Palagiano

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Palagiano
comune
Palagiano – Stemma Palagiano – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Taranto-Stemma.png Taranto
Amministrazione
Sindaco Domenico Pio Lasigna dal 25-06-2017
Territorio
Coordinate 40°35′N 17°03′E / 40.583333°N 17.05°E40.583333; 17.05 (Palagiano)Coordinate: 40°35′N 17°03′E / 40.583333°N 17.05°E40.583333; 17.05 (Palagiano)
Altitudine 39 m s.l.m.
Superficie 69,97 km²
Abitanti 16 168[1] (31-03-2017)
Densità 231,07 ab./km²
Frazioni Chiatona, Conca d'Oro, Pino di Lenne
Comuni confinanti Castellaneta, Palagianello, Mottola, Massafra
Altre informazioni
Cod. postale 74019
Prefisso 099
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 073021
Cod. catastale G252
Targa TA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti palagianesi
Patrono san Rocco
Giorno festivo 16 Agosto e successivi Sabato, Domenica e Lunedì
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Palagiano
Palagiano
Palagiano – Mappa
Posizione del comune di Palagiano all'interno della provincia di Taranto
Sito istituzionale

Palagiano (Palatianus in latino, Palascéne o Polascéne in dialetto locale) è un comune italiano di 16.168 abitanti della provincia di Taranto, in Puglia. È denominata anche "Città delle Clementine", per i suoi agrumi.[2]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Palagiano fa parte attualmente del Gruppo di azione locale GAL "I luoghi del Mito" e dal 2005 rientra tra i comuni che fanno parte del Parco delle Gravine Joniche.

Lungo tutto il litorale jonico tarantino, è un'area protetta, la Riserva naturale Stornara più conosciuta come la "Pineta dell'Appia".

Nell'aprile del 1967 il poeta, Salvatore Quasimodo, guardando "de visu" Palagiano e i suoi paesaggi, in modo particolare Pino di Lenne, ebbe a dire:

« Questo, è un paesaggio omerico della natura, incastonata lungo il corso del fiume Lato e la pineta dell'Appia, esso da sfondi a ricchi racconti d'Odissea. »

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

costa Jonica e Murgia meridionale

Il comune ionico di Palagiano presenta nel suo aspetto morfologico molte lame. Le lame si identificano come ampi e profondi solchi carsici, vie fluviali naturali.

Alcune lame si conservano ancora con un buono stato vegetativo, altre lame sono state bonificate e con la riforma agraria dove ora si possono vedere distese di agrumeti.

Le lame da sempre sono servite per far scorrere le acque e non per edificare case o terreni. Così, l'8 settembre 2003 per via dell'alluvione molti di questi hanno subito ingenti danni: molte case sono state distrutte e molti alberi divelti.

Le lame palagianesi sono:

  • lama di Vite
  • lama d'Uva
  • lama di Chiàtone
  • lama di Calzo
  • lama di Lenne

Fiumi[modifica | modifica wikitesto]

Alla foce vi è la Torre Lato che serviva da avvistamento delle navi pirata.

  • Il fiume Lenne è più ricco di storia e di fascino naturalistico. Esso sin dai tempi antichi fu nominato in un racconto di Tito Livio. Questo fiume si presenta con più flora, soprattutto quando attraversa la pineta dell'Appia. La foce è stata ripristinata e allargata, prima era incastonata fra i due moli dove vi era una piccola spiaggia e il fiume, moli ormai distrutti dopo l'alluvione del 2003. All'inizio della spiaggia vi è un ponte fatto costruire da Mussolini: lì, nel 1967, Salvatore Quasimodo si fermò ad ammirare il paesaggio.

Aree di interesse naturalistico[modifica | modifica wikitesto]

  • La Riserva naturale Stornara: è una riserva biogenetica protetta dallo Stato e dalla regione Puglia. Essa si estende per 7 km sulla fascia costiera ionica, e il suo nome deriva dal ricco movimento di storni migratori. Vi è una vegetazione ricca e l'abitante principale del posto è la pianta mediterranea del Pinus halepensis, ovvero pino d'Aleppo, che cresce rigoglioso su dune sabbiose. Nella stessa riserva vi è il pino d'Aleppo più vecchio d'Europa.
  • Gravina di Lamaderchia: a nord-ovest della città, in località Lamaderchia, vi è la gravina di Palagiano, profonda 40 m, larga circa 300 m, e lunga circa 1 km: all'interno si presenta con scarsa vegetazione e roccia calcarea. La gravina fa parte del Parco "Terra delle Gravine" costituito nel 2005 dalla Comunità Europea. Nel parco rientrano altri 12 comuni della provincia di Taranto e uno della provincia di Brindisi

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Puglia.

Palagiano è sempre stata considerata una cittadina con una collocazione geografica strategica, situata com'è all'inizio della piena penetrazione verso l'area urbana del capoluogo e al crocevia di smistamento delle direttrici stradali verso la Basilicata, Calabria e il Nord Italia. Proprio come sviluppo storico dell'antica presenza romana della via Appia, tanto da rimanere coinvolto in tutto quello che accadeva intorno.

Basti ricordare le scorrerie piratesche dei saraceni, che dovevano per forza attraversare il territorio palagianese come è avvenuto durante la distruzione di Mottola. Nel 1002, in un'altra occasione, la città dovette subire l'assedio di De Comiticchia che voleva conquistare Taranto in nome dell'imperatore Ottone III. Per non parlare dei passaggi di molti eserciti quali quello longobardo, greco, bizantino e romano che per conquistare diversi territori limitrofi erano obbligati a passare da Palagiano.

Nel 1023 secondo una cronistoria dopo l'assedio a Bari di un tale Royca, questi si diresse verso la fortezza di Palagiano, espugnandola e ritirandosi sul colle di Mottola. Probabilmente il toponimo di via le mura potrebbe riferirsi a questo episodio raccontato in questo documento. Il territorio di Palagiano appartiene ad un polo di insediamento rupestre nella zona occidentale confinante con in comuni di Massafra e Mottola e chiese rupestri.

In Palagiano vi è la chiesa rupestre Santa Maria di Lenne.

In questa zona intorno all'anno 1100 circa doveva essere molto intensa la produzione di sale, in quanto ben trenta saline del fiume Lato furono donate ad un'abbazia bizantina. Ancora oggi passando dalla SS 106 si può notare a ridosso del Fiume Lato, in prossimità del bosco Romanazzi e del bosco di Marziotta, l'area denominata Salina di Lato.

Nel 1081 Palagiano era stato infeudato da parte di Roberto il Guiscardo e successivamente nel 1250 le terre palagianesi furono acquisite dai Casamassima. Nel 1300 Palagiano si trova sotto i Giordano che lo cedette a Ugo Bilotta e successivamente nel 1332 a Maria Caterina Valois con cui inizierà un periodo travagliato a causa di alcune diatribe baronali.

Con Raimondello Orsini Del Balzo Palagiano si trovò inserito nel Principato di Taranto insieme a Massafra, Mottola, Nardò e Otranto. In successione passò al figlio Antonio del Balzo Orsini e la città venne infeudata al barone Gabriele Capitignano, per poi passare ai napoletani Protonobilissimo. Si ha notizia, infatti, che il 15 settembre 1464 Giacomo Faccipecora, utile signore di Palagiano, e Stefano Domini Roberti, utile signore di Palagianello, sottoscrissero un concordato sulla fida degli animali nei territori dei due casali. Giacomo Protonobilissimo, alias Faccipecora, fu consigliere poi traditore di Antonio del Balzo Orsini, per questo forse premiato da Ferrante I con l'investitura del feudo di Palagiano. Il feudo passò ai Lubelli ai Minutola sino al 1600 con i Caracciolo.

Le proprietà passarono dai Carmignano e subito ai Pappacoda e quindi ai De Marco nel 1720 fino a principi Cicinelli di Cursi (una diramazione della famiglia Caracciolo), che vi restarono fino agli anni dell'Ottocento e dovettero affrontare le controversie derivanti dalle leggi contro la soppressione feudale.

Nel frattempo Palagiano divenne comune nel 1806 con il primo sindaco Francesco Paolo Calò. All'epoca la cittadina apparteneva alla Terra d'Otranto una delle dodici circoscrizioni sotto il Regno di Napoli e solo nel 1923, quando divenne capoluogo Taranto, passò dalla provincia di Lecce a quella jonica di Taranto.

Ad esso, per motivi demografici (art. 2 della Legge 8.12.1806, n. 272) venne aggregato Palagianello che prima aveva autonomia amministrativa quale "Universitas". Dopo lunga battaglia separatista, con legge 6.6.1907, n. 318, Palagianello ritornò Comune autonomo.

Intanto l'epoca feudale non era terminata e buona parte della proprietà passò alla famiglia Palomba e poi all'ultimo Principe di Palagiano, Guglielmo Romanazzi-Carducci fino a quando nel 1952 venne attuata la riforma fondiaria.

I Palagianesi hanno sempre vissuto i momenti di storia politica e sociale nella speranza di affermare i loro valori e i loro diritti.

Nel 1952 vennero scorporati grossi appezzamenti dell'ultimo feudatario, il Principe Romanazzi, e veniva ripartito per quelle famiglie numerose e povere del paese.

Iniziò così un'epoca nuova non fatta di povertà, ma inizio di crescita economica e culturale.

La gente iniziava a piantare nei propri terreni agrumeti e vigneti che sono stati la fortuna dei proprietari e la preziosità di un territorio che ha dato grandi vantaggi per le qualità del terreno.

Palagiano è stata una città con una grande vocazione agricola. Negli ultimi decenni ha visto anche un leggero sviluppo nella parte nord della città e l'attuale costruzione di imprenditori della città uniti nel "Consorzio Città Imprese"

Alluvione dell'8 settembre 2003[modifica | modifica wikitesto]

Per i cittadini di Palagiano la data è memoria di un disastro inaspettato. La mattina dell'8 settembre 2003 il cielo gonfio di nuvole iniziò a mandare acqua in abbondanza sul paese. Alle ore 10 la città era già bloccata per la forte pioggia. Bisogna premettere che Palagiano, trovandosi in una conca, offre occasioni per repentini allagamenti. Verso le ore 14 l'acqua entrava nelle case dei Palagianesi iniziando ad allagare tutto sino a raggiungere il metro d'acqua nelle case a piano terra, sommergendo scantinati in più punti della città. Alle ore 17 la pioggia terminò, lasciando Palagiano sotto un mucchio di fango e acqua. Dovettero intervenire il genio civile, e i soccorsi militari con ausilio di elicotteri, in quanto alcune persone erano in pericolo. Nelle immediate vicinanze morirono 2 persone e ci fu un disperso.[3] Sono stati ritrovati, dopo l'alluvione, in giacenze del comune dei documenti che confermano la martirizzazione del comune già dal 1951.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Matrice Maria Santissima Annunziata[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa Matrice di Palagiano[4] compare in una pianta topografica del territorio nel 1787, risalente al XVIII secolo, presenta una semplice facciata, opera di transizione dal barocco al neoclassico. La facciata si presenta scandita verticalmente da coppie di lesene con semplici capitelli e segnata orizzontalmente da due cornici marcapiano. Chiude la facciata un fastigio arcuato con pinnacoli laterali. All'interno, ad una navata, una tela dell'Annunciazione, di autore ignoto del XVIII secolo, tela ad olio "Madonna dei Miracoli", attribuita a Domenico Carella, sempre del XVIII secolo, la tela "Crocifissione tra le anime purganti", della prima metà del XIX secolo attribuita a Gioacchino Toma il coro ligneo e uno splendido organo, pure settecentesco, e una pregevole statua lignea raffigurante San Francesco vestito da conventuale, della prima metà del XVI secolo, appartenente al soppresso convento di Santa Maria della Nova. Da poco sono state restaurate le Statue di San Rocco[5] risalente al 1601, un crocifisso del XVI secolo e il Cristo Risorto, posto nell'altare barocco sulla sinistra della navata. Nella medesima Chiesa, sulla destra, vi è l'altare dedicato al Santo Patrono, San Rocco, su cui è posta la nicchia che custodisce la venerata immagine del Santo. Sulla nicchia un'epigrafe recita: “Et eris in peste patronus” (“E sarai nella peste il protettore”). Per antica tradizione i solenni festeggiamenti in onore di San Rocco si svolgono il sabato, la domenica e il lunedì successivi al 16 agosto, solennità liturgica del Santo. La sera del sabato ha luogo la processione della cavalcata, che dà inizio ai festeggiamenti, con la sfilata di cavalli riccamente bardati e montati da bambini vestiti come il Santo Pellegrino.[6]

Chiesa dell'Immacolata[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa dell'Immacolata è certamente la più antica del paese e sorge a pochi passi dalla Chiesa Matrice. Consacrata nel 1582 fu sconsacrata agli inizi del XIX secolo e fu gestita dall'ordine francescano fino al 1809, anno della soppressione dei convento da parte dei borbonici. La Chiesa si sviluppo secondo i canoni Francescani, di cui però è rimasta traccia solo del chiostro e della pianta d'aula unica della chiesa. I conventuali le diedero il titolo di Santa Maria della Nova; fu di nuovo consacrata nel 1938 e con l'occasione ci furono ristrutturazioni ma anche alcuni danni alle decorazioni del rosone. Fu danneggiato anche il campanile soprastante il presbiterio. Si presenta con una semplice facciata ingentilita da un rosone (oggi non in buone condizioni); all'interno conserva una tela dell'Immacolata della prima metà del XVIII secolo, e una statua lignea (in pessime condizioni) della seconda metà del XVII secolo raffigurante San Gaetano, attribuita all'ischitano Gaetano Patalano. Per un breve periodo, l'attuale Chiesa dell'Imaccolata, che fu anche convento ospitò il francescano San Giuseppe da Copertino.

Chiesa di San Nicola[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di San Nicola è la parrocchia più recente: nasce inizialmente in un luogo di culto con un piccolo salone in viale chiatona (nell'attuale negozio di materiale elettrico) poi nel 1964 nel salone adiacente all'attuale chiesa. Nel 1971 nasce così la Chiesa di San Nicola la più capiente in quanto possiede più di 400 posti a sedere durante le celebrazioni. Essa si presenta in stile Romanico semplice; all'esterno ci sono tre mosaici raffiguranti, da sinistra: l'incontro di Maria con Elisabetta, al centro la Sacra Famiglia, a destra il battesimo di Gesù. In alto un grande rosone raffigura l'immagine di San Nicola di Bari. Al suo interno vi è un grande mosaico di Gesù e del Padre con la scritta del vangelo di Giovanni: Io, sono la vita, la verità e la via.

Chiesa benedettina di Santa Maria di Lenne[modifica | modifica wikitesto]

Essa è menzionata la prima volta nel 1110, presenta all'interno tracce di affreschi che una volta dovevano ricoprirla interamente. Si nota, nella nicchia absidale una Madonna con Bambino, in stile bizantino alquanto rovinata, che il Dalena accosta come tipo iconografico alla Platytera. Il sito è stato preso in considerazione dal FAI Fondo per l'Ambiente Italiano, nel progetto I luoghi del cuore.

Santuario Madonna della Stella[modifica | modifica wikitesto]

Il Santuario della Madonna della Stella è stata costruita recentemente in sostituzione di un'altra riedificata e benedetta nel 1954. Il Santuario è situato a 3 km fuori dal paese in aperta campagna. Prima di essa si suppone che ne esistesse un'altra primitiva, ma non si hanno notizie certe. Il Santuario è molto semplice, non presenta arricchimenti artistici, vi è un rosone molto semplice e alcuni quadri disegnati da un artista palagianese.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico di Palagiano è costituito da due rioni: La Terra, che comprende le vie: Pagano, le Mura, Roma, piazza Vittorio Veneto e via De Gasperi.

Il secondo rione è il Convento delimitato dalle vie: Carmignano, Sforza, Mafalda, Petrarca, Duca d'Aosta, XX Settembre. Sebbene molti palazzi signorili sono stati demoliti, ricostruiti o ristrutturati, i segni della loro origine è ancora presente nella memoria dei più anziani.

Tra gli altri il Palazzo Baronale (detto castello), situato nella zona centrale della città, nei pressi del Municipio. Si presenta con forma quadrangolare in stile barocco pugliese poggiato su fondazioni molto antiche. Attualmente il "castello" vive in una situazione di pesante degrado e abbandono.

Il palazzo Sannella risale al XVII e presenta ancora qualche particolare architettonico neorinascimentale. Poco distante dalla Chiesa dell'Immacolata si vede l'antico palazzo della cancelleria, una volta sede del Decurionato e proseguendo dalla Chiesa dell'Immacolata su Corso Lenne vi sono case appartenenti ai primi anni del Novecento. Sulla medesima via la ex caserma dei carabinieri ora adibita ad Auditorium comunale risalente al 1882.

Decentrati rispetto a questo primo nucleo, troviamo i palazzi delle Famiglie Carano in via dei Mille dei Toria in via Trento, dello scrittore Padre Giovanni Maria Sforza.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio ha rivelato una capillare presenza di ville rustiche di età romana e preromana che testimoniano la fertilità del suolo in epoca antica. Luogo di sosta sul tracciato della via Appia (statio ad Canales), decadde nell'Alto Medioevo per l'impaludamento della pianura. Riprese a vivere pienamente, come centro demico, alla fine del Medioevo. Molti rinvenimenti di necropoli, con tombe, corredi funerari, vasi, ceramiche e dipinti del IV-III secolo a.C.

Villa romana detta "Parete Pinto"[modifica | modifica wikitesto]

La struttura, risalente al I secolo a.C. conserva i resti di un recinto in opus reticolatum che presenta tre ingressi, due ai vertici del lato nord, e uno, più stretto, al centro del lato sud. Qualche centinaio di metri più a ovest è visibile, nascosta da vigneti, un cisterna coeva e che probabilmente rientrava nel pars rustica della villa. Il sito è stato preso in considerazione dal FAI Fondo per l'Ambiente Italiano, nel progetto I luoghi del cuore

Frantoio Ipogeo[modifica | modifica wikitesto]

Nella città di Palagiano lungo Corso Lenne, vi è un frantoio del 1805 dove si nota ancora la grande ruota di pietra viva che macina l'olio con gli attacchi per i cavalli che servivano a far girare la ruota di pietra su un asse ligneo. Se si eccettua l'attuale meccanizzazione insita nella lavorazione di tipo industriale, la molitura dell'olio avveniva a quei tempi proprio come oggi. Il sito è stato preso in considerazione dal FAI Fondo per l'Ambiente Italiano, nel progetto I luoghi del cuore

Necropoli[modifica | modifica wikitesto]

Diverse Necropoli e tombe sono state rinvenute in varie contrade le più significative sono:

Fontana del Fico[modifica | modifica wikitesto]

Tomba a fossa scavata nel tufo con qualche frammento di pietra tenera Naistros, che sormontava la sepoltura e oggetti da corredo, tra cui uno specchio bronzeo, un monile di argilla dorata, fibule di bronzo.

Ponte di Lenne[modifica | modifica wikitesto]

Nella lama di Lenne all'altezza del ponte vi è un piccolo insediamento medievale dove sono state ritrovate tombe corredi e manufatti di argilla del V secolo a.C. Fino ai primi anni settanta vi era un torre con le saline, poi abbattuta perché fatiscente.

Cozzo Marziotta[modifica | modifica wikitesto]

Nelle campagne di questa contrada gli scavi hanno portato a riconoscere sul lieve rialzo di Cozzo Marziotta un centro preistorico fortificato nell'età del ferro con un insediamento capannicolo.

Sorgente di Calzo[modifica | modifica wikitesto]

Necropoli e alcuni arredamenti funebri, vasi e utensili. Inoltre la sorgente nell'antichità fu l'unica fonte da cui i palagianesi potevano attingere acqua potabile.

Menhir di San Marco dei Lupini[modifica | modifica wikitesto]

Il Megalito ritrovato agli inizi del '60 adiacente ad una cisterna gallo-romana che, secondo alcuni studiosi occulterebbe quella della cripta di S. Marco.

Torre Lato[modifica | modifica wikitesto]

Risalente al 1500 e fatta costruire da Carlo V insieme a tutte le altre torri di avvistamento per gli attacchi e saccheggi provenienti dal mare in tutta l'area meridionale. Prende nome dall'omonimo fiume in cui è posizionata, e serviva a difendere l'appetibile territorio della conca d'oro tra coltivazioni e masserie. La Torre Lato, incastonata nella Riserva naturale Stornara, all'altezza dell'km ferroviario 22, della Ferrovia Jonica, Taranto - Metaponto.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Le Sorelle Madonne[modifica | modifica wikitesto]

Si racconta, che nei tempi remoti le campagne di Palagiano furono invase dall'acqua a causa di una catastrofica alluvione. In quel momento nella zona si trovavano due sorelle chiamate Lenne e Stella. La seconda riuscì ad attraversare la lama aiutata da un contadino e Lenne impaurita e timorosa rimase sola pensando di aver perso la sorella annegata. Stella restò in attesa di Lenne e stanca si addormentò sognando la Madonna.

Quando l'alluvione cessò il Vescovo e le autorità rimasero sbalorditi dal racconto di Stella, che chiese e ottenne che in quel posto fosse edificata una cappella dedicata alla Madonna della Stella.

Per ricordare la sorella, i fedeli vollero costruire un'altra cappella intitolata alla Madonna di Lenne.

A Palagiano si è sviluppata un'intensa tradizione religiosa popolare di grande fede intorno alla Madonna della Stella.

La Tagghiarìn[modifica | modifica wikitesto]

Ad ottobre viene festeggiata questa festa molto scenografica ma viva anche religiosamente. Nella seconda settimana del mese, nel primo mattino del sabato alle ore 6 viene celebrata la messa e portata l'immagine di Maria dal Paese al Santuario in campagna, accompagnati da una banda chiamata lu fisc'arule un banda di bassa musica, che si fa accompagnare da una gran cassa, piatti, rullante e un ottavino. All'arrivo in campagna poi inizia il pellegrinaggio per tutto il mattino dei fedeli. Il maggior afflusso comincia nel pomeriggio quando c'è l'uscita della pasta, la famosa Tagghiarin. La pasta è fatta dalle tripoline e cucinate con salsa e tanto peperoncino in calderoni di acciaio.

La tradizione vuole che la pasta si distribuisca davanti il sagrato del Santuario, e che venga mangiato nella spatola del fico d'India e per forchetta un ramoscello di ulivo che ne assuma le sue sembianze. La pasta anticamente veniva portata dal luogo in cui si cucinava su un carretto del tempo, adesso a quei carretti hanno preso il loro posto i trattore con i rimorchi ad alte sponde, perché la cosa più suggestiva è l'assalto della folla per la distribuzione della pasta.[8]

Processioni[modifica | modifica wikitesto]

Marzo

Aprile

Maggio

  • Madonna dei Fiori
  • San Nicola
  • Il 31 pellegrinaggio al Santuario Madonna della Stella

Giugno

Luglio

Agosto

Ottobre

Novembre

  • 1-2-3 Dalla Chiesa Madre al Cimitero

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Adiacente la Chiesa dell'Immacolata, vi è la nuova Biblioteca e Auditorium Comunale, dove prima vi era la ex caserma dei carabinieri risalente ad una costruzione della fine dell'Ottocento intitolata all'editore pugliese Vito Laterza.

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

Il Teatro Comunale "Karol Wojtyla" sorge su una vecchia struttura che ospitava il macello ora riqualificata e adibita a teatro, con una capienza massima di 110 posti a sedere. È intitolato a papa Giovanni Paolo II.

UrbanLab[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto The Factory UrbanLab nasce dal progetto regionale "bollenti spiriti", il quale ha dato la possibilità di trasformare in laboratorio urbano un ex edificio scolastico in disuso. È un luogo di aggregazione e espressione giovanile, promuove la conoscenza, la creatività, e la sperimentazione di nuove forme e coesione sociale. Il 26 novembre 2011 è stata fra i pochi UrbanLab della regione Puglia ad essere presente alla Fiera delle Musiche del Mediterraneo Medimex presso la Fiera del Levante di Bari.

Casa delle Culture[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto della Casa delle Culture sorge sull'ex area del vecchio asilo delle suore della congrega di Antonia Maria Verna, 7000 m² di cui 250 m² di pineta.

Vi si trovano un centro diurno per disabili, gli uffici dei servizi sociali, l'aula consiliare del comune intitolata a Norberto Bobbio e l'ex biblioteca ora diventata un centro polivalente per anziani ed un campo per bocce.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Hanno sede a Palagiano due scuole dell'infanzia, due scuole primarie, due secondarie di primo grado e inoltre l'Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri "Giovanni Maria Sforza", la cui nuova sede, sita in un vasto quartiere residenziale, è stata inaugurata nel 2011.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • RSA, emittente della Parrocchia Maria SS. Annunziata, che prevede una programmazione di musica leggera e di musica sacra.
  • Cime di RadioWeb, emittente on line che ha sede nel "The Factory UrbanLab".

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

A Palagiano è stata girata parte delle scene dei film:

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Date le frequenti manifestazioni sia di carattere religioso che folkloristico, un noto detto della zona recita:

« Semb' fest jè a Pala'scen? »

gennaio

  • Gara campestre nel Bosco di Marziotta a Chiatona

marzo

maggio

  • Stra Palagiano
  • Palagiano in Fiera
  • Festa di San Nicola
  • Ciclo passeggiata
  • BiciAmo

luglio

  • Gimkana
  • Teatro di Vino
  • Palagiano sotto le stelle
  • Festival delle Coreografie in maschera
  • StraPalagiano by Night
  • Festival dello Sport

agosto

  • Palagiano in Volley
  • Festival Internazionale del Folklore
  • Cioco Festival
  • Palagiano Music Festival
  • Heineken Party
  • Festa Patronale di San Rocco
  • Slow Food Note di Gusto nel Centro Storico
  • La Corrida
  • Stasera è Teatro
  • PalagianoinCorto (Rassegna Cortometraggi d'autore)
  • Premio Don Giovanni Pulignano

settembre

  • Notte Arancio

ottobre

  • La Tagghiarijn
  • Festa Madonna della Stella

novembre

  • Trofeo Madonna della Stella e delle Clementine

dicembre

  • Sagra del mandarino
  • Trofeo Mandarin Bowl

Sagra del mandarino[modifica | modifica wikitesto]

Per celebrare il frutto tipico e simbolo della città di Palagiano, tra la fine di novembre e i primi di dicembre viene celebrata la Sagra del Mandarino, tre giorni con stand, spettacoli ed eventi. L'ultimo giorno della Sagra viene consegnato il premio "Mandarino d'oro" all'azienda agricola che ha il clementino più buono del comune.

Il 22 novembre 2009 Palagiano durante la 20ª Sagra del Mandarino entra far parte del Guinness World Record con la spremuta più lunga del mondo[9], il vecchio record era di 101 litri, Palagiano ha totalizzato 692,5 litri.

Persone legate a Palagiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Maria Sforza, filosofo e teologo nato a Palagiano, dell'Ordine dei frati minori conventuali vissuto nel XVII secolo. Tra le sue opere, L'Aldimarte, Scotus corroboratus, Aphorismi pro Confessariurum, Meteorologicae lucubrationes ex Aristotelis mentem desumptae, l'Apostolo di Japigia, la Sofronia Romana, Il Pellegrino amante.
  • Giuseppe Favale, vescovo
  • Michele Perniola, vincitore VI edizione di Ti lascio una canzone e partecipante della XVI edizione di Amici di Maria De Filippi
  • Michelangelo Agrusti - politico

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Altre località[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Palagiano si estende su 7 km di litorale lungo la costa jonico tarantina, altra località balneare e turistica di Palagiano è Chiatona.

Chiatona, è una frazione che appartiene a 2 comuni, la parte occidentale, sino all'altezza del cavalcavia, appartiene al comune di Palagiano, mentre la restante parte orientale appartiene al comune di Massafra

Pino di Lenne[modifica | modifica wikitesto]

Il suo nome deriva dai suoi boschi di pino d'Aleppo e dal fiume Lenne. A Pino di Lenne vi è il pino d'Aleppo più antico d'Europa, oltre 300 anni.[senza fonte]

Pino di Lenne è nominata in un episodio di Tito Livio nel capitolo 39 della sua opera storica Ab Urbe condita nel quale si parla di due navi, una romana e una tarantina che procedeva cabotando in direzione di Metaponto, che si affrontarono in un breve combattimento che terminò con l'incendio e l'affondamento delle due navi a 15 miglia dalla da Taranto. Tito Livio dice: ...quindecim milia ferme ad urbe ad Sapriportem obvius fuit... (a Sapriporte circa 15 miglia da Taranto). Il luogo ricadrebbe nel territorio di Palagiano e precisamente nella zona costiera denominata Palude fetida. La zona di Pino di Lenne anticamente era una zona putrida paludosa.

In questa località marina sfocia il fiume Lenne, incastonato tra i due moli. Esso presenta i segni dell'alluvione dell'8 settembre 2003. A Pino di Lenne vi è anche un alaggio per scafi.

L'area di Pino di Lenne comprende al suo interno il Bosco di Marziotta, che fa parte della Riserva naturale Stornara, istituita dal Ministero dell'Ambiente nel 1997. Anticamente, sotto il ponte di epoca mussoliniana, vi era un'antica torre saracena, demolita agli inizi degli anni ottanta perché pericolante.

Nel maggio del 2010 la spiaggia del Pino di Lenne ha fatto da scenario per le riprese del film Il paese delle spose infelici, diretto dal regista Pippo Mezzapesa.[10]

Nella medesima località sono stati girati vari video musicali tra i quali Inizia la serata dei FolkaSud, Taranta Stomp di Graziano Galatone e Freezer dei Sud Foundation Kru.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti della Provincia di Taranto

Strade[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 novembre 1987 15 agosto 1990 Tommaso Surico Democrazia Cristiana Sindaco [11]
15 agosto 1990 30 novembre 1990 Paolo Gentilucci Comm. pref. [11]
30 novembre 1990 11 ottobre 1991 Pasquale Favale Partito Socialista Italiano Sindaco [11]
10 dicembre 1991 18 marzo 1993 Nunzio Scalera Democrazia Cristiana Sindaco [11]
18 maggio 1993 23 novembre 1993 Antonio Paglialonga Comm. pref. [11]
23 novembre 1993 17 novembre 1997 Vincenzo Stellaccio - Sindaco [11]
18 novembre 1997 28 maggio 2002 Vincenzo Stellaccio centro-destra Sindaco [11]
31 ottobre 1998 24 febbraio 1999 Rocco Ressa L'Ulivo Sindaco [11]
28 maggio 2002 29 maggio 2007 Rocco Ressa L'Ulivo Sindaco [11]
31 maggio 2007 30 maggio 2012 Rocco Ressa centro-sinistra Sindaco [11]
24 maggio 2012 15 giugno 2016' Antonio Tarasco PD, UdC, io sud, U.D.EUR popolari, Api, lista civica: Palagiano in crescita Sindaco [11]
16 Giugno 2016 in corso Michele Lastella Comm. pref, [11]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio della città è l' A.S.D. Palagiano 1991 Calcio, attualmente non iscritta ad alcun campionato dilettantistico. È nata nel 1991. I colori sociali sono il blu ed il giallo. Le partite si svolgono nel campo comunale "Marco Stea" dall'inizio degli anni 60, precedentemente, le varie squadre che hanno rappresentato il Palagiano, giocavano in un campo (ex Aia Mincone) dove oggi sorge la Villa comunale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fernando Ladiana - Palagiano - Scorpione editore.
  • Vincenzo Cetera - S'arrcord li vign d'mizz la chiazz - Associazione Pro Loco, Comune di Palagiano.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN240570887
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