Santeramo in Colle

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Santeramo in Colle
comune
Santeramo in Colle – Stemma Santeramo in Colle – Bandiera
Santeramo in Colle – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Città metropolitana di Bari-Stemma.png Bari
Amministrazione
Sindaco Michele D'Ambrosio (PD) dal 06/05/2012
Territorio
Coordinate 40°48′N 16°46′E / 40.8°N 16.766667°E40.8; 16.766667 (Santeramo in Colle)Coordinate: 40°48′N 16°46′E / 40.8°N 16.766667°E40.8; 16.766667 (Santeramo in Colle)
Altitudine 505 m s.l.m.
Superficie 144,86 km²
Abitanti 26 830[1] (31-01-2015)
Densità 185,21 ab./km²
Frazioni Jazzitiello, Alessandriello, Iesce
Comuni confinanti Acquaviva delle Fonti, Altamura, Cassano delle Murge, Gioia del Colle, Laterza (TA), Matera (MT)
Altre informazioni
Cod. postale 70029
Prefisso 080
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 072041
Cod. catastale I330
Targa BA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti santermani
Patrono Sant'Erasmo V.M.
Giorno festivo 2 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Santeramo in Colle
Santeramo in Colle
Posizione del comune di Santeramo in Colle all'interno della città metropolitana di Bari
Posizione del comune di Santeramo in Colle all'interno della città metropolitana di Bari
Sito istituzionale

Santeramo in Colle (in dialetto locale Sandéreme) è un comune italiano di 26 830 abitanti[1] della città metropolitana di Bari, in Puglia. Fino al 1863 era chiamato Santeramo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Per altitudine, Santeramo in Colle è il comune più alto della città metropolitana di Bari.

L'agro presenta i tipici tratti geomorfologici del territorio carsico: un substrato calcareo, con affioramenti rocciosi e presenza di lame, doline e inghiottitoi.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

L'articolazione morfologica e vegetativa permette di individuare tre zone distinte: il bosco, le Murge, le matine.

Boschi[modifica | modifica wikitesto]

La zona boscosa del territorio è la zona situata in direzione Bari, così chiamata perché anticamente vedeva la presenza di vaste estensioni di querceti, oggi quasi del tutto estinti, che hanno lasciato il posto a terreni coltivati ed aree fortemente antropizzate. In oltre su via Alessandriello si trova il bosco Denora, mentre sulla via per Matera vi è il bosco della Parata.

Le Murge[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Murge.

Le Murge sono l'elemento che caratterizza maggiormente il territorio di Santeramo e sono formate prevalentemente da rocce di natura calcarea, che lo attraversano da Sud a Nord dal Serrone a Murgia Sgolgore. Particolari sono le Quite, sulla via Alessandriello, caratterizzate da una maglia ordinata di muri a secco (i parate), trulletti (i casédde) e specchie.

Le matine[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Le Matine.

Le Matine, in direzione Matera, sono rappresentate da una vasta pianura, un tempo paludosa, che costituisce la zona fertile del territorio Santermano e sono caratterizzate da estese coltivazioni di cereali e dalla presenza di numerosi insediamenti rurali.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di Santeramo è clima temperato continentale, a causa dell'altitudine e della lontananza dal mare.

La temperatura in inverno si aggira intorno ai +4 °C, mentre in estate oscilla intorno ai +21 °C con una elevata percentuale di umidità.

Le precipitazioni annuali si attestano attorno ai 600 mm. Nei periodi invernali frequentemente cade la neve, specialmente in presenza di aria fredda di origine balcanica, con accumuli a volte anche notevoli.

Nei mesi invernali è frequente la nebbia, soprattutto in condizioni anticicloniche o con correnti umide meridionali, provenienti dal Mar Ionio.

Santeramo risulta essere la città più fredda tra quelle ricadenti nelle provincie di Bari e Bat.

SANTERAMO IN COLLE
(1971-2000)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 7,6 8,1 10,6 14,0 19,7 24,4 27,3 27,2 23,3 17,3 11,9 8,8 8,2 14,8 26,3 17,5 16,7
T. min. mediaC) 0,9 0,8 2,3 4,5 7,8 12,7 15,3 15,4 12,3 9,0 4,8 2,4 1,4 4,9 14,5 8,7 7,4
T. max. assolutaC) 17,4
(1986)
20,4
(1990)
20,6
(1990)
27,4
(1983)
33,2
(1994)
39,8
(1982)
40,8
(1988)
39,2
(2000)
35,2
(1975)
31,2
(1981)
22,8
(1990)
19,0
(1979)
20,4 33,2 40,8 35,2 40,8
T. min. assolutaC) -11,8
(1985)
-11,4
(1993)
-10,2
(1987)
-4,8
(1988)
-1,4
(1989)
5,0
(1980)
7,0
(1980)
6,6
(1976)
2,6
(1976)
-2,6
(1972)
-7,2
(1972)
-9,2
(1976)
-11,8 -10,2 5,0 -7,2 -11,8
Giorni di calura (Tmax ≥ 30 °C) 0 0 0 0 0 6 15 15 3 0 0 0 0 0 36 3 39
Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) 10 10 6 3 1 0 0 0 0 0 3 7 27 10 0 3 40
Precipitazioni (mm) 50,2 71,2 60,5 45,7 43,4 29,5 23,6 32,2 45,4 67,7 67,0 60,1 181,5 149,6 85,3 180,1 596,5
Giorni di pioggia 7 8 7 7 6 4 3 3 5 7 8 7 22 20 10 20 72
Giorni di nebbia 11 8 9 8 5 4 3 4 7 12 12 13 32 22 11 31 96
Umidità relativa media (%) 79 75 73 70 68 63 61 63 69 75 80 80 78 70,3 62,3 74,7 71,3

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di Santeramo in Colle affondano le radici in un lontano passato. Rinvenimenti di tradizione greco-romana nel perimetro del nucleo storico testimoniano l’esistenza, almeno in epoca classica, di un centro abitato. Studiosi, soprattutto di lingua germanica, identificano il sito dell’attuale centro di Santeramo con quello di "Lupatia". In quella zona vi è un reticolo vario, molto fitto, in gran parte utilizzato per la transumanza del bestiame, che affonda le sue radici nelle culture pastorali dell’Età del Bronzo. Il riferimento va al 1800-1500 a.C.. Le principali tra le antiche strade sono la cosiddetta Via di Montefreddo che, partendo dalla Costa Adriatica a Giovinazzo, per Bitonto, Palo, Grumo, Masseria La Servella, Masseria Mercadante, Corte Finocchi, giungeva a Santeramo e di qui, con il nome di Via Della Morsara, per Laterza, raggiungeva lo Ionio a Metaponto.

In poche parole, dalla zone dove oggi è sita Santeramo in Colle, si dipartivano due vie della transumanza: una che raggiungeva l’Adriatico e l’altra che raggiungeva lo Ionio. Un documento del 1136, il più antico che fa menzione di Santeramo e della Chiesa Rupestre e Santuario di S. Angelo (San Michele Arcangelo), ha posto in risalto la presenza di strade, stradelle e piste, formanti una ragnatela, utili a collegare i centri abitati e le varie località. Così la strada che unisce la Matina a Bitetto, la strada di Mellitto per Matera, il reticolo che collegava Santeramo con Bitetto e Gravina. Una di queste strade è la più breve per collegare Bari con Matera e, ancora, la Gravina-Santeramo che è un diverticolo della Via Appia che dipartendosi da questa, all’incrocio con la strada statale 99 ove è il ponte Padula-Cartena, dirigendosi ad est e attraversando i territori del Casale, oggi Casa Sabini, e dalla Guardiola per giungere a Santeramo, prosegue per Gioia, Noci, Alberobello, Locorotondo, Cisternino, giungendo ad Ostuni e alla sua marina. Questo fitto e vario reticolo, unito alla disponibilità offerta dai laghi, come il lago Travato, ancora oggi vivo e vitale, è sufficiente a giustificare la fortuna che ebbe in epoca molto antica la grotta carsica di S. Angelo come santuario di pellegrinaggio (dalle migliaia di graffiti ed iscrizioni sulle pareti si ipotizza che i pellegrini fossero numerosi).

Nel territorio comunale sono disseminate un po’ ovunque le tracce di insediamenti umani preistorici e protostorici che, a partire dall’Età Neolitica, rappresentata a Pedali di Serra Morsara da ceramica impressa e graffita su selce e ossidiana, percorrono tutto l’arco della civiltà e delle epoche successive.

Vasi, monete, armi, oggetti d’uso quotidiano peuceti, greci e romani sono stati reperiti in gran numero in varie località. La parte meridionale dell’agro santermano è interessata tutt’ora dal percorso della via Appia nel tratto tra Venusia e Taranto. Nella località di Viglione è da vedersi il sito della Mansio di Sublupatia citata negli itinerari romani. Il nome attuale deriva dal patrono sant' Erasmo di Antiochia, martire nell’Età Diocleziana, a cui il luogo fu dedicato.

Tra i monumenti da annoverare nel comune di Santeramo in Colle, vi è la stupenda Chiesa Matrice barocca di origine settecentesca, la basilica si presenta sobria nei decori lungo la facciata ma internamente è ricca di opere di rilievo. La facciata presenta quattro lesene ed una piccola lunetta sormontante il portale di accesso. La Chiesa Matrice di Santeramo è dedicata al santo patrono della città. Fu costruita nel 1729 su una antica cappella preesistente dedicata a Santa Maria della Lama. Chiesa a tre navate con grandi pilastri trattati a stucco lucido imitazione marmo (1860), le navate laterali contengono altari ricchi di marmi policromi. Il bellissimo campanile, sempre in stile barocco, è stato terminato nel 1923. Prevalentemente in stile barocco, all’interno si segnalano alcune opere di rilevante valore artistico. Quando si inizia ad indagare su qualcosa non si sa mai dove la ricerca possa portare, ciò vale ancor di più quando si inizia a scavare in una chiesa del settecento con una storia ancora da scrivere. Così mai nessuno si sarebbe aspettato di trovare, a pochi centimetri di profondità sotto il livello di calpestio, delle vere e proprie "catacombe moderne", ossia databili dall’inizio del 1700 alla metà dell’800; fino alla effettiva divulgazione e attuazione delle leggi napoleoniche sulle sepolture. Così con le operazioni di scavo relative alla realizzazione dell’impianto di riscaldamento a pavimento, dapprima sono venute fuori delle strane botole che poi si sono rivelati gli accessi a delle strutture ad arco interrate dove venivano ordinatamente depositati i feretri. E’ venuto anche alla luce un deposito di grano che le antiche carte dell’archivio parrocchiale dicono appartenere alla confraternita del Santissimo che all’epoca (1700) possedeva anche un mulino per cereali, e sfruttava la sicurezza della chiesa per custodire il grano -bene quanto mai prezioso a quei tempi-. Con lo scavo si è anche constatato che la Chiesa Matrice è stata dotata nel tempo di tre pavimentazioni.

Come accennato in precedenza, Santeramo in Colle, deve il suo nome a Sant’Erasmo, conosciuto anche come Sant’Elmo che fu vescovo di Antiochia. La Passio che narra la vita di Sant’Erasmo risale al VI secolo. Si racconta che Erasmo fosse Vescovo di Antiochia e quando cominciarono le persecuzioni contro i cristiani egli si rifugiò per sette anni in una caverna, poi, scoperto, venne incarcerato per non essersi convertito agli idoli pagani. Venne, in seguito, miracolosamente liberato e, dopo aver convertito a più riprese, un notevole numero di persone (il testo parla di quattrocentomila) e aver compiuto altri miracoli e subito persecuzioni, venne condotto, per opera dell’Arcangelo Michele, a Formia dove morì dopo sette giorni. Le prime notizie attestanti il culto del santo risalgono al Martirologio Geronimiano, che già ne riporta la memoria al 2 Giugno. San Gregorio Magno papa (540-604) poi, in una lettera, riporta che il corpo del Vescovo Erasmo fosse custodito nella Chiesa di Formia e che a lui erano dedicati due monasteri , uno a Napoli ed uno a Cuma. A seguito della distruzione di Formia da parte dei Saraceni nell’842, le reliquie furono trasferite a Gaeta e nascoste nella Chiesa di Santa Maria, dove furono ritrovate nel 917 dal Vescovo Bono. Sant’Erasmo fu quindi proclamato patrono della città e meno di un secolo dopo Papa Pasquale II consacrò la nuova cattedrale al nome di Sant’Erasmo e della Vergine Maria. Oggi Santeramo conserva relique del Santo Patrono (frammento del cranio).

Durante il Medioevo il suo culto si consolidò e venne inserito tra i cosiddetti “Santi Ausiliatori” quale patrono dei marinai e protettore dei malati di stomaco, per via della tradizione secondo la quale fosse stato eviscerato da un argano da nave. Probabilmente le prime raffigurazioni del santo lo ritraevano in qualità di patrono dei mariani accanto ad un argano, che, nell’immaginario popolare, divenne strumento di martirio Si festeggia il 2 Giugno.

Numerose sono le testimonianze, a partire dal Neolitico, che si manifestano in una capillare presenza sul territorio santermano, ma con preferenza verso la zona de «Le Matine», cioè quella zona pianeggiante a sud di Santeramo, probabilmente paludosa a partire dalla fine del sub-boreale II, ma certamente boscosa al tempo del neolitico e quasi sicuramente bonificata al tempo della Via Appia che vi scorreva nel mezzo. Il centro storico dell’attuale Santeramo è caratterizzato da un groviglio di piccole strade che possono ricordare le ipotetiche tracce di fondamenta degli antichi stanziamenti. L’insediamento peuceta era prossimo ad un antico laghetto e copriva una superficie di qualche ettaro.[3] L'unico scavo effettuato all'inizio degli anni '80 dalla Soprintendenza Archeologica di Taranto ha individuato due diversi insediamenti, uno risalente al IX-VIII secolo a.C. e un altro invece valutato al IV secolo a.C. Tuttavia dice la relazione citata: «Non mancano tuttavia testimonianze sporadiche di una frequentazione del sito anche nei periodi intermedi.» Si riporta il rinvenimento di alcuni frammenti subgeometrici a decorazione bicroma e si fa riferimento anche ai vasi in ceramica apula a figure rosse provenienti da Santeramo e conservati nel museo di Bari e citati già dal Mayer.

La fase protostorica di Santeramo, caratterizzata dalla presenza di ceramica japigia e dalla persistenza di forme in impasto levigato di tradizione proto-villanoviana, trova numerosi elementi di confronto nella fase di Gravina I, datata dall'825 al 725 a.C. E, in particolare, significativi sono i numerosi e puntuali confronti con i motivi decorativi riscontrati nella ceramica geometrica di Gravina, di recente inserita dallo Yntema nella fase più antica della produzione iapigia, datata in un arco cronologico che va dal IX agli inizi dell'VIII secolo a.C. Le analogie con Gravina I non sono evidentemente casuali, se si considera la posizione dei due collocati, come i vicini centri di Altamura e Monte Sannace, nell'entroterra della Peucezia, al margine dell'altopiano murgico, etc etc.» (fonte Archeologa M. R. Depalo - 1984). Il «Borgo Antico» può essere suddiviso in area originale peuceta e area di successiva espansione «romana», probabilmente da ascriversi al periodo dalla ricostruzione presunta nel II secolo a.C. e fino ai primi secoli EV.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Insurrezione lucana.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Parrocchia SS Crocifisso

Architetture Rupestri[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Marchesale
  • Palazzo Colonna
  • Palazzo Marchesale "Caracciolo-Carafa"
  • Palazzo De Laurentis
  • Palazzo De Luca
  • Palazzo Di Fonzo
  • Palazzo Disanto
  • Palazzo Giandomenico
  • Palazzo Netti
  • Palazzo Sava
  • Palazzo Municipale
  • Castello Tangorra

Masserie[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Municipale

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

  • SanteramoLive.it [5], testata telematica appartenente al gruppo Livenetwork.it, prima tra tutti i media localie per numero di lettori giornalieri e annuali.
  • T.R.C. (Tele Colle) [6], emittente televisiva locale.
  • Partecipare, mensile.
  • Il Colle, mensile.
  • Artes Radio.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nelle campagne di Santeramo tra il 1930 e il 1931 furono girate alcune scene del film muto Idillio Infranto, diretto da Nello Mauri con Ida Mantovani e altri attori dilettanti.

Nel 1994 la cittadina fu scelta come ambientazione di Da do da (in dialetto barese: "Da qui a là"), diretto da Nico Cirasola, narrazione fantastica della discesa degli dei dell'Olimpo in una cittadina dell'Italia meridionale.[7]

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La cucina tipica santermana è basata essenzialmente sui prodotti locali: grano, olio, vino, carni, formaggi, ortaggi e frutta.

La produzione di rilevanti quantità di cereali nella zona pianeggiante delle Matine permette la realizzazione di prodotti di buona qualità, come pane cotto nel forno a legna, biscotti, taralli, focacce, friselle.

Il territorio circostante è caratterizzato dalla presenza di numerose aziende zootecniche che consentono di far gustare dell'ottima carne e dei buoni latticini e formaggi. La pasta tipica è fatta a mano con semola di grano duro e prende la forma di cavatelli, orecchiette, fricelli.

Piatti tipici sono le orecchiette con i fricelli, le orecchiette con le cime di rape, i cavatelli con il sugo di braciole, i cavatelli lunghi con i cavolfiori e la mollica soffritta, i cavatelli con i funghi cardoncelli, le fave bianche con le cicorielle campestri, l'agnello allo spiedo con patate e cipolle, le "gnumiredde" (involtini di frattaglie di agnello o agnellone avvolti dalle budella dello stesso animale), i lampascioni lessi con olio e pepe.

Molto diffuso è il consumo di carne equina (cavallo e asino) presso le numerose rosticcerie del paese che attirano molti forestieri.

Tra i dolci tipici vi sono le castagnelle di marzapane, le carteddate e i purciddi con il vincotto ricavato dalla cottura dei fichi, le scarcedde pasquali con uova lesse a forma di colombe, cavalli e borsette.

Da segnalare la produzione di vini, tra cui il Primitivo ed il Novello. Tra le aziende produttrici si segnalano Cantine del Colle, Tenuta Viglione, Vinicola Divella,

Confraternite religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Confraternita di Maria Ss. Annunziata
  • Confraternita di Maria Ss. del Carmine e di Sant'Erasmo
  • Confraternita di S. Giuseppe
  • Confraternita di S. Lucia
  • Confraternita del santissimo
  • Confraternita del crocifisso

Bande Musicali Concerti Bandistici Cittadini[modifica | modifica wikitesto]

  • "Santa Cecilia"
  • "Umberto Minervini"

Eventi, manifestazioni civili e festeggiamenti religiosi[modifica | modifica wikitesto]

  • Solenni e Grandiosi Festeggiamenti Patronali in onore di Sant'Erasmo e del Compatrono S. Francesco Saverio (dal 31 maggio al 3 giugno e 10 dicembre - Patrocinio);
  • Carnevale dei Ragazzi (martedì grasso e le due domeniche precedenti);
  • Festa in onore di san Martino De Porres e di Maria Santissima di Fatima ( martedì dopo Pasqua - chiesa contrada Iazzitiello);
  • Festival della Canzone Oratoriana (prima settimana di giugno);
  • Rassegna dei Presepi Artistici (dal 7 dicembre al 6 gennaio, in cui c'è la Discesa dei Re Magi a cavallo);
  • Festeggiamenti in onore di S. Giuseppe (1º maggio);
  • Festeggiamenti in onore di Maria Ss. del Carmine (16 luglio);
  • Festa in onore dei santi Anna e Gioacchino (26 luglio);
  • Festeggiamenti in onore di Maria Ss. Annunziata (8 settembre);
  • Festa in onore dei Santi Medici Cosma e Damiano Martiri (26 settembre);
  • Festa in onore della Madonna Pellegrina di Schoentsatt (18 ottobre);
  • Festa in onore di s. Lucia (13 dicembre);
  • Processione dei Misteri (Venerdì Santo);
  • Mercato dell'Antiquariato (ogni ultima domenica del mese);
  • Sagra della Carne Arrosto (ultimo fine settimana di luglio);
  • Fiera di generi vari di Sant'Erasmo (30 maggio e 3 giugno);
  • Fiera di San Rocco (17 agosto).

Persone legate a Santeramo in Colle[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Le attività agricole principali riguardano la coltivazione di uva da vino e dell'ulivo, mentre per l'allevamento Santeramo ha ovini e bovini ma soprattutto equini, tanto è vero che Santeramo è conosciuta in tutta la zona come la "Città della carne di cavallo".[8][9]

Definita la "Svizzera d'Italia" fino a qualche anno fa, per il bassissimo tasso di disoccupazione[senza fonte], Santeramo vanta anche il primato di "Città mondiale del salotto",[10] in quanto hanno sede le Industrie Natuzzi leader del mobile imbottito quotata alla borsa di Wall Street.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Strade provinciali della città metropolitana di Bari.

Santeramo è crocevia di molte strade provinciali e statali; tra le più importanti:

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Santeramo viene gestita da Trenitalia, e fa parte della linea Rocchetta Sant'Antonio - Gioia del Colle;

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il trasporto pubblico all'interno della città è gestito dalle società Autolinee Caponio.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
4 agosto 1988 10 novembre 1990 Angelantonio Digregorio Partito Socialista Italiano Sindaco [11]
10 novembre 1990 9 febbraio 1992 Giuseppe Depascale Partito Socialista Italiano Sindaco [11]
29 febbraio 1992 2 dicembre 1994 Angelo Nuzzi Democrazia Cristiana Sindaco [11]
14 dicembre 1994 24 aprile 1995 Gioacchino Vito Maiullari Partito Socialista Italiano Sindaco [11]
12 maggio 1995 4 giugno 1998 Rosa Dimita centro-sinistra Sindaco [11]
24 giugno 1998 14 dicembre 1998 Raffaele Ruberto Comm. straordinario [11]
14 dicembre 1998 20 novembre 2001 Michele Di Gregorio centro-destra Sindaco [11]
20 novembre 2001 10 giugno 2002 Donato Cafagna Comm. pref. [11]
10 giugno 2002 29 maggio 2007 Vito Sante Zeverino centro-sinistra Sindaco [11]
29 maggio 2007 7 aprile 2011 Vito Lillo centro-destra Sindaco [11]
7 aprile 2011 31 maggio 2012 Giuseppe Marani Comm. pref. [11]
24 maggio 2012 in carica Michele D'ambrosio PD, PSI, SEL, IdV, UDC Sindaco [11]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

L'unica squadra attualmente militante nel campionato provinciale di Terza Categoria - Bari - Girone A[15], con trascorsi negli scorsi anni nel campionato di promozione regionale è il Football Club Santeramo. Ha partecipato al Campionato Dilettanti fra le stagioni 1958-1959 e 1961-1962 e dal 1983-1984 al 1985-1986.

Inoltre sono presenti società calcistiche militanti nei campionati giovanili: Asd Dive Group Santeramo, Acd Santeramo, Asso Don Bosco Asd e Virtus Santeramo.

Santeramo è dotata di due stadi comunali: "il campo Casone" e "il campo Mele" e del Palazzetto dello Sport "Vitulli".

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

La società di pallavolo femminile The Lions Alfieri Volley ha militato in serie A1 dal 2004 al 2007 e ha vinto nel 2004 la Coppa Italia di serie A2; nel 2007 cambia denominazione in Santeramo Sport e disputa campionati di serie A1 fino al 2009, quando dichiara fallimento, conservando soltanto l'attività agonistica giovanile.

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

A Santeramo si disputano a livello agonistico anche il basket (ASD Murgia Basket Santeramo), il badminton (Polisportiva Santeramo), il ciclismo, l'atletica leggera, il rugby, la ginnastica, il nuoto, le arti marziali e la scherma.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 gennaio 2015.
  2. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani
  3. ^ Auro Pampaloni e Vito Zullo, Sull'Antica Lupazia).
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ santeramolive
  6. ^ TRC - WebTV [Il Portale di Informazione di Santeramo in Colle]
  7. ^ Vito Attolini Apulia Film Commission.
  8. ^ Santeramo in Colle - Cuore della Puglia, cuoredellapuglia.it. URL consultato il 26 agosto 2015.
  9. ^ VisitPuglia.travel, Cittadina della carne di cavallo, visitpuglia.travel.
  10. ^ VisitPuglia.travel, Capitale del divano imbottito, visitpuglia.travel.
  11. ^ a b c d e f g h i j k l http://amministratori.interno.it/
  12. ^ Portale del Comune di Santeramo
  13. ^ Portale del Comune di Santeramo
  14. ^ Portale del Comune di Santeramo
  15. ^ Scheda squadra Football Club Santeramo - Tuttocampo.it, DOI:10.1018232/scheda#.vd2saje1c1g. URL consultato il 26 agosto 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lorenzo Musci, I colori di Santeramo, 2009 (in vendita presso le edicole del paese)
  • Paolo Spinelli, La sommossa del 1860 a Santeramo in Colle ed il processo ai ribelli, 1966, Edizioni Del Liocorno
  • Roberto Caprara, Il santuario di Sant'Angelo a Santeramo, 2008, Edizioni Adda
  • Monsignor Ignazio Fraccalvieri, L'icona del giudizio universale nella grotta di S. Angelo presso Santeramo, 1975, Edizioni Adda
  • Vito Tangorra, L'agro materano di Santeramo (Matine, Murge, Pedali), 1983, Edizioni Levante
  • Vito Tangorra, La terra di S. Erasmo: dalle origini al sec. 18", 1969, Adriatica
  • Fondazione Vito Tangorra, Francesco Netti: pittore e critico d'arte", 2008, Editore Santeramo Antica
  • Vito Tangorra, Due chiese di Santeramo e un po' di storia, 1977, Grafica Safra
  • Vito Tangorra, La popolazione di Santeramo tra il 600 e 700, 1980, Tipografia Meridionale
  • Vito Tangorra, Risparmio e credito a Santeramo in Colle, 1977, Grafica Safra
  • Clelia Grattagrisi, Le più antiche carte dell'archivio Caracciolo-Carafa di Santeramo: fondo Caracciolo di Santeramo", 1982, Società di storia patria per la Puglia
  • Vincenzo Volpicella, Ragioni del sign. marchese di Santeramo contra la università, ed uomini di quella terra, 1806, Stamperia Orsiniana
  • Rocco D'Ambrosio, Serafino Germinario. Un prete scomodo, 2007, Edizioni Palomar

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