Avetrana

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Avetrana
comune
Avetrana – Stemma Avetrana – Bandiera
Avetrana – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione Puglia-Stemma it.png Puglia
ProvinciaProvincia di Taranto-Stemma.png Taranto
Amministrazione
SindacoAntonio Minó (centrodestra) dal 05/06/2016
Territorio
Coordinate40°21′14″N 17°44′09″E / 40.353889°N 17.735833°E40.353889; 17.735833 (Avetrana)Coordinate: 40°21′14″N 17°44′09″E / 40.353889°N 17.735833°E40.353889; 17.735833 (Avetrana)
Altitudine62 m s.l.m.
Superficie73,23 km²
Abitanti6 670[1] (30-4-2017)
Densità91,08 ab./km²
FrazioniUrmo Belsito
Comuni confinantiErchie (BR), Manduria (TA), Nardò (LE), Porto Cesareo (LE), Salice Salentino (LE), San Pancrazio Salentino (BR)
Altre informazioni
Cod. postale74020
Prefisso099
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT073001
Cod. catastaleA514
TargaTA
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona C, 1 147 GG[2]
Nome abitantiavetranesi
Patronosan Biagio e sant'Antonio di Padova compatrono
Giorno festivo28-29 aprile e 12-13 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Avetrana
Avetrana
Avetrana – Mappa
Posizione del comune di Avetrana all'interno della provincia di Taranto
Sito istituzionale

Avetrana (L'Aitràna in dialetto salentino[3]) è un comune italiano di 6 670 abitanti[1] della provincia di Taranto, in Puglia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato è posto nel versante nord-occidentale del Salento, al confine fra le tre province di Taranto, Brindisi e Lecce, e dista circa 42 km dal capoluogo di provincia Taranto. Il territorio comunale, equidistante dai predetti tre centri, sorge a 62 metri s.l.m. in una zona collinare detta Murge Tarantine, più precisamente nella cosiddetta "area delle Serre tarantine". La massima altitudine, 117 metri s.l.m., si raggiunge a Monte dei Diavoli, una modesta altura posta in direzione di Manduria; il cosiddetto Monte della Marina raggiunge invece i 100 metri.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia del Salento e Storia della Puglia.

Fino agli inizi del XIX secolo, il nome di questo centro, così come riportato in molteplici documenti storici, era quello di "Vetrana". L'etimologia, invece, è tuttora incerta, mentre la sua origine può farsi risalire con probabilità all'epoca romana.

Il territorio di Avetrana era già abitato durante il Neolitico, infatti sulla via Tarantina in località Masseria della Marina, a sud dell'abitato, sono venuti alla luce tracce di un villaggio preistorico capannicolo del VI millennio a.C. Altro luogo frequentato nel neolitico sono le grotte nel Canale di San Martino, i cui reperti sono custoditi nel Museo nazionale di Taranto.

Importanti ritrovamenti nel XIX secolo sono relativi a numerose armi dell'età del bronzo in zona Strazzati-Sinfarosa, a nord del paese.

Nei pressi del più antico tracciato della via Sallentina, in località di San Francesco, a nord del paese, durante i lavori per la costruzione di un acquedotto, sono stati rinvenuti i resti di una villa rustica romana del II secolo a.C. La via Sallentina, (convenzionalmente detta) era quella strada messapica che univa Taranto a Otranto, passando per Manduria, Nardò, Alezio ed Ugento, molto importante fino al medioevo. Nel tratto avetranese, la strada da Manduria giungeva alle spalle della masseria Sinfarosa, passava nei pressi di masseria Strazzati, si dirigeva verso la parte nord del rione Casasana, curvando proseguiva per masseria Noa, continuava sulla attuale via Montebianco, passava a sud del bosco di Modunato, fiancheggiava masseria Abbatemasi e si dirigeva all'interno dell'attuale Pista di Nardò per proseguire verso Nardò.

Numerosi erano poi i casali, piccoli insediamenti dapprima messapici, poi romani ed infine medievali abbandonati a seguito delle incursioni saracene: Monte d'Arena, Ruggiano, Frassanito, Modunato, Santa Maria della Vetrana, Vetrana, San Giorgio, San Martino, San Giuliano ecc.

All'origine l'attuale territorio comunale avetranese, era diviso in tre (e forse più) feudi: Vetrana, Ruggiano e Modunato. Il feudo ed il casale di Ruggiano probabilmente distrutto dalle varie invasioni saracene, venne accorpato con quello di Vetrana forse già dal XIV secolo. Mentre il feudo ed il casale di Modunato fu annesso al Comune di Avetrana nel XIX secolo.

Il paese attuale sorge sul secondo tracciato (tardo impero) dell'importante arteria stradale che, in epoca messapica prima e successivamente in quella romana, collegava Taranto, Manduria, Nardò, Leuca e Otranto: La "Via Traiana Messapica", detta anche da alcuni storici "via Sallentina". Probabilmente la modifica al vecchio tracciato della via Sallentina, fu opera di Traiano. Accorciare la strada aveva un problema: zone che con la pioggia diventavano paludose. Ma il problema fu risolto con un canale di circa due chilometri e la nuova strada romana fu deviata più a sud. Sempre alle spalle della masseria Sinfarosa, il nuovo tracciato percorreva l'attuale strada secondaria per Manduria, giungeva ad Avetrana, attraversava l'attuale stazione di servizio sbucando nella attuale piazza Chiesa, proseguiva per via Campanile, incrociava l'attuale via Roma per poi proseguire su via XXIV Maggio e all'altezza della Masseria Abbatemasi riprendeva il vecchio percorso per Nardò. Nel XVI secolo con le nuove mura e l'allargamento più a nord del paese, la strada fu fatta passare per l'attuale via Leonardo da Vinci. Nel XIX secolo con la costruzione della nuova Avetrana-Nardò la vecchia via Traiana perse molti tratti.

Una traccia di epoca romana, probabilmente del primo secolo, è il "canale romano" ("fratello" dell'omonimo canale di Manduria). È un canale lungo circa due chilometri, largo tre metri e profondo un paio, perfettamente diritto in direzione nord-sud, si trova a est del paese e faceva defluire le acque pluviali nel canale naturale di San Martino. Oggi il tratto nord è stato quasi del tutto cancellato dalle cave di estrazione di conci di tufo, invece a sud, nonostante in parte affogato da pietrisco è tuttora evidente. Attraversa la strada di Nardò e in quel tratto è denominato "Ponte Rescio" (dalla omonima vicina masseria). Come si è detto prima la funzione di questo canale era di evitare l'impaludamento lungo la nuova via Traiana, nel tratto tra Avetrana e masseria Abbatemasi.

Con il nome di "Vetrana" fu feudo di diverse famiglie durante la tirannide feudale. Nel 1481 passò alla signoria dei Pagano, come dote di Colella o Ippolita, figlia di Francesco Montefuscoli, sposa a Galeotto Pagano. Sotto i Pagano si iniziò la costruzione della nuova chiesa matrice (prima chiesa) e delle mura, di cui oggi rimangono visibili solo pochi resti.

Durante la signoria dei Pagano il territorio fu teatro di alcuni scontri: presso il casale di San Giuliano (probabilmente l'odierna "masseria San Paolo"), truppe imperiali di Carlo V furono sconfitte da un contingente francese. Nel 1547 pirati turchi sbarcarono presso Torre Columena[4].

Nel 1587 Avetrana fu venduta da Carlo Pagano a Giovanni Antonio Albrizi, che diventò il signore di Avetrana. Il castello nel 1644 era in proprietà del vescovo Geronimo di Martino e nel 1656 passò ai Romano e successivamente, divenne proprietà di Michele Imperiale, marchese di Oria e principe di Francavilla[5]. Non si può escludere che in un primo momento i Romano potessero essere stati i conestabili degli Imperiali e poi successivamente, con acquisizione diretta, i Signori di Avetrana.

Mercoledì 20 febbraio 1743 alle 6,30, il terremoto detto di Nardò colpì gran parte del Salento da Brindisi a Nardò. In molti grossi centri come Francavilla Fontana e Nardò si ebbero gravi perdite umane e architettoniche. Ad Avetrana, oltre alla chiesa matrice colpita gravemente, il sisma provocò il crollo di alcuni edifici e ne lesionò gravemente molti altri, come il Torrione che subì delle gravi lesioni alla struttura poi restaurate alla fine del XX secolo. Il terremoto non risparmiò neanche la chiesa del Casale di Santa Maria, molte masserie, e buona parte delle abitazioni del paese. Le abitazioni di Avetrana, come nel resto del Salento, avevano in maggior parte i tetti in legno coperti da coppi o tegole, come in legno erano anche i piani interni. Dal dopo terremoto in poi si costruì unicamente con volte a stella in muratura, più resistenti e privi di tetti, trovandosi così un'area solare calpestabile detta nel locale dialetto "lammia".

Nel 1782, estintasi la famiglia Imperiale, Avetrana passò al fisco regio e da questo venduta a Massenzio Filo, rimanendo in proprietà della famiglia fino all'abolizione della feudalità nel 1806. Rimasero di proprietà della famiglia fino agli inizi del Novecento diversi possedimenti, tra cui il palazzo, in seguito ceduti al loro amministratore e frazionati in numerose proprietà.

Nel 1929 una rivolta contadina fu duramente repressa dal regime fascista.

All'inizio degli anni ottanta Avetrana fu sede di manifestazioni del movimento antinucleare, in opposizione alla volontà, manifestata da parte della regione Puglia e del governo nazionale, di impiantare una centrale elettronucleare nel territorio avetranese. Volontà stroncata dal Referendum Popolare che sancì l'abbandono della tecnologia nucleare per la produzione di corrente elettrica in Italia.

Nell'estate del 2010 un omicidio intrafamiliare noto come delitto di Avetrana diede al comune vasta eco mediatica a livello nazionale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Torrione avetrana 2014-06-20 18-55.jpeg
  • "Torrione", resti di un castello di poco probabili origini normanne (1050-1070, durante la conquista normanna della Puglia), ma attestato con sicurezza solo a partire dal XIV secolo.
  • "Chiesa Madre", ricostruita tra il 1743 ed il 1756, dopo che un più antico edificio con pianta absidata (del XV-XVI secolo) era stato distrutto dal terremoto di Nardò.
  • Complesso del Palazzo Baronale - Palazzo Imperiali, il cui primo nucleo venne edificato dai Pagano e fu ampliato in seguito dagli Albrizzi: questa parte più antica si affaccia su largo Cavallerizza e presenta uno stemma gentilizio su uno degli accessi. La famiglia Imperiali aggiunse l'ala orientale nel XVIII secolo, più sontuosa.
  • Castello e Casale medievale di Modunato, sulla provinciale per Salice a circa tre chilometri da Avetrana.

Nel territorio esistono grotte di natura carsica e alcuni resti archeologici.

  • A sud della masseria della Marina, sulla strada Tarantina (provinciale Nardò-Maruggio) sono stati rinvenuti i resti di un villaggio e di un'area sepolcrale risalenti al Neolitico medio (V millennio a.C. Il sito è stato indagato dalla Soprintendenza Archeologica della Puglia e dal dipartimento di beni culturali dell'Università degli Studi di Lecce. Una mostra archeologica permanente è allestita dal 2003 nella casamatta del Torrione medioevale, mentre dal 2006 è stato allestito un percorso per rendere fruibile l'area di scavo.
  • Le "grotte di San Martino", situata a sud dell'abitato, lungo la strada provinciale verso Torre Colimena, presentano tracce di frequentazione dal Neolitico antico all'epoca romana.
  • Nella località di San Francesco sono stati rinvenuti i resti di una villa rustica romana.
  • I casali di Santa Maria e di Modunato presentano tracce di frequentazione risalenti all'epoca bizantina.

Infine nella località "La Crava" è in corso di studio da parte dell'Università degli studi di Roma "La Sapienza" un giacimento fossilifero.

Masserie[modifica | modifica wikitesto]

Masseria Grottella
  • Abbatemasi (Bbatimasi)
  • Bosco (Oscu)
  • Cannelle (Canneddi)
  • Centonze (Cintonzi)
  • Frassanito (Frassanitu) fortificata, sul sito dello scomparso omonimo casale
  • Granieri (Cranieri)
  • Grottelle (Curteddi)
  • La Marina (La Marina) fortificata
  • Monte d'Arena (Monti t'Arena), scomparsa
  • Monte la Conca (Monti la Conca)
  • Mosca (Mosca) in origine Torre Mosca (la vecchia torre circolare è scomparsa)
  • Nuova (Noa)
  • Palommaro (Palummaru) nel centro abitato (tra via Mazzini e via Lancellotti), scomparsa
  • Pastori (Pasturi) nel centro abitato
  • Porticella (Purticedda) nel centro abitato
  • Porcile (Purcili) nel centro abitato
  • Quarto Grande (Quartu Cranni)
  • Quartulli (Quartuddi) rudere
  • Rescio (Resci)
  • Ruggiano (Ruggianu) masseria moderna sul sito dello scomparso omonimo casale
  • Sinfarosa (Cinfarosa)
  • Strazzati (Shtrazzati)
  • Torre Di Pierri (Torri ti Pierri) diruta

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]


Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dell’anno ad Avetrana trovano ciclica riproposizione alcune particolari tradizioni le cui origini si perdono nella notte dei tempi.

La prima manifestazione è legata alla festa in onore di S. ANTONIO ABATE (17 gennaio) in cui è tutto concentrato in una breve processione con la banda cui segue la benedizione del pane e degli animali e l’accensione di un grande falò (d’onde l’espressione dialettale “Sant’Antoni ti lu fuecu”) fuori l’abitato: si tratta di un enorme piramide di tralci di vite appena potata a cui si da fuoco la sera della festa per ottenere la protezione del santo.

Segue il CARNEVALE AVETRANESE,  organizzato dalla PRO LOCO, con le sue mascherine e i carri allegorici, momento di aggregazione sociale e incontro per tutti i giovani avetranesi

Il 19 marzo di ogni anno, qui ad Avetrana, si rivive l’antica tradizione della “Tria di S.GIUSEPPE” con la processione in onore del Santo Patriarca che a mezzogiorno arriva nella piazza centrale in cui sono state allestite delle tavole imbandite di “tria” (una specie di tagliatella) che viene benedetta dal sacerdote e subito dopo viene distribuita ai presenti. Il termine dialettale tria è antichissimo e deriva dall´arabo “itrya”, che significa "pasta secca". Questa tradizione nasce come distribuzione di un pasto ai poveri del paese organizzato dai pochi benestanti risiedenti in loco. Successivamente diviene dono alimentare per sfamare i forestieri presenti e “offerta” sacra per ottenere la protezione del santo.

Il 25 aprile si tiene da oltre vent’anni la “PASSEGGIATA ECOLOGICA”, nata all’inizio degli anni ottanta come momento di aggregazione e di sensibilizzazione alle tematiche ecologiche, sulla scia delle battaglie antinucleari che videro coinvolti i cittadini avetranesi. La varietà degli itinerari proposti, affrontati in “bike”, rappresenta per tutti un momento di scoperta e conoscenza delle suggestive bellezze naturalistiche e rurali che fan da cornice al territorio comunale.

Segue la FESTA PATRONALE in onore di S.BIAGIO protettore della gola e di Avetrana, celebrata in modo solenne dopo l’apparizione del Santo sulla porta del paese durante il “Terremoto di Nardò”(1743)  e grazie alla sua speciale protezione miracolosamente non si registrò nessun decesso. Da allora gli avetranesi dedicano ai suoi festeggiamenti gli ultimi giorni di aprile (27, 28, 29, 30) in cui ha luogo la processione con la statua del santo (insieme al compatrono Sant’Antonio di Padova) e quattro giorni di spettacoli tra le luminarie imponenti per le strade principali, concerti bandistici e i fuochi pirotecnici. Al santo è dedicata una FIERA, istituita il 15 marzo 1913 per i giorni 28/29 aprile.

Il 12 e 13 giugno si celebra la FESTA  del COMPATRONO S. ANTONIO DI PADOVA, organizzata da un comitato facente capo alla Parrocchia “Sacro Cuore”. La festa religiosa negli anni è stata contaminata dalla tradizione popolare caratterizzata da una processione di carretti (traìni) trainati da cavalli dalle grandi ruote di legno, colmi di covoni di grano appena mietuto e addobbati con altarini e immagini del Santo, sull’ultimo carro è issata la statua di Sant’Antonio. La processione dei carri avviene il 13 giugno ad Avetrana e diviene ogni anno più suggestiva e affascinante. La processione viene aperta dai bambini vestiti con saio di tela ed un giglio in mano, seguiti dalle donne con abiti d’epoca delle contadine dei decenni trascorsi, attraversando le principali vie del paese fino ad arrivare allo stadio, in cui avviene la rievocazione del “miracolo del giumento” compiuto da S. Antonio per convertire un eretico, nonché la suggestiva “Ballata dei cavalli” di Angelo Macripò, addestratore di cavalli per il cinema internazionale.

Contestualmente nel nostro piccolo paese, le varie associazioni sono al lavoro per organizzare ed allestire le feste e L’ESTATE AVETRANESE tra le piazze ed il centro storico. Attualmente la manifestazione presenta un palinsesto di serate ricco e vario patrocinato dall’amministrazione comunale. La rassegna di eventi “Estate Avetranese”, si tiene ogni anno tra luglio e agosto con serate musicali, sagre, teatro e cinema in piazza, organizzata da tutte le associazioni culturali presenti sul territorio coordinate dall’Amministrazione Comunale. Le feste più attese della stagione estiva sono :                                                                                                                                  

LA GIOSTRA DEI RIONI che vede il paese diviso nei quattro rioni storici: Castello, S.Martino, Saraceno e S.Francesco che gareggiano in dei giochi, il premio finale della competizione è il “Palio” consegnato al rione vincente e poi messo in mostra nella “sala degli stemmi” del Comune.L’ultima sera, quella della premiazione, vi è il corteo storico in abiti d’epoca (principi, dame, paggi, giullari etc.) che attraversa le suggestive viuzze del centro storico al cui termine ha luogo la rievocazione storica del solenne banchetto che il principe Mario Pagano, signore di Avetrana tra il XV e il XVI secolo offre a tutti per festeggiare lo scampato pericolo di un’invasione turca capeggiata da un avetranese chiamato Chria che tradito dalla fidanzata si era convertito alla religione musulmana e arruolato tra i pirati turchi. Sbarcò con cinque galee nel 1547 presso Torre Columena per assalire e saccheggiare il paese natio. Ma giunto nelle vicinanze del borgo commosso dalle note di una serenata a lui nota diresse la sua incursione verso S.Pancrazio che assalì e distrusse, immaginate le scene di giubilo degli abitanti che festeggiarono l’accaduto con musiche e danze. Un altro appuntamento di quest’estate è il “Mediterranea Food” manifestazione nuova, certamente destinata a far parte del patrimonio culturale e popolare cittadino. Essa si svolgerà nel cuore dell’estate 11 e 12 agosto all’interno del suggestivo scenario della storica piazza Vittorio Veneto per poi snodarsi all’interno di quel palcoscenico naturale che è il centro storico dove i monumenti si alternano in un piacevole contrasto alle cosiddette “caseddi” (case piccole e basse) circondate da vicoli e viottoli. L’obiettivo è quello di proporre al pubblico la degustazione dei nostri prodotti tipici, la degustazione del vino locale, e infine spettacoli di musica popolare che coinvolgeranno fino a tarda notte un gran numero di spettatori.                                                                                                                                                                  

Ricordiamo infine le varie sagre organizzate annualmente dalle varie associazioni come il “BIER FEST”  che avrà luogo il 17 18 e 19 AGOSTO , festa unica nel suo genere cheunisce la cultura bavarese con quella salentina, organizzata dall’associazione USD AVETRANA e la SAGRA DELLE ORECCHIETTE E PIZZARIEDDI che avrà luogo il 29 AGOSTO all’insegna della tradizionale PIZZICA che scandisce l’ESTATE SALENTINA e del buon sapore della pasta fatta a casa.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Urmo Belsito (o semplicemente l'Urmo) è una località sita tra Avetrana (da cui dista 4 km.) ed il mare (da cui dista circa 2 km). Suggestivo il panorama che si può ammirare che spazia su un pezzo di specchio di mare e di costa tra Gallipoli e Maruggio. Il villaggio, in cui si trovano strutture come un campo sportivo e una chiesa all'aperto, è abitato prevalentemente in estate.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Recentemente si è sviluppato il settore turistico, sfruttando la vicinanza alla costa, distante 5 km, con un'offerta di strutture ricettive di tipo agrituristico o Bed & Breakfast.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
9 agosto 1988 6 marzo 1992 Francesco Scarciglia Democrazia Cristiana Sindaco [7]
2 maggio 1992 7 giugno 1993 Giovanni Scarciglia Democrazia Cristiana Sindaco [7]
7 giugno 1993 28 aprile 1997 Giovanni Scarciglia Democrazia Cristiana Sindaco [7]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Luigi Conte L'Ulivo Sindaco [7]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Luigi Conte L'Ulivo Sindaco [7]
30 maggio 2006 16 maggio 2011 Mario De Marco Casa delle Libertà Sindaco [7]
15 maggio 2011 5 giugno 2016 Mario De Marco Lista civica: L'Impegno Continua Sindaco [7]
5 giugno 2016 in carica Antonio Minò Lista civica: Per Avetrana Sindaco [7]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede nel comune la società di calcio U.S.D. Avetrana 2012, che ha disputato campionati dilettantistici regionali arrivando all'Eccellenza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 49.
  4. ^ Il Marsella[senza fonte] riporta che fosse un tal Chria, di origine avetranese, a guidare l'assalto turco.
  5. ^ Lo "Status Animarum" del 1654 attribuisce in quel tempo ad Avetrana 684 abitanti. La proprietà del feudo in quest'epoca è incerta: alcuni documenti sembrano attribuire il feudo alla famiglia Romano (il "liber mortuorum" cita Angela Greco, deceduta il 28 agosto del 1658, come moglie di Giuseppe Romano, "barone di questa terra”, mentre il Foscarini ed altri autori[senza fonte] sostengono che il feudo fosse passato ai Romano solo nel 1769). Altri documenti dell'archivio ecclesiastico sembrano suggerire che in un primo momento la famiglia Imperiale avesse in possesso solo il feudo di Modonato.
  6. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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