Lizzano

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Lizzano
comune
Lizzano – Stemma Lizzano – Bandiera
Lizzano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Taranto-Stemma.png Taranto
Amministrazione
Sindaco Dario Maria Fortunato Macripò (PdL) dal 27-5-2013
Territorio
Coordinate 40°23′31″N 17°26′54″E / 40.391944°N 17.448333°E40.391944; 17.448333 (Lizzano)Coordinate: 40°23′31″N 17°26′54″E / 40.391944°N 17.448333°E40.391944; 17.448333 (Lizzano)
Altitudine 42 m s.l.m.
Superficie 47,18 km²
Abitanti 10 126[1] (30-09-2014)
Densità 214,62 ab./km²
Frazioni Marina di Lizzano
Comuni confinanti Fragagnano, Sava, Torricella, Faggiano, Taranto (isole amministrative).
Altre informazioni
Cod. postale 74020
Prefisso 099
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 073011
Cod. catastale E630
Targa TA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti lizzanesi
Patrono san Gaetano Thiene, san Pasquale Baylon.
Giorno festivo 6 agosto, 17 maggio.
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lizzano
Lizzano
Lizzano – Mappa
Posizione del comune di Lizzano all'interno della provincia di Taranto
Sito istituzionale

Lizzano (Lizzanu in salentino[2], Licyanum in latino) è un comune italiano di 10.282 abitanti[3] della provincia di Taranto in Puglia.

È situata a oriente del capoluogo da cui dista 25 km. Si trova nel Salento, sul margine meridionale delle Murge tarantine, dove queste, attraverso la serra di Roccaforzata e San Crispieri e le Serre di Lizzano e della Marina, scendono digradando verso il mar Ionio, dove c'è la località turistica Marina di Lizzano e la zona umida della palude Mascia. Il clima è mediterraneo, le temperature miti, anche nel periodo invernale. Il comune fa parte dell'associazione nazionale "Città del vino"[4], fa parte del GAL "Terre del Primitivo", della strada del vino "Primitivo di Manduria e Lizzano DOC", del consorzio "Grande Salento" e dell'Unione di comuni "Terre del Mare e del Sole". Per dialetto, cultura e tradizioni, Lizzano è a pieno titolo una cittadina salentina, rendendola avulsa dal contesto socio-culturale della città di Taranto, da cui riceve pochissime influenze[5].

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Marina di Lizzano.
Territori storicamente appartenenti al comune di Lizzano (rosso), ora del comune di Taranto (blu).

La cittadina di Lizzano, si trova in un territorio pressoché pianeggiante. L'altezza varia da un minimo di 0 m s.l.m., in prossimità della marina e della linea di costa, ed una massima di 97[6] m s.l.m. in prossimità delle serre di Lizzano. La casa comunale è posta ad un'altezza di 42 m.s.l.m. La Marina di Lizzano dista dal centro abitato 5 km. Confina a nord con il comune di Fragagnano, distante 4,5 km, a est con i comuni di Sava, distante 10 km e Torricella, distante 6 km, a sud con il Mar Jonio, distante 6 km, a ovest con l'isola amministrativa del comune di Taranto.

Il litorale, prevalentemente sabbioso e contraddistinto da una fine sabbia bianca, è contraddistinto da dune ricche di vegetazione caratteristica della macchia mediterranea. Il paesaggio agrario è caratterizzato da uliveti, colture arboree miste, ficheti e mandorleti, alternati a seminativi e a vigneti. La vegetazione spontanea e la macchia mediterranea occupano le zone più alte e rocciose e le zone dunali. Le campagne, ricche di testimonianze rivenienti al periodo neolitico, si caratterizzano per la presenza di muretti a secco, specchie, di circa 35 masserie sparse in tutto il territorio comunale e dei tipici trulli salentini, monumento della civiltà contadina. Il trullo (del tipo salentino detti anche truddi, pagghiare, furnieddi o casedde), è una costruzione realizzata con le pietre tolte dal terreno roccioso per renderlo coltivabile. Tali costruzioni venivano utilizzate come rifugio per animali, attrezzi e persone.

Il fiume Ostone tra le dune, Marina di Lizzano.
Tipico trullo salentino

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale, è presente un corso d'acqua a carattere prevalentemente torrentizio, chiamato fiume Ostone o canale dei Cupi (lu Stoni o li cupi in dialetto). Questo fiume e l'area intorno ad esso è molto interessante sia sotto il profilo ambientale (flora e fauna) e sia sotto il profilo storico. Infatti lungo il suo corso, trovano il loro habitat naturale molte specie animali come gli anfibi (rane, rospi ecc.), pesci (specialmente anguille) e molti uccelli. Anche la vegetazione è molto ricca. Lungo tutto il corso del fiume permane un fitto canneto e molte altre specie vegetali.

Marina di Lizzano

Sotto il profilo storico, invece, è molto importante perché lungo il suo corso, ed in particolare vicino al mare, sono stati rinvenuti nel tempo enormi quantitativi di reperti archeologici (vasellame, oro, ceramiche, pietre lavorate, tempietti votivi, necropoli) risalenti all'età del bronzo, all'età magno-greca e un intero villaggio risalente al Neolitico. Successivamente con la stagione delle bonifiche di fine ottocento, il fiume Ostone è servito a prosciugare la Palude Rotonda nei pressi di San Crispieri.

Sismicità[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della storia, l'unico evento sismico di rilevanza, è stato quello del 20 febbraio 1743, avvertito in tutto il Salento. Il sisma, del nono grado della scala Mercalli, distrusse le vicine città di Francavilla Fontana e Nardò provocando anche morti e feriti. Questo evento, per ciò che riguarda Lizzano, è documentato da alcuni scritti dell'epoca attualmente custoditi all'archivio di stato. In questi scritti si racconta di come la scossa di terremoto sia stata forte e di come la gente abbia avuto paura a seguito dei crolli avvenuti in paese ove anche il palazzo marchesale subì dei danni statici e si inclinò[7].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Lizzano presenta clima mediterraneo. La vicinanza del mare mitiga gli inverni, quando le temperature scendono raramente sotto lo zero e le perturbazioni nevose sono rare. L'ultima nevicata abbondante è avvenuta il 30 e 31 dicembre 2014[8] quando caddero circa 10 cm di neve. In estate la temperatura, supera facilmente anche i 40 gradi. Soprattutto negli ultimi anni, sono frequenti temporali violenti e trombe d'aria. Queste sono le temperature medie annuali:

Lizzano[9] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 13,0 13,0 15,0 19,0 24,0 28,0 31,0 31,0 28,0 22,0 17,0 14,0 13,3 19,3 30,0 22,3 21,3
T. min. mediaC) 4,0 5,0 6,0 9,0 12,0 16,0 18,0 19,0 16,0 12,0 8,0 6,0 5,0 9,0 17,7 12,0 10,9
Precipitazioni (mm) 46,0 53,0 63,0 36,0 34,0 27,0 27,0 25,0 36,0 60,0 71,0 73,0 172,0 133,0 79,0 167,0 551,0
Umidità relativa media (%) 78 75 73 71 68 63 61 63 66 73 77 80 77,7 70,7 62,3 72 70,7
Vento (direzione-m/s) N
9,0
NNW
16,0
S
16,0
S
16,0
SSW
16,0
SSW
16,0
NNE
16,0
NNE
16,0
NNE
16,0
NNE
9,0
N
9,0
N
16,0
13,7 16,0 16,0 11,3 14,3

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nomeLizzano è incerto: alcuni affermano che derivi da "lizza", steccato nel quale, durante il Medioevo, scendevano i cavalieri per combattere, altri fanno derivare la parola da "leccio", pianta della famiglia delle querce di cui la zona era ricca[10]. Il nome potrebbe derivare, molto probabilmente da Lecce. Molte località esistenti nel territorio hanno, infatti, nomi di derivazione leccese: Padulecchie, Bagnara, S.Cassiano, S.Cataldo. Lizzano prese il nome di Licyano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Salento e Storia della Puglia.

Non esistono molte notizie riguardo alla storia di Lizzano. Certo è che il "pagus", il rione di case umili di campagna di Lizzano, risale a prima del mille. Non è possibile precisare date, come non è facile indicare a quale colonia appartenessero i primi abitanti del pagus Lizzanese, benché si creda a quella romana o greca.

Il neolitico[modifica | modifica wikitesto]

Le prime presenze in questo territorio, si ebbero certamente già nel periodo del Neolitico. Precisamente, in località "Bagnàra" e "San Cassiano" sono stati rinvenuti, dopo alcuni scavi, resti di insediamenti e villaggi capannicoli riguardanti l'età neolitica. Nelle stesse zone, poi, sono stati ritrovati numerosi arnesi e attrezzi di quell'epoca in pietra e in selce così come nel primo tratto del "canale dei Cupi", nelle grotte che si trovano sui lati della piccola gravina.

L'età greco-romana[modifica | modifica wikitesto]

Oltre le colonie greche, presenti già nel territorio salentino e, in particolare nel tarantino, anche quelle Romane prendevano possesso di queste terre. Nell'anno 206 a.C. fu condotta la colonia Neptunia. Ai tempi di Verone e di Vespasiano altre colonie furono condotte nella Provincia di Taranto. Ai Coloni venivano assegnati degli appezzamenti di terra di 200 yugeri. Di qui sorse la necessità delle casette per i contadini. Così sensibilmente i casolari si raggruppavano e formavano i villaggi. Queste popolazioni, lavorando i campi e rendendoli produttivi diffondevano il benessere in tutta la provincia, aprivano strade, che solcavano tutto l'agro Tarantino, delle quali una conduceva ad Oria, per arrivare alla Via Appia di Brindisi, l'altra direttamente a Taranto e ai villaggi limitrofi.

Il periodo longobardo e le invasioni[modifica | modifica wikitesto]

Tramontato l'Impero romano, i Barbari, come un torrente devastatore, invasero tutta l'Italia. Totila arrivo fino alle terre salentine, Belisario s'impadronì della Calabria, nel 555 Narsete riconquistò queste regioni, ma nel 568 i Longobardi occuparono Taranto e Brindisi. I greci si accordarono con i longobardi alzando un muraglione che segnava il confine tra la foresta tarantina e il marchesato di Oria. Il territorio lizzanese, ora, si trovava sotto il controllo dei longobardi. La pace, però, fu breve. Nel 717 Leone Isaurico invase queste regioni distruggendo chiese e conventi, costringendo i cristiani a nascondere croci ed effigi, specie nel tarantino, dove la gente nascondeva gli oggetti sacri nelle gravine, nei burroni e, a Lizzano, in alcune grotte appena scavate come quella di S. Angelo. Anche i Saraceni invasero questo lembo d'Italia, distruggendo Oria, Manduria e i villaggi limitrofi fino ad arrivare a Taranto che venne distrutta. Dopo i Saraceni, si scatenarono su queste terre gli Schiavoni e gli Ungari che distrussero tutti i villaggi, dal litorale all'entroterra. L'eccidio e le distruzioni proseguirono dal 924 al 962, fino alla comparsa dell'imperatore Niceforo Foca.

Gli insediamenti religiosi Basiliani[modifica | modifica wikitesto]

I ricordi della permanenza di questi religiosi a Lizzano, si riscontrano nella "valle dei Cupi" prima e nella cripta-monastero dell'Annunziata dopo. I religiosi Basiliani, già presenti da molti anni nel Salento, durante le persecuzioni erano riusciti a salvarsi nascondendosi nella foresta e nelle cripte sotterranee. I primi insediamenti si ebbero intorno ai secoli IX e X.

La nascita del casale[modifica | modifica wikitesto]

Sulla nascita del casale, non ci sono molte fonti, ma alcune di esse attestano[11] che Lizzano sia stato edificato nel 1208 dalla contessa Albiria, figlia di Tancredi, re normanno. Fonti, seppur approssimative, narrano che il re normanno Guglielmo il Malo distrusse Lecce, allora chiamata Rudiae, nel 1147.

Mappa della Terra d'Otranto

Dopo la ricostruzione, i nobili di Rudiae furono accolti nella città a differenza dei poveri che, invece, vennero respinti. La contessa Albiria decise di assegnare a questi poveri sudditi un territorio vicino a Pulsano dove, nel 1208, s'insediarono molti dei novelli lizzanesi. Gli altri che rimasero fondarono vicino a Lecce il paese di Lizzanello. È evidente il legame di Lizzano con Lecce tanto da avere entrambe le città lo stesso simbolo dell'albero del leccio, un tipo di quercia abbondantemente presente un tempo in entrambi i territori.

Da feudo a comune[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dei secoli, Lizzano divenne un grande feudo, con il titolo di marchesato. Diversi feudatari si sono avvicendati al comando di questo feudo: nel 1272 il casale era infeudato da Iacopo de Rephis, nel 1315 passò nelle mani di Goffredo de Pandis, nel 1329 il feudo fu proprietà di Giovanni Sanseverino, dei De Tremblayo nella metà del XIV secolo, dei Francone nel 1475, dei De Raho nel 1569, dei De Luca nel 1675 e dei Chyurlia nel 1697. Quest'ultima famiglia controllò il marchesato di Lizzano sino al 1806 quando furono abolite le feudalità. Sotto il profilo amministrativo, Lizzano ha fatto parte della Terra d'Otranto (poi Provincia di Lecce) dall'XI secolo fino al 1923, quando dal distretto di Taranto, che comprendeva la cittadina, venne istituita la provincia dello Jonio, ribattezzata provincia di Taranto solo nel 1951. A livello regionale, fu inserita nella Regione Salento quando, nel secondo dopoguerra, il legislatore costituì formalmente le regioni; successivamente però, alla nascita effettiva delle regioni italiane, la Regione Salento fu annessa alla Regione Puglia. A livello statale, Lizzano, dopo l'autonomia di cui godeva durante la preistoria, fece inizialmente parte della Magna Grecia (VIII-III secolo a.C.), poi fu annesso all'Impero romano (dal III secolo a.C. al IV secolo d.C.), all'Impero romano d'Occidente (IV-VI secolo d.C.), successivamente all'Impero Bizantino (VI-XII secolo d.C.), al Principato di Taranto all'interno del Regno di Sicilia (XII secolo d.C. - 1262) prima e del Regno di Napoli (1262-1816) poi, al Regno delle Due Sicilie (1816-1860) e, infine, al Regno d'Italia, l'attuale Repubblica Italiana (1860-oggi). Fino al 1951 Lizzano ha amministrato anche le due frazioni di Torricella e Monacizzo diventato comune autonomo sotto il nome di Torricella.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

La leggenda dello stemma

Mentre Lecce ha una lupa alla base del leccio, Lizzano fra i rami del suo simbolo ha una scritta molto particolare Fracta et ligata refloret ("spezzata e legata rifiorisce"). La leggenda narra che durante una tempesta la quercia più maestosa del paese fu violentemente colpita dalla furia del vento, fino a troncargli i due rami principali. I lizzanesi rialzarono la quercia e legarono al tronco i due rami. La quercia, quasi per incanto, rifiorì più bella di prima.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Stemma del comune

Lo stemma comunale di Lizzano venne approvato il 27 maggio 1929, dall'allora capo del governo Benito Mussolini. La sua descrizione è la seguente:

« Campo di cielo, all'albero di leccio, con due rami spezzati e rilegati, nodrito su pianura erbosa morente dalla punta, il tutto al naturale, con in alto all'albero una lista bifida, svolazzante, d'argento, con il motto in nero:fracta et ligata refloret. »
(Decreto reale di concessione in data del 27 maggio 1929)

Il gonfalone del comune è costituito da un drappo di colore giallo-rosso nel centro del quale è posto lo stemma.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa matrice di San Nicola[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa matrice di San Nicola (Lizzano).
Chiesa matrice San Nicola (Lizzano)

Principale chiesa di Lizzano, fu costruita agli inizi del XIV secolo su un luogo di culto preesistente. Prima del crollo avvenuto negli anni cinquanta, conteneva elementi di varie epoche artistiche. Nella chiesa vi sono numerose statue tra cui spicca quella del patrono san Gaetano da Thiene. La chiesa è collocate nel centro storico di fronte al Palazzo Marchesale. Dopo il crollo, che distrusse gran parte della struttura, la chiesa venne ricostruita e stravolta dal punto di vista artistico e venne costruito l'odierno campanile. Il soffitto è a cassettoni mentre le navate laterali presentano soffitti a volta. L'altare maggiore in marmo policromo, è posto al centro del presbiterio; le cappelle laterali sono dieci.

Convento di San Pasquale Baylon[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Convento di San Pasquale Baylon.
Convento San Pasquale Baylon, Lizzano

Il convento francescano di San Pasquale Baylon, venne eretto nel 1742 per volontà dei marchesi Chyurlia, allora feudatari della Terra di Lizzano. Artisticamente la chiesa si presenta molto semplice, con sfumature barocche, ancora più evidenti prima dei numerosi restauri e rimaneggiamenti effettuati negli ultimi trent'anni. Sono presenti un grande numero di tele settecentesche e statue della stessa epoca. Il convento ospita un museo (prevalentemente di oggetti sacri) e una biblioteca chiusi al pubblico. Attualmente vi dimorano i frati della provincia francescana del Salento.

Chiesa del Rosario, Lizzano

Chiesa del Rosario[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa del Rosario (Lizzano).

Sita nella parte antica del paese, fu edificata nel 1562 in stile romanico, dalla famiglia De Raho, feudataria di Lizzano. Sul lato sinistro si notano gli archi di appoggio del Castello normanno, costruiti in seguito al terremoto del 1743. Sul lato destro si nota il campanile. La chiesa, internamente, è completamente affrescata ed è attualmente oggetto di vari restauri. All'interno vengono conservate le statue della processione dei Misteri e dell'Addolorata. La chiesetta è sede dell'omonima confraternita.

Santuario del Crocifisso, Lizzano

Cappella del Crocifisso[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cappella del Crocifisso (Lizzano).

Sita nel centro storico del paese nelle immediate adiacenze del castello normanno; conservato in discrete condizioni, è una preziosa testimonianza della identità culturale storica dei lizzanesi. Di grande valore, al suo interno, è la deesis, affresco di origine bizantina (come lo è tutta la chiesa), che si trova sopra l'altare maggiore. Vi sono conservate, inoltre, due statue lignee raffiguranti san Gaetano da Thiene e sant'Elena.

Chiese e cripte rupestri[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cripta.

La cittadina di Lizzano, è stata, per molti secoli, abitata da monaci bizantini, basiliani e gesuiti. L'esistenza di queste figure religiose, ha lasciato numerose tracce architettoniche e artistiche che trovano il loro fulcro nelle due grandi chiese rupestri con relativa cripta: quella della Ss. Annunziata e quella di Sant'Angelo.

Chiesa e cripta rupestre Ss. Annunziata[modifica | modifica wikitesto]

La cripta rupestre della Ss. Annunziata si trova a circa mezzo Km di distanza da Lizzano. La chiesetta della SS. Annunziata è considerata un monumento di notevole interesse storico artistico, uno dei più singolari di tutto il territorio pugliese ed un importante santuario rupestre, centro di devozione mariana e meta di pellegrinaggio da parte di tutto il territorio ionico posto a sud-est di Taranto specialmente nel Medioevo. La cripta è ricavata da una grotta già cenobio basiliano, era ricca di dipinti murali sacri, alcuni di rara bellezza, di epoca non anteriore al secolo XI. Sulla chiesa rupestre venne, in seguito, eretta la chiesa, fra il IX e il X secolo. Nei secoli XII e XIII si effettuarono alcuni interventi parziali sull'edificio, senza, però, mutarne in maniera rilevante l'aspetto formale e la configurazione spaziale. Tra il.XIV e il XV secolo fu attuata una ristrutturazione generale della cripta e della chiesetta, altri lavori ci furono tra il XVI e il XVII secolo. Agli inizi del XIX secolo avvenne la totale ristrutturazione dell'edificio ed il rinnovamento delle opere pittoriche. Nella chiesa, un tempo, vi erano non meno di 22 dipinti murali. A causa di leggende di tesori nascosti, la chiesetta fu sottoposta a saccheggi. L'accesso alla chiesa rupestre è stato ripristinato dal Rotary Club di Manduria in occasione della VI Festa di Fine Vendemmia il 17 novembre 2002.

Cripta rupestre e grotta di Sant'Angelo[modifica | modifica wikitesto]

entrata della grotta di Sant'Angelo
Uno degli affreschi all'interno della cripta di Sant'Angelo.

La chiesa di S. Angelo (Cripta Basiliana) è situata in contrada Serra degli Angeli su una collinetta denominata monte S. Angelo a 3 km a nord-ovest di Lizzano. La grotta di Sant'Angelo si apre sulla sommità di una collina nei calcari bianco-cerulei sub-cristallini del Cretacico e si articola in questi per circa 50 metri. Sul piano di calpestìo si sono notati vari frammenti di ossa con uno strato di fossilizzazione alquanto avanzata, frammenti di ceramica di varie epoche e quindi non si può escludere la presenza di qualche livello, in posto, del periodo neo-eneolitico e post-neolitico. Le tracce dell'epoca di culto, sono soprattutto la presenza di numerosi affreschi paleocristiani.

Altre architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Altre architetture religiose sono rappresentate dalle varie chiese e cappelle presente nel castello, nei palazzi signorili, nelle masserie e dai tempietti greci e romani ritrovati nelle zone ad interesse archeologico.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il castello[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo marchesale di Lizzano.

Il Palazzo marchesale (Castello) è situato ai piedi del poggio su cui gradatamente s'adagia il paese, si presenta con linee sobrie e severe. Secondo alcuni studiosi fu costruito su di un antico nucleo normanno dai baroni De Raho nel XVI secolo, di cui rimane solo un torrione.

Castello marchesale

La struttura è stata soggetta ad ampliamenti e rifacimenti nel corso della storia che ne hanno modificato l'aspetto originale. Attualmente è di proprietà privata e versa in stato di degrado.

Altre architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Trappito Antonazzo (1700)
  • Trappeti e palmenti ipogei;
  • Architetture rurali presenti nelle campagne (Trulli, costruzioni a secco);
  • Le 35 masserie presenti nel territorio;
  • Palazzo Majorano;
  • Palazzi signorili nel centro storico;
  • Palazzo della scuola elementare Alessandro Manzoni

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Torre dell'orologio[modifica | modifica wikitesto]

La Torre dell'Orologio (XII-XIX secolo) è impostata su un torrione del castello, un tempo poco distante dall'impianto originario normanno pare fosse legata ad esso da un passaggio sotterraneo, mai ritrovato. Rappresenta una testimonianza di valore storico inestimabile. Da una prima lettura delle strutture murarie appare evidente un processo di sedimentazione attuatosi nel corso dei secoli. La struttura di base sembra ancora riconducibile ad una torre fortificata di avvistamento e di difesa, risalente al XIII - XIV secolo.

Torre dell'orologio

Qui al piano terra esiste un unico vano a pianta quadrata con volta a botte. La parte superiore della torre è un evidente rifacimento con sopraelevazione. databile tra il XV ed il XVI secolo. A seguito di tale intervento fu ricostruita la volta del vano preesistente al secondo livello, con arco a sesto acuto. Furono inoltre costruiti gli spalti di difesa con le relative caditoie e con l'aggiunta di elementi architettonici decorativi dello stesso materiale adoperato per la sopraelevazione (carparo), che ne hanno ingentilito l'aspetto. Tra XVIII e XIX secolo la torre divenne importante punto di riferimento per la vita del paese per l'inserimento dell'orologio e della torre campanaria. Innalzata la sua sommità, fu ricavato un apposito vano per accogliere i meccanismi dell'orologio, sormontato da un campanile dotato di due campane di diverse dimensioni, asservite all'orologio. In seguito sono stati affiancati due piccoli corpi di fabbrica ad un solo livello, adiacenti ai due lati mentre il terzo lato della torre è addossato ad uno stabile, un tempo adibito, a cinema, ma costruito, nei secoli scorsi, per evidente utilizzo militare. L'accesso ai vari locali del fabbricato avviene in modo del tutto indipendente.

Torri Costiere[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Torre Zozzoli e Torri costiere del Salento.

Nel territorio di Lizzano sono presenti 3 torri costiere:

  • Torre Zozzoli o torre sgarrata (in dialetto), parzialmente crollata
  • Torre Rossa, ormai presente sotto forma di ruderi
  • Torre Canneto, non più esistente
  • Torri di vedetta sparse lungo la fascia costiera, costruite nella seconda guerra mondiale.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

L'indagine archeologica ha permesso di iscrivere il territorio di Lizzano nell'importante area neolitica del Sud-Est tarantino[12] comprendente Torre Castelluccia, Saturo, Porto Pirrone. Una campagna di scavo effettuata, infatti, in località Bagnara, ha portato alla luce un insediamento capannicolo di una comunità agricolo-pastorale cronologicamente collocabile nel Bronzo Medio (XV-XVI secolo a.C.). Altri scavi archeologici, sono stati effettuati in zona Santa Petronilla, in zona San vito, in tutto il corso percorso del fiume Ostone, nei dintorni della masseria Casabianca ed in tutto il territorio comunale. In questi scavi sono state ritrovate tombe e necropoli del periodo greco, messapico e romano, resti di ville con colonne in stile dorico, vasellame di vario genere e di varie epoche (dai messapi ai greci, dai romani al medio-evo), tombe a camera, reperti dell'età del bronzo e della preistoria.

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo abitato storico di Lizzano è situato a sud del paese, intorno alla Chiesa Madre, al Castello marchesale e alla torre dell'orologio. Fino a qualche decennio fa, il centro storico era interamente abitato mentre ora molte case e antiche bottege versano in stato di degrado. Le strade si presentano strette e curve intervallate da alcuni spiazzi e da vicoli più piccoli. La pavimentazione stradale fino a pochi decenni fa, era interamente costituita dalle tipiche chianche di pietra viva, caratteristiche di questa zona della Puglia; ora il bitume ricopre tutte le strade, lasciando intravedere, però, qualche chianca che riaffiora dal piano di calpestio. Questa parte del paese era anche quella più attiva economicamente in quanto vi si trovavano le bottege e i laboratori degli artigiani (ceramisti, falegnami, fabbri, scarpari, fornai e molti altri), ormai inesistenti. Le abitazioni sono molto semplici e tipiche della Puglia meridionale, con tetto basso e facciate imbiancate a calce o di carparo levigato, anche se non sono poche le case signorili e i palazzi dei nobili. Alcune case hanno una particolare decorazione barocca e altre, invece, presentano dei caratteristici comignoli Arbëreshë, tipici dei paesi circostanti, facenti parte dell'Arberia Tarantina. Nel 2011 sono iniziati i lavori di riqualificazione del centro storico con cui sono state riposizionate le chianche in pietra di trani in alcune strade, restaurata la facciata della chiesa del Rosario e parte della torre dell'orologio. Attualmente il centro storico è ancora in fase di riqualificazione, per la quale si attendono ulteriori fondi e progetti.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[13]

Al 31 dicembre 2012 a Lizzano risultano residenti 106 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono[14]:

Lingue e Dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Il dialetto lizzanese nel contesto dei dialetti salentini.

Il dialetto lizzanese fa parte del salentino e appartiene quindi al gruppo dei dialetti italiani meridionali estremi. L'accento e la cadenza del lizzanese sono prevalentemente brindisini (dialetto salentino settentrionale), ma forte è anche l'impronta del leccese, ossia del salentino centrale. Il dialetto lizzanese, quindi, si discosta moltissimo dal dialetto del capoluogo ionico (Dialetto tarantino) che appartiene ai dialetti di transizione apulo-salentini. Il dialetto lizzanese è stato ampiamente studiato dal famoso filologo e linguista tedesco Gerhard Rohlfs.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La religione più diffusa è il cattolicesimo di rito romano. A Lizzano vi è la presenza di una confraternita: la confraternita del Santo Rosario. Inoltre presso il convento di San Pasquale hanno sede, dal 1907, il Terz'ordine Francescano secolare (OFS) e la Gioventù Francescana. Molto sentite sono le feste religiose di San Gaetano da Thiene, patrono principale (6-7 agosto), San Pasquale Baylon, protettore della città (dal 15 al 18 maggio] e San Giuseppe, quando vengono allestite le famose Tavole di San Giuseppe e i falò per le strade (18-19 marzo) che vedono una partecipazione numerosa della cittadinanza e che richiamano un grosso flusso turistico da tutta la provincia e dal Salento in generale. La cittadina è compresa nell'Arcidiocesi di Taranto e nella provincia dei frati minori di Lecce.

Altre feste religiose molto sentite sono:

I "Pirdùni" durante il pellegrinaggio agli altari della reposizione, Lizzano
  • Sant'Antonio da Padova
  • Madonna del Rosario
  • Corpus Domini
  • Epifania
  • Assunzione di Maria, con la processione a mare della statua.
  • Settimana Santa, che ruota intorno alla processione dei Misteri, alla processione notturna dell'Addolorata e alla visitazione dei Sepolcri (altari della reposizione) da parte dei Perdoni, coppie di confratelli del Rosario che incappucciati e scalzi camminano per le vie del paese tutta la notte in segno di penitenza.
  • Santi Medici (Santi Cosimo e Damiano), venerati in particolar modo la notte dell'Ascensione del Signore. In questa notte prende vita un pellegrinaggio a piedi, da Lizzano al santuario di San Cosimo alla Macchia presso Oria (Br).
  • San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia. La devozione nei confronti del Santo è molto sentita anche grazie alla presenza del convento francescano dei frati minori, dell'Ordine Francescano Secolare e della Gioventù Francescana.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Il Tarantismo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Tarantismo.
Tarantata a Lizzano, rito di guarigione dal tarantismo, presso la masseria San Vito. (Anni Cinquanta del '900)
« Ci è taranta lassila ballari,

ci è taranta lassila ballari,

ci è malincunia, caccila fori,

ci è malincunia, caccila fori. »

(Alcune strofe della Taranta di Lizzano)

A Lizzano, così come in tutta la Puglia meridionale, il fenomeno del tarantismo ha occupato un'importante pagina culturale e folcloristica di intere generazioni, arrivando fino ai giorni nostri, prima di scomparire del tutto. Testimoni oculari di questo studiato fenomeno raccontano di veri e propri rituali musicali usati per "guarire" le donne morse dalla tarantola. Il rituale consisteva in un ballo frenetico e stancante eseguito per ore o addirittura per giorni, dalle tarantate o dai tarantati che ,sfiniti, cadevano a terra in uno stato di trance. Appena visti i primi sintomi del morso della tarantola, si usava appendere fazzoletti di diverso colore nella stanza più grande della casa e la tarantata, quasi incantata dai colori, ne sceglieva uno e ballava con quello. Si credeva che il colore del fazzoletto indicasse il colore della tarantola. Dopo ore di ballo ci si spostava, ballando e suonando, in campagna, sul posto dove si credeva che la tarantola avesse morso la tarantata e li si compiva l'ultimo ballo.

Di solito gli strumenti usati per questa terapia musicale erano il violino e il tamburello, ai quali si aggiungevano talvolta l'organetto e la chitarra battente.

Il tarantismo lizzanese, è stato oggetto di molti studi, tesi e ricerche. Tra i più famosi ricercatori del tarantismo lizzanese, vi era Alfredo Majorano, antropologo tarantino, che ancora prima di Ernesto de Martino registrò e fotografò il rito del tarantismo. Le foto e i documenti sonori sono attualmente conservati presso il Museo Etnografico di Taranto.

L'Epifania[modifica | modifica wikitesto]

Passione di Cristo - 2006
Passione di Cristo - 2006

Il 6 gennaio, giorno dell'epifania, si svolge lungo le vie del paese, "la calata dei Magi". La mattina, sin dalle prime ore dell'alba, una banda suona nenie natalizie per le strade del paese, e prepara l'atmosfera alla manifestazione che si svolge nel pomeriggio, quando dal Convento San Pasquale Baylon, partono nei loro sontuosi abiti e i loro doni, i Sapienti d'oriente, preceduti dalla stella cometa e scortati da numerosi scudieri e paggi. Dopo aver percorso alcune vie, ci si reca nel centro storico, di fronte alla chiesa San Nicola, nella parte bassa del paese dove sono allestiti dei palchi. I Magi, guidati dalla cometa vanno da Erode dove si svolge il dialogo. Dopo aver salutato Erode, la cometa riappare guidando i Magi alla grotta del Bambinello. La manifestazione si chiude festosamente con i fuochi d'artificio.

La Passione di Cristo[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1971 la Domenica delle Palme, nelle ore pomeridiane, prende vita la rappresentazione della Passione di Gesù Cristo occupando gli spazi antistanti il Convento e le vicine vie del paese.

In particolar modo la manifestazione partendo dal Calvario sito in via XIV Maggio si snoda con un corteo storico sulla Villa di Viale Convento dove ha luogo l'entrata in Gerusalemme del Messia e l'Ultima Cena per poi stanziare sul piazzale del convento per le rimanenti scene.

La manifestazione consta di 14 scene:

1. Ingresso a Gerusalemme 2. Lavanda dei Piedi e Ultima cena 3. Getsemani (Orto degli Ulivi) 4. Tradimento e suicidio di Giuda 5. Sinedrio 6. Negazione di Pietro 7. Erode 8. Pilato 9. Flagellazione 10. Via Crucis 11. Crocifissione 12. Deposizione e Pietà 13. Resurrezione 14. Proclama di Pietro

La rappresentazione impegna gran parte della piccola cittadina con 150 figuranti ma sicuramente l'impegno maggiore è profuso dall'"Associazione Pietre Vive Onlus" impegnata nell'organizzazione e nella diffusione della stessa.

Negli ultimi anni la manifestazione è stata trasmessa da Studio 100 Sat, emittente locale con piattaforma satellitare permettendo alla "Passione di Cristo" di fare il giro del mondo.

Questa sacra rappresentazione riceve il patrocinio morale da parte dell'Amministrazione Comunale di Lizzano, dell'amministrazione Provinciale di Taranto, della Regione Puglia, del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e dal 2013 dalla Arcidiocesi di Taranto.

La manifestazione è inserita nel circuito internazionale Europassion che raggruppa 34 località di tutta Europa che meglio rappresentano il messaggio salvifico della Croce mantenendo e sostenendo esempi di religiosità popolare.

Attraverso l'organismo nazionale Europassione per l’Italia, è stato avviato ed è giunto ormai alla sua definizione, il percorso per il riconoscimento di queste manifestazioni come Patrimonio immateriale dell'Umanità da parte dell'Unesco.

Tavola di San Giuseppe

Le Tavole di San Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Tavole di San Giuseppe.

Un'altra tradizione molto sentita dai lizzanesi è quella delle Tavole di San Giuseppe. Questa è un tradizione molto particolare diffusa nel Salento, in Sicilia e in altre regioni dell'Italia centro-meridionale. In questa tradizione si imbandiscono tavole molto grandi, a volte a gradoni, piene di piatti tipici salentini e lizzanesi, ma non deve esserci carne. Recandosi nella cucina, solitamente posta in una stanza posteriore a quella in cui è imbandita la "taula", si viene immediatamente colpiti dal gran caldo sprigionatosi dal fuoco che per giornate intere resta acceso per permettere la cottura de "lu cranu stumpatu", grano bollito nelle apposite "pignate" e condito successivamente con soffritto di prezzemolo, cipolla verde e pepe in abbondanza. Lo stesso condimento viene usato anche per la preparazione della "massa cu lli ciciri", tagliatelle fatte in casa, unita ai ceci che in alcune zone del Salento viene chiamata "Tria cu lli ciciri"[15].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune sono presenti la biblioteca comunale, che si trova in un locale del giardino della scuola media, e la biblioteca del Convento San Pasquale Baylon (chiusa al pubblico), che è sita nello stesso convento e che raccoglie libri di ogni genere e vari volumi molto pregiati del '700, '800 e '900.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune sono presenti quattro scuole materne, due elementari e una secondaria di primo grado.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo civico della paleontologia e dell'uomo[modifica | modifica wikitesto]
Museo civico della paleontologia e dell'uomo
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Lizzano
Indirizzo Piazza IV Novembre
Caratteristiche
Tipo Archeologia, Paleontologia, Cultura locale, cultura dell'Oceania e dell'Africa, Arte contemporanea
Sito web

Il Museo civico della paleontologia e dell'uomo, ha sede nel centro storico, nel Palazzo Majorano, un tipico palazzo dei signorotti locali dell'Ottocento. Il museo raccoglie importanti reperti a partire da 600 milioni di anni fa, provenienti da tutto il mondo e da fossili ritrovati nel territorio di Lizzano o della regione. Un'ampia sezione è dedicata all'archeologia con l'esposizione di vari reperti risalenti al periodo della Magna Grecia, al Neolitico e prossimamente all'esposizione di reperti risalenti all'età del Bronzo, all'età Romana e a quelle medioevale. Nel museo sono esposti vari attrezzi da lavoro e oggetti di uso domestico tradizionali, come l'antico telaio ancora funzionante e corredato di accessori. Notevole "lu traìnu", carro trainato da cavallo o mulo per il trasporto, importante come valore documentario soprattutto per le nuove generazioni. Ci sono ampie sezioni dedicate alle culture dell'Africa, dell'Oceania e all'arte contemporanea.

Media[modifica | modifica wikitesto]

In passato, nel paese, hanno operato diversi media, in diversi settori. Fino agli anni '80-'90, erano presenti varie radio private (Radio Lizzano, Radio Gruppo 15, Radio Punto Elle, Radio Studio Alfa, Radio Onda Dancing, Canale 7 Radio, Radio Amica, Radio Speak, Radio Studio Night) e 2 emittenti televisive (Tele Provincia Jonica e Tele Aut).

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lizzano (vino), Primitivo di Manduria, Cucina salentina e Cucina pugliese.
Orecchiette ricchiteddi in dialetto.

Oltre al vino e l'olio pregiatissimi, altri prodotti tipici sono il grano, i fichi, l'uva da tavola, la ricotta forte e vari prodotti caseari locali, la scapece. Alcuni piatti tipici sono:

  • fai e fogghji (purea di fave con le cicorie)
  • massa culli ciciri (tagliatelle fatte in casa con i ceci)
  • ricchiteddi e maccarruni culli purpietti e brascioli (orecchiette, maccheroni, polpette e braciole)
  • cranu štumpatu (grano pestato)
  • ricchiteddi culli cimi ti rapi (orecchiette e cime di rapa)
  • pašta culla muddica ti pani (pasta con la mollica di pane)
  • marangiani chieni (melanzane ripiene)
  • fai scarfati (purea di fave riscaldata)
  • ciambotta (minestra di verdure ed ortaggi)
  • friselle
  • pettole
  • brotu chinu (brodo con verdure e carne)
  • risu, patani e cozzi(riso, patate e cozze al forno)
  • pašta culli cozzi (pasta e cozze)
  • pecura alla pignata (carne di pecora cotta nella pignatta)
  • purpu alla pignata (polipo cotto nella pignatta)

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

la piazza durante i festeggiamenti di San Pasquale 17-18 maggio

Persone legate a Lizzano[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Piazza 4 Novembre, centro storico di Lizzano.

La struttura urbana della cittadina lizzanese, presenta una espansione a macchia d'olio, con delle frazioni o piccoli centri abitati satelliti, attorno al nucleo comunale principale. L'espansione urbana è accelerata notevolmente nel corso della seconda guerra mondiale e nel dopoguerra, grazie anche al boom economico. Intere zone di campagna, masserie, e case contadine, sono state interamente inglobate nel tessuto urbano. Esempio di questa espansione è il Convento San Pasquale Baylon che fino al 1945, si trovava a mezzo chilometro fuori dal paese ed ora vi si trova quasi al centro. Il nucleo primitivo del comune è il centro storico, sviluppatosi nei dintorni del castello marchesale e della chiesa matrice, ora a sud dell'abitato. Il centro storico presenta viottoli e stradine con i classici curvoni. Il manto stradale ora è asfaltato con bitume sotto cui c'è ancora il vecchio manto stradale, ovvero quello formato da chianche. Il resto del paese è caratterizzato da lunghe strade regolari e incroci. Fuori dal paese, ci sono varie contrade e le frazioni della marina.

Rioni[modifica | modifica wikitesto]

Paese[modifica | modifica wikitesto]

  • Convento
  • Centro storico
  • Li Cupelli
  • Belvedere
  • Palantòne
  • Difesuòla
  • Annarella
  • Centro
  • San Vito

Marina[modifica | modifica wikitesto]

  • Bagnara
  • Le Conche
  • Palmintiello
  • Trullo di mare
  • Ostone
  • Torretta (Isola amministrativa "C" di Taranto, agro di Lizzano)
  • Cisaniello (Isola amministrativa "C" di Taranto, agro di Lizzano)
  • Marina Piccola (Isola amministrativa "C" di Taranto, agro di Lizzano)

Isole amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Tra i comuni di Lizzano e Pulsano, ci sono alcune isole amministrative del comune di Taranto, alcune delle quali quasi interamente inglobate nell'agro Lizzano[16]: la zona marina della Torretta e la zona di Porvica. Nella prima è presente ancora una torre saracena chiamata Torre Zozzoli, o torre sgarrata.

Sanità[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale fa parte dell'Azienda Sanitaria Locale Taranto/1 (ASL TA/1). Nel comune sono presenti un Centro di Salute Mentale (C.S.M) e un poliambulatorio con servizio di Guardia Medica. Inoltre vi è un Presidio sanitario turistico nella marina.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lizzano (vino) e Primitivo di Manduria.

Nel territorio comunale sono molto sviluppate le attività agricole, basate sulla coltivazione di ulivi e vigneti. Molto importante è la produzione di olio extravergine di oliva, ortaggi, grano, frutta e verdura. La zona rientra nella DOP dell'olio d'oliva Terra d'Otranto che comprende le provincie di Taranto e Lecce.

Rilevante è la Viticoltura, che fornisce una produzione di uva da vino di quasi centomila quintali e di 78 000 ettolitri di vino che pone Lizzano come terzo produttore in Puglia e 23º in Italia;[17] i vitigni più diffusi sono il Primitivo e il Negroamaro. La località fa parte dell'associazione nazionale Città del Vino e della strada del vino "Primitivo di Manduria e Lizzano DOC".

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni la cittadina di Lizzano è interessata da una crescita del turismo molto forte. Ogni anno, in estate, la bellezza della marina attira migliaia di turisti da ogni parte d'Italia e d'Europa. Nel resto dell'anno il turismo è a carattere prevalentemente naturalistico, storico o culturale.

Energie rinnovabili[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale lizzanese è stato oggetto, negli ultimi anni, di un rinnovo energetico a 360 gradi. Grazie ai fondi regionali e statali riguardanti le fonti di energia rinnovabili, è stato possibile installare nel territorio una grande quantità di impianti fotovoltaici ed eolici. In particolare si possono contare una decina di impianti fotovoltaici per un totale di circa 8 Mw; altri impianti ad energia solare sono ancora in progetto ed altri ancora sono in fase di installazione su tutti gli uffici comunali e su tutti gli edifici pubblici (scuole comprese). Per quanto riguarda l'energia eolica, Lizzano è in assoluto il comune al primo[18] posto in Italia per quantità di energia prodotta dal cosiddetto minieolico ovvero impianti eolici di ridotte dimensioni capaci di sviluppare energia non superiore ai 150 kW circa. Nel territorio inoltre, al confine col comune di Faggiano, insistono due enormi turbine eoliche alte più di 90 metri, visibili da gran parte della provincia.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti della Provincia di Taranto

Strade[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da (vedi):

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di: Manduria a 15 km, Grottaglie a 17 km, Francavilla Fontana a 21 km e Taranto a 25 km.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 settembre 1988 18 dicembre 1991 Pietro Schirano Partito Socialista Italiano Sindaco [19]
23 dicembre 1991 19 ottobre 1992 Antonio Corigliano Partito Democratico della Sinistra Sindaco [19]
19 ottobre 1992 8 giugno 1993 Maria Maddalena Schirano Partito Democratico della Sinistra Sindaco [19]
8 giugno 1993 28 aprile 1997 Antonio Cavallo Democrazia Cristiana Sindaco [19]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Generoso Tocci Partito della Rifondazione Comunista Sindaco [19]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Antonio Cavallo centro-sinistra Sindaco [19]
30 maggio 2006 24 luglio 2007 Gaetano Bino Casa delle Libertà Sindaco [19]
24 luglio 2007 15 aprile 2008 Adriana Famà Comm. straordinario [19]
16 aprile 2008 28 maggio 2013 Dario Macripò Forza Italia Sindaco [19]
28 maggio 2013 in carica Dario Macripò Forza Italia Sindaco [19]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune è presente la Polisportiva Dilettantistica Lizzano 1996, squadra di calcio nata nel 1996 che milita in Promozione.

Ha sede a Lizzano la società di pallavolo Lizzano Volley.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune sono presenti alcuni impianti sportivi:

  • Palazzetto dello sport
  • Stadio comunale "Antonucci"

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2014.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 357.
  3. ^ Dati ISTAT 31/12/2010.
  4. ^ Elenco delle città del vino., cittadelvino.it.
  5. ^ Sito istituzionale del comune., comune.lizzano.ta.it.
  6. ^ Dati da www.comuni-italiani.it., comuni-italiani.it.
  7. ^ E. Tripaldi, Lizzano e il convento degli alcantarini, pp.76-77.
  8. ^ Tabella con nevicate nel Salento., supermeteo.com.
  9. ^ I dati della tabella si riferiscono al periodo trentennale 1973-2003, ilmeteo.it.
  10. ^ Etimologia del nome Lizzano., pugliaweb.it.
  11. ^ Come afferma lo storico Ferrari
  12. ^ Comune di Lizzano, provincia di Taranto, provincia.taranto.it.
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  15. ^ Salvatore Fischetti, Lizzano per san Giuseppe. Le tavolate devozionali. Storia e costume, Brindisi, Associazione Amici della Biblioteca "De Leo", 1988, pp. 269, ill. a colori e in b/n.
  16. ^ Nota ufficiale dell'Amiu (società di multiservizi e igiene urbana di Taranto), in cui si esprime chiaramente che le isole amministrative di Taranto sono in agro di Lizzano., google.it.
  17. ^ Sito web della principale azienda vinicola lizzanese., cantinelizzano.it.
  18. ^ SEolico, a qualcuno piace “mini” e Lizzano diventa regina italiana del vento; Corriere del Giorno., corrieredelgiorno.com.
  19. ^ a b c d e f g h i j http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Abatangelo, La cripta dell'Annunziata a Lizzano nasconde un grande eremitaggio?, articolo apparso sul quotidiano di Taranto Voce del Popolo il 5 settembre 1954.
  • Luigi Abatangelo, Incontro di secoli nella Cripta dell'Annunziata, articolo apparso sul quotidiano di Taranto Voce del Popolo l'11 settembre 1954.
  • Luigi Abatangelo, Le sette Madonne dell'Annunziata, articolo apparso sul quotidiano di Taranto Voce del Popolo il 19 settembre 1954.
  • Berzano Filippo, La storia di Lizzano, Tipografia Michelerio, Asti 1950.
  • Cirese Alberto - Perrone Aldo, Alfredo Majorano cuore del tarantino, nella sua Lizzano, Edizioni del gruppo Taranto, Taranto 2001, pp. 120.
  • Farella Vittorio, La chiesa e la cripta rupestre dell'Annunziata a Lizzano, in Le aree omogenee della Civiltà Rupestre nell'ambito dell'Impero Bizantino: la Cappadocia, Atti del quinto convegno internazionale di studio sulla civiltà rupestre medioevale nel mezzogiorno d'Italia (Lecce-Nardò 12-16 ottobre 1979) a cura di C.D. Fonseca, Galatina 1981, pp. 351–401.
  • Fedele Biagio, Bagnara-Scavi nel villaggio dell'età del Bronzo, Galatina 1982.
  • Lapolla Tobia, Vita di San Gaetano Thiene, tipografia Biasco, Manduria 2002, pp. 16.
  • Lupo Antonio, Omaggio a don Filippo Berzano sacerdote in Lizzano dal 1943 al 1957, Fumarola Editore, Sava 2008, pp. 120.
  • Medea Alba, Gli affreschi delle Cripte eremitiche pugliese, Roma 1939, vol.I.
  • Pagano Antonio, La successione feudale a Lizzano tra XIV e XV secolo, in Cenacolo N.S. V (XVII), 1993, Mandese Editore, Taranto 1993, pp. 23–27.
  • Pagano Antonio, Storia di Lizzano. Dalle origini alla fine del XIX secolo, Edizioni del Grifo, Lecce 1994, pp. 272.
  • Pagano Antonio, Le masserie dell'isola amministrativa di Taranto 'B' e 'C'. Porvica - San Martino - Torretta - Barbuzzi - Gesuiti - o San Gennaro - Palombara e Amendola - Calapricello -Lupara - Morroni Vecchi - Morroni Nuovi - Casino o Torre di Nitti - Montefavale Nuova - Pirricchio, TG Grafica, Pulsano 2009, pp. 296.
  • Robinson G., Some cave chapels of southern Italy in The Journal of Hellenic Studies, L, II, 1930, Londra, p. 196.
  • Tarentini Paride, Lizzano. Quell'antica via lungo l'Ostone, Filo editore, Manduria 2003, pp. 64.
  • Tarentini Paride, Lizzano. Insediamenti antichi in località Casabianca, Filo editore, Manduria 2001, pp. 128.
  • Tarentini Paride, Lizzano. I siti antichi di San Vito e San Cassiano tra architettura, leggenda ed archeologia, Filo editore, Manduria 2007, pp. 100.
  • Tarentini Paride, Lizzano. Masseria Palma. Le remote origini di un insediamento rurale a sud della palude Mascia, Tiemme, Manduria 2010, pp. 190.
  • Tripaldi Elena, S. Gaetano Thiene. Patrono di Lizzano, La Duemari, Taranto 1986, pp. 246.
  • Tripaldi Elena, La diffusione del culto di S. Gaetano Thiene a Lizzano ad opera dei Clodinio, in Regnum Dei. Collectanea Theatina, Jan - Dec 1995, N. 121, Roma 1995, pp. 329–341.
  • Tripaldi Elena, Lizzano e il convento degli Alcantarini, Graphica sud, S. Giorgio Jonico 1996, pp. 960.
  • Tripaldi Elena, La Beata Vergine Maria e la congrega del SS. Rosario di Lizzano, La Duemari, Taranto 2003, pp. 528.
  • Tripaldi Elena, Da monello a...Monsignore. Biografia rimata di Mons. Pasquale Fedele per il suo ottantesimo genetliaco - Testimonianze, La Duemari, Taranto 2007, pp. 152.
  • Tripaldi Elena, I frati minori a Lizzano. Anniversari. 70 anni dal ritorno: 1939-2009; 40 anni di parrocchia: 1969-2009, La Duemari, Taranto 2009, pp. 68.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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