Cesare Tallone

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Cesare Tallone in una fotografia del 1900 circa

Cesare Vittore Luigi Tallone (Savona, 11 agosto 1853Milano, 21 giugno 1919) è stato un pittore e docente italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Unico figlio maschio dei quattro avuti dalla pianista Teresa Macario e da Pietro Domenico Tallone, originario di Pinerolo, nasce a Savona dove è di servizio il padre, ufficiale dell'esercito piemontese. Nel 1860 la famiglia si sposta a Parma, dove Pietro dirige il Real Collegio militare ma alla sua precoce morte (nel 1863, a soli 47 anni), si trasferisce ad Alessandria, città natale della madre.

Precocemente attratto dalle arti figurative viene ammesso, dodicenne, nella bottega dell’incisore Annibale Motti e due anni dopo, presso la Scuola serale Società Operai Riuniti, in quella del pittore Pietro Sassi[1], che Cesare accompagna nei lavori di decorazione di ville della riviera ligure; riconosciuto presto il suo talento, viene aiutato dalla Municipalità di Alessandria a frequentare corsi regolari e, grazie all'aiuto dell'industriale Domenico Boratto, nel novembre 1872 viene ammesso all'Accademia di Brera[2].

Allievo di Raffaele Casnedi, Luigi Riccardi e in particolare di Giuseppe Bertini, ha come compagni di studio Gaetano Previati, Spartaco Vela, i fratelli Bazzaro, Emilio Gola e Giovanni Segantini; nel 1873 si aggiudica una medaglia d'argento per i progressi registrati durante l'anno scolastico alla Scuola di paesaggio[3] ed entra a far parte della Famiglia artistica[4], un sodalizio animato da Vespasiano Bignami in cui si ritrovano esponenti della Scapigliatura e del Divisionismo come Tranquillo Cremona, Daniele Ranzoni, Giuseppe Grandi, Giovanni Segantini, Eugenio Gignous, Emilio Longoni, Angelo Morbelli e Gaetano Previati e che si basa sul confronto aperto tra diversi correnti artistiche, dove professionisti e dilettanti trovano un ambiente ideale per condividere e scambiare esperienze[4].

Nel 1877 esordisce all'Esposizione annuale di Brera con Parte della sagrestia delle Grazie in Milano, che l'anno successivo ripresenta nella Sala nell’ex palazzo Clerici; nel 1879, anno della conclusione degli studi accademici, viene premiato per Una pia donzella difende dalla rapacità di un godo gli arredi sacri affidati alla sua custodia, dipinto storico affine allo stile e ai precetti del maestro Giuseppe Bertini e primo importante successo mediatico di Tallone, confermato nello stesso anno dalla commissione del Ritratto di Re Umberto. Negli anni successivi viaggia tra Parigi, Londra, dove viene a contatto con la pittura di Diego Velázquez, Venezia e Roma dove studia l'arte di Tiziano e Tintoretto[5] e dal 1880 frequenta gli esponenti di spicco della scuola meridionale Vincenzo Gemito, Antonio Mancini e Francesco Paolo Michetti, mentre a Milano è ospite dello studio del maestro Francesco Hayez, che nutre grande ammirazione nel giovane pittore e del quale ritrarrà la figliastra Angelina Rossi.

All'Esposizione di Roma[6] del 1883 presenta Ritratto di Luigi Bernasconi e Una Vittoria del Cristianesimo ai tempi di Alarico, acquistato dal principe Marcantonio Borghese e distrutto nel corso della Seconda guerra mondiale[7], che gli vale ulteriore notorietà nell'ambiente artistico; nel contempo, insegna alla Scuola popolare professionale gratuita di Bergamo Alta[8]

Nel 1884 ripropone alla mostra di Brera Ritratto di Luigi Bernasconi[9] e all'Esposizione di Torino La derelitta (Ritratto di giovane signora seduta), altra opera di successo, Ritratto di vecchio, Ritratto del capitan Fondacaro e Pittore in erba[10]. Nello stesso anno, si aggiudica il concorso per la cattedra di pittura all'Accademia Carrara di Bergamo, dove succede a Enrico Scuri; tra gli allievi Pellizza da Volpedo[11], Edoardo Berta e Clara Muller.

Nel 1886 partecipa alla mostra di Brera con Beone e Ritratto di Cesare Maironi da Ponte[12], l'anno successivo presenta all'Esposizione Nazionale Artistica di Venezia il Ritratto dell’ingegner Guglielmo Davoglio (futuro marito della sorella Linda Maria, anche lei ritratta lo stesso anno), Beone, Ritratto del colonnello Vittore Tasca e Ritratto del signor Anadone.

Il 18 aprile 1888 sposa la poetessa Eleonora Tango, figlia del nobile napoletano Vincenzo Tango[13], che gli darà nove figli dei quali Guido, che seguirà le sue orme, il liutaio Cesare Augusto[14], la pianista Giuditta[15] e l'editore Alberto[16], cui aggiungere altri due figli avuti ancora studente da Paolina Bellati, fra cui l'architetto Enea[17].

Nel 1889 partecipa all’Esposizione Universale di Parigi con Il bevitore e ritrae per la prima volta la Regina Margherita[18], che successivamente gli commissiona altri due dipinti.

Nel 1894 espone alla Triennale di Milano con La massaia, nel 1895 entra a far parte del neonato Circolo Artistico Bergamasco[19], nel 1897 apre una scuola femminile nella sua residenza di palazzo Suardi, dato che l'accesso delle donne all'Accademia Carrara era interdetto[20]. Espone alla Biennale di Venezia il Ritratto della bambina Irene Tallone e partecipa all'Esposizione generale italiana di Torino con La pastorella, con soggetto la figlia Teresa[21][22].

Nel 1899 viene nominato titolare della cattedra di pittura dell'Accademia di Brera di Milano, in sostituzione del defunto maestro Giuseppe Bertini, ruolo che terrà fino a pochi mesi prima della morte; fra gli alunni il milanese Romano Valori[23] e i futuristi Aroldo Bonzagni, Carlo Carrà[24], Achille Funi, Antonio Sant'Elia, Umberto Boccioni, Aldo Carpi, Leonardo Dudreville, Arturo Tosi, Anselmo Bucci, Antonio Ambrogio Alciati, Giuseppe Palanti, Alessandro Gallotti, Vittorio Gussoni e Umberto Lilloni. Nel 1900 partecipa all’Esposizione della pittura lombarda del XIX secolo con Maternità e Ritratto del colonello Vittore Tasca e all'Esposizione Triennale di Milano, dove viene premiato per il Ritratto del signor Consonni.

Nel 1901 diviene Socio Onorario dell’Accademia, l'anno successivo il Ministero della Pubblica Istruzione lo insignisce del titolo di Cavaliere.

In questo periodo frequenta intellettuali e scrittori, come Ada Negri, Sibilla Aleramo, Margherita Sarfatti, Gabriele d'Annunzio, Filippo Tommaso Marinetti[25].

Partecipa alla Mostra nazionale di Belle Arti di Milano del 1906 con Ritratto del Signor Castagna, Ritratto della Signora Gritti, Ritratto del Signor Bernasconi e Ritratto della Signora De Amorim[26].

Nel 1908 si aggiudica il Premio Principe Umberto con Ritratto della Signora Castelli[27]

«Il ritratto della Signora Castelli è opera nata ed eseguita d’un getto; ricorda quei seducenti pittori inglesi del diciottesimo secolo che accoppiavano alla rappresentazione della vita, un esteriore apparato pittorico disinvolto e fastoso; è un superbo dipinto che sintetizza le qualità dell’artista»

(Catalogo illustrato dell'Esposizione Nazionale di Belle Arti, 1908)

L'anno successivo partecipa all'Esposizione di Venezia, dove gli viene dedicata un'intera sala[28], con Ritratto della signora Paolina Nulli, Ritratto di signora, Ritratto del dottor Rocco Gritti, Ritratto della signora de Amorim, Ritratto del Signor Bernasconi e Ritratto dell'avvocato G.B. Alessi.

Nel 1912 presenta all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Milano il Ritratto di Ettore Baldini: con l'approssimarsi della Prima guerra mondiale, le precarie condizioni fisiche si assommano al dolore per la partenza per il fronte dei quattro suoi figli maschi e di tanti suoi allievi dell'Accademia, ma prosegue l'attività artistica (Ritratto di Emilia, La figlia Giuditta) fino al marzo 1919, quando l'aggravarsi del suo stato lo costringono a lasciare l'insegnamento.

Muore all'Ospedale Fatebenefratelli di Milano il 21 giugno 1919. Sono celebrati Funerali di Stato e viene sepolto al Cimitero Monumentale; la casa bergamasca di via Pignolo 76 in cui ha abitato, attuale sede del Museo Bernareggi, espone una lapide in sua memoria[29].

Nel 1921 viene allestita la personale celebrativa postuma Cesare Tallone presso la Pinacoteca di Brera, cone l'esposizione di 104 tele[30], allo stesso modo nel 1953 viene celebrato il centenario della sua nascita. Nel 1995 viene allestita nella ex Chiesa di S. Agostino alla Fara di Bergamo l'esposizione Pittura a Bergamo da Tallone a Loverini.

Stile[modifica | modifica wikitesto]

«Cesare Tallone, savonese di nascita, ebbe naturali doti di fortissimo pittore e come tutti gli istintivi dell'800 la sua produzione è ricca di opere magistrali»

(La collezione d'arte moderna Frugone, Orlando Grosso, Rivista Municipale di Genova, febbraio 1938)

Cresciuto alla scuola di Giuseppe Bertini, che lo istruisce ai canoni artistici tradizionali[1], se ne distacca definendo precocemente un proprio stile nel quale accoglie sia nuovi precetti contemporanei (l'amicizia con Antonio Mancini ha un'influenza sulla sua attività artistica[31]), che i principi classici, guidato dagli insegnamenti di Francesco Hayez e affascinato dalle opere di Diego Velázquez[32], che conosce nei musei di Londra, oltre a sviluppare la prerogativa di dipingere con estrema velocità ed espressività[33].

La prima affermazione di Tallone è comunque legata a un dipinto storico di imponenti dimensioni (3 x 6 metri), Un trionfo del Cristianesimo al tempo di Alarico del 1883, presentato all'Esposizione di Belle Arti in Roma e acquistato dal principe Marcantonio Borghese e che rispecchia pienamente gli insegnamenti del maestro Bertini[34].

Da questo momento la sua attività sarà principalmente focalizzata sulla ritrattistica a partire dai dipinti su commissione di reali, alta borghesia, artisti in voga, realizzati per ricavarne fama e denaro e delineati da una forte personalità espressiva e introspezione psicologica[35] (Ritratto di Sua Maestà la Regina Margherita, Ritratto di Re Umberto, Ritratto di Maria Gallavresi, Ritratto di Lyda Borelli, Ritratto del signor Bernasconi Luigi, acquistato dal Ministero della Pubblica Istruzione e definito da Primo Levi Opera destinata a fare epoca[36]), da opere dove viene riprodotta con romanticismo l'intimità della sua cerchia familiare (I due cugini, Ritratto di Linda Maria Tallone, Ritratto di Irene Tallone) e da scene di genere (La pastorella, Il beone, La massaia). Notevole anche la produzione paesaggistica del periodo bergamasco, apprezzata dalla critica per la delicatezza del tratto e dall'artista per la libertà scelta nei temi e la possibilità di sperimentare[34], derivata dalla frequentazione con Telemaco Signorini e gli altri artisti Macchiaioli che dipingono en plein air in campagna o in marina[37].

«Ottenere la maggiore illusione possibile con la forza del chiaroscuro e del colore, ricreare il vero sulla tela; ecco un'aspirazione costante della sua pittura...collocava il telaio di fianco al quadro vivente e non era contento se non quando, osservati da lontano, il dipinto potesse reggere al terribile confronto. Non bisogna pensare a Tallone solo ritrattista, ma egli è anche forte paesista; anche in questo ramo dell'arte sua si può notare l'aristocrazia della tinta, la scioltezza della pennellata rapida, la sicurezza della forma, il senso dell'aria e della luce. Nelle sue opere più sentite e profonde, egli raggiunge l'altezza dei grandi antichi e di queste opere dobbiamo principalmente tener conto nel valutar il merito del loro autore; a queste dirigere una speciale attenzione, da queste dedurre che egli ci ha lasciato un magnifico esempio di robusta salute estetica»

(Emporium, Vespasiano Bignami, Istituto Arti Grafiche Bergamo, 1921, pp. 339)

Insegnamento[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1884, anno in cui viene nominato titolare della Cattedra di Pittura dell'Accademia Carrara, Tallone si immedesima completamente nei suoi ruoli di insegnante ed educatore dedicando tempo e risorse ai suoi allievi, tra i quali Pellizza da Volpedo che definisce la sua scuola bottega rinascimentale e che trae dal maestro i precetti di esecuzione dal vero e con tonalità ampiamente luminose, secondo i canoni della pittura del realismo[38].

Carlo Carrà, suo allievo dal 1906 all'Accademia di Brera, scrive:

«Mi esortava a emulare la potenza plastica dei grandi pittori antichi perché, egli diceva, il senso plastico ora smarrito è la virtù prima su cui bisogna riportare la pittura moderna. E di questo senso plastico egli aveva trovato per istinto il profondo filone. Michelangelo da Caravaggio e Velazquez erano i pittori da lui preferiti e non tralasciava mai di raccomandarmi di studiare le loro opere»

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto del conte Aldo Annoni, 1901 (Fondazione Cariplo)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b "VIII Esposizione internazionale d'arte della città di Venezia. Catalogo illustrato", 1909, pp 126-127
  2. ^ Lettere al benefattore Domenico Boratto di Alessandria e al figlio Maurilio, su cultural.it. URL consultato il 17 maggio 2020.
  3. ^ Atti dell'Accademia di Belle Arti in Milano, 1873, pp. 66-71.
  4. ^ a b Cesare Tallone, su famigliaartisticamilanese.wordpress.com. URL consultato il 17 maggio 2020.
  5. ^ Cesare Tallone (PDF), su http://www.bollettinodarte.beniculturali.it. URL consultato il 28 maggio 2020.
  6. ^ "Esposizione di Belle Arti in Roma. Catalogo generale ufficiale", Editore Edoardo Perino, 1883, pp 83
  7. ^ a b Cesare Tallone, su https://www.archiviotallone.com. URL consultato il 13 maggio 2020.
  8. ^ Storia del Circolo Artistico, su circoloartisticobergamasco.it. URL consultato il 22 maggio 2020.
  9. ^ a b Ritratto di Luigi Bernasconi, su https://www.beni-culturali.eu. URL consultato il 14 maggio 2020.
  10. ^ Il pittore in erba, su https://artsandculture.google.com. URL consultato il 22 maggio 2020.
  11. ^ Biografia di Giuseppe Pellizza da Volpedo, su http://www.homolaicus.com. URL consultato il 14 maggio 2020.
  12. ^ Lorenzo Benapiani e Augusto Barattani, Appunti critici illustrati alla Mostra della Società per le Belle Arti, G. Galli Editore, 1886, pp. 62-64.
  13. ^ Eleonora, su archiviotallone.com. URL consultato il 17 maggio 2020.
  14. ^ Cesare Augusto Tallone, su https://www.famigliapoggi.com. URL consultato il 17 maggio 2020.
  15. ^ Zia Ponina, su http://www.faroteatrale.it. URL consultato il 17 maggio 2020.
  16. ^ I famosi caratteri dell’Archivio Tallone, su https://blog.maremagnum.com. URL consultato il 17 maggio 2020.
  17. ^ Figli, su https://www.archiviotallone.com. URL consultato il 17 maggio 2020.
  18. ^ Dama in nero (Margherita di Savoia), su http://www.culturaitalia.it. URL consultato il 20 maggio 2020.
  19. ^ Circolo Artistico Bergamasco, su http://www.circoloartisticobergamasco.it/. URL consultato il 22 maggio 2020.
  20. ^ Il debito di Pellizza da Volpedo, su succedeoggi.it. URL consultato il 22 maggio 2020.
  21. ^ Ritratto della figlia Irene (Ragazza con rose) (PDF), su fondazionecreberg.it. URL consultato il 22 maggio 2020.
  22. ^ Esposizione Generale Italiana.Torino 1898. Catalogo illustrato delle Belle Arti, Editori Roux, Frassati & C., 1898, p. 193.
  23. ^ Valori Romano, Recta Galleria d'arte - Roma. URL consultato il 19 agosto 2020.
  24. ^ CESARE TALLONE (1853-1919), su https://www.villacedri.ch. URL consultato il 17 maggio 2020.
  25. ^ Il debito di Pellizza da Volpedo, su http://www.succedeoggi.it. URL consultato il 2 giugno 2020.
  26. ^ Mostra nazionale di Belle Arti : catalogo illustrato, su digitami.it. URL consultato il 15 maggio 2020.
  27. ^ Catalogo illustrato dell'Esposizione Nazionale di Belle Arti, Alfieri e Lacroix, 1908, pp. 16-18.
  28. ^ L'illustrazione popolare, Treves Editori, 1909, p. 678.
  29. ^ Cesare Tallone, su http://www.chieracostui.com. URL consultato il 22 maggio 2020.
  30. ^ Emporium, Istituto Arti Grafiche Bergamo, 1921, pp. 338-339.
  31. ^ Cesare Tallone, su https://www.sightsize.com. URL consultato il 20 maggio 2020.
  32. ^ Ritratto femminile, su http://www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 20 maggio 2020.
  33. ^ A Bellinzona Cesare Tallone e i suoi ritratti, su https://st.ilsole24ore.com. URL consultato il 2 giugno 2020.
  34. ^ a b "Emporium", Istituto Arti Grafiche Bergamo, 1921, pp 338-339
  35. ^ Il debito di Pellizza da Volpedo, su http://www.succedeoggi.it. URL consultato il 2 giugno 2020.
  36. ^ Cesare Tallone, una figura da ricostruire, su https://www.ilgiornale.it. URL consultato il 2 giugno 2020.
  37. ^ "Serata all'Osteria della Scapigliatura", Eugenio Gara e Filippo Pazzi, Lampi di stampa, 2004, pp 290-291
  38. ^ Pellizza da Volpedo, su http://www.pellizza.it. URL consultato il 2 giugno 2020.
  39. ^ Ritratto di Giovan Battista Zitti, su http://www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 14 maggio 2020.
  40. ^ Lettere al benefattore Domenico Boratto di Alessandria e al figlio Maurilio, su http://www.cultural.it. URL consultato il 17 maggio 2020.
  41. ^ Ritratto del magistrato Vincenzo Tango, su http://catalogo.uffizi.it. URL consultato il 13 maggio 2020.
  42. ^ Foro Romano, su http://www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 13 maggio 2020.
  43. ^ Ritratto del signor Anadone, su http://www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 13 maggio 2020.
  44. ^ Ritratto di Francesco Zambeletti, su http://www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 14 maggio 2020.
  45. ^ La massaia, su http://www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 13 maggio 2020.
  46. ^ Paesaggio con fiori, su http://www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 13 maggio 2020.
  47. ^ Ritratto di Cesare Maironi da Ponte (PDF), su http://www.fondazionecreberg.it. URL consultato il 18 maggio 2020.
  48. ^ Marina con scogliera al tramonto, su http://www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 13 maggio 2020.
  49. ^ Marina con scogliera al tramonto, su http://www.guidedocartis.it. URL consultato il 17 maggio 2020.
  50. ^ Ritratto del colonnello Vittore Tasca, su http://www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 13 maggio 2020.
  51. ^ Ritratto di Francesco Salvi (PDF), su http://www.fondazionecreberg.it. URL consultato il 22 maggio 2020.
  52. ^ Ritratto di Guido Rey, su http://www.culturaitalia.it. URL consultato il 20 maggio 2020.
  53. ^ Ritratto di Maria Gallavresi con la madre, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 14 maggio 2020.
  54. ^ Ritratto di Domenico Morandi, su http://www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 14 maggio 2020.
  55. ^ Bergamo alta, su http://raccolte.acri.it. URL consultato il 14 maggio 2020.
  56. ^ "Jucker: collezionisti e mecenati", Antonello Negri e Silvia Bignami, 1998, p. 50.
  57. ^ Ritratto di Angelina Rossi Hayez, su http://www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 14 maggio 2020.
  58. ^ Ponte di Nossa, su http://raccolte.acri.it. URL consultato il 14 maggio 2020.
  59. ^ Ritratto di Francesco Pasini tenore, su http://www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 14 maggio 2020.
  60. ^ Ritratto dell’avvocato Tiraboschi (PDF), su http://www.fondazionecreberg.it. URL consultato il 22 maggio 2020.
  61. ^ La massaia, su http://www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 18 maggio 2020.
  62. ^ Lago dell'Arno, su http://www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 13 maggio 2020.
  63. ^ Ritratto di Ellade Crespi Colombo (PDF), su http://www.fondazionecreberg.it. URL consultato il 18 maggio 2020.
  64. ^ Ritratto di Ellade Crespi Colombo, su http://www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 14 maggio 2020.
  65. ^ Testa di bove, su http://www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 14 maggio 2020.
  66. ^ Cesare Tallone - Ritratto del conte Aldo Annoni, su artgate-cariplo.it. URL consultato il 14 maggio 2020.
  67. ^ Ritratto di Giovanni Morandi, su http://www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 14 maggio 2020.
  68. ^ Ritratto della figlia Irene, su https://www.beni-culturali.eu. URL consultato il 22 maggio 2020.
  69. ^ Ritratto del dottor Ghisalberti, su http://www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 13 maggio 2020.
  70. ^ I due cugini, su http://bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 16 maggio 2020.
  71. ^ a b c Francesco Leone e Fernando Mazzocca, Ottocento. L'arte dell'Italia tra Hayez e Segantini, 2019, Silvana Editoriale, pp. 275-354.
  72. ^ Ritratto di Lyda Borelli, su https://collezionepantano.blogspot.com. URL consultato il 22 maggio 2020.
  73. ^ Ritratto di Alessandro Pirovano, su beni-culturali.eu. URL consultato il 14 maggio 2020.
  74. ^ Ritratto di Amalia Pirovano, su beni-culturali.eu. URL consultato il 14 maggio 2020.
  75. ^ Ritratto di Carlo Brera, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 14 maggio 2020.
  76. ^ Cesare Tallone – il Ritratto di Ettore Baldini, su artribune.com. URL consultato il 18 maggio 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN29804361 · ISNI (EN0000 0000 6661 4305 · SBN IT\ICCU\MILV\164587 · Europeana agent/base/44097 · LCCN (ENn85251572 · GND (DE124235999 · BNF (FRcb149700806 (data) · ULAN (EN500032230 · WorldCat Identities (ENlccn-n85251572