Santeramo in Colle

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Santeramo in Colle
comune
Santeramo in Colle – Stemma Santeramo in Colle – Bandiera
Santeramo in Colle – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Città metropolitana di Bari-Stemma.png Bari
Amministrazione
Sindaco Michele D'Ambrosio (PD) dal 06/05/2012
Territorio
Coordinate 40°48′N 16°46′E / 40.8°N 16.766667°E40.8; 16.766667 (Santeramo in Colle)Coordinate: 40°48′N 16°46′E / 40.8°N 16.766667°E40.8; 16.766667 (Santeramo in Colle)
Altitudine 505 m s.l.m.
Superficie 144,86 km²
Abitanti 26 830[1] (31-01-2015)
Densità 185,21 ab./km²
Frazioni Jazzitiello, Alessandriello, Iesce
Comuni confinanti Acquaviva delle Fonti, Altamura, Cassano delle Murge, Gioia del Colle, Laterza (TA), Matera (MT)
Altre informazioni
Cod. postale 70029
Prefisso 080
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 072041
Cod. catastale I330
Targa BA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti santermani
Patrono Sant'Erasmo V.M.
Giorno festivo 2 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Santeramo in Colle
Santeramo in Colle
Posizione del comune di Santeramo in Colle all'interno della città metropolitana di Bari
Posizione del comune di Santeramo in Colle all'interno della città metropolitana di Bari
Sito istituzionale

Santeramo in Colle (in dialetto locale Sandéreme[2][3]) è un comune italiano di 26 830 abitanti[1] della città metropolitana di Bari, in Puglia. Fino al 1863 era chiamato Santeramo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Per altitudine, Santeramo in Colle è il comune più alto della città metropolitana di Bari.

L'agro presenta i tipici tratti geomorfologici del territorio carsico: un substrato calcareo, con affioramenti rocciosi e presenza di lame, doline e inghiottitoi.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

L'articolazione morfologica e vegetativa permette di individuare tre zone distinte: il bosco, le Murge, le matine.

Boschi[modifica | modifica wikitesto]

La zona boscosa del territorio è la zona situata in direzione Bari, così chiamata perché anticamente vedeva la presenza di vaste estensioni di querceti, oggi quasi del tutto estinti, che hanno lasciato il posto a terreni coltivati ed aree fortemente antropizzate. In oltre su via Alessandriello si trova il bosco Denora, mentre sulla via per Matera vi è il bosco della Parata.

Le Murge[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Murge.

Le Murge sono l'elemento che caratterizza maggiormente il territorio di Santeramo e sono formate prevalentemente da rocce di natura calcarea, che lo attraversano da Sud a Nord dal Serrone a Murgia Sgolgore. Particolari sono le Quite, sulla via Alessandriello, caratterizzate da una maglia ordinata di muri a secco (i parate), trulletti (i casédde) e specchie.

Le matine[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Le Matine.

Le Matine, in direzione Matera, sono rappresentate da una vasta pianura, un tempo paludosa, che costituisce la zona fertile del territorio Santermano e sono caratterizzate da estese coltivazioni di cereali e dalla presenza di numerosi insediamenti rurali.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di Santeramo è clima temperato continentale, a causa dell'altitudine e della lontananza dal mare.

La temperatura in inverno si aggira intorno ai +4 °C, mentre in estate oscilla intorno ai +21 °C con una elevata percentuale di umidità.

Le precipitazioni annuali si attestano attorno ai 600 mm. Nei periodi invernali frequentemente cade la neve, specialmente in presenza di aria fredda di origine balcanica, con accumuli a volte anche notevoli.

Nei mesi invernali è frequente la nebbia, soprattutto in condizioni anticicloniche o con correnti umide meridionali, provenienti dal Mar Ionio.

Santeramo risulta essere la città più fredda tra quelle ricadenti nelle provincie di Bari e Bat.

SANTERAMO IN COLLE
(1971-2000)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 7,6 8,1 10,6 14,0 19,7 24,4 27,3 27,2 23,3 17,3 11,9 8,8 8,2 14,8 26,3 17,5 16,7
T. min. mediaC) 0,9 0,8 2,3 4,5 7,8 12,7 15,3 15,4 12,3 9,0 4,8 2,4 1,4 4,9 14,5 8,7 7,4
T. max. assolutaC) 17,4
(1986)
20,4
(1990)
20,6
(1990)
27,4
(1983)
33,2
(1994)
39,8
(1982)
40,8
(1988)
39,2
(2000)
35,2
(1975)
31,2
(1981)
22,8
(1990)
19,0
(1979)
20,4 33,2 40,8 35,2 40,8
T. min. assolutaC) −11,8
(1985)
−11,4
(1993)
−10,2
(1987)
−4,8
(1988)
−1,4
(1989)
5,0
(1980)
7,0
(1980)
6,6
(1976)
2,6
(1976)
−2,6
(1972)
−7,2
(1972)
−9,2
(1976)
−11,8 −10,2 5,0 −7,2 −11,8
Giorni di calura (Tmax ≥ 30 °C) 0 0 0 0 0 6 15 15 3 0 0 0 0 0 36 3 39
Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) 10 10 6 3 1 0 0 0 0 0 3 7 27 10 0 3 40
Precipitazioni (mm) 50,2 71,2 60,5 45,7 43,4 29,5 23,6 32,2 45,4 67,7 67,0 60,1 181,5 149,6 85,3 180,1 596,5
Giorni di pioggia 7 8 7 7 6 4 3 3 5 7 8 7 22 20 10 20 72
Giorni di nebbia 11 8 9 8 5 4 3 4 7 12 12 13 32 22 11 31 96
Umidità relativa media (%) 79 75 73 70 68 63 61 63 69 75 80 80 78 70,3 62,3 74,7 71,3

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Diverse ipotesi sono state avanzate sul toponimo cittadino, tra le quali vi è una che sostiene possa far riferimento ad un luogo di culto dedicato a Santo Ermo o Eremo, con la presenza di annesso monastero, costruito dopo l'XI sec.[5], che portava tale nome, a cui fu probabilmente premesso l'aggettivo di "Santo", un'altra sostiene il richiamo al martire erasmiano, ipotesi sostenuta anche da molti studiosi in loco. Dell'attuale toponimo vi sono riferimenti cartacei a partire dal XII sec. (vi è una charta datata al 1180). Già diffuso da prima dell'XI sec. doveva essere anche il culto a S. Efrem.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Insurrezione lucana.

Come accennato in precedenza, Santeramo in Colle, deve il suo nome a Sant'Erasmo, conosciuto anche come Sant'Elmo che fu vescovo di Antiochia. La Passio che narra la vita di Sant'Erasmo risale al VI secolo. Si racconta che Erasmo fosse Vescovo di Antiochia e quando cominciarono le persecuzioni contro i cristiani egli si rifugiò per sette anni in una caverna, poi, scoperto, venne incarcerato per non essersi convertito agli idoli pagani. Venne, in seguito, miracolosamente liberato e, dopo aver convertito a più riprese, un notevole numero di persone (il testo parla di quattrocentomila) e aver compiuto altri miracoli e subito persecuzioni, venne condotto, per opera dell'Arcangelo Michele, a Formia dove morì dopo sette giorni. Le prime notizie attestanti il culto del santo risalgono al Martirologio Geronimiano, che già ne riporta la memoria al 2 giugno. San Gregorio Magno papa (540-604) poi, in una lettera, riporta che il corpo del Vescovo Erasmo fosse custodito nella Chiesa di Formia e che a lui erano dedicati due monasteri , uno a Napoli ed uno a Cuma. A seguito della distruzione di Formia da parte dei Saraceni nell'842, le reliquie furono trasferite a Gaeta e nascoste nella Chiesa di Santa Maria, dove furono ritrovate nel 917 dal Vescovo Bono. Sant'Erasmo fu quindi proclamato patrono della città e meno di un secolo dopo Papa Pasquale II consacrò la nuova cattedrale al nome di Sant'Erasmo e della Vergine Maria. Oggi Santeramo conserva relique del Santo Patrono (frammento del cranio).

Durante il Medioevo il suo culto si consolidò e venne inserito tra i cosiddetti “Santi Ausiliatori” quale patrono dei marinai e protettore dei malati di stomaco, per via della tradizione secondo la quale fosse stato eviscerato da un argano da nave. Probabilmente le prime raffigurazioni del santo lo ritraevano in qualità di patrono dei mariani accanto ad un argano, che, nell'immaginario popolare, divenne strumento di martirio Si festeggia il 2 giugno.

Numerose sono le testimonianze, a partire dal Neolitico, che si manifestano in una capillare presenza sul territorio santermano, ma con preferenza verso la zona de «Le Matine», cioè quella zona pianeggiante a sud di Santeramo, probabilmente paludosa a partire dalla fine del sub-boreale II, ma certamente boscosa al tempo del neolitico e quasi sicuramente bonificata al tempo della Via Appia che vi scorreva nel mezzo. Il centro storico dell'attuale Santeramo è caratterizzato da un groviglio di piccole strade che possono ricordare le ipotetiche tracce di fondamenta degli antichi stanziamenti. L'insediamento peuceta era prossimo ad un antico laghetto e copriva una superficie di qualche ettaro.[6] L'unico scavo effettuato all'inizio degli anni '80 dalla Soprintendenza Archeologica di Taranto ha individuato due diversi insediamenti, uno risalente al IX-VIII secolo a.C. e un altro invece valutato al IV secolo a.C. Tuttavia dice la relazione citata: «Non mancano tuttavia testimonianze sporadiche di una frequentazione del sito anche nei periodi intermedi.» Si riporta il rinvenimento di alcuni frammenti subgeometrici a decorazione bicroma e si fa riferimento anche ai vasi in ceramica apula a figure rosse provenienti da Santeramo e conservati nel museo di Bari e citati già dal Mayer.

La fase protostorica di Santeramo, caratterizzata dalla presenza di ceramica japigia e dalla persistenza di forme in impasto levigato di tradizione proto-villanoviana, trova numerosi elementi di confronto nella fase di Gravina I, datata dall'825 al 725 a.C. E, in particolare, significativi sono i numerosi e puntuali confronti con i motivi decorativi riscontrati nella ceramica geometrica di Gravina, di recente inserita dallo Yntema nella fase più antica della produzione iapigia, datata in un arco cronologico che va dal IX agli inizi dell'VIII secolo a.C. Le analogie con Gravina I non sono evidentemente casuali, se si considera la posizione dei due collocati, come i vicini centri di Altamura e Monte Sannace, nell'entroterra della Peucezia, al margine dell'altopiano murgico, etc etc.» (fonte Archeologa M. R. Depalo - 1984). Il «Borgo Antico» può essere suddiviso in area originale peuceta e area di successiva espansione «romana», probabilmente da ascriversi al periodo dalla ricostruzione presunta nel II secolo a.C. e fino ai primi secoli EV.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Parrocchia SS Crocifisso

Architetture Rupestri[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Marchesale
  • Palazzo Colonna
  • Palazzo Marchesale "Caracciolo-Carafa"
  • Palazzo De Laurentis
  • Palazzo De Luca
  • Palazzo Di Fonzo
  • Palazzo Disanto
  • Palazzo Giandomenico
  • Palazzo Netti
  • Palazzo Sava
  • Palazzo Municipale
  • Castello Tangorra

Masserie[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Municipale

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

  • Partecipare[8], giornale cartaceo mensile.
  • Il Colle[9], mensile.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nelle campagne di Santeramo tra il 1930 e il 1931 furono girate alcune scene del film muto Idillio Infranto, diretto da Nello Mauri con Ida Mantovani e altri attori dilettanti.

Nel 1994 la cittadina fu scelta come ambientazione di Da do da (in dialetto barese: "Da qui a là"), diretto da Nico Cirasola, narrazione fantastica della discesa degli dei dell'Olimpo in una cittadina dell'Italia meridionale.[10]

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

  • Teatro Il Saltimbanco (ex Teatro Don Bosco) [11][12]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La cucina tipica santermana è basata essenzialmente sui prodotti locali: grano, olio, vino, carni, formaggi, ortaggi e frutta.

La produzione di rilevanti quantità di cereali nella zona pianeggiante delle Matine permette la realizzazione di prodotti di buona qualità, come pane cotto nel forno a legna, biscotti, taralli, focacce, friselle.

Il territorio circostante è caratterizzato dalla presenza di numerose aziende zootecniche che consentono di far gustare dell'ottima carne e dei buoni latticini e formaggi. La pasta tipica è fatta a mano con semola di grano duro e prende la forma di cavatelli, orecchiette, fricelli.

Piatti tipici sono le orecchiette con i fricelli, le orecchiette con le cime di rape, i cavatelli con il sugo di braciole, i cavatelli lunghi con i cavolfiori e la mollica soffritta, i cavatelli con i funghi cardoncelli, le fave bianche con le cicorielle campestri, l'agnello allo spiedo con patate e cipolle, le "gnumiredde" (involtini di frattaglie di agnello o agnellone avvolti dalle budella dello stesso animale), i lampascioni lessi con olio e pepe.

Molto diffuso è il consumo di carne equina (cavallo e asino) presso le numerose rosticcerie del paese che attirano molti forestieri.

Tra i dolci tipici vi sono le castagnelle di marzapane, le carteddate e i purciddi con il vincotto ricavato dalla cottura dei fichi, le scarcedde pasquali con uova lesse a forma di colombe, cavalli e borsette.

Da segnalare la produzione di vini, tra cui il Primitivo ed il Novello.

Persone legate a Santeramo in Colle[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Le attività agricole principali riguardano la coltivazione di uva da vino e dell'ulivo, mentre per l'allevamento Santeramo ha ovini e bovini ma soprattutto equini, tanto è vero che Santeramo è conosciuta in tutta la zona come la "Città della carne di cavallo".[13][14]

Definita la "Svizzera d'Italia" fino a qualche anno fa, per il bassissimo tasso di disoccupazione[senza fonte], Santeramo vanta anche il primato di "Città mondiale del salotto",[15] in quanto hanno sede le Industrie Natuzzi leader del mobile imbottito quotata alla borsa di Wall Street.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Strade provinciali della città metropolitana di Bari.

Santeramo è crocevia di molte strade provinciali e statali; tra le più importanti:

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Santeramo, chiusa nel 2011, è stata a servizio del comune e si trova sulla ferrovia Rocchetta Sant'Antonio-Gioia del Colle gestita da RFI.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

I trasporti interurbani di Santeramo in Colle vengono svolti con autoservizi di linea gestiti dalle società Autolinee Caponio[16] e Sita Sud[17].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.[18]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
4 agosto 1988 10 novembre 1990 Angelantonio Digregorio Partito Socialista Italiano Sindaco [19]
10 novembre 1990 9 febbraio 1992 Giuseppe Depascale Partito Socialista Italiano Sindaco [19]
29 febbraio 1992 2 dicembre 1994 Angelo Nuzzi Democrazia Cristiana Sindaco [19]
14 dicembre 1994 24 aprile 1995 Gioacchino Vito Maiullari Partito Socialista Italiano Sindaco [19]
12 maggio 1995 4 giugno 1998 Rosa Dimita centro-sinistra Sindaco [19]
24 giugno 1998 14 dicembre 1998 Raffaele Ruberto Comm. straordinario [19]
14 dicembre 1998 20 novembre 2001 Michele Di Gregorio centro-destra Sindaco [19]
20 novembre 2001 10 giugno 2002 Donato Cafagna Comm. pref. [19]
10 giugno 2002 29 maggio 2007 Vito Sante Zeverino centro-sinistra Sindaco [19]
29 maggio 2007 7 aprile 2011 Vito Lillo centro-destra Sindaco [19]
7 aprile 2011 31 maggio 2012 Giuseppe Marani Comm. pref. [19]
24 maggio 2012 in carica Michele D'ambrosio PD, PSI, SEL, IdV, UDC Sindaco [19]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La società calcistica Football Club Santeramo milita nel campionato di Terza Categoria 2015-2016[23].

Aveva sede nel comune la società di pallavolo Santeramo Sport, non più attiva.

La Polisportiva Santeramo, con le sezioni di badminton, tennis, calcio[24].

Gli impianti sportivi principali sono: il campo Casone e il campo Mele e del Palazzetto dello Sport "Vitulli".[25][26]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 gennaio 2015.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996.
  3. ^ Te vogghie bbéne Sandèrm, te vulime bbéne..., cit. op. di Alberto di Leone, poeta ed intellettuale santermano
  4. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani
  5. ^ Luogo indicato in Cartografie Rinascimentali di Egnazio Danti
  6. ^ Auro Pampaloni e Vito Zullo, Sull'Antica Lupazia).
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Partecipare - Periodico di Cultura Locale - Santeramo in Colle, su www.partecipareweb.it. URL consultato il 10 febbraio 2016.
  9. ^ Il Colle, su www.ilcolle.info. URL consultato il 10 febbraio 2016.
  10. ^ Vito Attolini Apulia Film Commission.
  11. ^ Laboratre, Chi siamo - Il saltimbanco | Santeramo in Colle, su www.ilsaltimbanco.org. URL consultato il 27 aprile 2016.
  12. ^ Donboscoalsud, Nuovo teatro il Saltimbanco, su oradonbosco.donboscoalsud.it. URL consultato il 27 aprile 2016.
  13. ^ Santeramo in Colle - Cuore della Puglia, cuoredellapuglia.it. URL consultato il 26 agosto 2015.
  14. ^ VisitPuglia.travel, Cittadina della carne di cavallo, visitpuglia.travel.
  15. ^ VisitPuglia.travel, Capitale del divano imbottito, visitpuglia.travel.
  16. ^ Caponio viaggi
  17. ^ Sito azienda
  18. ^ Comune di Santeramo in Colle, Sindaci di Santeramo (PDF).
  19. ^ a b c d e f g h i j k l http://amministratori.interno.it/
  20. ^ Portale del Comune di Santeramo
  21. ^ Portale del Comune di Santeramo
  22. ^ Portale del Comune di Santeramo
  23. ^ Scheda squadra Football Club Santeramo - Tuttocampo.it, DOI:10.1018232/scheda#.vd2saje1c1g. URL consultato il 26 agosto 2015.
  24. ^ Polisportiva Santeramo, polisportivasanteramo.it. URL consultato il 2 maggio 2016.
  25. ^ Manifesto inaugurazione Campo Spotivo Casone
  26. ^ Inaugurazione "Campo Casone", comune.santeramo.ba.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lorenzo Musci, I colori di Santeramo, 2009 (in vendita presso le edicole del paese)
  • Paolo Spinelli, La sommossa del 1860 a Santeramo in Colle ed il processo ai ribelli, 1966, Edizioni Del Liocorno
  • Roberto Caprara, Il santuario di Sant'Angelo a Santeramo, 2008, Edizioni Adda
  • Monsignor Ignazio Fraccalvieri, L'icona del giudizio universale nella grotta di S. Angelo presso Santeramo, 1975, Edizioni Adda
  • Vito Tangorra, L'agro materano di Santeramo (Matine, Murge, Pedali), 1983, Edizioni Levante
  • Vito Tangorra, La terra di S. Erasmo: dalle origini al sec. 18", 1969, Adriatica
  • Fondazione Vito Tangorra, Francesco Netti: pittore e critico d'arte", 2008, Editore Santeramo Antica
  • Vito Tangorra, Due chiese di Santeramo e un po' di storia, 1977, Grafica Safra
  • Vito Tangorra, La popolazione di Santeramo tra il 600 e 700, 1980, Tipografia Meridionale
  • Vito Tangorra, Risparmio e credito a Santeramo in Colle, 1977, Grafica Safra
  • Clelia Grattagrisi, Le più antiche carte dell'archivio Caracciolo-Carafa di Santeramo: fondo Caracciolo di Santeramo", 1982, Società di storia patria per la Puglia
  • Vincenzo Volpicella, Ragioni del sign. marchese di Santeramo contra la università, ed uomini di quella terra, 1806, Stamperia Orsiniana
  • Rocco D'Ambrosio, Serafino Germinario. Un prete scomodo, 2007, Edizioni Palomar

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]


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