Manduria

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Manduria
comune
Manduria – Stemma Manduria – Bandiera
Manduria – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione Puglia-Stemma it.png Puglia
ProvinciaProvincia di Taranto-Stemma.png Taranto
Amministrazione
SindacoCommissione Straordinaria Anti-mafia (Commissari Prefettizio Anti-mafia) dal 14-05-2018
Territorio
Coordinate40°24′10″N 17°38′03″E / 40.402778°N 17.634167°E40.402778; 17.634167 (Manduria)Coordinate: 40°24′10″N 17°38′03″E / 40.402778°N 17.634167°E40.402778; 17.634167 (Manduria)
Altitudine79 m s.l.m.
Superficie180,41 km²
Abitanti31 180[1] (30-9-2017)
Densità172,83 ab./km²
FrazioniSan Pietro in Bevagna, Torre Colimena, Uggiano Montefusco
Comuni confinantiAvetrana, Maruggio, Erchie, Francavilla Fontana e Oria (BR), Porto Cesareo (LE), Sava.
Altre informazioni
Cod. postale74024
Prefisso099
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT073012
Cod. catastaleE882
TargaTA
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona C, 1 174 GG[2]
Nome abitantimanduriani
Patronosan Gregorio Magno, Immacolata Concezione, San Pietro per la frazione di San Pietro in Bevagna, San Carlo Borromeo.
Giorno festivo3 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Manduria
Manduria
Manduria – Mappa
Posizione del comune di Manduria all'interno della provincia di Taranto
Sito istituzionale

Manduria (Μανδόριος o Μανδόνιον in greco antico, Manduria o Manduris in latino), ex Casalnuovo, è un comune italiano di 31.180 abitanti[1] della provincia di Taranto in Puglia.

La cittadina, situata nel Salento settentrionale, è equidistante da Taranto, Lecce e Brindisi. Da questo scaturisce il motto cittadino "Il Salento ha un Cuore". Manduria è nota anche come "Città dei Messapi" e del "Vino Primitivo". Il nome Manduria potrebbe derivare dall'indoeuropeo mandus che significa "cavalli" (i messapi erano abili allevatori di cavalli) o molto più probabilmente l'etimologia della parola ricorda mand-Uria cioè avanti a Oria, città confinante con Manduria e capitale politica della Dodecapoli messapica, secondo questo filone di pensiero Manduria rappresentava un avamposto tra il centro messapico e la nemica Taranto. Il nome potrebbe anche richiamare il nome del mandorlo, albero molto caro agli abitanti in quanto presente nel fonte Pliniano e di conseguenza sullo stemma.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Puglia.

La città è situata sulle murge tarantine a 79 m s.l.m., ma nel territorio è situato anche il Monte Bagnolo, al confine col comune di Sava. Il territorio si estende inoltre su una fascia costiera lunga 18 km, tramite alcune frazioni. In esso scorre il fiume Chidro, il più importante fiume del Salento che oltre ad essere un Sito di Importanza Comunitaria è compreso nella "Riserva Naturale Orientata del Litorale Tarantino Orientale". Presso Borraco scorre anche il fiume Borraco.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La città di Manduria sorge in una fertile piana che si estende ad est sino alla cittadina di Oria e ad ovest verso le basse colline del "Diavolo" che fungono da spartiacque tra il microclima costiero e quello più continentale dell'entroterra."Lu monti ti li tiàuli" è il più alto del territorio coi suoi 117 m dal livello del mare.

La temperatura media annua si attesta sui 16,5°-16,7°. D'inverno non sono rari episodi di gelo notturno specie durante periodi anticiclonici, d'estate sovente il termometro può superare i 40° con picchi eccezionali di 43°-44° quando si verificano caldi e secchi venti settentrionali.

La piovosità media nel periodo 1961-1990 è stimata in 610 millimetri, la nevosità fra 3 e 4 centimetri annui.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia del Salento e Storia della Puglia.

Fondata dai Messapi, porta ancora numerose testimonianze del suo antico passato, tra le quali le mura megalitiche, circondate dai resti del fossato che circondava la città, e la necropoli. Affrontò varie guerre con la vicina Taranto, durante una delle quali trovò la morte Archidamo III nel 338 a.C., re di Sparta, alleato dei Tarantini.[3]

Manduria intorno al 266 a.C. entrò a far parte dei domini di Roma assieme agli altri centri messapici del Salento, a seguito della presa di Brindisi. Durante la discesa di Annibale in Italia, Manduria si schierò tra le città ribelli a Roma e per questo la repressione fu molto dura: le fonti storiche riferiscono della deportazione di migliaia di uomini (Q. Fabius consul oppidum in Sallentinis Manduriam vi cepit. Ibi ad tria milia hominum capta et ceterae praedae aliquantum)[4].

A Manduria vi passava la via Traiana Sallentina o via Sallentina, strada romana che iniziava dalla via Appia nei pressi di Taranto, giungeva a Manduria e si dirigeva ad Avetrana, Nardò, Alezio, Ugento per terminare ad Otranto. Era larga almeno 4 metri e lastricata. Sulla Tavola Peutingeriana oltre al tracciato si leggevano anche le distanze in miglia: "Taranto XX Manduris XXIX Neritum" (20 miglia tra Taranto e Manduria e 29 miglia tra Manduria e Nardò).

Distrutta nei secoli successivi dai Saraceni, venne rifondata nell'XI secolo con il nome di Casalnuovo, occupando solo parzialmente la vecchia città di Manduria ed espandendosi verso occidente, lasciando inedificata la zona orientale già destinata all'antica necropoli.

La cittadina di Casalnuovo in Terra d'Otranto fu infeudata alla famiglia Hugot (dal 1339), alla quale successero i De Tremblay (XV secolo) e quindi i De Raho, i Montefuscoli, i Dentice, i Castromediano, i Bonifacio, i Borromeo, i Chyurlia ed infine gli Imperiali di Francavilla, che la tennero sino alla fine del secolo XVIII.

Con decreto reale del 17 novembre 1789 Ferdinando I di Borbone, re delle Due Sicilie, le restituì il suo antico nome di Manduria. Il 14 febbraio 1895 Umberto I re d'Italia, concesse al comune di Manduria il titolo di città. Lo stesso anno il comune deliberava che una lapide murata sotto l'arco di Porta Napoli ricordasse le date memorabili della città.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del centro storico.

Il centro storico di Manduria si sviluppa in una serie di stradine strette e contorte, in cui è molto facile perdersi se non si conosce bene il luogo.

Tra i monumenti principali che si trovano in questa area vi sono la chiesa collegiata romanica (meglio conosciuta come chiesa Madre), il ghetto ebraico di epoca medievale, la torre dell'orologio, palazzi gentilizi costruiti in varie epoche e tratti dell'antica cerchia muraria messapica.

Recentemente alcuni scavi hanno portato alla luce tombe, vasi e monete del periodo romano; ciò è accaduto anche altre volte vista la storia millenaria della città.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Madre (XV secolo)[modifica | modifica wikitesto]

Ogni manduriano guarda a questo edificio come al monumento più insegne della città, senza celare la fierezza per questa nobilissima chiesa, pregevole esempio di architettura religiosa pugliese che, all'evidente impianto romanico, fonde influssi ed elementi tardo-gotici e catalaneggianti. L'edificio fu realizzato nello stesso luogo dell'antica chiesa medievale, molto più piccola, limitata quasi soltanto allo spazio dell'attuale presbiterio. A questa chiesa precedente appartenevano i due leoni stilofori oggi collocati ai lati del Portale; la loro fattura lascia immaginare l'importanza di quello che dovette essere un piccolo - grande gioiello architettonico di molti secoli fa, poi andato perduto. La costruzione della chiesa attuale fu iniziata invece sul finire del XV secolo ed ultimata entro la seconda metà di quello successivo, forse nel 1562. Non si conosce il nome dell'architetto, pur se lo splendido Portale col soprastante rosone della facciata, e il Fonte Battesimale (datato 1534), risultano opera del maestro Raimondo da Francavilla.

L'edificio, di pianta quadrata, si compone di cinque navate, la centrale, col soffitto ligneo a cassettoni restaurato nel 1938, si continua col presbiterio ad un'alta, elegante abside esagonale. La navata centrale è sorretta, come le altre, da colonne che si presentano più alte e possenti terminandosi negli originali capitelli compositi. In coincidenza del presbiterio restano i basamenti di pilastri polistili appartenenti alla chiesa dell'XI secolo. DI particolare interesse sono le volte delle più piccole navate laterali d'influsso catalano ed anche il pulpito ligneo del 1608, indicato fra i monumenti di interesse nazionale.

L'interno della "Collegiata" è di particolare suggestione, ogni suo spazio ed elemento meriterebbe sottolineatura, legato com'è al passato di Manduria. I due "cappelloni", uno dedicato al S.S. Sacramento e l'altro al patrono S. Gregorio Magno. Ma l'attenzione si sofferma anche sulla facciata dal frontone cuspidato, con lo splendito rosone e il bel Portale sormontato dalla lunetta con l'altorilievo della Trinità cui la chiesa è dedicata.

Il campanile, incorporato fra le navate a destra e il presbiterio, è composto da cinque piani sovrapposti, con finestra monofore, colonnine che decorano queste ultime e gli spigoli, mascheroni e decorazioni zoomorfe e mitologiche, è un manufatto architettonico che desta l'interesse degli studiosi.

Il campanile della Chiesa Madre

Chiesa di Santa Lucia (XIX secolo)[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Lucia è una chiesa in stile neoclassico datata al 1894. Tuttavia già prima di essere edificata, sullo stesso luogo esisteva un'altra chiesa dedicata alla Natività di Maria, di epoca cinquecentesca. La facciata presenta un portale riccamente decorato con un fastigio curvilineo. L'edificio è inoltre sormontato da una grande cupola con lanterna, fiancheggiata da due piccoli campanili. L'interno è a pianta centrale e presenta cinque altari: quello maggiore dedicato al Patrocinio di Maria Vergine, il secondo a Santa Lucia, il terzo a San Trifone, il quarto a San Francesco di Paola mentre il quinto alle Anime Purganti.

Chiesa di San Benedetto (XVI secolo)[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Benedetto risale al XVI secolo ed è costituita da una facciata divisa in due piani: nel piano inferiore abbiamo un portale con fastigio curvilineo, nella parte superiore invece troviamo un finestrone con due nicchie ai suoi lati, nelle quali vi sono le statue di San Giovanni e San Benedetto. Il timpano culmina con una statua dell'Immacolata e ai lati con le statue di Santa Fara e Santa Scolastica. Nella chiesa è custodito il corpo di San Florenzo Martire, portato a Manduria nell'Ottocento.

Chiesa dell'Immacolata (XVII secolo)[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dell'Immacolata fu edificata presumibilmente nel Seicento a sostituzione della cappella della Madonna delle Grazie preesistente. La chiesa è in stile barocco e all'esterno presenta un portale con un fastigio con la statua dell'Immacolata. Interessante è poi l'interno con un altare barocco riccamente decorato, abbellito da altri tre altari laterali.

Parrocchia - Oratorio San Giovanni Bosco[modifica | modifica wikitesto]

La città di Manduria, ricca di secoli di storia, accolse I'arrivo dei primi salesiani Il 28 ottobre 1956. L'opera ebbe origine in seguito ad una convenzione fra I'arciprete Mons. Luigi Neglia e l'ispettore salesiano don Luigi Pilotto. Era ardente desiderio di mons. Neglia avere in Manduria una congregazione religiosa che si occupasse della gioventù. Egli stesso salesiano nel cuore aveva già realizzato le "Opere parrocchiali", un complesso di locali e di cortili nella zona storica della città.

Offrendosene l'occasione, nel desiderio di fare del bene alla sua gente, specialmente ai fanciulli e ai giovani e, trovando generosa corrispondenza in Giovanbattista Amò, Mons. Neglia fondò il "Villaggio del fanciullo", dedicato a San Gregorio Magno, Santo patrono di Manduria. Il primo lavoro dei salesiani fu I'avviamento dell'Oratorio che, in breve tempo, fu frequentato quotidianamente da molti ragazzi affascinati dalle novità dello stile salesiano. Intanto sorgevano anche due scuole di " arti e mestieri: quella di sartoria e quella al calzoleria; sorgeva pure l'internato per accogliere ragazzi inviati da vari Enti di Assistenza. Nel 1962 venne avanzata dalla Curia vescovile l'idea di affidare ai salesiani una nuova parrocchia in Manduria.

Due anni dopo nel 1964 ci fu solennemente l'erezione e l'inaugurazione della parrocchia "S. Giovanni Bosco" nel giorno della festa dell'Immacolata. Nello stesso anno giunsero le suore Figlie di Maria Ausiliatrice per prendersi cura dell'oratorio femminile e per fornire aiuto all'opera. In seguito, annesso all'Oratorio, fu costruito il salone-teatro che premise la realizzazione di vari spettacoli e manifestazioni. Col passare degli anni, la Casa di Manduria si rivelò adatta, data anche la vicinanza al mare, per colonie estive e campi scuola. Così, negli anni che vanno dal 1963 al 1969 essa vide radunarsi tra le sue mura tanti giovani provenienti dalle varie Case del lspettoria per partecipare ai corsi per "animatori di Oratorio" La colonia al mare si ripete fino al 1979, in seguito essa non ebbe più luogo, ma da allora, ogni anno, si sono svolti nella Piazza di San Pietro in Bevagna incontri per i giovani e giochi di animazione estiva. Intorno al 1973 iniziarono i lavori per una nuova chiesa parrocchiale, consacrata il 29 gennaio 1978 da S.E. Mons. Salvatore De Giorgi, Vescovo di Oria. La parrocchia "San Giovanni Bosco" è la più ampia e popolosa della città, dovendo offrire le sue cure pastorali a più di 10000 abitanti.

Il retroterra socioculturale in cui opera si presenta vasto e variegato da cui emergono anche casi di privazione economica e di emarginazione sociale situata in un vasto quartiere di periferia che ha avuto uno sviluppo edile veloce e precario. La popolazione in genere, pur vivendo una tradizione religiosa popolare, stenta a dialogare e a creare un clima di "comunità ecclesiale". Negli ultimi anni si è registrato un incremento demografico a causa dello sviluppo territoriale del quartiere, divenuto tra l'altro anche la piccola "città degli studi" di Manduria, ospitando la scuola elementare "Don Bosco", la suola media "Enrico Fermi", il liceo classico "Francesco De Sanctis", l'istituto tecnico commerciale e per geometri "Luigi Einaudi", la sezione di Manduria dell'Istituto professionale di Stato per l'agricoltura" e infine si sta ultimando la costruzione della nuova sede del Liceo scientifico. C'è un numero consistente di famiglie "a rischio" che vive di espedienti non sempre "legali". Nei riguardi dei ragazzi di queste famiglie si sta tentando un'opera di recupero educativo attraverso il doposcuola e le attività formative e ricreative del nostro oratorio.

Attività e servizio apostolico

L'opera che i salesiani hanno svolto nella città di Manduria sino a settembre 2012 si esprimeva fondamentalmente in due settori pastorali: la Parrocchia con la variegata pastorale degli adulti, la catechesi sacramentale e l'animazione delle tradizioni religiose popolari. L'oratorio-centro giovanile con il movimento di gruppi giovanili e le molteplici attività e iniziative giovanili.

Dal 2012 i Salesiani hanno lasciato Manduria e la parrocchia è stata affidata alla cura pastorale di sacerdoti diocesani. La comunità ha continuato il suo cammino conservando la ricchezza del carisma salesiano e rafforzando l'appartenenza alla Chiesa Diocesana, favorendo nuove prospettive pastorali, attraverso l'istituzione dei gruppi famiglia, un percorso di catechesi per genitori e ragazzi insieme, una maggiore unità nelle varie attività tra la comunità parrocchiale e l'oratorio, l'istituzione e l'affiliazione all'ANSPI, dell'oratorio A.S.D. Don Bosco con la riorganizzazione di tutti i settori sportivi (Calcio e Basket) e dei gruppi formativi per fasce di età, oltre a un gruppo di giovani animatori. Si sono valorizzate dal punto di vista spirituale e comunitario le feste di Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco ed è stata introdotta come espressione dell'impegno della parrocchia e dell'oratorio la "Notte del Villaggio", evento di spettacolo, musica, e arte. Dal mese di luglio 2014 l'intero complesso parrocchiale è passato di proprietà dell'Ente parrocchia San Giovanni Bosco - Diocesi di Oria.

Il 31 gennaio 2017, in occasione dei festeggiamenti in onore a San Giovanni Bosco, la chiesa che fu eretta fra il 1973 e il 1978 è stata definitivamente chiusa a causa delle sue pessime condizioni strutturali. Dopo appena 39 anni la struttura in cemento armato, insieme ai locali parrocchiali, verranno demoliti per dar posto ad un nuovo Plesso Parrocchiale.

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di sant'Antonio
  • Chiesa di San Michele Arcangelo (XVI secolo)
  • Chiesa di Sant'Antonio (XX secolo)
  • Chiesa della Purificazione
  • Chiesa dello Spirito Santo
  • Chiesa della Madonna del Rosario (XVIII secolo)
  • Chiesa di San Giuseppe
  • Chiesa di San Cosimo (XVIII secolo)
  • Chiesa di San Leonardo
  • Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli
  • Chiesa del Sacro Cuore (XIX secolo)
  • Chiesa della Madonna del Carmine
  • Chiesa di Santa Maria del Bagnolo (XIV secolo)
  • Chiesa di San Pietro Mandurino (VIII secolo)
  • Chiesa di San Pietro in Bevagna (XV secolo)
  • Chiesa e convento di San Francesco (XVII secolo)
  • Chiesa e convento di Santa Chiara (XIX secolo)

Il Calvario[modifica | modifica wikitesto]

È un monumento realizzato nella seconda metà del XIX secolo dal laico professor Giuseppe Renato Greco. Si tratta di una rappresentazione di alcune scene della Passione di Cristo, unica nel suo genere perché realizzata con un gran numero di conchiglie e cocci di ceramica di varie epoche e colori. Il Calvario si trova in via Maruggio 8.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Imperiali-Filotico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Palazzo Imperiali-Filotico.
Palazzo Imperiali-Filotico a Manduria

Sui ruderi del castello medievale fu concepita una nuova residenza principesca da don Michele III Imperiali, feudatario di Casalnuovo nel 1717 come elemento fondamentale di un importante piano di rinnovamento urbanistico della città. Il palazzo è concepito secondo lo schema classico della dimora urbana, a pianta quadrata e isolato sui quattro lati: per lo stile severo ed austero risultano evidenti le caratteristiche di unicità nel panorama del tardo barocco salentino, dal quale esso si discosta decisamente. Interessanti appaiono, invece, le analogie con esempi tardomanieristici romani a cavallo tra XVII e XVIII secolo. L'unica concessione al gusto rococò del tempo è costituita dalla lunga balconata in ferro lavorato "a petto d'oca".

Ex convento dei padri scolopi[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio in oggetto occupa uno dei lati della Piazza Giuseppe Garibaldi, piazza principale a pianta trianfolare della Città di Manduria. Originariamente esso era sorto come convento dei Padri Scolopi, con il nome di “Collegium Scholarum Piarum”, a seguito di una donazione del 1681 di un sacerdote di estrazione nobiliare, don Giacomo Antonio Carrozzo (1620-1682). Tale sacerdote, dopo una serie di colloqui con il provinciale di Napoli Tommaso Simone, decide di donare tutti i sui beni all’Ordine degli Scolopi, con la condizione per quest’ultimo di aprire un collegio di istruzione. I beni donati dal Carrozzo ammontano, tra mobili e stabili, a 10.000 ducati. A ricordo del benefattore Giacomo Antonio Carrozzo, i padri Scolopi fecero scolpire, su uno spigolo della facciata e sulla volta dell’androne del collegio, lo stemma della famiglia Carrozzo alias Contissa (ceppo generazionale Erchie (BR) e Galatone (LE)) rappresentato da un leone su due zampe che sorregge una spada, lo stesso nel mezzo delle due metà di una ruota da carro, il tutto al di sotto di tre stelle ad otto punte come è indicato nel Librone Magno. Il sito scelto per l’abitazione dei Padri è “il meglio della terra”, e non manca di un ampio giardino”abondante di acque perfettissime”. A seguito di alcune liti tra ordini religiosi, l’opera di costruzione fu ritardata di diversi anni. Il convento iniziato nel 1696, intervenendo su fabbricati preesistenti del donatore, terminò solo nel 1745, come si legge da una pietra incastonata tra le altre del portico che circonda il chiostro. La chiesa era terminata qualche anno prima (1741). Il progetto del complesso si deve a di Fratel Vito di S. Giovanni, operario degli Scolopi, ed i disegni originari sono ancora conservati nell’archivio generale delle Scuole Pie a S. Pantaleo (Roma). Il collegio rimase ai Padri Scolopi fino al 1818, per passare successivamente al Collegio delle Scuole Pie di Francavilla Fontana. Successivamente, a seguito del R.D. 7/7/1866 che stabiliva che tutti i beni degli enti religiosi soppressi passassero al demanio dello stato, la Città di Manduria se lo aggiudicò tramite asta pubblica nel 1878 per trasferirvi gli uffici comunali ed altri servizi pubblici, tra cui per un certo periodo le scuole maschili e femminili. Il convento fu inizialmente adattato al nuovo uso con un intervento su progetto dell’ing. Eugenio M. Schiavoni del 1879, conservato ancora nell’archivio comunale di Manduria. Un successivo intervento, realizzato su progetto dell’ingegnere comunale Ferdinando De Grassi nel 1882, riguardò la modifica dell’ingreso principale e la realizazione dello scalone monumentale che collega i due piani della fabbrica. Un ulteriore progetto fu redatto, a seguito del decesso del progettista originario, dall’ing. Nicola Schiavoni Tafuri, e successivamente probabilmente dal summenzionato ingegnere comunale, anche se non sono stati conservati documenti in proposito. Una ulteriore modifica importante da segnalare è soprattutto quella del fronte principale. Un ulteriore incarico tendente alla realizzazione della sala consigliare fu affidato dall’ing. Ignazio Bernardini nel 1889, non è noto se lo stesso è stato realizzato in toto o in parte. Nel 1895 il complesso divenne “Palatium Civitatis” con il riconoscimento al Comune di Manduria del titolo di Città il 14 febbraio 1895.

Altre architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Giannuzzi
  • Palazzo Bianchetti
  • Palazzo Imperiali-Filotico
  • Palazzo Cagnazzi (XIX secolo)
  • Palazzo Pasanisi (XIX secolo)
  • Palazzo Pasanisi-Gaetani (XIV e XVIII secolo)
  • Palazzo Dimitri (XVI secolo)
  • Palazzo Schiavoni (XIX secolo)
  • Palazzo Briganti (XVIII secolo)
  • Masseria Scorcola
  • Masseria Abate
  • Masseria Bagnolo
  • Masseria Campo dei Fiori
  • Masseria Filicchie
  • Masseria Marchese
  • Masseria Marina
  • Masseria Ponsignore
  • Masseria Scalella
  • Masseria Specchiarica
  • Masseria Surii
  • Masseria Le Fabbriche
  • Michele Colluto (sedicente maestro di vita, istituzione religiosa, chiesa mobile)
  • Mimino Motorino
  • La mamma del tuo amico

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Inoltre, sono presenti anche bunker costruiti durante la seconda guerra mondiale dai soldati italiani e tedeschi per avvistare eventuali sbarchi nemici

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Nell'area a nord-est della città (a ridosso della chiesa di Sant'Antonio) si trova il Parco archeologico delle Mura messapiche,[5] frutto di scavi che hanno portato alla luce la più grande necropoli messapica mai scoperta (circa 2.500 tombe),[6] assieme ad ampi tratti delle tre cerchie murarie (costruite con grandi blocchi di pietra incastrati tra di loro) che fortificavano la città in periodo messapico, il Fonte Pliniano e la chiesa di san Pietro Mandurino. Altra area di rilevante interesse archeologico è quella de "Li Castelli", abbandonata a sé stessa, tra Manduria e San Pietro in Bevagna.

Fonte Pliniano[modifica | modifica wikitesto]

Fonte Pliniano.jpg

Nell'area archeologica, immediatamente a sud del convento di Sant'Antonio, sorge il Fonte Pliniano. Risale quasi certamente all'epoca messapica ed è situato nei pressi dell'antico abitato (messapico anch'esso), a poca distanza dalle mura; prende il nome da Plinio il Vecchio, che descrisse il fonte nella sua Historia Naturalis. È una grande caverna naturale di 18 metri di diamentro e 8 metri d'altezza, accessibile da una scala a due rampe, con 20 gradini, scavata anticamente nella roccia. Nella volta si apre un lucernario quadrato, parzialmente costituito da grandi blocchi usati in periodo messapico; il punto da cui filtra la luce presenta un muro circolare di accurata fattura (rifacimento successivo di epoca imprecisata). Il fatto più sorprendente, però, è che proprio in quel punto vi mette le radici un mandorlo.[7] All'interno della grotta c'è una vasca, cinta anch'essa da un muro rotondo, dove tuttora scorre l'acqua proveniente dal fonte, dalla stessa sorgente sotterranea che Plinio descrisse con molto stupore: l'acqua, infatti, mantiene sempre costante il suo livello, anche quando veniva anticamente usata per ogni uso dai manduriani. Ciò avviene perché il pavimento della caverna è posto al livello della falda, e quindi l'acqua filtra attraverso la roccia e mantiene il livello inalterato. Il fonte pliniano fu usato dai Messapi come un luogo di culto, dedicato probabilmente ad una divinità delle acque.[8] Plinio il Vecchio (II, 226) afferma testualmente: in Sallentino iuxta oppidum Manduriam lacus, ad margines plenus, neque exhaustis aquis minuitur neque infusis augetur.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Boschi Cuturi e Rosamarina[modifica | modifica wikitesto]

Area naturale protetta (individuata il 1997), comprende macchia mediterranea. I boschi Cuturi e Rosamarina sono distese di querce miste a pini e a macchia mediterranea di mirto, mortella[non chiaro], lanterno[non chiaro], pero mandorlino (calaprico, pirascinu), corbezzolo. Tra le piante e i frutti eduli di prato e di macchia abbiamo: i corbezzoli, i mirti, i prugnoli, i sorbi, il ginepro ecc. Tra le erbe aromatiche: il finocchio selvatico, la menta, il timo, il rosmarino, la salvia, l'origano. Gli animali esistenti - nonostante le gravi alterazioni ambientali provocate dall'uomo - sono: il riccio, il rospo, la lepre, la volpe, la rana, la lucertola, il ramarro, l'orbettino, la donnola, il topo campagnolo, la mosca olearia. Tra gli uccelli troviamo: l'allodola, il tordo, il falco, il barbagianni, la civetta, l'anatra. Gli animali domestici sono ovini, caprini, bovini, suini, equini.

Duna costiera e Palude del Conte[modifica | modifica wikitesto]

Area Naturale Protetta (individuata nel 1997), comprende una zona umida retrodunale nella fascia costiera compresa nei comuni di Manduria, Avetrana e Porto Cesareo (Le).

Area Naturale Protetta Palude Del Conte

Saline e dune di Torre Colimena[modifica | modifica wikitesto]

salina dei monaci - area protetta

Area Naturale Protetta (individuata nel 1997), comprende la zona costiera con salina artificiale (Salina dei Monaci).

Torre Colimena[modifica | modifica wikitesto]

Località marina sorta attorno all'omonima torre di avvistamento. La zona costiera con dune e salina artificiale è stata individuata dal 1997 come Area naturale protetta.[9]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2014 nel territorio comunale si registravano 868[11] stranieri residenti (423 maschi e 445 femmine), pari circa al 2,75% della popolazione totale residente. La più grande comunità è di gran lunga quella rumena.

Si riportano le nazionalità più rappresentate:

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Il dialetto manduriano è una variante del salentino parlata esclusivamente nel territorio del comune di Manduria. È classificato come facente parte del dialetto salentino settentrionale e perciò è molto influenzato dal dialetto brindisino, ma ha anche notevoli affinità con il dialetto leccese.[12] Alcuni esempi dell'influenza leccese nel dialetto cittadino sono: la preferenza di b al posto di v (anche se questa tende proprio a non essere pronunciata), la trasformazione del gruppo -str- tipicamente brindisino al gruppo - sc-: noscia, nuesciu, musciari (mostrare), masciu/mesciu (maestro), ecc...

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti di Manduria, vengono da tempo denominati Manciacani (mangia cani), la più antica testimonianza di questa pratica è contenuta in un libro dello scrittore e viaggiatore britannico Henry Swinburne, che visitò la città tra il 1777 e il 1780[13]. Altro soprannome dato ai manduriani è Sona Campani cioè "suonatori di campane" per via delle molte chiese e quindi torri campanarie presenti in città, e Senza Filaru, letteralmente "senza filare di vigneto" in quanto molti dei contadini lavoravano le terre dei latifondisti e non proprie.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio e televisione[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede a Manduria, Rete Uno Network emittente delle province di Taranto e Brindisi. Dal 1987 la radio trasmette sui 92.100 MHz e in streaming. Ogni domenica l'emittente trasmette in diretta le radiocronache delle partite di calcio del Manduria Sport.[14]

Altra emittente radio manduriana è Radio Rama, la quale trasmette sui 96.5 MHz e 99.00 MHz ed in streaming live.[15]

Negli anni '70 un imprenditore di Manduria, Carmelo Quaranta, fondò qui una delle prime radio e televisioni libere d'Italia, RTM - Radio Tele Manduria[16],

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

I giornali locali più noti sono: La Voce di Manduria[17], Manduria Oggi[18], CiakSocial[19], Casalnuovo il Giornale di Manduria[20] e l'Accademia dei Culacchi[21] (Satira Locale).

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a numerosi gruppi di musica popolare salentina, da segnalare anche il gruppo dei Cantacunti, compagnia di cantastorie.[22]

Merita una citazione anche l'accademia culturale e musicale Artilibrio,[23] a cui afferiscono il rinomato Coro Polifonico "Alma Gaudia"[24] e il Piccolo Coro "La Banda di Bambù",[25] fondato nel 2004 e con all'attivo il disco "Una musica che fa.. (Rugginenti Editore, Milano, 2008).[26]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

"Fiera Pessima" (Fiera Campionaria Regionale)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Fiera Pessima.

La Fiera Pessima (giunta all'edizione n° 278) originariamente appartenente alla tradizione del comune limitrofo, Sava, è una fiera campionaria di carattere regionale che si svolge in città nel mese di marzo. Dal 1742, anno della sua regia istituzione, ha acquisito con il passare degli anni sempre maggiore importanza, tanto da esser diventato un evento che coinvolge l'intera Italia centro-meridionale, e da farla considerare la seconda fiera di maggior importanza dopo la Fiera del Levante. Tratta della produzione agroalimentare, di artigianato, di commercio, di tempo libero e di servizi, e nel corso degli anni ha assunto il carattere di fiera campionaria generale regionale, potendo contare sulla presenza di oltre 300 espositori provenienti da tutte le regioni dell'Italia centro-meridionale.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Quartieri Centro[modifica | modifica wikitesto]

  • Quartiere cittu-cittu(1.150) ab
  • Barci (4.346.ab)
  • Barco (3.892.ab)
  • S.Gemma ex Napoli piccolo (3.795.ab)
  • Giannuzzi (2.446.ab)
  • S.Antonio (4.564.ab)
  • Sice (2.867 ab. )
  • Campo Dei Fiori (1.893.ab)
  • La Creta (2.376.ab)
  • Zona Industriale
  • Zona Matera
  • Quartiere Don Bosco (circa 9000 ab.)

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le frazioni principali del comune di Manduria sono Uggiano Montefusco, Campo dei Messapi, San Pietro in Bevagna, Specchiarica e Torre Colimena.

Queste sono molto differenti tra di loro poiché mentre Uggiano Montefusco è una località di residenza, San Pietro in Bevagna e Torre Colimena sono delle località balneari, importanti per l'economia del comune.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Economia della Puglia.

L'economia di Manduria è basata per la maggior parte sull'agricoltura ed in particolare sulla produzione del vino Primitivo di Manduria DOP (Primitivo di Manduria DOC e Primitivo di Manduria dolce naturale DOCG) dell'olio DOP; Il Pomodorino di Manduria; Il Carosello di Manduria. Il Primitivo, prodotto solo in questa zona, famoso in tutta Italia, viene anche esportato in California, che, per il clima simile, produce del vino con caratteristiche molto vicine.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Collegamenti della Provincia di Taranto

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La città ha una stazione ferroviaria posta sulla linea Martina Franca - Lecce delle Ferrovie del Sud Est con collegamenti verso tutte le località servite dalla linea jonica e salentina.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

La città fino pochi anni dopo la seconda guerra mondiale disponeva di un vero e proprio aeroporto militare, utilizzato negli anni a seguire solo per esercitazioni. Nel 2011 lo Stato Italiano seleziona questa area come principale per allestire una tendopoli da destinare a Centro di Prima Accoglienza e Smistamento per i profughi Libici e Tunisini, sbarcati in gran numero a Lampedusa, poi trasferiti appunto dapprima a Manduria.

Adiacente la zona demaniale è presente dal 1984 l'aviosuperficie di Manduria denominata "Aerotre", scalo avioturistico, Aero Club federato e scuola di volo.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La Sogin (SITA) garantisce un servizio di trasporto pubblico urbano all'interno della città stessa per tutti i quartieri. Inoltre garantisce il collegamento della città con altre città di notevole importanza, quali la capitale Roma, ma anche Torino e Firenze.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La locale squadra di calcio è l'Unione Giovanile Manduria Sport.L'altra squadra calcistica è l'ASD Don Bosco Manduria.

Entrambe le società calcistiche attualmente militano nel campionato regionale di I categoria.[senza fonte]

Basket[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti anche quattro società di basket,

  • la Società Vis Nova Messapica Basket Manduria, che attualmente vanta solo un settore giovanile,
  • l'ASD Real Basket Manduria una società in ascesa, composta dalla sola prima squadra che da quest'anno milita nel campionato di promozione pugliese,
  • la "DOGS Basket Manduria" una società di recente costituzione, nata dalla volontà di alcuni ragazzi. Nata nel 2016, partecipa al suo primo anno nel campionato Open CSI della provincia di Taranto classificandosi al secondo posto.
  • l'ASD Thunderstruck Manduria nata nel 2015, ha partecipato a due campionati CSI e dal 2017 parteciperà al cmpionato SENIOR ACSI.[senza fonte]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Stadio comunale "Nino Dimitri"[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio comunale "Nino Dimitri" è stato inaugurato il 10 giugno 2001 ed intitolato alla memoria dell'omonimo presidente. Lo stadio può ospitare 1000 spettatori ed è strutturato in: Tribuna centrale ovest, Tribuna laterale, Gradinata scoperta, Parterre, Gradinata est, Tribuna stampa. L'impianto è utilizzato dalle due società calcistiche locali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Diodoro, XVI, 63.
  4. ^ Tito Livio "Dalla fondazione di Roma", libro XXVII, cap. 15
  5. ^ Sito del Parco archeologico di Manduria, su parcoarcheologico-manduria.it. URL consultato il 9 giugno 2010.
  6. ^ Parco dei Messapi: infestato da erbacce e senza indicazioni. Ora rischia la chiusura, in Corriere della Sera. URL consultato il 9 giugno 2010.
  7. ^ L'albero si trova sul fonte da molti secoli, e la sua sopravvivenza sulle rocce, così come anche il costante livello delle acque del fonte, sono un mistero.
  8. ^ Taranto turismo, su tarantoturismo.it.
  9. ^ Aree naturali della provincia di Taranto Archiviato il 28 settembre 2013 in Internet Archive.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ demo.istat.it, http://demo.istat.it/str2014/index.html.
  12. ^ Pietro Brunetti, Vocabolario essenziale, pratico e illustrato del dialetto manduriano, Manduria, Barbieri editore, 2002 ISBN 88-86187-81-5
  13. ^ (EN) Henry Swinburne, Travels in the Two Sicilies ...: In the Years 1777, 1778, 1779, and 1780, vol. 2, Londra, J. Nichols, 1790, pp. 36-40.
  14. ^ Rete Uno Network Archiviato il 12 marzo 2014 in Internet Archive.
  15. ^ Radio Rama Archiviato il 28 luglio 2014 in Internet Archive.
  16. ^ Chi siamo | RTM web, in RTM web. URL consultato il 14 novembre 2016.
  17. ^ Sito ufficiale de "La Voce di Manduria", su lavocedimanduria.it.
  18. ^ Sito ufficiale di "Manduria Oggi", su manduriaoggi.it.
  19. ^ (IT) News, su Ciaksocial.com. URL consultato il 12 luglio 2018.
  20. ^ Sito ufficiale di "Casalnuovo, il giornale di Manduria", su casalnuovoilgiornale.it.
  21. ^ Sito ufficiale della "Accademia dei Culacchi", su accademiadeiculacchi.blogspot.it.
  22. ^ Canzoni contro la guerra - Cantacunti, su www.antiwarsongs.org. URL consultato il 14 novembre 2016.
  23. ^ https://www.facebook.com/ArtilibrioManduria?fref=ts
  24. ^ https://www.facebook.com/almagaudia
  25. ^ https://www.facebook.com/labanda.dibambu?fref=ts
  26. ^ Alessandra Rovati, Rugginenti Editore | Una musica che fa..., su www.rugginenti.it. URL consultato il 14 novembre 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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