Majella

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Majella
Majella001.jpg
Panorama della Majella dal Blockhaus (Cima delle Murelle).
Stato Italia Italia
Regione Abruzzo Abruzzo
Provincia L'Aquila L'Aquila
Pescara Pescara
Chieti Chieti
Altezza 2 793 m s.l.m.
Prominenza 1 812 m
Catena Appennini
Coordinate 42°03′38.79″N 14°06′45.81″E / 42.060774°N 14.112726°E42.060774; 14.112726Coordinate: 42°03′38.79″N 14°06′45.81″E / 42.060774°N 14.112726°E42.060774; 14.112726
Data prima ascensione 1873
Autore/i prima ascensione CAI di Chieti
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Majella
Majella

La Majella (o anche Maiella) è il secondo massiccio montuoso più alto degli Appennini continentali dopo il Gran Sasso, situato nell'Appennino centrale abruzzese, nel basso Abruzzo, al confine tra le province di L'Aquila, Chieti e Pescara, e posto al centro dell'omonimo Parco nazionale della Majella, con la cima più alta raggiunta dal Monte Amaro, 2793 m s.l.m.. Su di essa insistono la comunità montana Peligna, la comunità montana della Majella e del Morrone, la comunità montana della Maielletta e la Comunità montana Aventino-Medio Sangro.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Geomorfologia[modifica | modifica wikitesto]

Veduta della Majella dalla Valle della Pescara

Il massiccio della Majella fa parte della dorsale più orientale dell'Appennino abruzzese assieme al Gran Sasso posto più a nord; è abbastanza esteso (perimetro di oltre 100 km) e costituito da calcare molto compatto, sotto forma di una dorsale stretta e allungata a ovest (lunghezza circa 36 km), allargata in blocco a est verso il chietino (larghezza circa 23 km), delimitato ad ovest dalla Conca Peligna, a nord dalla valle del Pescara, a est e sud dalle colline della provincia di Pescara e Chieti, a sud-ovest dagli altipiani maggiori d'Abruzzo, pianori calcarei sui 1250 m di altitudine, che la separano dai Monti Marsicani e dal Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Intorno ad essa si trovano i gruppi del Monte Morrone, del Monte Porrara e dei Monti Pizzi: i primi due sono divisi dal massiccio dalle valli dell'Orta e dell'Aventino; la zona dei Monti Pizzi, invece, è collegata alla Majella dagli Altipiani maggiori d'Abruzzo.

A differenza del Gran Sasso, la Majella si presenta in media più erbosa e meno rocciosa sebbene anche qui non manchino zone aspre caratteristiche di alta montagna. È caratterizzata da una serie di pianori sommitali, dolcemente tondeggianti per effetto dell'azione millenaria dei ghiacciai che qui erano molto estesi durante le ere glaciali, tra cui emerge il vallone di Femmina Morta ad oltre 2500 m di altitudine. Sulla sommità si trovano le cime principali del gruppo (Monte Amaro, 2792.873 m[1]; Monte Acquaviva, 2737 m; Monte Focalone, 2676 m; Monte Rotondo, 2656 m; Monte Macellaro, 2646 m; Pesco Falcone, 2546 m; Cima delle Murelle, 2598 m) e vasti altopiani a quote elevate (fino a 2500 m). Altre cime importanti sono Cima Blockhaus (2145 m) e Cima Mammarosa (1600 m).

I fianchi est e sud e nord-ovest del massiccio sono solcati da profondi e ripidi valloni fino a gole profonde mentre la parte ovest scende ripidissima verso la Conca Peligna) che giungono a valle dopo 1500-2000 di dislivello, scavati da fiumi come l'Orfento, il Foro o altri:

Il fiume Orta, che raccoglie le acque di un vasto bacino, separa con un'ampia valle il massiccio della Majella dal Morrone. La valle è profondamente incisa nei territori dei comuni di Bolognano e San Valentino, formando un vero e proprio canyon. Sono presenti anche dei nevai (vedi anche Nevai della Majella).

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un massiccio calcareo-dolomitico di età mesozoica e cenozoica. Da più di un secolo e mezzo, la geologia dell'area della Montagna della Majella è stata studiata da numerosi studiosi italiani e stranieri. Soprattutto per la ricostruzione delle sequenze sedimentarie carbonatiche, la Majella è conosciuta per un motivo particolare: si tratta di una delle poche località dove un margine deposizionale di una piattaforma carbonatica può essere osservata nella sua completezza in affioramento. L'area è stata recentemente soggetto di studio in un progetto scientifico internazionale di grande estensione, la TaskForceMajella. La zona è ad elevato pericolo sismico con presenza di diverse faglie attive; in particolare di rilevanza storica è il grande terremoto della Maiella del 1706.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima della zona è quello tipico di montagna e alta montagna: le precipitazioni nevose sono particolarmente abbondanti, registrando spesso record di accumuli nevosi, sebbene questi siano particolarmente variabili di anno in anno. Fresco e ventilato d'estate.

Comuni interessati[modifica | modifica wikitesto]

L'uomo[modifica | modifica wikitesto]

Le origini dell'uomo sulla Majella sono leggendarie. Una famosa leggenda abruzzese dice che sulla montagna si rifugiò dalla Frigia una ninfa di nome Maja, che approdò al porto di Ortona con il gigante Ermes ferito in battaglia. Maja cercò di curarlo sopra la montagna, ma non vi riuscì ed Ermes morì. Maja fu sconvolta e adagiò il corpo del figlio sopra il corno del Gran Sasso d'Italia (oggi chiamato anche appunto "Gigante che dorme"), e successivamente si lasciò morire di dolore sopra la montagna che troneggiava di fronte il Gran Sasso, che si chiamerà Majella.

Per questo una parte rocciosa della montagna è chiamata "Bella Addormentata", non visibile da Tocco da Casauria, perché ad occhi nudi sembra di vedere una figura femminile supina che riposa. La leggenda della Grande Maja ebbe notorietà tra i pastori abruzzesi, in merito all'abbondanza di flora e fauna, e alla ricchezza di pascoli per le pecore, fatto che ancora oggi in Abruzzo vi è molta venerazione e rispetto per la montagna e i boschi, considerati sacri.

Nell'epoca preromana la Majella fu popolata al lato est dai Marrucini e dai Sanniti, e al lato ovest dai Peligni. Le città maggiori erano Sulmona, Guardiagrele, famosa per la presenza di necropoli, Juvanum e Teate. L'economia principale era l'allevamento e la pastorizia, e già esistevano dei percorsi appositi pastorali per la transumanza in Puglia.

Nell'89 a.C. gli Italici ribelli furono definitivamente conquistati da Roma, dacché a Corfinium una delegazione italica aveva costituito una Lega, nominando la città come Capitale degli Italici. Le vicende della zona rimasero invariate, fino alla trasformazione del Medioevo. Nell'XI secolo, dopo l'invasione dei Longobardi, la Majella divenne oggetto di culto cristiano, e molti monaci fondarono delle abbazie, oppure si ritirarono in eremitaggio. Nel XIII secolo tale pratica raggiungerà il suo apice grazie a Pietro da Morrone, che fondò gli eremi di San Giovanni, Sant'Onofrio e Santo Spirito a Majella. Le abbazie erano molto floride e influenti grazie appunto alla ricchezza del terreno, ed esempi sono l'abbazia di San Liberatore a Majella e San Clemente a Casauria, del IX secolo. Sorsero ovviamente cattedrali e basiliche importanti, come San Panfilo a Sulmona e San Pelino a Corfinio. Il territorio fu anche ben fortificato, con l'installazione di torri di avvistamento e castelli, per non parlare di veri e propri borghi-fortezza, come ad esempio il Castello De Sanctis di Roccacasale, quello dei Cantelmo a Popoli e il borgo diroccato di Civita di Danzica a Rapino.

Centro storico di Pacentro, uno dei "Borghi più belli d'Italia"

Sul versante est Guardiagrele era la città più influente, tanto che aveva il diritto di coniare moneta, ed era importante fulcro religioso per la Cattedrale di Santa Maria Maggiore ; nonché commerciale grazie alla lavorazione dei metalli. Nel XV secolo la città più florida era Sulmona, benché colpita da un violento terremoto, era considerata la Siena degli Abruzzi. Il terremoto della Maiella del 1706 danneggiò gravemente gli abitati della Majella, in particolare Sulmona, che fu ricostruita in forme rinascimentali-barocche. Nell'800 la Majella fu rifugio del brigantaggio postunitario, che imperversò a Serramonacesca, Sant'Eufemia a Maiella e Pescocostanzo. Il simbolo storico delle scorrerie è una pietra incisa a graffiti presso il Passo Block-Haus sopra Pretoro, tale roccia chiamata "Tavola dei Briganti".

Nel 1915 la Majella occidentale fu colpita in parte dal terremoto di Avezzano, ma nel 1933 un nuovo terremoto danneggiò i centri di Gessopalena e Montenerodomo, mentre franarono i borghi di Pescosansonesco e Salle, oggi ricostruiti più a valle dalla zona storica. Durante la Seconda guerra mondiale, la Majella venne presa d'assedio dai tedeschi nel 1943, e furono occupate Sulmona e Guardiagrele. Rocca Pia e Campo di Giove furono usati come centri di detenzione, mentre il versante di Fara San Martino veniva bombardato dagli americani e dato alle fiamme dai nazisti in fuga lungo la linea Gustav.

Nel 1955 venne effettuato uno studio sulla Majella e si concluse che la montagna era ammirevole per la conservazione fisica e culturale del patrimonio, rispetto ad altre aree italiane già industrializzate, ma necessitava un ammodernamento del territorio. Negli anni '80 furono installati a Pretoro i primi impianti da sci, così come a Campo di Giove, incrementando il turismo. Successivo fattore di frequenza di visitatori fu la creazione del Parco Nazionale della Majella nel 1992, con scopo di valorizzare il territorio.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Località sciistica Passo Lanciano

Stazioni sciistiche[modifica | modifica wikitesto]

Il massiccio ospita in tutto tre stazioni sciistiche su differenti versanti, geograficamente non collegate tra loro: la più nota e frequentata è la stazione di Passolanciano-Maielletta sul versante chietino, le altre sono quelle di Campo di Giove e Passo San Leonardo in territorio aquilano. Il loro bacino d'utenza tipico è il basso Abruzzo con le province di Chieti e Pescara e il basso aquilano.

Escursionismo ed alpinismo[modifica | modifica wikitesto]

Tutto il massiccio della Majella è percorso da sentieri escursionistici e percorsi alpinistici. Data la conformazione della montagna, anche le ascensioni alle vette più elevate non richiedono attrezzature da scalatore o conoscenza di vie ferrate, ma ciò non significa che non ci siano percorsi più difficili e rischiosi, che richiedano di affidarsi a una guida alpina ed escursionistica esperta.

Il percorso più noto è la via normale per Monte Amaro (sentiero n. 1 del CAI). È un sentiero che attraversa tutto il massiccio da nord a sud, toccando le cime più elevate. In 10-12 ore di cammino si sale sulla Maielletta, sulle Murelle, sul Monte Rotondo, sul Monte Acquaviva, si tocca la vetta di Monte Amaro e si torna indietro (o si scende sul versante opposto). In una giornata si riesce a vedere un campionario abbastanza completo di vegetazione, ambienti e panorami (nei giorni più limpidi, dalle vette si vedono le Isole Tremiti). Di rilevanza sono anche le vie direttissime dal versante ovest di Pacentro-Passo San Leonardo e i percorsi che salgono da Campo di Giove. Ampia è inoltre la possibilità di scialpinismo.

Dalla sommità la vista spazia dal Gran Sasso, al Velino-Sirente, ai Monti Marsicani, ai Monti Ernici e Monti Cantari fino al Monti del Matese. Sono visibili nelle giornate limpide anche il Promontorio del Gargano, le Alpi Dinariche della Dalmazia e il Mar Adriatico distante circa 40Km.

Arrampicata[modifica | modifica wikitesto]

Parte sommitale della Majella in primavera con i suoi altipiani origine di profondi valloni (visuale verso nord-est)

Numerose le falesie per la pratica dell'arrampicata su roccia. Da segnalare la falesia di Roccamorice (Pescara) dove sono presenti più di 200 vie, il vallone di Pennapiedimonte (Chieti), la parete di San Domenico - Valle del Sole, Pizzoferrato (Chieti).

La cascata del "Principiante"[modifica | modifica wikitesto]

Sulla Majella è presente una cascata di ghiaccio, chiamata il "Principiante". Essa è ubicata a circa 1600 metri di quota ed è sviluppata per 45 metri, non ghiaccia facilmente poiché è esposta a ovest. La prima salita e la prima solitaria è stata effettuata da Giorgio Ferretti il 22 febbraio 1992.

La cascata è raggiungibile a piedi da Fara San Martino, si percorre poi la Valle di Santo Spirito e Macchialonga. Dopo circa 3 ore e mezza, dopo l'ultimo bosco e due prati, si incontra la cascata sulla destra della valle. La salita è composta da quattro tratti. I primi due (di 5 e 10 metri rispettivi) hanno un'inclinazione massima di 70º; il terzo tratto è il più difficile (5 metri, inclinazione di 85~90º), poi si sfocia in un tratto poco ripido (5 metri, 75º) e facile; questo tratto porta a un canalino ghiacciato. La discesa è effettuabile a doppia corda o seguendo un sentiero sulla destra orografica.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Passolanciano-Maielletta.

Per sei volte, Passolanciano, Maielletta o Blockhaus sono stati complessivamente sedi di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1967, l'ultima nel 2017. L'ascesa fino al Blockhaus da Pretoro, Scafa-Lettomanoppello o Roccamorice, posta al termine di una lunga e impegnativa salita, passando per Passolanciano-Maielletta, rappresenta una delle ascese più lunghe e più dure del Centro Italia e d'Italia.

Rifugi[modifica | modifica wikitesto]

La lista è parziale.

  • Rifugio Bruno Pomilio (località Maielletta - Pennapiedimonte)
  • Rifugio Martellese (Fara San Martino)
  • Rifugio Fonte Tarì (Lama dei Peligni)
  • Bivacco Cesare Mario Pelino (Fara San Martino)
  • Rifugio Filippo Di Donato (Sant'Eufemia a Maiella)
  • Rifugio di Marco (Caramanico Terme)
  • Rifugio Barroso (Caramanico Terme)
  • Rifugio Celidonio (Passo San Leonardo)

Altre attrazioni[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Parco nazionale della Majella.

Al livello artistico e culturale, la Majella è molto ricca di borghi medievali arroccati sulla roccia, come Pacentro, Caramanico Terme, Fara San Martino e Palena. Inoltre molti altri centri, incluse le maggiori città di Sulmona e Guardiagrele sono stati inseriti nel Parco nazionale della Majella.

Scorcio di Caramanico Terme

La montagna all'epoca di Papa Celestino V fu molto frequentata dagli eremiti, che fondarono dei veri e propri monasteri, o piccoli conventi-romitorio dove meditare in silenzio. I castelli fortificati erano posti a guardia delle grandi abbazie che si trovavano nella pianura, a controllo del traffico di merci. Molto materiale storico si è perfettamente conservato, in stile più che altro gotico per quanto concerne la struttura delle chiese, realizzate con la caratteristica "pietra della Majella".

  • Architetture religiose
Badia di San Clemente a Casauria

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vertice trigonometrico installato dalla Regione Abruzzo sulla vetta

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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