Castellammare Adriatico

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Castellammare Adriatico
Conservatorio pescara 3.jpg
Antica sede del municipio di Castellammare, oggi sede del Conservatorio Luisa D'Annunzio.
StatoItalia Italia
RegioneAbruzzo Abruzzo
ProvinciaPescara Pescara
CittàPescara-Stemma.png Pescara
Codice postale65100

Coordinate: 42°27′50″N 14°12′51″E / 42.463889°N 14.214167°E42.463889; 14.214167

Castellammare Adriatico era un comune istituito nel 1807 e nato dalla divisione dell'Universitas di Pescara, con la separazione dal comune di Pescara. Il comune di Castellammare Adriatico occupava la porzione dell'attuale territorio della città di Pescara che si trova nella sponda a nord dell'omonimo fiume. Essa fu aggregata al circondario di Città Sant'Angelo e apparteneva alla provincia di Teramo. I comuni sulle due sponde opposte del fiume si fusero nel 1927.

La vecchia Castellammare Adriatico (oggi corso Umberto I), in una cartolina raffigurante il corso Vittorio Emanuele (1910 ca.)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia di Pescara.

Nel 1807, al momento della nascita, Castellammare Adriatico contava circa 1.500 abitanti.

Chiesa del Sacro Cuore, nella piazza Vittorio Emanuele (corso Umberto I), parrocchiale del comune sciolto di Castellammare

La scelta della separazione fu conseguenza di una discordia storica tra le due sponde del fiume e rispondeva alla riforma amministrativa del Regno voluta da Giuseppe Bonaparte, che dopo la legge 132 dell'8 agosto 1806 "sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno", con la successiva legge 211 del 18 ottobre 1806 ordinava la formazione dei decurionati e consigli provinciali e distrettuali e la sostituzione della figura del Camerlengo con quella del Sindaco.

La divisione fu problematica, soprattutto perché il nuovo comune di Castellammare Adriatico (sponda settentrionale del fiume) non intendeva farsi carico di nessuno dei debiti della vecchia amministrazione dell'universitas di Pescara; inoltre, si creò un problema di immagine per il comune di Pescara (sponda meridionale del fiume), che ospitava un'intera guarnigione dell'esercito e che, allo stesso tempo, si vedeva comprimere il proprio ruolo a livello locale: per questi motivi il comune di Pescara spingeva per la riunificazione dei due enti. Una comunicazione del Ministero dell'Interno del Regno del 17 gennaio 1810, negò tale possibilità e ciò costrinse i due comuni a trovare un accordo sulla ripartizione dei debiti (1811). Ma la rivalità rimase molto accesa, tanto che ci sono testimonianze di interventi della guarnigione militare per evitare la degenerazione delle scaramucce in vere e proprie battaglie. L'economia del borgo non si sviluppò e rimase del tutto legata alla realtà rurale e campestre fino al il 16 maggio del 1863 quando, alla presenza del re Vittorio Emanuele II, fu inaugurata la stazione ferroviaria sulla linea adriatica. Questo evento rappresentò un grande impulso per l'economica locale, sia per l'inizio di attività legate al commercio, sia per lo sviluppo del turismo, settore fondamentale per la vita economica di Castellammare Adriatico. In effetti, prima della costruzione della stazione, l'area del comune di Castellammare Adriatico era molto desolata e si sviluppava in buona parte lontano dalla linea ferroviaria, sui colli del villaggio. Nel giro di due decenni, però, la zona tra la stazione ed il mare prosperò e fu largamente edificata poiché i latifondisti teramani si avvidero delle possibilità di sviluppo ed acquistarono, a prezzi irrisori, le relative aree, facendo tracciare strade- a spese del comune- e cominciarono ad urbanizzare la zona.

Nel 1917, durante la prima guerra mondiale, Castellammare Adriatico subì un bombardamento aereo da parte di aeroplani dell'aeronautica austriaca, che tentavano di colpire la linea ferroviaria. Le vittime di tale tragico evento sono ricordate ancora oggi da una lapide, apposta presso l'attuale numero civico 253 di Corso Vittorio Emanuele II, a Pescara.

Nei decenni, le rivalità con i vicini della sponda meridionale del fiume si sopirono ed i politici locali capirono che era necessario fondere i due comuni per meglio valere da un punto di vista economico ed amministrativo. Il 2 gennaio del 1927, venne finalmente firmato il decreto di elevazione a Provincia della città di Pescara e tra i comuni da amministrare c'era anche quello di Castellammare. Al successivo articolo 4 del decreto si diceva, però, "il comune di Castellammare Adriatico è unito a quello di Pescara"[1]. A favore del provvedimento sono state decisive la forte spinta popolare e, soprattutto, l'autorità politica del ministro abruzzese Giacomo Acerbo e il prestigio morale di Gabriele D'Annunzio.

Planimetria e monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Salotto

Il territorio corrisponde a quello della sponda ovest del fiume, ossia l'attuale Corso Vittorio Emanuele, il corso Umberto I e Piazza Salotto, e in parte alla zona boschiva del largo Gardone Riviera, dove si trova l'ex Liquorificio Kursaal Aurum. Il comune aveva i confini fino a piazza Centrale, dove si trova ancora la storica stazione ferroviaria. Da vedere oggi :

  • Chiesa del Sacro Cuore: edificio ottocentesco in stile neogotico, con imponente facciata rosonata. Il campanile è stato aggiunto un'epoca fascista.
  • Storica sede della stazione: oggi usata come museo, assieme ad una locomotiva del primo '900. Piccolo edificio quadrangolare in stile liberty, con un orologio in cima. Nel piazzale c'è anche il palazzetto biturrito dell'ufficio informazioni.
  • Corso Umberto I: principale arteria del vecchio comune, con testimonianze di edifici in stile liberty sulla sinistra. Il troncone destro rasente la chiesa del Sacro Cuore è stato ritrasformato negli anni '60 con palazzi moderni. Il corso è molto frequentato per la presenza di negozi griffati e luoghi di ritrovo. Termina con la moderna Piazza Salotto, con l'edificio storico liberty del Palazzo Sede Generali. Altra costruzione storica, presso il lungomare Matte è il Grand Hotel Esplanade, in stile liberty del 1910.
  • Corso Vittorio Emanuele II - Piazza Italia: arteria storica deambulatoria parallela al piazzale della stazione centrale. Possiede edifici novecenteschi misti a palazzi moderni, diventato negli anni '60 la seconda via del commercio principale del centro pescarese. Termina al capolinea con piazza Italia, rappresentata dal monumento simbolo del Palazzo del Governo, in stile fascista. Costruito nel 1927 da Pilotti e adornato da Guido Costanzo, ha facciata in pietra bianca, con ornamenti in stile classico bassorilievo, rappresentanti il Fiume, la Miniera, l'Agricoltura e il Mare. L'interno policromo ha il dipinto La figlia di Iorio del Michetti. Nel Salone dei Marmi vi è un'opera di Costantino Barbella. A fianco la struttura vi è una simbolica torre littoria con campanile e orologio.
  • Borgo Marino: situato tra piazza Sant'Andrea e via Puccini, è un villaggio di pescatori, sorto presso il fiume nel XVIII secolo. Le semplici case a unico piano coronano i resti della chiesa di Sant'Antonio, distrutta nel 1943, sopra cui è stata eretta la moderna chiesa di Sant'Andrea.
  • Ex Kursaal Aurum: edificio storico che fino agli anni '60 fu fabbrica del liquore Aurum, poi industria spostata in zona industriale presso Città Sant'Angelo. Edificio liberty rettangolare, con un secondo edificio a ferro di cavallo unito per ambo i vertici, creando una zona pedonale interna all'area. Oggi è usato come museo.

Persone legate a Castellammare Adriatico[modifica | modifica wikitesto]

La Coppa Acerbo[modifica | modifica wikitesto]

Castellammare Adriatico è stata la sede di una rinomata gara automobilistiche del passato. Dal 1924 al 1961 è stata disputata la Coppa Acerbo, gara che si districava su un tracciato cittadino di circa 25 km. Nelle molte edizioni, hanno partecipato alla gara le migliori case automobilistiche italiane (Ferrari, Bugatti, Alfa Romeo e Maserati) e straniere (Mercedes-Benz, Auto Union, Vanwall), nonché molti illustri piloti: Enzo Ferrari vinse la sua prima gara a Castellammare Adriatico nel 1924.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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