Ghiffa

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Ghiffa
comune
Ghiffa – Stemma
Ghiffa – Veduta
Ghiffa vista da Laveno
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaCoA of Verbano-Cusio-Ossola.svg Verbano-Cusio-Ossola
Amministrazione
SindacoMatteo Lanino (lista civica Insieme per Ghiffa) dal 26/05/2014, riconfermato il 26/05/2019
Territorio
Coordinate45°57′N 8°37′E / 45.95°N 8.616667°E45.95; 8.616667 (Ghiffa)Coordinate: 45°57′N 8°37′E / 45.95°N 8.616667°E45.95; 8.616667 (Ghiffa)
Altitudine201 m s.l.m.
Superficie14,65 km²
Abitanti2 368[1] (01-01-2018)
Densità161,64 ab./km²
FrazioniArca, Bozzela, Carpiano, Cargiago, Caronio, Ceredo, Deccio, Frino, Rometto, Ronco, San Maurizio, Selva, Sasso, Susello
Comuni confinantiArizzano, Bee, Castelveccana (VA), Laveno-Mombello (VA), Oggebbio, Porto Valtravaglia (VA), Premeno, Verbania
Altre informazioni
Cod. postale28823
Prefisso0323
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT103033
Cod. catastaleE003
TargaVB
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantighiffesi
PatronoSanta Croce
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ghiffa
Ghiffa
Ghiffa – Mappa
Posizione di Ghiffa nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola
Sito istituzionale

Ghiffa (Ghifa nel locale dialetto lombardo occidentale) è un comune italiano di 2.368 abitanti[2] della provincia del Verbano-Cusio-Ossola, sulla sponda occidentale piemontese del Lago Maggiore, posto a cinque chilometri a nord dal capoluogo Verbania.

Il comune fa parte dell'unione di comuni del Lago Maggiore.[3]

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio, comprendente parte del Lago Maggiore, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate, culiminanti a 870 metri s.l.m.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo viene fatto derivare dagli studiosi dal latino volgare Guiffa o Guifa, col significato di "segno opposto a una proprietà o a un fondo"; altri lo farebbero derivare dal verbo germanico Wifa, col significato di "termine di confine".[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

I primi insediamenti risalgono all'epoca della Civiltà dei Golasecca e dell'Età del ferro, come testimoniano le incisioni rupestri e reperti rinvenuti nell'area del Sacro Monte di Ghiffa.

Sono vari i ritrovamenti che risalgono al periodo Romano di, tra questi alcune tombe a Frino e Carpiano.[5]

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

La prima citazione risale al Basso Medioevo in un documento liturgico del 1125, facente parte del decanato di San Maurizio della Costa insieme a : Intra, Pallanza e Valle Intrasca.

Nel 1447 Filippo Maria Visconti diede in feudo il decanato di San Maurizio ai marchesi Moriggia (Morigi), essi tenevano banco di giustizia a Ceredo e edificarono il proprio castello nella frazione di Frino, che divenne capoluogo del feudo.[6] [7] [8]

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel XVII secolo, con il cardinale Giacomo Antonio Morigia, precettore del granduca di Toscana e arcivescovo di Firenze, fece di Ghiffa un luogo d'incontro di artisti e letterati che diedero vita a un rinascimento lacustre.

L'infeudazione del territorio ai Moriggia perdura fino al 1744, quando, a seguito del Trattato di Worms, il feudo viene ceduto al Regno Sabaudo e successivamente con l'estinzione della famiglia Moriggia , passa ai Borromeo con continue discussioni con la popolazione per i diritti di pesca sul lago e quelle per ampliare la loro influenza nei possedimenti.[9][7][8] [10]

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Con il XIX Secolo si sviluppa il trasporto via lago, il completamento della strada litoranea che risale verso la Svizzera. Ghiffa è così diventato polo d'attrazione sia per il turismo, con l'edificazione di alberghi e di grandi e prestigiose ville, sia per l'industria, in particolare quella del cappello. Si afferma la ditta Panizza che nel 1879 inaugura infatti l'omonimo cappellificio collocato sulla riva del lago la cui fama si eleva fino a imporsi anche a livello internazionale.[11]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Ghiffa-Stemma.png

Lo stemma comunale, troncato in due campi a sfondo azzurro e verde, è stato concesso con Decreto del Presidente della Repubblica. Sulla linea di troncatura domina l'immagine di un castello d'argento, turrito e merlato alla guelfa.[12]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Sacro Monte di Ghiffa: la cappella della Incoronazione della Vergine
Il Sacro Monte
Posto lungo le pendici boscose del monte Cargiago, il Sacro Monte di Ghiffa si trova in una splendida posizione panoramica con una stupenda vista sul Lago Maggiore. Nel 2003 questo straordinario complesso monumentale è stato inserito dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale insieme ad altri sei Sacri Monti piemontesi.
Chiesa parrocchiale di San Maurizio
Sorge su una verde collina isolata, risale al XII secolo. La primitiva edificazione di questa chiesa risale al 1125, ma con il 1547 si pose mano al suo totale rifacimento che assegnò al tempio gli odierni caratteri tipologici.[13]
Chiesa di Santa Croce
Poco distante dal Palazzo comunale sorge la Chiesa di Santa Croce, edificata nella seconda metà del Seicento come semplice oratorio e divenuta parrocchiale solo a partire dal 1954. Il campanile che la affianca risale invece al 1773.[14]
Chiesa della Beata Vergine Assunta a Susello
Chiesa della Beata Vergine Assunta
Situata nella frazione di Susello. Menzionata nella prima volta nel 1173, presenta il profilo a capanna di stile lombardo con pinnacoli neogotici collocati sul vertice e due caratteristici vani, introdotti da arcate, ai lati del portale cinquecentesco.[15]
Monastero delle benedettine del SS. Sacramento
Il Monastero Benedettino risale al primo Novecento, trovò posto sulle rovine di un antico edificio patrizio, casa Prestini.[16] Dal 1906, proveniente da Seregno vive una comunità di circa 50 monache, che segue la Regola benedettina.[17]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello di Frino
Il castello di Frino, fu edificato intorno al 1600, dai marchesi Moriggia. Esso, in una delle più belle e panoramiche posizioni del Verbano, fu venduto all'estinzione della famiglia nel 1896, e venne acquistato dall'architetto Giuseppe Pirovano. Egli rilevò il castello ormai privo anche del ricco mobilio e lo restaurò fino a riportarlo all'antico splendore. Il castello è stato trasformato in anni recenti in albergo-ristorante e a testimonianza della lussuosa vegetazione e la magnificenza di un tempo sono rimasti i giganteschi cipressi che erano motivo di rivalità con i Borromeo.[18]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Il porto e il lungolago
Riserva Naturale del Sacro Monte di Ghiffa
Si estende dalla zona del Sacro Monte (350 m) fino alla cima del Monte Cargiago (713 m), toccando il paese di Pollino ed il versante occidentale del monte, caratterizzato dall’ambiente umido del rio Ballona. Lungo i sentieri che si snodano tra il verde, si incontrano alcune cappelle votive, segno della passata religiosità popolare. La Riserva è costituita prevalentemente da bosco di castagno, mentre le formazioni a conifere sono tutte di origine artificiale, invece, sono segnalate 36 specie appartenenti alla classe dei mammiferi, fra cui caprioli, scoiattoli, volpi, ghiri e tassi. Più numerosi sono invece i volatili, complessivamente 56 specie, fra cui si segnalano la poiana, il nibbio bruno, il gheppio, il gufo, la civetta, il picchio, la ghiandaia, l’usignolo, la cornacchia grigia ecc.[19]
Lungolago Giorgio Ambrosoli
Il lungolago di Ghiffa è lungo circa trecento metri ed è stato dedicato a Giorgio Ambrosoli, avvocato milanese assassinato dalla Mafia nel 1979, era spesso di villeggiatura a Ghiffa, paese a cui era molto legato. Sul lungo lago è presente un monumento ai caduti delle guerre mondiali e una Canfora secolare.[19]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Caronio, Cargiago, Ceredo, Carpiano, Arca, Selva, Susello, Rometto, Sasso, San Maurizio, Bozzela, Frino, Ronco, Deccio.

Insediamenti residenziali[modifica | modifica wikitesto]

Villaggio Valdora, Villaggio Miralago.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La posizione al sole del territorio, ha favorito lo sviluppo di aziende florovivaistiche. Il settore economico più importanti sono attività che operano nei comparti alimentare, tessile, cantieristico, edile, della lavorazione del legno, della fabbricazione dei mobili e materiali da costruzione.

Il terziario si compone di una sufficiente rete commerciale oltre che dell'insieme di servizi, che comprendono anche quello immobiliare, le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione e di soggiorno.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1990 1994 Grezio Demetrio Sindaco
1994 2004 Agosti Giovanna in Bersi Sindaco
2004 2014 Suman Roberto Sindaco
2014 in carica Lanino Matteo Sindaco

Il comune faceva parte della Comunità Montana Alto Verbano, e in seguito è entrato nell'Unione dei Comuni del Lago Maggiore.

Classificazione climatica: zona E, 2431 GR/G.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

È gemellata con:

Società[modifica | modifica wikitesto]

I ghiffesi, presentano un indice di vecchiaia di poco superiore alla media, sono concentrati per la maggior parte nel capoluogo comunale e nelle località Cargiago e Susello, nonché in aggregati urbani minori e case sparse. L'abitato, caratterizzato da una forte crescita edilizia, in parte si allinea lungo la costa, a ridosso del boscoso versante del Monte Cargiago, in parte si inerpica con numerose ville e parchi sulla collina; a sud-est lungo la riva del lago, è il nucleo più antico.[20]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[21]

Stranieri[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º gennaio 2018 risiedevano a Ghiffa 109 stranieri. In termini percentuali, gli immigrati costituiscono il 4,6% della popolazione totale.

Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti (dati ISTAT)[22]:

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è attraversato dalla strada statale 34 del Lago Maggiore.

Il trasporto pubblico è offerto dalla VCO Trasporti, tramite il servizio extraurbano tra Pallanza e Brissago.

Il trasporto lacustre è offerto dalla Navigazione Lago Maggiore, solo con l'orario estivo.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo dell'Arte del Cappello[23]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] - Popolazione residente al 1 gennaio 2018.
  2. ^ Ghiffa - tuttitalia.it
  3. ^ Statuto (PDF), su unionelagomaggiore.it.
  4. ^ Toponimo Hhiffa, su italiapedia.it. URL consultato il 4 novembre 2018.
  5. ^ Ghiffa età antica, su lagomaggioreferien.com. URL consultato il 4 novembre 2018.
  6. ^ Ghiffa, su lagomaggioreferien.com. URL consultato il 4 novembre 2018.
  7. ^ a b Ghiffa, su thinktag.it. URL consultato il 4 novembre 2018.
  8. ^ a b Ghiffa, su italiapedia.it. URL consultato il 4 novembre 2018.
  9. ^ Ghiffa età moderna, su lagomaggioreferien.com. URL consultato il 4 novembre 2018.
  10. ^ Ghiffa età moderna II, su sacromonte-ghiffa.com. URL consultato il 4 novembre 2018.
  11. ^ Ghiffa contemporanea, su comune.ghiffa.vb.it. URL consultato il 4 novembre 2018.
  12. ^ Ghiffa simbolo, su italiapedia.it. URL consultato il 4 novembre 2018.
  13. ^ Parrochiale di San Maurizio, su comune.ghiffa.vb.it. URL consultato il 2 novembre 2018.
  14. ^ Chiesa di Santa Croce, su comune.ghiffa.vb.it. URL consultato il 2 novembre 2018.
  15. ^ Santa Maria Assunta a Susello, su parrocchiaghiffa.org. URL consultato il 2 novembre 2018.
  16. ^ Monastero benedettine, su comune.ghiffa.vb.it. URL consultato il 2 novembre 2018.
  17. ^ il nostro Monastero, su benedettineghiffa.org. URL consultato il 2 novembre 2018.
  18. ^ Castello di Frino, su thinktag.it. URL consultato il 4 novembre 2018.
  19. ^ a b Parco sacro monte, su comune.ghiffa.vb.it. URL consultato il 4 novembre 2018.
  20. ^ italiapedia.it, http://www.italiapedia.it/comune-di-ghiffa_Descrizione-103-033. URL consultato il 4 novembre 2018.
  21. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  22. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 1 gennaio 2018 per sesso e cittadinanza, su tuttitalia.it. URL consultato il 12 novembre 2018.
  23. ^ Comune di GhiffaMuseo, su comune.ghiffa.vb.it (archiviato dall'url originale il 15 luglio 2013).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Eco Risveglio, La guida turistica del Verbano-Cusio-Ossola, Gravellona Toce, Eco Risveglio, dicembre 2006.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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