Vaso

Un vaso è un contenitore aperto, usato per liquidi, solidi, o a scopo decorativo per fiori ecc. Può essere fatto con molti materiali, come la terracotta, la porcellana, la ceramica, il metallo, il legno, il vetro e la plastica.
La fabbricazione e decorazione di vasi è anche una forma d'arte, sviluppatasi storicamente in aree come la Grecia antica o la Cina imperiale, ne è esempio il meiping.
Tipi
[modifica | modifica wikitesto]Antichi
Contenitori per liquidi
Stoccaggio
Contenitori per solidi
- Urna funeraria, recipiente per le ceneri del defunto dopo la cremazione.
- Vaso di terracotta, a forma di tronco di cono rovesciato o di parallelepipedo rettangolare, forato alla base e predisposto ad essere riempito di terriccio, in cui si coltivano piante o fiori a scopo ornamentale.
Altri utilizzi
- Vaso risonante, progettato per migliorare l'acustica in alcuni tipi di edifici.
Vasellame
[modifica | modifica wikitesto]Con il termine vasellame vengono indicate le varie tipologie di vasi ma anche di altri recipienti di un certo valore, in particolare quelli fabbricati in vetro, cristallo, ceramica, terracotta o con metalli pregiati come l'oro e l'argento. Vengono considerati vasellame soprattutto i recipienti da usare in cucina, che oltre ai vasi comprendono anfore, bottiglie, bicchieri, piatti, vassoi, tazze, ecc., ma anche recipienti da utilizzare a fini decorativi.[1]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Europa
[modifica | modifica wikitesto]La storia del vaso in Europa è strettamente legata allo sviluppo delle civiltà, dell’arte e della vita quotidiana. Fin dalla preistoria, il vaso non è stato soltanto un oggetto decorativo, ma uno strumento fondamentale per conservare cibo, acqua e altri beni essenziali.
I primi vasi compaiono nel Neolitico, quando l’uomo diventa sedentario e inizia a praticare l’agricoltura. In questo periodo nascono i primi recipienti in argilla modellati a mano e poi cotti nel fuoco. Erano oggetti semplici, spesso decorati con incisioni geometriche. La loro funzione era soprattutto pratica: conservare cereali, liquidi e cibi[2].
Nell’antica Grecia il vaso diventa una vera e propria forma d’arte. I ceramisti greci sviluppano tecniche raffinate come la pittura a figure nere e a figure rosse. I vasi greci non erano solo contenitori, ma raccontavano storie mitologiche, scene di vita quotidiana e momenti sportivi[3].
Tra le forme più importanti ci sono:
- l’anfora, usata per trasportare vino e olio;
- il cratere, per mescolare vino e acqua;
- la kylix, coppa per bere.
In questo periodo il vaso assume anche un valore simbolico e culturale.
Con l’Impero romano la produzione diventa più industriale. I Romani perfezionano il tornio e producono grandi quantità di ceramica, diffondendola in tutta Europa. Molto famosa è la “terra sigillata”, una ceramica fine di colore rosso lucido decorata con motivi in rilievo[4].
Nel Medioevo la produzione di ceramica continua, anche se con decorazioni più semplici rispetto all’antichità. Si sviluppano nuove tecniche come la smaltatura, che rende i vasi impermeabili e più resistenti. In diverse zone d’Europa nascono tradizioni locali, con stili e colori differenti[5].
Nel Rinascimento, soprattutto in Italia, nasce la maiolica: una ceramica smaltata e dipinta con colori vivaci. Città come Deruta e Urbino diventano famose per le loro produzioni artistiche. I vasi tornano a essere oggetti di grande valore estetico e decorativo[6]. La ceramica di Faenza è una tipologia di maiolica italiana prodotta tradizionalmente nella città di Faenza. I vasai faentini, nel corso dei secoli, perfezionarono due importanti tecniche di rivestimento dei manufatti: la smaltatura per immersione e l’ingobbiatura, grazie alle quali le superfici divennero più impermeabili e decorate. Parallelamente, si diffusero anche le tecniche di invetriatura, che costituirono un passaggio intermedio tra le antiche ceramiche grezze e la più raffinata maiolica rinascimentale.[7][8].
Tra il Seicento e il Settecento si diffonde in Europa la porcellana, ispirata ai modelli cinesi. Paesi come la Germania e la Francia sviluppano importanti manifatture. Con la rivoluzione industriale la produzione diventa sempre più ampia e accessibile[9].

Nel Novecento il vaso entra anche nel design moderno: artisti e designer lo reinterpretano come oggetto artistico e scultura[9].
Asia
[modifica | modifica wikitesto]La storia del vaso in Asia è una delle più antiche e raffinate al mondo. In questo continente la ceramica non è stata solo un oggetto utile per la vita quotidiana, ma anche un’espressione artistica e spirituale. Dalla preistoria fino all’età moderna, l’Asia ha sviluppato tecniche innovative che hanno influenzato tutto il mondo.
Antica Cina
[modifica | modifica wikitesto]La Cina è considerata la patria della porcellana. Già nelle culture neolitiche, come quella di Yangshao, si producevano vasi decorati con motivi geometrici[10].
Durante la dinastia Tang si diffondono ceramiche colorate chiamate “sancai” (tre colori). Con la dinastia Ming la porcellana raggiunge il massimo sfarzo, soprattutto con i famosi vasi bianchi e blu decorati con motivi floreali e draghi[11].
La porcellana cinese veniva esportata in tutto il mondo, influenzando profondamente l’arte europea[11].
Giappone
[modifica | modifica wikitesto]La cultura Jōmon, risalente a migliaia di anni fa, produceva vasi con decorazioni a corda[12].
Nel periodo medievale si sviluppano ceramiche legate alla cerimonia del tè, come il Raku, caratterizzate da forme semplici e naturali. Dal Seicento, con le porcellane di Arita e Imari, il Giappone diventa un importante esportatore verso l’Europa[12]. Il vaso non è solo oggetto decorativo, ma anche simbolo di armonia e semplicità, secondo l’estetica zen.
Corea
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La Corea è famosa per il celadon della dinastia Goryeo, una ceramica dal caratteristico colore verde-giada. I vasi coreani sono eleganti, sobri e raffinati[13].
Durante la dinastia Joseon si diffonde la porcellana bianca, molto apprezzata per la sua purezza e semplicità, come i celebri “vasi lunari”[13].
India[14][15]
[modifica | modifica wikitesto]Una delle prime grandi civiltà indiane è la civilta della valle dell'Indo (circa 2600–1900 a.C.). Nelle città di Harappa e Mohenjo-daro sono stati trovati molti vasi in terracotta.
Questi vasi erano spesso di colore rosso con decorazioni nere: motivi geometrici, animali e piante. Erano usati per conservare cereali, acqua e altri alimenti. La loro produzione era già molto avanzata e dimostra un alto livello tecnico.
Nel periodo vedico (dal 1500 a.C. circa) la ceramica continua a svilupparsi. Si diffondono diversi stili, come la “cultura della ceramica grigia dipinta” e la “cultura della ceramica nera lucidata settentrionale”, una ceramica nera lucida molto raffinata.
Il vaso assume anche un forte significato religioso. Un esempio importante è il kalasha, un vaso sacro usato ancora oggi nei rituali indù, simbolo di prosperità e vita[16].
Durante il periodo dei sultanati e poi dell’Impero Moghul, arrivano nuove tecniche dall’Asia centrale e dalla Persia, come la smaltatura e l’uso del blu intenso. Sotto l’Impero Moghul, la ceramica diventa più decorativa, con motivi floreali e geometrici. Famosa è la ceramica blu di Jaipur, ancora oggi prodotta.
In India la tradizione del vaso in terracotta è rimasta viva nei villaggi. Oggetti come la matka (vaso per l’acqua) sono ancora oggi utilizzati nella vita quotidiana[17].
Con il periodo coloniale britannico arrivano nuove influenze industriali, ma la produzione artigianale continuò a essere portata avanti. Oggi la ceramica indiana unisce tradizione e design moderno.
Asia occidentale e il Medio Oriente
[modifica | modifica wikitesto]Nel Medio Oriente, specialmente in Persia e nel mondo islamico, si sviluppano tecniche innovative come la ceramica a lustro, che crea riflessi metallici. Le decorazioni includono motivi geometrici, floreali e calligrafici. Queste ceramiche hanno influenzato sia l’Europa medievale sia le produzioni del Rinascimento[18].
Africa
[modifica | modifica wikitesto]Le prime ceramiche africane risalgono a migliaia di anni fa, soprattutto nelle regioni del Sahara e dell’Africa occidentale. Le popolazioni modellavano l’argilla a mano, senza tornio, e decoravano i vasi con incisioni geometriche[19].
Un esempio importante è la cultura di Nok, in Nigeria, famosa per le sue terracotte. Anche se conosciuta soprattutto per le sculture, questa cultura produceva oggetti in argilla già molto sviluppati.

Nell’antico Egitto la ceramica aveva un ruolo fondamentale nella vita quotidiana e nei riti funerari. I vasi servivano per conservare cibo, vino, oli e profumi. Molto famosi sono i vasi canopi, usati per conservare gli organi durante la mummificazione. I vasi egizi erano spesso decorati e avevano forme funzionali[20][21].
In molte società dell’Africa subsahariana, la produzione di vasi era affidata soprattutto alle donne. Le tecniche erano tramandate di generazione in generazione. I vasi servivano per cucinare, conservare acqua e birra di miglio, ma anche per cerimonie religiose e rituali. Ogni popolo sviluppava uno stile proprio, con decorazioni simboliche che rappresentavano la comunità e la natura[19].
Nel Nord Africa, con l’arrivo dell’Islam, si sviluppano ceramiche smaltate e decorate con motivi geometrici e floreali. Paesi come Marocco e Tunisia diventano famosi per la produzione di vasi colorati e raffinati. Queste ceramiche mostrano l’incontro tra tradizioni africane e influenze mediterranee e mediorientali[22].
Oggi la ceramica africana continua a essere una forma di artigianato e arte. Molti artisti contemporanei reinterpretano le forme tradizionali, unendo tecniche antiche e design moderno[23].
Americhe
[modifica | modifica wikitesto]America Latina
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Le prime ceramiche compaiono in America centrale e Meridionale già migliaia di anni fa. In Ecuador, la cultura di Valdivia produceva vasi decorati molto antichi. Anche nelle regioni del Nord America, come tra gli Anasazi, si svilupparono ceramiche con motivi geometrici. Questi vasi erano modellati a mano e cotti in forni semplici. Servivano per cucinare, conservare cibo e per rituali[24].
Le grandi civiltà mesoamericane, come i Maya e gli Aztechi, produssero vasi molto decorati. I Maya realizzavano vasi policromi dipinti con scene mitologiche e scritte geroglifiche. Gli Aztechi producevano ceramiche sia per uso quotidiano sia per cerimonie religiose. In queste culture, il vaso era spesso legato ai riti sacri e alle offerte agli dèi[25][26].
Nell’America del Sud si distinguono civiltà come i Moche e gli Inca.
I Moche sono famosi per i loro “vasi-ritratto”, che rappresentavano volti umani con grande realismo. Gli Inca producevano l’ariballo, un grande vaso usato per conservare e trasportare liquidi, spesso decorato con motivi geometrici[27].
Anche la civiltà Nazca realizzava ceramiche molto colorate e dettagliate.
Nord America
[modifica | modifica wikitesto]Nel Nord America, diverse popolazioni native svilupparono tradizioni ceramiche proprie. Le decorazioni erano spesso geometriche e simboliche. I vasi servivano per cucinare, conservare mais e acqua, ma anche per scopi rituali e funerari[25].
Con l’arrivo degli europei nel XV e XVI secolo, le tecniche cambiarono: vennero introdotti il tornio e nuove forme decorative. Tuttavia, molte tradizioni indigene sono sopravvissute e continuano ancora oggi.
Oceania
[modifica | modifica wikitesto]Polinesia e Micronesia
[modifica | modifica wikitesto]Una delle prime grandi tradizioni ceramiche dell’Oceania è quella della cultura Lapita, sviluppatasi circa 3.000 anni fa nelle isole del Pacifico. I vasi Lapita erano decorati con motivi geometrici impressi con piccoli strumenti dentati. Questa ceramica è molto importante perché aiuta gli archeologi a ricostruire le migrazioni dei popoli nel Pacifico. I vasi venivano usati per cucinare e conservare il cibo, ma avevano anche un significato sociale[28][29][30].
In alcune zone della Melanesia, come Papua Nuova Guinea e Fiji, la tradizione della ceramica è continuata nel tempo. I vasi venivano modellati a mano, senza tornio, e cotti in fuochi all’aperto. Spesso la produzione era affidata alle donne e le tecniche venivano tramandate di generazione in generazione. In molte isole della Polinesia e della Micronesia la ceramica era meno diffusa. Le popolazioni utilizzavano soprattutto contenitori in legno, pietra o gusci di cocco[31][32].
Australia
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Nell’Australia, le popolazioni aborigene tradizionalmente non svilupparono una produzione ceramica diffusa. Utilizzavano invece contenitori in legno o corteccia, come il “coolamon”, per trasportare cibo e acqua[33].
Con l’arrivo degli europei nel XVIII e XIX secolo, in Oceania si diffusero nuove tecniche e materiali. Oggi molti artisti del Pacifico recuperano le tradizioni antiche, unendole al design moderno[34].
Nuova Zelanda[31]
[modifica | modifica wikitesto]I primi abitanti della Nuova Zelanda furono i māori, popolazione polinesiana arrivata intorno al XIII secolo. Nella cultura māori non si sviluppò una vera tradizione ceramica, perché nelle isole mancavano argille adatte e forni adeguati.
Al posto dei vasi in terracotta, i māori utilizzavano contenitori in legno intagliato, pietra o zucche svuotate (chiamate hue). Questi oggetti erano usati per conservare cibo, acqua e strumenti, e spesso avevano decorazioni simboliche[35].
Con l’arrivo degli europei nel XVIII e XIX secolo, soprattutto dopo le esplorazioni di James Cook, si introdusse la produzione di ceramica secondo le tecniche occidentali. I coloni britannici iniziarono a produrre vasi, piatti e oggetti domestici in terracotta e porcellana. In questo periodo nacquero le prime manifatture locali.
Nel XX secolo si sviluppò in Nuova Zelanda un importante movimento di “studio pottery”, cioè ceramica artistica prodotta da singoli artisti. Molti ceramisti hanno unito tecniche europee con motivi e simboli della cultura māori[36].
Oggi la ceramica neozelandese fonde tradizione indigena e influenze occidentali.
Russia
[modifica | modifica wikitesto]Già nella Preistoria, tra il IV e il II millennio a.C., le popolazioni del territorio russo producevano vasi in argilla modellata a mano e cotti in fuoco aperto.
Le culture neolitiche, come la cultura di Cucuteni-Trypillia (oggi Ucraina e Russia meridionale), realizzavano ceramiche decorate con motivi geometrici e linee incise. I vasi servivano per cucinare, conservare cereali e liquidi, ma avevano anche significato rituale.
Con l’era della Rus’ di Kiev e le prime città medievali, la produzione di ceramica si sviluppò nelle città e nei villaggi. I vasi erano in gran parte utilitari: pentole, brocche e recipienti per l’acqua. Le decorazioni erano semplici, spesso incise o dipinte con motivi geometrici[37].
Nel periodo medievale, città come Velikij Novgorod e Pskov iniziarono a produrre ceramiche più raffinate, influenzate dai commerci con il Baltico e la Persia.
Dal XVII secolo in poi, in Russia si svilupparono importanti centri di ceramica artistica[38]:
- La porcellana di Lomonosov, fondata nel 1744 a San Pietroburgo, divenne famosa per la qualità e le decorazioni dipinte a mano.
- La Gžel', una regione vicino a Mosca, produsse ceramiche smaltate bianche e blu, diventate simbolo della tradizione russa.
I vasi non erano più solo strumenti pratici, ma veri oggetti artistici e simboli di prestigio.
Artisti contemporanei reinterpretano le forme classiche di Gžel', Lomonosov e altre tradizioni locali, creando vasi che sono allo stesso tempo oggetti d’arte e funzionali.
Mitologia
[modifica | modifica wikitesto]Nella mitologia greca fu importante il Vaso di Pandora.
Cultura di massa
[modifica | modifica wikitesto]Nei racconti fantasy o nelle leggende, un vaso può contenere geni, spiriti o oggetti misteriosi, come nelle storie ispirate al folklore. Spesso vengono utilizzati nei colpi di scena comici o drammatici, come quando un vaso cade e si rompe, segnando tensione o disastro domestico. Alcuni film e serie d’animazione usano il vaso come elemento narrativo, ad esempio vasi magici, contenitori di segreti o reliquie[39][40].
Galleria d'immagini
[modifica | modifica wikitesto]- Vaso cinese del XII/XIII secolo (dinastia Song meridionale).
- Vaso di marmo, arte romana del I secolo.
- Vaso in bronzo giapponese di fine Ottocento.
- Urna funeraria Maya del VI/IX secolo, raffigurante il dio del sole Kinich Ahau.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Vasellame, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato l'8 luglio 2017.
- ↑ STORIA UNIVERSALE - IL PERIODO NEOLITICO, su www.storiologia.it. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- ↑ Jeffrey M. Internet Archive, The art and culture of early Greece, 1100-480 B.C., Ithaca : Cornell University Press, 1985, ISBN 978-0-8014-1767-2. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- ↑ Ceramica del Neolitico (PDF), su cultura.gob.es.
- ↑ (EN) Sarah Lee, The Art of European Ceramics, su www.numberanalytics.com. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- ↑ European Earthenware, su Google Arts & Culture. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- ↑ Gaetano Ballardini, La ceramica di Faenza, Faenza, Edit Faenza, 1938.
- ↑ Faïence - Significato ed etimologia - Vocabolario, su Treccani. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- 1 2 inforestauro, Storia della Ceramica, su www.inforestauro.org, 30 novembre 1999. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- ↑ A Brief History of Chinese Ceramics | A Guide to Ceramics | The Museum of Oriental Ceramics,Osaka, su www.moco.or.jp. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- 1 2 Chinese ceramics, su intotravelchina.com. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- 1 2 (EN) Sarah Lee, Unveiling Asian Ceramics Heritage, su www.numberanalytics.com. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- 1 2 (EN) The Enduring Soul of Asia: A Journey Through Handcrafted Masterpieces, su Oriental Artisan. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- ↑ L'archeologia del subcontinente indiano. dal neolitico all'eta del bronzo: la civilta della valle dell'indo - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- ↑ Meraviglie d'arte dell'India, su www.salentoacolory.it, 14 novembre 2015. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Tsebum (Kalasha, Vase of Immortality) - National Museum of Asian Art, su National Museum of Asian Art. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Matka Vase – Mary Pots, su marypots.com. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- ↑ The Origins of Lustreware: Recapping Over Ten Centuries of Aesthetic Pottery | Driehaus Museum, su driehausmuseum.org. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- 1 2 (EN) Katarina Radinovic Andric, Ceramics, su mau.museumofafricanart.org. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Jeffrey Hays, Ancient Egyptian Ceramics: Potters, Clay, Manufacturing, Kilns | Middle East And North Africa — Facts and Details, su africame.factsanddetails.com. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Canopic Jars, su Egypt Tours Portal, 8 settembre 2019. URL consultato il 17 febbraio 2026.
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- ↑ Akila Djellid, Trinitat Pradell e Elena Salinas, An early example of glaze technology diffusion in North Africa: The Islamic workshop of Tahert (central Maghreb, Algeria), in Journal of Archaeological Science: Reports, vol. 52, 1º dicembre 2023, pp. 104252, DOI:10.1016/j.jasrep.2023.104252. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- ↑ La Ceramica Di Valdivia E La Sua Antica Cultura - Ceramicartis, su ceramicartis.com, 8 marzo 2024. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- 1 2 American Indian pottery, su britannica.com.
- ↑ Zidar, Charles; Elisens, Wayne (June 2009). "Sacred Giants: Depiction of Bombacoideae on Maya Ceramics in Mexico, Guatemala, and Belize". Economic Botany. 63 (2): 119–129., su ui.adsabs.harvard.edu.
- ↑ Moche, su britannica.com.
- ↑ (EN) Jennifer Wagelie, Lapita Pottery (ca. 1500–500 B.C.) - The Metropolitan Museum of Art, su www.metmuseum.org, 1º ottobre 2002. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Lapita pottery | Pacific migrations | Te Ara Encyclopedia of New Zealand, su teara.govt.nz. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- ↑ (EN) UNESCO World Heritage Centre, Lapita Pottery Archaeological Sites (A National Serial Site for consideration as the Kingdom of Tonga’s contribution to a transnational serial site listing), su UNESCO World Heritage Centre. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- 1 2 (EN) Karen Brown e Michal Yadlin, AUSTRALIA and the PACIFIC, 12 agosto 2024. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- ↑ Poterie lapita (PDF), su horizon.documentation.ird.fr.
- ↑ (EN) How a piece of pottery found on a beach stroll led to a discovery that could make us rethink First Nations history, in ABC News, 9 aprile 2024. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Discovery of pottery rewrites Aboriginal history, su www.jcu.edu.au, 11 aprile 2024. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- ↑ Igniting the hue: A treasured taonga's comeback, su www.thepost.co.nz. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Directory of New Zealand Studio Potters and Community Pottery Studios | Ceramics New Zealand Directory, su directory.ceramicsnz.org. URL consultato il 17 febbraio 2026.
- ↑ The Pottery from Medieval Novgorod and its Region – 2006, Edizione inglese di Clive Orton (Autore)
- ↑ Ross, M. C. (1968). Russian porcelains: the Gardner, Iusupov, Batenin... and Kuznetsov factories: the collections of Marjorie Merriweather Post, Hillwood, Washington, DC. University of Oklahoma Press.
- ↑ (1955) The Arabian Nights Entertainments, New York: Heritage Press
- ↑ Nexus Arcanum, La bottiglia della strega: fonti e significati, su Nexus Arcanum, 29 ottobre 2019. URL consultato il 17 febbraio 2026.
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