Storia dell'arte a Pescara

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Pescara.

La storia dell'arte a Pescara è una storia che si estende per lungo tempo con apogeo che si colloca a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento. Pescara, duramente bordata durante gli avvenimenti bellici, è una città ricostruita quasi completamente dopo la seconda guerra mondiale. Alla modernità dell'impianto urbanistico e dell'aspetto della città corrisponde l'esiguità di alcune tracce di storia come anche di produzioni artisticamente rilevanti provenienti dal passato. Al riguardo, occorre tenere presente che, per molti secoli, la vita di Pescara è stata legata alla fortezza e che questa funzione prettamente militare non ha consentito l'evolversi di produzioni o scuole d'arte, come è invece accaduto in Chieti.

La produzione di opere artistiche nella città è coincisa con lo smantellamento della fortezza di Pescara che, dal punto di vista sociale ed economico, ha rappresentato un autentico rinascimento. Attualmente nella città esistono un liceo artistico e un istituto d’arte che negli anni hanno formato molti giovani artisti. Sono diverse le gallerie private intorno alle quali ruotano i lavori e gli sforzi di molti artisti locali. Pescara è divenuta negli ultimi decenni anni un sede espositiva per importanti mostre grazie alla presenza della mostra Fuori Uso, nonché del Museo d'arte moderna “Vittoria Colonna”.

Artisti[modifica | modifica wikitesto]

Costantino Barbella[modifica | modifica wikitesto]

Costantino Barbella (Chieti, 31 gennaio 1852Roma, 5 dicembre 1925), nato da una famiglia di modesti commercianti, manifestò sin dalla prima giovinezza la propria vocazione modellando statuette per il presepe, presto notato dal coetaneo Francesco Paolo Michetti, il quale gli fece ottenere di formarsi all’Accademia di Belle Arti di Napoli attraverso un sussidio della provincia di Chieti. A Napoli Barbella studiò sotto il magistero del più importante maestro di scultura del tempo, Stanislao Lista, e al fianco di un altro valente e noto scultore in via di affermazione, il napoletano Vincenzo Gemito. Con le prime prove ed esposizioni iniziò a viaggiare in tutta Europa, distinguendosi come talento nella creazione di sculture di piccole dimensioni, pur eseguendo occasionalmente - spesso su commissione - opere di maggiori proporzioni. Si mantenne sempre fedele, seppur all’insegna dell’arricchimento e di una suggestiva trasfigurazione, ai temi del folclore abruzzese e alle scene idilliache raffiguranti contadini, eseguiti con un realismo dal timbro sentimentale molto vicino allo spirito agro-pastorale del primo tempo dell’arte degli amici Michetti e d’Annunzio, con i quali fu protagonista dello storico Cenacolo Michettiano, a tutt’oggi orgoglio e vanto della nostra terra, stagione prodigiosa di arte e letteratura. Nella maturità si cimentò con la ritrattistica e, in Italia, anticipò il Liberty.

Vicentino Michetti[modifica | modifica wikitesto]

Vicentino Michetti (Calascio, 16 febbraio 1909 – Pescara, 18 maggio 1997)[1], nonostante le insistenze dei genitori, decise presto di dedicarsi ad una pratica attività. Proveniente da una generazione di costruttori, si indirizzò sull'ambito artistico, diventando quindi scultore. Su ispirazione della figlia, iniziò a elaborare i primi disegni e le prime plastiche, utilizzando particolarmente la creta. Dopo la guerra, tenne alcune esposizioni a Roma, nel 1947 e nel 1956 e a Parigi nel 1958 alla Galleria Bernheim-Jeune. È autore di molte opere presenti nella città di Pescara: l'obelisco del Teatro monumento Gabriele D'Annunzio, l'elefante e alcune opere bronzee di Piazza Salotto, la "Bambina giacente" nel giardino del Museo Paparella Treccia Devlet e "Grazia, la marinara", opera che rappresenta una donna del mare (realmente esistita) seduta sopra una gomena arrotolata con uno sguardo perso e freddo, conservata nel municipio[2]. Altre opere donate dall'artista al comune sono state collocate in una sala dell'Aurum[3][4].

Francesco Paolo Michetti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Francesco Paolo Michetti.
Copertina di spartito musicale disegnata da Michetti

Francesco Paolo Michetti (Tocco da Casauria, 4 agosto 1851 - Francavilla al Mare, 5 marzo 1929) è stato un pittore e litografo di grandissima fama internazionale e molto apprezzato dai collezionisti d'arte a cavallo tra l'800 ed il ‘900; raggiunse la definitiva fama internazionale nel 1887, quando espose a Napoli la grande tela del Corpus Domini (che venne acquistata dall'imperatore Guglielmo II di Germania).

Formatosi a Napoli e lavorando in tutta Italia, è sempre rimasto molto legato alla sua terra e nei primi anni del ’900, attorno alla sua persona cominciò a riunirsi il Cenacolo michettiano, a cui partecipavano i maggiori artisti abruzzesi dell'epoca (tra gli altri, il poeta Gabriele d’Annunzio, lo scultore Nicola D'Antino e il musicista Francesco Paolo Tosti) nel convento di Santa Maria di Gesù di Francavilla. A Pescara, presso la ‘'Biblioteca provinciale'’, è conservato il suo celebre dipinto la figlia di Jorio del 1894.

I Cascella[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Basilio Cascella e Pietro Cascella.

La famiglia Cascella ha dato molto alla città di Pescara ed ha caratterizzato moltissimo la vita dell'arte della città, essendo stata una feconda scuola di arte e cultura, apprezzata a livello nazionale ed internazionale. Il Comune di Pescara ha dedicato ai Cascella la fondazione del Museo civico Basilio Cascella.

Il museo Civico Basilio Cascella

La prima figura importante è sicuramente quella di Basilio Cascella nato a Pescara, nel 1860. Egli frequentò la scuola serale degli Artieri di Pescara e lavorò come apprendista nello stabilimento tipografico Luigi Salomone. La sua formazione artistica non è legata alla frequentazione di nessuna scuola, ma è il frutto del suo lavoro e del contatto con molte personalità dell'arte del tempo in tutta Italia. La sua opera si rifà esplicitamente al verismo. Le sue attività creative sono molteplici: egli è stato litografo, pittore, grafico, ceramista, illustratore e fotografo. Dal 1895 il Cascella si trasferisce a Pescara ed il consiglio comunale della città delibera la cessione di un terreno per permettergli di costruire uno stabilimento litografico e di pittura. Tale concessione ha rappresentato un momento importante per la città poiché con essa è nata una vera e propria scuola di scultura ed illustrazione.

Tre dei figli di Basilio Cascella, Tommaso, Michele e Gioacchino hanno continuato l'opera paterna, essendo stati tutti e tre pittori di apprezzabile abilità. In particolare, Tommaso Cascella ha esposto in diverse città europee ed anche in Brasile e fu tra i vincitori della Biennale di Venezia del 1932 ha vinto. Anche il fratello Michele, ha saputo acquisire fama a livello nazionale ed internazionale, con due partecipazioni alla Biennale di Venezia e con mostre in ogni parte d'Italia e d'Europa. Il fratello Giacomo, invece, non ha mai avuto la forza di imporsi nel panorama nazionale, perché è rimasto legato alla sua terra di origine e non ha mai intrapreso lo sforzo di vivere e lavorare nella piazze d'arte italiane più importanti.

Di grande importanza è l'esperienza dei figli di Tommaso Cascella, Andrea e Pietro. Andrea Cascella (1919-1990), è stato pittore è ceramista ed ha esposto e venduto le sue opere in tutto il mondo: la sua fama lo ha portato a divenire commissario della Biennale di Venezia e direttore dell'Accademia di belle arti di Brera. Il fratello Pietro Cascella (1919-2008), ha iniziato la sua carriera artistica come pittore e ceramista, ma ha consolidato la sua fama mondiale come scultore: le sue sculture sono solitamente composte da masse pietrificate levigate, aspre o corrose con accenni di base cubista e elementi di purismo geometrico. Egli ha lavorato molto in Abruzzo ed a Pescara, ha realizzato "La nave": opera che caratterizza il lungomare della città.

Ettore Spalletti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ettore Spalletti.

Ettore Spalletti è nato nel 1940 a Cappelle sul Tavo, in Provincia di Pescara, dove egli tutt'oggi vive e lavora: è un pittore e scultore di fama internazionale, ma è molto radicato e presente nel territorio pescarese. In città è spesso protagonista di mostre personali o collettive ed ha realizzato la fontana presso la nuova sede del Tribunale. È in progetto la realizzazione di un “percorso d'acqua” che dovrebbe collegare la vecchia stazione di Pescara al mare.

Luigi Baldacci[modifica | modifica wikitesto]

Luigi Baldacci (Pescara, 27 gennaio 1937)[5] è un pittore al quale sono legate varie opere presenti nella città, tra le quali quelle affisse sulle pareti della Sala Consigliare del Comune di Pescara, che raccontano la storia della città in otto pannelli dipinti ad olio su tela, nonché la scultura intitolata Omaggio a Flaiano, composta da due elementi in acciaio rivestiti di tasselli di ceramica colorata posta nel piazzale antistante l'auditorium Flaiano.

Giuseppe Misticoni[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Misticoni, nato a Spoltore il 25 dicembre 1907, inizia l'attività artistica con il pittore abruzzese Italo De Sanctis, e compie i suoi studi nel Liceo Artistico e Accademia di Belle Arti di Roma. Nella capitale resta a lavorare alcuni anni; poi torna in Abruzzo ove prende a svolgere attività didattiche in varie scuole della città di Pescara. Inizia nel frattempo un'opera di svecchiamento della cultura della regione tenendosi costantemente a contatto con le punte avanzate dell'arte. La guerra ne interrompe l'opera, e parte nel 1940 per il fronte in Albania; fatto prigioniero, fugge dal campo inoltrandosi in vicende avventurose e drammatiche; unitosi a reparti partigiani, intraprende una durissima lotta di resistenza. Tornato, finalmente, in patria nel 1946, riprende l'opera interrotta, riuscendo a fondare il Liceo Artistico a Pescara e chiama quali collaboratori all'insegnamento i migliori artisti della regione. Muore poi a Pescara il 2 maggio 1998. Le sue opere principali sono custodite al Museo d'arte moderna "Vittoria Colonna" e a lui è intitolato il Liceo Artistico da lui fondato.[6]

Altri artisti legati a Pescara[modifica | modifica wikitesto]

  • Vito Giovannelli, pittore, xilografo, medaglista. Dotato di buone conoscenze tipografiche si è dedicato, principalmente, alla realizzazione di ex libris, di assegni bancari e di documenti filatelici. Il suo tratto è ben individuabile nella panoramica della grafica internazionale, tanto da essere stato inserito dal critico Elke Schutt Kern dell'università di Lugano, nel prestigioso catalogo Gutenberg, del 1998.

Fumettistica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Andrea Pazienza.

Nel liceo artistico di Pescara sono stati formati due importanti esponenti della fumettistica italiana. Particolarmente importante per la cultura e l'arte pescarese è stata la figura di Andrea Pazienza. Infatti, durante il periodo che trascorre al liceo realizza i suoi primi fumetti, alcuni dei quali mai pubblicati, e diversi quadri. Insieme ad altri artisti, lavora al Laboratorio Comune d'Arte "Convergenze", che a partire dal 1973 espone le sue opere in diverse collettive e personali. In quello stesso periodo, frequentava lo stesso liceo artistico di Pescara Tanino Liberatore.

Arte elettronica[modifica | modifica wikitesto]

A Pescara si è svolto il PEAM - Pescara Electronic Artists Meeting: un meeting internazionale d'arte elettronica, arte digitale e videoarte organizzato dall'Associazione Culturale "Artificialia". L'evento è partecipato e diretto da diversi artisti ed intellettuali pescaresi.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

La città di Pescara a causa dei bombardamenti del 1943 e edella ricostruzione post-bellica, con alcuni episodi di speculazione edilizia, conserva solo alcune parti storiche nel campo architettonico. Il nucleo antico principale è il rione di Porta Nuova, della parte del viale D'Annunzio e di Corso Manthonè, zona circondata in origine dalle mura della fortezza borbonica voluta dal Carlo V. Nel Corso Manthonè si ammirano esempi di architettura gentilizia e borghese del tardo Settecento e dell'Ottocento, come la casa di Gabriele d'Annunzio, restaurata dall'architetto Antonino Liberi in stile neoclassico-liberty, e la casa natale di Ennio Flaiano. Altre architettura mostrano connotazioni liberty, neorinascimentali e tardosettecentesche, come alcuni stabili che si affacciano su Piazza Garibaldi, o l'esempio della sede del Circolo Aternino, ex municipio della vecchia Pescara.

In origine presso Porta Nuova c'erano altri stabili settecentewchi come la casa del Manthonè, oppure la chiesa di San Giacomo, ma sono andati distrutti nel 1943. Lungo il viale D'Annunzio si trovano esempi di architettura sperimentale in stile librty o neogotio, come il Palazzo Perenich progettato dal Liberi, oppure il palazzo di Camillo Michetti, attiguo all'ex Teatro "Vicentino Michetti". Numerose sono le villette situate nella riviera di Pescara, fino al 1927 comprese nel comune di Castellammare Adriatico, realizzate tra l'800 e il primo '900, in diversi stili, come il liberty e il neoclasico, alcune delle quali progettte sempre dal Liberi. Nella zona di Castellammare, prima della ricostruzione post-bellica, si segalavano vari palazzi pubblici, dei quali ad esempio in Piazza Salotto resiste il Palazzo Muzii, e lungo il corso Umberto I all'incrocio con il orso Vittorio Emanuele giganteggia il Palazzetto Imperato.
A partire dalla costituzione nel 1927 del comune e provincia di Pescara, fu necessaria la ostruzione di nuovi istituti pubblici, per cui si sperimentarono le tecniche dell'eclettismo del primo fascismo, e successivamente del razionalismo del Ventennio, i cui massimi esponenti a Pescara furono Cesare Bazzani (costruttore della Cattedrale nuova nel 1933 e del Ponte del Littorio, con statue di Nicola D'Antino, distrutto nel 1943 e ricostruito come "Ponte Risorgimento"), e Vincenzo Pilotti, il quale costruì il Palazzo delle Poste sul corso Vittorio Emanuele, e il nucleo di Piazza Italia, con il Palazzo del Governo e il Palazzo di Città.

Dal dopoguerra vari furono gli architetti pescaresi e non che si cimentarono nella realizzazione di diversi palazzi pubblici di interesse artistico, come il Palazzo Monti, realizzato da Vincenzo Monti, i Nuoi Tribunali (2017), le Torri Camuzzi (2011) e i Nuovi Tribunali di Pescara, completati nel 2017, per cui Ettore Spalletti ha realizzato la fontana monumentale. Figurano nel contesto moderno pescarese anche le nuove strutture viarie del Ponte del Mare (2009) di Walter Pichler e il Ponte Flaiano (2017) realizzato da Enzo Siviero.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiese di Pescara.

Presenza di chiese nella vecchia Pescara (zona Portanuova - Corso Manthonè) è documentata sin dall'epoca romanica del XII secolo, benché strutture come il tempio di Santa Maria di Gerusalemme (di cui sono visibili i resti archeologici lungo viale D'Annunzio), risalgano addirittura al V secolo. Con le varie modifiche urbanistiche nella zona di Pescara, specialmente con la ricostruzione quasi totale della città dentro le mura della fortezza spagnola di Carlo V (XVI secolo), anche molte chiese pescaresi sono state ricostruite, mantenendo la loro struttura sino alle distruzioni belliche del 1943.

Le principali chiese della zona di Portanuova erano quella dedicata al Santissimo Sacramento (o di San Cetteo), demolita e ricostruita tra il 1933 e il 1938 per l'attuale Cattedrale di San Cetteo, la chiesa del Santissimo Rosario (in stile barocco, presso via dei Bastioni) e quella di San Giacomo (allo sbocco di via dei Bastioni sull'attuale Piazza dell'Unione). La parrocchia dell'ex comune di Castellammare Adriatico (oggi zona corso Umberto) era la chiesa del Sacro Cuore, mentre fuori la città tra le strutture più importanti del XVII secolo figurano la Basilica della Madonna dei sette dolori, la chiesa di San Silvestro e il santuario della Madonna del Fuoco (costruito nell'800).

In seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, gran parte delle chiese storiche pescaresi sono andate distrutte, salvo la Cattedrale, la chiesa del Sacro Cuore e la Basilica della Madonna. Con la ricostruzione della città sono sorte nuove parrocchie nei più svariati stili, da architetti quali Marcello Piacentini (parrocchia dello Spirito Santo) o Francesco Speranzini (chiesa di San Gabriele, chiesa di San Giuseppe, chiesa dei Santi Angeli Custodi). Nel centro tra le chiese moderne di maggiore interesse spiccano la parrocchia della Beata Vergine del Rosario, la recente chiesa del Mare (o di San Pietro, del 2005), il santuario del Cuore Immacolato (in stile eclettico tra romanico abruzzese e neoclassico) e la chiesa di San Luigi Gonzaga, progettata da Camillo Michetti.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

La Pescara degli inizi del secolo passato - più in particolare, la zona di Castellammare - si presentava come una elegante cittadina con pochissimi palazzi e molte case e ville in stile art noveau. Il passare degli anni e, soprattutto, il bombardamento di Pescara del 1943, hanno cancellato quell'aspetto ricercato ed elegante che la città ha avuto negli anni precedenti alla seconda guerra mondiale, ma, tutt'oggi, in alcune zone della città sono presenti ville a palazzine od interi viali e vie risalenti a quel periodo che testimoniano la incidenza dello stile liberty nella storia architettonica della città. Seguono gli edifici più rilevanti dal punto di vista architettonico in città risalenti al XVII-XIX secolo.

Circolo Aternino

L'edificio, di origini settecentesche, è situato in Piazza Garibaldi accanto al Museo casa natale Gabriele D'Annunzio, e ha ospitato fino alla fine dell'Ottocento il comune di Pescara, tant'è che l'attuale piazza Garibaldi era conosciuta come Piazza del Municipio, o Piazza Grande. Le origini risalgono al 1721, quando la struttura di proprietà comunale, così come attestato nella Platea dei corpi e rendite feudali di Pescara, era adibita e destinata alle riunioni consiliari. Si componeva di tre stanze al piano terra e sei al superiore, era dotata di cortile, in parte coperto.[7] Con lo spostamento del municipio, l'edificio cambiò destinazione d'uso, iniziando ad ospitare la sede culturale nota come Casinò Aternino, una tra le maggiori sedi culturali delle Pescara di inizio '900. I bombardamenti del 1943 hanno pressoché distrutto metà della struttura, lasciata in abbandono, e rovinata negli anni '60 da un palazzo moderno, che ne aveva quasi comportato la completa demolizione. Tale palazzo moderno fu demolito nel 2008, e il circolo ricostruito nel 2009, seguendo il progetto della struttura originaria.[senza fonte] Oggi ospita eventi e mostre temporanee. Nella nuova ricostruzione è stato rispettato lo schema vecchio, pur rendendo le sale interne moderne, essendo irrecuperabile lo stile antico. Tuttavia la facciata, costituita da un'entrata a portale incastonato tra due colonne, reagenti la balaustra del balcone principale, è stato ricostruito seguendo perfettamente il modello originale. Il primo piano è adornato da tre finestre contigue ad arcata a tutto sesto.

Ingresso alla casa natale di D'Annunzio
Casa natale di Gabriele d'Annunzio

Lungo il corso Manthonè, la casa dove nacque il poeta fu dichiarata "monumento nazionale" il 14 ottobre 1927, per tutelarla come edificio d'importante interesse storico e per commemorare la madre Luisa De Benedictis, morta nel 1917. La casa ha origini settecentesche, e fu riaccomodata in stile borghese nella metà del XIX secolo. D'Annunzio durante il periodo di decadenza della struttura dopo la morte della madre, s'impegnò sin dal 1926 per un restauro adeguato. Per questo incaricò della ristrutturazione il cognato Antonino Liberi, architetto di prestigio nella Pescara di quegli anni: con l'intenzione di liberare il piano terra dalle botteghe e conservare la loggia, il cortile, il pozzo, la scuderia e le rimesse.[8]In seguito d'Annunzio si mostrò insoddisfatto dei progetti e affidò l'incarico all'architetto Giancarlo Maroni, deluso dal livellamento dei tre gradini della stanza della madre, e solo nel 1933 si arrivò alla ristrutturazione completa.
Nel 1993 fu fondata l'associazione "Museo Casa Natale di Gabriele d'Annunzio" che gestisce in collaborazione col MiBACT l'immobile, offrendo una visita guidata del primo piano della casa, con giro della stanza grande (con sculture di Costantino Barbella e pitture di Francesco Paolo Michetti e della famiglia Cascella), della stanza di Gabriele, della stanza di zia Marietta, la stanza della madre Luisa De Benedictis, la stanza dove sono conservate alcune vesti di pregio di D'Annunzio, la stanza di alcuni importanti manoscritti e prime edizioni di opere come La nave o il Laus vitae delle Laudi, la stanza con la maschera funebre del poeta, e infine la stanza delle uniformi militari indossate da D'Annunzio nel periodo della Grande guerra e dello Stato libero di Fiume (1920-24).

Conservatorio "Luisa d'Annunzio"
Palazzo Mezzopreti (Conservatorio Luisa D'Annunzio)

Il palazzo ottocentesco era la sede del municipio di Castellammare Adriatico, soppresso nel 1927 per la costituzione del nuovo comune di Pescara. Il 27 gennaio 1922, nella ricorrenza della morte di Luisa De Benedictis, madre di D'Annunzio, artisti abruzzesi quali Michetti, Tosti, Pepe, Cascella, De Nardis decisero di costituire un'associazione musicale che sarebbe stata intitolata a "Luisa d'Annunzio". Lo Stesso Gabriele si impegnò affinché il progetto nascesse, e scrisse una "corporazione" affinché l'associazione prendesse vita a Pescara, diventando ben presto un punto di riferimento nella zona adriatica. Nel 1928 la corporazione divenne "Istituto musicale" grazie a Berardo Montani e al Maestro Mulè, direttore del Conservatorio Santa Cecilia di Roma.[9] Il palazzotto ottocentesco ha pianta rettangolare divisa in tre livelli da cornici marcapiano. La parte principale di accesso ha dei robusti archi a tutto sesto, mentre il finestrato dei vari settori è molto semplice, con delle balaustre superiori come cornice. L'insieme è in puro stile neoclassico, intonacato di bianco.

Una porzione dell'ex bagno penale, lungo via delle Caserme
Ex Bagno Penale

Si trova lungo via delle Caserme, sede dal 1982 del "Museo delle Genti d'Abruzzo", ed è la parte rimanente dell'imponente fortezza poligonale di Pescara, voluta nel 1510 da carlo V. Nel corso dei secoli la fortezza di Portanuova è stata ridimensionata sino a scomparire, con la conservazione della porzione di via delle Caserme, istituita a bagno penale borbonico. In quest'epoca il piano inferiore della caserma fu adibito in parte a magazzini, in parte a carcere.[10]Il carcere fu molto noto nei momenti della Repubblica Napoletana (1799) e durante il Risorgimento per via delle condizioni misere in cui versavano le celle, data la scarsa igiene e la tortura inflitta ai carcerati; infatti vi si applicava l'articolo 8 delle Leggi Penali del "Codice del Regno delle Due Sicilie" (1819), ossia la tortura. Tra i vari carcerati ci fu anche il patriota Gabriele Menthonè. Nel 1982 il bagno penale, chiuso da anni, fu ristrutturato per ospitare il Museo delle Genti d'Abruzzo, un percorso storico che parte sin dalle prime testimonianze di vita umana nella regione, nel Paleolitico, fino ai costumi tradizionali contadini dell'800.

Casa di Ennio Flaiano

Abitazione sobria ottocentesca lungo il corso Manthonè, dove nacque il famoso scrittore il 5 marzo del 1910. La struttura è simile alla casa di D'Annunzio, di poco distante, divisa verticalmente da quattro paraste bugnate, e orizzontalmente in tre livelli da semplici cornici marcapiano. La porzione di base è intonacata, con tre aperture semplici, mentre le altre contengono le finestre allungate. La prima porzione verticale da sinistra contiene un mezzo livello in più, in modo da formare una torretta, usata come mansarda. Al centro della facciata si trova una targa commemorativa che ricorda la nascita di Ennio Flaiano. Sono in cantiere progetti per trasformare l'abitazione in un museo che ricordi il Flaiano, come è stato operato per la casa di D'Annunzio.

Palazzo Perenich

Si trova lungo il viale Gabriele d'Annunzio, realizzato nel 1884 da Antonino Liberi, riprendendo il motivo del Palazzo Strozzi di Firenze, dando un esempio interessante di architettura neorinascimentale pescarese. Il palazzo a pianta rettangolare si articola in due piani, più il piano terra con le arcate a tutto sesto per ospitare le botteghe. Gli altri due piani hanno un ordine regolare di finestre bifore con arco a tutto sesto. Tutto l'esterno è rivestito da bugnato liscio. In passato fu sede della Facoltà di Architettura dell'università di Pescara.

Palazzo Fattiboni

È l'edificio più antico di San Silvestro oltre alla chiesa, sorto nel 1600 su un fortino militare per volere della famiglia Celaja, per essere adibita a casa di campagna[11].

Palazzo Muzii
Palazzo Muzii

Situato su corso Umberto I, il palazzo fu realizzato su un primo progetto di Vincenzo Pilotti, con forma ad U; durante i lavori il progetto venne modificato per l'inserimento di locali commerciali al piano terra e per adibire il corpo a cinema. Risulta evidente l'impianto classico adottato, simile a quello usato per i palazzi monumentali nel 1500[12].

Torre D'Annunzio

Presumibilmente realizzata dal 1874 al 1906, e sita in via Raiale, un tempo era annessa ad una masseria tardo settecentesca, distrutta nel 1975, della quale oggi resta solo un ambiente con volta a crociera[13]. La torre a pianta qiadrata, su tre livelli, rappresenta un buon esempio della costruzione tradizionale in laterizio della Val Pescara[14]. Al basamento in bugnato segue il piano segnato su tre lati da monofore ad arco acuto; su questo al di sopra di una fascia a riquadri si imposta il secondo livello con bifore ad arco inflesso, alleggerito da trafori sul parapetto. Si conclude con un apparato difensivo sporgente, ispirato alle costruzioni merlate medievali, con mensole che sostengono archetti a sesto acuto.

Art Nouveau[modifica | modifica wikitesto]

L'ex liquorificio dell'Aurum; la facciata a colonne è il Kursaal, mentre la parte retrostante a semicerchio è la sede convegni "La Fabbrica delle Idee"
Palazzo Imperato (corso Umberto)
Palazzo Verrocchio (Hotel Esplanade) in notturna
Villa Delfino
Villa Urania, sede del Museo Paparella Treccia
Palazzo Bucco

Situato in piazza Emilio Alessandrini (già piazza XX settembre), è un edificio in stile Neoclassico realizzato nel 1892 su progetto di Antonino Liberi. Di proprietà della famiglia Bucco (la stessa che fondò una famosa industria farmaceutica a Pescara, la quale contribuì in modo fondamentale allo sviluppo della città e che oggi è la Fater), fu sede della Banca di Pescara[15]

Teatro Vicentino Michetti

Situato in via D'Annunzio, il primo progetto, che andava a sostituire il Politeama Aternino, era di Antonino Liberi. Questo non fu realizzato e a lavorare al nuovo progetto fu Vicentino Michetti, il quale aveva previsto due ordini di balconate, platea e un loggione. A seguito di un terribile incendio avvenuto nel 1944. A ricostruire ci furono i parenti Camillo e Visconti, i quali modificarono enormemente il progetto originale. Fu inaugurato inizialmente il 6 agosto 1910 con il Werther di Jules Massenet[16][17]. Attualmente risulta chiuso al pubblico.

Palazzo Verrocchio (Hotel Esplanade)

Situato nell'area più centrale della città, presenta il caratteristico muro esterno a bugnate. L'edificio è di forma quasi cubica e si sviluppa su quattro piani più un quinto adibito a ristorante aggiunto in epoca recente. Subì varie ristrutturazioni, come quella attuata tra il 1929 e il 1934 a opera di Vittorio Verrocchio, Antonino Liberi e Nicola Simeone[18]. Ha pianta quadrangolare, a 5 piani. Le angolature hanno finti contrafforti, a mo' di torrette, con architravi in stile rinascimentale,e così anche le cornici delle finestre possiedono elementi classici. La struttura è in intonaco bianco.

Palazzetto Imperato

Progettato da Antonino Liberi e Nicola Simeone nel 1926, è senza dubbio una delle architetture liberty più pregevoli della città. Situato nella centralissima piazza Sacro Cuore, è stato realizzato al posto dell'Albergo Milano. Secondo i voleri del tempo, bisognava creare una forte concentrazione delle funzioni commerciali lungo il corso principale. Per questo si scelse di costruire due palazzi simmetrici ai due lati della strada come ingresso monumentale del corso. Il progetto è rimasto incompiuto dopo la costruzione del Banco di Napoli nel 1933 che rese impossibile la costruzione del gemello. Presenta un netto contrasto tra i piani inferiori finalizzati all'uso commerciale e quelli superiori ad uso abitativo. È molto lavorato in tutte le facciate[19].

Palazzo Mezzopreti-Gomez

Situato in viale Muzii, è un palazzo baronale recentemente restaurato e divenuto sede del Conservatorio Luisa D'Annunzio[20].

Ex-Aurum

È un ex liquorificio dell'Aurum, recentemente restaurato, con una struttura originariamente progettata da Antonino Liberi come lido della fiorente economia balneare pescarese, e poi modificata per prendere la forma di un ferro di cavallo secondo il progetto di Giovanni Michelucci. Il Kursaal originale di Antonino Liberi è in stile liberty.

Ville nella zona dell'Ex Aurum

Si tratta di un progetto che comprende vari edifici[21], quelli cioè nella zona della Pineta Dannunziana. La zona paludosa fu bonificata e il progetto di Antonino Liberi ("Progetto Pineta") fu approvato il 14 settembre 1912[22].

  • Villa Anna I: situata nella zona della pineta all'angolo di via Scarfoglio, è caratterizzata dalla torretta laterale a base quadrata[23].
  • Villa Anna II: posta all'angolo fra viale Primo Vere e via Francesco Paolo Tosti fu progettata da Antonino Liberi e realizzata tra il 1937 e il 1938. Dotata di un balconcino rivolto verso il mare, è coperta da una semplice muratura[24].
  • Villa Cipollone: situata in via De Nardis, presenta un pronao colonnato rivolto verso il mare, con i capitelli estremamente lavorati e con l'architrave decorato con ceramiche di Castelli[25].
  • Villa Clerico: nota anche come Villa Ricci, fu progettata da Antonino Liberi su commissione del proprietario Vincenzo Clerico e costruita nel 1924 nel quartiere della pineta; la caratteristica principale è la torretta semicircolare laterale[26].
  • Villa Coen: situata in viale Primo Vere, ha cambiato più volte aspetto; si presenta con tre arcate al piano terra che si raddoppiano via via nei piani superiori. Altro elemento tipico è la scala interna semicircolare[27].
  • Villa Costanzo: progettata da Nicola Simeone, è situa all'angolo tra via Figlia di Jorio e viale Luisa D'Annunzio; le decorazioni sono molto ricche e presenta sulla facciata una scalinata a due rampe simmetriche[28].
  • Villa d'Eramo: si tratta di una villa a pianta quadrata situa in viale Luisa D'Annunzio; l'ingresso presenta due rampe simmetriche che si uniscono a una terza centrale che porta all'ingresso (creando una "T")[29].
  • Villa de Lucretiis: situata in via De Cecco, è una struttura molto pregiata che presenta una parte centrale a loggiato[30].
  • Villa Geniola: il progetto di ampliamento definitivo, di Guido Angelini è del 1927; da allora la villa si presenta come oggi, caratterizzata da una poca ricchezza di decorazioni, oltre a un porticato sormontato da un balconcino[31].
  • Villa La Morgia: situata all'angolo tra via Figlia di Jorio e viale Luisa D'Annunzio, ha una pianta rettangolare, con una sporgenza davanti all'entrata, coronata da una scaletta. Abbondanti gli ornamenti sulla fascia di coronamento[32].
  • Villino La Porta: progettato da Decio Rapini nel 1929, è posto all'angolo fra via Scarfoglio e via Francesco Paolo Michetti; l'elemento fondamentale della costruzione è la torretta ottagonale altana[33].
  • Villa Silvestri: situata in viale Primo Vere, è ampiamente decorata, ed è caratterizzata dall'ampio loggiato rivolto verso il mare[34].
  • Villa Simeone: situata in via De Nardis, è caratterizzata da molti balconcini chiusi a logge, ed è estremamente decorata[35].
  • Villa Spatocco: situata in viale Primo Vere si distingue per la sua forma a "L", al cui interno è collocato un volume curvilineo; presenta una torretta centrale e la copertura è a mattoni a vista[36].
  • Villa sull'arenile: situata in viale Primo Vere, è sviluppata su un solo piano. Caratteristica fondamentale è la posizione vicina al mare da cui origina il nome. La pianta è rettangolare con una torretta circolare centrale con una scala a chiocciola interna[37].
Case liberty in via D'Annunzio
Altre ville e palazzi residenziali in stile liberty
  • Villa Argentieri: progettata da Edmondo Germani nel 1925, è situata in via D'Annunzio; è stata modificata più volte con l'aggiunta di vari corpi sviluppandosi ora su due piani esterni e un seminterrato; la scaletta d'ingresso si presenta oggi dopo varie modifiche a forma semicircolare[38].
  • Palazzo Camillo Michetti: adiacente al teatro Vicentino Michetti, fu progettato dal padre di Vicentino, Pasquale Michetti ed edificato nel 1912, con decorazioni liberty[39].
  • Domus Flores: considerata un'architettura eclettica, presenta una pianta asimmetrica con una torretta angolare[40].
  • Palazzo Mussacchi: realizzato sul finire dell'Ottocento, si trova all'angolo di viale Muzii con il lungomare Matteotti; fu progettata da Girolamo de Pompeis per uso di una famiglia, sviluppandosi su tre piani[41].
  • Villa Antonietta: progettata nel 1910 e completata nel 1923, presenta una struttura quadrangolare asimmetrica, con un angolo a balcone nel primo piano; presenta quattro moduli abitativi indipendenti[42].
  • Villa De Landerset: architettura estremamente particolare, è stata progettata da Luigi Broggi ed edificata tra il 1886 e il 1890; è principalmente contraddistinta dal gusto dell'architettura settentrionale quattrocentesca, dalla minuzia nei particolari e dalla torretta quadrangolare che si inserisce lateralmente in un impianto regolare[43].
  • Villa Rosa: originariamente progettata a un solo piano da Antonino Liberi e Florindo Savini nel 1922, fu realizzata l'anno dopo e sopraelevata nel 1949; presenta tre alloggi disposti su tre piani e una torretta quadrata laterale[44].
  • Villino Bianco: progettato nel 1922 da Lino De Cecco, fu realizzato nel 1929; è estremamente asimmetrico e irregolare, ma molto decorato[45].
  • Villino Forcella: progettato da Vincenzo Pilotti e Tommaso Piccirilli nel 1924 e realizzato nel 1930, ha subito moltissime modifiche nell'arco del tempo, ma rimane ugualmente molto decorato, con i mattoni a vista[46].
  • Villino Massignani: progettato nel 1924 da Benedetto Sorge, nel 1952 fu aggiunto alla pianta rettangolare asimmetrica; ricco di asimmetrie e volumi aggettanti, è molto decorato[47].
  • Villino Scaccioni: situo sul lungomare Matteotti, fu progettato da Vincenzo Pilotti nel 1929; si tratta di un edificio simmetrico con al centro un balcone che unisce i due corpi laterali[48].
  • Villino Verrocchio: progettato nel 1925 da Gennaro Partenza, è un edificio a tre piani con pianta irregolare; la decorazione molto ricca è di ispirazione barocca[49].
  • Casa Conti: palazzina liberty del 1884 in intonaco rosso porpora; le finestre a tutto sesto hanno cornice in stucco bianco.

Il periodo del razionalismo fascista[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo di Città
Palazzo del Governo, o della Provincia
Palazzo delle Poste
Camera di Commercio

Numerosi edifici furono realizzati nel periodo fascista secondo il gusto del tempo, in particolare furono progettati da Vincenzo Pilotti il Palazzo Comunale, il Palazzo del Governo, il Liceo scientifico Galileo Galilei, il Liceo Classico Gabriele D'Annunzio e la Camera di Commercio. Rilevante per lo stile architettonico era la Centrale del Latte realizzata nel 1932 su progetto di Florestano Di Fausto, abbattuta nel 2010. Tra gli edifici religiosi si ricorda invece la Cattedrale di San Cetteo di Cesare Bazzani. Prima del 1943 il "Ponte Risorgimento" era tra le opere fasciste realizzate a Pescara, in sostituzione del vecchio ponte di ferro che collegava Portanuova al corso Vittorio Emanuele, ed era decorato con sculture bronzee di Nicola D'Antino.

Palazzo di Città

Il palazzo comunale e quello della provincia rappresentano il complesso degli edifici istituzionali progettati da Vincenzo Pilotti nel 1939 in stile fascista, situati in Piazza Italia (anticamente dei Vestini). Il "Palazzo Littorio" è sede del Municipio, simile alla vicina Camera di Commercio, presenta relazioni formali e materiche: è infatti interamente costruito in travertino e mattoni. Fu realizzato nel 1935, affacciato su Piazza Italia, in modo da formare un trapezio isoscele, insieme ai complessi del palazzo provinciale e dell'ex sede dell'Agenzia delle Entrate, con al centro della piazza la fontana "La Pescara". L'alta torre civica del palazzo, rivestita in mattoni rossi, è sormontata da una loggia ad archi, rappresentante il simbolo della cittadinanza pescarese. Prima della seconda guerra mondiale la loggia era sormontata dalla scritta in ferro "DUCE".
All'interno del palazzo uno scalone monumentale a doppia rampa porta al piano nobile, dove si trovano i saloni di rappresentanza, nonché la Sala della Giunta e l'ufficio del sindaco. Nella sala delle riunioni del Consiglio la parte superiore mostra una serie di affreschi del pescarese Luigi Baldacci. Uno degli ingressi laterali del palazzo è sormontato dalla scritta AVE DULCE VATIS FLUMEN / AVE VETUS URBIS NUMEN", da un distico in omaggio a D'Annunzio voluto da Domenico Tinozzi (1927) primo presidente della neonata provincia pescarese.

Palazzo del Governo o della Provincia

Il Palazzo del governo è sede della Provincia e ospita la Prefettura e la Biblioteca provinciale. Il palazzo si sviluppa orizzontalmente con due avancorpi laterali: la parte centrale poco sporgente, mette in risalto l'imponente portale, coronato dal sovrastante balcone e ornato da ampi finestroni. Otto gigantesche semicolonne binate sorreggono, nella parte di mezzo, forti basamenti sui quali sono collocate quattro gigantesche sculture: opere dello scultore Guido Costanzo, simboleggianti le ricchezze del territorio locale (Miniera, Agricoltura, Mare, Fiume). Il grande palazzo ospita gli uffici più importanti della Provincia: la Prefettura, l'Amministrazione e la Biblioteca provinciale "Gabriele D'Annunzio", constante di oltre 150.000 volumi[50]Il portale d'ingresso immette in un vasto atrio da cui si accede mediante una scalinata di marmo al Salone dei Marmi, con formelle in ceramica a rilievo, che rappresentano i blasoni dei comuni provinciali. Nel Salone del Consiglio sono collocati dei busti di D'Annunzio e Michetti, mentre sopra il seggio del presidente si trova uno stemma dorato col motto "Sibi valet et vivit". L'interno del palazzo ospita il dipinto di Francesco Paolo Michetti La figlia di Iorio (1895), da cui verrà tratta la tragedia dannunziana del 1904.

Palazzo delle Poste - Cassa di Risparmio

Il Palazzo si trova lungo il corso Vittorio Emanuele, uno dei pochi elementi di arte razionalista pescarese durante il ventennio. La facciata imponente in pietra bianca, costruita dall'architetto Cesare Bazzani, è cadenzata da semicolonne doriche, che sorreggono una massiccia trabeazione con cornice dentellata. La superficie è percorsa da finestre lineari con timpano archivoltato superiore. L'interno mostra uno stile più moderno, perché rifatto nel secondo dopoguerra, e presso l'ingresso si trova un immenso pannello affrescato.
Il "Palazzo Cassa di Risparmio" è più piccolo, situato affianco alle poste, e mostra uno stile più tradizionale del razionalismo, a differenza dell'eclettismo di Bazzani, specialmente per la successione molto schematica del colonnato della facciata.

Palazzo della Camera di Commercio

Situata all'incrocio del viale Marconi con via Conte di Ruvo, è stata realizzata nella metà degli anni '30 in stile eclettico neorinascimentale e neoclassico, con cortina che si apre a ventaglio esattamente nl punto di intersezione tra le due vie. Lo sfruttamento dei tondi e delle linee schematiche quadrate e rettangolari è visibile nelle cornici delle arcate del piano terra, mentre le finestre a tutto sesto (nella zona dell'ingresso) e rettangolari mostrano cornici che alludono già allo stile razionalista fascista. La parte di base è coperta da bugnato, l'accesso monumentale è composto da un portale contornato da due colonne che sorreggono una balaustra per il balcone principale, con finestra architravata da timpano triangolare. La struttura è stata realizzata alternando mattoncini rossi faccia vista e marmi.

Palazzo ex Banco di Napoli

All'incrocio del corso Vittorio con corso Umberto I, il palazzo risale agli anni '30, ed è una sintesi dell'eclettismo pescarese tra razionalismo ed eclettismo neoclassico. Ha pianta rettangolare, con aperture a tutto sesto, e scansione dello spazio realizzata da una sapiente combinazione di forme curve e schematiche del quadrato e del rettangolo. La base ha degli archi di grandi dimensioni, per le entrate, mentre quella mediana è occupata dalle finestre. Presso l'entrata centrale dal corso Vittorio Emanuele si trova lo stemma della città con il noto verso latino diventato simbolo della città.

Il Liceo "G. D'Annunzio"
Liceo Classico "Gabriele d'Annunzio"

Non molto distante da Piazza Italia, sorge il liceo classico, progettato da Vincenzo Pilotti. Quando fu istituita la provincia di Pescara nel 1927, il liceo, già esistente e facente parte dell'ex comune di Castellammare, dovette essere ricomposto per impedire l'esodo di studenti a Chieti o Teramo, ed adeguato alle norme di una nuova città capoluogo. Nel 1930 fu creato il Regio Liceo Ginnasio retto dal professor Gino Cappelletti, primo preside. La sede originaria era il Palazzo Clerico nel corso Vittorio Emanuele, in posizione favorevole vicino alla stazione, anche se nel bienno 1930-31 il numero di iscritti era di 44 unità.[51]Altri allievi trovarono alloggio al Collegio Adriatico a ridosso del fiume (attuale sede de Il Messaggero. Così il 26 febbraio [1936]] il comune consegnò una nuova struttura realizzata dal Pilotti per il "Regio Liceo Ginnasio", che verrà intitolato a Gabriele d'Annunzio dopo la seconda guerra mondiale nel 1944. La struttura ha pianta rettangolare e mostra chiaramente i caratteri dell'architettura razionalista di regime, presentando similitudini negli esterni con il Palazzo di Città.

La ricostruzione (anni '50 -'80)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Luigi Piccinato.
Palazzo Monti

Subito dopo la guerra, la ricerca della bellezza e l'affermazione di uno stile architettonico hanno lasciato il passo alle esigenze collegate allo sviluppo economico e demografico: dunque, la ricostruzione non ha seguito linee precise e, per lo più, è stata oggetto di fenomeni speculativi. A questa linea di tendenza, fa eccezione il periodo immediatamente successivo alla guerra, un forte tentativo di ideare e progettare Pescara in modo organico e disciplinato secondo i criteri architettonici del razionalismo italiano. Subito dopo la grande guerra, il Comune affidò all'architetto ed urbanista razionalista Luigi Piccinato il compito di redigere un primo piano di ricostruzione (1947). A tale piano è riconducibile la importante ideazione (per la città) di ‘'Piazza della Rinascita'’ che, quale grande spazio aperto nel cuore della città, assunse subito la funzione di piazza centrale e luogo di incontro per gli abitanti. Agli anni '50 è riconducibile il tentativo di dare una regolamentazione edilizia più stringente. Il piano regolatore di Pescara del 1956 fu elaborato da Luigi Piccinato il quale, ha progettato anche lo Stadio Adriatico, realizzato nel 1955. Un'architettura rilveante è il "Palazzo Monti" progettato dell'architetto Antonio Cataldi Madonna nel 1954, costruito al posto di Villa Farina nella piazza XX Settembre (oggi piazza Emilio Alessandrini, dove è presente il Mediamuseum)[52][53]. Interessante anche la nuova stazione ferroviaria completata nel 1988.

"Piazza della Rinascita"
Il nuovo arredo di Piazza Salotto

Comunemente detta piazza Salotto, è il cuore del centro cittadino. Ospita una scultura dedicata a un elefante, disegnata da Vicentino Michetti. La piazza, è stata ridisegnata da professionisti locali sulla base di uno studio redatto dall'Università D'Annunzio sul restauro del Moderno. Tale intervento sulla piazza rispetta la linearità dell'originale progetto di Luigi Piccinato[senza fonte], mentre l'idea di creare un largo spazio nel cuore della città è stata esaltata con la eliminazione della strada che attraversava lo spiazzo. I lavori di ristrutturazione sono terminati nel 2006, mentre, dal 14 dicembre del 2008, è stato posizionato e poi rimosso l'opera di Toyo Ito Like a Wineglass. La piazza è storicamente sede di manifestazioni, luogo di svago e sede di un Urban Center in cui vengono allestite piccole mostre.

Palazzo Monti

Costruito da Vincenzo Monti negli anni '60 in via Conte di Ruvo, ospitava uffici fino a diventare un comune condominio. Il palazzo tuttavia testimonia lo sperimentalismo artistico moderno pescarese, ed è caratterizzato da una struttura a "S", con alla base delle colonne per il portico, e nella struttura esterna della facciata da un ordine a scacchiera di finestre tutte uguali, alternantesi a pilastri di cemento.

Ex Palazzo di Giustizia - Mediamuseum

Di fronte al Palazzo Monti, ospitava l'ex tribunale, e dal 2005 è sede del "Mediamuseum", che raccoglie articoli di giornale, fotografie, dipinti e contenuti multimediali riguardanti il cinema e il teatro, in relazione alle figure di Ennio Flaiano e Gabriele d'Annunzio e al Premio Flaiano.

Grattacielo UZA (Hotel Pescara)

Uno dei simboli della nuova Pescara anni '60, posto lungo il corso Vittorio Emanuele in affaccio alla Piazza Italia. Il palazzo Ex Singleton ha 19 piani, arrivando a toccare un'altezza di 60 metri. Ha pianta rettangolare, e s'innalza slanciato, con uno stile molto semplice, composto dall'alternanza di pilastri cementizi per l'ordine delle finestre tutte uguali. Attualmente ospita un hotel e degli uffici.

Ingresso alla Stazione Centrale
Palazzo del Consiglio Regionale

In Piazza Unione, all'ingresso da viale Marconi alla zona di Pescara vecchia, è stato realizzato intorno al 2006, come seconda sede del Consiglio Regionale dell'Abruzzo, dopo L'Aquila. Il palazzo ha 7 piani di circa 900 metri quadri, di proprietà della Camera di Commercio di Pescara, acquistato successivamente dalla Regione all'epoca dell'amministrazione di Ottaviano Del Turco. Ha una struttura moderna a pianta rettangolare che tende al verticalismo, con la facciata che mostra un'originale combinazione di alternanza pilastri di ferro-cemento e finestre vetrate oscurate.

Nuovo Ponte Risorgimento

Collega il viale Marconi al corso Vittorio Emanuele, e ha origini remote, poiché era il principale ponte che collegava la zona di Pescara Porta Nuova al villaggio di Castellammare. Nell'800 delle fotografie lo immortalano come un semplice ponte di ferro, e anche Gabriele d'Annunzio lo citò in una delle sue novelle pescaresi. Successivamente quando Pescara divenne capoluogo nel 1927 il ponte fu ricostruito daccapo nel 1933, in forme monumentali, per facilitare il collegamento tra Porta Nuova e il corso, e ancor prima alla piazza del Comune. Il ponte non sopravvisse ai bombardamenti del 1943 ed era una delle opere d'arte realizzate dall'architettura di regime (su progetto del Bazzani), ornato da bronzi di aquile appollaiate (opera del Brozzi) e da figure femminili sdraiate, realizzate dallo scultore Nicola D'Antino, che curò la realizzazione anche della Fontana Luminosa a L'Aquila, delle due fontane di Piazza Duomo e del Monumento ai caduti. Le statue non furono distrutte ma trafugate dai nazisti, ancora oggi irreperibili.
Il nuovo ponte fu presto ricostruito per ragioni pratiche nell'immediato dopoguerra, in forme molto più semplici, e non armoniche come quello fascista. Gli unici elementi di rilievo, realizzati prima del 2000, sono dei pilastri angolari cilindrici rivestiti di bronzo, con sculture di Giuseppe Di Prinzio e Andrea Cascella, che riecheggiano ai simboli di vita e cultura della vita abruzzese.

Stazione Pescara Centrale
Torri Camuzzi

Sorge presso la vecchia stazione aperta nel 1863, chiamata "Castellammare", mutata in "Pescara Centrale" nel 1927. Il nuovo progetto di una stazione più grande fu redatto nel 1962 da Corrado Cameli, immaginando una struttura in acciaio strallata. Delle modifiche in aggiunta di parti in cemento armato furono apportate negli anni '70 con la consulenza dell'ingegnere Carlo Cestelli Guidi, in quanto la stazione sarebbe stata una delle prime strutture delle Ferrovie dello Stato realizzate in cemento armato precompresso. La stazione fu completata nel 1988, e si affaccia sul piazzale antistante l'ingresso al corso Umberto. L'esterno è realizzato da vetrate ampie, e da cemento alla base, con sottopassaggio e rialzo dei binari per il passaggio dei treni.

Teatro monumento Gabriele D'Annunzio

Situato nella Pineta Dannunziata, presso il lungomare Colombo, è stato realizzato in occasione del centenario della nascita di D'Annunzio nel 1963, con accanto l'Auditorium Flaiano e un obelisco monumentale realizzato da Vicentino Michetti, alto 67 metri. Da molti anni il teatro ospota la cerimonia del Premio Flaiano e la rassegna Pescara Jazz. La struttura a forma di anfiteatro l'estate ospita spettacoli, opere liriche, balli e concerti, ed è stato ipotizzato nel 2015 la realizzazione di un sistema di copertura per gli spettacoli invernali.

Gli ultimi interventi (anni '90 - periodo attuale)[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine degli anni '90, con la discussione di un nuovo piano regolatore, si scopre un certo interesse per il recupero di uno sviluppo armonioso della città dal punto di vista urbanistico, ma anche architettonico. Risalgono a questo periodo ed ai successivi anni importanti progetti ed opere di ricostruzione e ristrutturazione. Da segnalare il progetto di Oriol Bohigas per la riqualificazione e ricostruzione della zona adiacente alla stazione di Porta Nuova. Nel 2006 è stata progettata dall'architetto di fama mondiale Massimiliano Fuksas la nuova sede della Fater. Altre architetture notevoli sono le Torri Camuzzi e il nuovo Tribunale.

Nave di Cascella

Si tratta del principale monumento della città. Fu costruito nel 1986, in marmo travertino, ma l'opera attualmente a Pescara è stata realizzata in pietra. Commissionato dal comune per abbellire il lungomare, fu inaugurato il 4 luglio 1987 a Piazza I Maggio, dopo essere stato esposto a Firenze in Piazza Santa Croce per alcuni mesi. La scultura rappresenta una barca a remi e rievoca la vocazione alla pesca della città e i prigionieri del Bagno borbonico sfruttati come rematori sulle navi fino al 1859[54].

Ponte del Mare

Nel dicembre del 2009 è stata realizzato il Ponte del Mare, opera disegnata da Walter Pichler. Tale ponte, che ha trasformato la riviera di Pescara con la presenza di un ponte ciclo-pedonale dalla linea ultramoderna, si innesta in un programma di riqualificazione dell'intera area del porto e della riviera sud della città. Infatti, collega la riviera sud con quella nord del fiume Pescara permettendo di creare la necessaria continuità al Corridoio Verde Adriatico, la pista ciclabile che corre lungo tutta la costiera adriatica da Ravenna a Santa Maria di Leuca, in via di completamento.

Ponte Flaiano

Recentissimo ponte a transito pedonale, ciclisti e di vetture, realizzato nel 2017. Contribuisce architettonicamente allo skyline di Pescara, intitolato allo scritture Ennio Flaiano, costato 13 milioni e 100 mila euro finanziati dall'ANAS, è largo 28 metri, lungo 85, con il pennone (la "vela") alto 58 metri.

Torri Camuzzi

Sono due torri gemelle costruite dall'architetto Domenico Chiola tra il 2009 e il 2012, importante opera di riqualificazione della zona pescarese a sud-ovest di Porta Nuova. Presentano varie caratteristiche all'avanguardia per un complesso residenziale, come la presenza della domotica e di vari sistemi automatizzati. Il complesso è formata da due torrioni cilindrici che prendono il nome dall'ex area industriale; sono collegate da una giuntura rettangolare che funge da corridoio per ciascun piano, e si affacciano sun un ampio piazzale chiamato Largo Delli Castelli, dotato di parcheggio e di piante di abbellimento.

Palazzo dei Tribunali

Si trova sul viale D'Annunzio, nei pressi dell'Università, inaugurato di recente nel 2016. Si presenta come un'imponente opera monumentale moderna con forme eleganti e ricercate nel connubio tra architettura e materiali scelti. Il complesso ha pianta quadrangolare, che nella parte superiore si divide in due grossi blocchi divisi, presso l'ingresso è ornato da una fontana di Ettore Spalletti. La galleria coperta vede il gioco speculare delle strutture luminose di Michelangelo Pistoletto diffondersi attraverso una sequenza di cerchi che sostengono i raggi di luce. Enzo Cucchi è intervenuto nell'arredamento della Sala Convegni con un mosaico di forte impatto visivo.

Polo Direzionale Fater S.pA.
Sede Fater

Nella zona ovest della città, è tra le opere architettoniche contemporanee più importanti. Il palazzo è stato progettato da Massimiliano Fuksas, ed è il risultato dell'unione di due elementi volumetrici in contrapposizione: l'edificio basso caratterizzato da piani bucati e da pianta rettangolare, e l'edificio anulare superiore. La parte inferiore è volutamente semplice, dal punto di vista strutturale, e ad essa si contrappone il resto del palazzo, che contrasta con il vuoto rettangolare dell'orizzontalità Il vuoto al sesto piano accentua le differenze volumetriche tra i due componenti, il sesto piano infatti è occupato da una grande vasca d'acqua e da percorsi panoramici in legno. I piani bucati oltre ad essere funzionali ai fini dell'equilibrio estetico, illuminano anche le zone più interne del palazzo.

Complesso "Il Molino"

Si trova nella zona Porta Nuova, a sud ovest della stazione ferroviaria, realizzata come opera di riqualificazione di quest'area urbana. Il complesso è formato da un edificio rettangolare principale, per i servizi commerciali, e da una torre a pianta poligonale (fusione di elementi rettangolari e cilindrici).

Architetture scomparse[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiese di Pescara § Chiese antiche e distrutte.

Pescara nell'arco di un centinaio d'anni, dall'immediato periodo post Unità d'Italia fino al grande sviluppo urbanistico degli anni '60-'70, ha visto profondamente ed irreversibilmente mutato il proprio aspetto urbano e monumentale. L'antico nucleo ancora racchiuso dentro le mura della piazzaforte, ha conosciuto un piccolo iniziale sviluppo, con l'abbattimento coatto delle mura negli anni '80 dell'Ottocento, dando respiro alla costruzione di nuove strutture lungo il viale Umberto I (oggi viale d'Annunzio). Nell'ex comune a nord-ovest, Castellammare Adriatico, si procedette con l'edificazione di nuove palazzine, seguendo le mode architettoniche del liberty, del neoclassico, del neogotico, e del neorinascimentale. Gran parte della conformazione urbana di questo nucleo oggi è ancora leggibile, malgrado i danni provocati dai bombardamenti del 1943 e dalle copiose demolizioni e ricostruzioni che si sono susseguite dagli anni '50 in poi. Tali ricostruzioni ex novo di palazzi e monumenti hanno in gran parte interessato: nella zona centrale i due principali assi del Corso Vittorio Emanuele II e del Corso Umberto I, oltre a Piazza della Rinascita; in zona Porta Nuova, viale Gabriele D'Annunzio, insieme ad alcune porzioni di via Vittoria Colonna, via Conte di Ruvo e viale Guglielmo Marconi. Prima della seconda guerra mondiale c'erano palazzine signorili di gusto classicheggiante, ampi spazi verdi con fontane, come l'ex Piazza XX Settembre (oggi dedicata ad Emilio Alessandrini), alle quali facevano fronte le moli dei nuovi palazzi edificati dal 1927 al 1933 circa del Comune, della Prefettura, della Banca, delle Poste, benché costituissero ancora un elemento di legame con il classicismo architettonico dell'antica città in via di sviluppo. Con le demolizioni del boom economico l'aspetto sobrio della città è andato irrimediabilmente perduto, creando forti contrasti tra le poche testimonianze antiche ancora sopravvissute e le nuove grandi costruzioni di scarso valore artistico.

Si segnalano a seguire alcune strutture particolarmente rilevanti.

Piazzaforte di Carlo V
Porzione della fortezza di Carlo V, oggi occupata dal Museo delle Genti d'Abruzzo

Consisteva nella cinta muraria della città antica a sud del fiume (Porta Nuova), e del villaggio a nord (Castellammare). La fortezza voluta da Carlo V nel 1534 fu realizzata a pianta pentagonale, con cinque grandi bastioni lanceolati, visibili anche nelle mappe di Carlo Gmabacorta (1598)[55]; tre di essi difendevano la città da meridione, altri due a nord erano destinati ad accogliere la Rampina, per i militari di grado. La fortezza fu voluta nel punto del fiume che divideva i due Abruzzi Citra e Ultra, come un perfetto baluardo di controllo e di difesa del mare contro gli attacchi ottomani. Nel 1707 ci furono lavori di ampliamento, quando il forte andò sotto il comando degli austriaci, e poi dei Borbone. L'arrivo della ferrovia nel 1863 fece la prima breccia nelle mura della fortezza, con l'Unità la funzione militare cadde, e così a fine '800 ci fu l'avvio dei lavori di demolizione delle mura. Nel 1887 la parte a sud delle mura era scomparsa, per permette l'ampliamento lungo via Umberto I (viale D'Annunzio). La fortezza era composta dai bastioni San Vitale (nordovest), Sant'Antonio (sudovest), nella zona di Castellammare, e i bastioni San Giacomo (sud), San Nicola (sudest) e San Cristoforo (est), della zona di Pescara vecchia. Secondo le cronache a quasi tutti i bastioni corrispondevano delle chiese (come gli esempi della chiesa di San Giacomo e quella di San Rocco, citate in documenti vescovili), attualmente tutte distrutte. Nei pressi del ponte Gabriele d'Annunzio, a est si trovava Porta Sala, dove si conduceva il carico del sale marino per essere esportato nei vari porti del Regno di Napoli, all'ingresso della zona nord della fortezza c'era un altro accesso, Porta Cappuccini. Altre porte oggi sparite erano Porta San Cristoforo, Porta Ortona, Porta Nuova (Piazza Garibaldi) e Porta Chieti. Oggi di questa fortezza resta solo la parte lungo via delle Caserme, dove si trova il Museo delle Genti d'Abruzzo, usato come carcere nel XIX secolo, e una porzione in via Caduta del Forte, dove si trova anche la chiesetta del Carmine, usata dai militari.

Teatro Pomponi

Teatro storico della città, sorgeva presso Piazza I Maggio, dove oggi sorge la chiesa di San Pietro. Venne costruito per volere di Teodorico Pomponi nel 1920, erigendolo sopra il Padiglione Marino per gli spettacoli. Terminato nel 1923, grazie alle concessioni dell'amministrazione fascista, il teatro Pomponi venne inaugurato con più di mille posti, sorpassando la storica struttura del Teatro Michetti a Pescara vecchia. La prima opera fu "I Compagnacci" di Primo Riccitelli[56]. Negli anni '30 il teatro fu sede del Circolo Littorio, sede di convegni e spettacoli. Non danneggiato particolarmete dalla guerra, con i fondi per la manutenzione del teatro sempre più ridotti, nel 1958 versava in condizioni di forte degrado e nel 1963 venne definitivamente demolito.

Centrale Civica del Latte

Sorgeva in via del Circuito, costruita nel 1932 su progetto di Florestano Di Fausto, architetto del Ministero degli Esteri Fascista. La centrale aveva pianta rettangolare con un blocco rettangolare più snello e slanciato posto al centro, come torre d'ingresso, e il sistema delle aperture e delle murature dava risalto allo stile architettonico tipico del razionalismo fascista. Dopo anni di abbandono, la centrale è stata demolita nel 2010 poco prima dell'approvazione del vincolo storico in consiglio comunale; il ministero ha definito l'operato del comune un atto ostacolante progetti di riqualificazione da parte dello stato[57].

Villa Sabucchi

Sorgeva dove oggi si trova l'omonimo parco pubblico, sulla statale nei pressi dell'antico municipio di Castellamare. Costruita a metà dell'800, nel 1863 ospitò il re Vittorio Emanuele II. Negli anni '30 fu restaurata e assunse l'aspetto di un elegante castello idealizzato in stile gotico, con quattro torri angolari cilindriche con cuspide conica, e finestre ad arcate ogivali. Danneggiata nel 1943 dalle bombe, fu demolita negli anni '60, lasciando a ricordo solo una delle quattro torri.

Villa Muzii

Sorgeva in via Milite Ignoto, nata come unità rurale, comprendeva la casa principale, le residenza contadine e gli edifici industriali. A Villa Muzzi si teneva il mercato settimanale, successivamente soppiantato da quello quotidiano presso la stazione Centrale. Unico elemento ancora esistente dell'antica costruzione è la cappella privata è la chiesetta di Sant'Anna, in una traversa di viale Giovanni Bovio.

Villa D'Annunzio

L'antica villa era una masseria tardo-settecentesca, demolita nel 1975 con l'espansione del quartiere Rancitelli. Della villa oggi, su via Raiale, resta solo la torretta. La masseria appartenne alla famiglia D'Annunzio dal 1874 al 1906.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vicentino Michetti su PrimaPescara.it, su primapescara.it, 6 gennaio 2014.
  2. ^ Grazia, la marenare su PrimaPescara.it, su primapescara.it, 6 gennaio 2014.
  3. ^ Michetti: il comune rischia la denuncia, Il Centro, su ilcentro.gelocal.it, 6 gennaio 2014.
  4. ^ Michetti: le sculture collocate all'Aurum dopo 15 anni di attesa, Il Centro, su ilcentro.gelocal.it, 6 gennaio 2014.
  5. ^ Luigi Baldacci, sito ufficiale, su luigibaldacci.it, 25 giugno 2017.
  6. ^ Comune di Spoltore (PE) - Concittadini illustri
  7. ^ Circolo Aternino Pescara - Storia, su circoloaternino.comune.pescara.it.
  8. ^ La storia - Casa natale Gabriele d'Annunzio, su casadannunzio.beniculturali.it.
  9. ^ Storia - Conservatorio "Luisa D'Annunzio", su conservatoriopescara.gov.it.
  10. ^ Fortezza Borbonica - Pescara, su guide.travelitalia.com.
  11. ^ Archivio.Pescaraonline.net, su webcache.googleusercontent.com.
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