San Marzano di San Giuseppe

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San Marzano di San Giuseppe
comune
San Marzano di San Giuseppe – Stemma San Marzano di San Giuseppe – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Taranto-Stemma.png Taranto
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Tarantino (Per San Marzano) dal 28/05/2013
Territorio
Coordinate 40°27′N 17°30′E / 40.45°N 17.5°E40.45; 17.5 (San Marzano di San Giuseppe)Coordinate: 40°27′N 17°30′E / 40.45°N 17.5°E40.45; 17.5 (San Marzano di San Giuseppe)
Altitudine 134 m s.l.m.
Superficie 19,19 km²
Abitanti 9 294 (31-08-2015)
Densità 484,31 ab./km²
Comuni confinanti Fragagnano, Francavilla Fontana (BR), Grottaglie, Sava, Taranto
Altre informazioni
Cod. postale 74020
Prefisso 099
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 073025
Cod. catastale I018
Targa TA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti sammarzanesi
Patrono San Giuseppe
Giorno festivo 19 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Marzano di San Giuseppe
San Marzano di San Giuseppe
Posizione del comune di San Marzano di San Giuseppe all'interno della provincia di Taranto
Posizione del comune di San Marzano di San Giuseppe all'interno della provincia di Taranto
Sito istituzionale

San Marzano di San Giuseppe (Shën Marcani in arbëresh) è un comune di 9.294 abitanti della provincia di Taranto, in Puglia.

Posta ai bordi di un altopiano, insieme a Casalvecchio di Puglia (Kazallveqi) e Chieuti (Qefti), è un antico centro albanese della regione. La comunità conserva la lingua, i costumi e la cultura originaria - detta nel proprio idioma arbëreshe - e si configura come un'isola etnica nel resto della provincia jonica, l'unico comune del Salento in cui si conserva l'antica parlata albanese, dovuto allo stanziamento, a partire dal XV secolo, di popolazioni albanesi esuli dall'Albania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il centro abitato è situato a 134 m s.l.m. su un'altura calcarea delle Murge tarantine.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di San Marzano di San Giuseppe (Shën Marcani e Shën Xhësepëtit) fu costruito da esuli albanesi in fuga dall'Albania e dalle proprie terre a causa dell'invasione turca dei Balcani. Riusciti a salvarsi dall'orda ottomana di fede musulmana, gli albanesi, si instaurarono in Puglia formando nuovi villaggi secondo le proprie esigenze, tradizioni, usi e costumi[1]. Qui ricrearono la propria terra abbandonata, l'Albania, riuscendo a coltivare e a mantenere vitale la propria identità, nell'aspetto linguistico e religioso. Gli esuli albanesi, gli arbëreshë, erano di fede ortodossa, e professavano le liturgie secondo le antiche preghiere cristiane orientali, come di tradizione in greco, ma anche in albanese.

Nel 1530 Re Carlo V investì del feudo un valoroso capitano albanese, Demetrio Capuzzimati, che aveva combattuto durante le lotte sostenute contro Francesco I di Francia. Il nuovo Barone di San Marzano ottenne che altre famiglie provenienti dall'Albania abitassero il casale che durante la sua signoria s'ingrandì sempre più divenendo in breve uno dei centri più fecondi di rito greco-ortodosso di tutta l'Albania Tarantina. Alla morte di Demetrio, il feudo venne ereditato dal figlio primogenito Cesare e, da costui, a Demetrio junior, nipote, dei precedente.

Il rito bizantino si perse a San Marzano nel 1622, a causa delle pressioni della chiesa latina che spingeva e, infine, obbligò a sopprimere agli albanesi di Puglia l'antico rito portato gelosamente dai propri avi. Uno dei motivi che spinse queste popolazioni a lasciare l'Albania fu la ricerca della libertà religiosa (cristiana di rito orientale) e identitaria (albanese). La latinizzazione sfrenata e furente di San Marzano ha accelerato il processo di assimilazione e la scomparsa di un mondo ricco d'identità, usi, costumi e suggestioni balcaniche.

Nel 1639 San Marzano venne così acquistato da Francesco Lopez y Royo, Duca di Taurisano, al quale, qualche anno dopo, succedette il figlio Diego. Morto costui, il feudo passò al suo primogenito Francesco, quindi a suo fratello Giuseppe, marito di Elena Castriota, discendente diretta di Giorgio Skanderberg. Nel 1755 San Marzano venne acquistato da Giuseppe Capece Castriota la cui famiglia continuò a possederlo sino alla fine del XVIII secolo.

Nel settembre del 1866 fu aggiunto "San Giuseppe" al nome del comune, venerato protettore della cittadina.

Dalla metà del Novecento l'identità albanese-arbëreshe di San Marzano è stata rivalutata e ripresa, sono nati gruppi folk, sono avviati corsi pubblici e privati di lingua albanese e la cultura d'origine è stata interessata da particolare interesse e attenzione. Importante è il comune di San Marzano, che iniziato un percorso caratterizzato da programmi e idee finalizzate alla fondamentale salvaguardia e rivalorizzazione della lingua e cultura albanese[2].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Luoghi da visitare: "La Piazzetta", casa espositiva d'epoca dove si svolgono mostre, dibattiti, riunioni e presentazione libri, situata in Piazza Madonna delle Grazie.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

D' importanza storico-artistica è la Chiesa Madre. Le frane e i terremoti, come anche le ricostruzioni successive, hanno mutato la prima chiesa edificata dagli esuli albanesi, che doveva presentarsi semplice e richiamante lo stile architettonico bizantino. Attualmente, all'interno, si può ammirare uno crocifisso in grandezza naturale e una ricostruzione della grotta di Lourdes.

Di epoca più recente rispetto alla Matrice, costruita da maestri fuscaldesi, la Chiesa del Borgo. All'esterno è da vedere il portale in pietra, mentre all'interno vi sono l'altare, il pulpito, con motivi barocchi e un organo del seicento spagnolo a canne.

È noto il Santuario della Beata Vergine della Misericordia in contrada San Bartolo, meta continua di pellegrinaggi. Sulla sommità del monte Hahji i Gurzeve esisteva il tempio di Ippoiate.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Lingua[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua arbëreshe.

La conservazione della lingua albanese è ciò che differenzia ancora oggi la comunità di San Marzano da tutte le altre della provincia jonica. A distanza di cinque secoli la lingua albanese d'origine è sopravvissuta ed è parlata dalla comunità con orgoglio considerando che per oltre quattro secoli è stata volutamente l'unica forma di comunicazione verbale[4].

La lingua albanese parlata a San Marzano è la variante linguistica del dialetto tosco parlato nell'Albania centrale e meridionale. Uno degli studiosi di lingua e cultura albanese più importanti di San Marzano è Carmine de Padova ("Melino"), sostenitore dell'insegnamento nelle istituzioni scolastiche della lingua albanese e di una seria ripresa dei valori e dell'identità su cui fonda la comunità. Il prof. De Padova ha iniziato nel dopoguerra a studiare e far emergere le antiche culture della Puglia. Intellettuale e storico contemporaneo di San Marzano, ha dato un importante contributo culturale alla comunità, dedicando tutta la sua vita a continue ricerche storiche, sulla vita e i costumi di San Marzano di San Giuseppe ed alla storia degli Albanesi d'Italia, come oggi continua a fare il prof. Giuseppe Gallo, con continui studi, pubblicazioni.

Da qualche anno il comune di San Marzano ha istituito uno Sportello Linguistico Comunale che si occupa a vario titolo di studi, ricerche, disseminazioni di materiali, contatti con altre comunità albanofone italiane, docenze in lingua minoritaria, e valorizzazione della cultura locale[5].

Tony Zecca e Mino Chetta di San Marzano, registi per passione, negli ultimi anni hanno contribuito fortemente a valorizzare la tradizione Arbereshe. Nel 2014 hanno realizzato il primo film documentario sulla vita del Capitano Demetrio Capuzzimati (fondatore del paese nonché soldato e discendente di Skanderbeg). I dialoghi sono originali in lingua Arbereshe con gente del luogo.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti di San Marzano professavano, sino al XVII secolo, il rito bizantino dei padri, rito che sussiste in altre comunità arbëreshë[6].

Il rito del cavallo che si inginocchia davanti a San Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

Il rito risale al 1866. Pare che agli inizi dell'800 a San Marzano avvenne un violento nubifragio che distrusse uliveti, vigneti, raccolti di vario genere. A seguito di quella disgrazia, la gente del posto pensò che fosse una punizione di San Giuseppe verso i Sammarzanesi. A quel punto i circa 1835 abitanti di allora, raccolsero i tronchi divelti, vigneti e li radunarono sul monte (Palazzo Marchesale). A quel punto venne acceso il grande falò (detto Zjarr i Madhe) che significa fuoco grande. Alcune persone si inginocchiarono davanti a San Giuseppe, per dimostrarli la forte devozione. Erano presenti molti traini con muli, asini, cavalli. Pare che un anziano proprietario di un cavallo decise di farlo inginocchiare. Il gesto venne fatto affinché San Giuseppe proteggesse anche gli animali. Per i Sammarzanesi i cavalli sono paragonati a dei figli, vengono curati e accuditi con cura durante tutto l'anno. Questo rito viene ripetuto nel pieno rispetto degli animali. Infatti quando il cavallo si inginocchia non subisce alcun trauma, nel rialzarsi non viene riscontrato alcun graffio. Un anziano ha descritto l'inginocchiamento come una persona che si inginocchia in chiesa. Questo rito continua e continuerà ad esistere nei secoli.

Alle 22:00 viene acceso il grande falò, detto "Zjarr i Madhe" che in lingua Arbereshe significa "Fuoco grande". Questo enorme fuoco è il più antico e grande in Italia.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

A San Marzano di San Giuseppe esiste il gruppo folcloristico arbëresh "Katundi në Zëmbra", che suona melodie tradizionali e canta in lingua albanese.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è stato protagonista in varie pellicole cinematografiche.
Il primo film documentario è stato realizzato nel 1978 dal titolo "Quando la Scuola Cambia" a cura del regista Vittorio De Seta, per conto della Rai. In quel lavoro viene raccontata la vita del prof. Carmine De Padova (Sammarzanese) che insegna l'antica lingua Arbereshe ai ragazzi della locale Scuola Elementare Casalini. Sempre in questo lavoro vengono intervistati anziani al mercato cittadino. * Altro film che ha San Marzano protagonista si chiama "Il Generale dell'Armata Morta" del 1983, regia di Sergio Tovoli con Marcello Mastroianni, Michel Piccolì e il debuttante Sergio Castellitto. In quel film erano presenti alcuni personaggi di San Marzano, come il prof. Carmine De padova, Buccoliero, Miccoli, D'Angela e Calabrese. Nel 2007 vennero girate alcune scene per il documentario "Il Senso degli Altri" regia di Marco Bertozzi.
Mentre nel 2012 è stato girato il film "Cosimo Mazzeo, una Storia Italiana" regia di Tony Zecca e Mino Chetta (Sammarzanesi). Lavoro che racconta la breve vita del Brigante Pizzichicchio, uno dei più famosi del Salento.
Nel 2013 esce un lungometraggio dal titolo "Le Ultime Aquile" regia di Tony Zecca e Mino Chetta. Racconta una storia inventata della valle delle Aquile, distrutta per dare vita a fabbriche inquinanti.
Ultimo film realizzato a San Marzano si chiama "Principe Demetrio Capuzzimati" regia di Tony Zecca e Mino Chetta. Racconta le vicende del primo Barone del paese. I dialoghi sono in lingua Arebershe con sottotitoli in Italiano. Questo lavoro rimane un documento storico del paese. Realizzato interamente a San Marzano con attori del paese.
Uno dei maggiori attori che ha avuto San Marzano è stato Carmine Garibaldi (San Marzano 1885/ Roma 1951). In gioventù crea una sua compagnia teatrale e comincia a girare per i teatri della Puglia. Alla fine degli anni trenta si trasferisce a Roma dove gira alcuni film (Fuochi d'artificio; Terra di nessuno; Miseria e nobiltà; Sancta Maria; Il leone di Damasco; Bengasi). Muore a Roma in seguito ad una caduta avvenuta durante la lavorazione del film Quo Vadis nel 1951. Possiamo asserire che questo paese ha una storia cinematografica di tutto rispetto. Ancora oggi sono molti i registi e attori che scelgono di girare scene in questo paese così particolare e caratteristico. È uno dei pochi comuni Italiani a parlare tre lingue contemporaneamente (Italiano, Salentino e Arbereshe).

Persone legate a San Marzano di San Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

  • Demetrio Capuzzimati (XV secolo), militare albanese, fedele di Giorgio Castriota Scanderbeg, che aveva combattuto durante le lotte sostenute contro Francesco I di Francia e ottenne che altre famiglie provenienti dall'Albania abitassero il casale, poi divenuto San Marzano.
  • Cosimo Mazzeo (1837-1864) conosciuto come il Brigante Pizzichicchio - definito uno dei più famosi in Puglia.
  • Carmine Garibaldi (1885 - 1951), attore. In gioventù crea una sua compagnia teatrale e comincia a girare per i teatri della Puglia. Alla fine degli anni trenta si trasferisce a Roma dove gira alcuni film (Fuochi d'artificio; Terra di nessuno; Miseria e nobiltà; Sancta Maria; Il leone di Damasco; Bengasi). Muore a Roma in seguito ad una caduta avvenuta durante la lavorazione del film Quo Vadis nel 1951.
  • Carmine De Padova (1928 - 1999), insegnante, storico e folklorista italo-albanese, nota figura per il suo impegno profuso nel mantenimento e nell'insegnamento della lingua albanese, importante intellettuale e storico contemporaneo di San Marzano, che ha dato un valido contributo alla comunità arbëreshe in Puglia.
  • Mons. Angelo Massafra (1949), arcivescovo metropolita di Scutari-Pult in Albania e presidente della Conferenza episcopale albanese. Pubblicista, cura le riviste Fjala e Paqes e Kumbona e Diellës.
  • Giuseppe Gallo, professore, si occupa a vario titolo di traduzioni e interpretariati, ha scritto numerosi testi in lingua albanese (arbëresh) ed è l'autore dell'unico dizionario della lingua albanese di San Marzano di San Giuseppe.
  • Oreste Del Prete, Professore e noto Matematico (nato a San Marzano)
  • Giuseppe Borsci, uno dei primi imprenditori, fondatore del noto liquore San Marzano.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia locale è preminentemente dedita all'agricoltura., con prevalenza delle culture tradizionali della vite e dell'ulivo.

Nel XX secolo sorse una distilleria che si affermò nella produzione del liquore "Elisir San Marzano Borsci"[7], che negli anni ottanta fu lanciato sul mercato nazionale con una campagna pubblicitaria.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti della Provincia di Taranto

Strade[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da (vedi):

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 settembre 1987 4 luglio 1992 Antonio Bruno Partito Socialista Democratico Italiano Sindaco [8]
4 luglio 1992 28 aprile 1997 Giuseppe Tarantino Democrazia Cristiana Sindaco [8]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Giuseppe Tarantino Cristiani Democratici Uniti Sindaco [8]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Giuseppe Tarantino centro-destra Sindaco [8]
30 maggio 2006 20 marzo 2007 Giuseppe Tarantino Casa delle Libertà Sindaco [8]
20 marzo 2007 15 aprile 2008 Antonio Paglialonga Comm. pref. [8]
15 aprile 2008 28 maggio 2013 Giuseppe Borsci lista civica Sindaco [8]
28 maggio 2013 in carica Giuseppe Tarantino lista civica: per San Marzano Sindaco [8]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio è la Polisportiva Dilettantistica San Marzano che, dopo aver superato i play-off, è stata promossa in Prima Categoria nell'aprile 2013; militava nel campionato regionale di Seconda Categoria dal 2009, anno in cui vinse il campionato di Terza Categoria. Il traguardo massimo è stato ottenuto con la promozione nel campionato di Prima Categoria nel 1988, nel 2005 e nel 2013. Nella stagione 2013 - 2014 per la prima volta nella storia il San Marzano conquista la permanenza in prima categoria per la stagione successiva. L'attuale presidente è Tommaso Gigante mentre l'allenatore è Mimmo Mazza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Piccione Emilio, L'Albania salentina. San Marzano di San Giuseppe, ibs.it. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  2. ^ VETAM ARBËRESHË CAMPERA - RECENSIONI. 1° Festival delle lingue di minoranza e delle culture migranti, vetamarbereshecampera.it. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Shën Marxani San Marzano di San Giuseppe - uno studio sulla lingua e la cultura arbëreshe, lup.lub.lu.se. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  5. ^ Etnia albanese a San Marzano di San Giuseppe, grottaglieinrete.it. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  6. ^ SAN MARZANO DI SAN GIUSEPPE COMUNITA' ARBËRESH SPORTELLO LINGUISTICO SAN MARZANO DI SAN GIUSEPPE( 482/99), dott.ssa MARISA MARGHERITA (PDF), vatrarberesh.it. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  7. ^ In epoca medievale i Borsci, originari di Borshi in Albania, si sposta esule in Puglia a causa dell'avanzata turca nei Balcani. Nel 1840 nel comune di San Marzano di San Giuseppe il liquorista Giuseppe Borsci, ispirandosi ad un'antica ricetta ereditata dai suoi avi, perfeziona e inizia a produrre il suo Elisir ponendo fin dalle origini sulla storica etichetta gialla la dicitura "Specialità Orientale" insieme all'aquila bicipite caratteristica d'Albania.
  8. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN172364160
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