Lucera

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Lucera
comune
Lucera – Stemma
Lucera – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Apulia.svg Puglia
ProvinciaProvincia di Foggia-Stemma.svg Foggia
Amministrazione
SindacoGiuseppe Pitta (Lista civica) dal 5-10-2020
Territorio
Coordinate41°30′N 15°20′E / 41.5°N 15.333333°E41.5; 15.333333 (Lucera)
Altitudine219 m s.l.m.
Superficie339,79 km²
Abitanti31 227[3] (31-5-2022)
Densità91,9 ab./km²
Frazionivedi elenco frazioni
Comuni confinantiAlberona, Biccari, Castelnuovo della Daunia, Foggia, Pietramontecorvino, San Severo, Torremaggiore, Troia, Volturino
Altre informazioni
Cod. postale71036
Prefisso0881
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT071028
Cod. catastaleE716
TargaFG
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[4]
Cl. climaticazona D, 1 473 GG[5]
Nome abitantilucerini
Patronosanta Maria, san Francesco Antonio Fasani e san Rocco di Montpellier
Giorno festivo16 agosto, 29 novembre
Soprannomechiave di Puglia[1].
MottoS.P.Q.L.[2]
(Senatus PopulusQue Lucerinus)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lucera
Lucera
Lucera – Mappa
Posizione del comune di Lucera nella provincia di Foggia
Sito istituzionale

Lucera (AFI: /luˈʧɛra/[6], Luciörë in dialetto lucerino, Lucérë nel locale italiano regionale[7]) è un comune italiano[8] di 31 227 abitanti[3] della provincia di Foggia in Puglia.

In virtù della sua posizione geografica di rilevante interesse Lucera fu storicamente contesa tra le varie popolazioni dominanti, a partire dall'epoca romana e per tutto il medioevo. Nota per la sua fortezza svevo-angioina (detto la "chiave di Puglia", soprannome poi passato all'intera città) e il suo anfiteatro augusteo (fra i più antichi dell'Italia meridionale[9]), sede vescovile almeno dal V secolo, fu capoluogo della provincia di Capitanata e del contado di Molise dal 1584 al 1806[10].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il nord del Tavoliere delle Puglie visto da viale Castello a Lucera

Il territorio ha una superficie di 339,79 km² ed è distribuito su un'altitudine compresa tra i 56 m e i 345 m s.l.m.[11] formata da tre colli. Il primo si estende dal castello sino alle vecchie mura della città ed è chiamato "Monte Albano" per l'argilla bianca lì rinvenuta. Il secondo, ove sorge il convento del Salvatore dei PP. Minori Riformati è denominato "Monte Belvedere", mentre il terzo deve il nome di "Monte Sacro" alla presenza nel passato dei templi dedicati a Minerva, Cerere e ad altre divinità.

Secondo la classificazione sismica la città è in zona 2 (sismicità media), come stabilito dall'ordinanza PCM n. 3274 del 20 marzo 2003[12].

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Ai piedi dei colli cittadini scorrono i torrenti Salsola e Vulgano, entrambi confluenti nel Candelaro. Più a sud, alla confluenza tra i torrenti Lorenzo e Celone, è presente un invaso artificiale (realizzato nel 1990).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La città è caratterizzata da un clima mediterraneo, con lunghe estati calde caratterizzate da forti escursioni termiche diurne ed inverni miti, anche se per la sua vicinanza ai Subappennini la temperatura scende anche a valori inferiori a 0 °C, temperatura esterna minima di progetto della città. I venti sono abbastanza frequenti e, seppure talvolta piuttosto forti, sono mediamente moderati.

La temperatura media annua si aggira attorno ai 15 °C e le precipitazioni si attestano ad un valore medio di 497 mm/anno. Sono rare, ma non mancano, le precipitazioni nevose[13].

Dal punto di vista legislativo il comune di Lucera ricade nella fascia climatica D[14] in quanto i gradi giorno della città sono 1473, dunque il limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 12 ore giornaliere dal 1º novembre al 15 aprile.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo "Lucera" ha origini incerte, visti i molteplici nomi con cui il borgo è chiamato nelle fonti storiche. L'appellativo della città potrebbe derivare dal nome della tribù serviana dei Luceres, anche se secondo alcuni sarebbe da ricondurre alla dea Lucina che fu venerata in città[15].

Un altro studio suffraga l'ipotesi che uno degli appellativi con cui la città era conosciuta nel Medioevo provenga dalle colline su cui poggia la città. Esse infatti erano coperte di un bosco, sacro agli dei; nel primitivo linguaggio etrusco “bosco sacro” era detto luk-eri (luk in latino è lucus, eri significa "sacer, sacro"). Dall'etrusco Lukeri si arriva così a Luceria. Tuttavia, non è da escludere che il nome Lucera derivi dal greco leuka eria che significa “lana bianca”, perché anche i poeti latini Orazio e Marziale lodarono Lucera per la rinomata lana delle sue greggi e per i suoi pascoli, così come non si può escludere che Lucera derivi dal praenomen Lucius di Dauno, re eponimo dei Dauni, o più genericamente dalla parola latina lucem (da lux che significa luce), alla quale anche le precedenti ipotesi sono comunque etimologicamente connesse[15].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia di Lucera.

Le prime testimonianze di vita nell'area della città sono state individuate sul Monte Albano, dove sono state rinvenute tracce di alcuni villaggi neolitici del III millennio a.C.

Considerata un'antica città dei Dauni, in età repubblicana venne contesa tra i Sanniti e i Romani. Questi ultimi la trasformarono in colonia di diritto latino e, a partire dall'età imperiale, la città assunse un ruolo di primaria importanza con la sua monumentalizzazione e istituzioni di edifici pubblici.

Quando l'Impero romano decadde, la contesa si spostò tra i longobardi e i bizantini. L'imperatore bizantino Costante II nel 663 prese la città e pare che venne quasi completamente distrutta.

Dopo la conquista normanna ebbe diversi feudatari ma giocò un ruolo marginale rispetto al passato. Questa situazione si capovolse all'avvento degli svevi, in particolare con l'imperatore Federico II, che decise di insediarvi i musulmani ribelli della Sicilia. La città assunse fattezze arabe, con una moschea, libertà di culto e commercio. La colonia islamica prosperò fino al 1300 quando Carlo II d'Angiò decise di depopoloare la città e ripopolarla con cristiani, rinominandola Città di Santa Maria.

Il dominio angioino portò con sé la riformulazione del terraggio, l'istituzione del capitolo Cattedrale e la ripresa della vita cristiana nella città.

Nel Quattrocento per pochi decenni la città divenne sede della Regia dogana della mena delle pecore di Puglia ma, a partire dalla fine del secolo successivo, fu stabilmente sede della Regia Udienza, con a capo il preside (governatore) provinciale. Sotto il dominio napoleonico Lucera iniziò però a perdere la sua centralità amministrativa, superata dall'attuale capoluogo di provincia, Foggia. Perse infatti la titolarità di sede del capoluogo nel 1806.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma della città di Lucera, concesso con D.C.G. del 6 settembre 1935,[16] ha la seguente blasonatura:[8]

«d'azzurro al leone passante al naturale su una campagna di verde tenente nella branca anteriore destra una banderuola con l'effige della Vergine Assunta avente nelle braccia Gesù Bambino, sormontato da una fascia di argento con la sigla S.P.Q.L.»

mentre il gonfalone civico, anche questo concesso con il decreto del 1935, ha la seguente descrizione:[8]

«drappo di colore azzurro, riccamente ornato di ricami d’oro e caricato dello stemma sopra descritto con l’iscrizione centrata in oro Città di Lucera»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Basilica cattedrale di Santa Maria Assunta[modifica | modifica wikitesto]

Il duomo della città in stile gotico-angioino, costruito a partire dal 1302 e voluto da Carlo II d'Angiò dopo lo sterminio della colonia saracena.

Basilica santuario di San Francesco Antonio Fasani[modifica | modifica wikitesto]

Costruzione riconducibile al XIV secolo, considerata uno dei principali luoghi di culto cattolico della città nonché Monumento Testimone di una Cultura di Pace.

Chiesa del Santissimo Salvatore[modifica | modifica wikitesto]

Costruita all'inizio del XV secolo ha annesso un convento oggi sede della Biblioteca e Pinacoteca Comunale.

Chiesa di San Domenico[modifica | modifica wikitesto]

Orignariamente costruita nel XIV secolo ora visibile in forma barocca. Ha custodito fino al 1812 le spoglie del Beato Agostino Kazotic, vescovo di Lucera dal 1322 al 1323. L'annesso monastero è oggi la sede della locale Stazione dei Carabinieri. Al suo interno è possibile visitare la cella dove la tradizione vuole che il beato pregasse.

Chiesa di Sant'Antonio Abate[modifica | modifica wikitesto]

Costruita nel XIV secolo, di particolare interesse per la sua cupola con maioliche.

Chiesa di San Leonardo[modifica | modifica wikitesto]

Costruita nel XIV secolo e, con annesso convento, ha subìto una lunga serie di modifiche durante gli anni.

Chiesa di Santa Lucia[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente costruita nel XIV secolo, fu riedificata completamente nel XVI secolo.

Chiesa di Santa Caterina[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa con annesso ex convento furono costruiti tra il XIV e il XV secolo.

Chiesa del Carmine[modifica | modifica wikitesto]

Costruita nel 1753 dai frati carmelitani e in stile barocco si staglia nell'omonima piazza.

Chiesa di San Giacomo Maggiore[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente medievale, venne abbattuta e ricostruita diverse volte fino a quando, in accordo con la famiglia Curato, fu definitivamente sistemata nell'omonima piazza a partire dal 1900[17]. Custodisce la statua lignea della cosiddetta "Madonna della Vittoria" risalente al XIV secolo.

Chiesa di San Giovanni Battista[modifica | modifica wikitesto]

Risalente al 1558 attualmente presenta caratteri dello stile barocco. Custodisce la statua lignea della cosiddetta "Madonna della Misericordia" risalente al XIV secolo.

Chiesa di San Bartolomeo[modifica | modifica wikitesto]

Costruita per volere di Giovanni Pipino da Barletta subito dopo lo sterminio della colonia saracena del 1300 attualmente presenta caratteri dello stile barocco. L'annesso convento è stato riconvertito nell'attuale Convitto Nazionale "Ruggiero Bonghi".

Chiesa di Santa Maria della Pietà[modifica | modifica wikitesto]

Costruta nel XV secolo e ampliata nel secolo successivo, comprendeva anche l'adiacente convento oggi struttura statale.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Cavalli

Il centro di Lucera è ricco di palazzi, costruiti soprattutto nei secoli XVII e XVIII come dimore private delle maggiori famiglie della città; gli stili architettonici rappresentati nel centro cittadino sono molti, dal neogotico, al barocco all'eclettico sino al liberty e al razionalismo del dopoguerra. La storia degli edifici civili lucerini si estende fino ai giorni nostri, comprendendo le numerose architetture moderne caratterizzanti le zone di più innovativa concezione del territorio cittadino[18].

Fra i palazzi pubblici, infatti, vanno ricordati solo l'antico Palazzo Mozzagrugno, esempio di stile neoclassico, restaurato nel 1831, sede del municipio e del Teatro Garibaldi, affiancato da una piccola piazzetta, dove sorge la casa della serva di Dio Rosa Lamparelli.

Maggiore importanza avevano le dimore private, fra le quali vanno ricordati Palazzo Gifuni, Palazzo Lombardo, Palazzo Cavalli e Palazzo De Nicastri. Interi quartieri, come quello intorno a piazza San Giacomo, sono composti di palazzi nobiliari, ad esempio palazzo Curato e il più antico palazzo Ramamondi e la sua torretta saracena. Piazza della Repubblica, con i suoi palazzi e il suo tessuto urbanistico, ricorda invece la Lucera dell'ottocento[18].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Come tutte le antiche città guerriere, Lucera, fin dai tempi romani era cinta di solide mura, con porte di accesso munite di saracinesche, più volte abbattute durante i vari assedi. Per difendere la città, Roberto d'Angiò, denominato il saggio, su richiesta degli abitanti cinse la città con nuove solide mura. L'opera deperì col passare del tempo, fino a quando gli avanzi furono completamente rimossi dall'Amministrazione municipale a partire dal 1853[19].

Oltre ad alcuni tratti delle antiche mura, restano a ricordare le uniche porte cittadine della cinta medievale giunte sino a noi, ovvero la monumentale Porta Troia, prospiciente l'antica città dauna Ecana (Troia), simile a quella contemporanea eretta a Sulmona, con l'arco a sesto acuto e la facciata a grosse bugne rettangolari, e Porta Foggia. Nel settecento le porte della città erano ben cinque: oltre alle attuali Porta Troia e Porta Foggia a sud e a sud-ovest, vi era Porta Albana (o di Sant'Antonio Abate), a nord-ovest, che conduceva ai colli Albano e Belvedere, la porta San Giacomo e ad est la Porta San Severo, che guardava verso la città di San Severo, a nord di Lucera[20][21].

Fortezza svevo-angioina[modifica | modifica wikitesto]

L'architettura militare più imponente è la fortezza svevo-angioina, un castello risalente al XIII secolo, di età federiciana e angioina. Ad oggi l'intera area costituisce zona archeologica. Sono infatti visibili tracce di epoche diverse: capanne neolitiche, ruderi del periodo romano, paleocristiano, svevo e angioino.

Anfiteatro Romano Augusteo[modifica | modifica wikitesto]

Numerosi sono i luoghi di cultura presenti a Lucera tra cui spicca l'anfiteatro[22], un monumento di epoca romana situato nella periferia est della città. Risale all'età augustea ed è fra i più antichi dell'Italia meridionale.[23] Per le sue notevoli dimensioni, risulta essere la più importante testimonianza romana di tutta la Puglia, nonché più antico del Colosseo di Roma (Anfiteatro Flavio)[24].

È straordinariamente conservato, realizzato per un pubblico numeroso, con una capienza tra i 16.000 e i 18.000 spettatori.[25]

Vie e piazze[modifica | modifica wikitesto]

Sono diverse le piazze e le vie di Lucera che hanno rilevanza storica, architettonica, sociale o commerciale. Tra le più celebri piazze cittadine, vi sono piazza del Duomo (cuore della città dove sorge la cattedrale), piazza Tribunali (conosciuta anche come piazza San Francesco, in cui sorge il palazzo di giustizia e la basilica santuario di San Francesco Antonio Fasani), piazza Nocelli, piazza della Repubblica (antica piazza Mercato, ora zona pedonale), piazza del Carmine (con la sua fontana), piazza San Giacomo, piazza Guglielmo Oberdan, piazza Salandra, piazza San Matteo (luogo del mercato ortofrutticolo giornaliero), piazza Bruno.

Dove si aprono e dove si aprivano le porte cittadine, sorgono altrettante piazza: piazza del Popolo (Porta Troia), piazza di Vagno (Porta Foggia), piazza Martiri di Via Fani (Porta San Severo) e piazza Giacomo Matteotti (porta Sant'Antonio Abate).

Per quanto riguarda le vie, sono degne di nota Via Federico II e via Bovio (le quali quanto collegano la Villa Comunale con Piazza del Duomo), Via Gramsci, corso Manfredi, corso Giuseppe Garibaldi, Via IV Novembre, Via San Domenico, via San Francesco, Via Schiavone, Via Amendola.

E le vie strette e caratteristiche: via Zunica, via Carpentieri, via d'Auria, via Lombardi, Via de' Nicastri (dove è sito il Museo Civico), via Torretta (dove sorge la casa natale di San Francesco Antonio Fasani), via Amicarelli e l'adiacente vico Ciacianella, vicolo più stretto di Lucera.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

La presenza di siti archeologici che raccontano la Lucera romana è di grande rilievo, soprattutto considerando la varietà dei resti che sono venuti alla luce nel corso dei secoli. I bronzetti antropomorfi e zoomorfi, rinvenuti nel 1800 sulla collina della fortezza, sono pertinenti a un carrello cultuale, attribuibile a un contesto funerario che ha restituito altri elementi del corredo, databile VII secolo a.C. I corredi delle tombe a grotticella scoperte vicino alla fortezza, provano la forte ellenizzazione del centro. L’area urbana della colonia latina venne definita con la costruzione della cinta muraria in blocchi di arenaria. La stipe votiva rinvenuta sul colle del Belvedere, ricca di ex voto e frammenti fittili di decorazione architettonica e frontonale, si riferisce a un santuario urbano, identificabile con quello di Atena Iliàs noto dalle fonti, impiantato dopo la fondazione coloniale su un luogo di culto daunio degli inizi del IV sec. a.C.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti (migliaia)[26]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2019 gli stranieri residenti a Lucera con regolare permesso di soggiorno (dati ISTAT) assommavano a 1 272, pari al 3,45% della popolazione comunale[27]. Le dieci nazionalità più rappresentate al 31 dicembre 2019 erano:

  1. Romania, 393
  2. Albania, 131
  3. Marocco, 124
  4. Nigeria, 114
  5. Bulgaria, 64
  6. Polonia, 63
  7. Cina, 46
  8. Ghana, 33
  9. Ucraina, 25
  10. India, 23

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Festa patronale[modifica | modifica wikitesto]

Piazza del Duomo al rientro della processione del 16 agosto

La festa di Santa Maria Patrona, in dialetto lucerino "i fist d'agust", è la festa patronale in onore della patrona principale della città e della diocesi di Lucera-Troia, che si svolge annualmente il 14-15-16 agosto[28]. Alla Vergine sono associati in alcuni dei festeggiamenti san Francesco Antonio Fasani e san Rocco, compatroni della città. I festeggiamenti si ricollegano alla ripresa del culto della Vergine dopo la conquista della città e la distruzione della colonia saracena a opera degli angioino. Ad aprire la processione sono sempre le parrocchie, seguite dalle associazioni religiose e le confraternite, il clero e la miracolosa icona della Patrona; chiudono l'amministrazione comunale e la banda musicale. Suggestivo è l'arrivo dell'icona a Porta Foggia, dove anticamente si svolgeva la preghiera per i campi[28].

Festa di san Francesco Antonio Fasani[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: San Francesco Antonio Fasani.

La memoria liturgica del Santo è il 29 novembre, anniversario della dipartita, nonché festa compatronale di Lucera. Inoltre, la città ricorda il suo Santo in altre due ricorrenze: il 6 agosto (nascita) e 21 settembre (ordinazione sacerdotale).

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Dialetto lucerino.
Dove è parlato il lucerino

«Món ‘a pròt o calcagn e èsc u sangh p’u nas
(Scaglia la pietra per colpire il tallone, ma gli esce il sangue dal naso)»

([29])

Il dialetto lucerino, parlato nella città di Lucera e in alcune frazioni limitrofe, è classificato tra i dialetti pugliesi settentrionali che appartengono al gruppo dei dialetti italiani meridionali. Di probabile derivazione greco-latina, ha affinità con l'arabo, il francese, lo spagnolo e il tedesco[30].

È una variante di lingua napoletana; si differenzia dal dialetto foggiano e dagli altri parlati del Tavoliere, dal dialetto garganico e dai dialetto apulo-barese, con i quali presenta delle affinità[7][31].

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La confessione più diffusa a Lucera è il cattolicesimo. La città è sede della diocesi di Lucera-Troia, che comprende 19 comuni. La diocesi, suffraganea dell'arcidiocesi di Foggia-Bovino, nacque nel 1986 dall'unificazione delle diocesi di Troia e Lucera, entrambe di antica origine. Accanto a Santa Maria Patrona e ai due compatroni, San Rocco di Montpellier e San Francesco Antonio Fasani, Lucera vanta una serie di santi protettori: San Basso di Lucera, San Pardo, Beato Giovanni, San Marco di Eca, Beato Agostino Casotti, Sant'Antonio di Padova, San Ludovico d'Angiò, San Vincenzo Ferreri, San Pasquale Baylon, Sant'Alfonso Maria de' Liguori, San Gerardo Maiella, San Giuseppe, San Pietro e San Paolo, raffigurati sulle formelle della balaustra della Basilica Cattedrale, datata al 1906, assieme a quella raffigurante la Patrona[32].

Papa Giovanni Paolo II la visitò il 25 maggio 1987, per venerare il corpo di San Francesco Antonio Fasani, da lui canonizzato l'anno precedente, e per rendere omaggio all'icona angioina di Santa Maria, definendola "città della luce e della voce"[33].

Le minoranze religiose praticano il culto in forma privata, essendo prive di strutture di culto o di organizzazioni territoriali, con le eccezioni dei Testimoni di Geova e dell'Assemblea cristiana evangelica, quest'ultima appartenente all'Assemblee di Dio in Italia.

La città di Lucera, fin dai tempi dei saraceni di Federico II, è inoltre legata alla cultura religiosa orientale, anche se oggi mancano edifici di culto musulmano, nonostante nel 1200 la città fosse piena di moschee, distrutte con l'arrivo degli angioini e mai più ricostruite.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca Comunale “Ruggero Bonghi” con sede presso l'ex Convento del SS. Salvatore in Piazza Beato Giovanni Vici.
  • Biblioteca Diocesana con sede presso il Seminario Vescovile in via Blanch.
  • Archivio di Stato di Lucera con sede in Via dei Saraceni.
  • Archivio Notarile Distrettuale con sede in Via San Domenico.
  • Biblioteca del Centro regionale servizi educativi e culturali (CRSEC) con sede in Viale Raffaello.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Hanno sede a Lucera numerose scuole di ogni ordine e grado, di cui 16 dell'infanzia, 8 primarie e 3 secondarie di primo grado; le scuole secondarie di secondo grado si dividono in 5 licei (1 artistico, 1 classico, 1 scientifico, 1 linguistico, 1 delle scienze umane), 2 istituti tecnici (1 a indirizzo economico e 1 a indirizzo tecnologico), 2 istituti professionali (dell'industria e dell'artigianato)[34].

Università[modifica | modifica wikitesto]

Già sede universitaria di chirurgia, diritto e procedure penali, Lucera col passare del secoli perse tutte le cattedre. Dal 2001 al 2008 è stata sede distaccata dell'Università degli Studi di Foggia, grazie l'attivazione della Facoltà di Beni Culturali, presso il Convitto Nazionale. Perdendo anche questa cattedra, ora a Lucera resta solo la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali, presso gli Orfanotrofi Riuniti.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo di Archeologia Urbana "Giuseppe Fiorelli"[modifica | modifica wikitesto]

Busto di Proserpina, o Venere (metà II sec. a.C.)

Il museo di archeologia urbana "Giuseppe Fiorelli" (MAU) si trova all'interno di Palazzo de Nicastri-Cavalli, nel centro della città. Fondato e inaugurato nel 1905 come museo civico, custodisce reperti che vanno dalla Preistoria al Medioevo. Inoltre è possibile ammirare le sale del palazzo nobiliare, vincolato dal Ministero per i beni culturali e ambientali con decreto del 23 agosto 1984, come "esempio notevole di dimora signorile settecentesca in Lucera"[35].

Al suo interno è esposta la "Stipe votiva del Salvatore", rinvenuta sul colle Belvedere, dove si presume fosse il tempio dedicato ad Atena[36].

Museo Diocesano di Lucera[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Vescovile (XVIII secolo), sede del Museo Diocesano

Il Museo diocesano di Lucera ha sede nel Palazzo Vescovile, in piazza Duomo, ed è stato inaugurato nel 1999. La collezione museale è composta da cimeli di diverso tipo (sculture, pitture, paramenti sacri e liturgici) fra i quali spiccano: la statua in pietra policroma della Madonna della Melagrana (secolo XIV), un trittico con al centro una lastra raffigurante la Madonna delle Stelle (secolo XIV), la statua del compatrono San Francesco Antonio Fasani e del suo Bambinello, attribuite a Giacomo Colombo, il camice di lino, la stola e il cappello del Beato Agostino Kasotic (XIV secolo), due oli su tavola del XVI secolo: la Deposizione di Francesco da Torremaggiore del 1515 e la Madonna della Grazie di Carlo Tolentino (detto il Tartaglia) del 1565, la tela San Martino che dona il mantello al povero, attribuito al fiammingo Gaspar Hovic, tre opere del pittore lucerino Giuseppe Ar, una pisside in diaspro sanguigno rosso del XIII secolo, un dittico in lamine d'argento dorato del XIV secolo, dell'antica oreficeria della città di Sulmona, e le chiavi e le corone dell'icona di Santa Maria Patrona di Lucera. A ciò si aggiunge l'arredamento dei saloni (secoli XVIII-XX).

Mosaici di San Giusto[modifica | modifica wikitesto]

Inaugurato il 9 dicembre 2018, il polo museale, realizzato nell'orto dell'ex convento del Santissimo Salvatore, espone i mosaici paleocristiani rivenuti a Borgo San Giusto, pavimento della chiesa A del complesso di V secolo, ritrovati durante i lavori per la realizzazione dell'omonima diga e successivamente portati alla luce durante quattro campagne di scavo svoltesi tra il 1995 e il 1999, dirette da Giuliano Volpe, ex rettore dell'Università degli Studi di Foggia.

Pinacoteca Comunale[modifica | modifica wikitesto]

La Pinacoteca Comunale è allestita all'interno dell'ex convento del SS. Salvatore. Conserva le opere di importanti artisti contemporanei locali: Giuseppe Ar, Emanuele Cavalli e Umberto Onorato. Due sale sono inoltre allestite con opere di artisti della Scuola di Posillipo: Anton Sminck van Pitloo, Giacinto Gigante, Filippo Palizzi, ecc.

Gallerie d'arte[modifica | modifica wikitesto]

  • Galleria Gagliardi
  • Galleria Valeno

Media[modifica | modifica wikitesto]

Hanno sede a Lucera SundayRadio e RadioEuropa, oltre all'emittente televisiva Telecattolica. Vi si stampano i periodici Il Centro, Il Meridiano e Il Sentiero.

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

Teatro Garibaldi[modifica | modifica wikitesto]

In pieno centro sorge il Teatro Giuseppe Garibaldi, principale teatro della città di Lucera, nonché il quarto teatro all'italiana della Puglia dopo il Petruzzelli di Bari il Politeama Greco di Lecce e il Teatro Verdi di Brindisi.

In principio intitolato alla regina delle Due Sicilie Maria Teresa Isabella di Borbone[37] è sorto nel 1837 su progetto dell'architetto e ingegnere Luigi Oberty (1790-1874) ed è stato inaugurato la sera del 7 giugno 1838 con le rappresentazioni Lucia di Lammermoor, Donizetti e La sonnambula di Bellini[37]. Situato all'interno di palazzo Mozzagrugno, sede centrale del comune, in corso Garibaldi 76, nel 1903, a seguito di lavori di ampliamento, venne ribattezzato quale gemello in miniatura del Teatro Petruzzelli di Bari[38]. Nel 1977 venne approvato il progetto di recupero della struttura, i lavori furono completati nel 2005. Il teatro è stato nuovamente inaugurato nel marzo 2005 e nel 2006 è stata organizzata la prima stagione di prosa. Il teatro, che può ospitare 697 spettatori[39], ha una sala a forma semicircolare con due ordini di palchi e una galleria.

Cinema teatro dell'Opera[modifica | modifica wikitesto]

Il Teatro dell'Opera di Lucera nasce all'interno dell'Opera San Giuseppe, nel quartiere di Porta Croce, nelle vicinanze della fortezza svevo-angioina. Affidata ai padri giuseppini del Murialdo nel 1922 e in particolare al servo di Dio Angelo Ferracina, l'opera venne inaugurata il 19 marzo 1959 e al nascente teatro, con una capienza di oltre 600 posti, fu dato il nome di Sala ricreativa cinematografica san Giuseppe[40]. A causa dell'identificazione di sala della parrocchia di Cristo Re e data la presenza delle altre sale cinematografiche della città (il Politeama, il cinema Lepore e il cinema Roma), numerose furono le difficoltà alla sua gestione. Alla fine degli anni ottanta, però, con la chiusura di tutte le sale cittadine, la Sala ricreativa cinematografica san Giuseppe si ritrova ad essere l'unico teatro/sala cinematografica di Lucera. Nel 1991 la sala viene ristrutturata completamente e viene ribattezzata come Cinema teatro dell'opera, con capienza di 428 posti, divisi fra platea e galleria. Nel 2007 la gestione della struttura viene affidata ad un'associazione culturale mentre nel 2008 vi è un'innovativa ristrutturazione alle strutture del palcoscenico, che riesce a rendere il teatro dell'Opera una realtà accessibile anche a compagnie professioniste a livello nazionale. Da allora periodicamente vengono organizzare delle stagioni teatrali.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La cucina cittadina in generale si basa sui tre prodotti agricoli principali della regione cioè il grano, l'olio e il vino. È arricchita anche da ortaggi e frutta, abbondanti nell'agricoltura locale, e dalla produzione del pane e delle paste alimentari casalinghe: orecchiette, cavatelli, lasagne, troccoli e fusilli (ossia maccheroni arrotolati)[49].

Con la pasta fatta in casa si preparano anche panzerotti ripieni di ricotta, pomodoro, mozzarella o salsiccia piccante, pettole, pizze rustiche, focacce, taralli e gli scagliozzi, ossia fette di polenta fritta, preparate e vendute per le strade della città[50].

Condimenti sovrani sono l'olio d'oliva e l'aglio. Ottime sono le minestre di verdure e quelle a base di pane (pancotto), ceci, fave con cicorie, cavoli, sedani e finocchi che compaiono in tavola anche da soli con olio e aceto.

I piatti di carne sono per lo più a base di agnello, maiale (capocolli e salsicce varie, soprattutto condite con peperoncino), coniglio e cacciagione[51].

Come in molte parti del Mediterraneo, il vino accompagna i pasti lucerini. La tipica bevanda alcolica è il Cacc'e Mmitte, un vino DOC (denominazione attribuita nel 1975) la cui produzione è consentita nella zona compresa tra le pendici del Subappennino dauno e l'alto Tavoliere, nei territori dei comuni di Lucera, Biccari e Troia[52].

Primi piatti[modifica | modifica wikitesto]

Il primo piatto tipico sono i Cicatelli, accompagnate da verdure spontanee, in particolare con la rucola che cresce all'interno delle mura della fortezza svevo-angioina[53].

Altri primi piatti:

  • Orecchiette al ragù di carne; condite da un sugo di involtini: un piatto tipico dei pranzi domenicali lucerini[54].
  • Troccoli al ragù[55];

Secondi piatti[modifica | modifica wikitesto]

I secondi piatti della tradizione lucerina sono:

  • Fagiolini con patate e pomodoro, tipico piatto della cucina estiva lucerina, proposto come contorno o come piatto unico, può essere abbinato anche alla pasta[56]
  • Anguilla arrosto, è destinata tipicamente al consumo natalizio, generalmente preparata arrosto per gli esemplari più grandi, in umido, o anche fritta per gli esemplari più piccoli. Gli avanzi vengono di solito riciclati il giorno successivo dopo averli marinati in aceto aromatizzato con origano, alloro, aglio e pepe. Al di fuori della tradizione natalizia si preferisce la preparazione alla brace che, permettendo la colatura del grasso in eccesso, garantisce una digeribilità più elevata[57]
  • Brasciole, involtini di carne di dimensioni medio-grandi (10–15 cm), preparati con fettine di cavallo (o di vitello, contravvenendo alla ricetta tradizionale) ripiene di lardo e pecorino. È un piatto tipico del pranzo domenicale, tradizionalmente associate ai pezzetti di cavallo al sugo e alla classica pasta fatta in casa (orecchiette e maccheroni)[53]
  • Torcinello, formato da budella d'agnello ripiene di animelle d'agnello. Solitamente, si consuma cotto sui carboni, ma a volte viene mangiato anche al ragù[58]
  • Baccalà, cucinato in bianco o col pomodoro, variante pastellato e fritto uno dei pezzi del tradizionale fritto misto[59].

Dolci[modifica | modifica wikitesto]

I dolci tipici sono:

  • i Chiacchiere (dolce fritto con zucchero a velo), periodo carnevale[53];
  • a Farrate (pizza farrata), periodo feste pasquali[60];
  • u Pizze Palumme (ciambellone ricoperto di glassa al limone), periodo feste pasquali[61];
  • i Cicce Cutte (grano tenero e chicchi di melagrana con mosto cotto, cioccolato fondente e noci), periodo inizio novembre, in concomitanza della commemorazione dei defunti[62];
  • i Crùstele (pastafrolla fritta con miele bianco o mosto cotto a forma di corona), periodo feste natalizie[60];
  • i Ménel atterrat (mandorle tostate e poi passate nel cioccolato fondente), periodo feste natalizie[61];
  • i Pupurate (dolce speziati al cioccolato e mosto cotto, solitamente di forma romboidale), periodo feste natalizie[53];
  • Taralli al vino bianco, periodo tutto l'anno[63].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Corteo storico e Torneo delle Chiavi[modifica | modifica wikitesto]

Il corteo storico di Lucera è una manifestazione storico-folkloristica che si tiene a Lucera dal 1983 nell'agosto di ogni anno, e che si ispira liberamente alle vicende storiche del periodo di Carlo II d'Angiò e della fondazione della Civitas Sanctae Mariae sulle rovine della Luceria Saracenorum[64].

Altre manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Festival della letteratura mediterranea, organizzato dall'Associazione Culturale “Mediterraneo è Cultura” sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica, si svolge nel mese di settembre. La manifestazione è ambientata nelle piazze del centro storico e nei cortili dei palazzi nobiliari della città. L'evento consiste in incontri con scrittori molto noti del panorama letterario del bacino mediterraneo[65].

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Cartello posto all'ingresso di Lucera, provenendo da Foggia

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

La città è suddivisa in cinque macro aree chiamate "zone": Zona nord, Zona sud, Zona ovest, Zona est e Zona centro.

Quartieri Zona
Cappuccini - Ospedale - Porta San Severo - San Matteo - Santa Lucia - Terme Romane - Torretta Zona nord
167 CEP - Ferrovia - Mura - Pezza del Lago - Porta Troja Zona sud
Porta Croce - San Francesco Zona ovest
Anfiteatro - Lucera Due - Lucera Tre - Porta Foggia - San Giacomo - San Giovanni - Santa Caterina Zona est
Carmine - Carpentieri - Cassella - Convitto - Duomo - Piazza Mercato - San Domenico - San Leonardo Zona centro

Frazioni e località simili[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è suddiviso in 25 frazioni, qui di seguito elencate;

  • Borgo San Giusto
  • Centragallo
  • Fattoria Cavalli
  • La Marchesa
  • La Motticella
  • Masseria Casanova
  • Masseria De Palma
  • Masseria Di Giovine
  • Masseria Ferula
  • Mezzana Grande
  • Mezzanelle
  • Masseria Monaco
  • Montaratro
  • Masseria Parisa
  • Masseria Petraiolo
  • Masseria Schiavone
  • Scorciabove
  • Masseria Villano
  • Melandro
  • Palmori
  • Ponte di Troja
  • Posta Santa Lucia
  • Reggente
  • Vigna Nocelli
  • Villa Napolitano

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Mappa che raffigura la posizione geografica di Lucera

La città è servita dalla Strada statale 692, già nuova strada ANAS 2 Tangenziale Ovest di Lucera (NSA 2), il cui percorso si snoda nel territorio comunale. Rappresenta una variante al passaggio per il centro abitato di Lucera per tutto il traffico proveniente dal Molise (ovest) e diretto nella zona di San Severo e del Gargano (nord), e viceversa.

Per Lucera passano inoltre diverse strade statali e provinciali:

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Le due principali stazioni ferroviarie sono:

Oltre alle stazioni più importanti, sono presenti nella città le stazioni di Lucera Don Bosco, Lucera Vaccarella e Lucera Piazza del Popolo, quest'ultima in disuso.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Lucera Airfield[modifica | modifica wikitesto]

Il Lucera Airfield ripreso dall'alto durante la guerra

costruito alla fine del 1943 dagli americani[67], situato a circa 13 km a nord-ovest di Foggia, con una pista di volo, una torre di controllo in acciaio, strutture per il personale e per il ricovero degli apparecchi[67].

L’aeroporto diventò operativo dal febbraio del 1944 e da esso prendevano il volo i Boeing B-17 Flying Fortress[67], conosciuti anche come Fortezze volanti, aerei quadrimotore della classe dei bombardieri pesanti. Dall'aeroporto durante il conflitto mondiale partirono missioni d’appoggio alle forze impegnate ad Anzio e Cassino, azioni di appoggio all’esercito Russo impegnato nei Balcani e successivamente le unità stanziate a Lucera supportarono l’avanzata degli alleati nella pianura padana con bombardamenti strategici su vie di comunicazione e centri di comando tedeschi. Negli ultimi mesi di attività la base aerea lucerina ospitò i North American P-51 Mustang[67], del 332º Gruppo Caccia denominato "Tuskegee Airmen", una squadriglia di volo composta integralmente da piloti afroamericani[67].

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il trasporto pubblico urbano è organizzato su 6 linee di autobus ed è operato da mezzi della ditta Lucera Service s.c.a.r.l., la quale serve oltre la città, le frazioni vicine[68].

I collegamenti interurbani sono gestiti da tre imprese di trasporto (Ferrovie del Gargano, Marino Autolinee e SITA).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
20 marzo 1989 9 giugno 1992 Giuseppe Melillo Democrazia Cristiana Sindaco [69]
11 settembre 1992 28 marzo 1993 Salvatore Tropea Comm. pref. [69]
28 marzo 1993 31 marzo 1994 Antonio Di Matto Partito Socialista Italiano Sindaco [69]
20 giugno 1994 5 dicembre 1994 Agostino Ricucci Comm. pref. [69]
31 dicembre 1994 30 novembre 1998 Giovanni Anniballi Sindaco [69]
30 novembre 1998 29 ottobre 2001 Domenico Bonghi Sinistra Sindaco [69]
29 novembre 2001 11 giugno 2002 Vincenzo Madonna Comm. pref. [69]
11 giugno 2002 11 giugno 2007 Giuseppe Labbate centro destra Sindaco [69]
11 giugno 2007 17 ottobre 2008 Vincenzo Morlacco lista civica Sindaco [69]
7 novembre 2008 8 giugno 2009 Michele Di Bari Comm. pref. [69]
8 giugno 2009 27 giugno 2014 Pasquale Dotoli centro destra Sindaco [69]
27 giugno 2014 13 giugno 2019 Antonio Tutolo lista civica: Lista Tutolo Sindaco [69]
13 giugno 2019 26 luglio 2020 Antonio Tutolo lista civica: Lista Tutolo Sindaco [69]
26 luglio 2020 5 ottobre 2020 Ernesto Liguori Comm. pref. [69]
5 ottobre 2020 in carica Giuseppe Pitta lista civica: Lista Tutolo Sindaco [69]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune hanno sede la società di calcio Unione Sportiva Lucera Calcio, fondata nel 1928 militante nel campionato di Promozione Pugliese,la squadra di pallavolo A.s.d. Volleyball Lucera, militante nel campionato di serie C e la Sveva Pallacanestro Lucera militante nel campionato di Serie C Gold.

Lucera ha ospitato il Giro di Puglia, inoltre il comune è stato sede di partenza o arrivo del Giro d'Italia in diverse occasioni: nel 2001, fu sede di arrivo della 2ª tappa proveniente da Fossacesia, il giorno seguente Lucera fu la partenza della 3ª tappa verso Potenza, mentre nel 2010 fu sede di partenza dell'11ª tappa diretta a L'Aquila, intitolata Tappa del Cuore per il suo arrivo nella città colpita dal terremoto del 6 aprile 2009.[75][76]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stadio Comunale, ristrutturato nel 2017. Vi disputa le partite interne la squadra di calcio locale, il Lucera.
  • Palasport Comunale;
  • Tensostruttura “Mauro Abate”;
  • Tiro a segno nazionale Lucera.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ comune.lucera.fg.it, http://www.comune.lucera.fg.it/lucera/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idtesto/30. URL consultato il 15 maggio 2018.
  2. ^ Storia, su laprovinciadifoggia.it. URL consultato l'8 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2016).
  3. ^ a b Bilancio demografico anno 2022 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  4. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  5. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  6. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana, su dipionline.it. URL consultato il 20 maggio 2013.
  7. ^ a b Dionisio Morlacco, Dizionario del dialetto di Lucera, Lucera, 2015, p. 401.
    «Lucére, np. Lucera; Lucére pe Llucére, Lucera per Lucera (si diceva alla posta, spedendo la corrispondenza nella stessa città)…»
  8. ^ a b c Statuto comunale su comune.lucera.fg.it (PDF), su comune.lucera.fg.it. URL consultato il 17-09-2013 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
  9. ^ museionline.info, http://www.museionline.info/tipologie-museo/anfiteatro-romano-di-lucera. URL consultato il 25 febbraio 2019.
  10. ^ laprovinciadifoggia.it, https://www.laprovinciadifoggia.it/in-provincia/comuni/subappennino-dauno-nord/lucera.html. URL consultato il 15 maggio 2018.
  11. ^ Lucera: clima e dati geografici, su comuni-italiani.it. URL consultato il 23 agosto 2020.
  12. ^ Gli effetti dell'introduzione di una nuova mappa di pericolosità sulla valutazione del rischio sismico in Italia (PDF), su earth-prints.org. URL consultato l'8 maggio 2014 (archiviato dall'url originale l'8 maggio 2014).
  13. ^ Lucera: clima e dati geografici, su it.climate-data.org. URL consultato il 23 agosto 2020.
  14. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani, su confedilizia.it. URL consultato il 25 marzo 2007 (archiviato dall'url originale il 27 gennaio 2010).
  15. ^ a b Origini del nome, su romanoimpero.com. URL consultato il 23 agosto 2020.
  16. ^ ACS - Ufficio araldico - Fascicoli comunali, su 151.12.58.148:8080. URL consultato il 17-09-2013 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2013).
  17. ^ Francesco Romice, Le chicche di Franco (3): le chiese di San Giacomo, su www.luceramemoriaecultura.it.
  18. ^ a b ITINERARIO GENTILIZIO: NEL CENTRO STORICO TRA PALAZZI E CASE NOBILIARI, su comune.lucera.fg.it. URL consultato il 28 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2019).
  19. ^ Abbattimento delle mura della città, su www.luceramemoriaecultura.it.
  20. ^ Copia archiviata, su famigliapetrilli.it. URL consultato il 28 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 28 agosto 2019).
  21. ^ Copia archiviata, su stupormundi.it. URL consultato il 28 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 27 agosto 2019).
  22. ^ La più importante testimonianza romana della Puglia, su borghiautenticiditalia.it. URL consultato il 16 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 17 maggio 2018).
  23. ^ Anfiteatro fra i più antichi dell'Italia meridionale Archiviato il 18 gennaio 2013 in Internet Archive.
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  25. ^ [1]
  26. ^ Istat
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  28. ^ a b Festa patronale – Pro Loco Lucera, su prolocolucera.wordpress.com. URL consultato il 24 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 24 ottobre 2018).
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  30. ^ Dizionario
  31. ^ Francesco Piccolo, Il dialetto di Lucera (Foggia), in L'Italia dialettale. Rivista di dialettologia italiana, vol. XIV-XV, Anno 1938-39, Tip. G. Cursi e F., Pisa, 1939.
  32. ^ I protettori di Lucera raffigurati sulla balaustra della Cattedrale, su beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 21 dicembre 2018.
  33. ^ Alla popolazione di Lucera (25 maggio 1987) | Giovanni Paolo II, su w2.vatican.va. URL consultato il 14 ottobre 2018.
  34. ^ Copia archiviata, su tuttitalia.it. URL consultato il 26 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 26 febbraio 2019).
  35. ^ Dionisio Morlacco, Dimore Gentilizie a Lucera, Grenzi Ed. 2005, p.70.
  36. ^ Strabone, Geografia, Lib. VI, 1.14, 3.9
  37. ^ a b Teatro Garibaldi - XIX-XX sec. - Lucera, su italiavirtualtour.it. URL consultato il 1º marzo 2019.
  38. ^ Il Teatro Garibaldi, su comune.lucera.fg.it. URL consultato il 22 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 14 giugno 2016).
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  40. ^ Storia del Cinema Teatro dell'opera Archiviato il 7 aprile 2013 in Internet Archive.
  41. ^ "Maria...vieni a Marcello" girato a Lucera, su apuliafilmcommission.it. URL consultato il 9 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2017).
  42. ^ Trent'anni fa a Lucera si girava "Il soldato di Ventura" con Bud Spencer, su lucerabynight.it. URL consultato il 9 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2017).
  43. ^ Troisi a Lucera per "Le vie del Signore sono finite", su ilmattinodifoggia.it. URL consultato il 9 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2017).
  44. ^ a b "Il diario di un prete" girato a Lucera, su lucerabynight.it. URL consultato il 9 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2017).
  45. ^ Girato a Lucera "Il procuratore", su apuliafilmcommission.it. URL consultato il 9 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2017).
  46. ^ A Lucera si gira "Come il vento", su futuro-europa.it. URL consultato il 9 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2017).
  47. ^ A Lucera si gira "La Cornice" con Flaherty e Cuccinotta, su lucerabynight.it. URL consultato il 9 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2017).
  48. ^ Si gira a Lucera "In viaggio con Adele" con Isabella Ferrari, su lucera.it. URL consultato il 9 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2017).
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  52. ^ Cacc'e Mmitte di Lucera, su albertolongo.it. URL consultato il 30 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 19 settembre 2015).
  53. ^ a b c d Melina De troia, Un po' di... Federico II, Foggia, 1994, p. 35.
  54. ^ Orecchiette al sugo con ricotta dura, su lucera.it. URL consultato il 14 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 14 ottobre 2018).
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  57. ^ Anguille al pomodoro, su laprovinciadifoggia.it. URL consultato il 26 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 31 agosto 2013).
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  59. ^ Melina De troia, Un po' di... Federico II, Foggia, 1994, pp. 43-44.
  60. ^ a b Melina De troia, Un po' di... Federico II, Foggia, 1994, p. 50.
  61. ^ a b Melina De troia, Un po' di... Federico II, Foggia, 1994, p. 52.
  62. ^ Melina De troia, Un po' di... Federico II, Foggia, 1994, p. 51.
  63. ^ Melina De troia, Un po' di... Federico II, Foggia, 1994, p. 54.
  64. ^ Corteo Storico – Pro Loco Lucera, su prolocolucera.wordpress.com. URL consultato il 23 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 24 ottobre 2018).
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  67. ^ a b c d e Copia archiviata, su gagliardicasa.it. URL consultato il 26 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 27 ottobre 2018).
  68. ^ Comune di Lucera | Sito Istituzionale, su mail.comune.lucera.fg.it. URL consultato il 4 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 4 febbraio 2017).
  69. ^ a b c d e f g h i j k l m n o http://amministratori.interno.it/
  70. ^ a b Copia archiviata, su stupormundi.it. URL consultato il 22 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  71. ^ Ufficio del Sindaco, su comune.lucera.fg.it. URL consultato il 17 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2021).
  72. ^ Gemellaggio Lucera-Trogir: firmato accordo, su statoquotidiano.it. URL consultato l'11 agosto 2012.
  73. ^ La firma del patto gemellare, su newsetvlucera.it. URL consultato il 23 agosto 2012 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  74. ^ La delegazione croata in visita nella Cattedrale, su newsetvlucera.it. URL consultato il 23 agosto 2012 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  75. ^ Tappa Lucera-L'Aquila[collegamento interrotto]
  76. ^ La tappa del cuore, su roma-ciclabile.org. URL consultato il 10 luglio 2020 (archiviato dall'url originale il 14 marzo 2016).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giambattista d'Amelj, Storia della Città di Lucera, Lucera 1861, II ed. Bologna 1983;
  • Giambattista Gifuni, Origini del ferragosto lucerino, Pesci, Lucera 1932, II edizione 1933;
  • Vincenzo Coletti, Indagini storiche sopra Lucera, Pompei, Scuola tipografica pontificia, 1934.
  • Giambattista Gifuni, Lucera, Lucera 1934, II ed. Urbino 1937, III ed. Lucera 2008;
  • Raffaele Licinio, Lucera, in Enciclopedia Federiciana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani. URL consultato il 12 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 13 settembre 2018).
  • Giuseppe Trincucci, Lucera. Storia e volti nel tempo, Lucera 1981;
  • Enrico Venditti, Vecchio Ferragosto Lucerino, Editrice Costantino Catapano, Lucera 1985;
  • Julie Anne Taylor, Muslims in Medieval Italy. The Colony at Lucera, Lanham-Boulder-New York-Toronto-Oxford, Lexington Books, 2003, ISBN 0-7391-1484-0;
  • Dionisio Morlacco, Dimore gentilizie a Lucera, Foggia, 2005
  • Massimiliano Monaco, Lucera nella storia e nell'arte, Lucera, 2009
  • Nunzio Tomaiuoli, Lucera, il Palazzo dell'Imperatore e la Fortezza del Re, Foggia, Leone editrice, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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