Storia dell'arte a Pescara

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Pescara.

La vecchia Castellammare Adriatico (oggi corso Umberto I), in una cartolina raffigurante il corso Vittorio Emanuele (1910 ca.)
Veduta di Piazza Italia col Palazzo di Città (arte littoria del 1927)
Il moderno Ponte del Mare (2009)

La storia dell'arte a Pescara è una storia che si estende per lungo tempo con apogeo che si colloca a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento. Pescara, duramente bordata durante gli avvenimenti bellici, è una città ricostruita quasi completamente dopo la seconda guerra mondiale. Alla modernità dell'impianto urbanistico e dell'aspetto della città corrisponde l'esiguità di alcune tracce di storia come anche di produzioni artisticamente rilevanti provenienti dal passato. Al riguardo, occorre tenere presente che, per molti secoli, la vita di Pescara è stata legata alla fortezza e che questa funzione prettamente militare non ha consentito l'evolversi di produzioni o scuole d'arte, come è invece accaduto in Chieti.

Pittura e scultura[modifica | modifica wikitesto]

La produzione di opere artistiche nella città è coincisa con lo smantellamento della fortezza di Pescara che, dal punto di vista sociale ed economico, ha rappresentato un autentico rinascimento. Attualmente nella città esistono un liceo artistico e un istituto d’arte che negli anni hanno formato molti giovani artisti. Sono diverse le gallerie private intorno alle quali ruotano i lavori e gli sforzi di molti artisti locali. Pescara è divenuta negli ultimi decenni anni un sede espositiva per importanti mostre grazie alla presenza della mostra Fuori Uso, nonché del Museo d'arte moderna “Vittoria Colonna”.

Costantino Barbella[modifica | modifica wikitesto]

Quartiere Portanuova negli anni '60: via Conte di Ruvo col Palazzo Monti

Costantino Barbella (Chieti, 31 gennaio 1852Roma, 5 dicembre 1925), nato da una famiglia di modesti commercianti, manifestò sin dalla prima giovinezza la propria vocazione modellando statuette per il presepe, presto notato dal coetaneo Francesco Paolo Michetti, il quale gli fece ottenere di formarsi all’Accademia di Belle Arti di Napoli attraverso un sussidio della provincia di Chieti. A Napoli Barbella studiò sotto il magistero del più importante maestro di scultura del tempo, Stanislao Lista, e al fianco di un altro valente e noto scultore in via di affermazione, il napoletano Vincenzo Gemito. Con le prime prove ed esposizioni iniziò a viaggiare in tutta Europa, distinguendosi come talento nella creazione di sculture di piccole dimensioni, pur eseguendo occasionalmente - spesso su commissione - opere di maggiori proporzioni. Si mantenne sempre fedele, seppur all’insegna dell’arricchimento e di una suggestiva trasfigurazione, ai temi del folclore abruzzese e alle scene idilliache raffiguranti contadini, eseguiti con un realismo dal timbro sentimentale molto vicino allo spirito agro-pastorale del primo tempo dell’arte degli amici Michetti e d’Annunzio, con i quali fu protagonista dello storico Cenacolo Michettiano, a tutt’oggi orgoglio e vanto della nostra terra, stagione prodigiosa di arte e letteratura. Nella maturità si cimentò con la ritrattistica e, in Italia, anticipò il Liberty.

Vicentino Michetti[modifica | modifica wikitesto]

Vicentino Michetti (Calascio, 16 febbraio 1909 – Pescara, 18 maggio 1997)[1], nonostante le insistenze dei genitori, decise presto di dedicarsi ad una pratica attività. Proveniente da una generazione di costruttori, si indirizzò sull'ambito artistico, diventando quindi scultore. Su ispirazione della figlia, iniziò a elaborare i primi disegni e le prime plastiche, utilizzando particolarmente la creta. Dopo la guerra, tenne alcune esposizioni a Roma, nel 1947 e nel 1956 e a Parigi nel 1958 alla Galleria Bernheim-Jeune. È autore di molte opere presenti nella città di Pescara: l'obelisco del Teatro monumento Gabriele D'Annunzio, l'elefante e alcune opere bronzee di Piazza Salotto, la "Bambina giacente" nel giardino del Museo Paparella Treccia Devlet e "Grazia, la marinara", opera che rappresenta una donna del mare (realmente esistita) seduta sopra una gomena arrotolata con uno sguardo perso e freddo, conservata nel municipio[2]. Altre opere donate dall'artista al comune sono state collocate in una sala dell'Aurum[3][4].

Francesco Paolo Michetti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Francesco Paolo Michetti.
Copertina di spartito musicale disegnata da Michetti

Francesco Paolo Michetti (Tocco da Casauria, 4 agosto 1851 - Francavilla al Mare, 5 marzo 1929) è stato un pittore e litografo di grandissima fama internazionale e molto apprezzato dai collezionisti d'arte a cavallo tra l'800 ed il ‘900; raggiunse la definitiva fama internazionale nel 1887, quando espose a Napoli la grande tela del Corpus Domini (che venne acquistata dall'imperatore Guglielmo II di Germania).

Formatosi a Napoli e lavorando in tutta Italia, è sempre rimasto molto legato alla sua terra e nei primi anni del ’900, attorno alla sua persona cominciò a riunirsi il Cenacolo michettiano, a cui partecipavano i maggiori artisti abruzzesi dell'epoca (tra gli altri, il poeta Gabriele d’Annunzio, lo scultore Nicola D'Antino e il musicista Francesco Paolo Tosti) nel convento di Santa Maria di Gesù di Francavilla. A Pescara, presso la ‘'Biblioteca provinciale'’, è conservato il suo celebre dipinto la figlia di Jorio del 1894.

I Cascella[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Basilio Cascella e Pietro Cascella.

La famiglia Cascella ha dato molto alla città di Pescara ed ha caratterizzato moltissimo la vita dell'arte della città, essendo stata una feconda scuola di arte e cultura, apprezzata a livello nazionale ed internazionale. Il Comune di Pescara ha dedicato ai Cascella la fondazione del Museo civico Basilio Cascella.

Il museo Civico Basilio Cascella

La prima figura importante è sicuramente quella di Basilio Cascella nato a Pescara, nel 1860. Egli frequentò la scuola serale degli Artieri di Pescara e lavorò come apprendista nello stabilimento tipografico Luigi Salomone. La sua formazione artistica non è legata alla frequentazione di nessuna scuola, ma è il frutto del suo lavoro e del contatto con molte personalità dell'arte del tempo in tutta Italia. La sua opera si rifà esplicitamente al verismo. Le sue attività creative sono molteplici: egli è stato litografo, pittore, grafico, ceramista, illustratore e fotografo. Dal 1895 il Cascella si trasferisce a Pescara ed il consiglio comunale della città delibera la cessione di un terreno per permettergli di costruire uno stabilimento litografico e di pittura. Tale concessione ha rappresentato un momento importante per la città poiché con essa è nata una vera e propria scuola di scultura ed illustrazione.

Tre dei figli di Basilio Cascella, Tommaso, Michele e Gioacchino hanno continuato l'opera paterna, essendo stati tutti e tre pittori di apprezzabile abilità. In particolare, Tommaso Cascella ha esposto in diverse città europee ed anche in Brasile e fu tra i vincitori della Biennale di Venezia del 1932 ha vinto. Anche il fratello Michele, ha saputo acquisire fama a livello nazionale ed internazionale, con due partecipazioni alla Biennale di Venezia e con mostre in ogni parte d'Italia e d'Europa. Il fratello Giacomo, invece, non ha mai avuto la forza di imporsi nel panorama nazionale, perché è rimasto legato alla sua terra di origine e non ha mai intrapreso lo sforzo di vivere e lavorare nella piazze d'arte italiane più importanti.

Di grande importanza è l'esperienza dei figli di Tommaso Cascella, Andrea e Pietro. Andrea Cascella (1919-1990), è stato pittore è ceramista ed ha esposto e venduto le sue opere in tutto il mondo: la sua fama lo ha portato a divenire commissario della Biennale di Venezia e direttore dell'Accademia di belle arti di Brera. Il fratello Pietro Cascella (1919-2008), ha iniziato la sua carriera artistica come pittore e ceramista, ma ha consolidato la sua fama mondiale come scultore: le sue sculture sono solitamente composte da masse pietrificate levigate, aspre o corrose con accenni di base cubista e elementi di purismo geometrico. Egli ha lavorato molto in Abruzzo ed a Pescara, ha realizzato "La nave": opera che caratterizza il lungomare della città.

Ettore Spalletti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ettore Spalletti.
Palazzo del Comune in stile razionalista, costruito da Vincenzo Pilotti

Ettore Spalletti è nato nel 1940 a Cappelle sul Tavo, in Provincia di Pescara, dove egli tutt'oggi vive e lavora: è un pittore e scultore di fama internazionale, ma è molto radicato e presente nel territorio pescarese. In città è spesso protagonista di mostre personali o collettive ed ha realizzato la fontana presso la nuova sede del Tribunale. È in progetto la realizzazione di un “percorso d'acqua” che dovrebbe collegare la vecchia stazione di Pescara al mare.

Luigi Baldacci[modifica | modifica wikitesto]

Luigi Baldacci (Pescara, 27 gennaio 1937)[5] è un pittore al quale sono legate varie opere presenti nella città, tra le quali quelle affisse sulle pareti della Sala Consigliare del Comune di Pescara, che raccontano la storia della città in otto pannelli dipinti ad olio su tela, nonché la scultura intitolata Omaggio a Flaiano, composta da due elementi in acciaio rivestiti di tasselli di ceramica colorata posta nel piazzale antistante l'auditorium Flaiano.

Giuseppe Misticoni[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Misticoni, nato a Spoltore il 25 dicembre 1907, inizia l'attività artistica con il pittore abruzzese Italo De Sanctis, e compie i suoi studi nel Liceo Artistico e Accademia di Belle Arti di Roma. Nella capitale resta a lavorare alcuni anni; poi torna in Abruzzo ove prende a svolgere attività didattiche in varie scuole della città di Pescara. Inizia nel frattempo un'opera di svecchiamento della cultura della regione tenendosi costantemente a contatto con le punte avanzate dell'arte. La guerra ne interrompe l'opera, e parte nel 1940 per il fronte in Albania; fatto prigioniero, fugge dal campo inoltrandosi in vicende avventurose e drammatiche; unitosi a reparti partigiani, intraprende una durissima lotta di resistenza. Tornato, finalmente, in patria nel 1946, riprende l'opera interrotta, riuscendo a fondare il Liceo Artistico a Pescara e chiama quali collaboratori all'insegnamento i migliori artisti della regione. Muore poi a Pescara il 2 maggio 1998. Le sue opere principali sono custodite al Museo d'arte moderna "Vittoria Colonna" e a lui è intitolato il Liceo Artistico da lui fondato.[6]

Moumenti scultorei di Pescara[modifica | modifica wikitesto]

Diversi dipinti e sculture, come ad esempio di Costantino Barbella, di Francesco Paolo Michetti e Basilio Cascella sono conservate nei diversi musei della casa natale di D'Annunzio, nel Museo Paparella Treccia Devlet, nel Museo civico Basilio Cascella e nella galleria d'arte moderna "Vittoria Colonna". Le sculture di maggior rilievo nel comune sono le seguenti:

Fontana Le Laudi
  • Fontana Nave di Cascella (sul lungomare Matteotti)
  • Fontana La Meridiana (Lungomare Colombo, realizzata nel 2013 dagli architetti Michele Lepore, Fabrizio Trisi e Alessandro Sonsini
  • Fontana del nuovi Tribunali di Ettore Spalletti (2017)
  • Fontana La Pescara (Piazza Italia), realizzata da Pietro Cascella (1987)
  • Fontana Monumento a Raffaele Paolucci (viale della Riviera), nella zona della marina nord, realizzata nel 2012, con collocazione del busto di Paolucci, di composizione anteriore.
  • Fontana delle Naiadi (viale della Riviera)
  • Fontana Le Laudi (nella piazza omonima)
  • Fontana di Piazza San Francesco, realizzata dal maestro Franco Summa)
  • Monumento ai caduti del mare (2015 - presso viale Vespucci, sotto il Ponte del Mare)
  • Monumento ai caduti della guerra (Piazza Garibaldi), realizzato da Pietro Cascella
  • Scultura Flaiano: presso l'auditorium omonimo
  • Murales di Gabriele d'Annunzio, presso il ponte omonimo, ritraenti in primo piano il poeta
  • Tela San Francesco in estasi del Guercino (XVI secolo), presso la Cattedrale di San Cetteo.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

La città di Pescara a causa dei bombardamenti del 1943 e edella ricostruzione post-bellica, con alcuni episodi di speculazione edilizia, conserva solo alcune parti storiche nel campo architettonico. Il nucleo antico principale è il rione di Porta Nuova, della parte del viale D'Annunzio e di Corso Manthonè, zona circondata in origine dalle mura della fortezza borbonica voluta dal Carlo V. Nel Corso Manthonè si ammirano esempi di architettura gentilizia e borghese del tardo Settecento e dell'Ottocento, come la casa di Gabriele d'Annunzio, restaurata dall'architetto Antonino Liberi in stile neoclassico-liberty, e la casa natale di Ennio Flaiano. Altre architettura mostrano connotazioni liberty, neorinascimentali e tardosettecentesche, come alcuni stabili che si affacciano su Piazza Garibaldi, o l'esempio della sede del Circolo Aternino, ex municipio della vecchia Pescara.
In origine presso Porta Nuova c'erano altri stabili settecentewchi come la casa del Manthonè, oppure la chiesa di San Giacomo, ma sono andati distrutti nel 1943. Lungo il viale D'Annunzio si trovano esempi di architettura sperimentale in stile librty o neogotio, come il Palazzo Perenich progettato dal Liberi, oppure il palazzo di Camillo Michetti, attiguo all'ex Teatro "Vicentino Michetti". Numerose sono le villette situate nella riviera di Pescara, fino al 1927 comprese nel comune di Castellammare Adriatico, realizzate tra l'800 e il primo '900, in diversi stili, come il liberty e il neoclasico, alcune delle quali progettte sempre dal Liberi. Nella zona di Castellammare, prima della ricostruzione post-bellica, si segalavano vari palazzi pubblici, dei quali ad esempio in Piazza Salotto resiste il Palazzo Muzii, e lungo il corso Umberto I all'incrocio con il orso Vittorio Emanuele giganteggia il Palazzetto Imperato.
A partire dalla costituzione nel 1927 del comune e provincia di Pescara, fu necessaria la ostruzione di nuovi istituti pubblici, per cui si sperimentarono le tecniche dell'eclettismo del primo fascismo, e successivamente del razionalismo del Ventennio, i cui massimi esponenti a Pescara furono Cesare Bazzani (costruttore della Cattedrale nuova nel 1933 e del Ponte del Littorio, con statue di Nicola D'Antino, distrutto nel 1943 e ricostruito come "Ponte Risorgimento"), e Vincenzo Pilotti, il quale costruì il Palazzo delle Poste sul corso Vittorio Emanuele, e il nucleo di Piazza Italia, con il Palazzo del Governo e il Palazzo di Città.
Dal dopoguerra vari furono gli architetti pescaresi e non che si cimentarono nella realizzazione di diversi palazzi pubblici di interesse artistico, come il Palazzo Monti, realizzato da Vincenzo Monti, i Nuoi Tribunali (2017), le Torri Camuzzi (2011) e i Nuovi Tribunali di Pescara, completati nel 2017, per cui Ettore Spalletti ha realizzato la fontana monumentale. Figurano nel contesto moderno pescarese anche le nuove strutture viarie del Ponte del Mare (2009) di Walter Pichler e il Ponte Flaiano (2017) realizzato da Enzo Siviero.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Parrocchia del Cuore Immacolato di Maria Vergine, nel rione Porta Nuova

Presenza di chiese nella vecchia Pescara (zona Portanuova - Corso Manthonè) è documentata sin dall'epoca romanica del XII secolo, benché strutture come il tempio di Santa Maria di Gerusalemme (resti archeologici lungo il viale D'Annunzio), risalgano addirittura al V secolo. Con le varie modifiche urbanistiche nella zona di Pescara, specialmente con la ricostruzione quasi totale della città dentro le mura della fortezza spagnola di Carlo V (XVI secolo), anche molte chiese pescaresi sono state ricostruite, mantenendo la loro struttura sino alle distruzioni belliche del 1943.
Le principali chiese della zona di Portanuova erano quella dedicata al Santissimo Sacramento (o di San Cetteo), demolita e ricostruita tra il 1933 e il 1938 per l'attuale Cattedrale di San Cetteo (progettata dal Bazzani), la chiesa del Santissimo Rosario (in stile barocco, presso via dei Bastioni) e quella di San Giacomo (visibile anche in fotografie storie, allo sbocco di via dei Bastioni sull'attuale Piazza dell'Unione). La parrocchia dell'ex comune di Castellammare Adriatico (oggi zona corso Umberto) era ed è ancora la chiesa del Sacro Cuore, mentre fuori la città tra le strutture più importanti del XVII secolo figurano la Basilica della Madonna dei sette dolori, la chiesa di San Silvestro e il santuario della Madonna del Fuoco (costruito nell'800).

In seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, gran parte delle chiese storiche pescaresi sono andate distrutte, salvo la Cattedrale, la chiesa del Sacro Cuore e la Basilica della Madonna. Con la ricostruzione della città sono sorte nuove parrocchie nei più svariati stili, alcune delle quali realizzate con la firma di architetti di fama, come Marcello Piacentini (parrocchia dello Spirito Santo) o Francesco Speranzini (chiesa di San Gabriele, chiesa di San Giuseppe, chiesa dei Santi Angeli Custodi). Nel centro tra le chiese moderne di maggiore interesse spiccano la parrocchia della Beata Vergine del Rosario, la recente chiesa del Mare (o di San Pietro, del 2005), il santuario del Cuore Immacolato (in stile eclettico tra romanico abruzzese e neoclassico) e la chiesa di San Luigi Gonzaga, progettata da Camillo Michetti.

Seguono le principali chiese ancora presenti.

Cattedrale di San Cetteo
La Cattedrale di San Cetteo

Costruita tra il 1933 ed il 1938 sul sito dell'antica chiesa di Santa Gerusalemme, ivi situata in epoca Romanica (come mostrato dai resti di fronte alla chiesa). La chiesa nel XVII secolo fu ricostruita in forme barocche, e intitolata al Santissimo Sacramento, chiamata dai popolani però anche con il nome di San Cetteo (per il busto del santo ivi conservato), e fu demolita nel 1933 per la nuova costruzione della cattedrale attuale. La struttura presenta un impianto basilicale con corpo rettangolare e facciata che riecheggia lo stile romanico abruzzese. All'interno della Cattedrale è possibile ammirare un dipinto del Guercino, il San Francesco, donato da Gabriele D'Annunzio mentre il rosone vetrato multicolore è di Cambellotto; la chiesa ospita la tomba della madre del poeta, Luisa D'Annunzio, le effigi di alcuni apostoli e un importante organo. La costruzione della chiesa nuova fu fortemente voluta da Gabriele d'Annunzio, il quale mise a disposizione anche fondi finanziari propri e che chiese a Cesare Bazzani di attuare il progetto[7][8][9].

Chiesa del Sacro Cuore
Chiesa del Sacro Cuore di Gesù

In pieno centro cittadino, lungo il corso Umberto I, è stata realizzata sul finire dell'Ottocento in Stile Neogotico. Fu costruita nel quartiere di Castellammare Adriatico, sopra i resti della chiesa di Sant'Anna[10]. Il campanile fu eretto in epoca fascista. Ha la facciata in stile gotico tripartita da paraste composte da più colonne, terminanti in cuspidi, con rosone centrale e il portale impreziosito da un mosaico dorato. Il rosone è circondato da un semicerchio di costoloni che terminano ai lati in colonne con capitelli neogotici. Il campanile è una torre in mattoni rossi con grande cuspide verde in cima. L'interno è a tre navate con trabeazione e volte a crociera. L'abside è semicircolare con un altare moderno ornato da un pannello in cemento raffigurante Cristo benedicente.

Basilica della Madonna dei sette dolori

Iniziata nel Seicento in stile barocco e in seguito inglobata nel Settecento dall'attuale, in stile neoclassico. Nei pressi della basilica si trovano due fontane di cui una risalente con certezza al millesettecento e presumibilmente anche l'altra, nonché il convento, iniziato nel 1800[11].

Santuario della Madonna del Fuoco
Madonna del Fuoco

All'interno dell'antico santuario, costruito nel XIX secolo, si può ammirare una statua della Madonna con in braccio Gesù Bambino, risalente al 1600.

Chiesa di San Silvestro
Chiesa di San Silvestro

Situata nella frazione di San Silvestro Colle, la Chiesa principale, all'origine intitolata ai santi San Giovanni Battista e San Silvestro Papa, era il nucleo centrale della vecchia Villa Feudale, luogo del culto regolato dalle norme dettate dalla riforma del sacro Concilio di Trento; fu il rifugio dei parrocchiani durante gli anni del "blocco di Pescara" del XIX secolo[non chiaro], luogo di preghiera e di raccolta per i poveri sfollati dopo il primo tragico bombardamento del 31 agosto 1943. La Parrocchia fu creata intorno al 1500 (la chiesa nasce sulle fondamenta di un monastero di religiose del XVI secolo), era amministrata da un economo molto prima della nascita del Comune ed era perfettamente organizzata per la riscossione delle Decime Sacramentali. All'interno della chiesa è possibile ammirare un altare maggiore affrescato, risalente al XVII secolo.

Parrocchia dello Spirito Santo
Interno della chiesa del Cuore Immacolato di Maria

In zona corso Vittorio Emanuele, progettata nel 1962 dall'architetto Marcello Piacentini [12], è una rivisitazione moderna del romanico abruzzese. La facciata è simile alle abbazie romaniche della Majella, a coronamento orizzontale con portale centrale, e rosone centrale con la colomba dello Spirito. L'interno è a tre navate, divise da grandi pilastri in marmo rosso. La navata centrale è la più ampia, sulle pareti si trovano dei piccoli matronei, l'altare è illuminato da un fascio di luce proveniente da un'apertura circolare, e da sette vetrate policrome.

Chiesa del Mare o di San Pietro Apostolo

Si trova alla fine del corso Umberto I, nell'affaccio su Piazza I Maggiore, realizzata nel 2005 da Guido Crescenzi. La chiesa ricorda una nave con la prua protesta verso il mare; l'interno è caratterizzato da componenti che ricordano l'interno di un'imbarcazione. In corrispondenza della parete laterale si innalzano pilastri d'acciaio a sostegno del soffitto ligneo. La parete di sinistra è rivestita di altare di marmo, suddivisa in tre livelli d aampie aperture. L'abside è illuminata da un oculo vetrato, che scende in corrispondenza dell'altare.

Chiesa della Beata Vergine del Rosario

Realizzata nella zona nord della marina nel 1951, la chiesa conserva degli schemi classici per l'impianto rettangolare: la facciata è divisa in più parti da una schematizzazione volumetrica, la parte d'ingresso ha tre portali. L'interno è a tre navate, con presbiterio trapezoidale, illuminato da vetrate intarsiate che rappresentano i mistero del Sacro Rosario. Il campanile è una torre ben salva e slanciata.

Chiesa di San Pietro Martire

Situata nel quartiere Fontanelle, risale al 1763. Nel Novecento è stata restaurata con intonaco roseo. Chiesa molto piccola e semplice, con pianta rettangolare a navata unica. La facciata ha un portale con cornice di marmo, con architrave a spioventi. Il campanile è a torre.

Santuario del Cuore Immacolato della Vergine Maria

Sorge nel quartiere Portanuova, ed è uno degli esempi di chiese in stile eclettico della Pescara postbellica. Fu realizzato nel 1946-1947 dall'architetto Lillo Barbera, seguendo uno stile che fondeva quello delle basiliche romane paleocristiane e il romanico abruzzese. Ha pianta basilicale con facciata in mattoni, disposti a creare un motivo geometrico. Al centro figura un oculo, in asse col portale principale, presso il transetto si erge una cupola circolare, affiancata da un campanile turrito. L'interno a navata unica, decorato in mattoni, illuminato da vetrate policrome istoriate. L'altare è ornato in falso stile romanico, con una lapide centrale e un piccolo ciborio a cono.

Chiesa della Beata Vergine Stella Maris

Si trova al confine tra Francavilla e l'ex Kursaal Aurum, presso il lungomare. La chiesa fu costruita nel primo '900 in stile Neoromanico, come si evince dalla sobria facciata tripartita, con rosone centrale. Tre portali aprono l'ingresso, di cui il centrale è il maggiore. Il campanile posteriore è una torre.

Chiesa di Sant'Andrea
Chiesa di Sant'Andrea

Chiesa moderna in zona Piazza Italia risalente al 1963, tipica per la struttura circolare in cemento armato, con grande cupola cuspidata al centro. Ha pianta ottagonale, con portico di accesso, e vetrate verdastre a rombo per ciascun lato. Le vetrate dell'intercapedine tra la cupola e la cuspide sono rettangolari. L'interno è piuttosto spoglio. La chiesa è nota per la festa dell'Apostolo che si svolge a luglio, con la navigazione della statua in mare.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

La Pescara degli inizi del secolo passato - più in particolare, la zona di Castellammare - si presentava come una elegante cittadina con pochissimi palazzi e molte case e ville in stile art noveau. Il passare degli anni e, soprattutto, il bombardamento di Pescara del 1943, hanno cancellato quell'aspetto ricercato ed elegante che la città ha avuto negli anni precedenti alla seconda guerra mondiale, ma, tutt'oggi, in alcune zone della città sono presenti ville a palazzine od interi viali e vie risalenti a quel periodo che testimoniano la incidenza dello stile liberty nella storia architettonica della città. Seguono gli edifici più rilevanti dal punto di vista architettonico in città risalenti al XVII-XIX secolo.

Circolo Aternino

L'edificio, di origini settecentesche, è situato in Piazza Garibaldi accanto al Museo casa natale Gabriele D'Annunzio, e ha ospitato fino alla fine dell'Ottocento il comune di Pescara, tant'è che l'attuale piazza Garibaldi era conosciuta come Piazza del Municipio, o Piazza Grande. Le origini risalgono al 1721, quando la struttura di proprietà comunale, così come attestato nella Platea dei corpi e rendite feudali di Pescara, era adibita e destinata alle riunioni consiliari. Si componeva di tre stanze al piano terra e sei al superiore, era dotata di cortile, in parte coperto.[13] Con lo spostamento del municipio, l'edificio cambiò destinazione d'uso, iniziando ad ospitare la sede culturale nota come Casinò Aternino, una tra le maggiori sedi culturali delle Pescara di inizio '900. I bombardamenti del 1943 hanno pressoché distrutto metà della struttura, lasciata in abbandono, e rovinata negli anni '60 da un palazzo moderno, che ne aveva quasi comportato la completa demolizione. Tale palazzo moderno fu demolito nel 2008, e il circolo ricostruito nel 2009, seguendo il progetto della struttura originaria.[senza fonte] Oggi ospita eventi e mostre temporanee. Nella nuova ricostruzione è stato rispettato lo schema vecchio, pur rendendo le sale interne moderne, essendo irrecuperabile lo stile antico. Tuttavia la facciata, costituita da un'entrata a portale incastonato tra due colonne, reagenti la balaustra del balcone principale, è stato ricostruito seguendo perfettamente il modello originale. Il primo piano è adornato da tre finestre contigue ad arcata a tutto sesto.

Ingresso alla casa natale di D'Annunzio
Casa natale di Gabriele d'Annunzio

Lungo il corso Manthonè, la casa dove nacque il poeta fu dichiarata "monumento nazionale" il 14 ottobre 1927, per tutelarla come edificio d'importante interesse storico e per commemorare la madre Luisa De Benedictis, morta nel 1917. La casa ha origini settecentesche, e fu riaccomodata in stile borghese nella metà del XIX secolo. D'Annunzio durante il periodo di decadenza della struttura dopo la morte della madre, s'impegnò sin dal 1926 per un restauro adeguato. Per questo incaricò della ristrutturazione il cognato Antonino Liberi, architetto di prestigio nella Pescara di quegli anni: con l'intenzione di liberare il piano terra dalle botteghe e conservare la loggia, il cortile, il pozzo, la scuderia e le rimesse.[14]In seguito d'Annunzio si mostrò insoddisfatto dei progetti e affidò l'incarico all'architetto Giancarlo Maroni, deluso dal livellamento dei tre gradini della stanza della madre, e solo nel 1933 si arrivò alla ristrutturazione completa.
Nel 1993 fu fondata l'associazione "Museo Casa Natale di Gabriele d'Annunzio" che gestisce in collaborazione col MiBACT l'immobile, offrendo una visita guidata del primo piano della casa, con giro della stanza grande (con sculture di Costantino Barbella e pitture di Francesco Paolo Michetti e della famiglia Cascella), della stanza di Gabriele, della stanza di zia Marietta, la stanza della madre Luisa De Benedictis, la stanza dove sono conservate alcune vesti di pregio di D'Annunzio, la stanza di alcuni importanti manoscritti e prime edizioni di opere come La nave o il Laus vitae delle Laudi, la stanza con la maschera funebre del poeta, e infine la stanza delle uniformi militari indossate da D'Annunzio nel periodo della Grande guerra e dello Stato libero di Fiume (1920-24).

Conservatorio "Luisa d'Annunzio"
Palazzo Mezzopreti (Conservatorio Luisa D'Annunzio)

Il palazzo ottocentesco era la sede del municipio di Castellammare Adriatico, soppresso nel 1927 per la costituzione del nuovo comune di Pescara. Il 27 gennaio 1922, nella ricorrenza della morte di Luisa De Benedictis, madre di D'Annunzio, artisti abruzzesi quali Michetti, Tosti, Pepe, Cascella, De Nardis decisero di costituire un'associazione musicale che sarebbe stata intitolata a "Luisa d'Annunzio". Lo Stesso Gabriele si impegnò affinché il progetto nascesse, e scrisse una "corporazione" affinché l'associazione prendesse vita a Pescara, diventando ben presto un punto di riferimento nella zona adriatica. Nel 1928 la corporazione divenne "Istituto musicale" grazie a Berardo Montani e al Maestro Mulè, direttore del Conservatorio Santa Cecilia di Roma.[15] Il palazzotto ottocentesco ha pianta rettangolare divisa in tre livelli da cornici marcapiano. La parte principale di accesso ha dei robusti archi a tutto sesto, mentre il finestrato dei vari settori è molto semplice, con delle balaustre superiori come cornice. L'insieme è in puro stile neoclassico, intonacato di bianco.

Una porzione dell'ex bagno penale, lungo via delle Caserme
Ex Bagno Penale

Si trova lungo via delle Caserme, sede dal 1982 del "Museo delle Genti d'Abruzzo", ed è la parte rimanente dell'imponente fortezza poligonale di Pescara, voluta nel 1510 da carlo V. Nel corso dei secoli la fortezza di Portanuova è stata ridimensionata sino a scomparire, con la conservazione della porzione di via delle Caserme, istituita a bagno penale borbonico. In quest'epoca il piano inferiore della caserma fu adibito in parte a magazzini, in parte a carcere.[16]Il carcere fu molto noto nei momenti della Repubblica Napoletana (1799) e durante il Risorgimento per via delle condizioni misere in cui versavano le celle, data la scarsa igiene e la tortura inflitta ai carcerati; infatti vi si applicava l'articolo 8 delle Leggi Penali del "Codice del Regno delle Due Sicilie" (1819), ossia la tortura. Tra i vari carcerati ci fu anche il patriota Gabriele Menthonè. Nel 1982 il bagno penale, chiuso da anni, fu ristrutturato per ospitare il Museo delle Genti d'Abruzzo, un percorso storico che parte sin dalle prime testimonianze di vita umana nella regione, nel Paleolitico, fino ai costumi tradizionali contadini dell'800.

Casa di Ennio Flaiano

Abitazione sobria ottocentesca lungo il corso Manthonè, dove nacque il famoso scrittore il 5 marzo del 1910. La struttura è simile alla casa di D'Annunzio, di poco distante, divisa verticalmente da quattro paraste bugnate, e orizzontalmente in tre livelli da semplici cornici marcapiano. La porzione di base è intonacata, con tre aperture semplici, mentre le altre contengono le finestre allungate. La prima porzione verticale da sinistra contiene un mezzo livello in più, in modo da formare una torretta, usata come mansarda. Al centro della facciata si trova una targa commemorativa che ricorda la nascita di Ennio Flaiano. Sono in cantiere progetti per trasformare l'abitazione in un museo che ricordi il Flaiano, come è stato operato per la casa di D'Annunzio.

Palazzo Perenich

Realizzato su progetto di Antonino Liberi nel 1884 e sito in viale D'Annunzio, in passato fu sede della Facoltà di Architettura; è stato costruito sul modello del fiorentino Palazzo Strozzi.

Art Nouveau[modifica | modifica wikitesto]

Case nella zona dell'Ex Aurum[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un progetto che comprende vari edifici[17], quelli cioè nella zona della Pineta Dannunziana. La zona paludosa fu bonificata e il progetto di Antonino Liberi ("Progetto Pineta") fu approvato il 14 settembre 1912[18].

Ex-Aurum
L'ex liquorificio dell'Aurum; la facciata a colonne è il Kursaal, mentre la parte retrostante a semicerchio è la sede convegni "La Fabbrica delle Idee"

È un ex liquorificio dell'Aurum, recentemente restaurato, con una struttura originariamente progettata da Antonino Liberi come lido della fiorente economia balneare pescarese, e poi modificata per prendere la forma di un ferro di cavallo secondo il progetto di Giovanni Michelucci.

Villa Anna I

Situata nella zona della pineta all'angolo di via Scarfoglio, è caratterizzata dalla torretta laterale a base quadrata[19].

Villa Anna II

Posta all'angolo fra viale Primo Vere e via Francesco Paolo Tosti fu progettata da Antonino Liberi e realizzata tra il 1937 e il 1938. Dotata di un balconcino rivolto verso il mare, è coperta da una semplice muratura[20].

Villa Cipollone

Situata in via De Nardis, presenta un pronao colonnato rivolto verso il mare, con i capitelli estremamente lavorati e con l'architrave decorato con ceramiche di Castelli[21].

Palazzo Imperato (corso Umberto)
Palazzo Verrocchio (Hotel Esplanade) in notturna
Villa Delfino
Villa Urania, sede del Museo Paparella Treccia
Palazzo dell'ex Stazione di Pescara
Villa Clerico

Nota anche come Villa Ricci, fu progettata da Antonino Liberi su commissione del proprietario Vincenzo Clerico. Fu costruita nel 1924 nel quartiere della pineta. La caratteristica principale è la torretta semicircolare laterale[22].

Villa Coen

Situata in viale Primo Vere, ha cambiato più volte aspetto. Si presenta con tre arcate al piano terra che si raddoppiano via via nei piani superiori. Altro elemento tipico è la scala interna semicircolare[23].

Villa Costanzo

Progettato da Nicola Simeone, è situo all'angolo tra via Figlia di Jorio e viale Luisa D'Annunzio. Le decorazioni sono molto ricche e presenta sulla facciata una scalinata a due rampe simmetriche[24].

Villa d'Eramo

Si tratta di una villa a pianta quadrata situa in viale Luisa D'Annunzio. L'ingresso presenta due rampe simmetriche che si uniscono a una terza centrale che porta all'ingresso (creando una "T")[25].

Villa de Lucretiis

Situata in via De Cecco, è una struttura molto pregiata che presenta una parte centrale a loggiato[26].

Villa Geniola

Il progetto di ampliamento definitivo, di Guido Angelini è del 1927. Da allora la villa si presenta come oggi, caratterizzata da una poca ricchezza di decorazioni, oltre a un porticato sormontato da un balconcino[27].

Villa La Morgia

Situata all'angolo tra via Figlia di Jorio e viale Luisa D'Annunzio, ha una pianta rettangolare, con una sporgenza davanti all'entrata, coronata da una scaletta. Abbondanti gli ornamenti sulla fascia di coronamento[28].

Villino La Porta

Progettato da Decio Rapini nel 1929, è posto all'angolo fra via Scarfoglio e via Francesco Paolo Michetti. L'elemento fondamentale della costruzione è la torretta ottagonale altana[29].

Villa Silvestri

Situata in viale Primo Vere, è ampiamente decorata, ed è caratterizzata dall'ampio loggiato rivolto verso il mare[30].

Villa Simeone

Situata in via De Nardis, è caratterizzata da molti balconcini chiusi a logge, ed è estremamente decorata[31].

Villa Spatocco

Situata in viale Primo Vere si distingue per la sua forma a "L", al cui interno è collocato un volume curvilineo. Presenta una torretta centrale. La copertura è a mattoni a vista[32].

Villa sull'arenile

Situata in viale Primo Vere, è sviluppata su un solo piano. Caratteristica fondamentale è la posizione vicina al mare da cui origina il nome. La pianta è rettangolare con una torretta circolare centrale con una scala a chiocciola interna[33].

Altri edifici in stile liberty[modifica | modifica wikitesto]
Case liberty in via D'Annunzio
Palazzo comunale
Piazza Garibaldi
Villa Argentieri

Progettata dea Edmondo Germani nel 1925, è situata in via D'Annunzio. Modificata più volte con l'aggiunta di vari corpi, è sviluppata su due piani esterni e un seminterrato. La scaletta d'ingresso si presenta oggi dopo varie modifiche a forma semicircolare[34].

Palazzo Muzii
Palazzo Muzii

Situato su corso Umberto I, il palazzo fu realizzato su un primo progetto di Vincenzo Pilotti, con forma ad U; durante i lavori il progetto venne modificato per l'inserimento di locali commerciali al piano terra e per adibire il corpo a cinema. Risulta evidente l'impianto classico adottato, simile a quello usato per i palazzi monumentali nel 1500[35].

Teatro Vicentino Michetti

Situato in via D'Annunzio, il primo progetto, che andava a sostituire il Politeama Aternino, era di Antonino Liberi. Questo non fu realizzato e a lavorare al nuovo progetto fu Vicentino Michetti, il quale aveva previsto due ordini di balconate, platea e un loggione. A seguito di un terribile incendio avvenuto nel 1944. A ricostruire ci furono i parenti Camillo e Visconti, i quali modificarono enormemente il progetto originale. Fu inaugurato inizialmente il 6 agosto 1910 con il Werther di Jules Massenet[36][37]. Attualmente risulta chiuso al pubblico.

Palazzo Camillo Michetti

Il palazzo Camillo Michetti, è adiacente al teatro. Fu progettato dal padre di Vicentino, Pasquale Michetti ed edificato nel 1912, con decorazioni liberty[38].

Domus Flores

Considerata un'architettura eclettica, presenta una pianta asimmetrica con una torretta angolare[39].

Palazzo Verrocchio (Hotel Esplanade)
Palazzo Verrocchio

Situato nell'area più centrale della città, presenta il caratteristico muro esterno a bugnate. L'edificio è di forma quasi cubica e si sviluppa su quattro piani più un quinto adibito a ristorante aggiunto in epoca recente. Subì varie ristrutturazioni, come quella attuata tra il 1929 e il 1934 a opera di Vittorio Verrocchio, Antonino Liberi e Nicola Simeone[40]. Ha pianta quadrangolare, a 5 piani. Le angolature hanno finti contrafforti, a mo' di torrette, con architravi in stile rinascimentale,e così anche le cornici delle finestre possiedono elementi classici. La struttura è in intonaco bianco.

Palazzo Mussacchi

Realizzato sul finire dell'Ottocento, si trova all'angolo di viale Muzii con il lungomare Matteotti. Fu progettata da Girolamo de Pompeis per uso di una famiglia, sviluppandosi su tre piani[41].

Palazzo Imperato

Progettato da Antonino Liberi e Nicola Simeone nel 1926, è senza dubbio una delle architetture liberty più pregevoli della città. Situato nella centralissima piazza Sacro Cuore, è stato realizzato al posto dell'Albergo Milano. Secondo i voleri del tempo, bisognava creare una forte concentrazione delle funzioni commerciali lungo il corso principale. Per questo si scelse di costruire due palazzi simmetrici ai due lati della strada come ingresso monumentale del corso. Il progetto è rimasto incompiuto dopo la costruzione del Banco di Napoli nel 1933 che rese impossibile la costruzione del gemello. Presenta un netto contrasto tra i piani inferiori finalizzati all'uso commerciale e quelli superiori ad uso abitativo. È molto lavorato in tutte le facciate[42].

Villa Antonietta

Progettata nel 1910 e completata nel 1923, presenta una struttura quadrangolare asimmetrica, con un angolo a balcone nel primo piano. Presenta quattro moduli abitativi indipendenti[43].

Villa De Landerset

Architettura estremamente particolare, è stata progettata da Luigi Broggi ed edificata tra il 1886 e il 1890. È principalmente contraddistinta dal gusto dell'architettura settentrionale quattrocentesca, dalla minuzia nei particolari, dall'ampio giardino. Rilevante è la torretta quadrangolare che si inserisce lateralmente in un impianto regolare[44].

Villa Rosa

Originariamente progettata a un solo piano da Antonino Liberi e Florindo Savini nel 1922, fu realizzata l'anno dopo e sopraelevata nel 1949. Presenta tre alloggi disposti su tre piani e una torretta quadrata laterale[45].

Villino Bianco

Progettato nel 1922 da Lino De Cecco, fu realizzato nel 1929. È estremamente asimmetrico e irregolare, ma molto decorato[46].

Villino Forcella

Progettato da Vincenzo Pilotti e Tommaso Piccirilli nel 1924 e realizzato nel 1930, ha subito moltissime modifiche nell'arco del tempo, ma rimane ugualmente molto decorato, con i mattoni a vista[47].

Villino Massignani

Progettato nel 1924 da Benedetto Sorge, nel 1952 fu aggiunto alla pianta rettangolare asimmetrica. Ricco di asimmetrie e volumi aggettanti, è molto decorato[48].

Villino Scaccioni

Situo sul lungomare Matteotti, fu progettato da Vincenzo Pilotti nel 1929. Si tratta di un edificio simmetrico con al centro un balcone che unisce i due corpi laterali[49].

Villino Verrocchio

Progettato nel 1925 da Gennaro Partenza, è un edificio a tre piani con pianta irregolare La decorazione molto ricca è di ispirazione barocca[50].

Palazzo Mezzopreti-Gomez

Situato in viale Muzii, è un palazzo baronale recentemente restaurato e divenuto sede del Conservatorio Luisa D'Annunzio[51].

Il Palazzo del Governo
Palazzo Fattiboni

È l'edificio più antico di San Silvestro oltre alla chiesa, sorto nel 1600 su un fortino militare per volere della famiglia Celaja, per essere adibita a casa di campagna[52].

Torre D'Annunzio

Presumibilmente realizzata dal 1874 al 1906, e sita in via Raiale, un tempo era annessa ad una masseria tardo settecentesca, distrutta nel 1975, della quale oggi resta solo un ambiente con volta a crociera[53]

Casa Conti

Palazzina liberty del 1884 in intonaco rosso porpora. Le finestre a tutto sesto hanno cornice in stucco bianco.

Palazzo Bucco

Situato in piazza Emilio Alessandrini (già piazza XX settembre), è un edificio in stile Neoclassico realizzato nel 1892 su progetto di Antonino Liberi. Di proprietà della famiglia Bucco (la stessa che fondò una famosa industria farmaceutica a Pescara, la quale contribuì in modo fondamentale allo sviluppo della città e che oggi è la Fater), fu sede della Banca di Pescara[54]

Il periodo del razionalismo fascista[modifica | modifica wikitesto]

Numerosi edifici furono realizzati nel periodo fascista secondo il gusto del tempo, in particolare furono progettati da Vincenzo Pilotti il Palazzo Comunale, il Palazzo del Governo, il Liceo scientifico Galileo Galilei, il Liceo Classico Gabriele D'Annunzio e la Camera di Commercio. Rilevante per lo stile architettonico era la Centrale del Latte realizzata nel 1932 su progetto di Florestano Di Fausto, abbattuta nel 2010. Tra gli edifici religiosi si ricorda invece la Cattedrale di San Cetteo di Cesare Bazzani. Prima del 1943 il "Ponte Risorgimento" era tra le opere fasciste realizzate a Pescara, in sostituzione del vecchio ponte di ferro che collegava Portanuova al corso Vittorio Emanuele, ed era decorato con sculture bronzee di Nicola D'Antino.

Palazzo di Città
Palazzo del Governo, o della Provincia
Palazzo di Città

Il palazzo comunale e quello della provincia rappresentano il complesso degli edifici istituzionali progettati da Vincenzo Pilotti nel 1939 in stile fascista, situati in Piazza Italia (anticamente dei Vestini). Il "Palazzo Littorio" è sede del Municipio, simile alla vicina Camera di Commercio, presenta relazioni formali e materiche: è infatti interamente costruito in travertino e mattoni. Fu realizzato nel 1935, affacciato su Piazza Italia, in modo da formare un trapezio isoscele, insieme ai complessi del palazzo provinciale e dell'ex sede dell'Agenzia delle Entrate, con al centro della piazza la fontana "La Pescara". L'alta torre civica del palazzo, rivestita in mattoni rossi, è sormontata da una loggia ad archi, rappresentante il simbolo della cittadinanza pescarese. Prima della seconda guerra mondiale la loggia era sormontata dalla scritta in ferro "DUCE".
All'interno del palazzo uno scalone monumentale a doppia rampa porta al piano nobile, dove si trovano i saloni di rappresentanza, nonché la Sala della Giunta e l'ufficio del sindaco. Nella sala delle riunioni del Consiglio la parte superiore mostra una serie di affreschi del pescarese Luigi Baldacci. Uno degli ingressi laterali del palazzo è sormontato dalla scritta AVE DULCE VATIS FLUMEN / AVE VETUS URBIS NUMEN", da un distico in omaggio a D'Annunzio voluto da Domenico Tinozzi (1927) primo presidente della neonata provincia pescarese.

Palazzo del Governo o della Provincia

Il Palazzo del governo è sede della Provincia e ospita la Prefettura e la Biblioteca provinciale. Il palazzo si sviluppa orizzontalmente con due avancorpi laterali: la parte centrale poco sporgente, mette in risalto l'imponente portale, coronato dal sovrastante balcone e ornato da ampi finestroni. Otto gigantesche semicolonne binate sorreggono, nella parte di mezzo, forti basamenti sui quali sono collocate quattro gigantesche sculture: opere dello scultore Guido Costanzo, simboleggianti le ricchezze del territorio locale (Miniera, Agricoltura, Mare, Fiume).
Il grande palazzo ospita gli uffici più importanti della Provincia: la Prefettura, l'Amministrazione e la Biblioteca provinciale "Gabriele D'Annunzio", constante di oltre 150.000 volumi[55]Il portale d'ingresso immette in un vasto atrio da cui si accede mediante una scalinata di marmo al Salone dei Marmi, con formelle in ceramica a rilievo, che rappresentano i blasoni dei comuni provinciali. Nel Salone del Consiglio sono collocati dei busti di D'Annunzio e Michetti, mentre sopra il seggio del presidente si trova uno stemma dorato col motto "Sibi valet et vivit". L'interno del palazzo ospita il dipinto di Francesco Paolo Michetti La figlia di Iorio (1895), da cui verrà tratta la tragedia dannunziana del 1904.

Palazzo delle Poste
Camera di Commercio
Palazzo delle Poste - Cassa di Risparmio

Il Palazzo si trova lungo il corso Vittorio Emanuele, uno dei pochi elementi di arte razionalista pescarese durante il ventennio. La facciata imponente in pietra bianca, costruita dall'architetto Cesare Bazzani, è cadenzata da semicolonne doriche, che sorreggono una massiccia trabeazione con cornice dentellata. La superficie è percorsa da finestre lineari con timpano archivoltato superiore. L'interno mostra uno stile più moderno, perché rifatto nel secondo dopoguerra, e presso l'ingresso si trova un immenso pannello affrescato.
Il "Palazzo Cassa di Risparmio" è più piccolo, situato affianco alle poste, e mostra uno stile più tradizionale del razionalismo, a differenza dell'eclettismo di Bazzani, specialmente per la successione molto schematica del colonnato della facciata.

Palazzo ex Banco di Napoli

All'incrocio del corso Vittorio con corso Umberto I, il palazzo risale agli anni '30, ed è una sintesi dell'eclettismo pescarese tra razionalismo ed eclettismo neoclassico. Ha pianta rettangolare, con aperture a tutto sesto, e scansione dello spazio realizzata da una sapiente combinazione di forme curve e schematiche del quadrato e del rettangolo. La base ha degli archi di grandi dimensioni, per le entrate, mentre quella mediana è occupata dalle finestre. Presso l'entrata centrale dal corso Vittorio Emanuele si trova lo stemma della città con il noto verso latino diventato simbolo della città.

Palazzo della Camera di Commercio

Situata all'incrocio del viale Marconi con via Conte di Ruvo, è stata realizzata nella metà degli anni '30 in stile eclettico neorinascimentale e neoclassico, con cortina che si apre a ventaglio esattamente nl punto di intersezione tra le due vie. Lo sfruttamento dei tondi e delle linee schematiche quadrate e rettangolari è visibile nelle cornici delle arcate del piano terra, mentre le finestre a tutto sesto (nella zona dell'ingresso) e rettangolari mostrano cornici che alludono già allo stile razionalista fascista. La parte di base è coperta da bugnato, l'accesso monumentale è composto da un portale contornato da due colonne che sorreggono una balaustra per il balcone principale, con finestra architravata da timpano triangolare. La struttura è stata realizzata alternando mattoncini rossi faccia vista e marmi.

Il Liceo "G. D'Annunzio"
Liceo Classico "Gabriele d'Annunzio"

Non molto distante da Piazza Italia, sorge il liceo classico, progettato da Vincenzo Pilotti. Quando fu istituita la provincia di Pescara nel 1927, il liceo, già esistente e facente parte dell'ex comune di Castellammare, dovette essere ricomposto per impedire l'esodo di studenti a Chieti o Teramo, ed adeguato alle norme di una nuova città capoluogo. Nel 1930 fu creato il Regio Liceo Ginnasio retto dal professor Gino Cappelletti, primo preside. La sede originaria era il Palazzo Clerico nel corso Vittorio Emanuele, in posizione favorevole vicino alla stazione, anche se nel bienno 1930-31 il numero di iscritti era di 44 unità.[56]Altri allievi trovarono alloggio al Collegio Adriatico a ridosso del fiume (attuale sede de Il Messaggero. Così il 26 febbraio [1936]] il comune consegnò una nuova struttura realizzata dal Pilotti per il "Regio Liceo Ginnasio", che verrà intitolato a Gabriele d'Annunzio dopo la seconda guerra mondiale nel 1944. La struttura ha pianta rettangolare e mostra chiaramente i caratteri dell'architettura razionalista di regime, presentando similitudini negli esterni con il Palazzo di Città.

Palazzo Monti

La ricostruzione (anni '50 -'80)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Luigi Piccinato.

Subito dopo la guerra, la ricerca della bellezza e l'affermazione di uno stile architettonico hanno lasciato il passo alle esigenze collegate allo sviluppo economico e demografico: dunque, la ricostruzione non ha seguito linee precise e, per lo più, è stata oggetto di fenomeni speculativi. A questa linea di tendenza, fa eccezione il periodo immediatamente successivo alla guerra, un forte tentativo di ideare e progettare Pescara in modo organico e disciplinato secondo i criteri architettonici del razionalismo italiano. Subito dopo la grande guerra, il Comune affidò all'architetto ed urbanista razionalista Luigi Piccinato il compito di redigere un primo piano di ricostruzione (1947). A tale piano è riconducibile la importante ideazione (per la città) di ‘'Piazza della Rinascita'’ che, quale grande spazio aperto nel cuore della città, assunse subito la funzione di piazza centrale e luogo di incontro per gli abitanti. Agli anni '50 è riconducibile il tentativo di dare una regolamentazione edilizia più stringente. Il piano regolatore di Pescara del 1956 fu elaborato da Luigi Piccinato il quale, ha progettato anche lo Stadio Adriatico, realizzato nel 1955. Un'architettura rilveante è il "Palazzo Monti" progettato dell'architetto Antonio Cataldi Madonna nel 1954, costruito al posto di Villa Farina nella piazza XX Settembre (oggi piazza Emilio Alessandrini, dove è presente il Mediamuseum)[57][58]. Interessante anche la nuova stazione ferroviaria completata nel 1988.

"Piazza della Rinascita"
Il nuovo arredo di Piazza Salotto

Comunemente detta piazza Salotto, è il cuore del centro cittadino. Ospita una scultura dedicata a un elefante, disegnata da Vicentino Michetti. La piazza, è stata ridisegnata da professionisti locali sulla base di uno studio redatto dall'Università D'Annunzio sul restauro del Moderno. Tale intervento sulla piazza rispetta la linearità dell'originale progetto di Luigi Piccinato[senza fonte], mentre l'idea di creare un largo spazio nel cuore della città è stata esaltata con la eliminazione della strada che attraversava lo spiazzo. I lavori di ristrutturazione sono terminati nel 2006, mentre, dal 14 dicembre del 2008, è stato posizionato e poi rimosso l'opera di Toyo Ito Like a Wineglass. La piazza è storicamente sede di manifestazioni, luogo di svago e sede di un Urban Center in cui vengono allestite piccole mostre.

Palazzo Monti

Costruito da Vincenzo Monti negli anni '60 in via Conte di Ruvo, ospitava uffici fino a diventare un comune condominio. Il palazzo tuttavia testimonia lo sperimentalismo artistico moderno pescarese, ed è caratterizzato da una struttura a "S", con alla base delle colonne per il portico, e nella struttura esterna della facciata da un ordine a scacchiera di finestre tutte uguali, alternantesi a pilastri di cemento.

Ex Palazzo di Giustizia - Mediamuseum

Di fronte al Palazzo Monti, ospitava l'ex tribunale, e dal 2005 è sede del "Mediamuseum", che raccoglie articoli di giornale, fotografie, dipinti e contenuti multimediali riguardanti il cinema e il teatro, in relazione alle figure di Ennio Flaiano e Gabriele d'Annunzio e al Premio Flaiano.

Grattacielo UZA (Hotel Pescara)

Uno dei simboli della nuova Pescara anni '60, posto lungo il corso Vittorio Emanuele in affaccio alla Piazza Italia. Il palazzo Ex Singleton ha 19 piani, arrivando a toccare un'altezza di 60 metri. Ha pianta rettangolare, e s'innalza slanciato, con uno stile molto semplice, composto dall'alternanza di pilastri cementizi per l'ordine delle finestre tutte uguali. Attualmente ospita un hotel e degli uffici.

Ingresso alla Stazione Centrale
Palazzo del Consiglio Regionale

In Piazza Unione, all'ingresso da viale Marconi alla zona di Pescara vecchia, è stato realizzato intorno al 2006, come seconda sede del Consiglio Regionale dell'Abruzzo, dopo L'Aquila. Il palazzo ha 7 piani di circa 900 metri quadri, di proprietà della Camera di Commercio di Pescara, acquistato successivamente dalla Regione all'epoca dell'amministrazione di Ottaviano Del Turco. Ha una struttura moderna a pianta rettangolare che tende al verticalismo, con la facciata che mostra un'originale combinazione di alternanza pilastri di ferro-cemento e finestre vetrate oscurate.

Nuovo Ponte Risorgimento

Collega il viale Marconi al corso Vittorio Emanuele, e ha origini remote, poiché era il principale ponte che collegava la zona di Pescara Porta Nuova al villaggio di Castellammare. Nell'800 delle fotografie lo immortalano come un semplice ponte di ferro, e anche Gabriele d'Annunzio lo citò in una delle sue novelle pescaresi. Successivamente quando Pescara divenne capoluogo nel 1927 il ponte fu ricostruito daccapo nel 1933, in forme monumentali, per facilitare il collegamento tra Porta Nuova e il corso, e ancor prima alla piazza del Comune. Il ponte non sopravvisse ai bombardamenti del 1943 ed era una delle opere d'arte realizzate dall'architettura di regime (su progetto del Bazzani), ornato da bronzi di aquile appollaiate (opera del Brozzi) e da figure femminili sdraiate, realizzate dallo scultore Nicola D'Antino, che curò la realizzazione anche della Fontana Luminosa a L'Aquila, delle due fontane di Piazza Duomo e del Monumento ai caduti. Le statue non furono distrutte ma trafugate dai nazisti, ancora oggi irreperibili.
Il nuovo ponte fu presto ricostruito per ragioni pratiche nell'immediato dopoguerra, in forme molto più semplici, e non armoniche come quello fascista. Gli unici elementi di rilievo, realizzati prima del 2000, sono dei pilastri angolari cilindrici rivestiti di bronzo, con sculture di Giuseppe Di Prinzio e Andrea Cascella, che riecheggiano ai simboli di vita e cultura della vita abruzzese.

Obelisco D'Annunzio visto dal lungomare Cristoforo Colombo
Stazione Pescara Centrale
Torri Camuzzi

Sorge presso la vecchia stazione aperta nel 1863, chiamata "Castellammare", mutata in "Pescara Centrale" nel 1927. Il nuovo progetto di una stazione più grande fu redatto nel 1962 da Corrado Cameli, immaginando una struttura in acciaio strallata. Delle modifiche in aggiunta di parti in cemento armato furono apportate negli anni '70 con la consulenza dell'ingegnere Carlo Cestelli Guidi, in quanto la stazione sarebbe stata una delle prime strutture delle Ferrovie dello Stato realizzate in cemento armato precompresso. La stazione fu completata nel 1988, e si affaccia sul piazzale antistante l'ingresso al corso Umberto. L'esterno è realizzato da vetrate ampie, e da cemento alla base, con sottopassaggio e rialzo dei binari per il passaggio dei treni.

Teatro monumento Gabriele D'Annunzio

Situato nella Pineta Dannunziata, presso il lungomare Colombo, è stato realizzato in occasione del centenario della nascita di D'Annunzio nel 1963, con accanto l'Auditorium Flaiano e un obelisco monumentale realizzato da Vicentino Michetti, alto 67 metri. Da molti anni il teatro ospota la cerimonia del Premio Flaiano e la rassegna Pescara Jazz. La struttura a forma di anfiteatro l'estate ospita spettacoli, opere liriche, balli e concerti, ed è stato ipotizzato nel 2015 la realizzazione di un sistema di copertura per gli spettacoli invernali.

Gli ultimi interventi (anni '90 - periodo attuale)[modifica | modifica wikitesto]

La sede della Fater S.p.A.
Complesso Il Molino

Verso la fine degli anni '90, con la discussione di un nuovo piano regolatore, si scopre un certo interesse per il recupero di uno sviluppo armonioso della città dal punto di vista urbanistico, ma anche architettonico. Risalgono a questo periodo ed ai successivi anni importanti progetti ed opere di ricostruzione e ristrutturazione. Da segnalare il progetto di Oriol Bohigas per la riqualificazione e ricostruzione della zona adiacente alla stazione di Porta Nuova. Nel 2006 è stata progettata dall'architetto di fama mondiale Massimiliano Fuksas la nuova sede della Fater. Altre architetture notevoli sono le Torri Camuzzi e il nuovo Tribunale.

Nave di Cascella
Nave di Cascella

Si tratta del principale monumento della città. Fu costruito nel 1986, in marmo travertino, ma l'opera attualmente a Pescara è stata realizzata in pietra. Commissionato dal comune per abbellire il lungomare, fu inaugurato il 4 luglio 1987 a Piazza I Maggio, dopo essere stato esposto a Firenze in Piazza Santa Croce per alcuni mesi. La scultura rappresenta una barca a remi e rievoca la vocazione alla pesca della città e i prigionieri del Bagno borbonico sfruttati come rematori sulle navi fino al 1859[59].

Ponte del Mare
Il Ponte del Mare
Ponte Flaiano

Nel dicembre del 2009 è stata realizzato il Ponte del Mare, opera disegnata da Walter Pichler. Tale ponte, che ha trasformato la riviera di Pescara con la presenza di un ponte ciclo-pedonale dalla linea ultramoderna, si innesta in un programma di riqualificazione dell'intera area del porto e della riviera sud della città. Infatti, collega la riviera sud con quella nord del fiume Pescara permettendo di creare la necessaria continuità al Corridoio Verde Adriatico, la pista ciclabile che corre lungo tutta la costiera adriatica da Ravenna a Santa Maria di Leuca, in via di completamento.

Ponte Flaiano

Recentissimo ponte a transito pedonale, ciclisti e di vetture, realizzato nel 2017. Contribuisce architettonicamente allo skyline di Pescara, intitolato allo scritture Ennio Flaiano, costato 13 milioni e 100 mila euro finanziati dall'ANAS, è largo 28 metri, lungo 85, con il pennone (la "vela") alto 58 metri.

Fontana La Meridiana

Si trova sul lungomare Colombo nella riviera sud, realizzata nel 2013 dagli architetti Michele Lepore, Fabrizio Trisi e Alessandro Sonsini. La fontana fa parte di un progetto di riqualificazione della riviera, ed ha una vasca principale circolare, da cui si innalza una meridiana centrale che getta l'acqua.

Torri Camuzzi

Sono due torri gemelle costruite dall'architetto Domenico Chiola tra il 2009 e il 2012, importante opera di riqualificazione della zona pescarese a sud-ovest di Porta Nuova. Presentano varie caratteristiche all'avanguardia per un complesso residenziale, come la presenza della domotica e di vari sistemi automatizzati. Il complesso è formata da due torrioni cilindrici che prendono il nome dall'ex area industriale; sono collegate da una giuntura rettangolare che funge da corridoio per ciascun piano, e si affacciano sun un ampio piazzale chiamato Largo Delli Castelli, dotato di parcheggio e di piante di abbellimento.

Palazzo dei Tribunali

Si trova sul viale D'Annunzio, nei pressi dell'Università, inaugurato di recente nel 2016. Si presenta come un'imponente opera monumentale moderna con forme eleganti e ricercate nel connubio tra architettura e materiali scelti. Il complesso ha pianta quadrangolare, che nella parte superiore si divide in due grossi blocchi divisi, presso l'ingresso è ornato da una fontana di Ettore Spalletti. La galleria coperta vede il gioco speculare delle strutture luminose di Michelangelo Pistoletto diffondersi attraverso una sequenza di cerchi che sostengono i raggi di luce. Enzo Cucchi è intervenuto nell'arredamento della Sala Convegni con un mosaico di forte impatto visivo.

Palazzo Fuksas

Nella zona est del fiume di Pescara, è sede del Polo Direzionale De Cecco (Fater S.p.A.), tra le opere architettoniche moderne e contemporanee più importanti della città. Il palazzo è stato costruito da Massimiliano Fuksas, ed è il risultato dell'unione di due elementi volumetrici in contrapposizione: l'edificio basso caratterizzato da piani bucati e da pianta rettangolare, e l'edificio anulare superiore. La parte inferiore è volutamente semplice, dal punto di vista strutturale, e ad essa si contrappone il resto del palazzo, che contrasta con il vuoto rettangolare dell'orizzontalità Il vuoto al sesto piano accentua le differenze volumetriche tra i due componenti, il sesto piano infatti è occupato da una grande vasca d'acqua e da percorsi panoramici in legno. I piani bucati oltre ad essere funzionali ai fini dell'equilibrio estetico, illuminano anche le zone più interne del palazzo.

Complesso "Il Molino"

Si trova nella zona Porta Nuova, a sud ovest della stazione ferroviaria, realizzata come opera di riqualificazione di quest'area urbana. Il complesso è formato da un edificio rettangolare principale, per i servizi commerciali, e da una torre a pianta poligonale (fusione di elementi rettangolari e cilindrici).

Palazzo Clerico

Mirabile esempio di liberty urbano, sito presso l'incrocio di Via Roma con Via Milano, rappresenta uno dei palazzi più belli di Pescara purtroppo usurati dal tempo. Posto vicino a dopo un piccolo torrione trasformato poi in palazzina presenta quattro piani utilizzati oggi per usi privati. Terzo simbolo della città (abitato infatti dall'omonima famiglia che da il nome anche a Villa Clerico) negli anni duemila è stato criticato per l'invecchiamento della struttura. Strutturalmente si presenta come un palazzone alto e largo dotato di garage e di piccoli torrioni.

Altre forme d'arte[modifica | modifica wikitesto]

Fumettistica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Andrea Pazienza.

Nel liceo artistico di Pescara sono stati formati due importanti esponenti della fumettistica italiana. Particolarmente importante per la cultura e l'arte pescarese è stata la figura di Andrea Pazienza. Infatti, durante il periodo che trascorre al liceo realizza i suoi primi fumetti, alcuni dei quali mai pubblicati, e diversi quadri. Insieme ad altri artisti, lavora al Laboratorio Comune d'Arte "Convergenze", che a partire dal 1973 espone le sue opere in diverse collettive e personali. In quello stesso periodo, frequentava lo stesso liceo artistico di Pescara Tanino Liberatore.

Arte elettronica[modifica | modifica wikitesto]

A Pescara si è svolto il PEAM - Pescara Electronic Artists Meeting: un meeting internazionale d'arte elettronica, arte digitale e videoarte organizzato dall'Associazione Culturale "Artificialia". L'evento è partecipato e diretto da diversi artisti ed intellettuali pescaresi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  2. ^ Grazia, la marenare su PrimaPescara.it, su primapescara.it, 6 gennaio 2014.
  3. ^ Michetti: il comune rischia la denuncia, Il Centro, su ilcentro.gelocal.it, 6 gennaio 2014.
  4. ^ Michetti: le sculture collocate all'Aurum dopo 15 anni di attesa, Il Centro, su ilcentro.gelocal.it, 6 gennaio 2014.
  5. ^ Luigi Baldacci, sito ufficiale, su luigibaldacci.it, 25 giugno 2017.
  6. ^ Comune di Spoltore (PE) - Concittadini illustri
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  10. ^ MChiesa del Sacro Cuore, su italiavirtualtour.it.
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  12. ^ Chiesa dello Spirito Santo, su necrologie.repubblica.it.
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  16. ^ Fortezza Borbonica - Pescara, su guide.travelitalia.com.
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  25. ^ Villa d'Eramo sul Sito della Regione Abruzzo, su regione.abruzzo.it. URL consultato il 29-09-2010.
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  29. ^ Villino La Porta sul Sito della Regione Abruzzo, su regione.abruzzo.it. URL consultato il 29-09-2010.
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