Imago Museum

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Imago Museum
Logo Imago Museum.png
Palazzo dell'Ex Banco di Napoli di Pescara.jpg
Vista dell'edificio museale
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàPescara
IndirizzoCorso Vittorio Emanuele II 270
Coordinate42°28′12.11″N 14°12′23″E / 42.47003°N 14.20639°E42.47003; 14.20639Coordinate: 42°28′12.11″N 14°12′23″E / 42.47003°N 14.20639°E42.47003; 14.20639
Caratteristiche
TipoArte moderna e contemporanea
FondatoriFondazione Pescarabruzzo
Apertura8 febbraio 2021[1]
Sito web

L'Imago Museum è un museo di arte moderna e contemporanea situato a Pescara e inaugurato a febbraio 2021.[2]

Voluto dalla Fondazione Pescarabruzzo, fondazione di origine bancaria che rappresenta la continuazione storica della Banca Caripe[3], il museo è insediato nei locali dell'ex sede cittadina del Banco di Napoli, un palazzo razionalista che si sviluppa su tre livelli, acquisito dall'ente nel 2013.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Piano B

Sviluppandosi in circa 1200 metri quadrati,[4] il museo ha sede nel Palazzo dell'ex Banco di Napoli, uno degli edifici più rilevanti della città. Edificato nel 1933 su progetto dell'ingegnere Camillo Guerra, il Palazzo è un esempio di architettura razionalista. Impostato a pianta rettangolare, presenta sui fronti esterni archi con ghiere doppie e strombature alle finestre; la totale assenza di elementi decorativi segna un evidente segno di distacco dall'architettura liberty, al tempo prevalente in città.[5][6]

In piazza Sacro Cuore, sul retro del museo, è stata installata nel maggio 2021 l'opera "Le Fanciulle" dell'artista pescarese Franco Summa, costituti da sculture urbane di circa cinque metri rappresentanti lineamenti femminili.[7] Le due statue sono un'opera postuma, anch'esse finanziate dalla fondazione che gestisce il museo.[8]

Collezioni[modifica | modifica wikitesto]

Kristian Zahrtmann, Opgang til Civita d'Antino (1889)

Impressionisti scandinavi[modifica | modifica wikitesto]

La collezione, avviata nel 2010 dalla Fondazione Pescarabruzzo comprende 119 dipinti prodotti da un numeroso gruppo di artisti scandinavi riuniti nella scuola di pittura di Civita d'Antino fondata da Kristian Zahrtmann operante a cavallo tra XIX e XX secolo e divenuta negli anni una delle principali rassegne di arte danese in Italia. Ispirati dalla vita popolana, che si mostrava ai loro occhi primitiva, incorrotta e antica, ritrassero numerosi paesaggi e scene di vita paesana. Sono esposte opere di Zahrtmann, Peter Christian Skovgaard e Carl Budtz-Møller.[9]

Artisti figurativi del Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Le 131 opere, suddivise in 100 dipinti, 20 serigrafie e 11 sculture provenienti da una donazione di Alfonso e Teresita Paglione,[10] racchiudono una selezione di diversi ambiti dell'arte figurativa contemporanea e sono state prodotte da settantatré artisti della seconda metà del XX secolo appartenenti a numerosi e diversi gruppi e correnti stilistiche, spaziando dalla ribellione morale e politica alla dittatura fascista e dall’interpretazione retorica del classicismo degli artisti italiani all’esperienza dell’Accademia di San Fernando a Madrid, da cui matura il gruppo di artisti della Realidad Spagnola. La collezione comprende inoltre opere di artisti nordamericani come Larry Rivers, precursore della Pop art.[11]

Mostre temporanee[modifica | modifica wikitesto]

Warhol e Schifano tra Pop Art e Classicismo

La prima esposizione temporanea del museo, "Andy Warhol e Mario Schifano tra Pop Art e Classicismo", è ospitata al Piano C e comprende 101 lavori di Andy Warhol dal 1957 agli anni 1990,[12][13] tra cui serigrafie, stampe, fotografie, disegni, poster, manifesti e copertine di riviste e oltre trecento lavori dell'artista italiano Mario Schifano,[14][15] consistenti di fotografie, tele e carboncini, comprendenti anche il ciclo pittorico delle "Matres Matutae", l'ultimo ad essere stato realizzato dall'artista tra il 1995 e il 1996.[16] Nell'ambito della mostra, il ciclo è messo a confronto con le statue di epoca preromana delle Matres Matutae alle quali Schifano s'ispirò per la realizzazione dell'opera, ottenute in prestito dal Museo provinciale campano di Capua.[17]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Warhol e Schifano. Apre domani a Pescara l'Imago Museum, su ArtsLife, 7 febbraio 2021. URL consultato il 24 giugno 2021.
  2. ^ Desirée Maida, A Pescara nasce Imago Museum | Artribune, su artribune.com, 6 gennaio 2021. URL consultato il 24 giugno 2021.
  3. ^ Storia, su www.fondazionepescarabruzzo.it. URL consultato il 24 giugno 2021.
  4. ^ Warhol e Schifano in mostra a Pescara tra pop art e classicismo, su lastampa.it, 25 aprile 2021. URL consultato il 24 giugno 2021.
  5. ^ Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio dell'Abruzzo, Comunicazione di avvio del procedimento di V erifica per la dichiarazione di interesse culturale (PDF), su ambiente.comune.pescara.it, 20 maggio 2020.
  6. ^ Il Museo, su Imago Museum. URL consultato il 24 giugno 2021.
  7. ^ 18 Aprile 2021, Le opere d’arte di Summa in centro dal Primo maggio, su Il Centro. URL consultato il 24 giugno 2021.
  8. ^ Due 'Fanciulle' di Summa in piazza Sacro Cuore a Pescara - Abruzzo, su Agenzia ANSA, 21 maggio 2021. URL consultato il 24 giugno 2021.
  9. ^ Piano A | Imago Museum | Impressionisti scandinavi, su Imago Museum. URL consultato il 24 giugno 2021.
  10. ^ Touring Club Italiano, Pescara. Imago Museum, il nuovo museo d'Arte Moderna e Contemporanea - Eventi Arte e cultura, su Touring Club Italiano. URL consultato il 24 giugno 2021.
  11. ^ Piano B | Imago Museum | Arte, immagine e realtà, su Imago Museum. URL consultato il 24 giugno 2021.
  12. ^ Andy Warhol e Mario Schifano. Tra Pop Art e Classicismo, su Imago Museum. URL consultato il 29 giugno 2021.
  13. ^ Warhol e Schifano tra pop art e classicismo, su Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo. URL consultato il 24 giugno 2021.
  14. ^ Piano C, su Imago Museum. URL consultato il 24 giugno 2021.
  15. ^ Warhol e Schifano per l'Imago Museum a Pescara - ViaggiArt, su ANSA.it, 24 maggio 2021. URL consultato il 24 giugno 2021.
  16. ^ Matres Matutae di Mario Schifano, su Napoli Post | Notizie, turismo, gastronomia, cultura, impresa, 5 ottobre 2018. URL consultato l'8 luglio 2021.
  17. ^ IMAGO MUSEUM. LA MOSTRA “WARHOL E SCHIFANO TRA POP ART E CLASSICISMO” SI ARRICCHISCE DELLE MATRES MATUTAE DEL MUSEO CAMPANO DI CAPUA, su www.fondazionepescarabruzzo.it. URL consultato l'8 luglio 2021.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]