Basilio Cascella

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Basilio Cascella

Basilio Cascella (Pescara, 2 ottobre 1860[1]Roma, 24 luglio 1950) è stato un pittore italiano, attivo dalla fine del XIX secolo alla metà del XX secolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Una ceramica di Basilio Cascella

Il padre, Francesco Paolo, il quale dal 1846 svolgeva l'attività di sarto, si trasferì nel 1870 ad Ortona, e fu proprio in questa città che Basilio trascorse l'infanzia e terminò le scuole elementari. Frequentò poi la scuola serale degli Artieri di Pescara e lavorò come apprendista nello stabilimento tipografico Luigi Salomone. È accertato che i suoi primi disegni risalgono al 1874, copiati dalle stampe. Il padre desiderava di essere aiutato da lui nel negozio di sartoria, ma il ragazzo si rese conto della mancanza di interesse per quell'attività, e nell'aprile del 1875 andò a Roma in cerca di fortuna: lì si dedicò alla litografia, tecnica inventata nel 1798 da Senefelder. Dal 1879 si stabilisce a Napoli ed entra in contatto con molti altri artisti, tra cui Domenico Morelli e Francesco Paolo Michetti. La sua opera si rifà esplicitamente al Verismo.

Le sue attività creative sono molteplici: pittore, grafico ed illustratore. Si trasferisce successivamente a Milano dove apre uno stabilimento litografico d'illustrazione. Lavora come grafico pubblicitario e partecipa con alcune opere all'Esposizione Nazionale Artistica di Torino del 1884, a quella di Venezia del 1887(insieme ad artisti quali Giovanni Segantini, John Singer Sargent, Giacomo Grosso, Cesare Tallone, Antonio Mancini, Federico Bernagozzi), a quella di Londra del 1888 e a quella di Palermo del 1891. Tre dei suoi figli, Tommaso Cascella, Michele Cascella e Gioacchino Cascella continueranno l'opera paterna. Tornato nella sua città natale, Cascella riannoda i rapporti con Michetti ed entra a far parte del cenacolo michettiano, frequentato, all'epoca, da Gabriele D'Annunzio, Francesco Paolo Tosti, Costantino Barbella ed altri noti artisti, letterati e uomini di cultura abruzzesi. Il 30 gennaio 1895 il consiglio comunale della città delibera la cessione di un terreno per permettergli di costruire uno stabilimento litografico e di pittura. Nel 1898 partecipa alla Esposizione generale italiana di Torino.

Nel 1899, dopo aver raccolto attorno a sé un cenacolo di scrittori ed artisti locali, Cascella pubblica il primo numero della rivista “L'illustrazione abruzzese”. Tra i collaboratori spicca Gabriele d'Annunzio. Altri stimoli alla rivista vengono dalle ricerche sul folclore di Antonio De Nino, Gennaro Finamore e Ignazio Cerasoli.

Successivamente cura la rivista “L'illustrazione meridionale” e nel 1905 riprende con una seconda serie “L'illustrazione abruzzese”, cui segue “La Grande Illustrazione”. Collaborano alle riviste, tra gli altri, Luigi Pirandello, Umberto Saba, Gennaro Finamore, Filippo Tommaso Marinetti, Sibilla Aleramo, Matilde Serao, Grazia Deledda, Ada Negri, Guido Gozzano e Giovanni Pascoli. Cascella collabora anche con la rivista milanese Varietas.[2]

Nel 1917 si trasferisce con i figli a Rapino, ove si dedica all'attività di ceramista. Nel 1924 esegue i tre pannelli policromi per la tomba dell'eroe abruzzese Andrea Bafile nella grotta sacrario della Maiella; nel 1926 sette pannelli di grandi dimensioni per la galleria dei banchi di mescita delle Terme del Tettuccio a Montecatini; nel 1930 cinque grandi pannelli con vedute delle città italiane per la galleria della stazione di Milano Centrale; nel 1939 i pannelli decorativi per la stazione marittima di Messina su progetto del figlio Michele.

Negli anni venti aderisce al fascismo e il 24 marzo 1929 è eletto deputato per la XXVIII Legislatura, carica che mantiene fino al 1934.

Rimane attivo anche in età avanzata: realizza numerose opere, tra cui la tela per le nozze del Principe di Piemonte a Villa Savoia a Roma nel 1930, i quadri allegorici La terra e Il mare per il Palazzo del Governo di Bolzano nel 1934 in collaborazione col figlio Tommaso, La giornata della fede al Palazzo del Quirinale a Roma, Gente italica e Fabbro al Ministero dell'Interno a Roma, Trebbia del grano al Ministero dell'Agricoltura. È presente a varie esposizioni tra cui la Quadriennale di Roma del 1931, la IV Mostra del Sindacato Provinciale Fascista di Belle Arti di Abruzzo e Molise a Campobasso nel 1937. Tiene l'ultima personale a Milano nel 1948. Muore a Roma nel 1950.

Nel 1955 nasce ad Ortona (CH) il Premio Basilio Cascella a lui dedicato e ancora attivo.[3]

Pinacoteca d'Arte moderna Cascella[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo Farnese (Ortona).

La Pinacoteca si trova ad Ortona nel Palazzo Farnese, ed ospita gran parte della collezione dei dipinti e delle altre opere d'arte di Cascella.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le fonti non sono concordi sul giorno di nascita di Cascella: il Dizionario Biografico (Collegamenti esterni) indica il 1º ottobre; L'Enciclopedia Italiana (Collegamenti esterni) il 1º agosto.
  2. ^ Vedi articolo da badigit su comune.bologna.it
  3. ^ Vedi sito ufficiale del Premio Basilio Cascella.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franco Battistella (a cura di), Basilio Cascella, catalogo delle cartoline, Pescara, Carsa, 1997. ISBN 88-85854-52-4.
  • Franco Di Tizio, Basilio Cascella, la vita (1860-1950), prefazione di Vittorio Sgarbi, Altino, Ianieri, 2006. ISBN 88-88302-23-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN52492841 · SBN: IT\ICCU\AQ1V\014345 · BNF: (FRcb12348655n (data) · ULAN: (EN500086719