Provincia di Taranto

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Provincia di Taranto
provincia
Provincia di Taranto – Stemma
Provincia di Taranto – Bandiera
Provincia di Taranto – Veduta
Provincia di Taranto – Veduta
Palazzo del Governo, sede della Provincia.
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione Puglia
Amministrazione
Capoluogo Taranto
PresidenteRinaldo Melucci (PD) dal 18-9-2022
Data di istituzione1923
Territorio
Coordinate
del capoluogo
40°28′N 17°14′E / 40.466667°N 17.233333°E40.466667; 17.233333 (Provincia di Taranto)
Superficie2 467,35 km²
Abitanti553 170[1] (31-12-2023)
Densità224,2 ab./km²
Comuni29 comuni
Province confinantiBari, Brindisi, Lecce, Matera
Altre informazioni
Cod. postale74121-74122-74123, 74010-74028
Prefisso099, 080 solo per Martina Franca
Fuso orarioUTC+1
ISO 3166-2IT-TA
Codice ISTAT073
TargaTA
Cartografia
Provincia di Taranto – Localizzazione
Provincia di Taranto – Localizzazione
Provincia di Taranto – Mappa
Provincia di Taranto – Mappa
Posizione della provincia di Taranto in Puglia.
Sito istituzionale

La provincia di Taranto è una provincia italiana della Puglia meridionale di 553 170 abitanti[1]. Istituita nel 1923 in seguito allo scorporo dell'antica Terra d'Otranto, è la quarta provincia pugliese per superficie e popolazione.

Affacciata a sud sul mar Ionio, confina a ovest con la provincia di Matera (regione Basilicata), a nord con la città metropolitana di Bari, a est con la provincia di Brindisi e a sud-est con la provincia di Lecce.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Mappa della provincia di Taranto
Mappa della provincia di Taranto

Ponte geografico e culturale tra la vicina Basilicata, la Puglia e il Salento, la provincia di Taranto è in gran parte pianeggiante e per il resto collinare.

Le pianure si sviluppano a nord parallele alla costa ionica dalla foce del Bradano al confine con la Basilicata fino alla città di Taranto spingendosi a circa 15 chilometri verso l'interno, dove si innalza il modesto altopiano calcareo delle Murge culminante nei 505 metri del monte Sarresso, si tratta della piana dell'Arco ionico tarantino che altro non è che una continuazione della piana di Metaponto. La zona sud-orientale della provincia è parte del Salento, ed è caratterizzata da ondulazioni morfologiche più lievi denominate Murge tarantine, prosieguo dell'altopiano murgiano, dove i rilievi non superano i 150 metri. Questi rilievi, superata la soglia messapica, degradano infine nella pianura salentina, compresa nelle province di Taranto, Brindisi e Lecce.

Monti[modifica | modifica wikitesto]

La provincia ionica è caratterizzata generalmente da modesti rilievi, anche se questi possono superare i 400-500 metri nella zona nord-occidentale della provincia.

Denominazione Altitudine
Monte Angiulli 440 m
Monte Bagnolo 124 m
Monte Malagastro 126 m
Monte del Diavolo 117 m
Monte Fellone 310 m
Monte Scotano 326 m
Monte Trazzonara 425 m
Monte Paretone 430 m
Monte Sant'Elia 450 m
Capo di Gallo 484 m
Monte Sarresso 505 m
Monte Orsetti 461 m
Monte Santa Trinità (Montecamplo) 411 m
Murgia Catena 443 m
Serra di Sant'Elia 145 m
Monte della Marina 100 m
Monte Furlano 90 m
Monte Specchiuddo 72 m
Monte Belvedere 65 m

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Puglia.

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

«Si vede anco nelle monete Tarantine impresso lo scorpione, ed alcuni anno detto, che fusse impresa di Pirro, ed altri delli Cartaginesi in tempo d’Annibale, ma à me pare che in quello volessero i Tarantini esprimere il modo, con il quale squadravano il loro esercito, mentre li dua corna sinistri formavano le due teste dello scorpione, e poi alla retroguardia allungando le squadre formavano la coda, acciò si potesse rivolgere all’uno, ed all’altro corno secondo richiedeva il bisogno.»

Il 2 settembre 1923 venne emanato il decreto che il 21 dicembre fece divenire Taranto provincia per scorporo del circondario di Taranto dalla provincia di Lecce[2], in parte quale riconoscimento dell'importante ruolo che la città ricoprì sia nell'epoca antica che in quella moderna, ma soprattutto in ottemperanza del principio fascista della proiezione marittima dello Stato italiano ben rappresentato dall'Arsenale militare marittimo di Taranto[3].
Fino a luglio del 1951 ebbe il nome ufficiale di Provincia dello Ionio[4].

Le prime elezioni provinciali furono celebrate nel 1951, al ristabilimento della democrazia amministrativa.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Come stemma da utilizzare si pensò all'antico emblema della città di Taranto suggerito da Pirro, intervenuto come alleato dei tarantini nella guerra contro Roma: uno scorpione con tre gigli effigiati sul dorso, reggente la corona del Principato di Taranto tra le chele. Il re dell'Epiro infatti, osservando la città dalle alture che la circondano, ebbe l'impressione che la conformazione urbana ricordasse la figura di uno scorpione. Questo stemma avrebbe funto anche da deterrente psicologico: i nemici avrebbero reputato i magno-greci pericolosi come uno scorpione.

Moneta d'argento di Taranto raffigurante Taras

Fu così per oltre 17 secoli, fino a quando lo scorpione fu sostituito da uno stemma raffigurante un uomo coronato a cavallo di un delfino, con un tridente nella mano destra e con uno scudo decorato con uno scorpione nella mano sinistra. Più tardi, lo stemma cittadino fu nuovamente sostituito da un altro raffigurante un giovane nudo a cavallo di un delfino, con un tridente nella mano destra e con il braccio sinistro avvolto in una clamide, il mantello di origine greca utilizzato in battaglia. Pur trattandosi di un'immagine che si ispira a quella raffigurata sulle monete magno-greche del periodo di massimo splendore della città, l'identità del giovane non è chiara, in quanto le fonti letterarie in merito sono discordi: secondo Aristotele si tratterebbe di Taras, figlio del dio Poseidone e della ninfa Satyria; secondo Pausania invece, si tratterebbe di Falanto, il fondatore della città che secondo la tradizione sarebbe stato portato in salvo da un delfino sulla terraferma.

Come emblema della Provincia di Taranto fu invece invece scelto lo stemma con lo scorpione, concesso ufficialmente il 24 febbraio 1927[5] con decreto firmato da Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini, registrato alla Corte dei Conti il giorno 11 marzo 1927, Reg. 3 Fin., foglio 347 e trascritto nel Libro araldico degli enti morali.

«D'argento, allo scorpione montante di nero, caricato di tre gigli d'oro e sostenente con le chele una corona all'antica, d'oro. Lo scudo sarà fregiato dalla speciale corona da Provincia.»

Il nuovo significato non fu più quello di arma araldica destinata a intimorire gli avversari, ma segno di una continuità ideale di storia e di civiltà. L'esemplare più antico di quel blasone conservato a Taranto risale al IV secolo.

Il gonfalone è un drappo partito di azzurro e di rosso.

Gli eventi storici[modifica | modifica wikitesto]

 
Periodo Evento storico Testimonianze e tracce nel territorio
Neolitico Esistenza di civiltà preistoriche (Messapi, Tessali) Insediamenti preistorici nelle gravine di Ginosa, Massafra, Avetrana, Laterza e Statte
VIII secolo a.C. I Parteni provenienti da Sparta fondano la città di Taranto Mura messapiche ed altri reperti a Manduria, a testimonianza della popolazione autoctona che abitava il territorio tarantino prima dei greci
VI-III secolo a.C. Taranto è il centro culturale della Magna Grecia Colonne del Tempio dorico, necropoli, cinta muraria a Taranto. Sculture, corredi funerari, oreficerie, ceramiche esposti nel Museo Archeologico Nazionale di Taranto. Relitto di una nave greca e monoliti ellenici a Marina di Maruggio, in località Capoccia.
II secolo a.C.-IV secolo Taranto è una provincia romana Acquedotto romano, resti della Villa imperiale in località Saturo, sarcofagi romani in località San Pietro in Bevagna, insediamenti romani a Castellaneta
V-IX secolo Invasioni da parte dei Bizantini, dei Goti, dei Longobardi e dei Saraceni Insediamenti rupestri nel Borgo Antico di Taranto e a Massafra, Castellaneta, Laterza, Ginosa, Mottola, Crispiano, Statte, Grottaglie.
X secolo I Bizantini si insediano nuovamente nel territorio. Niceforo II Foca ricostruisce la città di Taranto Chiese rupestri bizantine a Mottola, Massafra, Lizzano e Castellaneta
XI secolo Taranto diventa un Principato con i Normanni Basilica paleocristiana di San Cataldo a Taranto
XII-XIV secolo Dominazione degli Svevi, degli Angioini e degli Orsini Torri costiere fortificate nei territori di Grottaglie, Manduria, Maruggio, Pulsano, Lizzano. Castelli di Massafra e Pulsano
XV secolo Dominazione degli Aragonesi Castello Aragonese a Taranto. Castelli a Lizzano, Avetrana, Laterza, Ginosa e Roccaforzata
XVI-XVIII secolo Invasioni da parte dei francesi e dei Borboni Architettura di scuola barocca e di scuola napoletana a Castellaneta, Massafra, Manduria, Avetrana, Martina Franca. Le masserie come aziende agricole
XIX-XX secolo Annessione al Regno delle Due Sicilie ed al Regno d'Italia. Nasce la Provincia dello Ionio Arsenale Militare Marittimo e IV Centro Siderurgico a Taranto. Insediamenti industriali in provincia

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Le principali manifestazioni che si svolgono in provincia durante l'anno sono:

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Economia di Taranto ed Economia della Puglia.

La provincia è dedita all'agricoltura, alla pesca e all'industria nei settori siderurgico, chimico, alimentare, tessile, del legno, del vetro e della ceramica.

Può vantare alcuni prodotti con certificazione DOP e IGP:

nonché vini con certificazione DOC:

Da menzionare anche l'economia legata al turismo, che nelle località di Castellaneta Marina, Ginosa Marina e Chiatona del versante occidentale, e Pulsano, Leporano, Lizzano e Campomarino del versante orientale, è ben avviata.

Trasporti e vie di comunicazione[modifica | modifica wikitesto]

Panoramica delle linee ferroviarie che attraversano la provincia: in rosso la linea delle Ferrovie del Sud Est, in nero le Ferrovie dello Stato

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Strade provinciali della provincia di Taranto.

La provincia di Taranto è attraversata dall'Autostrada A14, chiamata anche Autostrada Adriatica Bologna-Taranto, oltre che da numerose strade provinciali e statali. Il capoluogo è il punto di incrocio tra le tre maggiori arterie stradali della provincia:

Strada provinciale di notevole importanza per il turismo locale è la Litoranea Salentina SP 100/122, sul litorale del versante salentino della provincia, che collega il capoluogo a Santa Maria di Leuca.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Le linee ferroviarie della provincia sono cinque. Tre tratte sono gestite da RFI (di cui due fondamentali e una complementare) e due dalle Ferrovie del Sud Est:

Nella zona industriale di Taranto, vi è inoltre un raccordo ferroviario su cui transitano solo convogli merci, il quale unisce la tratta ionica (prima del P.M. Cagioni) con quella che porta a Bari (prima della stazione Bellavista).

La stazione ferroviaria principale della provincia è quella di Taranto, collegamento e baricentro delle principali direttrici; è anche l'unica della provincia in cui si può effettuare un interscambio tra le Ferrovie del Sud Est e le Ferrovie dello Stato. La stazione di Martina Franca è un importante nodo di scambio delle FSE tra le linee Martina Franca-Lecce e Bari-Taranto.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Porto di Taranto.
Il porto turistico di Taranto

Il porto principale della provincia è quello di Taranto: militare, mercantile, peschereccio e turistico.

Il porto mercantile di Taranto è secondo in Italia per traffico di merci[6]. L'installazione più recente è costituita dal terminal container ubicato sul molo polisettoriale, una struttura modernissima completa di sistemi telematici e torre di controllo, con una capacità di stoccaggio e movimentazione merci di circa 2 000 000 di TEU/anno[7].

L'unico altro porto turistico della provincia è quello di Campomarino.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Aeroporto di Taranto-Grottaglie.
L'esterno dell'aeroporto di Taranto

L'aeroporto di Taranto "Marcello Arlotta" attualmente non effettua collegamenti passeggeri (benché lo abbia fatto in precedenza), ma è adibito come scalo merci e a uso militare (da parte della Marina Militare Italiana).

Gli aeroporti civili con scali passeggeri più vicini alla provincia ionica sono due:

Un servizio navetta permette il collegamento del capoluogo ionico (dal terminale autobus del porto mercantile) con i due aeroporti.

La struttura è gestita dalla Aeroporti di Puglia S.p.A.[8], ed è parte del sistema aeroportuale pugliese con gli scali "Karol Wojtyla" di Bari, "Gino Lisa" di Foggia e "Antonio Papola" (o "Aeroporto del Salento") di Brindisi.

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni della provincia di Taranto.

Appartengono alla provincia di Taranto i seguenti 29 comuni:

Altri enti locali[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio ionico è amministrato anche da enti sovracomunali come le unioni di comuni e gli enti parco:

Denominazione Comuni interessati Sede amministrativa Sito istituzionale
Parco Regionale "Terra delle Gravine" Ginosa, Laterza, Castellaneta, Mottola, Massafra, Palagiano, Palagianello, Statte, Crispiano, Montemesola, Grottaglie, San Marzano di San Giuseppe (e Villa Castelli, in Provincia di Brindisi)

Taranto

Parco naturale regionale Terra delle Gravine, su parcodellegravine.provincia.ta.it. URL consultato il 17 giugno 2019 (archiviato dall'url originale il 16 maggio 2013).
Unione dei comuni di Montedoro Carosino, Faggiano, Monteiasi, Montemesola, Monteparano, Roccaforzata, San Giorgio Ionico, San Marzano di San Giuseppe e Sava.

Faggiano

Unione dei comuni di Montedoro, su montedoro.ta.it.
Unione di comuni "Terre del Mare e del Sole" Avetrana, Fragagnano, Leporano, Lizzano, Maruggio, Pulsano, Torricella.

Maruggio

Unione dei comuni "Terre del Mare e del Sole", su unioneterremaresole.ta.it.
Unione dei comuni Massafra, Statte, Crispiano Massafra, Statte, Crispiano

Massafra

Unione dei comuni Massafra, Statte, Crispiano, su unionedeicomuni.ta.it. URL consultato il 3 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 7 aprile 2014).

Fino al 2009 esisteva anche la Comunità Montana della Murgia Tarantina, comprendente i comuni di Castellaneta, Crispiano, Ginosa, Laterza, Massafra, Montemesola, Mottola, Palagianello, Palagiano, con sede amministrativa nel comune di Mottola.

Elenco comuni per popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Gonfalone provinciale

I dati demografici sono aggiornati al 31 dicembre 2023.[9]

Posizione Stemma Città Popolazione
(ab.)
Superficie
(km2)
Densità
(ab./km²)
Taranto 186.798 249,86 748,56
Martina Franca 46.858 298,72 156,79
Massafra 31.949 125,00 255,81
Grottaglie 30.454 102,12 298,37
Manduria 29.773 180,41 165,12
Ginosa 21.783 188,49 115,56
Castellaneta 16.100 242,32 66,42
Palagiano 15.726 69,97 224,72
Sava 15.223 44,57 343,14
10º Mottola 15.225 213,96 71,23
11º Laterza 14.753 161,17 91,47
12º San Giorgio Ionico 14.071 23,56 597,66
13º Crispiano 13.033 112,3 116,19
14º Statte 12.800 67,32 190,37
15º Pulsano 11.182 17,27 647,36
16º Lizzano 9.527 47,18 202,28
17º San Marzano di San Giuseppe 8.868 19,19 463,05
18º Leporano 8.234 15,33 537,63
19º Palagianello 7.542 43,86 172,04
20º Carosino 6.532 10,93 598,62
21º Avetrana 6.199 73,23 84,67
22º Monteiasi 5.277 9,81 537,71
23º Maruggio 5.234 49,07 106,52
24º Fragagnano 4.948 22,41 220,92
25º Torricella 4.120 26,93 153,54
26º Montemesola 3.513 16,43 213,87
27º Faggiano 3.389 21,06 161,01
28º Monteparano 2.295 3,85 598,44
29º Roccaforzata 1.764 6,15 285,36
TOTALE 553.170 2.467,35 224,38

Luoghi di interesse naturale e artistico[modifica | modifica wikitesto]

Luoghi di interesse naturale[modifica | modifica wikitesto]

Gravine[modifica | modifica wikitesto]

  • Gravina di Ginosa, una profonda incisione erosiva simile a un canyon formatasi per effetto delle acque meteoriche che per millenni ne hanno scavato il percorso. Si estende per 10 km e circonda a ferro di cavallo l'intero centro abitato di Ginosa. Al suo interno sono presenti i due villaggi rupestri, il casale e il rione Rivolta. Fa parte dell'area delle Gravine.
  • Gravina di Palagianello, il terzo canyon più grande del Parco Terra delle Gravine.
  • Gravina di Castellaneta, appartiene sempre al Parco Terra delle Gravine. Si estende per una decina di chilometri e raggiunge una profondità massima di 145 metri e un'ampiezza massima di 300 metri. Lungo il suo percorso è possibile trovare resti di insediamenti rupestri.
  • Gravina di Laterza, è la più grande gravina del Parco, e seconda in Europa. Si estende per 12 km, e raggiunge i 200 metri di profondità massima e i 400 metri di ampiezza. Al suo interno è presente l'Oasi Gravina di Laterza della LIPU, che ospita numerose specie di volatili. Le profonde fratturazioni della roccia causate dal torrente che vi scorre in fondo ha dato forma a suggestive grotte e pinnacoli.
  • Parco naturale Terra delle Gravine, area naturale istituita nel 2005 dalla regione Puglia allo scopo di tutelare fauna e patrimonio paesaggistico. Si estende tra le province di Taranto e Brindisi.

Dune[modifica | modifica wikitesto]

  • Dune di Campomarino, complesso di dune presenti nel territorio comunale di Maruggio, sul litorale salentino della provincia. Si estendono per 41 ettari e alcune di esse raggiungono i 12 metri di altezza. Su di esse si sviluppa una rigogliosa macchia mediterranea. Da pochi anni è diventato sito di interesse comunitario e ospita il Parco delle dune di Campomarino.
  • Sistema dunale di Lizzano, complesso di dune presenti nel comune di Lizzano, sul litorale salentino della provincia.

Fiumi[modifica | modifica wikitesto]

  • Chidro, alimentato dalle acque di falda, nasce da un laghetto a poca distanza dal mare e sfocia nella località balneare di San Pietro In Bevagna.
  • Borraco, o Burracu in dialetto locale, ha origine da due fonti distinte, precisamente da due risorgive, nel comune di Manduria e dopo un percorso di 800 metri sfocia presso Torre Borraco.
  • Ostone, li Cupi o lu Stoni in dialetto salentino, scorre interamente nel territorio di Lizzano. Ricca è la fauna e la flora ai suoi bordi. Nei dintorni sono stati rinvenuti enormi quantitativi di reperti archeologici.
  • Cervaro, importante risorgiva del secondo seno del mar Piccolo di Taranto, nasce a poche centinaia di metri dal mare nei pressi dell'antico convento dei Battendieri.
  • Galeso, fiume di origine carsica che sfocia nel primo seno del Mar Piccolo. È tra i fiumi più piccoli del mondo con i suoi 900 metri di lunghezza. Sulle sue rive in età classica sorgeva il quartiere Ebalia. Nel 1169 Riccardo da Taranto, fece edificare l'Abbazia di Santa Maria del Galeso.
  • Tara, nasce da due rami e le sue acque sono considerate benefiche dai tarantini e il 1º settembre si celebra la Madonna del fiume Tara.
  • Patemisco, tipica manifestazione del fenomeno carsico delle Murge.
  • Lenne, appartenente al territorio di Palagiano, grosso corso d'acqua che sfocia nella spiaggia di Pino di Lenne, nella Riserva naturale Stornara.
  • Lato, lungo 5 km, ha origine al termine della Gravina di Laterza, raccogliendo le sue acque dalla gravina. Alla sua foce è situata la Torre Lato, costruita per difendere la costa dalle incursioni saracene.
  • Galaso, torrente sito a Marina di Ginosa la cui foce funge da porto-canale. Ha piene rovinose, come quella del 2011.

Riserve naturali e paludi[modifica | modifica wikitesto]

Altri siti[modifica | modifica wikitesto]

  • Santuario Rupestre con grotte Madonna delle Grazie a San Marzano
  • Parco archeologico di Torre Castelluccia
  • Resti del villaggio paleolitico in contrada san Biagio a Pulsano
  • "Le Tagghjate", complesso di antiche grotte e cave tufacee a San Giorgio Ionico

Luoghi di interesse artistico[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Castelli della provincia di Taranto.
Castello aragonese di Taranto
Chiesa madre di Maruggio
Basilica di San Martino (Martina Franca)

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenti della Provincia di Taranto.

Elenco dei prefetti[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Prefetti della provincia di Taranto.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Taranto è la più grande città d'Italia a non aver mai avuto una squadra militante in Serie A. Il Taranto Football Club 1927 in compenso vanta 32 partecipazioni al campionato cadetto di Serie B; attualmente milita in Serie C.

La seconda squadra della provincia è la Associazione Sportiva Dilettantistica Martina Calcio 1947, milita nel girone H del campionato di Serie D.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

I principali impianti sportivi della provincia di Taranto sono:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2023 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Regio Decreto 2 settembre 1923, n. 1911.
  3. ^ Lo stesso identico principio valse la contemporanea erezione a capoluogo di Pola e La Spezia.
  4. ^ Cfr. IONIO, Provincia dello in "Enciclopedia Italiana", su treccani.it (archiviato dall'url originale il 21 dicembre 2019)..
  5. ^ Taranto (provincia), su Archivio Centrale dello Stato.
  6. ^ Porti, Taranto sorpassa Trieste, in L'Espresso, 1º febbraio 2007. URL consultato il 29 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 15 maggio 2009).
  7. ^ (EN) Taranto Container Terminal - Investing for the Future, su tct-it.com. URL consultato il 29 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2009).
  8. ^ Sito ufficiale della AdP, su aeroportidipuglia.it. URL consultato il 4 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 4 agosto 2011).
  9. ^ Provincia: Taranto - Bilancio demografico anno 2023 e popolazione residente al 31 dicembre, su demo.istat.it. URL consultato il 1º aprile 2024 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2021).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN136660149 · GND (DE4119518-8 · BNF (FRcb11948283p (data) · J9U (ENHE987007564217505171 · WorldCat Identities (ENlccn-n80040688
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