Chidro

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Chidro
Fiume Chidro.jpg
StatoItalia Italia
RegioniPuglia Puglia
Lunghezza13 km
Altitudine sorgente0 m s.l.m.
Affluenticanale di San Nicola
SfociaGolfo di Taranto (Mar Jonio)

Il Chidro è il fiume più importante del Salento, dopo il fiume Ostone che scorre nell'intero territorio di Lizzano per la lunghezza complessiva di 13 km, e si trova nei pressi di San Pietro in Bevagna. Il nome è chiaramente di derivazione greca, forse dalla crasi tra χεον ύδωρ, acqua corrente.

Consistenza[modifica | modifica wikitesto]

Il Chidro è un tipico corso d'acqua alimentato da acque di falda.

Forma tre specchi d'acqua e sfocia nel mare nel tratto costiero antistante il territorio di Manduria (TA).

Leggende[modifica | modifica wikitesto]

Al Chidro si riallacciano varie leggende e tradizioni popolari.

Si narra che San Pietro mentre si raccoglieva in penitenza attraversò il Chidro piangendo della sua grande colpa: aver tradito Gesù e le sue lacrime si sarebbero trasformate in conchiglie. Gli antichi abitanti di queste zone erano soliti raccogliere e conservare come reliquie le lacrime di S. Pietro perché considerate la pietrificazione di quelle lacrime.

La spiaggia alla foce del fiume

Un'altra leggenda narra che, all'arrivo del Santo in Bevagna, vedendo una statua di Zeus presso il Chidro e fattosi il segno della croce essa si sia frantumata, così da permettere i primi battesimi dei pagani locali in queste acque che gli ricordavano quelle del fiume Giordano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Chidro fu un fiume molto pescoso e per questo nei secoli è stato sempre ambito e conteso.

Durante il periodo feudale pare che il possesso del Chidro spettasse ai Benedettini di Aversa, mentre il diritto di pesca passò di mano in mano ai Bonifacio (1557), ai Borromeo, agli Spinola e, infine, agli Imperiali (1730) che lo esercitarono fino al 1782, anno di estinzione della casata. Tale diritto di pescagione si trova menzionato in parecchi documenti riguardanti San Pietro in Bevagna.

Il breve corso d'acqua dolce doveva essere particolarmente pescoso perché il diritto di pesca fu oggetto di controversia in particolare tra i monaci benedettini e il principe di Francavilla Fontana. Il corso d'acqua fu acquistato nel 1839 dalla famiglia Schiavoni che, oltre al possesso, esercitò il diritto di pescarvi per circa un secolo cioè fino alla promulgazione della legge di regolamentazione delle acque.

La sua importanza è riconosciuta dalle oasi naturalistiche di cui oggi fa parte. La biodiversità ha importanza anche per le specie migratorie che attraversano la provincia orientale di Taranto.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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