Basilica della Madonna dei sette dolori

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Basilica della Madonna dei sette dolori
Scorcio Basilica dei sette dolori pescara.jpg
Esterno della Basilica
StatoItalia Italia
RegioneAbruzzo Abruzzo
LocalitàPescara
Religionecattolica di rito romano
TitolareMadonna dei sette dolori
Arcidiocesi Pescara-Penne
Stile architettonicotardobarocco
Inizio costruzioneXVII secolo
Completamento1757

Coordinate: 42°28′04.93″N 14°10′55.62″E / 42.468037°N 14.182118°E42.468037; 14.182118

La basilica della Madonna dei Sette Dolori è un santuario di Pescara, localizzato in largo Madonna, Pescara Colli.

È intitolata a Maria Addolorata la quale, secondo la tradizione cristiana, ha dovuto affrontare sette dolori.

La basilica è un punto di riferimento religioso, storico, artistico e culturale per la città di Pescara come per tutta la regione. La festa, che ricorre tutti gli anni la prima domenica di giugno, attrae devoti dall'Abruzzo e anche da fuori regione.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è a pianta basilicale a croce latina. La facciata è a capanna tripartita suddivisa verticalmente da paraste. Sul corpo centrale vi è un bassorilievo della Madonna, con accanto due nicchie laterali spoglie. Il portale è semplice. L'architrave centrale mostra la scritta "Basilica", aggiunta nel 1952. La facciata fino agli anni '60 era staccata in bianco e rosso porpora, colori successivamente smantellati ripristinando il sobrio colore dei mattoni. Il campanile è una torre con cuspide. A fianco la chiesa vi è un piccolo edificio conventuale. L'interno è a tre navate stuccate, con affreschi sulla volta centrale. L'altare terminea ad abside semicircolare, e ha una statua lignea della Madonna dei Sette Dolori, rappresentati in sette spade che trafiggono il cuore sporgente della Vergine.

Le leggende devozionali all'origine del culto[modifica | modifica wikitesto]

Le apparizioni mariane[modifica | modifica wikitesto]

La leggenda devozionale dell'apparizione della Madonna dei Sette Dolori risale alla fine del XVI secolo o agli inizi del XVII secolo. Nel luogo ove sorge l'attuale santuario, oggi Largo Madonna, vi era una folta foresta di querce dove spesso i contadini conducevano al pascolo il loro gregge. In un giorno imprecisato, in mezzo ai cespugli, sarebbe "apparsa", dipinta su una pietra, la scena della Deposizione dalla Croce, raffigurante la Madonna, con sette spade conficcate nel cuore e sulle ginocchia il corpo esanime di Gesù. Dopo lo smarrimento iniziale, i credenti si convinsero che si trattasse di un evento straordinario, per cui fu deciso di portare l'immagine in una modesta cappella (luogo abituale di culto) sita in Colle Ruscitelli (odierna contrada De Jacobis), ove, dietro consultazioni, era stato stabilito di erigere una chiesa. Ma il mattino successivo si verificò un episodio che fu giudicato dai credenti "strabiliante": ai molti curiosi recatisi sul luogo dell'"apparizione" per rendersi conto dell'accaduto, l'immagine sembrò essere nel suo posto primitivo, nell'identica posizione del giorno avanti. Si credette ad uno scherzo e pertanto, a sera, il dipinto fu ricollocato al suo posto nella cappella. L'indomani, però, l'episodio si ripropose.

L'immagine fu ricondotta di nuovo nella cappella e furono prese più sicure precauzioni, ispezionando ogni angolo, assicurando per bene porte e finestre e ponendovi una guardia notturna. I guardiani, al mattino, insieme ai devoti accorsi, riferirono del misterioso ritorno dell'immagine nel luogo primitivo, interpretando l'accaduto come il segno della predilezione della Madonna verso quel luogo.

Il "miracolo" della pioggia[modifica | modifica wikitesto]

Una nuova e singolare leggenda contribuì a sviluppare la devozione verso la Madonna dei Sette Dolori: contro la siccità che imperversava sulle campagne della zona, i fedeli invocarono l'intercessione di Maria, la cui immagine fu portata in processione per alcuni giorni. Andarono anche al porto dove tutti insieme invocarono per intercessione della Madonna la pioggia per combattere la siccità. Il 12 maggio, mentre la processione si dirigeva verso il mare, piovve abbondantemente, i raccolti furono salvi e i devoti videro nell'evento meteorologico un segno dell'intervento divino. Ogni anno, a ricordo dell'accaduto, il 12 maggio ricorre la celebrazione religiosa della "giornata del ringraziamento".

La basilica[modifica | modifica wikitesto]

Poco tempo dopo tempo l'apparizione mariana, fu eretta una cappella con un altare su cui posero l'immagine. Vi eressero una cupola dove sistemarono una campana, che fu successivamente (1888) collocata sulla odierna torre campanaria e precisamente nel finestrone rivolto verso il mare. Il 26 novembre 1665 (giorno in cui si tenne il primo battesimo) fu istituita dal vescovo Raffaele Esuberanzio la parrocchia con il titolo "Santa Maria dei Sette Dolori". In seguito fu progettato e realizzato un nuovo e più grande santuario che, probabilmente, ha inglobato la primitiva e piccola cappella. L'attuale santuario venne consacrato ufficialmente il 30 maggio 1757 dal vescovo di Penne e Atri, monsignor Gennaro Fezzelli.

Affidamento del santuario e della parrocchia ai frati minori cappuccini[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 giugno 1948 l'arciprete Jacone rinuncia al suo incarico di parroco e monsignor Gilla Vincenzo Gremigni, allora vescovo di Teramo ed amministratore apostolico di Penne ed Atri, consegnava la nomina di vicario-economo ad Alberto Mileno da Vasto. L'8 dicembre 1948 il santuario veniva affidato dalla Santa Sede all'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, ed il 6 marzo 1949 Alberto da Vasto fu nominato parroco della parrocchia della Madonna dei Sette Dolori, anno in cui Benedetto Falcucci divenne primo vescovo della nuova diocesi di Penne-Pescara.

Elevazione del santuario a basilica[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 dicembre 1952 il papa Pio XII proclamava in perpetuo la Madonna dei Sette Dolori celeste patrona della diocesi di Penne-Pescara.

Desiderando che il santuario mariano accrescesse la sua importanza, per poterne propagare di più il culto, dietro istanza del vescovo Benedetto Falcucci prima, e per interessamento dell'arcivescovo Antonio Iannucci poi, con decreto del 16 gennaio 1959 di papa Giovanni XXIII, si eleva la chiesa, consacrata a Dio in onore della Beata Vergine Maria dei Sette Dolori, alla dignità di basilica minore.[1]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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