Palagiano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Palagiano
comune
Palagiano – Stemma
Palagiano – Bandiera
Palagiano – Veduta
Palagiano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Apulia.svg Puglia
ProvinciaProvincia di Taranto-Stemma.svg Taranto
Amministrazione
SindacoDomenico Pio Lasigna dal 10-7-2017 (2º mandato dal 27-6-2022)
Territorio
Coordinate40°35′N 17°03′E / 40.583333°N 17.05°E40.583333; 17.05 (Palagiano)
Altitudine40 m s.l.m.
Superficie69,97 km²
Abitanti15 753[1] (31-8-2022)
Densità225,14 ab./km²
FrazioniChiatona, Conca d'Oro, Pino di Lenne
Comuni confinantiCastellaneta, Palagianello, Mottola, Massafra
Altre informazioni
Cod. postale74019
Prefisso099
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT073021
Cod. catastaleG252
TargaTA
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona C, 1 162 GG[3]
Nome abitantiPalagianesi
Patronosan Rocco
Giorno festivo16 agosto e successivi sabato, domenica e lunedì
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Palagiano
Palagiano
Palagiano – Mappa
Palagiano – Mappa
Posizione del comune di Palagiano all'interno della provincia di Taranto
Sito istituzionale

Palagiano (Polascèn in dialetto locale[4]) è un comune italiano di 15 753 abitanti della provincia di Taranto in Puglia. Nel comune è rilevante la produzione di agrumi.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Palagiano fa parte del Gruppo di azione locale (GAL) "I luoghi del Mito" e dal 2005 rientra tra i comuni che compongono il Parco delle Gravine Ioniche.

Nell'aprile del 1967 il poeta Salvatore Quasimodo, guardando Palagiano e i suoi paesaggi nella Riserva naturale Stornara (più nota come "la Pineta dell'Appia"), disse:

«Questo, è un paesaggio omerico della natura, incastonata lungo il corso del fiume Lato e la pineta dell'Appia, esso da sfondi a ricchi racconti d'Odissea

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Costa ionica e Murgia meridionale

Il comune ionico di Palagiano presenta dal punto di vista morfologico molte lame, ovvero ampi e profondi solchi carsici, vie fluviali naturali.

Alcune lame si conservano ancora con un buono stato vegetativo, altre sono state invece bonificate con la riforma agraria; in queste zone sono sorte distese di agrumeti.

Le lame palagianesi sono:

  • Lama di Vite
  • Lama d'Uva
  • Lama di Chiàtone
  • Lama di Calzo
  • Lama di Lenne

Fiumi[modifica | modifica wikitesto]

Due fiumi solcano il territorio comunale: Lato e Lenne.

Il fiume Lato nasce tra le Murge laertine e sfocia nel mar Jonio nella località chiamata "Ventidue", dal numero del casello ferroviario sulla linea Taranto-Metaponto. Alla foce vi è la Torre Lato, che serviva da avvistamento delle navi pirata.

Il fiume Lenne è più ricco di storia e di fascino naturalistico. Infatti, già nei tempi antichi, fu citato in un racconto di Tito Livio. Questo fiume si presenta con più flora, soprattutto quando attraversa la pineta dell'Appia. La foce, precedentemente incastonata fra due moli distrutti durante l'alluvione del 2003 e situata nei pressi di una spiaggia, è stata ripristinata e allargata[senza fonte]. Nella sezione inziale della spiaggia vi è un ponte costruito durante il periodo fascista, dove Salvatore Quasimodo si fermò ad ammirare il paesaggio nel 1967.

Aree di interesse naturalistico[modifica | modifica wikitesto]

  • La Riserva naturale Stornara è una riserva biogenetica protetta dallo Stato e dalla regione Puglia. Essa si estende per 7 km sulla fascia costiera ionica; il suo nome deriva dal ricco movimento di storni migratori. Ha una vegetazione ricca e la pianta principale del posto è il Pinus halepensis (pino d'Aleppo), che cresce rigoglioso sulle dune sabbiose. Nella stessa riserva si trova il pino d'Aleppo più vecchio d'Europa.[5]
  • Gravina di Lamaderchia: a nord-ovest della città, in località Lamaderchia, vi è la gravina di Palagiano, profonda 40 m, larga circa 300 m e lunga circa 1 km; all'interno si presenta con scarsa vegetazione e roccia calcarea. La gravina fa parte del Parco "Terra delle Gravine", costituito nel 2005 dalla Comunità Europea. Nel parco rientrano altri 12 comuni della provincia di Taranto e uno della provincia di Brindisi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Puglia.

Palagiano è sempre stata considerata una cittadina con una collocazione geografica strategica, situata al crocevia di smistamento delle direttrici stradali verso la Basilicata, la Calabria e il Nord Italia.

Basti ricordare le scorrerie piratesche dei saraceni, che dovevano per forza attraversare il territorio palagianese, come è avvenuto durante la distruzione di Mottola. Nel 1002, in un'altra occasione, la città dovette subire l'assedio di De Comiticchia, che voleva conquistare Taranto in nome dell'imperatore Ottone III. Nel 1023, secondo una cronistoria[senza fonte], dopo l'assedio a Bari di un tale Royca, questi si diresse verso la fortezza di Palagiano, espugnandola e ritirandosi sul colle di Mottola.

Il territorio di Palagiano appartiene ad un polo di insediamento rupestre nella zona occidentale, confinante con i comuni di Massafra e Mottola.

Qui si trova la chiesa rupestre di Santa Maria di Lenne.

In questa zona intorno all'anno 1100 circa doveva essere molto intensa la produzione di sale, in quanto ben trenta saline del fiume Lato furono donate ad un'abbazia bizantina. Ancora oggi, passando dalla SS 106, si può notare a ridosso del fiume Lato, in prossimità del bosco Romanazzi e del bosco di Marziotta, l'area denominata Salina di Lato.

Nel 1081 Palagiano fu infeudata da parte di Roberto il Guiscardo; successivamente, nel 1250, le terre palagianesi furono acquisite dai Casamassima. Nel 1300 Palagiano si trovava sotto i Giordano, che lo cedettero a Ugo Bilotta e, successivamente, nel 1332, a Maria Caterina Valois, con cui iniziò un periodo travagliato a causa di alcune diatribe baronali.

Con Raimondello Orsini Del Balzo Palagiano si trovò inserito nel Principato di Taranto insieme a Massafra, Mottola, Nardò e Otranto. In successione passò al figlio Antonio del Balzo Orsini e venne poi infeudata al barone Gabriele Capitignano, per poi passare ai napoletani Protonobilissimo. Il 15 settembre 1464 Giacomo Faccipecora, signore di Palagiano, e Stefano Domini Roberti, signore di Palagianello, sottoscrissero un concordato sulla fida degli animali nei territori dei due casali. Giacomo Protonobilissimo, alias Faccipecora, fu consigliere poi traditore di Antonio del Balzo Orsini e per questo fu forse premiato da Ferrante I con l'investitura del feudo di Palagiano. Il feudo passò ai Lubelli, poi ai Minutola e sino al 1600 ai Caracciolo.

Le proprietà passarono dai Carmignano ai Pappacoda, quindi ai De Marco nel 1720, fino ai principi Cicinelli di Cursi (una diramazione della famiglia Caracciolo), che vi restarono fino agli anni dell'Ottocento e dovettero affrontare le controversie derivanti dalle leggi contro la soppressione feudale.

Nel frattempo Palagiano divenne comune nel 1806 con il primo sindaco Francesco Paolo Calò. All'epoca la cittadina apparteneva alla Terra d'Otranto, una delle dodici circoscrizioni sotto il Regno di Napoli, e solo nel 1923, quando divenne capoluogo Taranto, passò dalla provincia di Lecce a quella di Taranto.

Ad esso, per motivi demografici (art. 2 della Legge 8.12.1806, n. 272), venne aggregato Palagianello che prima aveva autonomia amministrativa quale "Universitas". Dopo lunga battaglia separatista, con legge 6.6.1907, n. 318, Palagianello ritornò ad essere un comune autonomo.

Intanto buona parte delle proprietà passarono alla famiglia Palomba e poi all'ultimo principe di Palagiano, Guglielmo Romanazzi-Carducci, fino a quando nel 1952 venne attuata la riforma fondiaria.

Nel 1952 vennero scorporati grossi appezzamenti dell'ultimo feudatario, il principe Romanazzi, che vennero ripartiti fra le famiglie numerose e povere del paese. Inizio così un periodo di crescita economica e culturale.

Palagiano è sempre stata una città con una grande vocazione agricola, come testimoniano le culture di agrumeti e vigneti, tipici del paese. È talvolta soprannominata "città delle clementine", per i suoi agrumi[6]. Negli ultimi decenni ha visto anche un modesto sviluppo industriale nella parte nord-est della città e l'attuale associazione di imprenditori uniti nel "Consorzio Città Imprese".

Alluvione dell'8 settembre 2003[modifica | modifica wikitesto]

La mattina dell'8 settembre 2003 il paese fu soggetto di un'abbondante precipitazione che, per le caratteristiche morfologiche del luogo, causò allagamenti ed ingenti danni, sommergendo gli scantinati. Alle ore 17 la pioggia terminò, lasciando Palagiano sommersa da fango e acqua. Dovettero intervenire la protezione civile e i soccorsi militari, con ausilio di elicotteri, per poter mettere in salvo le persone. Il bilancio delle vittime fu di due morti e un disperso.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Matrice Maria Santissima Annunziata[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa Matrice di Palagiano[7] compare in una pianta topografica del territorio nel 1787. Presenta una semplice facciata, opera di transizione dal barocco al neoclassico. La facciata si presenta scandita verticalmente da coppie di lesene con semplici capitelli e segnata orizzontalmente da due cornici marcapiano. Chiude la facciata un fastigio arcuato con pinnacoli laterali. All'interno, ad una navata, una tela dell'Annunciazione, di autore ignoto del XVIII secolo, la tela ad olio "Madonna dei Miracoli", attribuita a Domenico Carella, sempre del XVIII secolo, la tela "Crocifissione tra le anime purganti", della prima metà del XIX secolo, attribuita a Gioacchino Toma, il coro ligneo, uno splendido organo, pure settecentesco, e una pregevole statua lignea raffigurante san Francesco vestito da conventuale, della prima metà del XVI secolo, appartenente al soppresso convento di Santa Maria della Nova. Recentemente sono state restaurate la statua di san Rocco,[8] risalente al 1601, un crocifisso del XVI secolo e il Cristo Risorto, posto nell'altare barocco sulla sinistra della navata. Nella chiesa, sulla destra, vi è l'altare dedicato al santo patrono, san Rocco, su cui è posta la nicchia che custodisce la venerata immagine del santo. Sulla nicchia un'epigrafe recita: “Et eris in peste patronus” (“E sarai nella peste il protettore”). Per antica tradizione i solenni festeggiamenti in onore di san Rocco si svolgono il sabato, la domenica e il lunedì successivi al 16 agosto, solennità liturgica del santo. La sera del sabato ha luogo la processione della cavalcata, che dà inizio ai festeggiamenti, con la sfilata di cavalli riccamente bardati e montati da bambini vestiti come il Santo Pellegrino.[9]

Chiesa dell'Immacolata[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dell'Immacolata è la più antica del paese e sorge a pochi passi dalla Chiesa Matrice. Consacrata nel 1582, fu sconsacrata agli inizi del XIX secolo e fu gestita dall'ordine francescano fino al 1809, anno della soppressione dei convento da parte dei borbonici. La chiesa si sviluppò secondo i canoni francescani, di cui però è rimasta traccia solo del chiostro e della pianta d'aula unica della chiesa. I conventuali le diedero il titolo di Santa Maria della Nova; fu di nuovo consacrata nel 1938 e con l'occasione ci furono ristrutturazioni, ma anche alcuni danni alle decorazioni del rosone. Fu danneggiato anche il campanile soprastante il presbiterio. Si presenta con una semplice facciata ingentilita da un rosone (oggi non in buone condizioni); all'interno conserva una tela dell'Immacolata, della prima metà del XVIII secolo, e una statua lignea (in pessime condizioni) della seconda metà del XVII secolo raffigurante san Gaetano[non chiaro], attribuita all'ischitano Gaetano Patalano. Per un breve periodo, l'attuale chiesa dell'Immaccolata, che fu anche convento, ospitò il francescano san Giuseppe da Copertino.

Chiesa di San Nicola[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Nicola è la parrocchia più recente. Nacque inizialmente come luogo di culto in un piccolo salone in viale Chiatona (nell'attuale negozio di materiale elettrico), poi nel 1964 nel salone adiacente all'attuale chiesa. Nel 1971 venne costruita la chiesa di San Nicola, la più capiente del paese, in quanto ha più di 400 posti a sedere. Si presenta in stile romanico semplice; all'esterno ci sono tre mosaici raffiguranti a sinistra l'incontro di Maria con Elisabetta, al centro la Sacra Famiglia e a destra il battesimo di Gesù. In alto un grande rosone raffigura San Nicola di Bari. Al suo interno vi è un grande mosaico di Gesù e del Padre con la scritta del Vangelo di Giovanni: Io sono la vita, la verità e la via.

Chiesa benedettina di Santa Maria di Lenne[modifica | modifica wikitesto]

Essa è menzionata per la prima volta nel 1110. Presenta all'interno tracce di affreschi che una volta dovevano ricoprirla interamente. Si nota nella nicchia absidale una Madonna con Bambino, in stile bizantino, alquanto rovinata, che il Dalena accosta come tipo iconografico alla Platytera. Il sito è stato preso in considerazione dal FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano), nel progetto I luoghi del cuore.

Santuario della Madonna della Stella[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario della Madonna della Stella è stato costruito recentemente in sostituzione di un'altra chiesa riedificata e benedetta nel 1954. Il santuario è situato a 3 km fuori dal paese, in aperta campagna. Il santuario è molto semplice e non presenta arricchimenti artistici; vi sono un rosone molto semplice e alcuni quadri disegnati da un artista palagianese.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico di Palagiano è costituito da due rioni. La Terra comprende le vie Pagano, le Mura, Roma, piazza Vittorio Veneto e via De Gasperi. Il Convento è delimitato dalle vie Carmignano, Sforza, Mafalda, Petrarca, Duca d'Aosta, XX Settembre. Sebbene molti palazzi signorili siano stati demoliti, ricostruiti o ristrutturati, i segni della loro origine è ancora presente nella memoria dei più anziani. Tra gli altri vi è il Palazzo Baronale (detto "il castello"), situato nella zona centrale della città, nei pressi del municipio. Si presenta con forma quadrangolare in stile barocco pugliese, poggiato su fondazioni molto antiche. Attualmente il "castello" è in una situazione di pesante degrado e abbandono. Il Palazzo Sannella risale al XVII secolo e presenta ancora qualche particolare architettonico neorinascimentale. Poco distante dalla chiesa dell'Immacolata si vede l'antico Palazzo della Cancelleria, una volta sede del Decurionato, e, proseguendo su corso Lenne, si trovano case costruite nei primi anni del Novecento. Sulla medesima via è la ex caserma dei Carabinieri, ora adibita ad auditorium comunale, risalente al 1882. Decentrati rispetto a questo primo nucleo, troviamo i palazzi delle famiglie Carano in via dei Mille, dei Toria in via Trento e dello scrittore padre Giovanni Maria Sforza.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio ha rivelato una capillare presenza di ville rustiche di età romana e preromana che testimoniano la fertilità del suolo in epoca antica. Luogo di sosta sul tracciato della via Appia (statio ad Canales), decadde nell'Alto Medioevo per l'impaludamento della pianura. Riprese a vivere pienamente, come centro demico, alla fine del Medioevo. Vi sono stati molti rinvenimenti di necropoli, con tombe, corredi funerari, vasi, ceramiche e dipinti del IV-III secolo a.C.

Villa romana detta "Parete Pinto"[modifica | modifica wikitesto]

La struttura, risalente al I secolo a.C., conserva i resti di un recinto in opus reticolatum che presenta tre ingressi, due ai vertici del lato nord, e uno, più stretto, al centro del lato sud. Qualche centinaio di metri più a ovest è visibile, nascosta da vigneti, una cisterna coeva e che probabilmente rientrava nella pars rustica della villa. Il sito è stato preso in considerazione dal FAI Fondo per l'Ambiente Italiano nel progetto I luoghi del cuore

Frantoio ipogeo[modifica | modifica wikitesto]

Lungo corso Lenne vi è un frantoio del 1805 dove si nota ancora la grande ruota di pietra viva che macinava l'olio, con gli attacchi per i cavalli che servivano a far girare la ruota di pietra su un asse ligneo. Se si eccettua l'attuale meccanizzazione insita nella lavorazione di tipo industriale, la molitura dell'olio avveniva a quei tempi proprio come oggi. Il sito è stato preso in considerazione dal FAI Fondo per l'Ambiente Italiano nel progetto I luoghi del cuore

Necropoli[modifica | modifica wikitesto]

Diverse necropoli e tombe sono state rinvenute in varie contrade. Le più significative sono:

Fontana del Fico[modifica | modifica wikitesto]

Tomba a fossa scavata nel tufo con qualche frammento di pietra tenera. Naistros, che sormontava la sepoltura, e oggetti da corredo, tra cui uno specchio bronzeo, un monile di argilla dorata, fibule di bronzo.

Ponte di Lenne[modifica | modifica wikitesto]

Nella lama di Lenne, all'altezza del ponte, vi è un piccolo insediamento medievale dove sono state ritrovate tombe, corredi e manufatti di argilla del V secolo a.C. Fino ai primi anni settanta vi era una torre, poi abbattuta perché fatiscente.

Cozzo Marziotta[modifica | modifica wikitesto]

Nelle campagne di questa contrada gli scavi hanno portato a riconoscere sul lieve rialzo di Cozzo Marziotta un centro preistorico, fortificato nell'Età del ferro, con un insediamento capannicolo.

Sorgente di Calzo[modifica | modifica wikitesto]

Necropoli e alcuni arredamenti funebri, vasi e utensili. La sorgente nell'antichità era l'unica fonte da cui i palagianesi potevano attingere acqua potabile.

Menhir di San Marco dei Lupini[modifica | modifica wikitesto]

Il megalito, ritrovato agli inizi degli anni '60, è adiacente ad una cisterna gallo-romana.

Torre Lato[modifica | modifica wikitesto]

Risale al 1500 e fu fatta costruire da Carlo V insieme a tutte le altre torri di avvistamento per gli attacchi e saccheggi provenienti dal mare in tutta l'area meridionale. Prende nome dall'omonimo fiume sud cui è posizionata e serviva a difendere l'appetibile territorio della conca d'oro con coltivazioni e masserie. La Torre Lato, si trova nella Riserva naturale Stornara, all'altezza del km ferroviario 22, della Ferrovia Jonica Taranto-Metaponto.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT, al 1º gennaio 2022 la popolazione straniera residente era di 426 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Le Sorelle Madonne[modifica | modifica wikitesto]

Si racconta, che nei tempi remoti le campagne di Palagiano furono invase dall'acqua a causa di una catastrofica alluvione. In quel momento nella zona si trovavano due sorelle chiamate Lenne e Stella. La seconda riuscì ad attraversare la lama aiutata da un contadino e Lenne impaurita e timorosa rimase sola pensando di aver perso la sorella annegata. Stella restò in attesa di Lenne e stanca si addormentò sognando la Madonna.

Quando l'alluvione cessò il Vescovo e le autorità rimasero sbalorditi dal racconto di Stella, che chiese e ottenne che in quel posto fosse edificata una cappella dedicata alla Madonna della Stella.

Per ricordare la sorella, i fedeli vollero costruire un'altra cappella intitolata alla Madonna di Lenne.

A Palagiano si è sviluppata un'intensa tradizione religiosa popolare di grande fede intorno alla Madonna della Stella.

La Tagghiarìn[modifica | modifica wikitesto]

Ad ottobre viene festeggiata la festa della Madonna della Stella. Nella seconda settimana del mese, nel primo mattino del sabato, viene celebrata la messa e portata l'immagine di Maria dal Paese al Santuario, situato in campagna; la processione è accompagnata da una banda che esegue musiche popolari chiamata lu fisc'arule, solitamente composta da una gran cassa, piatti, rullante e un ottavino. All'arrivo in campagna inizia il pellegrinaggio, per tutto il mattino, dei fedeli[non chiaro]. Il maggior afflusso comincia nel pomeriggio quando c'è l'uscita della pasta, la Tagghiarin. La pasta è fatta dalle tripoline e cucinate con salsa e tanto peperoncino in calderoni di acciaio.

La tradizione vuole che la pasta si distribuisca davanti al sagrato del Santuario, e che venga mangiata nelle spatole del fico d'India e utilizzando come forchetta un ramoscello di ulivo che ne assuma le sue sembianze. La pasta anticamente veniva portata dal luogo in cui si cucinava su un carretto.[11]

Processioni[modifica | modifica wikitesto]

Marzo

Aprile

Maggio

  • Madonna dei Fiori
  • San Nicola
  • Il 31 pellegrinaggio al Santuario Madonna della Stella

Giugno

Luglio

Agosto

Ottobre

Novembre

  • 1-2-3 Dalla Chiesa Madre al Cimitero

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Adiacente alla chiesa dell'Immacolata, vi è la nuova biblioteca e auditorium comunale, dove prima era la caserma dei carabinieri risalente ad una costruzione della fine dell'Ottocento, intitolata all'editore pugliese Vito Laterza.

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

Il Teatro Comunale "Karol Wojtyla" sorge su una vecchia struttura che ospitava il macello, ora riqualificata, con una capienza massima di 110 posti a sedere. È intitolato a papa Giovanni Paolo II.

UrbanLab[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto The Factory UrbanLab nasce dal progetto regionale "Bollenti spiriti", che ha dato la possibilità di trasformare in laboratorio urbano un ex edificio scolastico in disuso. È un luogo di aggregazione e espressione giovanile, promuove la conoscenza, la creatività e la sperimentazione di nuove forme e coesione sociale. Il 26 novembre 2011 è stato fra i pochi UrbanLab della regione Puglia ad essere presente alla Fiera delle Musiche del Mediterraneo Medimex presso la Fiera del Levante di Bari.

Casa delle Culture[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto della Casa delle Culture sorge sull'ex area del vecchio asilo delle suore della congrega di Antonia Maria Verna, 7000 m² di cui 250 m² di pineta.

Vi si trovano un centro diurno per disabili, gli uffici dei servizi sociali, l'aula consiliare del comune intitolata a Norberto Bobbio e l'ex biblioteca, ora diventata un centro polivalente per anziani, ed un campo da bocce.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Hanno sede a Palagiano due scuole dell'infanzia, due scuole primarie, due secondarie di primo grado e inoltre l'Istituto Scientifico - Sportivo, Tecnico Commerciale e per Geometri "Giovanni Maria Sforza", la cui nuova sede, situata in un vasto quartiere residenziale, è stata inaugurata nel 2011.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • RSA, emittente della parrocchia Maria SS. Annunziata, che prevede una programmazione di musica leggera e di musica sacra.
  • Cime di RadioWeb, emittente on line che ha sede nel "The Factory UrbanLab".

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

A Palagiano è stata girata parte delle scene dei film:

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Sagra del mandarino[modifica | modifica wikitesto]

Per celebrare il frutto tipico e simbolo della città di Palagiano, tra la fine di novembre e i primi di dicembre viene celebrata la Sagra del Mandarino, tre giorni con stand, spettacoli ed eventi. L'ultimo giorno della Sagra viene consegnato il premio "Mandarino d'oro" all'azienda agricola che ha il clementino migliore del comune.

Il 22 novembre 2009 Palagiano, durante la 20ª Sagra del Mandarino, è entrata far parte del Guinness World Record con la spremuta più grande del mondo[12]; il precedente record era di 101 litri e Palagiano ha totalizzato 692,5 litri.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Altre località[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Palagiano si estende su 7 km di litorale lungo la costa jonico tarantina.

Altra località balneare e turistica di Palagiano è Chiatona.

Chiatona è una frazione che appartiene a due comuni. La parte occidentale, sino all'altezza del cavalcavia, appartiene al comune di Palagiano, mentre la restante parte orientale appartiene al comune di Massafra

Pino di Lenne[modifica | modifica wikitesto]

Il suo nome deriva dai suoi boschi di pino d'Aleppo e dal fiume Lenne. A Pino di Lenne vi è il pino d'Aleppo più antico d'Europa, con oltre 300 anni di vita.[senza fonte]

Pino di Lenne è nominata in un episodio di Tito Livio nel capitolo 39 della sua opera storica Ab Urbe condita, nel quale si parla di due navi, una romana e una tarantina che procedeva cabotando in direzione di Metaponto, che si affrontarono in un breve combattimento che terminò con l'incendio e l'affondamento delle due navi a 15 miglia da Taranto. Tito Livio dice: ...quindecim milia ferme ad urbe ad Sapriportem obvius fuit... (a Sapriporte circa 15 miglia da Taranto). Il luogo ricadrebbe nel territorio di Palagiano e precisamente nella zona costiera denominata Palude fetida. La zona di Pino di Lenne anticamente era una zona putrida paludosa. A qualche metro dal casello ferroviario furono rinvenuti nel 1996 i resti lignei di una imbarcazione, tutt'ora sommersa, che il Servizio di Archeologia Subacquea in Roma, insieme ai ricercatori prof. A. Di Stefano e dr. A. De Blasi, hanno stimato risalire al X-XI sec. d.C.[senza fonte]

In questa località sfocia il fiume Lenne. Esso presenta i segni dell'alluvione dell'8 settembre 2003. A Pino di Lenne vi è anche un alaggio per scafi.

L'area di Pino di Lenne comprende al suo interno il Bosco di Marziotta, che fa parte della Riserva naturale Stornara, istituita dal Ministero dell'Ambiente nel 1997. Anticamente, sotto il ponte di epoca mussoliniana, vi era un'antica torre saracena, demolita agli inizi degli anni ottanta perché pericolante.

Nel maggio del 2010 la spiaggia del Pino di Lenne ha fatto da scenario per le riprese del film Il paese delle spose infelici, diretto dal regista Pippo Mezzapesa.[13]

Nella medesima località sono stati girati vari video musicali, tra i quali Inizia la serata dei FolkaSud, Taranta Stomp di Graziano Galatone e Freezer dei Sud Foundation Kru.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti della Provincia di Taranto

Strade[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
28 settembre 1983 24 agosto 1987 Tito Anzolin Preneste Partito Comunista Italiano Sindaco [15]
24 agosto 1987 15 agosto 1990 Tommaso Surico Democrazia Cristiana Sindaco [15]
15 agosto 1990 30 novembre 1990 Paolo Gentilucci Comm. pref. [15]
30 novembre 1990 10 dicembre 1991 Pasquale Favale Partito Socialista Italiano Sindaco [15]
10 dicembre 1991 18 marzo 1993 Nunzio Scalera Democrazia Cristiana Sindaco [15]
18 marzo 1993 23 novembre 1993 Antonio Paglialonga Comm. pref. [15]
23 novembre 1993 17 novembre 1997 Vincenzo Stellaccio Radicali Italiani Sindaco [15]
17 novembre 1997 28 ottobre 1998 Vincenzo Stellaccio Radicali Italiani Sindaco [15]
31 ottobre 1998 28 maggio 2002 Rocco Ressa L'Ulivo Sindaco [15]
28 maggio 2002 29 maggio 2007 Rocco Ressa L'Ulivo Sindaco [15]
29 maggio 2007 30 maggio 2012 Rocco Ressa L'Ulivo Sindaco [15]
30 maggio 2012 15 giugno 2016 Antonio Tarasco Partito Democratico Sindaco [15]
15 giugno 2016 25 giugno 2017 Michele Lastella Comm. pref, [15]
25 giugno 2017 24 giugno 2022 Domenico "Domiziano" Pio Lasigna Lista Civica Sindaco [15]
24 giugno 2022 in carica Domenico "Domiziano" Pio Lasigna Lista civica Sindaco [15]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Le società sportive di Palagiano sono la squadra di calcio Gioventù Palagiano, nata nel 2019 e che attualmente milita nel campionato regionale di Seconda Categoria, e la squadra di pallacanestro New Basket Palagiano, che dal 2016 milita nel campionato di Promozione pugliese.[16]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stadio di calcio comunale Marco Stea, impianto costruito nel 1966 e ristrutturato nel 2000 con la costruzione di una tribuna coperta. Nel 2021 sono state apportate delle modifiche al terreno di gioco, ora in erba naturale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fernando Ladiana - Palagiano - Scorpione editore.
  • Vincenzo Cetera - S'arrcord li vign d'mizz la chiazz - Associazione Pro Loco, Comune di Palagiano.
  • Vittorio Festa - Alluscenne Pruvvedenne

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN240570887 · GND (DE7531563-4
  Portale Puglia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Puglia