Museo Paparella Treccia Devlet

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Museo Paparella-Treccia - Villa Urania
Pescara Villa Urania Museo Paparella Treccia0001.JPG
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Pescara
Indirizzo Viale Regina Margherita, 1
Caratteristiche
Tipo Maioliche di Castelli
Fondatori Raffaele Paparella Treccia e Margherita Devlet
Apertura 1997
Sito web

Coordinate: 42°28′21.15″N 14°12′29.93″E / 42.472541°N 14.208315°E42.472541; 14.208315

Il Museo Paparella Treccia Devlet è ubicato a Pescara, all'interno di Villa Urania, in pieno centro cittadino.

La villa[modifica | modifica wikitesto]

Villa Urania, oggi sede della Fondazione Raffaele Paparella Treccia e Margherita Devlet, è una piccola costruzione in stile eclettico risalente alla fine dell'Ottocento. La palazzina quadrangolare ha un unico livello, ma al centro emerge un attico concluso a timpano. L'attico si apre su un terrazzo, sostenuto da quattro colonne doriche che formano tre aperture ad arco a pieno centro. La villa fu eretta dal barone Giandomenico Treccia[1], il quale dedicò all'amata consorte, Urania Valentini, questa aristocratica residenza estiva costruita secondo il gusto dell'epoca e ubicata nel pieno centro della città di Pescara, all'epoca Castellammare Adriatico, a pochi passi dal mare.

Le maioliche[modifica | modifica wikitesto]

La prestigiosa collezione permanente è composta da 151 antiche maioliche di Castelli realizzate tra il XVI e il XIX secolo. Sono presenti opere dei grandi Maestri attivi nel luogo: Francesco Grue, Carlo Antonio Grue, Francesco Antonio Saverio Grue, Gesualdo Fuina, Carmine Gentili, Candeloro Cappelletti e Silvio De Martinis. Le opere documentano l'evoluzione dello stile della maiolica castellana, dallo stile compendiario, che definisce i cosiddetti “bianchi”, caratterizzato da estrema essenzialità degli elementi (XVI e XVII secolo), a quello istoriato e Barocco, in cui ricorrono scene storiche,religiose e mitologiche (XVII e XVIII secolo), fino al Rococò e al Neoclassico (XVIII e XIX secolo).

Il Museo conserva anche dipinti, tra cui una natività quattrocentesca, un autoritratto del XVIII secolo del toscano Pietro Santi Bambocci e interni di cattedrali del XVII secolo, attribuiti a Monsù Desiderio, nome che definisce una terna di artisti di origini francesi, attivi a Napoli, il più importante dei quali è stato François Didier Nomé. La collezione è stata realizzata a partire dal 1950 ad opera di Raffaele Paparella Treccia, chirurgo ortopedico, che nel 1997 ha donato la collezione e la villa alla Fondazione intitolata a Lui e a Sua moglie Margherita Devlet e cogestita con il Comune di Pescara.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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