Provincia di Pescara

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Provincia di Pescara
provincia
Provincia di Pescara – Stemma Provincia di Pescara – Bandiera
Provincia di Pescara – Veduta
Palazzo del Governo, sede della Provincia
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Amministrazione
CapoluogoPescara
PresidenteAntonio Di Marco (PD) dal 12-10-2014
Data di istituzione1927
Territorio
Coordinate
del capoluogo
42°27′50″N 14°12′51″E / 42.463889°N 14.214167°E42.463889; 14.214167 (Provincia di Pescara)Coordinate: 42°27′50″N 14°12′51″E / 42.463889°N 14.214167°E42.463889; 14.214167 (Provincia di Pescara)
Superficie1 230,33 km²
Abitanti319 936[1] (30-9-2017)
Densità260,04 ab./km²
Comuni46 comuni
Province confinantiTeramo, Chieti, L'Aquila
Altre informazioni
Cod. postale65121-65129, 65010-65014, 65016-65017, 65019-65020, 65022-65024, 65026-65029
Prefisso085
Fuso orarioUTC+1
ISO 3166-2IT-PE
Codice ISTAT068
TargaPE
Cartografia
Provincia di Pescara – Localizzazione
Sito istituzionale

La provincia di Pescara (pruvìngie de Pescàre in abruzzese) è una provincia italiana dell'Abruzzo in cui vivono 319 936 abitanti.

È la provincia meno estesa d'Abruzzo, con la più alta densità di popolazione e con la più popolosa città della Regione per capoluogo; confina a nord con la provincia di Teramo, a nord-est con il mare Adriatico, a sud e a est con la provincia di Chieti, a ovest e sud con la provincia dell'Aquila.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini Vestine al 1807[modifica | modifica wikitesto]

Mappa del Sannio abruzzese secondo l'Historical Atlas

Il territorio fu abitato sin dal Paleolitico, come dimostrano ritrovamenti rinvenuti sui colli di Pescara e sull'area italico-vestina di Penne, conservati oggi nel "Museo delle Genti d'Abruzzo" di Pescara. Il territorio assunse una caratterizzazione omogenea sin dalla colonizzazione italica dei Vestini nel VII secolo a.C. circa la cui capitale era Pinnae Vestinorum, ossia Penne, benché popolazioni vestine, con contatto con gli aternini e i sabini, fossero stanziate anche nell'attuale provincia aquilana, come dimostrano le rovine di Amiternum stessa.

La città maggiore del territorio vestino era Penne, seguita da insediamenti presso Loreto Aprutino e San Valentino in Abruzzo Citeriore. La zona portuale principale era un villaggio di origini preistoriche, sviluppatosi sulla marina, chiamato "Aterno", e in età romana "Ostia Aterni", ossia l'attuale Pescara. Nel I secolo a.C. la vallata fu conquistata dai romani, i quali dettero forte slancio al ripopolamento delle città e al loro sviluppo. Penne godette dei maggiori benefici, poiché mantenne il suo status di capitale dei Vestini, anche se oggi poco rimane della presenza romana in loco. Si conserva ancora il vecchio tracciato della via Tiburtina Valeria, che da Tivoli passava per Amiterno (L'Aquila) valicando le montagne fino alla piana del fiume Pescara, giungendo appunto a Ostia Aterni. Tale via fino alla metà del XX secolo fu usata dai pastori transumanti e dai pellegrini come principale via di comunicazione degli Abruzzi, nonché risorsa per gli scambi commerciali.

Abbazia di San Clemente

Nel Medioevo la zona della val Pescara divenne luogo fertile per l'edificazione di diversi monasteri che lottizzarono dal IX secolo i territori con i relativi centri e castelli, edificati a partire dal passaggio dei Longobardi. Il monastero più importante al confine della val Pescara con la Majella fu l'abbazia di San Clemente a Casauria, seguito dall'abbazia di San Liberatore a Majella, la chiesa abbaziale di San Tommaso Becket di Caramanico Terme, l'abbazia di Picciano e l'abbazia di Santa Maria del Lago di Moscufo. Successivamente nei secoli si venne a consolidare il potere nomranno della Contea di Manoppello, dove venne fondata la Badia Cistercense d'Arabona, mentre città di fondazione longobarde, ricostruita dopo l'invasione federiciana, come Città Sant'Angelo, Loreto Aprutino, Pianella, Rosciano, assumevano il controllo della vallata pescarese.

Nel corso dei secoli varie famiglie si spartirono il potere dei feudi: quelle più potenti furono i Valignani di Chieti, che avevano i centri di Alanno, Cepagatti, Rosciano, i Caldora-Cantelmo che avevano la loro sede nelle roccaforti di Popoli (quest'ultima sotto il giustizierato di Sulmona), Caramanico Terme, Tocco da Casauria, i Farnese (stanziati a Farindola e San Valentino in Abruzzo Citeriore) e i De Sterlich-Aliprandi, che nel XVI secolo assunsero il potere nella città maggiore di Penne e nei borghi al confine con l'attuale provincia di Teramo. Tutto sommato non esisteva ancora un concetto di realtà di appartenenza alla zona della valle di Pescara. Il territorio dell'Abruzzo, accorpato in un giustizerato nel 1233 da Federico II di Svevia, era stato successivamente diviso in due tronconi: l'Abruzzo Ultra (sopra il fiume Pescara) e l'Abruzzo Citra (sotto il fiume Pescara). Quest'ultimo era inquadrato nel territorio con capoluogo Chieti e le città principali di Lanciano, Ortona e Vasto, i cui distretti furono formati nel 1807. Mentre l'Abruzzo Ulteriore fu diviso in altri due tronconi Ultra I e Ultra II. L'attuale provincia pescarese è il risultato dell'accorpamento dell'Abruzzo Ultra I con i distretti di Penne e Città Sant'Angelo, aggiungendo alcune porzioni territoriali di Chieti (Pescara stessa e il comune di Cepagatti), di Teramo (Montesilvano Colle) e dell'Aquila (Popoli e Bussi sul Tirino).

Nascita della provincia nel 1927[modifica | modifica wikitesto]

La provincia di Pescara è nata con l'istituzione della città di Pescara nel 1927[2]. Il percorso per la istituzione di tale ente è stato lento e reso difficile dalla rivalità che contrapponeva i due borghi che costituivano l'attuale territorio comunale di Pescara: quello di Pescara, in Provincia di Chieti e quello di Castellammare Adriatico, in Provincia di Teramo, divisi dal fiume Aterno.

Il Palazzo della Prefettura, costruito dopo il 1927 da Vincenzo Pilotti

Nel 1807, infatti, Castellammare Adriatico, sulla sponda nord del fiume (che allora contava circa 1500 abitanti), diventa comune autonomo aggregato al circondario di Città Sant'Angelo. La scelta della separazione fu conseguenza di una discordia storica tra le due sponde del fiume e rispondeva alla riforma amministrativa del Regno voluta da Giuseppe Bonaparte, che dopo la legge 132 dell'8 agosto 1806 "sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno", con la successiva legge 211 del 18 ottobre 1806 ordinava la formazione dei decurionati e consigli provinciali e distrettuali e la sostituzione della figura del Camerlengo con quella del Sindaco.

La divisione fu problematica, soprattutto perché il nuovo comune di Castellammare Adriatico (sponda settentrionale del fiume) non intendeva farsi carico di nessuno dei debiti della vecchia amministrazione dell'Università di Pescara; inoltre, si creò un problema di immagine per il comune di Pescara (sponda meridionale del fiume), che ospitava una intera guarnigione dell'esercito e che, allo stesso tempo, si vedeva comprimere il proprio ruolo a livello locale: per questi motivi il comune di Pescara spingeva per la riunificazione dei due comuni. Una comunicazione del Ministero dell'Interno del Regno del 17 gennaio 1810, negò tale possibilità e ciò costrinse i due comuni a trovare un accordo sulla ripartizione dei debiti (1811). Ma la rivalità rimase molto accesa, tanto che ci sono testimonianze di interventi della guarnigione militare per evitare la degenerazione delle scaramucce in vere e proprie battaglie.

Veduta di Pescara dall'asse attrezzato: in vita la torre del comune

Con lo sviluppo economico delle due città alla fine del XIX secolo, la rivalità tra le due sponde del fiume scemò, mentre aumentavano la concordia e la comunione di intenti per promuovere iniziative di sviluppo: soprattutto il potenziamento del porto canale fu motivo di collaborazione delle due amministrazioni. Quando l'On. Carlo Mezzanotte, deputato di Chieti, nell'estate del 1908 presentò alla camera una proposta di legge per la fusione dei due comuni di Pescara e Castellammare Adriatico, si levarono forti proteste: tali proteste, però, non furono sollevate per la contrarietà all'idea di fusione quanto perché la proposta prevedeva l'annessione di Castellammare Adriatico nella Provincia di Chieti. Già si pensava all'unificazione delle due cittadine ed alla elevazione a provincia.

Subito dopo il primo conflitto mondiale si verificò un evento molto importante in favore della unificazione dei due comuni: il 30 novembre del 1918 i due consigli comunali si riunirono nello stesso momento e votarono lo stesso ordine del giorno e si impegnarono ad adoperarsi per chiedere al Governo di decretare la fusione dei comuni e di adoperarsi affinché la nuova città fosse chiamata "Aterno".

Negli anni seguenti le due amministrazioni collaborarono per perorare la causa della fusione: ma decisivo fu l'impegno di Gabriele d'Annunzio che il 16 maggio del 1924 scrisse a Mussolini una lettera nella quale chiedeva la fusione delle due città e la elevazione a capoluogo di provincia. Con lo stesso intento operava l'allora ministro abruzzese Giacomo Acerbo.

Dopo 110 anni di divisione, il 2 gennaio del 1927, venne firmato il decreto di istituzione della provincia di Pescara[3], e contemporaneamente di unione del comune di Castellammare Adriatico a quello di Pescara[4]. A favore del provvedimento sono state decisive la forte spinta popolare e, soprattutto, l'autorità politica del ministro abruzzese Giacomo Acerbo e il prestigio morale di Gabriele D'Annunzio.[5]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Stretta tra il mare Adriatico ad est, il massiccio del Gran Sasso d'Italia a nord-ovest e quello della Maiella e sud-est, confina a nord con la provincia di Teramo, ad ovest con la provincia dell'Aquila, a sud con la provincia di Chieti. Il territorio è prevalentemente collinare, seguito dalle montagne suddette.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

In essa scorre la parte terminale del fiume Aterno-Pescara con i suoi principali affluenti: Tirino (da sinistra), Orta (da destra), Lavino (da destra), Cigno (da sinistra), Nora (da sinistra).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Ad eccezione delle aree montane, il clima della provincia è abbastanza mite in funzione della bassa altitudine con inverni freddo-umidi in cui la neve fa a volte la comparsa anche fino alla costa per effetto diretto di irruzioni di aria fredda provenienti da est dai Balcani o dalla Russia e autunni e primavere moderatamente piovosi e umide spesso segnate dal garbino discendente dall'Appennino. L'estate è calda, moderatamente umida e con scarse precipitazioni atmosferiche. Il clima complessivamente mite consente la coltivazione di ulivo e vite.

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Panorama dell'entroterra della Provincia di Pescara da Pianacce, e sullo sfondo la Majella

Parchi nazionali che fanno parte del territorio provinciale[modifica | modifica wikitesto]

Riserve naturali statali che si trovano nel territorio provinciale[modifica | modifica wikitesto]

Riserve naturali regionali che si trovano nel territorio provinciale[modifica | modifica wikitesto]

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni della provincia di Pescara.

La provincia di Pescara comprende 46 comuni.[7]

Pescara mappa.png
Comune Popolazione
(2006)
Stemma
Abbateggio 445 Abbateggio-Stemma.png
Alanno 3 674 Alanno-Stemma.png
Bolognano 1 187 Bolognano-Stemma.png
Brittoli 348 Brittoli-Stemma.png
Bussi sul Tirino 2 717 Bussi sul Tirino-Stemma.png
Cappelle sul Tavo 3 981 Cappelle sul Tavo-Stemma.png
Caramanico Terme 2 030 Caramanico Terme-Stemma.png
Carpineto della Nora 696 Carpineto della Nora-Stemma.png
Catignano 1 478 Catignano-Stemma.png
Castiglione a Casauria 863 Castiglione a Casauria-Stemma.png
Cepagatti 10 583 Cepagatti-Stemma.png
Città Sant'Angelo 15 054 Città Sant'Angelo-Stemma.png
Civitaquana 1 372 Civitaquana-Stemma.png
Civitella Casanova 1 939 Civitella Casanova-Stemma.png
Collecorvino 5 982 Collecorvino-Stemma.png
Corvara 286 Corvara-Stemma.png
Cugnoli 1 601 Cugnoli-Stemma.png
Elice 1 725 Elice-Stemma.png
Farindola 1 639 Farindola-Stemma.png
Lettomanoppello 3 031 Lettomanoppello-Stemma.png
Loreto Aprutino 7 739 Loreto Aprutino-Stemma.png
Manoppello 6 948 Manoppello-Stemma.png
Montebello di Bertona 1 060 Montebello di Bertona-Stemma.png
Montesilvano 54 152 Montesilvano-Stemma.png
Moscufo 3 275 Moscufo-Stemma.png
Nocciano 1 847 Nocciano-Stemma.png
Penne 12 197 Penne-Stemma.png
Pescara 120 420 Pescara-Stemma.png
Pescosansonesco 525 Pescosansonesco-Stemma.png
Pianella 8 491 Pianella1-Stemma.png
Picciano 1 347 Picciano-Stemma.png
Pietranico 523 Pietranico-Stemma.png
Popoli 5 512 Popoli-Stemma.png
Roccamorice 993 Roccamorice-Stemma.png
Rosciano 3 595 Rosciano-Stemma.png
Salle 321 Salle-Stemma.png
Sant'Eufemia a Maiella 313 Sant'Eufemia a Maiella-Stemma.png
San Valentino in Abruzzo Citeriore 1 953 San Valentino in Abruzzo Citeriore-Stemma.png
Scafa 3 894 Scafa-Stemma.png
Serramonacesca 628 Serramonacesca-Stemma.png
Spoltore 19 354 Spoltore-Stemma.png
Tocco da Casauria 2 771 Tocco da Casauria-Stemma.png
Torre de' Passeri 3 244 Torre de' Passeri-Stemma.png
Turrivalignani 888 Turrivalignani-Stemma.png
Vicoli 403 Vicoli-Stemma.png
Villa Celiera 763 Villa Celiera-Stemma.png

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Città d'arte[modifica | modifica wikitesto]

Pescara, il Palazzo di Città
Piazza Salotto, o della Rinascita
  • Pescara: è la città principale della provincia nonché la più visitata. Benché abbia origini romane, il nuovo nucleo fu ricostruito nel XVI secolo durante l'erezione di un'imponente fortezza poligonale voluta da re Carlo V. Nei secoli successivi si andò sviluppando anche un villaggio sulla riviera, chiamato Castellammare Adriatico, divenuto comune nel 1807, e fuso insieme alla vecchia Pescara nel 1927. Il nucleo centrale pescarese si divide in due quartieri maggiori separati dal fiume: Porta Nuova, ossia la Pescara vecchia e la zona della riviera Matteotti e del corso Umberto I (Castellammare), che si collega alla Pescara vecchia mediante il corso Vittorio Emanuele II, lambendo la piazza dei Palazzi di Rappresentanza (Comune e Prefettura) mediante il Ponte Risorgimento (ricostruzione del monumentale Ponte Littorio del Bazzani).
    Pescara vecchia, nonostante i danni per i bombardamenti del 1943, conserva ancora l'antico aspetto di borgo settecentesco, delimitato dal perimetro del bagno penale (residuo dell'imponente fortezza), dove si trova il Museo delle Genti d'Abruzzo, e da tre principali assi, il corso Manthonè, via delle Caserme e via dei Bastioni. Lungo il corso si trovano le case che dettero i natali a Gabriele d'Annunzio ed Ennio Flaiano, mentre presso Piazza Garibaldi svetta il campanile della nuova Cattedrale di San Cetteo, progettata nel 1933 da Cesare Bazzani su una preesistente costruzione. Lungo il viale che si sviluppa fino alla Pineta Dannunziana (il viale "G. D'Annunzio"), si trovano alcune costruzione in stile eclettico-liberty come il Palazzo Perenich e il Teatro "V. Michetti". La zona di Castellammare comprende il piazzale della monumentale Stazione Centrale, da cui si sviluppa il corso Umberto fino a Piazza Salotto e al punto focale della riviera, dove si trova la "Nave di Cascella" (1987). Dal dopoguerra molti sono stati i monumenti che hanno ridisegnato lo stile artistico moderno della città, cominciando dalla "Nave", proseguendo con il teatro monumento Gabriele D'Annunzio (1963) presso la pineta, per poi terminare con i due famosi ponte del Mare (2009) e ponte Flaiano (2017). Ultimamente anche le zone periferiche sono oggetto di restyling, come l'ex zona industriale di Porta Nuova dove sono state costruite nel 2011 le "Torri Camuzzi", moderno complesso residenziale. Lo sperimentalismo artistico pescarese ha interessato non solo i palazzi e i monumenti scultorei, ma anche le chiese, partendo dagli esempi più antichi del XVIII secolo, come la Basilica della Madonna dei sette dolori e la chiesa di San Silvestro, fino ai progetti del primo '900 (Cattedrale e chiesa del Sacro Cuore sul corso Umberto), e del secondo dopoguerra (Santo Spirito, Santuario del Cuore Immacolato, chiesa di San Luigi Gonzaga), fino a nuovi livelli di ricerca artistica contemporanea, come la chiesa di Sant'Andrea (1963) e la chiesa del Mare o di San Pietro (2005).
  • Montesilvano: benché sia una città prevalentemente moderna, sviluppatasi sulla Marina dopo la seconda guerra mondiale, Montesilvano conserva l'antico centro sul Colle, dominato dalla torre della chiesa di San Michele Arcangelo. La città nuova sul mare offre al visitatore il lungomare monumentale, dove si trova la vecchia Colonia Stella Maris, realizzata durante il Ventennio, insieme alla chiesa di San Giovanni Bosco. Nella Marina la chiesa più antica è la parrocchia di Sant'Antonio di Padova, realizzata nel 1933 in stile tardo-neoclassico. Oltre al centro principale d'affluenza dell'ex Cinema Warner, riconvertito in "Porto Allegro", Montesilvano conserva il Museo del Treno, che offre un compendio di storia di questi mezzi di trasporto, dalle antiche locomotive fino ai treni più moderni di oggi.
Spoltore
  • Spoltore: piccola città situata presso i colli pescaresi, di fondazione longobarda, come testimonia ancora l'antico castello situato in cima al borgo. Il centro storico si sviluppa dentro la cinta delle case-mura di Largo della Porta e di Piazza d'Albenzio. Tra le case palaziali di maggior pregio si segnalano il Palazzo Castiglioni e il Palazzo De Cesaris con torre colombaia, sede per secoli del potere di rappresentanza. Le chiese principali invece sono la parrocchia di San Panfilo Vescovo proprio all'ingresso del borgo, in stile settecentesco, e il convento di San Panfilo Fuori le Mura, su un colle accanto il paese. Il convento fu degli Olivetani nel Quattrocento, successivamente ricostruito dal 1617 in poi dai Frati Riformati, mostrando un apparato decorativo prevalentemente barocco. Tra Spoltore e Cappelle sul Tavo inoltre si trovano altri due monumenti, la Torre De Sterlich (per gli avvistamenti) e il Monumento alla Coppa Acerbo in ricordo di Tito Acerbo.
Collegiata di San Michele a Città Sant'Angelo
  • Città Sant'Angelo: città di fondazione longobarda e ricostruita dopo la distruzione di Federico II, si trova al confine della provincia con quella di Teramo, all'altezza di Silvi. La città ha un aspetto ellittico, originalmente circondata da mura, fuse nelle case, dove è ancora possibile vedere delle porte di accesso (Porta Casale, Porta Borea, Porta San Bernardo), e le mura del castello nel punto più alto della città, dietro l'ex chiesa di Sant'Agostino. Il corso Vittorio Emanuele attraversa la parte centrale della città, dove si affacciano vari palazzi gentilizi settecenteschi, lambendo il fianco gotico del convento di San Francesco, arrivando alla Collegiata di San Michele, il monumento più famoso della città. Altre chiese di interesse sono il convento di Santa Chiara, il monastero di San Bernardo, poi vi sono i monumentali giardini pubblici, il "Cisternone" (cunicolo romano), il teatro comunale e il "ModerMuseum".
    Nel secondo dopoguerra Città Sant'Angelo si è sviluppata più a valle con una zona industriale, arrivando fino alla Marina a confine con Silvi, ed oggi oltre al centro antico, è soprattutto visitato l'Outlet, che riproduce una città in miniatura per lo shopping.
Penne, veduta di Porta San Francesco
  • Penne: la città di origini vestine, fu ricostruita varie volte, una prima nel Medioevo, e successivamente nel Cinquecento, quando divenne il centro del potere dei Farnese e degli Aliprandi-De Sterlich. La città antica poggia su quattro colli dove in origine v'erano dei castelli di controllo, successivamente andati in rovina o fusi nelle abitazioni. Il fortilizio maggiore stava sul Colle Santa Croce, mentre l'antico andamento murario è ancora riconoscibile, e vi si conservano ancora i principali ingressi di Porta San Francesco, Porta Santa Croce e Porta da Capo. La più interessante è la prima, situata accanto la chiesa di San Nicola, ricostruita nel Settecento da Francesco di Sio, architetto anche del Palazzo Castiglione, dall'elegante facciata in laterizio, sede del Museo d'Arte moderna e Contemporanea. Dello stesso progettista è anche Palazzo del Bono in via Pansa, dove si affacciano anche altri notevoli edifici, esempi dell'architettura elegante civile barocca vestina. Tuttavia la costruzione palaziale più imponente è il Palazzo Aliprandi, sede del potere, ricostruito nel XVII secolo. Numerose sono le chiese, in primis il Duomo di San Massimo (accanto al palazzo del Museo diocesano), costruito sopra un tempio romano, ampliato nel XIII secolo, e ricostruito nel 1947 eliminando le aggiunte barocche interne, poi il complesso di Sant'Agostino, il monastero di San Giovanni Evangelista, la chiesa di Santa Chiara, la cappella di Santa Croce, il convento dei Domenicani e la chiesa dell'Annunziata. Tutte queste chiese erano medievali, ma nel Sei-Settecento furono completamente rimodellate in stile barocco grazie a maestranze lombarde trasferitesi in Abruzzo. Fuori le mura si trovano altri tre importanti complessi monastici: la chiesa di Santa Maria in Colleromano, il convento dei Cappuccini e la chiesa di Santa Maria del Monte Carmelo.
Loreto Aprutino
  • Loreto Aprutino: era l'antico Castrum Laureti, posto a pochi chilometri di distanza da Penne, situato in un contesto naturale di piccole valli rigogliose di uliveti, da cui si produce l'olio che caratterizza principalmente l'economia agricola del comune. Il villaggio romano è stato ricostruito nell'XI secolo dai Normanni con la fondazione del Castello Chiola, a guarda dell'abbazia di San Pietro, oggi principale parrocchia. Nel corso dei secoli l'architettura civile e religiosa si è trasformata, fino a raggiungere la connotazione barocca in mattone cotto, come Penne, e ciò lo si vede sia nella nuova ricostruzione del Castello in palazzo gentilizio, che nelle chiese principali. La parte più alta del borgo è dominata dal Castello Chiola-Caracciolo e dalla chiesa di San Pietro, ricostruita nel XVI per volere dell'abate Giovanni Battista Umbriani, dove si venera il patrono San Zopito. A ovest in via Borea si trova un raro esempio di architettura neogotica pescarese, ossia il Castello Amorotti, sede del Museo dell'Olio, facente parte di un complesso museale civico molto più ampio, che comprende la Raccolta di Ceramiche "Acerbo" e il Museo Antiquarium "Casamarte". Scendendo a valle, per le vie del borgo si trovano le chiese di San Biagio, di Santa Maria de Recepto (la più antica) e infine l'ex convento di San Francesco, in stile cinque-seicentesco.
    Fuori le mura si trovano invece l'importante chiesa di Santa Maria in Piano con un ciclo pittorico quattrocentesco all'interno (famoso il "Giudizio Universale") e la chiesa del Carmine (con notevole baldacchino d'altare in stile barocco). Alle porte del paese si trova inoltre il parco del "Giardino dei Ligustri", con una fontana monumentale settecentesca.
Popoli: le chiese gemelle di San Lorenzo e della Santissima Trinità
  • Popoli: ultimo paese della provincia al confine con la provincia aquilana, nella zona della valle Peligna sulmonese. L'abitato si sviluppò come insediamento difensivo longobardo dipendente dall'abbazia di Casauria, e successivamente con le concessioni federiciane, nel XIV secolo assunse sempre più importanza, soprattutto quando nel Trecento s'insediò nel castello la famiglia Cantelmo, che dominò i borghi della forra della Majella e sul contado popolese fino al tardo Settecento, quando il potere nobiliare andò lentamente decadendo, fino al passaggio del potere all'autorità comunale. I Cantelmo ristrutturarono Popoli varie volte, sia a causa dei terremoti, che per cause espansive, essendo il borgo aggrappato a un pendio roccioso sulla piana delle sorgenti del fiume Pescara. La connotazione urbana è rinascimentale-settecentesca, con alcuni sparuti elementi medievali di grande pregio, come la vecchia Taverna ducale dove si pagavano i dazi commerciali, il Castello ducale Cantelmo situato in alto sulla roccia, a guardia del borgo, e la facciata della chiesa di San Francesco, in gotico sulmonese. Altre strutture settecentesche di pregio sono il Palazzo Ducale, nuova sede del potere dei Cantelmo dal XV secolo, le due "chiese gemelle" di San Lorenzo e della Trinità, la chiesa di San Domenico e la chiesetta della Madonna delle Grazie.
    Sorgendo presso il fiume Pescara e sotto la "Montagna Madre", Popoli è entrata nel Parco Nazionale della Majella nel 1992, ed è visitata non solo per le bellezze artistiche, ma anche per i percorsi escursionisti sulla montagna e sulle famose gole, nonché presso il fiume, dove è sorto un centro termale.
  • Manoppello: il borgo nacque come insediamento fortificato dipendente da Casauria per mano di Longobardi, e ancora oggi presso Piazza Garibaldi è possibile vedere l'antico perimetro urbano a forma di ellisse, che si allunga verso la zona allora periferica, dall'800 sviluppatasi nell'attuale corso cittadino. Nel XII secolo fu capitale di una contea molto potente, governata da Ugo Malmozzetto, anche se ben presto la centralità del suo potere decadde, fino ad essere un possedimento dei Valignani di Chieti.
    Nel centro urbano di interesse sono le chiese di San Nicola e di San Pancrazio Vecchio, insieme all'ex convento di San Lorenzo; mentre nei dintorni famosissima è la Basilica del Volto Santo, dove si conserva un'icona sacra dell'immagine di Cristo e l'abbazia di Santa Maria Arabona (XII sec), fondata dai Cistercensi, sopra il colle che sovrasta il moderno abitato di Manoppello Scalo.

Borghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Caramanico Terme, in vista la Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore
Bolognano
Serramonacesca: San Liberatore a Majella
  • Abbateggio: l'unico a far parte dei "Borghi più belli d'Italia" nella provincia pescarese, Abbateggio è più nota per l'area naturale delle cascate di Cusano, e per il villaggio pastorale delle capanne a tholos (contrada Colle Civita). Nel piccolo centro di interesse è la chiesa della Madonna dell'Elcina, in stile rurale settecentesco.
  • Bolognano: anche questo borgo è noto principalmente per l'area naturale del Parco, con le gole e le sorgenti a cascata. Il centro conserva le architetture religiose di interesse della parrocchia di Sant'Antonio e della chiesa di Santa Maria.
  • Caramanico Terme: situato alle pendici della Majella, sin dal XVI secolo il borgo è noto per le sorgenti sulfuree che hanno comportato la costruzione di un centro benessere termale. Il borgo antico è molto ben conservato, tranne la perdita della torre del castello nel sisma del 1933; le chiese principali sono la Collegiata di Santa Maria Maggiore in gotico all'esterno, e barocca all'interno, la chiesa di San Nicola di Bari in stile settecentesco, e il convento di San Lorenzo, rimodellato nel Novecento. Diversi sono i palazzi storici gentilizi settecenteschi; fuori il paese, nei pressi del centro di Salle Nuova, si trova la chiesa abbaziale di San Tommaso, in perfetto stile romanico, del XII secolo.
  • Bussi sul Tirino: ultimo comune del pescarese al confine con la provincia aquilana nella zona della Valle Tirino. Bussi fu fondata dai Normanni, come testimonia l'imponente Castello Mediceo (come suggerisce il nome modificato nel XV secolo dalla famiglia fiorentina), in cima alla cittadella. Di interesse nel centro storico, oltre al castello, la chiesa di San Nicola e le case settecentesche, mentre lungo la statale si trovano il Centro Visite del Tirino e la chiesa di Santa Maria di Cartignano, importante testimonianza del romanico abruzzese.
  • Roccamorice: borgo fortificato dominato da una torre quadrata e da una seconda, dove vi è stata costruita la "chiesa del Barone" (XVII secolo). La chiesa principale è dedicata a San Donato; Roccamorice è principalmente nota per essere il comune con due dei più noti eremi abruzzesi: l'eremo di San Bartolomeo in Legio e l'eremo di Santo Spirito a Majella, scavati nella roccia.
  • Salle Nuova: piccolo centro sorto a valle del colle di Salle Vecchio, centro distrutto da una frana scatenata da un terremoto del 1933. Del centro antico resta il massiccio castello medievale, oggi restaurato, e tracce della chiesa madre. La nuova città, in origine "Salle del Littorio", conserva di interesse la chiesa parrocchiale di San Salvatore, in stile romanico eclettico, con il soffitto a cassettoni intagliati e dipinti. Presso l'altare si conserva il corpo del Beato Roberto da Salle. Appena fuori il centro si trova una profonda gola con un ponte in ferro, noto agli appassionati di parapendio e del salto dell'elastico.
  • Sant'Eufemia a Maiella: borgo medievale rappresentato dalla chiesa di San Bartolomeo, principalmente noto per la frazione di Roccacaramanico, caratterizzata da povere case in pietra massiccia, spopolata negli anni '90, e successivamente ristrutturata seguendo lo stile dell'albergo diffuso.
  • San Valentino in Abruzzo Citeriore: sorto come avamposto longobardo, il centro è sovrastato dall'imponenza del Duomo dei Santi Martiri Damiano e Valentino, in stile neoclassico-liberty, con l'interno ottocentesco. Accanto si trova il castello Farnese, in parte trasformato in palazzo gentilizio, con le mura fortificate. Ai piedi del paese, presso Villa Olivieri, si trova il Museo dell'Ambre e dei Fossili.
  • Serramonacesca: comune di confine con la provincia di Chieti, è principalmente nota per l'abbazia di San Liberatore a Majella, uno degli esempi migliore del romanico abruzzese. Nel complesso abbaziale si trovano anche delle tombe rupestri per i monaci della badia, con un sistema fortificato composto dal massiccio del Castel Menardo e dalla torre di Polegra.
    Il centro vero e proprio è composto da case rinascimentali, accessibili mediante un arco principale. Appena fuori il centro antico, lungo il corso del borgo nuovo, si trova la parrocchia di Santa Maria Assunta, in stile romanico (facciata), e barocco all'interno.
  • Tocco da Casauria: paese natio del pittore Francesco Paolo Michetti (nella cui casa vi è un museo), è sovrastato dal centro longobardo ellittico, dove campeggiano la chiesa madre di Sant'Eustachio e il castello Caracciolo. Il centro nuovo si è sviluppato nel XIX secolo ed ha un aspetto neoclassico, con robuste case dei mezzadri.

Cattedrali e basiliche[modifica | modifica wikitesto]

Cattedrale di San Cetteo a Pescara

Monasteri ed eremi[modifica | modifica wikitesto]

San Liberatore a Majella (Serramonacesca)
Portale di San Clemente a Casauria
Santuario del Volto Santo a Manoppello

Castelli e palazzi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Imperato a Pescara, uno degli esempi del liberty cittadino
Palazzo di Città a Pescara, progettato da Vincenzo Pilotti

Nella città di Pescara l'edilizia civile e fortilizia è molto variegata per le varie ricostruzioni e trasformazioni succedutesi dall'800 in poi, soprattutto per la ricostruzione post-bellica del 1943. Tra le strutture fortificate si annovera la fortezza spagnola di Carlo V, progettata nel 1510, di cui rimane la porzione a fiume di via delle Caserme, usata nell'800 come bagno penale borbonico, e dal 1982 sede del Museo delle Genti d'Abruzzo. La fortezza aveva una forma poligonale con cinque vertici nella zona sud del fiume, e tre nella zona nord di Castellammare; nel quartiere di Porta Nuova aveva la Piazza d'Armi, la Piazza Maggiore e presso i bastioni le chiese di Sant'Antonio, San Giacomo, San Cristoforo e San Nicola, mentre nella zona nord c'era solo una chiesa, insieme all'ufficio delle caserme.

Il forte di Castellammare cadde con l'invasione francese, e pian piano le mura furono ridimensionate fino a ridursi allo stabile di via delle Caserme.
Per quanto concerne l'architettura civile, esempi di case sette-ottocenteschi cd'uso civile sono concentrati sul corso Manthonè, dove si trova anche la casa natale di Gabriele d'Annunzio, Molte di queste strutture successivamente furono ristrutturate in stile neogotico o liberty, a testimonianza del vivace fermento artistico della città in sviluppo dopo l'uscita dalle mura della vecchia fortezza, quando Pescara era ancora un semplice villaggio marinaro avulso dalle correnti artistico-architettoniche che imperversavano in Italia e in Abruzzo.

L'eclettismo a Porta Nuova si è mostrato anche lungo il vecchio viale Umberto I (oggi via D'Annunzio), con gli esempi del Palazzo Michetti con teatro e il Palazzo Perenich di Antonino Liberi. Prima della ricostruzione post-bellica Pescara mostrava, anche nella zona di Castellammare, semplici strutture civili tardo-ottocentesche in muratura, tipiche architetture in mattoni faccia vista delle città costiere di provincia, che avevano delle analogie con i borghi marinari marchigiani. Ciò era evidente anche lungo il corsoi Vittorio Emanuele e il corso Umberto, fino a quando dopo il 1927 si iniziarono ad operare cambiamenti edilizi, con la realizzazione di palazzi pubblici in stile del Ventennio (il Palazzo di Città, il Palazzo della Provincia, il Palazzo delle Poste, il Banco di Napoli, la Stazione Centrale, l'Istituto "Tito Acerbo", il Liceo "Gabriele d'Annunzio"), che si opponevano alla sobria architettura liberty o neoclassica, i cui massimi esempi sono Palazzo Muzii in Piazza Salotto e il Palazzo Imperato sul corso Umberto I.
L'architettura civile privata comportò la realizzazione di varie villette in stile eclettico lungo la riviera e presso la pineta comunale, alcune delle quali conservatesi fino ad oggi, insieme al Palazzo Verrocchio, sede dell'Hotel Esplanade.
L'edilizia moderna degli anni '60 ha cancellato in gran parte le antiche costruzioni modeste lungo i due principali corsi e nelle piazze maggiori, e i maggiori esempi di questa nuova corrente sono il Palazzo Monti, il Palazzo Fuksas, le Torri Camuzzi e il Palazzo della Regione Abruzzo.

La lista contiene soltanto i castelli e i palazzi di maggiore interesse nei comuni della provincia:

Castello Cantelmo a Popoli
Castello De Sterlich di Nocciano

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca provinciale "Gabriele d'Annunzio" (Pescara)
  • Biblioteca pubblica "F. Di Giampaolo" (Pescara)
  • Archivio di Stato (Pescara)
  • Biblioteca comunale "Emidio Agostinone" (Montesilvano)
  • Biblioteca pubblica regionale (Penne)
  • Biblioteca comunale (Città Sant'Angelo)

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Musei dell'Abruzzo.
Casa di D'Annunzio a Pescara
Museo Acerbo a Loreto Aprutino

Università e scuole[modifica | modifica wikitesto]

  • Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" di Chieti, con sede a Pescara del dipartimento di Lingue, in viale Pindaro.
  • Liceo classico "Gabriele d'Annunzio" (Pescara)
  • Liceo scientifico "Leonardo Da Vinci" (Pescara)
  • Istituto tecnico commerciale "Tito Acerbo" (Pescara)
  • Liceo scientifico "Corradino D'Ascanio" (Montesilvano)
  • Istituto Tecnico Alessandrini (Montesilvano)
  • Licei condivisi "Luca da Penne" (Penne)

Media[modifica | modifica wikitesto]

Le attività principali di comunicazione sono incentrate nel capoluogo di Pescara, insieme a Montesilvano.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

L'Auditorium Flaiano con la scultura di Luigi Baldacci

Pescara è la sede principale dei teatri maggiori di provincia: si segnalano il monumentale Teatro D'Annunzio del 1963, dotato di anfiteatro all'aperto con l'attiguo auditorium Flaiano, situato nella pineta comunale. Altre strutture per gli spettacoli sono il Teatro Circus, il Teatro Cinema Massimo, mentre principalmente i concerti e i grandi spettacoli per le masse si svolgono nello Stadio Adriatico e nel Palasport Giovanni Paolo II.
Nel resto della provincia si contano soltanto (eccezion fatta per Montesilvano) teatri comunali di fondazione ottocentesca, come quello di Città Sant'Angelo e quello di Loreto Aprutino, presso l'ex convento di San Francesco.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cucina abruzzese.

A Pescara la cucina si alterna seguendo le tradizioni abruzzesi dell'entroterra, e mescolando la tradizione con le pietanze marinare. Tipica è la coda di rospo alla cacciatora, insieme al brodetto di pesce, al "fritto di paranza" di merluzzetti, triglie e sarde, oppure con cozze e vongole.
I primi piatti seguono la cucina tipica d'Abruzzo, come i "maccheroni alla chitarra", la mugnaia, i ravioli, le "scrippelle" teramane o il "timballo". Di Pescara nello specifico tipici sono gli anellini alla pecorara, pasta a forma di anello servita con salsa di pomodoro e vegetali vari e ricotta di pecora. Nella zona del vecchio Borgo Marino si cucinano ancora alcuni piatti tipici della cucina povera, a base di legumi, sagne ("tajarille"), serviti con ceci e fagioli.

Manifesto pubblictario antico del liquore Aurum

Quanto ai secondi, Pescara ha ereditato la cucina tipica degli "arrosticini" di pecora, e per i dolci, tipico di Pescara è il parrozzo, realizzato con mandorle tritate, essenza di mandorla amara, buccia di limone ricoperto di cioccolato fondente.
Per i vini i più noti sono il Trebbiano d'Abruzzo e il Montepulciano d'Abruzzo, mentre per i liquori la zona pescarese si caratterizza per l'Aurum, liquore realizzato da Amedeo Pomilio su suggerimento di Gabriele d'Annunzio di mescere succo di arance al distillato di brandy di 40°; e la "centerbe" (70°), la cui storica distilleria è a Tocco da Casauria, della ditta "Beniamino Toro". Inizialmente la mescolanza delle erbe aromatiche montane era realizzata sin dal XIII secolo dai monaci dell'abbazia di San Clemente a Casauria, e solo nel XIX secolo la tradizione divenne un marchio di fabbrica vero e proprio.

Eventi e folklore[modifica | modifica wikitesto]

Certame della Balestra a Popoli
  • Festa di Sant'Andrea (Pescara) - ultima domenica di luglio, cerimonia del santo patrono dei pescatori pescaresi, in cui una barca con dentro la statua del santo viene adagiata sul mare, arrivando fino a Montesilvano.
  • Pescara Jazz: manifestazione di eventi musicali istituita nel 1969, che si svolge al Teatro "Gabriele d'Annunzio".
  • Premio per la Letteratura "Città di Penne", concorso letterario nazionale e regionale istituito nel 1979.
  • Festa patronale di San Massimo d'Aveia (Penne) - 7 maggio
  • Festa Patronale del Perdono (Città Sant'Angelo) - 16-18 settembre
  • Certame de la Balestra (Popoli) - Rievocazione medievale celebrata tra la fine di luglio e i primi di agosto.
  • Festa di Sant'Antonio abate (Caramanico Terme) - Accensione delle "farchie" (covoni di sterpaglie) il 17 gennaio

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Prodotti agroalimentari tradizionali abruzzesi.

L'economia della provincia abbraccia un po' tutti i settori produttivi economici: dall'agricoltura con la coltivazione della vite e dell'ulivo (Penne-Loreto Aprutino) e la produzione di vini Doc come il Montepulciano d'Abruzzo, il Trebbiano d'Abruzzo e il Pecorino e di olio di oliva come l'Aprutino Pescarese, al settore manufatturiero fino al turismo.
La produzione agricola interessa la fascia pianeggiante della val Pescara tra i comuni di Città Sant'Angelo, Penne, Loreto Aprutino, Cugnoli, poiché le zone alle pendici della Majella come Caramanico Terme, Popoli, Salle si trovano in una condizione di avversità geologica per qualsiasi tipo di coltivazione.

Tipico paesaggio della collina pescarese: in vista il borgo di Loreto Aprutino

Settore secondario[modifica | modifica wikitesto]

La zona della Val Pescara è la più industrializzata della provincia, nonché dell'Abruzzo, insieme alla zona industriale di Bazzano a L'Aquila e al comprensorio Honda-Sevel del Sangro ad Atessa. Gli insediamenti industriali presso Pescara sono sorti sin dal primo '900 nel settore manifatturiero e del distillato, del quale resta la reliquia dell'Ex Kursaal Aurum. Nel dopoguerra l'espansione edilizia pescarese favorì anche una notevole espansione industriale lungo tutta la piana di Sambuceto, Villanova di Cepagatti e Chieti Scalo, fino allo scalo di Manoppello, dove si trova l'Interporto d'Abruzzo. Le industrie, alcune delle quali dismesse dopo la crisi del 2008, occupano vari settori di fabbrica (chimico, agroalimentare, edile), e Pescara prima della sua chiusura aveva anche un cementificio, alle porte del quartiere Rancitelli. Nella zona di Sambuceto si trova anche l'Aeroporto d'Abruzzo, mentre sulla riviera fino agli anni '90 anche il porto pescarese giocava un buon vantaggio per l'economia provinciale prima della sua riconversione ad uso turistico-fieristico.

Piccole e medie imprese industriali si concentrano anche nell'entroterra di Montesilvano a confine con la Marina di Città Sant'Angelo, dove sono sorti grandi centri commerciali presso il casello autostradale Pescara Nord dell'A14, insieme all'Outlet "Città Sant'Angelo". I centri commerciali occupano anche una vasta zona della piana di Sambuceto-Chieti Scalo, in modo da formare un'unica area industrial-commerciale tra Pescara e Chieti.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

La città di Pescara è una delle città più visitate d'Abruzzo, più che per le poche bellezze artistiche, per fini commerciali e per lavoro, essendo una delle città più importanti al livello regionale per economia, espansione urbana e politica. Il turismo culturale pescarese si concentra relativamente sui musei della Casa natale di D'Annunzio e delle Genti d'Abruzzo, mentre le arterie principali del corso Vittorio e del corso Umberto, insieme a Piazza Salotto, sono visitare per lo shopping e la movida notturna. Tra i simboli più visitati dai turisti di Pescara c'è il Ponte del Mare, realizzato nel 2009, insieme al percorso pedonale del lungomare Matteotti.
Nel resto della provincia il turismo è radicato a macchia di leopardo nelle località maggiori di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Penne e Caramanico Terme. Solitamente le località del Parco Nazionale della Majella sono le più gettonate, poiché vengono offerte non solo bellezze artistiche di chiese, borghi e castelli, ma anche percorsi escursionisti nella natura; cosa non presente nelle città collinari come Penne, Città Sant'Angelo o Loreto, le quali faticano nel vedere uno sviluppo deciso del turismo eno-grastronomico e culturale nelle loro realtà storico-artistiche.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Stazione di Pescara Centrale

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La provincia è tagliata da nord a sud dall'Autostrada A14 Adriatica e da ovest ad est dall'Autostrada A25. L'A14 lambisce quasi la costa da sud a nord, passando nella zona d'entroterra di Pescara-Sambuceto (zona via Tirino di Pescara Ovest), Sambuceto-Montesilvano-Città Sant'Angelo (uscita Pescara Nord), arrivando poi all'uscita di Pineto-Silvi nella provincia di Teramo. Dall'A14, in collegamento anche con l'A25, si dipana il Raccordo autostradale 12, noto anche come "raccordo Chieti-Pescara" o "Asse attrezzato", progettato negli anni '90, che permette di arrivare facilmente al centro di Pescara passando lungo il fiume fino alla riviera del lungomare.
L'A25 invece dalla zona periferica dell'ospedale civile e del quartiere Rancitelli-Sambuceto-via Tirino attraversa il vecchio tracciato romano della via Tiburtina Valeria in direzione Roma, fendendo in due la val Pescara, lambendo il fiume omonimo, con le uscite a Manoppello, Alanno-Scafa, Torre de' Passeri-Tocco da Casauria, giungendo alla biforcazione di Bussi-Popoli. Verso Popoli l'A25 prosegue verso Sulmona in direzione di Roma, mentre a Bussi l'autostrada si conclude, trasformandosi nella SS17 che porta a L'Aquila.

Aeroporto d'Abruzzo

Per quanto riguarda le strade statali, lungo il mare si trova la strada statale 16 Adriatica che da Francavilla al Mare (da sud, provincia di Chieti) confluisce a Pescara mediante via Primo Vere, e all'altezza della pineta devia a ovest verso via Tirino, lasciando l'uscita alla pineta per la confluenza con le principali vie di comunicazione comunali. Il percorso della statale 16 attraversa via Tirino e prosegue verso Spoltore con varie uscite per Chieti, Pescara centro, arrivando al quartiere Pescara Colli, e rientrando lungo il tracciato costiero, all'altezza del comune di Montesilvano.
Le altre vie principali sono la strada regionale 5 che da Brecciarola di Chieti porta a Manoppello Scalo-Alanno Scalo-Scafa-Piano d'Orta-Tocco da Casaura-Popoli; la strada statale 602 da Villareia di Cepagatti (zona Megalò di Chieti), immette nel centro collinare della provincia pescarese, passando per Cepagatti paese, Villa Badessa di Rosciano-Catignano-Civitaquana-Carpineto della Nora.
La Strada statale 81 porta da Cepagatti ad Atri (Teramo), passando da Cepagatti per Pianella-Penne-Ponte Sant'Antonio-Portacaldaria-Madonna degli Angeli, entrando per la provincia teramana a Castiglione Messer Raimondo.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Rete ferroviaria dell'Abruzzo.
  • Ferrovia Adriatica: passa per Pescara e Montesilvano
  • Ferrovia Terni-Sulmona-L'Aquila: da Pescara la ferrovia raggiunge Sulmona passando per Popoli

Aeroporto[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Aeroporto d'Abruzzo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 1999 Luciano D'Alfonso Partito Popolare Italiano Sindaco
1999 2004 Giuseppe De Dominicis Democratici di Sinistra Sindaco
2004 2009 Giuseppe De Dominicis Democratici di Sinistra-Partito Democratico Sindaco
2009 2014 Guerino Testa Popolo della Libertà-Nuovo Centrodestra Sindaco
2014 ad oggi Antonio Di Marco Partito Democratico Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Stadio Adriatico di Pescara

A Pescara la principale squadra calcistica è il Delfino Pescara 1936, noto anche come "il Pescara". Altre società sono il Pescara Calcio a 5, l'Associazione Sportiva Waterpolis Pescara Pallanuoto. Al livello automobilistico si svolgeva sino al 1961 il "Gran Premio Automobilistico della Coppa Acerbo. Nel 2009 Pescara ha ospitato i XVI Giochi del Mediterraneo, per cui è stato edificato anche il cosiddetto "Villaggio Mediterraneo" nei pressi dell'Università "Gabriele d'Annunzio" a Chieti. La struttura sportiva principale di Pescara è lo Stadio Adriatico.
Altre squadre calcistiche provinciali di media importanza sono a Montesilvano (Città di Montesilvano Calcio a 5), l'ASD Penne 1920 e la Renato Curi Angolana di Città Sant'Angelo.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Siti istituzionali[modifica | modifica wikitesto]

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