San Marzano di San Giuseppe

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San Marzano di San Giuseppe
comune
San Marzano di San Giuseppe – Stemma San Marzano di San Giuseppe – Bandiera
San Marzano di San Giuseppe – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione Puglia-Stemma it.png Puglia
ProvinciaProvincia di Taranto-Stemma.png Taranto
Amministrazione
SindacoGiuseppe Tarantino (Lista civica "Per San Marzano") dal 10-6-2018
Territorio
Coordinate40°27′N 17°30′E / 40.45°N 17.5°E40.45; 17.5 (San Marzano di San Giuseppe)Coordinate: 40°27′N 17°30′E / 40.45°N 17.5°E40.45; 17.5 (San Marzano di San Giuseppe)
Altitudine134 m s.l.m.
Superficie19,19 km²
Abitanti9 294 (31-8-2015)
Densità484,31 ab./km²
Comuni confinantiFragagnano, Francavilla Fontana (BR), Grottaglie, Sava, Taranto
Altre informazioni
Cod. postale74020
Prefisso099
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT073025
Cod. catastaleI018
TargaTA
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantisammarzanesi
PatronoSan Giuseppe
Giorno festivo19 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Marzano di San Giuseppe
San Marzano di San Giuseppe
San Marzano di San Giuseppe – Mappa
Posizione del comune di San Marzano di San Giuseppe all'interno della provincia di Taranto
Sito istituzionale

San Marzano di San Giuseppe (Shën Marcani in arbëreshë) è un comune di 9 294 abitanti della provincia di Taranto in Puglia. È il comune arbëreshë più grande in Italia, fondato nell'epoca di Skanderbeg.

Posta ai bordi di un altopiano, insieme a Casalvecchio di Puglia (Kazallveqi) e Chieuti (Qefti), è un antico centro albanese della regione. La comunità conserva la lingua, i costumi e la cultura originaria - detta nel proprio idioma arbëreshe - e si configura come un'isola etnica nel resto della provincia jonica, l'unico comune del Salento in cui si conserva l'antica parlata albanese, dovuto allo stanziamento, a partire dal XV secolo, di popolazioni albanesi esuli dall'Albania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il centro abitato è situato a 134 m s.l.m. su un'altura calcarea delle Murge tarantine.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondato tra il 1460 e 1530, dai discendenti di Giorgio Castriota Skanderbeg, personaggio tra i più importanti in Europa, reso celebre per aver combattuto per venticinque anni l'Impero Ottomano.

Il comune di San Marzano di San Giuseppe (Shën Marcani e Shën Xhësepëtit) fu costruito da esuli albanesi in fuga dall'Albania e dalle proprie terre a causa dell'invasione turca dei Balcani. Riusciti a salvarsi dall'orda ottomana di fede musulmana, gli albanesi, si instaurarono in Puglia formando nuovi villaggi secondo le proprie esigenze, tradizioni, usi e costumi[1]. Qui ricrearono la propria terra abbandonata, l'Albania, riuscendo a coltivare e a mantenere vitale la propria identità, nell'aspetto linguistico e religioso. Gli esuli albanesi, gli arbëreshë, erano di fede ortodossa, e professavano le liturgie secondo le antiche preghiere cristiane orientali, come di tradizione in greco, ma anche in albanese.

Palazzo Capuzzimati con la chiesa San Gennaro del XVI secolo

Nel 1530 Re Carlo V investì del feudo un valoroso capitano albanese, Demetrio Capuzzimati, che aveva combattuto durante le lotte sostenute contro Francesco I di Francia.[2]. Durante la sua signoria, il casale s'ingrandì sempre più divenendo in breve uno dei centri più fecondi di rito greco-ortodosso di tutta l'Albania Tarantina. Alla morte di Demetrio, il feudo venne ereditato dal figlio primogenito Cesare e, da costui, a suo figlio Demetrio, nipote del capitano.

Il rito bizantino si perse a San Marzano nel 1622, a causa delle pressioni della chiesa latina che spingeva e, infine, obbligò a sopprimere agli albanesi di Puglia l'antico rito portato gelosamente dai propri avi. Uno dei motivi che spinse queste popolazioni a lasciare l'Albania fu la ricerca della libertà religiosa (cristiana di rito orientale) e identitaria (albanese). La latinizzazione sfrenata e furente di San Marzano ha accelerato il processo di assimilazione e la scomparsa di un mondo ricco d'identità, usi, costumi e suggestioni balcaniche.

Nel 1639 San Marzano venne così acquistato da Francesco Lopez y Royo, Duca di Taurisano, al quale, qualche anno dopo, succedette il figlio Diego. Morto costui, il feudo passò al suo primogenito Francesco, quindi a suo fratello Giuseppe, marito di Elena Castriota, discendente diretta di Giorgio Skanderberg. Nel 1755 San Marzano venne acquistato da Giuseppe Capece Castriota la cui famiglia continuò a possederlo sino alla fine del XVIII secolo.

Nel settembre del 1866 fu aggiunto "San Giuseppe" al nome del comune, venerato protettore della cittadina.

Dalla metà del Novecento l'identità albanese-arbëreshe di San Marzano è stata rivalutata e ripresa, sono nati gruppi folk, sono avviati corsi pubblici e privati di lingua albanese e la cultura d'origine è stata interessata da particolare interesse e attenzione. Importante è il comune di San Marzano, che iniziato un percorso caratterizzato da programmi e idee finalizzate alla fondamentale salvaguardia e rivalorizzazione della lingua e cultura albanese[3]. Nel paese si parla ancora la lingua arbëreshë di Sakanderbeg. Vi è anche la presenza di un gruppo folcloristico arbëresh denominato Katundi në Zëmbra, che suona melodie tradizionali e canta in lingua arbëreshë.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Luoghi da visitare: "La Piazzetta", casa espositiva d'epoca dove si svolgono mostre, dibattiti, riunioni e presentazione libri, situata in Piazza Madonna delle Grazie.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

D'importanza storico-artistica è la Chiesa Madre. Le frane e i terremoti, come anche le ricostruzioni successive, hanno mutato la prima chiesa edificata dagli esuli albanesi, che doveva presentarsi semplice e richiamante lo stile architettonico bizantino. Attualmente, all'interno, si può ammirare uno crocifisso in grandezza naturale e una ricostruzione della grotta di Lourdes.

  • Chiesa Matrice San Carlo Borromeo
  • Chiesa dell'Addolorata
  • Chiesa San Gennaro al Castello
  • Chiesa San Giuseppe al Santuario
  • Chiesa Rupestre Madonna delle Grazie (con affreschi bizantini)
  • Biblioteca San Carlo Borromeo
  • Centro storico Arbereshe (scalinate e bronzo di Skanderbeg)
  • Casa Museo la nostra storia (foto e raccolta costumi e oggetti)
  • Galleria Mostre d'epoca (esposizioni e mostre artisti locali)
  • Trullo del Brigante Pizzichicchio. Situato in zona Principe a 2,5 km dal paese. È di proprietà privata.
  • Palazzo Demetrio Capuzzimati (1530). Situato in Piazza Angelo Casalini. È di proprietà privata.
  • Comignoli Balcani Arbereshe
  • Casa Rossa

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Lingua arbëreshe.

La conservazione della lingua albanese è ciò che differenzia ancora oggi la comunità di San Marzano da tutte le altre della provincia jonica. A distanza di cinque secoli la lingua albanese d'origine è sopravvissuta ed è parlata dalla comunità con orgoglio considerando che per oltre quattro secoli è stata volutamente l'unica forma di comunicazione verbale[5].

La lingua albanese parlata a San Marzano è la variante linguistica del dialetto tosco parlato nell'Albania centrale e meridionale. Uno degli studiosi di lingua e cultura albanese più importanti di San Marzano è stato Carmine de Padova ("Melino"), sostenitore dell'insegnamento nelle istituzioni scolastiche della lingua albanese e di una seria ripresa dei valori e dell'identità su cui fonda la comunità. Il prof. De Padova ha iniziato nel dopoguerra a studiare e far emergere le antiche culture della Puglia. Intellettuale e storico contemporaneo di San Marzano, ha dato un importante contributo culturale alla comunità, dedicando tutta la sua vita a continue ricerche storiche, sulla vita e i costumi di San Marzano di San Giuseppe ed alla storia degli albanesi d'Italia, come oggi continua a fare il prof. Giuseppe Gallo, con continui studi e pubblicazioni.

Da qualche anno il comune di San Marzano di San Giuseppe ha istituito uno Sportello Linguistico Comunale che si occupa a vario titolo di studi, ricerche, disseminazioni di materiali, contatti con altre comunità albanofone italiane, docenze in lingua minoritaria, e valorizzazione della cultura locale[6].

Tony Zecca e Mino Chetta, registi per hobby e passione, negli ultimi anni hanno contribuito fortemente a valorizzare la tradizione arbëreshë. Nel 2014 hanno realizzato il primo film documentario sulla nascita del paese, in particolare la vita del Capitano Demetrio Capuzzimati (fondatore del paese nel 1530 nonché soldato e discendente di Skanderbeg). I dialoghi sono originali in lingua arbëreshë con gente del luogo. il lavoro cinematografico è reperibile in paese.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti di San Marzano professavano la religione cattolica, fin dalle origini del paese.

Il rito del cavallo che si inginocchia davanti a San Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

Evento che ogni anno attira migliaia e migliaia di curiosi, fedeli e turisti da tutto il Sud. La processione delle fascine è molto sentita dai Sammarzanesi.

Tutto ebbe inizio qualche giorno prima della vigilia di San Giuseppe del 1866. In quella notte avvenne un violento nubifragio che distrusse uliveti, vigneti, raccolti di vario genere e gli animali rimasero intrappolati nel fango. A seguito di quella disgrazia, la gente del posto pensò che fosse una punizione di San Giuseppe. A quel punto i circa 1835 abitanti di allora, raccolsero i tronchi divelti, vigneti e li radunarono tutti sul monte (Palazzo Marchesale). Venne acceso un grandissimo falò (detto Zjarr i Madhe) che in lingua arbëreshë Sammarzanese significa fuoco grande, per onorare il Santo. Le fiamme erano talmente alte che il giorno seguente giunsero cittadini di altri paesi, per assicurarsi cosa fosse successo. Sempre durante quel falò del 1866 alcune persone si inginocchiarono davanti a San Giuseppe, per dimostrarli la forte devozione. Erano presenti anziani, donne e bambini e tanti traini con muli, asini e cavalli. Pare che un anziano proprietario di un cavallo decise di farlo inginocchiare. Il gesto venne fatto affinché San Giuseppe proteggesse anche gli animali. Per i Sammarzanesi i cavalli sono paragonati a dei figli, vengono curati e accuditi durante tutto l'anno.

Il rito dell'inginocchiamento viene ripetuto nel pieno rispetto degli animali. Infatti quando il cavallo si inginocchia non subisce alcun trauma, nel rialzarsi non viene riscontrato nessun graffio. Non solo i cavalli fanno parte della processione ma anche devoti che trasportano tronchi in spalla e fascini sotto il braccio per un percorso di circa tre km. La sera del 18 Marzo viene acceso il grande falò "Zjarr i Madhe", che pare sia il più grande e antico in Italia, differente da altri falò che vengono preparati giorni prima. Il Zjarr i Madhe prevede che si deve ammassare tutto in un giorno e bruciare la stessa sera, fino alle luci dell'alba. San Marzano è un paese legatissimo alle proprie tradizioni.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è stato protagonista in varie pellicole cinematografiche.

  • Il primo film documentario è stato realizzato nel 1978 dal titolo "Quando la Scuola Cambia" a cura del regista Vittorio De Seta, per conto della Rai. In quel lavoro viene raccontata la vita del prof. Carmine De Padova (Sammarzanese) che insegna l'antica lingua Arbereshe ai ragazzi della locale Scuola Elementare Casalini. Sempre in questo lavoro vengono intervistati anziani al mercato cittadino.
  • Altro film che ha San Marzano protagonista si chiama "Il Generale dell'Armata Morta" del 1983, regia di Luciano Tovoli con Marcello Mastroianni, Michel Piccolì e il debuttante Sergio Castellitto. In quel film erano presenti alcuni personaggi di San Marzano, come il prof. Carmine De Padova, Buccoliero, Miccoli, D'Angela e Calabrese.
  • Nel 2007 vennero girate alcune scene per il documentario "Il Senso degli Altri" regia di Marco Bertozzi.
  • Mentre nel 2012 è stato girato il film "Cosimo Mazzeo, una Storia Italiana" regia di Tony Zecca e Mino Chetta (Sammarzanesi). Lavoro che racconta la breve vita del Brigante Pizzichicchio, uno dei più famosi del Salento.
  • Nel 2013 esce un lungometraggio dal titolo "Le Ultime Aquile" regia di Tony Zecca e Mino Chetta. Racconta una storia inventata della valle delle Aquile, distrutta per dare vita a fabbriche inquinanti.
  • Ultimo film realizzato a San Marzano si chiama "Principe Demetrio Capuzzimati" regia di Tony Zecca e Mino Chetta. Racconta le vicende del primo Barone del paese. I dialoghi sono in lingua Arebershe con sottotitoli in Italiano. Questo lavoro rimane un documento storico del paese. Realizzato interamente a San Marzano con attori del paese.
  • Nel 2016 è stato realizzato il film sul brigante Grottagliese detto "Papa Giro" regia di: Tony Zecca e Mino Chetta. Racconta la vita di Don Ciro. Il prete Brigante rivale in amore con Don Giuseppe Motolese, il quale venne ucciso, non si sà di preciso chi fu l'assassino. Dal titolo "PAPA GIRU AMORE E VENDETTA".
  • Nel 2018 i registi pugliesi Tony Zecca e Mino Chetta, si cimentano in un film commedia brillante, tratta una storia di una tipica famiglia pugliese, allegra e divertente nonostante tratta la mancanza di lavoro. Dal titolo "SARA' UN MONDO MIGLIORE".

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia locale è preminentemente dedita all'agricoltura., con prevalenza delle culture tradizionali della vite e dell'ulivo.

Nel XX secolo sorse una distilleria che si affermò nella produzione del liquore "Elisir San Marzano Borsci"[7], che negli anni ottanta fu lanciato sul mercato nazionale con una campagna pubblicitaria.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti della Provincia di Taranto

Strade[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da (vedi):

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 settembre 1987 4 luglio 1992 Antonio Bruno Partito Socialista Democratico Italiano Sindaco [8]
4 luglio 1992 28 aprile 1997 Giuseppe Tarantino Democrazia Cristiana Sindaco [8]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Giuseppe Tarantino Cristiani Democratici Uniti Sindaco [8]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Giuseppe Tarantino centro-destra Sindaco [8]
30 maggio 2006 20 marzo 2007 Giuseppe Tarantino Casa delle Libertà Sindaco [8]
20 marzo 2007 15 aprile 2008 Antonio Paglialonga Comm. pref. [8]
15 aprile 2008 28 maggio 2013 Giuseppe Borsci lista civica Sindaco [8]
28 maggio 2013 in carica Giuseppe Tarantino lista civica: per San Marzano Sindaco [8]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio a 5 Femminile[modifica | modifica wikitesto]

​ L'A.S.D. ATLETIC SAN MARZANO CALCIO A5 FEMMINILE , nasce da un'idea dell'attuale Presidente CATALDO ABATEMATTEO e da un suo amico storico il Vice Presidente GIOVANNI SPADA , che insieme hanno pensato nella stagione calcistica 2014/2015 di iscrivere la squadra nel campionato UISP di Taranto e Brindisi . La stagione non andò benissimo perché la squadra si qualificò al penultimo posto . Nella stagione calcistica 2015/2016 la squadra riesce a raggiungere il secondo posto giocando i play-off contro il TARANTO83 vincendo la semifinale e qualificandosi per la finale dove viene sconfitta con una rete di differenza dal REALSTATTE, questo risultato viene raggiunto anche grazie all'esperienza di mister FABIO BUONAFEDE, esperto allenatore del CALCIO A5 . Finita la stagione 2015/2016 al Presidente inizia a balenare l'idea di iscrivere la squadra in un campionato con più ampie vedute e nella stagione calcistica successiva 2016/2017 iscrive la squadra al campionato FIGC di SERIE C . In questo anno conosce BRUNO DI PALMA inizia una sorta di collaborazione a livello organizzativo della stessa, infatti nella stagione successiva diventa il Direttore Sportivo . La stagione in FIGC non và malissimo con il 6º posto raggiunto. Questa classifica permette di poter formulare la domanda di ripescaggio nel campionato nazionale di SERIE A2 . Il 02/08/2017 la società ha la fantastica notizia dell'avvenuto ripescaggio e nella stagione 2017/2018 disputerà il Campionato Nazionale di SERIE A2 GIRONE

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio è la Polisportiva Dilettantistica San Marzano che, dopo aver superato i play-off, è stata promossa in Prima Categoria nell'aprile 2013; militava nel campionato regionale di Seconda Categoria dal 2009, anno in cui vinse il campionato di Terza Categoria. Il traguardo massimo è stato ottenuto con la promozione nel campionato di Prima Categoria nel 1988, nel 2005 e nel 2013. Nella stagione 2013 - 2014 per la prima volta nella storia il San Marzano conquista la permanenza in prima categoria per la stagione successiva. L'attuale presidente è Tommaso Gigante mentre l'allenatore è Mimmo Mazza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Piccione Emilio, L'Albania salentina. San Marzano di San Giuseppe, su ibs.it. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  2. ^ San Marzano di San Giuseppe (TA) Shen Marcani, su arbitalia.it. URL consultato l'8 marzo 2017.
  3. ^ VETAM ARBËRESHË CAMPERA - RECENSIONI. 1º Festival delle lingue di minoranza e delle culture migranti, su vetamarbereshecampera.it. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Shën Marxani San Marzano di San Giuseppe - uno studio sulla lingua e la cultura arbëreshe, su lup.lub.lu.se. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  6. ^ Etnia albanese a San Marzano di San Giuseppe, su grottaglieinrete.it. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  7. ^ In epoca medievale i Borsci, originari di Borshi in Albania, si sposta esule in Puglia a causa dell'avanzata turca nei Balcani. Nel 1840 nel comune di San Marzano di San Giuseppe il liquorista Giuseppe Borsci, ispirandosi ad un'antica ricetta ereditata dai suoi avi, perfeziona e inizia a produrre il suo Elisir ponendo fin dalle origini sulla storica etichetta gialla la dicitura "Specialità Orientale" insieme all'aquila bicipite caratteristica d'Albania.
  8. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni Belluscio, Monica Genesin: La varietà arbëreshe di San Marzano di San Giuseppe, Università del Salento, 2015.

  • Tony Zecca e Mino Chetta - Registi per hobby - Hanno realizzato il primo Film sulla Storia di San Marzano. Titolo: Capitano Demetrio Capuzzimati 1530. Dialoghi in Italiano e Arbereshe.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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