Castellammare Adriatico

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Castellammare Adriatico
Conservatorio pescara 3.jpg
Antica sede del municipio di Castellammare, oggi sede del Conservatorio Luisa D'Annunzio.
StatoItalia Italia
RegioneAbruzzo Abruzzo
ProvinciaPescara Pescara
CittàPescara-Stemma.png Pescara
Codice postale65100

Coordinate: 42°27′50″N 14°12′51″E / 42.463889°N 14.214167°E42.463889; 14.214167

Castellammare Adriatico era un comune istituito nel 1807 e nato dalla divisione dell'Universitas di Pescara, con la separazione dal comune di Pescara. Il comune di Castellammare Adriatico occupava la porzione dell'attuale territorio della città di Pescara che si trova nella sponda a nord dell'omonimo fiume. Essa fu aggregata al circondario di Città Sant'Angelo e apparteneva alla provincia di Teramo. I comuni sulle due sponde opposte del fiume si fusero nel 1927.

La vecchia Castellammare Adriatico (oggi corso Umberto I), in una cartolina raffigurante il corso Vittorio Emanuele (1910 ca.)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia di Pescara.

Nel 1807, al momento della nascita, Castellammare Adriatico contava circa 1.500 abitanti.

Chiesa del Sacro Cuore, nella piazza Vittorio Emanuele (corso Umberto I), parrocchiale del comune sciolto di Castellammare

La scelta della separazione fu conseguenza di una discordia storica tra le due sponde del fiume e rispondeva alla riforma amministrativa del Regno voluta da Giuseppe Bonaparte, che dopo la legge 132 dell'8 agosto 1806 "sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno", con la successiva legge 211 del 18 ottobre 1806 ordinava la formazione dei decurionati e consigli provinciali e distrettuali e la sostituzione della figura del Camerlengo con quella del Sindaco.

La divisione fu problematica, soprattutto perché il nuovo comune di Castellammare Adriatico (sponda settentrionale del fiume) non intendeva farsi carico di nessuno dei debiti della vecchia amministrazione dell'universitas di Pescara; inoltre, si creò un problema di immagine per il comune di Pescara (sponda meridionale del fiume), che ospitava un'intera guarnigione dell'esercito e che, allo stesso tempo, si vedeva comprimere il proprio ruolo a livello locale: per questi motivi il comune di Pescara spingeva per la riunificazione dei due enti. Una comunicazione del Ministero dell'Interno del Regno del 17 gennaio 1810, negò tale possibilità e ciò costrinse i due comuni a trovare un accordo sulla ripartizione dei debiti (1811). Ma la rivalità rimase molto accesa, tanto che ci sono testimonianze di interventi della guarnigione militare per evitare la degenerazione delle scaramucce in vere e proprie battaglie. L'economia del borgo non si sviluppò e rimase del tutto legata alla realtà rurale e campestre fino al il 16 maggio del 1863 quando, alla presenza del re Vittorio Emanuele II, fu inaugurata la stazione ferroviaria sulla linea adriatica. Questo evento rappresentò un grande impulso per l'economica locale, sia per l'inizio di attività legate al commercio, sia per lo sviluppo del turismo, settore fondamentale per la vita economica di Castellammare Adriatico. In effetti, prima della costruzione della stazione, l'area del comune di Castellammare Adriatico era molto desolata e si sviluppava in buona parte lontano dalla linea ferroviaria, sui colli del villaggio. Nel giro di due decenni, però, la zona tra la stazione ed il mare prosperò e fu largamente edificata poiché i latifondisti teramani si avvidero delle possibilità di sviluppo ed acquistarono, a prezzi irrisori, le relative aree, facendo tracciare strade- a spese del comune- e cominciarono ad urbanizzare la zona.

Nel 1917, durante la prima guerra mondiale, Castellammare Adriatico subì un bombardamento aereo da parte di aeroplani dell'aeronautica austriaca, che tentavano di colpire la linea ferroviaria. Le vittime di tale tragico evento sono ricordate ancora oggi da una lapide, apposta presso l'attuale numero civico 253 di Corso Vittorio Emanuele II, a Pescara.

Nei decenni, le rivalità con i vicini della sponda meridionale del fiume si sopirono ed i politici locali capirono che era necessario fondere i due comuni per meglio valere da un punto di vista economico ed amministrativo. Il 2 gennaio del 1927, venne finalmente firmato il decreto di elevazione a Provincia della città di Pescara e tra i comuni da amministrare c'era anche quello di Castellammare. Al successivo articolo 4 del decreto si diceva, però, "il comune di Castellammare Adriatico è unito a quello di Pescara"[1]. A favore del provvedimento sono state decisive la forte spinta popolare e, soprattutto, l'autorità politica del ministro abruzzese Giacomo Acerbo e il prestigio morale di Gabriele D'Annunzio.

Planimetria e monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Salotto

Il territorio corrisponde a quello della sponda ovest del fiume, ossia l'attuale Corso Vittorio Emanuele, il corso Umberto I e Piazza Salotto, e in parte alla zona boschiva del largo Gardone Riviera, dove si trova l'ex Liquorificio Kursaal Aurum. Il comune aveva i confini fino a piazza Centrale, dove si trova ancora la storica stazione ferroviaria. Da vedere oggi :

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa del Sacro Cuore di Gesù o Santuario della Divina Misericordia

Fu iniziata nel 1886 nell'allora comune di Castellammare, e sorge su uno slargo di corso Umberto I. Ha stile eclettico neoromanico, presentando un prospetto principale caratterizzato dal rivestimento in mattoni a faccia vista. Un grande rosone raggiato sormonta il bel portale centrale strombato, decorato nella lunetta da mosaico dorato, accostato da due finestre ad arcate oblunghe, incorniciate da ghimberghe. Quattro guglie slanciano la chiesa verso l'alto, elevando la facciata al campanile con punta a cuspide, che si staglia sul fianco a sinistra. L'interno è ugualmente falso gotico, a tre navate con volte a crociera, e arcate a tutto sesto. La luce viene da finestre policrome con disegni; l'altare è più moderno e vi si trova una raffigurazione di Gesù. Nel 2016 la chiesa è stata elevata a "Santuario del Divino Amore".

Chiesa del Sacro Cuore
Chiesa dello Spirito Santo
Si trova presso la stazione Pescara Centrale in una traversa del Corso Vittorio Emanuele, aperta al culto il 20 settembre 1962, e progettata dall'architetto Marcello Piacentini. La chiesa è stata realizzata in una rivisitazione moderna del romanico abruzzese. La facciata richiama le antiche abbazie della Majella, a coronamento orizzontale con portale centrale di accesso, e un grande rosone centrale con la colomba del Santo Spirito. La facciata è divisa in due parti da cornicione; sul portale centrale un archivolto in travertino sovrasta l'entrata. Al di sopra dei due portali laterali ci sono due stemmi vescovili in ceramica.
La pianta interva è divisa in tre navate da grandi pilastri quadrangolari in marmo rosso francese. La navata centrale è più ampia delle altre, e termina con una gradinata che conduce al presbiterio. Sulle pareti laterali si affacciano due piccoli balconcini con balaustra lignea; l'altare è illuminato da un fascio di luce proveniente da un'apertura circolare, ricavata dalla copertura piana e dalle sette vetrate della sommità. L'illuminazione policroma avviene grazie a dieci vetrate istoriate che caratterizzano la pareti laterali.
Chiesa della Beata Vergine del Rosario
Fu costruita nella zona nord di Castellammare, in sostituzione della vecchia chiesa del Rosario lungo via dei Bastioni a Porta Nuova, distrutta nel 1943. Nel 1951 il Monsignor Benedetto Falcucci volle far costruire nella zona nord della città in espansione una prima cappella dedicata alla Vergine del Rosario (Piazza Duca degli Abruzzi). Successivamente la chiesa vera e propria fu costruita dall'architetto Goffredo Triboletti, e inaugurata nel 1957. L'edificio rispetta ancora i canoni classici della chiesa a pianta rettangolare. Nel 1987 è stato completato il campanile.

L'imponente facciata appare divisa in più parti con una schematizzazione delle volumetrie: il volume d'ingresso, accessibile da una gradinata, è caratterizzato da tre portali che delimitano in altezza un primo rivestimento in blocchi di pietra rettangolari. La parte superiore della facciata arretra rispetto al volume di ingresso, riproducendo la suddivisione interna a tre navate. Essa è caratterizzata da una parte centrale di notevoli dimensioni, chiusa da una copertura a due falde e rivestita da mattoni rossi intervallati da fasce di pietra bianca; tra queste si aprono strette vetrate policrome. Lateralmente i volumi delle due navate minori appaiono più bassi, con una copertura piana e un rivestimento in mattoni,. disposti in modo da riprodurre una facciata in cassettoni. Il campanile è a torre, svettante, e contiene ben 9 campane. La pianta interna è a tre navate divise in tre campate. Il presbiterio trapezoidale è preceduto da una gradinata e da quattro arcate, che si staccano gradatamente dalle pareti laterali. Sulle pareti si aprono tre ampie vetrate intarsiate, rappresentanti i misteri del Santo Rosario. Alla base della copertura in corrispondenza delle campate si aprono due finestre; l'ingresso è sormontato dalla cantoria con balaustra decorata da mosaico.

Chiesa di Sant'Andrea Apostolo
Chiesa di Sant'Andrea
Chiesa dedicata al secondo santo principale di Pescara: Sant'Andrea, costruita nella zona di Marina Nord, in una traversa di Piazza Italia, presso il vecchio rione del Borgo Marino, nel cuore delle principali sedi amministrative del Municipio e della Prefettura Provinciale. Consacrata nel 1962 ad opera dell'architetto Eugenio Maria Rossi, la struttura si compone di otto pilastri in cemento armato disposti a formare una pianta centrale ottagonale, direzionata dall'abside e dall'ingresso estradosso. Esternamente i pilastri salgono fino a convergere nel punto in cui s'innesta un'esile guglia, trasformandosi in otto costoloni. L'esterno è di colore grigio chiaro, diviso dai pilastri, caratterizzato all'ingresso da un pronao rialzato da due gradini. Questo presenta una copertura prismaidale sorretta da due pilastri quadrati. Ai lati vi sono due piccoli volumi caratterizzati da una fascia sottile di finestre. La facciata si chiude con una cupola, composta da spicchi. L'interno si compone di un ambiente centrale, con due cappelle laterali, con il battistero. La parte presbiteriale è rialzata da una piccola gradinata, con chiusura a due falde, e un timpano dipinto.[2]
Chiesa di San Pietro Apostolo, o "chiesa del Mare"
Chiesa di San Pietro
Costruita dall'architetto Guido Crescenzi nel 2005 sull'area dell'ex teatro Pomponi, in Piazza I Maggio, la chiesa ha una forma ellittica irregolare, che ricorda una nave. L'asse della costruzione è rivolto verso oriente, mentre l'ingresso verso occidente. La facciata è caratterizzata da un ponticello che conduce al sagrato, attraversando uno strato d'acqua. L'interno è caratterizzato da un uso differente dei materiali, che contribuiscono a dare i caratteri tipici di una struttura navale. In corrispondenza della parete laterale destra s'innalzano pilastri d'acciaio, a sostegno della copertura lignea, con costoloni arcuati. La parete sinistra è rivestita da lastre di marmo scuro, suddivisa in tre livelli da ampie aperture. La bianca parete dell'abside semicircolare è illuminata da un oculo vetrato, il quale scende in corrispondenza dell'altare. A sinistra c'è una vetrata policroma triangolare, che illumina principalmente la chiesa.
Chiesa convento di Sant'Antonio di Padova
La chiesa fu iniziata nel 1930 nella zona di Castellammare nord, grazia a un terreno concesso dalla famiglia Verrocchio, e terminata nel 1949. Il complesso consta di una chiesa e un convento. L'edificio mescola vari stili come il romanico pisano e il neogotico per l'interno; la facciata a salienti è tripartita da paraste, decorata alla base da tre portali a tutto sesto, dei quali il centrale è più grande, con una lunetta mosaicata. Il disegno mostra su sfondo dorato Cristo tra la Madonna e Sant'Antonio; ciascun portale è sormontato da una stretta finestra, il centrale da una nicchia con la statua del santo dedicatario, e ancora più in alto da un ordine di tre monofore a tutto sesto con una croce greca in cima. L'architrave della facciata è ornata alla maniera romanica da un loggiato di nicchie cieche a serie.
L'interno concilia elementi romaici e neogotici. Ha tre navate scandite da pilastri a mattoni faccia vista poliformi, e arcate a sesto acuto; sulle pareti si trovano diverse nicchie con statue di santi. Il presbiterio è preceduto da un monumentale arco di trionfo decorato dal dipinto di Sant'Antonio in Paradiso tra santi, mentre sulle altre due navate si trovano dei falsi matronei. Presso il presbiterio si trova l'abside semicircolare riccamente dipinta in spicchi, con figure di santi e finestre in stile goticheggiante, policrome e istoriate. Al centro si trova una tela del santo dedicatario.
Chiesetta di Sant'Anna
la piccola chiesa era la parrocchia dell'ex comune di Castellammare, eretta da Michele Muzii nella metà del XIX secolo come cappella della villa familiare. La chiesa è sempre rimasta una piccola cappella, suffragata alla nuova parrocchia del Sacro Cuore, eretta alla fine dell'800, addossata al palazzo signorile. Nel corso degli anni è stato aperto il moderno viale Giovanni Bovio, ostruendo l'accesso originario alla piccola cappella, ingabbiata tra abitazioni moderne. Oltre al palazzo, dirimpetto alla chiesetta c'era un arco con orologio, che scandiva il tempo di lavoro adiacente l'ex fabbrica di liquirizia e nella fornace Muzii. La chiesa ha un impianto rettangolare con la facciata neoclassica, scandita da coppie di paraste ioniche, con il portale centrale architravato a timpano triangolare. Due piccoli campanili gemelli completano la sommità.
Chiesa di Gesù Buon Pastore
Si trova nella zona nord, lungo viale Giovanni Bovio. Fu costruita per volere delle religiose Suore Ravasco nel 1973, inaugurata con celebrazione del Monsignor Antonio Iannucci l'8 dicembre 1975. Il parroco don Giorgio Wegelin nel 1992 fece sistemare l'esterno e l'altare in marmo, aggiungendo un mosaico nella parete centrale, con incastonato un tabernacolo ricoperto di foglia d'oro, all'interno in oro zecchino, incorniciato da simboli eucaristici. AI lati dell'altare spiccano due quadri in olio su legno, raffiguranti Cristo Buon Pastore - Sacra Famiglia, dipinti da Marisa De Aloisio. Sopra il tabernacolo si staglia un Crocifisso che occupa metà della parete; la chiesa presenta aule adatte allo svolgimento delle funzioni liturgiche, animati da gruppi giovanili di preghiera, Scouts, movimenti vari anche delle stesse Suore Ravasco.
Interno della chiesa del Sacro Cuore
Chiesa di Gesù Bambino
A nord di Pescara e a confine con Montesilvano, è stata realizzata nel 1993 ad opera dell'architetto Gaetano Colleluori. La chiesa con struttura in cemento armato è dominata nella facciata da un originale utilizzo delle linee curve: la torre campanaria è posta in posizione avanzata, collegata alla facciata da una parete curva, che degrada verso il piccolo portico di accesso. Quest'ultimo è addossato ad una parete curvilinea e caratterizzata da una serie di monofore. Internamente la chiesa ha pianta quadrata ad aula unica.
Chiesa di San Giuseppe sposo della Vergine Maria
Sorta nel quartiere dell'Ospedale nuovo "Santo Spirito", accanto alla vecchia chiesa settecentesca oggi sconsacrata (che era dal XVII secolo sede del convento dei Cappuccini sino al XIX), è stata costruita negli anni '50 dall'architetto Francesco Speranzini. All'esterno la chiesa con faccia poligonale e pianta circolare, è trattata con tavelline di diverse tonalità, creando un gioco a fasce orizzontali, che diventano verticali in corrispondenza dell'ingresso principale. All'interno presenta una navata a pianta centrale, allungata, con i pilastri che si raggruppano a ventaglio, muovendo la copertura con una successione di falde. Una porta alla destra conduce l'accesso alla sacrestia e locali parrocchiali.
Parrocchia di San Paolo Apostolo

N:ella zona nord di Pescara a confine con Montesilvano, nel quartiere Zanni. Fu costruita nel 1986 da Paolo Dabbeni; ha facciata orizzontale, sottolineata da tre fasce in bronzo gradinate, che nascondono due serie di finestre a nastro. Al centro si apre il portale circondato da lunghi tagli verticali di vetro, a gradoni. Sui prospetti laterali, con rivestimento in graniglia, si sviluppano quattro torri campanarie; altre due torri sono disposte presso l'abside in modo da far assumere alla chiesa connotazioni orientaleggianti. Distaccata dalla facciata in posizione antistante si trova il campanile maggiore a pianta esagonale, che presenta il medesimo rivestimento delle altre torri. All'interno la chiesa ha navata unica, e riproduce lo stesso motivo dell'esterno. Infatti le pareti laterali si spezzano in corrispondenza delle torri, allargandosi gradatamente verso l'altare. La zona presbiteriale è rialzata da una piccola gradinata, la quale riproduce la forma dei gradoni esterni. Alle spalle dell'altare c'è un'abside semicircolare con il coro ligneo. Sul lato destra si apre una piccola cappella feriale, mentre alla destra del portale di accesso c'è un fonte battesimale, interamente rivestito di marmo. L'aula è illuminata da varie finestre a nastro, che si aprono sulla copertura delle pareti.

Chiesa di Cristo Re
La chiesa è stata costruita nel 1973 dai Padri Gesuiti. Ha aspetto moderno: lungo le pareti diverse finestre piuttosto piccole illuminano la navata unica; la navata è piuttosto larga e va restringendosi verso il presbiterio, come fosse una vela. Il presbiterio è sormontato da una guglia con vetri da cui entra molta luce. Presso l'altare si trova un crocifisso ligneo, sulle pareti spoglie si trovano i pannelli in ceramica di Castelli che raffigurano la guarigione del paralitico di San Pietro, con la scritta "Nel nome di Gesù Nazareno, cammina"; e l'altra riguarda la Madonna.
Sulla parete di ingresso si trova un Cristo in croce, in legno policromo, vestito con paramenti liturgici, ossia l'immagine standard del Cristo Re. Sul fondo un grande trono raggiato, in legno, ha il monogramma IHS.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo di Città, sede municipale
Palazzo di Città
il palazzo comunale e quello della provincia rappresentano il complesso degli edifici istituzionali progettati da Vincenzo Pilotti nel 1939 in stile fascista, situati in Piazza Italia (anticamente dei Vestini). Il "Palazzo Littorio" è sede del Municipio, simile alla vicina Camera di Commercio, presenta relazioni formali e materiche: è infatti interamente costruito in travertino e mattoni. Fu realizzato nel 1935, affacciato su Piazza Italia, in modo da formare un trapezio isoscele, insieme ai complessi del palazzo provinciale e dell'ex sede dell'Agenzia delle Entrate, con al centro della piazza la fontana "La Pescara". L'alta torre civica del palazzo, rivestita in mattoni rossi, è sormontata da una loggia ad archi, rappresentante il simbolo della cittadinanza pescarese. Prima della seconda guerra mondiale la loggia era sormontata dalla scritta in ferro "DUCE". All'interno del palazzo uno scalone monumentale a doppia rampa porta al piano nobile, dove si trovano i saloni di rappresentanza, nonché la Sala della Giunta e l'ufficio del sindaco. Nella sala delle riunioni del Consiglio la parte superiore mostra una serie di affreschi del pescarese Luigi Baldacci. Uno degli ingressi laterali del palazzo è sormontato dalla scritta AVE DULCE VATIS FLUMEN / AVE VETUS URBIS NUMEN", da un distico in omaggio a D'Annunzio voluto da Domenico Tinozzi (1927) primo presidente della neonata provincia pescarese.
Palazzo del Governo
Palazzo della Prefettura e della Provincia
è sede della Provincia e ospita la Prefettura e la Biblioteca provinciale. Il palazzo si sviluppa orizzontalmente con due avancorpi laterali: la parte centrale poco sporgente, mette in risalto l'imponente portale, coronato dal sovrastante balcone e ornato da ampi finestroni. Otto gigantesche semicolonne binate sorreggono, nella parte di mezzo, forti basamenti sui quali sono collocate quattro gigantesche sculture: opere dello scultore Guido Costanzo, simboleggianti le ricchezze del territorio locale (Miniera, Agricoltura, Mare, Fiume). Il grande palazzo ospita gli uffici più importanti della Provincia: la Prefettura, l'Amministrazione e la Biblioteca provinciale "Gabriele D'Annunzio", constante di oltre 150.000 volumi. Il portale d'ingresso immette in un vasto atrio da cui si accede mediante una scalinata di marmo al Salone dei Marmi, con formelle in ceramica a rilievo, che rappresentano i blasoni dei comuni provinciali. Nel Salone del Consiglio sono collocati dei busti di D'Annunzio e Michetti, mentre sopra il seggio del presidente si trova uno stemma dorato col motto "Sibi valet et vivit". L'interno del palazzo ospita il dipinto di Francesco Paolo Michetti La figlia di Iorio (1895), da cui verrà tratta la tragedia dannunziana del 1904.
Palazzo delle Poste
Palazzo delle Poste e Telecomunicazioni
si trova lungo il corso Vittorio Emanuele, uno dei pochi elementi di arte razionalista pescarese durante il ventennio. La facciata imponente in pietra bianca, costruita dall'architetto Cesare Bazzani, è cadenzata da semicolonne doriche, che sorreggono una massiccia trabeazione con cornice dentellata. La superficie è percorsa da finestre lineari con timpano archivoltato superiore. L'interno mostra uno stile più moderno, perché rifatto nel secondo dopoguerra, e presso l'ingresso si trova un immenso pannello affrescato.

Il "Palazzo Cassa di Risparmio" è più piccolo, situato a fianco alle poste, e mostra uno stile più tradizionale del razionalismo, a differenza dell'eclettismo di Bazzani, specialmente per la successione molto schematica del colonnato della facciata.

Liceo classico "Gabriele d'Annunzio"
situato nei pressi di Piazza Italia, progettato da Vincenzo Pilotti. Quando fu istituita la provincia di Pescara nel 1927, il liceo, già esistente e facente parte dell'ex comune di Castellammare, dovette essere ricomposto per impedire l'esodo di studenti a Chieti o Teramo, ed adeguato alle norme di una nuova città capoluogo. Nel 1930 fu creato il Regio Liceo Ginnasio retto dal professor Gino Cappelletti, primo preside. La sede originaria era il Palazzo Clerico nel corso Vittorio Emanuele, in posizione favorevole vicino alla stazione, anche se nel biennio 1930-31 il numero di iscritti era di 44 unità. Altri allievi trovarono alloggio al Collegio Adriatico a ridosso del fiume (attuale sede de Il Messaggero. Così il 26 febbraio 1936 il comune consegnò una nuova struttura realizzata dal Pilotti per il "Regio Liceo Ginnasio", che verrà intitolato a Gabriele d'Annunzio dopo la seconda guerra mondiale nel 1944. La struttura ha pianta rettangolare e mostra chiaramente i caratteri dell'architettura razionalista di regime, presentando similitudini negli esterni con il Palazzo di Città.
Istituto tecnico commerciale "Tito Acerbo"
situato dietro la stazione centrale, fu fondato nel 1923 secondo i piani della municipalità di Castellammare Adriatico. Può essere riconosciuto come una delle principali scuole secondarie nate dopo la riforma Gentile. Dal 1938 al 1967 ricoprì la carica di preside Michele Balice, che portò l'istituto al suo apogeo istituzionale, ottenendo anche riconoscimento internazionali. L'istituto divenne un punto di riferimento ad esempio nel secondo dopoguerra, dove vennero realizzati i piani di ricostruzione della città, le iscrizioni aumentavano sempre di più, fino a raggiungere la vetta negli anni '70. La struttura è di tipo liberty-neoclassico, tuttavia molto sobria, alla classica maniera degli istituti scolastici del primo Novecento, con ordine regolare di finestre, un intonaco bicromo giallo.rosso, e architrave del corpo centrale a timpano triangolare.
Palazzo Muzii
Palazzo Muzii
sorge sul lato sud-ovest di Piazza Salotto, allo sbocco del Corso Umberto I su di essa, e all'incrocio con via Regina Margherita. Fu progettato da Vincenzo Pilotti e Attilio Giammaria per volere di Giulio Muzii, nel 1928, e terminato nel 1930. Il palazzo avrebbe dovuto caratterizzare il piazzale antistante, con la sua architettura ad U. Negli anni '30 l'architetto Nicola Simeone apportò delle modiche, realizzando anche un cinema al locale del pianterreno, che si apre verso la strada con monumentale portico architravato su pilastri e colonne. I tre piani superiori mostrano un aspetto tipicamente eclettico tra il neorinascimentale e il neoclassico, con ordini di finestre inquadrate da contorni coronati da un timpano, un piano nobile, e contorni semplicemente architravati ai piani superiori. Al piano nobile, sull'angolo curvilineo tra Corso Umberto e via Regina Margherita, si aprono dei balconi protetti da parapetti e balaustre. Il palazzo rappresenta l'unica architettura sopravvissuta al rifacimento totale di Piazza Salotto, ed oggi ospita la sede dell'Unicredit Banca.
Casina Musacchi
sorge sul lungomare principale, realizzata nell'800 da Girolamo De Pompeis come residenza della famiglia che porta il nome dell'edificio. Successivamente il palazzo fu diviso tra più proprietari, realizzando tre alloggi indipendenti su tre piani, disimpegnati da un vano scala. Costituito da un blocco quadrangolare con corpi aggettanti, l'edificio si ispira all'impianto dei prospetti neorinascimentali, riconoscibile nei cantonali bugnati, nelle terrazze sostenute da archi a tutto sesto su colonne, che delimitano i due porticati d'ingresso, nei fregi decorati a rilievo. Richiami a morivi floreali dello stile liberty sono evidenti nel disegno dei parapetti in ferro battuto dei terrazzi e di alcune aperture.
Villa Delfino
Villa Antonietta-Delfino
sul viale della Riviera, risale al 1910, e completata nel 1923. Nell'impianto a blocco parallelepipedo, quadrangolare e asimmetrico, si inseriscono quattro alloggi indipendenti distribuiti su tre piani e un piccolo attico. Il piano rialzato è caratterizzato da aperture inquadrate da un ordine di colonne ioniche, la cui base nasce all'altezza del parapetto di balcone, la trabeazione è spezzata e composta da una fascia liscia, sormontata da fascia decorata, solo in corrispondenza delle colonne sottostanti, con modanatura aggettante sorretta da mensoline. Il portico a nord è sostenuto da colonne della stessa tipologia ionica, il corpo a sud è caratterizzato da finestre a nastro, inframmezzate da analoghe colonne con trabeazione continua, sia sul fronte est che su quello sud; tale corpo è definito da angoli e da lesene che terminano con voluta aggettante a guisa di mensola a sostegno del parapetto del terrazzo. Le finestre del primo piano ad arco a sesto ribassato, sono uguali tra loro, ornate da cimasa aggettante, sorretta da mensoloni, il fronte sud mostra in corrispondenza del corpo aggettante una finestra pseudo-termale con la cimasa che richiama le altre del piano. Il secondo piano si caratterizza con le piccole finestre quadrate, unite da marcapiano, inquadrate da colonne non rastremate e sostenute da mensole aggettanti.
Villa Massignani
in viale della Riviera, risale al 1924 su progetto di Benedetto Sorge. Nel 1952 è stato costruito un corpo aggiunto presso la parte sud-ovest, il quale ha occupato parte del cortile, inglobando una piccola scala posteriore. Lungo il tratto arretrato del fronte principale si estende una spaziosa terrazza su colonnine ioniche, con ringhiere in ferro battuto, di ispirazione liberty. Invece nelle intenzioni di Sorge, il portico sarebbe dovuto rimanere limitato al tratto centrale antistante al portone, ed era previsto anche l'accesso diretto allo studio tramite un portoncino esterno. I due ingressi sono stati realizzati, ma ambedue riparati dalla loggetta, una fascia a rilievo in corrispondenza delle finestre del piano terreno, che sono a timpano curvilineo, inquadrate da cornice marcapiano che segue il profilo delle finestre.
Villino Scaccioni
sempre sul lungomare Nord di Pescara, risale al 1929, realizzato da Vincenzo Pilotti. Nel progetto era prevista la costruzione di due corpi di fabbrica, collegati tra loro per mezzo di camminamento coperto da terrazzo; la distribuzione delle stanze si atteneva alla tipologia classica della zona giorno al pianterreno e della zona notte al primo piano, è stato poi realizzato solo il corpo di fabbrica verso il mare, e quello che oggi appare come prospetto principale, era quello laterale. Il richiamo ai motivi classici è riconoscibile dalla singolarità di alcuni elementi del fronte principale: il portico su quattro colonne toscane, a sostegno del terrazzo che occupa tutta la lunghezza del fronte anteriore, è arricchito da una balaustra con parapetti composti da pannelli quadrati modulari di pietra a disegni fitomorfi. La scala principale è a due rampe, disposte simmetricamente in direzione parallela al piano del prospetto, altra caratteristica del villino è il coronamento mistilineo a timpano triangolare spezzato, che interrompe la linearità del cornicione, e crea corrispondenza con la vicina Villa Urania, sede del Museo Paparella Treccia.
Palazzo Verrocchio in notturna
Palazzo Verrocchio - Hotel Esplanade
affacciato su Piazza I Maggio, è stato costruito nel 1925 da Gennaro Partenza, e abitato nel 1934 da Vittorio Verrocchio, da cui il nome, che ne fece un albergo. L'apparato decorativo si ispira ai motivi eclettici, con richiami all'architettura barocca nel portico convesso, che unisce i due corpi di fabbrica, e nei cantonali arrotondati composti da lesene binate. Altre lesene scandiscono i prospetti, quelle bugnate al pianterreno e quelle di ordine gigante che contengono due piani superiori. Le finestre sono regolari, incorniciate da decorazioni mistilinee e fitomorfe.
Palazzetto Imperato
Palazzetto Imperato
sorge all'ingresso del Corso Umberto I venendo dal Corso Vittorio Emanuele. Venne realizzato nel 1926 da Antonino Liberi e Nicola Simeone, sul sito occupato dal vecchio Albergo Milano, in modo da formare una delle quinte architettoniche di accesso al corso, ed alla piazzetta del Sacro Cuore (allora intitolata a Vittorio Emanuele II). L'altra testata architettonica del piazzale non venne realizzata, come da progetto, e vi fu costruito nel 1933 l'ex Banco di Napoli; la facciata del palazzetto si distingue per il ricco apparato decorativo con richiami liberty, l'impianto del prospetto è tripartito, sia in senso verticale che orizzontale, con il corpo centrale più ampio e con la scansione a ordini di lesene bugnate, che definiscono rispettivamente i piani della base, del primo, del secondo e del terzo. Il primo piano è caratterizzato da un bow-window che sorregge il balcone, si distingue per un più ricco trattamento dell'apparato decorativo. Ai lati si aprono due bifore inquadrate da colonnine a sostegno di archi a pieno centro. Un fregio con decorazioni fitomorfe a rilievo è posto sul primo piano, a separare la zona commerciale da quella residenziale. Pure in rilievo sono i festoni presenti sulla fascia di coronamento a sostegno del cornicione, che sorregge il parapetto posto sulla copertura, trattato con motivi geometrici.
Villa Urania
Villa Urania - Museo Paparella Treccia
in viale Regina Margherita, si tratta di una palazzina edificata dai baroni Treccia come casa vacanze, nella metà dell'Ottocento. Oggi custodisce la collezione artistica del Museo Paparella Treccia Devlet, che comprende diverse maioliche di Castelli, del XVI-XVIII secolo, appartenute alla bottega della famiglia Grue. La collezione fu raccolta dal professor Raffaele Paparella Treccia, e dalla consorte Margherita Devlet, da cui il nome del museo, ed è composta da 150 esemplari prodotti oltre che dai Grue dai maggiori ceramisti abruzzesi, come Carmine Gentile, suo figlio Berardino, Candeloro e Felice Cappelletti, e Silvio de Martinis.
Palazzo del Conservatorio
Conservatorio Luisa D'Annunzio - ex Palazzo Mezzopreti
si trova in viale Leopoldo Muzii nella zona nord di Castellammare, e fino al 1927 fu la sede del municipio dell'ex Comune. Il 27 gennaio 1922, nella ricorrenza della morte di Luisa De Benedictis, madre di D'Annunzio, artisti abruzzesi quali Michetti, Tosti, Pepe, Cascella, De Nardis decisero di costituire un'associazione musicale che sarebbe stata intitolata a "Luisa d'Annunzio". Lo Stesso Gabriele si impegnò affinché il progetto nascesse, e scrisse una "corporazione" affinché l'associazione prendesse vita a Pescara, diventando ben presto un punto di riferimento nella zona adriatica. Nel 1928 la corporazione divenne "Istituto musicale" grazie a Berardo Montani e al Maestro Mulè, direttore del Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Il palazzotto ottocentesco ha pianta rettangolare divisa in tre livelli da cornici marcapiano. La parte principale di accesso ha dei robusti archi a tutto sesto, mentre il finestrato dei vari settori è molto semplice, con delle balaustre superiori come cornice. L'insieme è in puro stile neoclassico, intonacato di bianco.
Villa Rosa
fu realizzata nel 1923 su progetto dell'ingegner Antonino Liberi e del geometra Slorindo Savini. L'originario impianto a blocco asimmetrico con attigua torre, fu sopraelevato nel 1949, contiene sei alloggi su tre piani. Il corpo principale e la torretta sono ornati da un apparato decorativo sobrio in stile liberty, con finestre a trifora, e con motivi floreali e marini come conchiglie nelle fasce a rilievo del marcapiano.
Palazzo ex Banco di Napoli
posto all'incrocio del corso Vittorio Emanuele con corso Umberto I in Piazza della Repubblica, il palazzo risale agli anni '30, ed è una sintesi dell'eclettismo pescarese tra razionalismo ed eclettismo neoclassico. Ha pianta rettangolare, con aperture a tutto sesto, e scansione dello spazio realizzata da una sapiente combinazione di forme curve e schematiche del quadrato e del rettangolo. La base ha degli archi di grandi dimensioni, per le entrate, mentre quella mediana è occupata dalle finestre. Presso l'entrata centrale dal corso Vittorio Emanuele si trova lo stemma della città con il noto verso latino diventato simbolo della città.
Grattacielo UZA
è uno dei simboli della nuova Pescara anni '60-'70, posto lungo il corso Vittorio Emanuele in affaccio alla Piazza Italia. Il palazzo Ex Singleton ha 19 piani, arrivando a toccare un'altezza di 60 metri. Ha pianta rettangolare, e s'innalza slanciato, con uno stile molto semplice, composto dall'alternanza di pilastri cementizi per l'ordine delle finestre tutte uguali. Attualmente ospita un hotel e degli uffici.
Cinema Teatro Massimo
è stato realizzato negli anni '50-'60 sopra il vecchio bastione San Vitale, residuo dell'antica fortezza spagnola, e si affaccia su via Caduta del Forte, poco distante da Piazza Italia. L'edificio ricalca abbastanza fedelmente il bastione spagnolo lanceolato, ed è provvisto di ingresso con portale architravato i cui stipiti sorreggono una balaustra di protezione, in stile vagamente littorio. L'interno è dotato del palcoscenico principale, e dell'ordine superiore di palchi.
Storica sede della stazione Centrale
oggi usata come museo, assieme ad una locomotiva del primo '900. Piccolo edificio quadrangolare in stile liberty-neoclassico situato su Piazzale della Repubblica, con un orologio in cima. Nel piazzale c'è anche il palazzetto biturrito dell'ufficio informazioni.
Borgo Marino
si tratta di un villaggio-rione compreso tra via Pietro Gobetti, via Sant'Andrea, via Puccini e via Lazio, che sbocca sul lungofiume Raffaele Paolucci, nella zona sud di Castellammare. Il villaggio risalirebbe ai primi dell'Ottocento, abitato prevalentemente da pescatori, che colonizzarono l'area detta "Vallicella", tra i primi abitanti censiti dal comune di Castellammare c'è Salvatore Magliaro. La Vallicella si estendeva da via Marsala a via Venezia, lungo la parte nord-est, mentre il primo agglomerato della Marina erano case sparse nella boscaglia del barone De Riseis, nei pressi dei fondaci limacciosi della Pescara. L'agglomerato era composto non solo dai paesani autoctoni, ma anche da famiglie di pescatori emigrate dalle Marche, come gli Spina, i La Galla e gli Ammirati di San Benedetto del Tronto, ma le famiglie potevano provenire anche da città abruzzesi come Giulianova e Silvi Alta. Le abitazioni erano sparse, realizzate seguendo lo schema a scacchiera, attraversate da una strada principale, l'attuale via Pietro Gobetti: erano poco più che baracche a un piano unico, in mattoni a vista, e furono descritte molto bene dalla viaggiatrice Amy MacDonald nel 1901 (dal diario Negli Abruzzi), e da Gabriele d'Annunzio ne Le novelle della Pescara (1902) e in altre poesie come la raccolta Primo vere (1879). Le case in muratura, dunque residenze non nomadi, vennero realizzate nei primi del Novecento, la porzione del villaggio a nord è più articolata ed elaborata, poiché vi vivevano i marinai più benestanti, che realizzarono un sobborgo a impianto quadrilatero compreso tra le strade del Lungomare Matteotti, via Puccini, fronteggiando la casa De Riseis (dove oggi sorge l'omonimo parco pubblico), poi via Bologna, via Paolucci e via Manzoni, che costituivano le strade di confine col sobborgo più malandato. Le case si addossavano le une alle altre, composte all'interno da due soli vani, la cucina da cui si accedeva all'ingresso e la stanza coniugale che accoglieva anche i figli: le case più elaborate avevano una scala interna per salire al primo piano, e negli esterni compaiono anche fregi di stile eclettico, come nelle case di via Galiani, con i motivi floreali e le conchiglie.

Monumenti pubblici[modifica | modifica wikitesto]

Il Ponte del Mare
Ponte del Mare
è un ponte strallato ciclo-pedonale, situato al termine del Porto Canale, collegamento tra il lungomare Matteotti a nord, e il lungomare Colombo a sud. Terminato nel 2009, ha 466 m. di lunghezza tra le spalle e 172 m. di luce dell'impalcato sospeso, rappresentando così il più grande ponte ciclo-pedonale d'Italia e uno dei maggiori d'Europa. Il ponte si pone come collegamento principale del progetto ciclabile del Corridoio Verde Adriatico che dovrebbe attraversare tutto il Paese dal nord fino al promontorio salentino di Leuca, è dotato di un pilone centrale leggermente inclinato, e si articola con tracciato curvilineo che unisce le due riviere di Pescara all'altezza della rotonda della Madonnina del Porto, e in corrispondenza del Porto Turistico Marina di Pescara. La struttura è costituita da due rami separati, una pista ciclabile larga 3 mt. e un percorso pedonale largo 4 mt., che si ricongiungono all'estremità in un'unica struttura larga 5 mt che vengono retti da una serie di tiranti inclinati collegati al pilone principale.
Ponte Flaiano
dedicato allo scrittore pescarese Ennio Flaiano, è stato completato nel 2017, in base a un progetto di collegare meglio per i trasporti il quartiere Porta Nuova alla zona dietro la Stazione Centrale. Come il coevo Ponte del Mare alla fine del fiume, il ponte è provvisto della carreggiata principale, leggermente inclinata, provvista ai lati estremi di pista ciclabile e pedonale, e con al termine dell'estremità verso Castellammare una grande vela-pilone dai lineamenti molto ondulati, provvista di pannelli fotovoltaici, e di una incisione con citazione tratta da Flaiano: "con i piedi poggianti fortemente sulle nuvole".
Statua busto Gabriele d'Annunzio
si trova in Piazza Italia, presso la fontana "La Pescara". La scultura mostra un tronco in travertino bianco, con sopra un busto in bronzo raffigurante il poeta. Il monumento fu realizzato nel 1983, e la dedica recita: "A Gabriele d'Annunzio / Nella terra da cui ebbe i natali e / l'ispirazione più schietta e genuina / il Lions Club di Pescara / nel triennale della sua fondazione / Pescara 26.6.1983".
Fontana La Pescara, dietro il busto a D'Annunzio
Statua fontana "La Pescara"
si trova in Piazza Italia, accanto la scultura del busto di Gabriele d'Annunzio, realizzata nel secondo dopoguerra, in posizione baricentrica proprio davanti il Palazzo del Governo. Ha una vasca rettangolare, dal bordo marmoreo corrono verso l'interno giochi d'acqua perfettamente calibrati. Al centro si trova una scultura bronzea intitolata "La Pescara" di Giuseppe di Prinzio, raffigurante una donna sul dorso di un cavallo marino, dal cui morso sgorga uno zampillo.
La Nave di Pietro Cascella
Fontana di Piazza San Francesco d'Assisi
si caratterizza per la forma ellittica, innalzata a più vasche sovrapposte, che creano dei bei giochi d'acqua.
Nave di Cascella
si trova sul lungomare Matteotti, all'altezza di Piazza I Maggio. Realizzata nel 1987 da Pietro Cascella sopra un giardino-orologio che ogni giorno segnava la data e l'ora, il monumento è una fontana a vasca rettangolare in marmo di Carrara, contenente una nave stilizzata che rimanda alla galea, antica imbarcazione a remi. Il richiamo è ispirato alla grande tradizione marinaresca della città, anche se altre interpretazioni vogliono che la nave rimandi alla prigione del carcere borbonico di Porta Nuova, dove si trovavano anche i rematori sfruttati dagli spagnoli sino al 1859, che furono gli originali costruttori della fortezza. Nell'opera, Cascella predilige una dimensione monumentale in grado di esprimere potenza, l'utilizzo di forme arcaiche e simbologie universali, collocano la scultura in quella ricerca artistica contemporanea dell'immaginario tradizionale, dando luogo a ibridazioni espressive di grande fascino.
Madonnina del Porto
Obelisco della Madonnina del Porto
è una colonna in travertino innalzata nel 1954 in onore della Vergine presso l'inizio del lungomare Matteotti, con una statua in bronzo realizzata dallo scultore Vito Pancella. Nel 2004 i Missionari Oblati restaurarono il monumento, finanziando la costruzione di una statua in bronzo della Vergine, a guardia del porto e dei marinai pescatori. Il monumento si trova nei pressi del Ponte del Mare.
Busto di Raffaele Paolucci
posto lungo il viale della Riviera. Il monumento nasce da un gioco geometrico tra una circonferenza e un'ellisse: la forma ellittica della fontana è racchiusa dalle sedute a monte e contiene a sua volta altre ellissi inclinate, dando forma a diversi elementi, ossia una passeggiata con gradini, una fontana e un'ulteriore piccola piazza. La passeggiata ricorda la figura geometrica del Nautilus marino, a forma di un percorso con gradini e rampe attorno a un doppia fontana, che contiene i giochi d'acqua luminosi e penetra all'interno della seconda ellisse, a sua volta contiene elementi luminosi e giochi. Troneggia un blocco di granito con il busto bronzeo del Colonnello Raffaele Paolucci.
L'Elefante di Vicentino Michetti jr.
fu costruito nel 1970 da Vicentino Michetti jr., e collocato in varie zone della città, per poi trovare definitiva posizione in un angolo di Piazza Salotto. Nel 2013 è stato ampiamente restaurato con nuova coloratura rossa, e rappresenta un pachiderma realizzato in cemento, con sopra il sellino orientaleggiante. Il monumento è caro ai pescaresi e ai bambini che si divertono a giocarci.

Aree verdi[modifica | modifica wikitesto]

Parco Villa Sabucchi
si trova nella zona nord di Castellammare, edificato sopra la storica villa dell'Ottocento, che aveva uno stile neogotico a forma di piccolo castello pseudo-medievale. Il parco è provvisto di ampi spazi gioco per bambini, e zone verdi per il passeggio, ed è abbastanza grande da ospitare anche eventuali manifestazioni e spettacoli musicali. Della villa storica rimane solo una torretta circolare, provvista di coronamento a cono.
Parco Villa De Riseis
situato più a sud, nei pressi del lungomare Matteotti, è stato realizzato sopra la casa del Barone De Riseis che aveva in controllo il villaggio del Borgo Marino. Il parco è stata più volte ampliato e riqualificato con varie piantate, dispone di area giochi per i bambini e di percorsi da passeggio, ed eventualmente ospita concerti musicali.
Parco Florida
ultimo parco a forma quadrangolare, riqualificato più volte, che dispone di ampi percorsi da passeggio.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione storica di Pescara centrale, con dietro l'edificio moderno

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

La circoscrizione si estende nella zona nord-ovest del fiume Pescara, collegandosi con la zona sud di Porta Nuova, dalla parte del Lungomare Matteotti mediante il famoso Ponte del Mare, e successivamente con il Ponte Risorgimento (ex Ponte Littorio), il ponte della ferrovia, e il Ponte Gabriele d'Annunzio. Lambendo gli spalti del fiume, c'è il Lungofiume dei Poeti, che poi verso il mare diventa il viale Raffaele Paolucci, mentre le strade principali che attraversano la zona storica sono il Corso Vittorio Emanuele, il Corso Umberto I, il viale Ludovico Ariosto, via Firenze, via Cesare Battisti, viale Regina Margherita, viale Regina Elnea, viale Carducci, via Milano e via Nicola Fabrizi nella parte più a sud. I decumani sono invece via Vittorio Veneto, via Venezia, via Campania, via Palermo, via Trieste, via Roma, e pià verso il mare via Boccaccio, via Dante, via Leopardi, via Galilei e via Foscolo.

Piazza della Rinascita

Invece salendo verso nord, nella zona di confine di Santa Filomena, dopo Piazza Salotto le strade maggiori sono viale Silvio Pellico, viale Giovanni Bovio, viale Leopoldo Muzii, via De Amicis, orizzontalmente l'orografia urbana fino alla zona di confine del Globo Pescara si divide in due grandi stradoni: viale Castellammare Adriatico e la Strada Nazionale Adriatica Nord, che confinano con Montesilvano, mentre le strade perpendicolari maggiori sono via Cavour, via Guglielmo Oberda, via del Milite Ignoto e via Cadorna.<br/<Sostanzialmente l'abitato storico di Castellammare, quello compreso intorno alla Piazza Salotto, fino all'accesso del Corso Vittorio Emanuele da Porta Nuova, è composto da strade a scacchiera, e abitazioni eclettiche del primo Novecento miste a palazzi moderni, mentre nella zona di confine nord di Santa Filomena, l'orografia cambia radicalmente, assumendo quasi sempre il modello della scacchiera, ma con costruzioni prevalentemente moderne, poiché area di estensione demografica con nuovi quartieri realizzati interamente dagli anni '60 in poi.

Vista della Piazza della Rinascita, lato nord
  • Piazza della Rinascita o Salotto: è la piuazza maggiore e più conosciuta di Pescara, esistente sin dai tempi della riqualificazione urbana di Castellammare nella seconda metà dell'Ottocento, quando era usata come luogo d'incontri dell'alta borghesia, nota come Largo Umberto I. La piazza è stata rifatta quasi completamente da Luigi Piccinato negli anni '50, e fu lasciato intatto solo il neorinascimentale Palazzo Muzii, mentre attorno venivano eretti il Palazzo "Arlecchino", per le varie tonalità di colore presenti nei riquadri delle finestre, il Palazzo Testa con sculture di Vicentino Michetti, e il Palazzo dei Portici. Nel 2009 da Toyo Ito è stata realizzata una scultura del calice di vino dentro blocco di vetro, successivamente crepata, e dunque rimossa, mentre prima dell'infestazione del punteruolo rosso, la piazza era dotata di piccole aiuole con palme, poi rimosse. L'unica scultura che attualmente orna la piazza è l'Elefante di Vicentino Michetti.
Lungomare G. Matteotti
  • Lungomare Giacomo Matteotti - Viale della Riviera: è una monumentale passeggiata litoranea ultimata negli anni '60, che parte dalla Marina del Porto Canale alla foce sud-ovest del fiume, arrivando fino a Montesilvano, benché il nome cambi all'altezza di Piazza I Maggio (dove sta La Nave di Cascella) sul "viale della Riviera". Nel corso degli anni il lungomare, progettato nella seconda metà dell'800 per accogliere i primi "bagni" per le villeggiature dei borghesi in estate, si è sempre più espanso e modernizzato, fino ad essere attualmente decorato da palmeti, una pista ciclopedonale, e una fila di lampioni a coppia. Il corrispondente lungomare della foce sud-est del Porto Canale è dedicato a Cristoforo Colombo, modernizzato più di recente, sempre con un percorso pedonale e per ciclisti, e abbellito con la Fontana La Meridiana. Le due passeggiate costiere sono collegate dal Ponte del Mare nel 2009.
Corso Umberto I
  • Corso Umberto I: principale arteria del vecchio comune, con testimonianze di edifici in stile liberty sulla sinistra. Il troncone destro rasente la chiesa del Sacro Cuore è stato ritrasformato negli anni '60 con palazzi moderni. Il corso è molto frequentato per la presenza di negozi griffati e luoghi di ritrovo. Termina con la moderna Piazza Salotto, con l'edificio storico liberty del Palazzo Sede Generali. Altra costruzione storica, presso il lungomare Matte è il Grand Hotel Esplanade, in stile liberty del 1910.
  • Corso Vittorio Emanuele II - Piazza Italia: arteria storica deambulatoria parallela al piazzale della stazione centrale. Possiede edifici novecenteschi misti a palazzi moderni, diventato negli anni '60 la seconda via del commercio principale del centro pescarese. Termina al capolinea con piazza Italia, rappresentata dal monumento simbolo del Palazzo del Governo, in stile fascista. Costruito nel 1927 da Pilotti e adornato da Guido Costanzo, ha facciata in pietra bianca, con ornamenti in stile classico bassorilievo, rappresentanti il Fiume, la Miniera, l'Agricoltura e il Mare. L'interno policromo ha il dipinto La figlia di Iorio del Michetti. Nel Salone dei Marmi vi è un'opera di Costantino Barbella. A fianco la struttura vi è una simbolica torre littoria con campanile e orologio.
  • Piazza I Maggio: è stata costruita negli anni '50-'60 come sbocco finale del Corso Umberto I sul lungomare di Pescara, e fino al 1986 era ornata di un orologio-giardino che scandiva giornalmente la data e le ore, mediante il taglio delle foglie. Successivamente l'area è stata riqualificata con la costruzione della Nave di Cascella, mentre già dal 1963 non esisteva più lo storico Teatro Pomponi, nella cui area venne ricavato un parcheggio, e nel 2005 veniva completata la nuova parrocchia di San Pietro Apostolo. La piazza lateralmente, verso sud, è provvista di giardinetti pubblici e di chioschi.

La Coppa Acerbo[modifica | modifica wikitesto]

Castellammare Adriatico è stata la sede di una rinomata gara automobilistiche del passato. Dal 1924 al 1961 è stata disputata la Coppa Acerbo, gara che si districava su un tracciato cittadino di circa 25 km. Nelle molte edizioni, hanno partecipato alla gara le migliori case automobilistiche italiane (Ferrari, Bugatti, Alfa Romeo e Maserati) e straniere (Mercedes-Benz, Auto Union, Vanwall), nonché molti illustri piloti: Enzo Ferrari vinse la sua prima gara a Castellammare Adriatico nel 1924.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Abruzzo Portale Abruzzo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Abruzzo