Antonio Mancini (pittore)

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Sargent Singer John, ritratto di Antonio Mancini (1901c.),
Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna

Antonio Mancini (Roma, 14 novembre 1852Roma, 28 dicembre 1930) è stato un pittore italiano.

Riflessi, 1920 ca. (Fondazione Cariplo)

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dimostra una tale e precoce abilità artistica che, appena dodicenne, viene ammesso all'Accademia di Belle Arti di Napoli dove è allievo di Morelli, di Palizzi e di Stanislao Lista.

Si dedica al ritratto e alla pittura di genere aneddotico con notevoli risultati. La sua arte si identifica con la corrente del Verismo.

Rimane a Napoli fino al 1875 anno in cui per alcuni mesi vive a Parigi, dove l'anno precedente aveva esposto due dipinti al Salon. Durante il soggiorno parigino conosce Ernest Meissonier e Jean-Léon Gérôme.[1].

Tuttavia incomincia a soffrire di una grave crisi nervosa. Torna a Napoli ed è ricoverato per quattro anni in una casa di cura. Riprende infine a lavorare, riparte per Parigi nel 1877.

Nel 1878 fa ritorno a Napoli e nel 1881 fu internato nel manicomio provinciale. Fu dimesso l'anno dopo e si trasferì a Roma nel 1883; ha un contratto con il mercante Messinger (lavorò per lui fino al 1911) e poi con Du Chène Vereche, collezionista d'arte che lo ospita nella propria residenza di Villa Jacobini (Casal Romito) a Frascati, dove rimane per 11 anni fino al 1918. Nel 1920 la XXII Biennale di Venezia gli dedicò una mostra personale.[2]

Nel 1929 viene accolto nell'Accademia d'Italia. Muore a Roma nel 1930 ed è sepolto presso la navata destra della Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio sull'Aventino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Matteo Lafranconi, MANCINI, Antonio, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 68, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2007. URL consultato il 30 gennaio 2017.
  2. ^ Laura Casone, Antonio Mancini, Fondazione Cariplo, 2010, CC-BY-SA. URL consultato il 5 novembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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