Daniele Ranzoni

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Daniele Ranzoni (Intra, 3 dicembre 1843Intra, 20 ottobre 1889) è stato un pittore italiano, legato alla Scapigliatura.

D. Ranzoni - Giovinetta inglese, 1880
D. Ranzoni - La sommossa (o La lapidazione), 1863/64

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovanissimo, frequenta i corsi dell'Accademia di Brera, quindi quelli dell'Accademia Albertina di Torino, concludendo gli studi di nuovo a Brera, allievo, insieme a Mosè Bianchi e Tranquillo Cremona, di Giuseppe Bertini.

Il rientro ad Intra, dove va a vivere con i genitori, corrisponde a un periodo di intensa attività pittorica. Si afferma nel disegno come nella pittura, impostata sullo studio dal vero e l’uso di una tavolozza chiara, già espressiva di luminosità. Crea una scapigliatura locale radunando giovanni artisti, professionisti e intellettuali, come lui accaniti nel prendere di mira la rigidità borghese. Contemporaneamente, entra in contatto con il raffinato ambiente aristocratico del Lago.

Il 2 ottobre del 1868 il torrente San Bernardino allaga Intra. Sconvolto dalla tragedia, Ranzoni torna a Milano con l’intenzione di arruolarsi nelle file garibaldine, ma Tranquillo Cremona lo dissuade e lo ospita. Il loro sodalizio produce una ricerca sulla pennellata e il cromatismo in cui Ranzoni, creatore della cosiddetta “macchia scapigliata”, è la forza motrice. 

Assieme a Cremona e allo scultore Giuseppe Grandi (la trinità dei nani giganti, come amavano a definirsi per la comune piccola statura) partecipa alla “bohème” milanese degli happenings di strada dando vita alla scapigliatura artistica, che conoscerà la sua età d’oro nel decennio 1870. Pur residente ufficialmente a Milano, dal 1873 al 1877, trascorre lunghi periodi sul Lago Maggiore, a Villa Ada a Ghiffa, dai principi Troubetzkoy: la Principessa Ada Troubetzkoy è la donna amata, ninfa Egeria, che gli apre le porte della committenza internazionale alta locata, di casa sul Lago Maggiore. È maestro dei suoi tre figli, immortalati nel dipinti della Galleria d’Arte Moderna di Milano, I ragazzi Troubetzkoy con il cane (Paolo diventerà il celeberrimo scultore belle époque e Pierre che sposerà la scrittrice statunitense Amelie Rive, society painter). Dispose di un atelier nella villa dove può ricevere gli amici Scapigliati e i ritratti realizzati da lui in quella stagione felice, rispecchiano un vitalismo appagato: materia più pastosa, scala cromatica di verdi, azzurri, rossi ed ocra in una pennellata nervosa che descrive la forma. L’incanto finisce quando i tre ragazzi Troubetzkoy sono mandati in collegio a Milano. La sua presenza in villa non essendo più giustificata, Ranzoni accetta un invito per l’Inghilterra, dove per quasi tre anni diventa il pittore della gentry, aristocrazia terriera, e va a vivere nel lusso dei manieri di campagna, nel Kent, nel Somerset e nello Shropshire, isolato ed infelice malgrado i lauti compensi.

Rientra affrettatamente in Italia dopo il rifiuto di tre delle sue opere all’esposizione d’estate della Royal Academy di Londra nel 1879, per dover prendere atto della fine del mondo che era stato il suo. A Milano, morto Cremona, la Scapigliatura degli happenings di strada è oramai cosa del passato. Sul Lago Maggiore, gli stranieri rimpatriano spinti dalla crisi economica mondiale che scuota i patrimoni: fallimenti e suicidi si moltiplicano. Villa Ada è stata venduta e la separazione de coniugi Troubetzkoy distrugge la famiglia dei suoi amati ex-allievi. Ranzoni deve prendere atto della progressiva distruzione di quel mondo che sottendeva la sua rappresentazione del reale. Dal 80 al 85 vive un periodo di intensa produttività, in cui il suo linguaggio si trasforma in un’estrema economia di mezzi, la materia si rarifica e la pennellata diventa più espressiva fino ad esser foriere della ritrattistica espressionista del XX secolo. Nel 85 una crisi mentale grave necessita il ricovero coatto presso il manicomio di Novara (marzo-maggio 1885)

All’uscita dell’ospedale, è ospite alle isole di Brissago della Baronessa Antoinette de Saint Léger, donna colta mecenate di artisti e intellettuale che fino al 1920 continuerà a condurre la fastosa vita di quella raffinata classe cosmopolita che oramai aveva disertato il lago. Il soggiorno (1885-1886) ridà intensità creativa a Ranzoni: per tre anni ancora produce sconvolgenti opere, tra le più ammaglianti del fine secolo. Poi segue un periodo di disagio mentale che logora progressivamente la sua energia psichica.

Muore a Intra il 29 ottobre 1889.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • I tre ragazzi Troubetzkoy con il loro cane (1874), Milano, Galleria d'Arte Moderna
  • Ritratto della Principessa Ada Troubetzkoy (1875), Collezione Privata
  • I tre amici (Ritratto di Mary Frances e Ralph Plantagenet) (1878), Collezione Privata
  • Giovinetta inglese (1880), Collezione Privata
  • Ritratto della Signora Pisani Dossi (1880), Collezione Privata
  • La baronessa Francfort (1880), Milano, Galleria d'Arte Moderna
  • Ritratto di Antonietta Tzikos di St. Leger, (1886) , Collezione Privata
  • Lago Maggiore dalle Isole St. Leger (1886), Collezione Privata

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Boccardi, Renzo, Giovani Borellli, Vittore Grubicy, Luigi Conconi, Raffaele Giolli, Daniele Ranzoni. Ottanta riproduzioni delle sue migliori opere, Alfieri & Lacroix, Milano, 1911
  • Carrà, Carlo. Daniele Ranzoni. Roma, 1924
  • Imbrico, Piera, Daniele Ranzoni (Intra 1843-1889), Intra, Alberti Editore Libraio 1989
  • Ojetti, Ugo, Ritratti di artisti italiani: Daniele Ranzoni. Treves, Milano, 1931
  • Pagani, Severino, La pittura lombarda della Scapigliatura. Milano 1955
  • Quinsac, Annie-Paule, (a cura di) Catalogo della Mostra Daniele Ranzoni 1843-1889, Centenario della morte, presso il Palazzo della Permanente, Milano, Mazzotta Editore, 1989.
  • Quinsac, Annie-Paule, Daniele Ranzoni. Catalogo ragionato dei dipinti e dei disegni, Skira, Milano 1997. ISBN 8881182564
  • Quinsac, Annie-Paule, (a cura di) Scapigliatura, Catalogo della mostra, Palazzo Reale, Milano Palazzo Reale, Venezia, Marsillio Editore, 2009. ISBN 8831798022
  • Quinsac, Annie-Paule, (a cura di), Ranzoni. Lo scapigliato maudit, Catalogo della mostra. Gallerie Maspes, Milano, Grafica Antiga, 2017.
  • Sarfatti, Margherita, Daniele Ranzoni. Reale Accademia d'Italia, Roma, 1935

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