 1988 16 dicembre 1991 Biagio Russo Democrazia Cristiana Sindaco [10]
13 febbraio 1992 7 giugno 1993 Vincenzo Nicolì Democrazia Cristiana Sindaco [10]
7 giugno 1993 28 aprile 1997 Biagio Caracciolo Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale Sindaco [10]
4 novembre 1993 23 maggio 1994 Fabio Colapinto Comm. pref. [10]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Biagio Caracciolo centro-destra Sindaco [10]
14 maggio 2001 12 febbraio 2004 Biagio Cazzato centro-destra Sindaco [10]
12 febbraio 2004 14 giugno 2004 Paola Mauro Comm. pref. [10]
15 giugno 2004 8 giugno 2009 Biagio Raona centro-sinistra Sindaco [10]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Biagio Cazzato lista civica Sindaco [10]
26 maggio 2014 in carica Biagio Martella lista civica: Noi per Corsano Sindaco [10]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  2. ^ Borghi Autentici d'Italia[collegamento interrotto]
  3. ^ [1] Corsano - viaggiareinpuglia.it
  4. ^ Costa ionica secondo alcune convenzioni nautiche
  5. ^ Copia archiviata (PDF), su clima.meteoam.it. URL consultato il 27 maggio 2012 (archiviato dall'url originale l'11 marzo 2014). Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
  6. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani [collegamento interrotto], su confedilizia.it.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Dati Istat
  9. ^ La voce di Corsano
  10. ^ a b c d e f g h i j http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • V. Cazzato - S. Politano, Topografia di Puglia: Atlante dei “monumenti“ trigonometrici; chiese, castelli, torri, fari, architetture rurali, Congedo editore, Galatina, 2001
  • R. De Vita (a cura di), Castelli, torri ed opere fortificate di Puglia, Editoriale Adda, Bari, 1974
  • L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994
  • B. Caracciolo - F. Accogli (a cura di), Corsano. Un secolo di vita sociale e di cronaca politica e amministrativa, Edizioni dell'Iride, Tricase, 2005
  • M. De Marco, Corsano

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]